[{"categories":["viaggiare","consigli pratici"],"contents":"La prima volta che abbiamo provato a scaricare le acque nere alla americana, non è andata benissimo. Nessun manuale, nessun video su YouTube ci aveva preparati a un sistema completamente diverso da quello europeo: e quello è stato solo l\u0026rsquo;inizio delle sorprese.\nDopo aver attraversato l\u0026rsquo;Eurasia fino al Giappone, il nostro camper è sbarcato in Nord America e si è aperto un capitolo completamente nuovo. Le regole cambiano, gli attacchi cambiano, persino il modo di scaricare le acque nere cambia. Da un paio di settimane abbiamo ritirato Toto, lo abbiamo adattato agli standard americani e stiamo girando il Canada: ecco tutte le informazioni pratiche che avremmo voluto avere prima di partire.\nSe stai progettando un viaggio in camper tra Canada, USA, Messico e oltre, questa guida ti risparmierà ore di ricerche.\nAssicurazione RC per il camper straniero Trovare un\u0026rsquo;assicurazione di responsabilità civile per un veicolo straniero in Nord America non è banale: nella nostra ricerca abbiamo individuato solo due compagnie disposte ad assicurare mezzi non immatricolati localmente, e in realtà si tratta della stessa realtà con due nomi diversi.\nSeguro Gringo\u0026nbsp; : copertura fino a 300.000 $ per incidente. Intersecure Group\u0026nbsp; : stessa \u0026ldquo;famiglia\u0026rdquo; assicurativa, con un costo di circa 80 $ in più ma alcune garanzie aggiuntive: Copertura Massimale Info RC 100.000 $ a persona Massimo 200.000 $ Danni a cose 100.000 $ Spese mediche 2.000 $ a persona Massimo 10.000 $ La differenza principale è che Intersecure scorpora i danni a terzi da quelli alle persone, offrendo massimali più chiari in caso di sinistro.\nAssistenza stradale: perché non se ne può fare a meno In USA il carro attrezzi ha costi da capogiro, quindi un\u0026rsquo;assistenza stradale non è un\u0026rsquo;opzione ma una necessità. Abbiamo scelto GoodSam\u0026nbsp; , che a 160 $ l\u0026rsquo;anno (in promozione a 80 $) copre in modo illimitato i traini sia negli Stati Uniti che in Canada.\nUn dettaglio comodo: l\u0026rsquo;iscrizione non richiede VIN o targa, basta un indirizzo, anche quello di un hotel.\nAssicurazione medica per viaggi lunghi Dopo aver confrontato diverse compagnie, per questo viaggio abbiamo scelto HeyMondo\u0026nbsp; (abbiamo anche un codice sconto del 10%, se vi serve chiedetecelo). È una delle poche che a prezzi onesti copre fino a 3 milioni di euro di massimale ed è pensata anche per soggiorni lunghi.\nNelle versioni Top e Premium:\ncopertura acquistabile fino a 100 anni massimale spese mediche di 200.000 € per gli over 74 per soggiorni superiori ai 60 giorni il limite di età scende a 54 anni link affiliato HeyMondo Ottieni lo sconto del 10% sulla tua prossima assicurazione. Disclaimer: Questo è un link affiliato, il che significa che riceviamo una piccola commissione, senza costi aggiuntivi per te. L\u0026rsquo;attacco del gas: dall\u0026rsquo;Europa al Nord America Questo è stato uno dei rompicapi più grandi. Gli attacchi del gas americani (POL-US) non hanno nulla a che vedere con quelli tedeschi (W21.8) usati sulla maggior parte dei camper europei.\nAbbiamo trovato un\u0026rsquo;azienda inglese che vende l\u0026rsquo;adattatore completo da attacco tedesco ad attacco americano, comprensivo di:\ntubo tedesco adattatore M20 femmina → W21.8 maschio (per collegarlo alla Truma mono control) adattatore W21.8 → POL-US Se invece non volete sostituire tutto il tubo, le alternative sono due:\ncercare un adattatore diretto M20 → POL-US (noi non l\u0026rsquo;abbiamo trovato) usare un adattatore da attacco italiano maschio a tedesco femmina, abbinato all\u0026rsquo;adattatore POL-US Puoi acquistare su eBay cliccando qui:\nKit completo\u0026nbsp; Solo adattatore\u0026nbsp; Acquisto e ricarica del gas propano in nord america Il gas propano in Nord America si trova ovunque e costa pochissimo rispetto agli standard europei. Le bombole (in genere formato americano, diverso da quello europeo) si acquistano facilmente da Canadian Tire, Walmart, Home Depot o nei negozi di ferramenta: se il vostro camper monta un attacco europeo, verificate in anticipo la compatibilità o procuratevi l\u0026rsquo;adattatore giusto prima di partire.\nPer la ricarica, invece, non serve nemmeno cercare troppo: praticamente ogni benzinaio in USA e Canada offre il servizio di riempimento propano, spesso con un semplice self-service o un operatore alla pompa dedicata. In alternativa, per individuare i punti di ricarica anche fuori dai centri abitati, usiamo iOverlander\u0026nbsp; , che nel suo database include, oltre ai luoghi dove dormire, anche i punti di rifornimento propano segnalati dalla community.\nCarico acqua e scarico delle acque grigie e nere Il filetto del tubo americano è simile al nostro, ma non identico: con il nostro tubo europeo l\u0026rsquo;acqua usciva più di quella che entrava. La soluzione più semplice è comprare un tubo americano da 20 CAD (circa 12 €) in qualsiasi Canadian Tire appena arrivati.\nDiverso il discorso per gli scarichi. Il sistema nordamericano prevede serbatoi fissi per acque nere e grigie, con un tubo flessibile collegato alla valvola del camper che si inserisce nel pozzetto della dump station. Per i camper europei l\u0026rsquo;operazione non è sempre immediata: noi abbiamo optato per un tubo flessibile \u0026ldquo;artigianale\u0026rdquo;, acquistato su Amazon\u0026nbsp; (il liquido per le acque nere si trova invece anche da Canadian Tire).\nInternet e connettività on the road In Canada, appena si esce dalle città, la copertura diventa un\u0026rsquo;incognita reale. Stiamo usando il router di Connect PLS\u0026nbsp; con SIM virtuale, ma i problemi non sono mancati; vedremo se in USA la situazione migliora.\nAlcuni amici ci hanno consigliato Cricket Wireless\u0026nbsp; , che a partire da 45 $ offre piani illimitati validi in Canada, USA e Messico. Non l\u0026rsquo;abbiamo scelto perché manca la funzione hotspot, per noi indispensabile.\nStarlink: la svolta La vera svolta è stata trovare da Best Buy uno Starlink Mini: parabola a 200 €, con piani Roam in Canada (arrotondati):\n100 GB: 45 €/mese 300 GB: 70 €/mese illimitato: 120 €/mese A cui si aggiungono circa 6 €/mese di costo servizio. Non è economico, ma per un viaggio come il nostro, diretto verso l\u0026rsquo;Alaska, è una sicurezza enorme: prende ovunque. E se non serve, si può mettere il servizio in stand-by pagando solo i 6 € mensili, mantenendo comunque una connessione a bassa velocità per WhatsApp e navigazione essenziale. Starlink permette anche una prova gratuita di 30 giorni (si paga in anticipo router e primo mese, rimborsati se si restituisce entro 30 giorni). Con il nostro codice si riceve un mese gratuito aggiuntivo\u0026nbsp; se si decide di tenerlo.\nSe non avete bisogno urgente di connessione, ricordate che nei Walmart c\u0026rsquo;è quasi sempre wifi gratuito e veloce.\nDove fare la spesa in Canada Finora abbiamo provato tre catene principali:\nWalmart Costco (serve la tessera) Save on Foods Grazie alla tessera Costco fatta in Giappone, la stiamo riutilizzando qui: rispetto al Sol Levante, in Canada a volte conviene di più il Walmart. Un vantaggio pratico di Costco è il benzinaio, spesso 5-10 centesimi più economico, oltre alla pizza al trancio a 2,59 CAD, che vale assolutamente la sosta. Un dettaglio da sapere: ogni bottiglia di plastica acquistata ha un sovrapprezzo, restituito portandola nei centri di riciclo. Basta cercare \u0026ldquo;recycle depot\u0026rdquo; su Google Maps per trovarli.\nApp utili e sosta libera Per trovare dove dormire, la app migliore resta iOverlander\u0026nbsp; . Per la navigazione usiamo Maps.me, grazie alle mappe offline: Google Maps e Apple Maps funzionano bene, ma senza connessione diventano poco affidabili.\nSulla sosta libera: è fattibile quasi ovunque, tranne nei parchi nazionali. Finora abbiamo pagato solo a Vancouver Island (20 CAD, circa 12 €, per una notte), mentre nei parchi di Banff e Jasper basta uscire dai confini del parco per dormire gratuitamente. Non è comodissimo, ma il risparmio è notevole.\nSe preferite prenotare un campeggio, potete farlo dal sito ufficiale dei parchi\u0026nbsp; , ma organizzatevi con largo anticipo: i posti vanno esauriti rapidamente. A Banff, un campeggio con 850 piazzole suddivise in tre aree è andato sold out in appena 2 minuti dall\u0026rsquo;apertura delle prenotazioni.\nIl viaggio continua Questa è solo la prima tappa del nostro Nord America: dopo Alaska e Canada ci aspettano USA, Messico e tutto il Centro e Sud America. Se vuoi seguire il viaggio in tempo reale, con tutti gli aggiornamenti su logistica, spese e imprevisti, ti aspettiamo sul nostro canale YouTube\u0026nbsp; e sui social di Vandipety\u0026nbsp; .\n","country":"Canada","date":"giugno 2026","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1783201006/articoli/viaggi/Sito Inglese-hg6gxv0w.png","permalink":"/blog/info-utili-viaggiare-in-nord-america/","title":"Cosa nessuno ti dice prima di portare il camper in nord america"},{"categories":["animali","consigli pratici"],"contents":"Avevamo paura. Tanta.\nLa prima cosa che si legge online quando cerchi \u0026ldquo;animale in stiva aereo\u0026rdquo; è sempre la stessa: \u0026ldquo;gli animali muoiono in stiva.\u0026rdquo; Ed è esattamente quello che pensavamo anche noi, prima di volare 9 ore da Osaka a Vancouver con il nostro Shiba Inu Genepì e il nostro gatto Sakè.\nQuando però non hai alternative, perché stai girando il mondo in camper e non puoi lasciare i tuoi animali indietro, a un certo punto ti fermi, smetti di leggere i forum e inizi a informarti davvero.\nSi può fare. E si può fare in sicurezza.\nQuesto articolo non vuole convincere nessuno che la stiva sia la scelta migliore. Noi per primi avremmo preferito tenerli in braccio per tutto il volo. Ma visto che non è sempre possibile, vogliamo condividere la nostra esperienza per aiutare chi sta affrontando la stessa situazione.\nTabella dei contenuti La stiva per animali: cos'è davvero (e cosa non è) Volare con animali in stiva è davvero pericoloso? Perché i nostri animali non potevano stare in cabina Il trasportino IATA: cosa deve avere obbligatoriamente Quanto costa il trasporto di animali in stiva: prezzi reali Come prenotare: solo per telefono (non online) I documenti per volare con un animale: la parte più importante Come preparare l'animale al trasportino (settimane prima del volo) Il giorno del volo: la nostra giornata ora per ora L'arrivo: più tranquilli di noi La verità su questa scelta La stiva per animali: cos\u0026rsquo;è davvero (e cosa non è) Quando si parla di \u0026ldquo;animale in stiva\u0026rdquo;, la mente va subito al vano bagagli classico: buio, freddo, pieno di valigie ammassate. È uno dei miti più duri a morire, e uno dei più sbagliati.\nI compartimenti dedicati al trasporto animali sono ambienti separati, pressurizzati e climatizzati, con condizioni simili a quelle della cabina passeggeri. Gli animali viaggiano lontano da rumori forti e dai bagagli, in uno spazio controllato.\nIn più, il numero di animali ammessi per volo è sempre limitato: sul nostro volo erano consentiti solo due animali in totale, occupati esattamente da Genepì e Sakè.\nVolare con animali in stiva è davvero pericoloso? Secondo i dati del Department of Transportation degli Stati Uniti\u0026nbsp; , gli incidenti durante il trasporto aereo di animali sono estremamente rari: meno dello 0,01% su centinaia di migliaia di animali trasportati ogni anno. Una percentuale inferiore a quella degli incidenti domestici.\nNei casi segnalati, si trattava quasi sempre di animali anziani, con patologie pregresse, o, ed è un punto cruciale, sedati.\nEd è proprio per questo che i sedativi sono generalmente sconsigliati o vietati dalle compagnie aeree: possono interferire con la respirazione e con la capacità di adattarsi alla pressione in quota, rendendo il viaggio più rischioso, non più tranquillo. Se il tuo veterinario li suggerisce, chiedi esplicitamente un\u0026rsquo;alternativa naturale.\nPerché i nostri animali non potevano stare in cabina Nel nostro caso, la stiva non era una scelta: era l\u0026rsquo;unica opzione.\nSulla tratta Giappone–Canada, le regole per il trasporto in cabina sono molto restrittive. I trasportini consentiti hanno dimensioni ridottissime (circa 20 cm di altezza) e l\u0026rsquo;animale deve poter stare in piedi e girarsi al loro interno — requisiti pensati esclusivamente per animali di taglia molto piccola.\nSe hai un cane o gatto piccolo che rientra nei requisiti? Consigliamo questo trasportino da cabina\u0026nbsp; che usiamo anche su autobus e treni.\nIl trasportino IATA: cosa deve avere obbligatoriamente Il trasportino per la stiva è probabilmente l\u0026rsquo;elemento più critico di tutto il viaggio. Deve essere omologato IATA (International Air Transport Association), cioè conforme agli standard internazionali per il trasporto aereo.\nMolte compagnie sono rigidissime su questo punto: se il trasportino non è conforme, l\u0026rsquo;animale può essere rifiutato direttamente al check-in.\nI requisiti principali sono:\nStruttura rigida (no trasportini morbidi o pieghevoli) Materiale resistente (plastica dura o fibra) Ventilazione su almeno tre lati Chiusure metalliche (non in plastica leggera) Dimensioni adeguate all\u0026rsquo;animale: deve poter stare in piedi senza toccare il tetto, girarsi completamente e sdraiarsi in posizione naturale Verifica sempre prima di partire. Non lasciare questa cosa al caso.\nNoi abbiamo usato questo trasportino conferme alle normative IATA\u0026nbsp; . Il Gold Standard se si viaggia in volo.\nQuanto costa il trasporto di animali in stiva: prezzi reali I costi per la stiva su voli intercontinentali variano molto da compagnia a compagnia. Per il nostro volo Giappone–Canada, ecco cosa abbiamo trovato:\nRange generale: da 150€ a 500€ per animale (solo andata) Alcune compagnie calcolano il prezzo in base al peso totale (animale + trasportino), altre applicano una tariffa fissa per tratta Oltre i 500€ si entra nel territorio del trasporto cargo, con regole e procedure completamente diverse Il pagamento avviene al banco dei bagagli il giorno della partenza, dopo il controllo di tutta la documentazione.\nCome prenotare: solo per telefono (non online) Non è possibile aggiungere un animale in stiva durante il checkout online. Il processo corretto è:\nChiama la compagnia aerea e verifica la disponibilità in stiva (i posti sono limitati) Acquista il biglietto e riconferma telefonicamente Comunica peso dell\u0026rsquo;animale, peso del trasportino e dimensioni di quest\u0026rsquo;ultimo Attenzione alle razze brachicefale: cani e gatti con il muso schiacciato (bulldog, carlino, persiano, ecc.) spesso non possono volare nemmeno in stiva per motivi di salute. Verifica sempre con la compagnia prima di procedere.\nI documenti per volare con un animale: la parte più importante Questa è la sezione a cui prestare più attenzione. Un documento mancante o scaduto può bloccare l\u0026rsquo;imbarco, e non ci sono deroghe.\nI documenti principali richiesti sono:\nDocumento Note Passaporto vaccinale / libretto sanitario Aggiornato Vaccinazione antirabbica In corso di validità Titolazione anticorpale Richiesta da alcuni paesi (es. Canada, USA) Certificato di buona salute Da fare entro 10 giorni dalla partenza Certificato di esportazione Rilasciato dalle autorità competenti (in Italia: ASL) Certificato di importazione Richiesto da alcuni paesi di destinazione Inizia con largo anticipo: almeno 3-6 mesi prima della partenza, a seconda della destinazione.\nleggi anche Viaggiare con cane e gatto: tutto quello che devi sapere Come preparare l\u0026rsquo;animale al trasportino (settimane prima del volo) Il trasportino non deve diventare \u0026ldquo;la gabbia del giorno del volo\u0026rdquo;. Noi abbiamo iniziato la preparazione settimane prima:\nL\u0026rsquo;abbiamo lasciato aperto in casa, come un posto normale Lo abbiamo fatto diventare uno spazio familiare in cui rifugiarsi spontaneamente Abbiamo messo dentro coperte e oggetti con il loro odore Il giorno del volo abbiamo aggiunto:\nTappetino assorbente\u0026nbsp; (verifica le dimensioni) Spray ai feromoni naturali ( gatto\u0026nbsp; - cane\u0026nbsp; ) Etichette esterne\u0026nbsp; con nome dell\u0026rsquo;animale e contatti del proprietario Abbeveratoio per acqua\u0026nbsp; (verificare la compatibilità con lo sportello del trasportino) AirTag\u0026nbsp; fissato esternamente con scotch da pacchi Consiglio pratico: porta con te delle fascette da elettricista\u0026nbsp; per fissare meglio lo sportello del trasportino. Metti un paio di forbici nella valigia che imbarchi — ti serviranno appena atterri per tagliarle.\nIl giorno del volo: la nostra giornata ora per ora Il nostro volo era alle 18:00. Ecco come abbiamo organizzato la giornata:\n08:00 — Ultimo pasto completo e passeggiata mattutina 13:00 — Lunga passeggiata 14:00 — Piccolo snack 15:00 — Ultima passeggiata per i bisogni Arrivo in aeroporto — Ci siamo diretti subito all\u0026rsquo;area consegna bagagli e siamo rimasti con loro fino all\u0026rsquo;ultimo momento possibile ⚠️ Gli animali non vengono caricati sui nastri insieme alle valigie. Vengono presi in carico direttamente dal personale addetto — un dettaglio importante che fa tutta la differenza.\nAbbiamo chiesto allo staff di poter restare con Genepì e Sakè fino all\u0026rsquo;ultimo. Ci hanno anche dato un ticket per la fast lane, così abbiamo raggiunto il gate senza stress.\nPoco dopo abbiamo ricevuto una notifica dalla compagnia che confermava l\u0026rsquo;avvenuto caricamento a bordo. Per ulteriore tranquillità, abbiamo chiesto conferma anche al personale di volo una volta saliti, consegnando un foglio con la loro foto e un breve messaggio di ringraziamento per il capitano.\nL\u0026rsquo;arrivo: più tranquilli di noi All\u0026rsquo;atterraggio li abbiamo recuperati subito. I trasportini si trovavano in un\u0026rsquo;area dedicata, al gate successivo rispetto a quello del ritiro bagagli.\nGenepì e Sakè erano già lì, tranquilli e sereni, come se non fosse successo nulla di speciale.\nDopo averli recuperati, abbiamo completato il controllo dei documenti e siamo usciti il prima possibile.\nLa cosa più sorprendente? Erano molto più calmi di noi.\nLa verità su questa scelta Non è stata una decisione leggera. Eravamo spaventati, e non sapevamo cosa ci aspettava. Abbiamo scelto di non annunciarlo in anticipo sui social, perché sentirci dire che \u0026ldquo;sarebbero morti\u0026rdquo; e che eravamo pazzi ci avrebbe solo fatto soffrire — senza cambiare nulla alla situazione.\nQuando viaggi per lavoro, per necessità, per famiglia — o semplicemente perché hai costruito una vita itinerante con i tuoi animali — non sempre puoi lasciarli a casa. In questi casi, la possibilità di farli viaggiare in sicurezza non è un lusso: è spesso l\u0026rsquo;unica soluzione.\nE noi siamo qui a dirtelo: si può fare.\nHai domande sul viaggio in stiva? Scrivici nei commenti — risponderemo a tutto.\n","country":null,"date":"maggio 2026","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1780508587/articoli/viaggi/volare-cane-gatto-lheuzrjw.png","permalink":"/blog/volare-con-animali-in-stiva-esperienza/","title":"Volare con cane e gatto in stiva: la nostra esperienza (e tutto quello che avremmo voluto sapere prima)"},{"categories":["Blog"],"contents":"C\u0026rsquo;è un momento nella vita in cui decidi che è arrivato il tempo di inseguire un sogno. Per noi quel momento è arrivato quando, guardando una mappa del mondo appesa sul muro della cucina, ci siamo detti: \u0026ldquo;E se provassimo davvero ad arrivare in Giappone in camper?\u0026rdquo;\nE così, sedendoci letteralmente a tavolino, abbiamo dedicato un anno intero alla preparazione.\nDodici mesi di ricerche ossessive, serate passate a studiare rotte, a cercare informazioni sui transiti più improbabili. Abbiamo compilato fogli Excel infiniti con budget, rifornimenti, documenti necessari, normative veterinarie. Avevamo pensato a tutto, o almeno così credevamo.\nMa proprio quando eravamo pronti a partire, quando ogni vite del camper era stata controllata e ricontrollata, è arrivata la doccia fredda: le dogane erano chiuse. Il nostro sogno giapponese si è infranto contro una realtà burocratica più dura dell\u0026rsquo;asfalto da percorrere.\nQuando un piano B diventa la più grande avventura Era Maggio 2022. Seduti nel nostro camper parcheggiato, con i bagagli pronti e nessun posto dove andare verso est, ci siamo guardati negli occhi e abbiamo preso una decisione folle o forse la più saggia della nostra vita: \u0026ldquo;Partire comunque.\u0026rdquo;\nSe non potevamo andare verso il Sol Levante, saremmo andati verso il sole del sud. Ed è così che abbiamo scoperto l\u0026rsquo;Europa in un modo completamente nuovo, non più come turisti di passaggio ma come veri viaggiatori.\nEravamo a Tarifa quando, osservando l\u0026rsquo;Africa all\u0026rsquo;orizzonte, abbiamo deciso di attraversare lo stretto su un mare per fortuna non troppo agitato. Il Marocco ci ha accolto con i suoi colori caldi e i profumi speziati. La Mauritania ci ha sfidato con il suo deserto infinito, il Senegal ci ha conquistato con il suo ritmo vibrante. Quattro mesi di Africa non erano nel piano originale, ma sono diventati la premessa perfetta per ciò che sarebbe venuto dopo.\nLa telefonata che cambia tutto e un matrimonio su quattro ruote Stavamo mangiando un cous cous una domenica di marzo quando è squillato il telefono. Dall\u0026rsquo;altra parte, una voce ci comunicava quello che aspettavamo da mesi: le frontiere avevano riaperto. Il Giappone non era più un miraggio irraggiungibile.\nNon ci abbiamo pensato due volte: abbiamo virato verso nord per tornare indietro, giusto il tempo per poi puntare davvero verso est.\nEra agosto 2023. Prima di ripartire verso l\u0026rsquo;ignoto ci siamo sposati, arrivando alla cerimonia a bordo del nostro camper. È stata una sorpresa dell\u0026rsquo;ultimo minuto per parenti e amici, il nostro modo di dire: \u0026ldquo;Questa è la nostra vita, questa è la nostra casa su ruote, e vogliamo condividerla con voi prima di ripartire per l\u0026rsquo;avventura definitiva.\u0026rdquo;\nInnumerevoli paesi, un\u0026rsquo;infinità di storie A settembre 2023 il viaggio è ricominciato per davvero.\nLa Slovenia e la Croazia ci hanno regalato un addio dolce all\u0026rsquo;Europa occidentale che conoscevamo.\nBosnia ed Erzegovina, Montenegro, Kosovo, Albania, Macedonia del Nord: ogni paese dei Balcani ci ha aperto una finestra su storie complesse e su ferite ancora fresche di storia.\nPoi Grecia, Bulgaria e infine Turchia, dove abbiamo iniziato a sentire il richiamo del muezzin mescolarsi al clacson del traffico cittadino.\nL\u0026rsquo;Iraq curdo è stato forse il tratto più intenso emotivamente. Un paese che i media dipingono in un modo, ma che dal vivo rivela una complessità e una bellezza che non ti aspetti.\nGeorgia e Armenia ci hanno offerto montagne che sembrano toccare il cielo, monasteri arroccati su picchi impossibili.\nPoi la Russia: attraversare un paese così vasto è un\u0026rsquo;esperienza che cambia la percezione dello spazio. Le distanze russe non si misurano in chilometri ma in giorni, in attraversamenti di fusi orari, che abbiamo intervallato con il Kazakistan e le sue steppe infinite.\nE la Mongolia, dove abbiamo osservato una vita nomade che esiste da millenni. Qui abbiamo anche affrontato una delle prove più dure del viaggio, la perdita della nostra compagna di viaggio Olimpia. Abbiamo pianto, abbiamo sofferto, e poi abbiamo continuato, perché questo è quello che si fa quando sei in viaggio: porti il dolore con te, lo fai diventare parte del paesaggio interiore che attraversi.\nFino ad arrivare alla fine del mondo, a Vladivostok, la città un tempo inavvicinabile agli stranieri.\nLa Corea del Sud è stata quasi uno shock culturale al contrario. Dall\u0026rsquo;isolamento delle steppe alla ipermodernità di Seoul, dove grattacieli futuristici si alternano a templi antichi.\nE poi, finalmente, il Giappone, dopo mesi di viaggio e infiniti ostacoli. Il Paese del Sol Levante ci ha accolti con la sua grazia caratteristica, con i suoi contrasti tra tradizione e modernità, con la sua ossessione per la perfezione e la bellezza nei dettagli.\nUn viaggio che trasforma Questo non è un viaggio per tutti, e non fingiamo che lo possa essere. Richiede una preparazione mentale che va oltre la semplice voglia di avventura. Richiede organizzazione maniacale e la capacità di lasciar andare ogni piano quando la realtà ti impone di fare altro. Richiede un\u0026rsquo;intesa profonda con chi viaggia al tuo fianco, perché in spazi così ristretti, sotto stress così intenso, ogni piccola crepa nella relazione diventa un burrone.\nServe forza di volontà quando il corpo chiede di fermarsi, quando la mente è stanca, quando la nostalgia di casa diventa un peso fisico sul petto. Serve umiltà per accettare aiuto da sconosciuti, per ammettere di essersi persi, per riconoscere che non sai e non puoi fare tutto.\nMa più di ogni altra cosa, questo viaggio ci ha resi più umani. Ogni persona incontrata lungo la strada ha lasciato un\u0026rsquo;impronta indelebile. Abbiamo imparato che la gentilezza è una lingua universale, che l\u0026rsquo;umanità ci unisce più di quanto le differenze ci dividano, che la paura dell\u0026rsquo;altro è quasi sempre infondata.\nEcco perchè abbiamo sempre voluto condividere questa avventura, nel limite del possibile, senza snaturarci e senza creare un \u0026ldquo;Grande fratello\u0026rdquo; che ci avrebbe vincolato a un quotidiano non più libero come quello che stavamo cercando.\nScopri il nostro viaggio Il nostro libro: \u0026ldquo;Verso l\u0026rsquo;isola che c\u0026rsquo;è\u0026rdquo; Il nostro libro, \u0026ldquo;Verso l\u0026rsquo;isola che c\u0026rsquo;è\u0026rdquo;, è nato quasi da solo, pagina dopo pagina, un diario scritto spesso di sera, con la luce fioca di una lampadina del camper. Un diario che contiene le nostre riflessioni più intime, i momenti di crisi e quelli di estasi, e decine e decine di fotografie che catturano non solo i luoghi ma anche un frammento di stati d\u0026rsquo;animo.\nAcquista il libro:\nEdizioni Valle Scrivia\u0026nbsp; (casa editrice) Amazon\u0026nbsp; IBS\u0026nbsp; Il Libraccio\u0026nbsp; Feltrinelli\u0026nbsp; La guida sulla Transiberiana La guida sulla Transiberiana è il nostro contributo concreto a chi vorrà seguire le nostre orme. Attraversare la Transiberiana e le rotte che abbiamo percorso senza informazioni può essere non solo impegnativo ma pericoloso. Per questo abbiamo raccolto ogni dettaglio pratico. Se possiamo risparmiare anche a una sola persona le difficoltà che abbiamo affrontato noi per mancanza di informazioni, avremo raggiunto il nostro scopo.\nAcquista la guida:\nAmazon: Transiberiana On The Road\u0026nbsp; Rimani connesso Se preferisci le immagini alle parole, seguici sui nostri canali:\nYouTube\u0026nbsp; - Tutti i video completi del viaggio Newsletter su Substack\u0026nbsp; - Storie e riflessioni direttamente nella tua inbox Grazie a chi ci legge, ci segue, e continua a camminare con noi — anche restando fermo.\nIl viaggio continua Ora che siamo qui, che il sogno si è realizzato, qualcuno potrebbe pensare che il viaggio sia finito. Ma la verità è che il viaggio non finisce mai veramente.\nSiamo partiti da un\u0026rsquo;Italia che ci sembrava piccola, con un sogno che sembrava invece enorme. Abbiamo attraversato paesi, tre continenti, innumerevoli culture, abbiamo mangiato cibi di cui non conoscevamo il nome, abbiamo imparato parole in lingue che non parleremo mai fluentemente. Siamo arrivati diversi da come eravamo partiti, e questo, alla fine, è il vero tesoro di ogni viaggio.\nIl futuro è ora un\u0026rsquo;incognita, ma tutto questo non ci fa paura. Abbiamo imparato che i piani possono cambiare, che le dogane possono chiudere e poi riaprire, che a volte il percorso inaspettato è quello che ti regala le emozioni più grandi. Non sappiamo quale sarà il prossimo confine da attraversare o il prossimo orizzonte da inseguire.\nMa sappiamo una cosa con certezza: siamo pronti a scoprirlo insieme.\n","country":"Giappone","date":"gennaio 2026","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1766283851/articoli/viaggi/cartina - dimensioni grandi-lzjzsvxk.jpg","permalink":"/blog/viaggio-camper-italia-giappone/","title":"Viaggio in Camper dall'Italia al Giappone: il nostro libro diventa realtà"},{"categories":["Interviste","Italiani nel Mondo"],"contents":"Provate a immaginare di atterrare in Giappone negli anni \u0026lsquo;80. Senza Google Maps, senza Google Translate, senza social a raccontare cosa mangiare o quali templi visitare. Davanti a voi un cartello all\u0026rsquo;aeroporto con scritto \u0026ldquo;Alien\u0026rdquo;, dedicato agli stranieri, e un intero Paese non ancora \u0026ldquo;di moda\u0026rdquo;, né facile da decifrare.\nPer Roxana, arrivata qui quasi quarant\u0026rsquo;anni fa, quel primo impatto non è stato un ostacolo: è stato una rivelazione.\n\u0026ldquo;Quando sono arrivata in Giappone mi sono sentita, per la prima volta in vita mia, a casa.\u0026rdquo;\nUna frase semplice, la sua, che però contiene un ribaltamento radicale: trovare la propria casa nel luogo più lontano da tutto ciò che conosci.\nIl Giappone degli anni \u0026lsquo;80: un altro mondo Roxana ricorda quello che definisce \u0026ldquo;l\u0026rsquo;ultimo Giappone\u0026rdquo;: i saluti profondi a 45°, le strade prive di turisti.\nNon parlava una parola di giapponese. Non aveva dizionari, né un\u0026rsquo;app per tradurre al volo. Eppure ha imparato tutto \u0026ldquo;vivendo\u0026rdquo;, osservando, imitando: \u0026ldquo;Come una bambina all\u0026rsquo;asilo\u0026rdquo;, dice ridendo.\nHa vissuto nel sud, in un\u0026rsquo;isola remota, dove le signore del villaggio le insegnavano a pestare il mochi con il mortaio tradizionale per il Capodanno. Era circondata da una cultura che non conosceva, eppure non aveva aspettative, nè pregiudizi, solo la possibilità e la voglia di imparare.\nAccettare ed essere accettati In un Giappone molto meno internazionale di oggi, Roxana non si è mai sentita rifiutata.\n\u0026ldquo;Forse perché prima di tutto ho accettato io loro\u0026rdquo;\nNon ha cercato di imporre il suo modo, non si è irrigidita davanti alle regole diverse. Ha scelto di essere \u0026ldquo;sempre studentessa\u0026rdquo;, sempre con un taccuino invisibile in mano.\nEppure non tutto è stato semplice. La discriminazione l\u0026rsquo;ha toccata da vicino, ma non nei suoi confronti:\n\u0026ldquo;L\u0026rsquo;ho vista sulla pelle di mia figlia. Metà italiana, metà giapponese, con i capelli chiari: all\u0026rsquo;asilo era \u0026rsquo;la diversa\u0026rsquo;. Non per colpa dei bambini, ma per un sistema che non li educava alla diversità.\u0026rdquo;\nGuarda l\u0026rsquo;intervista completa dedicata a Roxana Il lato oscuro della storia: il popolo Ainu Un giorno Roxana scopre – quasi per caso, ma \u0026ldquo;non a caso\u0026rdquo; come ripete spesso – l\u0026rsquo;esistenza degli Ainu, il popolo indigeno del nord del Giappone. Una storia di discriminazione e colonizzazione che si studia poco, che si racconta ancora meno, e che per decenni è stata volutamente nascosta.\nRoxana parte allora con sua figlia per l\u0026rsquo;Hokkaido, per un viaggio senza indicazioni e senza programma. Insieme finiscono in una piccola locanda Ainu, proprio nei giorni del festival più importante dell\u0026rsquo;anno. Ed è lì che nasce un seme destinato a germogliare anni dopo.\nDa quella esperienza nasce un libro: \u0026ldquo;Ainu – Le ombre nascoste\u0026rdquo;, che racconta le discriminazioni subite da questo popolo, ma anche il viaggio interiore di Roxana come donna, madre e straniera in Giappone.\n\u0026ldquo;Non l\u0026rsquo;ho scritto per cercare la perfezione. L\u0026rsquo;ho scritto perché il messaggio arrivasse. Perché la loro storia non venisse dimenticata.\u0026rdquo;\nScopri anche la storia degli Ainu, il popolo discriminato del Giappone, protagonista del suo libro \u0026ldquo;Ainu: Le ombre nascoste\u0026rdquo;\nPer Roxana, scrivere è diventato un dare voce a chi non la ha. In questo senso, il suo progetto ricorda quello che stiamo facendo con \u0026ldquo;Potevano rimanere in Italia ma\u0026hellip;\u0026rdquo;, il nostro progetto di raccontare storie di italiani che hanno scelto di costruire vite autentiche all\u0026rsquo;estero. Roxana ha semplicemente iniziato quarant\u0026rsquo;anni prima, quando raccontare l\u0026rsquo;Italia in Giappone era ancora una rarità.\nUn paese che cambia, un\u0026rsquo;essenza che rimane Il Giappone di oggi, dice Roxana, è diverso: più globalizzato, più veloce, meno rituale. Molti inchini a 45° sono diventati un cenno con la testa.\nEppure, secondo lei, sotto la superficie moderna c\u0026rsquo;è qualcosa che non cambia mai:\n\u0026ldquo;Quello spiritello da samurai che ognuno porta dentro, quella parte di tradizione che non si cancella.\u0026rdquo;\nÈ quella doppia anima che l\u0026rsquo;ha fatta innamorare ed è quello che l\u0026rsquo;ha tenuta qui per quarant\u0026rsquo;anni. Roxana parla con serenità, non idealizza il Giappone, non lo difende a spada tratta. Lo osserva, lo vive e lo accetta.\n\u0026ldquo;Sono io che ho scelto di vivere qui. Se qualcosa non mi va, non posso dare la colpa al Paese. O mi adatto, o torno indietro.\u0026rdquo;\nE forse è proprio questa la lezione più grande: il luogo in cui trovi casa non è quello perfetto, ma quello che accetti nella sua imperfezione.\nScopri altre storie di italiani in Giappone Roxana è parte della grande comunità di italiani che hanno scelto il Giappone. Se ti è piaciuta la sua storia, leggi anche:\nValentina: mamma italiana in Giappone - Come crescere una famiglia bilingue nella periferia di Tokyo Yuri e Cristiano: dall\u0026rsquo;Italia all\u0026rsquo;Hokkaido - Hanno venduto tutto per aprire un\u0026rsquo;Airbnb e insegnare cucina italiana Giovanni: artigiano nel cuore del Wakayama - Una casa centenaria, 50 capre, e quel formaggio altrimenti introvabile in Giappone Ruggero: il professore e il bigliettino da visita - Come una vecchia carta di visita può cambiare una vita Mirko: l\u0026rsquo;insegnante YouTuber - Tre lavori contemporaneamente per costruire una vita ordinata in un paese ordinato Ti è piaciuta questa storia? Iscriviti al nostro canale YouTube\u0026nbsp; per guardare tutte le interviste Lascia un commento: Qual è stata la parte della storia di Roxana che ti ha colpito di più? Hai mai sentito parlare degli Ainu prima? La storia di Roxana ci ricorda che a volte la casa non è un luogo fisico, ma una scelta consapevole di restare, imparare, e accettare il mondo per quello che è.\n","country":"Giappone","date":"dicembre 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1765248082/articoli/viaggi/copertina roxana-gt5kwh5r.jpg","permalink":"/blog/roxana-40-anni-giappone/","title":"40 Anni in Giappone: la storia di Roxana"},{"categories":["Interviste","Italiani nel Mondo"],"contents":"Mirko l\u0026rsquo;abbiamo riconosciuto per strada mentre faceva la guida a Tokyo. Con fare sfrontato lo abbiamo fermato, e da lì ne è nato un incontro che ci ha permesso di fare luce su tanti aspetti della vita nel paese.\nIl riassunto della sua vita? Insegna italiano ai giapponesi, gestisce un canale YouTube con migliaia di iscritti dove dà lezioni di lingua e cultura giapponese, e lavora per un\u0026rsquo;azienda giapponese. Tre lavori contemporaneamente.\nE quando gli abbiamo fatto notare che sembra troppo, la sua risposta è disarmante: è colpa sua, non riesce a dire di no.\nDal giapponese all\u0026rsquo;università all\u0026rsquo;insegnamento Mirko aveva un piano chiaro fin dall\u0026rsquo;inizio. All\u0026rsquo;università ha studiato giapponese seriamente: grammatica, kanji, letteratura, storia. Ma la vera svolta è arrivata quando ha iniziato a insegnare italiano ai giapponesi, ancora in Italia.\nE quella competenza è diventata il suo biglietto per il Giappone.\nQuando si è trasferito, ha trovato lavoro velocemente. Le scuole di lingue cercavano insegnanti di italiano, e il fatto che parlasse giapponese fluentemente gli dava un vantaggio enorme. Poteva spiegare concetti grammaticali complessi nella lingua madre degli studenti, capire esattamente dove facevano confusione.\nI primi anni sono stati intensi ma gratificanti. Lavorava tanto, ma faceva quello che amava, in un paese che lo affascinava.\nGuarda l\u0026rsquo;Intervista Completa 11 Marzo 2011: il terremoto e la fuga E poi è arrivato l'11 marzo 2011.\nMirko era a Tokyo quando il terremoto di magnitudo 9.0 ha colpito la costa nord-est. Come abbiamo scoperto nel nostro articolo su Sendai e la memoria dello tsunami, quella data ha cambiato il Giappone per sempre. Le scosse, lo tsunami, Fukushima. Anche a Tokyo, lontano dall\u0026rsquo;epicentro, la paura era reale. Blackout continui, scosse di assestamento, notizie contraddittorie.\nDopo due settimane, in mezzo a un panico che era di entità mondiale, con i supermercati svuotati, il bancomat che non erogava soldi e la connessione che non permetteva di chiamare regolarmente a casa, Mirko ha preso un aereo per l\u0026rsquo;Italia. Pensava di restare via qualche settimana, forse un mese. Una settimana è diventata due, poi quattro. Improvvisamente erano passati mesi.\nE qui è arrivato il problema, perché rimanendo via troppo a lungo, Mirko avrebbe perso il visto di lavoro. E riottenerlo non sarebbe stato automatico.\nA quel punto una nuova scelta: lasciare che tutto finisse e ricominciare da zero in Italia, o tornare?\nAlla fine la decisione finale è stata chiara: il Giappone era dove voleva essere.\nL\u0026rsquo;azienda e YouTube Dopo il ritorno, oltre all\u0026rsquo;insegnamento Mirko ha ottenuto un contratto stabile con un\u0026rsquo;azienda nel settore della localizzazione. Coordinamento, traduzione, gestione delle comunicazioni con partner italiani, uno stipendio fisso e un visto permanente.\nMa Mirko non è tipo da rilassarsi.\nNel frattempo ha lanciato un canale YouTube, nel quale si fa chiamare Miru. Tra lezioni di lingua e cultura giapponese spiegate in italiano, grammatica, kanji, espressioni idiomatiche e differenze culturali profonde, il suo canale è cresciuto. Prima con centinaia, poi con migliaia di iscritti. C\u0026rsquo;era un pubblico enorme di italiani che volevano imparare il giapponese ma trovavano le risorse in inglese troppo difficili e Mirko ha riempito quel gap, utile a utenti di tutte le età.\nScopri il canale YouTube di Miru\u0026nbsp; per lezioni di giapponese e approfondimenti culturali.\nIl problema: non riesco a dire di no Gestire un lavoro full-time, continuare a dare lezioni private, e produrre contenuti regolari per YouTube significa lavorare tantissimo. E qui arriva il problema di Mirko: non riesce a dire di no.\nLo ammette apertamente: è colpa sua. È lui che non riesce a mettere limiti. Si sente sempre in dovere di essere disponibile, in un momento storico in cui lo dice apertamente: \u0026ldquo;il Giappone mi sta dando tantissimo, sarei un folle a dire di no\u0026rdquo;.\nAllo stesso tempo gli piace tutto quello che fa: l\u0026rsquo;azienda dà stabilità, l\u0026rsquo;insegnamento gratifica emotivamente, YouTube permette creatività. E lui non vuole rinunciare a nessuna delle tre cose.\nIl Giappone perfetto per chi cerca tranquillità C\u0026rsquo;è una ragione fondamentale per cui Mirko ama vivere in Giappone: quello che cerca è tranquillità, ordine, routine. E il Giappone offre esattamente questo.\nLa prevedibilità lo rilassa: treni esatti al minuto, negozi con orari fissi, stagioni che cambiano con regolarità quasi matematica. Per qualcuno può sembrare noioso, per lui è pace.\nLa sicurezza è incredibile: camminare ovunque a qualsiasi ora, lasciare la bici slegata, addormentarsi sul treno senza preoccupazioni. È una libertà che non aveva realizzato di volere finché non l\u0026rsquo;ha avuta.\nE l\u0026rsquo;ordine: strade pulite, persone che rispettano le regole, responsabilità collettiva. Non è perfetto, ma funziona. E funziona bene.\nCiò che manca: il contatto umano Ma c\u0026rsquo;è una cosa fondamentale che Mirko vorrebbe poter cambiare del Giappone.\nSe potesse insegnare una cosa ai giapponesi, sarebbe la comunicazione non verbale. Il valore di un abbraccio, di una pacca sulla spalla, del contatto fisico amichevole.\nIn Giappone il contatto fisico è estremamente limitato.\nPer un italiano, abituato a una cultura dove il contatto fisico è parte integrante della comunicazione e dell\u0026rsquo;affetto, questo è alienante. È uno dei prezzi da pagare per vivere in un paese così ordinato e sicuro: la distanza fisica che a volte si trasforma in distanza emotiva.\nIl Consiglio per Chi Sogna il Giappone E il suo consiglio per chi sogna di vivere e lavorare in Giappone? Fatelo, ma con gli occhi aperti.\nIl Giappone non è una cartolina, non è un anime, non è un sogno perfetto. È un paese vero, con pregi e difetti.\nPreparatevi a:\nLavorare tanto, senza limiti evidenti tra vita lavorativa e personale Sentirvi a volte soli, nonostante la sicurezza e l\u0026rsquo;ordine intorno a voi Desiderare a volte un abbraccio che qui non arriverà Ma preparatevi anche a:\nScoprire una cultura incredibile, ricca di sfumature e profondità Vivere in un livello di organizzazione che altrove non esiste Trovare una tranquillità che, se la sapete apprezzare, è impagabile Scopri Altre Storie di Italiani in Giappone Mirko è parte del nostro progetto Potevano rimanere in Italia ma\u0026hellip;, dove raccontiamo le storie di italiani che hanno scelto di costruire una vita all\u0026rsquo;estero.\nSe ti è piaciuta la storia di Mirko, leggi anche:\nValentina: mamma italiana in Giappone - Come crescere una famiglia bilingue nella periferia di Tokyo Yuri e Cristiano: dall\u0026rsquo;Italia all\u0026rsquo;Hokkaido - Hanno venduto tutto per aprire un\u0026rsquo;Airbnb e insegnare cucina italiana Ruggero: il professore e il bigliettino da visita - Come un vecchio bigliettino da visita può cambiare una vita Ti è Piaciuta Questa Storia? Iscriviti al nostro canale YouTube\u0026nbsp; per guardare tutte le interviste della serie \u0026ldquo;Potevano Rimanere in Italia Ma\u0026hellip;\u0026rdquo; Lascia un commento: Ti ritrovi nella difficoltà di dire no? Come gestisci il work-life balance? Quale aspetto della vita di Mirko ti ha colpito di più? ","country":"Giappone","date":"dicembre 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1764815456/articoli/viaggi/copertine 2025-imgeoh71.png","permalink":"/blog/mirko-insegnante-youtuber-giappone/","title":"Mirko (Miru): L'Insegnante YouTuber che ha fatto di tutto per vivere in Giappone"},{"categories":["Giappone","Viaggi","Cultura Giapponese","Storie di Resilienza"],"contents":"11 marzo 2011. Una data che il Giappone non dimenticherà mai.\nCi sono viaggi che ti portano in posti bellissimi, e viaggi che ti portano dove devi andare, anche quando è difficile. Sendai è stato uno di quei posti. Non eravamo venuti qui per i templi o per i panorami – anche se la costa è spettacolare – ma per confrontarci con qualcosa di più grande: la memoria collettiva di una tragedia che ha cambiato il Giappone per sempre.\nIl Grande Terremoto del Giappone L'11 marzo 2011, un terremoto di magnitudo 9.0 al largo della costa di Tōhoku ha scatenato uno tsunami devastante. Onde alte fino a 40 metri hanno spazzato via intere comunità costiere, distruggendo case, strade, interi paesini in pochi minuti. Oltre 18.000 persone hanno perso la vita, e le immagini di quella catastrofe hanno fatto il giro del mondo.\nMa una cosa è vedere quelle immagini in televisione, un\u0026rsquo;altra è camminare nei luoghi dove è accaduto. Questa è la differenza tra conoscere una tragedia e sentirla.\nI Memoriali: dove il tempo si è fermato La prefettura di Miyagi, di cui Sendai è capoluogo, ospita diversi memoriali dedicati al Grande Terremoto. Ognuno racconta la tragedia da una prospettiva diversa e insieme compongono un mosaico di dolore, memoria e speranza.\nArahama Elementary School Memorial L\u0026rsquo;ex scuola elementare di Arahama è stata lasciata intatta dopo lo tsunami, come testimonianza della devastazione.\nL\u0026rsquo;edificio, ora aperto al pubblico come museo, porta ancora i segni evidenti dell\u0026rsquo;acqua: le pareti danneggiate, gli oggetti spostati dalla forza dell\u0026rsquo;onda, le aule invase dal fango. Salire ai piani superiori – dove si rifugiarono insegnanti, studenti e residenti della zona – è un\u0026rsquo;esperienza che toglie il fiato.\nDalla terrazza sul tetto, dove 320 persone attesero i soccorsi per una notte intera nel freddo di marzo, si può vedere quanto lontano dal mare si trovasse la scuola. Eppure l\u0026rsquo;acqua è arrivata fin qui, con onde alte fino a 10 metri.\nLe fotografie esposte all\u0026rsquo;interno mostrano il \u0026ldquo;prima\u0026rdquo; e il \u0026ldquo;dopo\u0026rdquo;: case, negozi, vite intere spazzate via in pochi minuti. La scuola è stata preservata proprio così, come monito e come lezione per le generazioni future.\nInformazioni pratiche:\nIndirizzo: 6-50-1 Arahama, Wakabayashi-ku, Sendai Orari: 9:30-16:00, chiuso il lunedì e martedì Ingresso: gratuito Michi no Eki Watari: Memorial e Punto di Informazione Le michi no eki – letteralmente \u0026ldquo;stazioni di strada\u0026rdquo; – sono aree di sosta diffuse in tutto il Giappone, che offrono servizi, prodotti locali e informazioni turistiche. Quella di Watari, nel distretto vicino a Sendai, ha una sezione dedicata interamente alla memoria dello tsunami.\nIl centro espone fotografie, testimonianze e oggetti recuperati, ma dedica altrettanto spazio alla ricostruzione: le nuove case, le dighe costruite, i progetti per rendere la costa più sicura.\nÈ interessante visitare questa michi no eki perché mostra il lato più pratico e quotidiano della resilienza giapponese. Non solo ricordare, ma anche guardare avanti. Il negozio vende prodotti locali della zona, molti dei quali provengono da aziende che hanno riaperto dopo la tragedia.\nC\u0026rsquo;è anche un\u0026rsquo;area dedicata ai bambini con materiali didattici sulla prevenzione dei disastri naturali – una normalità per i giapponesi, che crescono imparando cosa fare in caso di terremoto o tsunami.\nInformazioni pratiche:\nIndirizzo: Watari, Distretto di Watari (circa 30 km a sud di Sendai) Orari: 9:00-18:00, aperto tutti i giorni Ingresso: gratuito per la sezione memorial Memoriali come strumenti educativi Il Giappone convive con i disastri naturali da sempre. Terremoti, tsunami, tifoni – fanno parte della vita qui. Ma invece di vivere nella paura, i giapponesi hanno scelto la preparazione.\nOgni edificio è oggi costruito per resistere alle scosse. Ogni scuola fa esercitazioni regolari. Ogni famiglia ha uno zaino d\u0026rsquo;emergenza pronto. I cartelli di evacuazione sono ovunque, impossibili da ignorare.\nE soprattutto, hanno scelto di ricordare. I memoriali non sono solo luoghi di lutto, sono strumenti educativi. Servono a preparare le nuove generazioni, a non dimenticare mai che la natura è più forte di noi.\nVisitare Sendai ci ha fatto riflettere sulla nostra stessa vulnerabilità. Vivere in un camper significa essere esposti agli elementi, dipendere dal posto in cui ti trovi. Significa dover sapere dove scappare, avere sempre un piano B.\nGuarda il nostro video da Sendai Iscriviti al nostro canale YouTube\u0026nbsp; per guardare i nostri video dal Giappone e scoprire non solo i posti belli, ma anche le storie importanti che spesso rimangono nascoste.\n","country":"Giappone","date":"novembre 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1764385842/articoli/viaggi/R0017571-rnvgg4k8.jpg","permalink":"/blog/sendai-tsunami-memoria-giappone/","title":"Sendai e la Memoria dello Tsunami: viaggio nei luoghi che non dimenticano"},{"categories":["Interviste","Italiani nel Mondo"],"contents":"Dopo anni di vlog di viaggio, migliaia di chilometri percorsi e 37 paesi attraversati dall\u0026rsquo;Italia fino al Giappone, ci siamo resi conto di una cosa: ciò che davvero ci ha trasformati non sono stati i luoghi, per quanto straordinari, ma le persone incontrate lungo la strada.\nI luoghi riempiono gli occhi, le persone riempiono il cuore.\nQuesta frase, che ripetiamo spesso, racchiude l\u0026rsquo;essenza di ciò che abbiamo vissuto. Puoi vedere il tempio più maestoso o il tramonto più spettacolare, ma sono le storie delle persone che ti porti dentro per sempre: quella vecchietta che ci ha fermati per strada in un villaggio sperduto, Ibu che vive in Senegal pescando tre pesci al giorno, il Papa yazida incontrato durante il nostro cammino, le famiglie che ci hanno aperto le porte di casa loro quando eravamo dei perfetti sconosciuti.\nAlcuni di questi incontri li abbiamo condivisi sui social, ma tante di queste storie erano rimaste nel dietro le quinte dei nostri video YouTube. Non perché non fossero importanti – anzi, tutt\u0026rsquo;altro – ma perché non avevamo ancora trovato il modo giusto di raccontarle.\nCome è nato \u0026ldquo;Potevano rimanere in Italia ma\u0026hellip;\u0026rdquo; Ricordate quando, tempo fa, avevamo iniziato a intervistare famiglie italiane in camper? Era un progetto che ci appassionava profondamente, ma dalla Grecia in poi non abbiamo più incrociato italiani on the road. Quel progetto era rimasto lì, sospeso, in attesa del momento giusto.\nCerte idee però non ti abbandonano mai veramente. Aspettano solo il momento giusto per tornare a galla.\nÈ stato durante una chiacchierata con Paolo che ho ripensato a un\u0026rsquo;esperienza delle scuole medie: un progetto di giornalismo in cui andavamo a intervistare gli anziani nelle case di riposo. Ricordo ancora l\u0026rsquo;emozione dell\u0026rsquo;ascolto, la cura nel riscrivere i dettagli, quelle storie che ti restano dentro e che senti il bisogno di condividere.\nEcco, perché non fare lo stesso ora? Perché non sfruttare il nostro vivere da vagabondi per andare a caccia di storie di persone vere?\nLe prime storie: italiani in Giappone Ora che viviamo in Giappone per un periodo più lungo e abbiamo avuto la fortuna di conoscere italiani straordinari che hanno scelto di trasferirsi qui, tutto ha preso forma.\nOgnuna di queste storie è unica. Eppure tutte hanno qualcosa in comune: il coraggio di cambiare. Alcuni si sono trasferiti per lavoro, altri per amore, altri per famiglia. C\u0026rsquo;è chi ha scommesso su se stesso, chi ha inseguito un sogno, chi è arrivato quasi per caso e poi è rimasto. Parleremo dei pro e dei contro, scopriremo insieme che certe cose che davamo per scontate non lo sono affatto, esploreremo le difficoltà e i sogni realizzati.\nUn progetto che può prendere forma ovunque La nostra speranza è che questo diventi un format replicabile, con storie da nord, sud, ovest, est – ovunque ci porterà il nostro camper. Vogliamo incontrare italiani disposti a condividere la loro storia, scoprire cosa li ha spinti a lasciare l\u0026rsquo;Italia, cosa hanno lasciato, cosa hanno trovato.\nMagari un giorno questo progetto si evolverà in qualcosa di più grande, o forse rimarrà semplicemente un bellissimo ricordo di incontri significativi. Non lo sappiamo ancora, e va bene così. L\u0026rsquo;importante è iniziare: ascoltare, raccontare, condividere.\nValentina: mamma italiana che cresce una figlia bilingue a Tokyo Otto anni in Giappone, una figlia che passa dall\u0026rsquo;italiano al giapponese senza accorgersene, e il quotidiano di una famiglia che non è la cartolina romantica dell\u0026rsquo;expat, ma una vera vita costruita giorno dopo giorno.\nScopri la storia di Valentina, una mamma italiana in Giappone e guarda il video completo della sua vita a Tokyo:\nYuri e Cristiano: la famiglia che ha scommesso tutto su Hokkaido Hanno venduto casa, lasciato il lavoro e si sono trasferiti a Date, Hokkaido con due bambine, per aprire un Airbnb e insegnare cucina. La loro storia non è il classico \u0026ldquo;ho mollato tutto per un sogno\u0026rdquo;, ma qualcosa di più complicato e più coraggioso.\nLeggi la storia completa di Yuri e Cristiano a Hokkaido e guarda il loro video:\nRuggero: da un bigliettino da visita al professore di scienze cognitive in Giappone A volte il destino è scritto su un piccolo pezzo di carta, conservato per caso nel portafoglio. È quello che è successo a Ruggero, un professore italiano che ha cambiato vita grazie a un bigliettino da visita incontrato per puro caso anni fa. Oggi insegna scienze cognitive in Giappone e ha contribuito a scoperte scientifiche significative nel campo della visione e della percezione.\nLeggi la storia completa di Ruggero e guarda il video:\nCondividi la tua esperienza Hai mai pensato di lasciare l\u0026rsquo;Italia? Cosa ti ha fermato? O al contrario, hai già fatto il grande passo e puoi raccontarci come è andata? Lasciaci un commento – vogliamo sentire le tue storie, i tuoi dubbi, le tue gioie. Le esperienze vere delle persone e, chi lo sa, magari intervistarti!\nIscriviti al nostro canale YouTube\u0026nbsp; per non perdere i prossimi episodi della serie \u0026ldquo;Potevano rimanere in Italia ma\u0026hellip;\u0026rdquo; e scoprire nuove storie di italiani all\u0026rsquo;estero.\nLa tua partecipazione è preziosa e questo progetto cresce con te e grazie a te.\n","country":null,"date":"novembre 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1764324326/articoli/viaggi/copertine 2025-t5gmckmm.png","permalink":"/blog/potevano-rimanere-in-italia-ma-progetto/","title":"Potevano rimanere in Italia ma...: nasce il progetto che racconta storie di italiani all'estero"},{"categories":["Interviste","Italiani nel Mondo"],"contents":"A volte il destino si annida in un piccolo pezzo di carta, dimenticato in un cassetto per anni, magari sotto forma di un bigliettino da visita – il contatto di un vecchio professore incontrato durante gli anni da studente in Giappone.\nQuesta è la storia di Ruggero, di quando una telefonata dopo tanti anni, ha cambiato tutto. La sua non è la storia di un colpo di fortuna improvviso, ma di coraggio nel seguire un\u0026rsquo;intuizione, di fiducia in se stessi quando tutto sembra incerto, e della capacità di costruire una vita intera basata su una semplice decisione.\nTutto è iniziato con un bigliettino Ruggero era arrivato in Giappone come studente. Aveva incrociato professori, insegnanti, persone che lo avevano guidato, e uno di questi professori gli aveva lasciato il suo bigliettino da visita, una cortesia tutta nipponica.\nTornato in Italia, aveva intrapreso un percorso professionale, eppure gli mancava qualcosa.\nCosì un giorno, aprendo un cassetto, ritrova quel bigliettino. Compone il numero, una voce lo riconosce e le parole sono le seguenti: \u0026ldquo;Accidenti, Ruggero! Sono contento di sentirti! Torniamo a lavorare insieme?\u0026rdquo;\nOk, forse non è andata così semplicemente nella realtà, ma l\u0026rsquo;idea è la stessa: una seconda chance, quella che cambierà completamente la traiettoria della sua vita.\nLa telefonata che trasforma tutto Ruggero torna in Giappone. Non come studente, questa volta, bensì come professore, come ricercatore e come parte di una comunità accademica nuova.\n\u0026ldquo;Gente buova fa roba nuova\u0026rdquo;, gli dice il rettore dell\u0026rsquo;università. Un\u0026rsquo;affermazione semplice ma potente, che riassume l\u0026rsquo;essenza della responsabilità. Era la sua occasione di creare, innovare, portare valore.\nE il compito che gli assegnano non è semplice: deve fondare e dirigere un nuovo laboratorio di Cognition Information Science. Un campo completamente lontano dalla sua formazione iniziale in fisica. Deve inventare tutto da zero: il programma, i corsi, gli esperimenti, il team.\nMa Ruggero accetta la sfida.\nIl laboratorio dove il cervello diventa ricerca Nel laboratorio di Cognition Information Science, Ruggero e il suo team affrontano il cervello come quello che è: una macchina incredibilmente complessa. Misurano reazioni oculari, studiano percezioni visive, sperimentano con la realtà virtuale.\nÈ in questo laboratorio che Ruggero contribuisce a scoperte scientifiche significative nel campo della visione e della percezione. Ricerche che vengono pubblicate, come quella relativa al \u0026ldquo;blinking\u0026rdquo;, che attirano l\u0026rsquo;attenzione di colleghi internazionali, che aprono nuove domande sulla natura della cognizione umana.\nGli studenti giapponesi: silenziosi ma straordinari Con 180 professori e solo quattro occidentali nel dipartimento, Ruggero cammina in un ambiente dove le differenze culturali sono evidenti ogni giorno. Le comunicazioni, i processi decisionali, il modo di insegnare e di imparare – tutto è diverso da quello che conosce dall\u0026rsquo;Italia.\nGli studenti giapponesi, poi, possono sembrare distanti o distratti. Parlano poco, fanno poche domande, sembrano quasi poco interessati durante le lezioni. Ma Ruggero scopre che le apparenze ingannano.\n\u0026ldquo;Sembrano mezzi addormentati, ma sono sveglissimi. Sanno studiare, sanno darsi da fare\u0026rdquo;, osserva con ammirazione. \u0026ldquo;La loro proattività, una volta che capiscono cosa ci si aspetta da loro, è sorprendente\u0026rdquo;.\nGli studenti imparano da Ruggero, ma Ruggero ha a sua volta imparato da loro. Ha scoperto modi diversi di pensare, di affrontare i problemi, di lavorare in gruppo. Ha scoperto che il valore di una cultura completamente diversa dalla tua non sta nel cambiarla, ma nel capirla e impararne i punti di forza.\nUna vita tra continenti e culture Nonostante la lontananza geografica dall\u0026rsquo;Italia, Ruggero conserva un legame profondo con la sua storia. Nei suoi uffici a Yokohama, tra libri di ricerca e articoli scientifici, si trovano le sue memorie personali: fotografie di famiglia, storie di bisnonni, di amore e di esperienze vere. Ogni oggetto testimonia una vita costruita tra continenti.\nGrazie alla sua testimonianza abbiamo imparato che vivere in Giappone significa affrontare barriere linguistiche costanti. Significa negoziare il modo di fare amicizia – dove la cortesia non sempre equivale a intimità. Significa imparare un sistema accademico completamente diverso.\nE significa, soprattutto, accettare che non sarai mai completamente \u0026ldquo;dentro\u0026rdquo; la cultura, ma questo non vuol dire che non puoi costruire qualcosa di significativo.\nGuarda la storia nel dettaglio Nel video completo, Ruggero ci racconta direttamente la sua esperienza, ma anche i momenti difficili, i momenti di dubbio, le sfide culturali che non scompaiono semplicemente perché decidi di trasferirti.\nScopri altre storie di italiani all\u0026rsquo;estero Se la storia di Ruggero ti ha affascinato, non perderti le altre storie della serie \u0026ldquo;Potevano rimanere in Italia ma\u0026hellip;\u0026rdquo;. Scopri come Valentina sta crescendo una figlia bilingue nella periferia di Tokyo, come Yuri e Cristiano hanno scommesso tutto su un Airbnb a Hokkaido, e come Giovanni ha costruito un agriturismo con menzione Michelin nel Giappone rurale.\nOppure torna alla pagina del progetto \u0026ldquo;Potevano rimanere in Italia ma\u0026hellip;\u0026rdquo; per scoprire il perchè di questo nostro progetto.\nSe la storia di Ruggero ti ha affascinato, scrivici nei commenti: ci piacerebbe sapere cosa ti ha colpito di più. Hai mai trovato un \u0026ldquo;bigliettino da visita\u0026rdquo; che ha cambiato la tua vita? Quali esperienze simili hai vissuto all\u0026rsquo;estero?\nNon dimenticate di iscriverti al nostro canale YouTube\u0026nbsp; per non perdere altri episodi di \u0026ldquo;Potevano rimanere in Italia ma\u0026hellip;\u0026rdquo; e altre incredibili avventure.\n","country":"Giappone","date":"novembre 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1764332358/articoli/viaggi/copertine 2025 (1)-8rj9gl9v.png","permalink":"/blog/ruggero-professore-italiano-giappone/","title":"Ruggero: da un bigliettino da visita alla cattedra in Giappone"},{"categories":["Interviste","Italiani nel Mondo"],"contents":"Otto anni in Giappone. Una figlia di tre anni e mezzo che passa dall\u0026rsquo;italiano al giapponese senza accorgersene. Una Rottweiler di 40 kg che attira gli sguardi curiosi dei vicini. E quei vicini di casa che non ti inviteranno mai a prendere un caffè da loro.\nBenvenuti nella vita reale di Valentina, un\u0026rsquo;italiana che vive nella periferia di Tokyo – non la cartolina romantica dell\u0026rsquo;expat sospesa tra due mondi, ma una vita vera, radicata, con i suoi compromessi e le sue sorprese.\nArrivare per amore, restare per la vita che hai costruito Valentina è venuta in Giappone per amore. Ha sposato un giapponese, hanno avuto Monica e hanno preso Benny, la loro Rottweiler che – a differenza di quanto ci si potrebbe aspettare dal Giappone – è benvenuta nella loro casa. Una scelta controcorrente in un paese dove gli animali domestici sono spesso guardati con sospetto.\nMa la parte più importante della sua storia non è il \u0026ldquo;perché è venuta\u0026rdquo;. È il \u0026ldquo;perché è rimasta\u0026rdquo;. Perché negli otto anni passati a Tokyo, Valentina non ha solo sopravvissuto. Ha costruito una vita. Una vera vita, radicata, con il suo ritmo e i suoi problemi.\n«Non sono venuta qui per vacanza» dice Valentina con un sorriso. «Sono venuta per amore, sì, ma poi ho deciso di restare perché ho capito che poteva funzionare davvero».\nLa periferia di Tokyo che non vedi nei film La loro casa si trova in una zona residenziale della periferia di Tokyo molto diversa dall\u0026rsquo;immagine che la maggior parte delle persone ha della capitale giapponese. Niente grattacieli, niente luci al neon, niente folle di Shibuya.\n«Viviamo in una zona residenziale tranquilla» spiega Valentina. «Ci sono asili immersi nel verde, supermercati di quartiere, piccoli parchi giochi. È quasi\u0026hellip; provinciale. Se non fosse per i cartelli in giapponese, a volte sembra di essere in un paesino italiano».\nQuesto contrasto è interessante perché Tokyo – la Tokyo che vedi nei film, nelle guide turistiche, nei sogni di chi vuole visitare il Giappone – è, in verità, solo una piccolissima parte della realtà nipponica.\nCrescere una figlia bilingue in Giappone Crescere un bambino bilingue è complesso ovunque, ma in Giappone ha le sue peculiarità particolari.\nMonica va all\u0026rsquo;asilo giapponese. Non un asilo internazionale, non una scuola italiana all\u0026rsquo;estero. Un normalissimo asilo giapponese di quartiere, dove tutti i bambini sono giapponesi, tutte le maestre sono giapponesi, e tutto – ma proprio tutto – si svolge in giapponese. Anche la chat dell\u0026rsquo;asilo è in giapponese, così come l\u0026rsquo;applicazione che Valentina deve sbloccare ogni giorno quando va a prendere la bambina.\n«All\u0026rsquo;inizio ero terrorizzata» ammette Valentina. «Non capivo i messaggi della chat, non riuscivo a comunicare con le maestre. Ma piano piano ho imparato, e Monica\u0026hellip; Monica si è adattata come se fosse la cosa più naturale del mondo».\nSe pensate che i gruppi WhatsApp delle mamme italiane siano impegnativi, non avete mai visto una chat scolastica giapponese.\n«Ti arrivano messaggi lunghissimi, scritti in giapponese formale, con dettagli precisissimi su ogni minima cosa» racconta. «Non è come in Italia dove uno scrive \u0026ldquo;domani portate la merenda\u0026rdquo;. No, qui è un capolavoro di comunicazione».\nCosì la piccola Monica parla italiano perfetto con Valentina e giapponese perfetto a scuola. Passa da una lingua all\u0026rsquo;altra senza nemmeno accorgersene.\n«I bambini sono incredibili» dice Valentina. «Non hanno i nostri pregiudizi, non pensano \u0026ldquo;oh no, due lingue sarà confuso\u0026rdquo;. Semplicemente apprendono, e basta».\nI vicini di casa in Giappone e le loro tradizioni così diverse In Giappone non esiste che ci si inviti a casa per il caffè. Né che si facciano feste di compleanno per i bambini. Né che i nonni siano parte del quotidiano scolastico o dei momenti della famiglia.\nUn\u0026rsquo;altra differenza radicale: in Giappone, la maggior parte delle mamme non lavora. Non per scelta, ma per necessità sociale. Lasciare la carriera per dedicarsi alla famiglia è ancora il ruolo atteso e normalizzato.\n«Qui il modello è diverso» spiega. «Le mamme si dedicano ai figli, soprattutto nei primi anni di scuola».\nMa la cosa che ha sorpreso più Valentina – e noi – è stata scoprire che molte famiglie giapponesi dormono tutte insieme nella stessa stanza fino a quando i bambini non hanno almeno 10 anni.\nIn Italia questa pratica farebbe storcere il naso a molti. Si parla di autonomia, di spazi personali, di \u0026ldquo;mettere il bambino nella sua cameretta fin da subito\u0026rdquo;.\n«Qui è normalissimo» dice Valentina. «Le mamme giapponesi all\u0026rsquo;asilo ne parlano come se fosse la cosa più ovvia del mondo. E quando ho raccontato che la mia bambina dorme da sola, chissà cosa avranno pensato di me..!».\nÈ una differenza culturale profonda, che riflette visioni diverse. Non è una questione di giusto o sbagliato. È semplicemente diverso.\nGuarda la loro storia nel dettaglio Nel video completo potrai vedere la loro vita nella periferia tranquilla di Tokyo, scoprire come funzionano le giornate tra asilo, lavoro e il caos controllato di una famiglia bilingue, e capire cosa significa davvero mettere radici in Giappone – non solo visitarlo, ma viverci.\nValentina ha aperto le porte della sua casa e della sua vita per raccontarci la versione reale, non filtrata, di quello che significa crescere una famiglia in Giappone. Non è la cartolina romantica che vedi sui social. È il quotidiano, con i suoi compromessi, le sue sorprese e il suo profondo senso di appartenenza.\nI consigli di Valentina per chi sta pensando di trasferirsi in Giappone Alla fine della nostra conversazione, chiediamo a Valentina quali consigli darebbe a chi sta pensando di trasferirsi in Giappone.\n«Primo: studiate il giapponese prima di venire» dice senza esitazione. «Non pensate di cavarvela con l\u0026rsquo;inglese. Potete sopravvivere, certo, ma non vivere davvero. Per integrarvi, dovete parlare giapponese. È la chiave per tutto».\n«Secondo: preparatevi alla solitudine, soprattutto all\u0026rsquo;inizio» continua. «Fare amicizie in Giappone richiede tempo. I giapponesi sono gentili ma riservati. Non aspettatevi di creare legami profondi in pochi mesi».\n«Terzo: siate flessibili con le aspettative» aggiunge. «Il Giappone non è come ve lo immaginate. Non è tutto zen e armonia. È una società moderna, stressata, con i suoi problemi. Ma se riuscite ad accettare che non sarà come nei film, può sorprendervi in modo positivo».\n«E infine» conclude, «se venite con bambini, preparatevi a fare i conti con un sistema educativo molto diverso da quello italiano. Ma fidatevi: i vostri figli si adatteranno molto meglio di voi. Monica sa perfettamente quale lingua usare, quando usarla, e come comportarsi a scuola. Noi adulti ancora facciamo fatica. Lei no».\nQuesta è la seconda storia della serie \u0026ldquo;Potevano Rimanere in Italia Ma\u0026hellip;\u0026rdquo; Yuri e Cristiano hanno lasciato tutto per aprire un Airbnb a Hokkaido, mentre Giovanni ha restaurato una casa centenaria nel Giappone rurale e creato un agriturismo con menzione Michelin.\nE scopri anche la storia di Ruggero, il professore di scienze cognitive che è tornato in Giappone grazie a un bigliettino da visita.\nIscriviti al nostro canale YouTube\u0026nbsp; per non perdere i prossimi episodi della serie \u0026ldquo;Potevano Rimanere in Italia Ma\u0026hellip;\u0026rdquo;.\nCosa ne pensi della storia di Valentina? Ti trasferiresti in Giappone con una famiglia? Cosa ti spaventa di più? Lasciaci un commento – ci piace sentire le storie e i pensieri veri delle persone.\n","country":"Giappone","date":"novembre 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1763803789/articoli/viaggi/nuove copertine  (1)-xj0jste8.png","permalink":"/blog/valentina-famiglia-periferia-tokyo/","title":"Valentina: mamma italiana in Giappone con una figlia bilingue"},{"categories":["Interviste","Italiani nel Mondo"],"contents":"Quando pensi a qualcuno che si trasferisce in Giappone, probabilmente immagini Tokyo: luci al neon, grattacieli, treni affollati, sushi bar ad ogni angolo. Forse, se sei più avventuroso, pensi a Kyoto con i suoi templi e al volto delicato di una geisha.\nDifficilmente immagini Hokkaido: l\u0026rsquo;isola più a nord, quella degli orsi bruni, delle foreste primordiali, degli inverni a -20°C e dei villaggi semi-deserti dove la natura sta lentamente riprendendosi gli spazi che l\u0026rsquo;uomo ha abbandonato. Se vuoi scoprire un esempio della bellezza di Hokkaido, leggi la nostra guida a Noboribetsu, il cuore termale dell\u0026rsquo;isola.\nEppure è proprio qui, nella città di Date, che Yuri e Cristiano hanno deciso di costruire il loro futuro, con le loro figlie al seguito.\nLasciare tutto per l\u0026rsquo;ignoto: una scelta ponderata La storia di Yuri e Cristiano non è il classico \u0026ldquo;ho mollato tutto per inseguire un sogno\u0026rdquo;, ma qualcosa di più complicato e, in un certo senso, più coraggioso.\n«Abbiamo fatto una scelta ponderata, anche se dall\u0026rsquo;esterno può sembrare folle», sono le parole di Cristiano.\nVendere casa, lasciare il lavoro, prendere due bambine che frequentavano la scuola in Italia e trasferirsi in Hokkaido per aprire un Airbnb nella casa tradizionale di famiglia – senza particolari garanzie che il progetto avrebbe funzionato.\n«Io non ho mai amato il sistema giapponese, quello che ti obbliga a uniformarti. Ecco perché ero andata via», confessa Yuri, con un perfetto accento italiano.\nSe per gli adulti l\u0026rsquo;adattamento è stato difficile, per le bambine è stato ancora più complesso.\nIn Giappone il sistema scolastico è diverso da quello italiano. Molto strutturato, molto esigente, con regole precise. «Qui ci sono anche i club, che impegnano il sabato e la domenica», spiega Yuri. «È un sistema che non fa sconti a nessuno.»\nCasa Yurimomo: l\u0026rsquo;Airbnb con un tocco di italianità in Hokkaido Mentre gestivano l\u0026rsquo;integrazione delle figlie, Yuri e Cristiano dovevano anche far decollare la loro attività: Casa Yurimomo.\nHanno sistemato la casa tradizionale giapponese della famiglia di lei – una di quelle con le porte scorrevoli in carta di riso (shoji), i tatami e il bagno tradizionale separato dalla zona del lavaggio. L\u0026rsquo;hanno ristrutturata mantenendo l\u0026rsquo;estetica giapponese ma aggiungendo i comfort che gli ospiti occidentali si aspettano.\n«Abbiamo cercato di creare un\u0026rsquo;esperienza autentica ma confortevole», spiega Cristiano. «Essendo in una zona con regole ben precise anche per l\u0026rsquo;apertura di un\u0026rsquo;attività, non abbiamo potuto fare tutto quello che volevamo, ma cerchiamo di fare del nostro meglio.»\n«Non possiamo offrire la colazione all you can eat nè quella tradizionale giapponese», aggiunge. «Ma il profumo del pane appena sfornato da Yuri al mattino non manca mai.»\nL\u0026rsquo;idea ha funzionato Dopo un po\u0026rsquo; le recensioni hanno iniziato a premiare la loro tenacia. Gli ospiti apprezzano l\u0026rsquo;autenticità, la possibilità di parlare con una famiglia che conosce bene la zona, la vicinanza a Date che permette di scoprire il Giappone \u0026ldquo;vero\u0026rdquo; lontano dalle città affollate.\nOggi, due anni dopo l\u0026rsquo;apertura, Yuri e Cristiano hanno trovato il loro equilibrio. L\u0026rsquo;Airbnb va bene, soprattutto in estate e durante la stagione sciistica. L\u0026rsquo;inverno è impegnativo ma anche spettacolare: la neve trasforma Hokkaido in un mondo fatato, e gli ospiti che arrivano per sciare restano sempre incantati.\nGuarda la loro storia nel dettaglio Yuri e Cristiano hanno accettato di aprirci le porte di casa loro e di raccontarsi senza filtri, tra gioie, sfide, momenti difficili e lezioni imparate.\nNel video completo puoi vedere la casa che hanno ristrutturato, scoprire come funzionano le giornate tra Airbnb e lezioni di cucina, e comprendere meglio come hanno trasformato una sfida inizialmente ritenuta folle in una realtà consapevole e consapevolmente costruita.\nSe la storia di Casa Yurimomo ti ha conquistato e vorresti dormire in una tradizionale casa giapponese gestita da una coppia italiana che conosce bene il territorio, puoi prenotare sul loro sito: Casa Yurimomo\u0026nbsp; Le lezioni di cucina: un ponte tra due culture Casa Yurimomo non è solo un Airbnb. È diventato anche un luogo dove la cucina crea connessioni.\nYuri insegna lezioni di cucina italiana ai giapponesi che si recano di persona nella sua cucina, e lezioni di cucina giapponese online agli italiani che vogliono provare a cucinare qualche piatto nipponico in Italia.\nLa sua esperienza accademica e decennale (ha vissuto vent\u0026rsquo;anni in Italia) le permette di fare qualcosa di unico: insegnare non solo le ricette, ma anche aiutare a reperire ingredienti che tutti possono trovare. A proposito, se sei interessato a mangiare in Giappone ma hai esigenze alimentari particolari, leggi la nostra guida su cosa mangiare in Giappone se sei vegetariano.\n«Quando insegno ricette italiane ai giapponesi, spiego come adattare i piatti con quello che trovano in Giappone. E quando insegno ricette giapponesi agli italiani, faccio la stessa cosa – uso ingredienti che si trovano facilmente in Italia», spiega Yuri.\nÈ questa semplicità che rende le sue lezioni speciali, che si possono prenotare tramite il sito dell\u0026rsquo;associazione Miciscirube\u0026nbsp; .\nI consigli per chi sogna il Giappone Alla fine della nostra conversazione, abbiamo chiesto a Yuri e Cristiano un consiglio per chi sogna di trasferirsi in Giappone.\n«Venite preparati psicologicamente alle difficoltà», aggiunge Yuri con serietà. «Il Giappone è bellissimo, tutto funziona. Ma viverci è ben diverso e richiede uno sforzo mentale costante. Se pensate che tutto sarà facile solo perché il Giappone funziona bene, vi sbagliate.»\nE se invece stai pensando di complicarti la vita come turista e di raggiungere il Giappone via terra come abbiamo fatto noi, ecco la nostra guida pratica su come entrare in Giappone con un veicolo senza carnet de passages.\nVuoi scoprire altre storie di italiani all\u0026rsquo;estero? Se ti interessa leggere altre storie di italiani che hanno fatto scelte coraggiose, abbiamo intervistato anche Giovanni, l\u0026rsquo;italiano che ha restaurato una casa centenaria nel Giappone rurale e creato un agriturismo con menzione Michelin.\nE se vuoi scoprire come una mamma italiana sta crescendo una figlia bilingue nella periferia di Tokyo, leggi la storia di Valentina: mamma italiana in Giappone con una figlia bilingue.\nInfine, scopri la storia incredibile di Ruggero, il professore che è tornato in Giappone grazie a un bigliettino da visita.\nIscriviti al nostro canale YouTube\u0026nbsp; per non perdere le prossime interviste e i prossimi episodi sulla vita degli italiani nel mondo.\nCosa ne pensi della scelta di Yuri e Cristiano? Lo faresti anche tu? Lasciaci un commento – ci piace sentire le storie e i pensieri veri delle persone.\n","country":"Giappone","date":"novembre 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1763802242/articoli/viaggi/nuove copertine -1xhknhwk.png","permalink":"/blog/yuri-cristiano-famiglia-italiana-hokkaido/","title":"Yuri e Cristiano: la famiglia italiana che ha scommesso tutto su Hokkaido"},{"categories":["Interviste","Italiani nel mondo"],"contents":"La strada che porta a Giovanni si fa sempre più stretta. Curve che si stringono tra le montagne, asfalto che lascia spazio alla ghiaia, il GPS che a un certo punto alza le mani e si arrende. Siamo in quella parte del Giappone che il turismo di massa ancora non ha raggiunto, dove i cartelli sono scritti solo in giapponese.\nEd è esattamente qui, in questo angolo remoto della prefettura di Wakayama, che Giovanni e sua moglie hanno scelto di costruire la loro vita.\nLa casa ultracentenaria che rivive Quando siamo arrivati, la prima cosa che abbiamo notato è stato il sorriso di Giovanni. Uno di quei sorrisi che ti fanno capire immediatamente che hai trovato qualcuno che ha fatto pace con le proprie scelte.\nLa casa dove oggi gestiscono la Kumano Kodo Winery Guest House – una struttura tradizionale giapponese che ha più di cento anni – si rivela poco dopo, nascosta tra alberi di cachi, bambù e galline libere di razzolare qua e là.\nI dettagli sono quelli del legno scuro consumato dal tempo, del tetto di tegole che hanno visto passare generazioni, delle shōji – le porte scorrevoli di carta di riso – che filtrano la luce creando quella luminosità diffusa tipica delle case giapponesi.\n«L\u0026rsquo;abbiamo sistemata noi», ci ha detto Giovanni con orgoglio. «Quando l\u0026rsquo;abbiamo comprata stava quasi crollando. Ci sono voluti anni.»\nOggi, quelle mura ospitano molto più di un semplice agriturismo. È un\u0026rsquo;esperienza, una filosofia di vita tradotta in ospitalità.\nIl menu che cambia ogni giorno La domanda giusta nella cucina di Giovanni, che è anche chef, non è: «Stasera cosa prepariamo?» Ma: «Cosa abbiamo oggi?»\nIl menu qui si scrive ogni giorno in base a quello che la natura offre, a quello che i contadini locali coltivano, a quello che la stagione regala.\n«Lavoriamo solo con materie prime del posto», ci ha spiegato la moglie di Giovanni mentre preparava la colazione. «Oggi ad esempio ho potuto preparare una torta ripiena di castagne.»\nLa loro cucina richiede creatività, flessibilità, una conoscenza profonda degli ingredienti. E soprattutto, richiede rispetto – per i produttori, per la stagionalità e per il territorio.\nCon il risultato che questi piatti hanno ottenuto una menzione Michelin.\nSeduti attorno al grande tavolo di legno, gli ospiti assaggiano portate che sembrano impossibili da proporre in Giappone e che sanno di casa, di memoria, di radici:\nGnocchi fritti ripieni di formaggio Tortelli di zucca fatti a mano (con la macchinetta della pasta che arriva direttamente dalle campagne veronesi) Tigelle calde, pesce e carni locali Cheesecake preparate fresche ogni giorno Noi ci siamo goduti ogni morso di questa esperienza, ma se sei curioso di scoprire come organizzo ogni giorno la cucina del camper (spoiler: con molto meno spazio e altrettanta creatività!), leggi l\u0026rsquo;articolo completo qui.\nLe cinquanta capre: le vere protagoniste Il vero cuore di questo posto sta poco più sotto, dove il terreno scende verso il bosco. Qui vivono libere cinquanta capre. Tutte con un nome, tutte conosciute una per una.\n«Questa è Bella», dice Giovanni mentre la capretta lo segue felice. «Poi c\u0026rsquo;è Zitella che è brava come il sole. E quella è Carbonara, guarda come mangia.»\nIl suo volto si illumina mentre parla di loro, che non sono bestiame da macello, ma vere compagne di avventura.\nLa routine che non conosce vacanze Ogni mattina, alle sei, Giovanni si alza e va nei boschi a raccogliere erba fresca per le capre. Poi riempie il camioncino e porta tutto giù al recinto.\n«Il fieno lo compriamo, ma l\u0026rsquo;erba fresca è tutta un\u0026rsquo;altra cosa», spiega.\nMentre lui è nei boschi, sua moglie prepara la colazione per gli ospiti. Poi, quando gli ospiti hanno mangiato e sono partiti per le loro escursioni, inizia la mungitura.\n«È un lavoro duro», ammette Giovanni. «Le capre non vanno in vacanza, non si prendono giorni liberi. Ma quando le vedi correre felici, quando assaggi il formaggio che facciamo\u0026hellip; vale tutto lo sforzo.»\nIl formaggio artigianale: un prodotto unico Il formaggio di Giovanni non lo trovi nei grandi supermercati. Non lo trovi nemmeno facilmente nella sua guesthouse – spesso è già tutto venduto prima ancora che sia pronto.\n«Ne facciamo poco», dice Giovanni. «Pochi pezzi, fatti bene. Sono come pezzi di artigianato. Voglio che gli ospiti possano portare a casa un pezzo del nostro lavoro, qualcosa che racconta la nostra storia.»\nQuando assaggi quel formaggio, non stai solo mangiando un prodotto caseario. Stai assaggiando le erbe dei boschi giapponesi, il lavoro manuale di mungere le capre, la pazienza della stagionatura e l\u0026rsquo;amore per un mestiere che oggi quasi nessuno vuole più fare.\nLa seconda casa affacciata sul Kumano Kodo Giovanni e sua moglie però non si sono fermati qui. Un paio di anni fa hanno aperto le porte di un\u0026rsquo;altra casa, che si affaccia direttamente sul Kumano Kodo – l\u0026rsquo;antico cammino di pellegrinaggio che attraversa le montagne della penisola di Kii, Patrimonio dell\u0026rsquo;Umanità UNESCO.\nPer secoli, monaci e pellegrini hanno percorso questi sentieri diretti ai tre grandi santuari di Kumano, cercando illuminazione spirituale attraverso la fatica fisica.\nLa casa che Giovanni ha restaurato ha un giardino che si affaccia direttamente sulle montagne, dove al tramonto le cime si tingono di rosa e oro. Le stanze sono semplici ma confortevoli; il silenzio è rotto solo dal canto degli uccelli e dal fruscio del vento tra ciliegi e bambù.\n«Il Kumano Kodo è un cammino impegnativo, fisicamente e mentalmente. Qui puoi fermarti, riprendere fiato, mangiare bene, dormire in pace. E poi ripartire.» spiega Giovanni.\nL\u0026rsquo;Italia rurale nel cuore del Giappone Parlando con Giovanni, una cosa diventa chiara: quello che ha creato qui non è \u0026ldquo;un business giapponese gestito da un italiano\u0026rdquo;. È qualcosa di nuovo che nasce dall\u0026rsquo;incontro di due culture.\n«Qui ho ritrovato l\u0026rsquo;Italia delle campagne, dove si viveva con il ritmo delle stagioni, dove la comunità contava più dell\u0026rsquo;individuo, dove il rapporto con la natura era quotidiano.»\nNella guesthouse si respira proprio questa atmosfera. Gli ospiti non sono solo clienti, ma sono temporaneamente parte della famiglia. Ecco perché molti tornano anno dopo anno: non perché sia un hotel lussuoso, ma perché si sentono a casa.\nWWOOF: imparare lavorando nella campagna giapponese Per chi vuole immergersi ancora più profondamente in questa realtà, c\u0026rsquo;è la possibilità di venire come volontario attraverso WWOOF (World Wide Opportunities on Organic Farms).\nSi lavora qualche ora al giorno in cambio di vitto e alloggio, ma quello che si riceve è molto più di un letto e tre pasti al giorno.\n«I WWOOFer che vengono qui imparano di tutto», dice Giovanni. «Dalla cucina alla campagna, dalla cura degli animali alla manutenzione della casa. C\u0026rsquo;è modo per tutti di trovare il proprio spazio.»\nLa lezione più importante: fare cose che abbiano senso Oltre alle competenze pratiche, c\u0026rsquo;è un apprendimento più profondo: quello che la felicità non deriva dal possedere cose, ma dal fare cose che hanno un senso.\nNon a caso abbiamo sentito Giovanni salutare suo figlio dicendogli: «Mi raccomando, sempre con il sorriso.»\nNon tutto è stato facile, però. «Qui ora stiamo bene e siamo felici, ma non è stato facile e non è un lavoro per tutti.»\nCosa significano davvero le parole di Giovanni?\nChe qui ogni giorno si vive con il ritmo della luce del sole – alzarsi all\u0026rsquo;alba non perché la sveglia suona, ma perché è il momento giusto per iniziare.\nChe si mangia quello che la stagione offre, adattando il lavoro al clima, rispettando i cicli naturali invece di cercare di controllarli.\nChe si torna a conoscere chi ha coltivato le verdure che mangi, il nome del pescatore, a guardare negli occhi l\u0026rsquo;animale che ti dà il latte. A sporcarsi, stancarsi fisicamente, sentire il peso della fatica ma anche la soddisfazione di aver creato qualcosa di concreto.\nAll\u0026rsquo;inizio tutti i giapponesi dicevano a Giovanni: «Muzukashii. Non funzionerà. È troppo diverso.»\nMa lui ha sorriso, come sorride ancora adesso.\nE oggi, nel cuore della montagna giapponese, nella prefettura di Wakayama, esiste la sua realtà. Una realtà costruita con le mani, con pazienza e con amore.\nInsomma, se stai cercando un luogo dove staccare dalla fretta del mondo moderno, dove assaggiare una cucina autentica nata da ingredienti di stagione, dove dormire in una casa che ha visto passare generazioni – la Kumano Kodo Winery Guest House ti sta aspettando, nascosta tra le montagne del Giappone rurale.\nScopri la prefettura di Wakayama Se vuoi farti un\u0026rsquo;idea del contesto rurale giapponese, guarda questo video che abbiamo girato nella prefettura di Wakayama:\nStiamo anche preparando un video completo dedicato alla Kumano Kodo Winery Guest House, dove mostreremo la cucina, le capre e la scelta coraggiosa di Giovanni e della sua famiglia.\nNel frattempo, puoi scoprire di più visitando il loro sito ufficiale: Balsamic Jam Nanki Wakayama\u0026nbsp; Altre storie di italiani in Giappone Se la storia di Giovanni ti ha ispirato, scopri anche le altre storie della serie \u0026ldquo;Potevano rimanere in Italia ma\u0026hellip;\u0026rdquo;:\nValentina: mamma italiana in Giappone con una figlia bilingue Yuri e Cristiano: la famiglia che ha scommesso tutto su Hokkaido Ruggero: dal bigliettino da visita al professore di scienze cognitive Iscriviti al nostro canale YouTube\u0026nbsp; per non perdere i prossimi episodi della serie \u0026ldquo;Potevano rimanere in Italia ma\u0026hellip;\u0026rdquo;.\n","country":"Giappone","date":"novembre 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1762690732/articoli/viaggi/kumano winery-yxyjb2x5.png","permalink":"/blog/kumano-kodo-winery-guest-house-giovanni-italiano-giappone/","title":"Kumano Kodo Winery Guest House: La storia di Giovanni, italiano che ha costruito un sogno nel Giappone rurale"},{"categories":["Giappone in Camper","Festival e Tradizioni","Destinazioni Giappone"],"contents":"Se stai programmando un viaggio estivo in Giappone, immergerti in un matsuri — una festa tradizionale giapponese — è un\u0026rsquo;esperienza che non puoi assolutamente perdere.\nI matsuri sono momenti di festa, spiritualità e cultura popolare, in cui le città e i villaggi si animano di colori, suoni e rituali che affondano le radici nella storia millenaria del paese. Sono il cuore pulsante della comunità giapponese, momenti in cui la modernità si arresta e la tradizione prende il sopravvento.\nTra i tanti festival estivi, tre in particolare spiccano per originalità, spettacolarità e autenticità: l\u0026rsquo;Obon Festival di Sapporo, il Yohtaka Andon Festival di Numata e l\u0026rsquo;Oni Matsuri di Noboribetsu. Vanno tutti in scena in Hokkaido e scopriamo insieme cosa li rende unici e perché dovresti segnarli sul calendario del tuo prossimo viaggio in Giappone.\nTabella dei contenuti 1. Obon Festival – Sapporo (metà agosto) La Festa degli Antenati La Danza Bon Odori Rituali e Significato Spirituale Quando e Dove Come Partecipare 2. Yohtaka Andon Festival – Numata, Hokkaido (terzo weekend di agosto) Le Lanterne Giganti Illuminate Il Rituale della Processione Significato Spirituale Quando e Dove Esperienza Unica 3. Oni Matsuri – Noboribetsu (ultimo weekend di agosto) I Demoni che Proteggono La Processione dei Demoni Rituale Propiziatorio Noboribetsu: Oltre il Festival Quando e Dove Perché Partecipare a un Matsuri? Più di una Festa L'Esperienza Sensoriale Cibo di Strada da Non Perdere Consigli Vanlife Hai Partecipato a un Matsuri Giapponese? 1. Obon Festival – Sapporo (metà agosto) La Festa degli Antenati L\u0026rsquo;Obon è uno dei festival più importanti e spirituali del Giappone, dedicato alla commemorazione degli antenati. Non è una festa di festa banale, ma un momento profondamente sentito in cui si crede che gli spiriti dei defunti tornino a visitare i vivi.\nDurante l\u0026rsquo;Obon Festival di Sapporo, centinaia di persone si riuniscono per partecipare alla tradizionale danza Bon Odori, ballata all\u0026rsquo;aperto in cerchio, spesso vestiti con yukata, l\u0026rsquo;abito estivo tradizionale giapponese.\nLa Danza Bon Odori La danza non è complicata – chiunque può parteciparvi:\nPasso semplice: avanti, indietro, laterale, coordinato al ritmo Movimenti delle mani: ondeggianti e naturali, che raccontano una storia Ritmo: accompagnato dal ritmo dei tamburi taiko, che crea un\u0026rsquo;atmosfera gioiosa e intima Atmosfera: capace di unire generazioni diverse in un omaggio collettivo ai propri antenati La musica è ipnotica, quasi meditativa. Dopo pochi minuti, ti troverai a ballare senza pensarci, incorporato nella comunità.\nRituali e Significato Spirituale L\u0026rsquo;Obon di Sapporo include:\nVisite ai templi: preghiere e meditazione Lanterne galleggianti: accese e lasciate galleggiare sulle acque per guidare gli spiriti Offerte di cibo: per commemorare i defunti Fuoco d\u0026rsquo;artificio finale: celebrazione della partenza degli spiriti Quando e Dove Data: metà agosto (solitamente 13-15 agosto) Luogo: varie piazze e templi di Sapporo (città principale di Hokkaido) Durata: 3 giorni di celebrazioni continue Atmosfera: particolarmente suggestiva perché si svolge in una delle città più vivaci del nord del Giappone, permettendo di combinare il fascino della tradizione con la vitalità urbana Come Partecipare Gratuito: la partecipazione alla danza è libera e aperta a tutti Accoglienza: le comunità locali sono entusiaste di accogliere i visitatori stranieri 2. Yohtaka Andon Festival – Numata, Hokkaido (terzo weekend di agosto) Le Lanterne Giganti Illuminate Lo Yohtaka Andon Festival, che si svolge nella piccola cittadina di Numata, in Hokkaido, è una delle feste notturne più spettacolari del Giappone settentrionale.\nIl nome \u0026ldquo;Andon\u0026rdquo; si riferisce alle grandi lanterne di carta che vengono portate in processione per le strade del paese. Attenzione però, non sono semplici lanterne – sono vere opere d\u0026rsquo;arte mobili:\nAltezza: diverse decine di metri, visibili da lontano Decorazione: motivi tradizionali, figure mitologiche, creature leggendarie Illuminazione: lampade interne che creano un effetto ipnotico e quasi magico nella notte Peso: centinaia di chili, richiedono sforzo e coordinazione per essere trasportate Il Rituale della Processione Durante il festival:\nSquadre di persone trasportano le lanterne in processione Canti tradizionali e strumenti musicali accompagnano il movimento Sincronizzazione: il trasporto richiede forza, coordinazione e strategia Spettacolo: il movimento lento e maestoso delle lanterne illumina la notte, creando un\u0026rsquo;atmosfera surreale e affascinante Significato Spirituale Lo Yohtaka Andon Festival non è una semplice sfilata – è un rituale che simboleggia:\nProtezione dagli spiriti maligni Benedizione della comunità Connessione con il divino attraverso la luce Continuità della tradizione di generazione in generazione Quando e Dove Data: terzo weekend di agosto (solitamente 16-18 agosto) Luogo: Numata, piccola cittadina in Hokkaido (raggiungibile da Sapporo in ~2h di auto) Durata: 2 giorni Atmosfera: autentica e meno turistica rispetto ai festival maggiori – vivrai la vera atmosfera delle feste locali giapponesi Esperienza Unica Se sei alla ricerca di un\u0026rsquo;esperienza autentica e non commerciale, lo Yohtaka Andon Festival è perfetto:\nPochi turisti stranieri Forte radicamento nella comunità locale Possibilità di interagire con i locali e comprendre la vera cultura giapponese 3. Oni Matsuri – Noboribetsu (ultimo weekend di agosto) I Demoni che Proteggono Se vuoi vivere un festival davvero unico e spettacolare, l\u0026rsquo;Oni Matsuri di Noboribetsu è quello che fa per te.\n\u0026ldquo;Oni\u0026rdquo; in giapponese significa \u0026ldquo;demone\u0026rdquo; o \u0026ldquo;spirito maligno\u0026rdquo;, figure che occupano uno spazio unico nella mitologia giapponese – non sono completamente cattivi, ma creature complesse e potenti che possono proteggere così come distruggere.\nQuesto festival si concentra proprio su queste figure mitologiche, portate in vita da uomini che indossano maschere spaventose e costumi elaborati.\nLa Processione dei Demoni Durante la festa:\nDecine di \u0026ldquo;Oni\u0026rdquo; sfilano per le strade in costumi elaborati con corna, artigli e colori sgargianti Fumo e fuoco creano un\u0026rsquo;atmosfera carica di energia e mistero Tamburi e suoni tradizionali accompagnano la processione Fuochi d\u0026rsquo;artificio illuminano la notte in momenti cruciali Interazione: gli Oni scherzano e \u0026ldquo;minacciano\u0026rdquo; gli spettatori Rituale Propiziatorio L\u0026rsquo;Oni Matsuri non è una semplice sfilata – è un rituale che vuole:\nScacciare gli spiriti maligni dalla città Proteggere gli abitanti da pericoli spirituali Purificare la comunità attraverso l\u0026rsquo;incontro controllato con il male rappresentato Rinnovare la vitalità della comunità per l\u0026rsquo;anno a venire È un momento in cui il folklore prende vita in modo spettacolare e coinvolgente.\nNoboribetsu: Oltre il Festival Noboribetsu è famosa anche per:\nSorgenti termali (onsen): alcune delle più belle del Giappone Parco Jigokudani (\u0026ldquo;Valle dell\u0026rsquo;Inferno\u0026rdquo;): paesaggio vulcanico spettacolare Natura selvaggia: montagne, fiumi e foreste incontaminate Puoi combinare la partecipazione al festival con il relax negli onsen – perfetto dopo giorni di festa.\nQuando e Dove Data: ultimo weekend di agosto Luogo: Noboribetsu, città turistica di Hokkaido (raggiungibile da Sapporo in ~1h di auto) Durata: 2 giorni di celebrazioni gratuite Atmosfera: energetica, spettacolare e un po\u0026rsquo; spaventosa. Perché Partecipare a un Matsuri? Più di una Festa Partecipare a un festival tradizionale giapponese è un modo straordinario per avvicinarsi alla cultura e alle tradizioni locali, molto più di quanto si possa fare visitando solo monumenti o musei.\nI matsuri sono:\nMomenti di condivisione: la comunità si riunisce Momenti di divertimento: musica, cibo, giochi, fuochi d\u0026rsquo;artificio Momenti di riflessione: celebrazione della vita, della natura e della storia Momenti di inclusione: i visitatori stranieri sono benvenuti L\u0026rsquo;Esperienza Sensoriale Indossare un yukata, assaggiare i cibi di strada (takoyaki, dango, kakigori), ballare sotto le lanterne illuminate o ammirare fuochi d\u0026rsquo;artificio: ogni dettaglio contribuisce a rendere un viaggio in Giappone un\u0026rsquo;esperienza memorabile e trasformativa.\nÈ il modo migliore per capire davvero il Giappone – non da turista, ma come partecipante e membro della comunità, almeno in quel momento.\nCibo di Strada da Non Perdere Durante i festival troverai:\nTakoyaki: polpette di polpo fritte Okonomiyaki: frittella di verdure Kakigori: granita giapponese Dango: palline dolci di riso Birra locale: da sorseggiare mentre guardi i fuochi d\u0026rsquo;artificio Consigli Vanlife Se viaggi in camper in Giappone durante l\u0026rsquo;estate:\nScopri tutti i consigli per la sosta camper in Giappone Come stare connessi durante i festival Calore: agosto è molto caldo e umido – preparati a temperature di 25-35°C Hai Partecipato a un Matsuri Giapponese? Se hai già partecipato a uno di questi festival o ad altri matsuri giapponesi, condividi la tua esperienza nei commenti! Quale momento ti ha colpito di più? Hai ballato il Bon Odori? Sei rimasto affascinato dagli Oni?\nE se il viaggio in Giappone estivo è sulle tue liste di cose da fare, dai un\u0026#39;occhiata al nostro canale YouTube\u0026nbsp; dove raccontiamo storie di festival, tradizioni e avventure on the road in Giappone!\nBuon festival estivo tra luci, suoni e spiriti antichi del Giappone!\n","country":"Giappone","date":"ottobre 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1761101530/articoli/viaggi/Copia di Nero Minimalista Viaggio Miniatura YouTube (4)-jffyq1jv.png","permalink":"/blog/3-festival-estivi-giappone-matsuri/","title":"3 Festival Estivi Giapponesi da Non Perdere: tradizione, luci e spiriti antichi"},{"categories":["Cucina in Camper","Viaggiare in Camper","Organizzazione"],"contents":"Vivere in camper significa fare i conti con spazi ridotti: una dispensa microscopica, un frigo piccolo, un freezer praticamente inesistente, due fuochi e padelle non troppo grandi. Significa anche essere itineranti, il che rende impossibile avere una verduriera di fiducia, un panettiere di fiducia, o anche solo un supermercato di riferimento. La scelta e i prezzi cambiano completamente da un negozio all\u0026rsquo;altro e da un paese all\u0026rsquo;altro le differenze sono abissali.\nMa posso essere sincera? Per me è una sfida bellissima. E con un po\u0026rsquo; di strategia, la spesa in camper diventa non solo fattibile, ma anche divertente.\nLa regola numero uno: il menu settimanale Il menu settimanale è la base della mia organizzazione. Non me lo sono inventato vivendo in camper, lo utilizzo da anni, da quando mi portavo il baracchino all\u0026rsquo;università e poi al lavoro. Perché mi piace crearlo? Perché mi permette di non impazzire a pensare cosa cucinare ogni giorno, di avere varietà invece di mangiare sempre le stesse cose, e soprattutto di evitare di ritrovarmi a mangiare latte e biscotti per cena.\nDi solito noi mangiamo la stessa cosa a cena e a pranzo il giorno dopo. In questo modo risparmiamo tempo prezioso e riduciamo drasticamente i consumi di gas. Riscaldiamo solo una volta, o mangiamo gli avanzi freddi il giorno dopo.\nE ancora: mangiamo piatti unici, che comprendono carboidrati, verdura e proteine tutto nello stesso piatto. Niente contorni complicati, niente mise en place elaborata. Un\u0026rsquo;idea, un piatto, una padella o al massimo due, due stomaci sazi e felici.\nPiatti semplici che funzionano Ovviamente, per questioni di dispensa limitata e praticità, mangiamo piatti semplici! Ecco alcuni nostri cavalli di battaglia:\nPatate e zucca con uovo al padellino - carboidrati, verdura, proteina, tutto in uno, sotto forma di stufato o zuppa calda Pasta con pomodorini e legumi - veloce, economico, super saziante Gnocchi di sola farina con verdure e formaggio fuso - quando vogliamo qualcosa di un po\u0026rsquo; più \u0026ldquo;speciale\u0026rdquo; (ma davvero facile) Ramen con tofu e verdure - soprattutto in Giappone, dove il tofu costa meno della carne Couscous con lenticchie e verdure - scoperto in Marocco, diventato un must (anche se da qualche mese è introvabile o costa un rene) Frittata di riso - questo è il mio trucco del giorno dopo con il riso avanzato, sempre accompagnato da una bella insalata colorata La pentola a pressione: un must have Se vivi in camper e non hai una pentola a pressione, credimi sulla parola: è il momento di comprarla.\nLa pentola a pressione riduce drasticamente i tempi di cottura e tutto ciò significa minor consumo di gas.\nInoltre, permette di usare ingredienti più economici (come i legumi secchi, che hanno prezzi più contenuti in quasi tutto il mondo) senza aspettare ore che si cuociano.\nEsempio di tempi ridotti: Patate a pezzetti: cottura 5 minuti dal fischio, poi lasci riposare per altri 10 minuti senza aprire il coperchio.\nPro tip: Se lasci i legumi in ammollo la notte prima, si cuociono ancora più in fretta!\nleggi anche 10 utensili indispensabili nella cucina in camper! Prodotti locali, stagionali e in scadenza: il trittico del risparmio Quando si viaggia all\u0026rsquo;estero, soprattutto fuori dall\u0026rsquo;Europa, ci si deve un po\u0026rsquo; scordare delle solite marche alle quali si è abituati. La stessa cosa vale per i prodotti.\nDopo tre anni di assenza dall\u0026rsquo;Italia sono sincera: mi manca un panino con la fontina. Ma ovunque siamo, preferiamo approfittarne e comprare prodotti locali.\nPer quanto riguarda frutta e verdura, seguiamo anche la stagionalità. Se è stagione di mele, le mele costano meno. Se è stagione di zucche, le zucche costano meno. Sembra ovvio, ma quando sei in movimento devi adattarti a dove sei. Il mio consiglio? Vai al mercato locale, guarda cosa propongono, studia i prezzi e costruisci il tuo menu intorno a quello.\nQuesto non solo ti fa risparmiare parecchio, ma scopri anche ingredienti che non avresti mai provato altrimenti (tipo l\u0026rsquo;anguria bianca che qui in Giappone si cucina come un cetriolo..!).\nUn\u0026rsquo;altra strategia che usiamo spesso è cercare prodotti in scadenza. Sto parlando di prodotti che scadono domani, o fra due giorni, che il supermercato mette in sconto perché deve farli sparire. Sono buonissimi, sono a buon prezzo, e basta che li usi subito o li congeli.\nQuesta tecnica l\u0026rsquo;abbiamo usata in decine di paesi, e ci ha permesso di risparmiare una frazione notevole sulla spesa settimanale o di toglierci lo sfizio su qualche prodotto ancora da assaggiare.\nSpesa settimanale: la pianificazione è oro Noi cerchiamo quasi sempre di fare la spesa per almeno una settimana. Non sempre è possibile (qui in Asia i prodotti freschi scadono rapidamente ed è più difficile, in altri paesi trovavamo più prodotti secchi più facili da conservare) ma quando è possibile, lo facciamo.\nUna spesa settimanale ben pianificata significa:\nMeno spostamenti e meno benzina Meno tempo speso a cercare negozi Una visione chiara di quello che puoi fare con quello che hai Meno tentazioni di acquistare cose inutili Il mio metodo? Prendo un foglio di carta o apro le note del cellulare, scrivo il mio menu per una settimana, e da quello estrapolo la lista della spesa. Semplice, ma funziona.\nColazione nei vari paesi Noi amiamo la colazione dolce. E la colazione, più di qualsiasi altro pasto, cambia completamente da un paese all\u0026rsquo;altro.\nA volte è pane e marmellata (tranne qui in Giappone dove abbiamo scoperto la marmellata di fagioli – sì, di fagioli! È meno strana di quanto suoni). A volte cereali e yogurt con frutta, a volte latte e cereali. Dove trovavamo i biscotti, mangiavamo latte e biscotti. In Corea del Sud abbiamo mangiato spesso il riso al latte.\nMa vogliamo parlare della colazione turca? E\u0026rsquo; stata una delle più corpose che abbiamo mai mangiato! Un\u0026rsquo;esplosione di sapori e consistenze che ti riempie per l\u0026rsquo;intera giornata!\nLe differenze di prezzo: una lezione per ogni paese Ora, qui entra in gioco la geografia gastronomica del viaggio. Ecco alcuni esempi:\nIn Grecia, mangiavamo feta come se fosse acqua. Era ovunque, costava niente, era buonissima. Ovvio che abbiamo mangiato feta tutti i giorni (sto esagerando ovviamente, ma nemmeno troppo..!).\nIn Giappone, i formaggi sono praticamente inesistenti e costano una fortuna. Ma il tofu si trova a volontà, a prezzi ridicoli. Quindi da mesi stiamo mangiando tofu come fonte proteica principale. Non lo faremo a vita, tanto vale adattarsi finché siamo qui.\nA proposito, ho scritto una guida completa su cosa mangiare in Giappone se sei vegetariano, dove parlo più nel dettaglio di come districarsi tra i piatti locali.\nPro tip: Il tofu strapazzato sostituisce perfino le uova o la ricotta – è più versatile di quanto possiate immaginare!\nIn Russia, Turchia e Georgia la spesa costava pochissimo. E va da sé che quando arrivi in paesi dove puoi fare la spesa con una manciata di soldi, cambiano le tue priorità: compri di più, risparmi per i periodi più cari, e mangi meglio di quanto avresti mai pensato.\nIn Senegal, la situazione era al contrario: mangiare al ristorante costava pochissimo. Fare la spesa al supermercato costava una fortuna. Quindi abbiamo adattato la strategia: a pranzo mangiavamo il thieboudienne (pranzo del giorno senegalese a base di riso pesce e cipolle) spendendo 1 euro a testa, a cena variavamo con del pane o pasta con verdure e legumi (che avevamo portato di scorta dal Marocco).\nIn Mongolia, il paese peggiore per me per fare la spesa, trovavi principalmente carne congelata e poche altre opzioni. Non è il posto ideale per vegetariani, e nemmeno per chi ama la varietà. Ma impari a fare quello che puoi con quello che hai, oppure impari a cercare informazioni in anticipo e ti crei una bella dispensa ben organizzata. Ricordo ancora la spesa in Russia prima di entrare in Mongolia: siamo usciti con il carrello pieno e abbiamo stivato due angurie enormi in bagno!\nVietato essere schizzinosi in viaggio Se c\u0026rsquo;è una cosa che il viaggio in camper insegna, è che bisogna mollare le proprie abitudini, non essere schizzinosi, e provare un po\u0026rsquo; di tutto.\nPaolo, ad esempio, non amava il couscous, ma in Marocco ha imparato a mangiarlo quasi ogni giorno. In Russia c\u0026rsquo;era il grano saraceno, in Giappone è il momento del ramen o del riso.\nOgni cibo, però, per noi rappresenta un\u0026rsquo;evoluzione, un\u0026rsquo;opportunità di apprendimento. Quando non conosciamo un cibo chiediamo ai venditori o alla gente del posto, e ogni volta è un po\u0026rsquo; come imparare il segreto della nonna. Nel blog trovi diverse ricette dal mondo che abbiamo scoperto durante i nostri viaggi – piatti semplici che puoi riprodurre facilmente anche in camper!\nPer quanto riguarda lo street food invece? In alcuni paesi può essere molto più costoso che mangiare al ristorante, ma in Corea del Sud per noi è stata una vera e propria scoperta e se non sei schizzinoso troverai cose incredibili a pochissimo.\nQuesta apertura mentale non solo ti fa risparmiare soldi e gas. Ti fa vivere il viaggio veramente, mangiando come la gente del luogo, scoprendo sapori nuovi, adattandoti invece di opporre resistenza.\nE fidati, dopo mesi di questo approccio, tornerai a casa con un palato completamente diverso e un rapporto con il cibo completamente diverso.\nQual è il cibo che più ti ha sorpreso in un viaggio? Scrivici nei commenti – non vediamo l\u0026rsquo;ora di sentire l\u0026rsquo;acquolina in bocca!\n","country":null,"date":"ottobre 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1690377961/Articoli/Viaggio/cucina-attrezzi_gxutzz.jpg","permalink":"/blog/come-organizzo-spesa-in-camper/","title":"Come organizzo la spesa in camper"},{"categories":["Viaggiare in Camper","Relazioni","Coppia"],"contents":"Da 3 anni viviamo insieme in 9 metri quadrati e a bordo del nostro camper condividiamo tutto: le cose belle e quelle brutte. Ma soprattutto, non abbiamo la possibilità di chiuderci in una stanza diversa quando le cose si complicano (anche se ammetto che in un paio di occasioni ho rischiato la claustrofobia in bagno) e non c\u0026rsquo;è la scusa del lavoro che ti allontana per un po\u0026rsquo; di ore (perché sì, lavoriamo anche uno di fronte all\u0026rsquo;altra). Ecco che allora siamo perennemente in una \u0026ldquo;pentola a pressione\u0026rdquo; emotiva, dove tutto – le tensioni, gli stress, le frustrazioni – viene amplificato.\nMa sai una cosa? Non è una tragedia. Può essere una grande opportunità.\nQuando gli spazi stretti diventano grandi conflitti I litigi in camper non sono tanto diversi dai litigi in casa. La differenza è che qui non puoi scappare. Vediamo insieme qualche esempio concreto.\nUno vuole esplorare, l\u0026rsquo;altro è stanco Uno vuole massimizzare ogni giorno, l\u0026rsquo;altro vuole riposare. Da qui nasce il conflitto: visioni diverse su cosa si vuole da una vita in viaggio.\nChi fa cosa: la distribuzione dei compiti Chi cucina, chi pulisce, chi organizza la logistica, chi controlla il carburante, chi risolve i problemi tecnici del camper. In tutte queste situazioni può scoppiare la scintilla del: \u0026ldquo;Non fai niente!\u0026rdquo; o \u0026ldquo;Non riconosci quello che faccio io!\u0026rdquo;.\nDiscussioni sul percorso e il futuro Questo per noi è forse il conflitto più profondo. Non è solo dove andare domani. È: \u0026ldquo;Quanto tempo vogliamo stare qui? Dove andremo dopo? Abbiamo fatto la scelta giusta ad abbandonare tutto?\u0026rdquo;. Queste non sono semplici discussioni per noi, ma sono conflitti di valori, di priorità, di visione del futuro.\nIl meteo Se e quando piove per giorni, ovviamente si rimane più tempo a bordo. E rimamendo a rinchiusi in 9 metri quadrati è normale che la tensione può amplificarsi dopo un po'.\nIl rumore In camper si sente tutto. Ad esempio, anche se Paolo gioca con i video game con le cuffie, il ticchettio dei tasti è perenne. Se io mi alzo prima al mattino per fare yoga, i miei movimenti per quanto silenziosi in 9 metri quadrati si fanno sentire. E se si è discusso, anche solo uno starnuto può innervosire.\nPerché i litigi capitano (e perché vanno normalizzati) Voglio sottolineare una cosa importante: litigare in camper non significa che la relazione è in crisi. Significa che siamo umani. Significa che si sta vivendo un\u0026rsquo;esperienza intensissima insieme, 24 ore su 24.\nÈ un test della relazione, sì. Ma non è un verdetto.\nIn camper convergono mille stress:\nStanchezza fisica (guidare, organizzare, improvvisare ogni giorno) Stress decisionale (dove andare? quando partire? come affrontare un problema tecnico?) Mancanza di routine e stabilità Solitudine dal resto del mondo (niente amici che arrivano al volo, niente famiglia che compare bussando alla porta accanto) Pressione economica Nessun luogo dove staccare mentalmente Le strategie che ci salvano Dopo tre anni in camper, abbiamo imparato alcune cose su come non distruggerci reciprocamente.\n1. Ritagliarsi spazi personali (anche se piccoli) Questa è stata una rivelazione. All\u0026rsquo;inizio cercavamo di passare tutto il tempo insieme. Viaggio romantico, no? Sbagliato.\nAdesso io mi ritaglio il mio spazio. La sera mi siedo con un libro, da sola. Oppure cucio – ho scoperto che questa pratica ha un effetto meditativo su di me. Paolo prende il controller e gioca ai video game con le cuffie. Non è \u0026ldquo;stare insieme\u0026rdquo;, è vero. Ma è \u0026ldquo;stare bene da soli nello stesso spazio\u0026rdquo;.\nQuesti spazi personali non sono \u0026ldquo;un\u0026rsquo;alternativa alla relazione\u0026rdquo;. Sono un ingrediente della relazione. Sono quello che ci permette di avere energia per stare bene insieme dopo, per arricchirsi in autonomia e di conseguenza stare bene insieme. Basta questo a cambiare tutto.\n2. Fare un passo indietro Ci sono momenti in cui la tensione sale e sentiamo che una discussione sta per diventare un litigio serio. In quei momenti, uno di noi dice: \u0026ldquo;Mi serve una pausa\u0026rdquo;.\nNon è \u0026ldquo;scappiamo dalla discussione\u0026rdquo;. È \u0026ldquo;riconosciamo che adesso non siamo in uno stato mentale per affrontarla bene\u0026rdquo;.\nFare un passo indietro significa anche riconoscere quando è il momento di lasciar perdere. Quando capisci che in questo momento non cambierai idea, e nemmeno l\u0026rsquo;altra persona – forse è il momento di accettare che si è semplicemente diversi su questo punto.\n3. Chiedere scusa (il superpotere invisibile) Imparare a dire \u0026ldquo;mi dispiace\u0026rdquo; senza spiegazioni, senza \u0026ldquo;ma\u0026rdquo;, senza andare sulla difensiva. Imparare a dire \u0026ldquo;mi dispiace, ho sbagliato\u0026rdquo; significa usare poche parole che però cambiano tutto. Perché comunicano: \u0026ldquo;Vedo il dolore che ho causato. Non è quello che volevo e riconosco che era sbagliato\u0026rdquo;.\nPaolo e io abbiamo imparato che a volte le discussioni non finiscono perché risolvi il problema. Finiscono perché uno dei due dice \u0026ldquo;scusa\u0026rdquo; e l\u0026rsquo;altro risponde \u0026ldquo;grazie, scusa anche tu\u0026rdquo;.\nAscoltare e dialogare Oltre agli spazi personali e alle pause, la chiave è imparare ad ascoltare veramente. Non per \u0026ldquo;vincere\u0026rdquo; la discussione, ma per capire cosa c\u0026rsquo;è davvero dietro le parole.\nEcco un nostro esempio: Quando Paolo dice \u0026ldquo;sono stanco e voglio stare fermo\u0026rdquo;, non sta dicendo \u0026ldquo;non mi importa del tuo desiderio di esplorare\u0026rdquo;. Sta dicendo \u0026ldquo;il mio corpo e la mia mente hanno raggiunto un limite\u0026rdquo;.\nQuando io dico \u0026ldquo;voglio visitare quel villaggio\u0026rdquo;, non sto dicendo \u0026ldquo;non mi importa di te\u0026rdquo;. Sto dicendo \u0026ldquo;ho bisogno di stimolo, di novità, di sentire che stiamo vivendo pienamente\u0026rdquo;.\nQuando capiamo cosa c\u0026rsquo;è davvero dietro alle parole, la discussione cambia. Non è \u0026ldquo;uno vince, uno perde\u0026rdquo;. È \u0026ldquo;troviamo una strada dove i bisogni di entrambi hanno un valore\u0026rdquo;.\nQuello che abbiamo imparato su noi stessi Tre anni in camper ci hanno insegnato che non possiamo controllare tutto, che non siamo un\u0026rsquo;estensione l\u0026rsquo;uno dell\u0026rsquo;altra, che i nostri ritmi sono diversi e va bene così.\nEntrambi abbiamo imparato che amare significa ascoltare, anche – e soprattutto – quando non sei d\u0026rsquo;accordo.\nE abbiamo imparato che i litigi non sono il nemico. Il silenzio senza comunicazione è il nemico. Un litigio dove i due rimangono sinceri e cercano di capirsi? Quello è l\u0026rsquo;amore che fa il suo lavoro.\nVi racconto una cosa che è accaduta a Paolo e a me in Giappone. Pochi giorni prima di un incontro molto pericoloso con due orsi – che poteva andare completamente diversamente – avevamo litigato. Una discussione con silenzi lunghi, sguardi storti, parole non dette. Ma ci eravamo chiariti. E quel giorno, quando abbiamo incontrato gli orsi, eravamo una squadra. Stavamo parlando, facevamo rumore, eravamo consapevoli della reciproca presenza. Se fossimo rimasti in quel silenzio magari avremmo camminato senza fare suono. Magari non avremmo allertato gli orsi. Magari le cose sarebbero andate diversamente.\nHo scritto tutto questo in un articolo più lungo dove ragiono su come il dialogo, letteralmente, ci ha salvati.\nIl paradosso: gli spazi stretti ti avvicinano Ecco che allora gli spazi stretti del camper, che sembrano una maledizione, sono in realtà una benedizione. Ti obbligano ad affrontare tutto. Ti obbligano a comunicare. Ti obbligano a crescere.\nIn una casa normale, è facile vivere fianco a fianco senza davvero toccarsi. In camper, devi decidere: o ci si affronta, o si affonda insieme.\nNoi abbiamo deciso di affrontarci. E il viaggio ci ha resi più forti e di certo non più fragili.\nPer chi sta considerando di andare a vivere in camper Se stai pensando di fare un viaggio in camper con il tuo partner, sappi che litigherate. Sappi che avrete momenti in cui vorrete scappare. Sappi che dovrete imparare a chiedere scusa, a dare spazio, ad ascoltare.\nMa sappi anche che in camper, la vostra relazione avrà l\u0026rsquo;opportunità di diventare qualcosa di più profondo. Dove i litigi non vi allontanano, ma vi fanno capire davvero chi è la persona con cui state vivendo.\nE se riuscirete a stare bene in 9 mq uno accanto all\u0026rsquo;altro, potete stare bene ovunque.\nOra ditemi, qual è il litigio più stupido che avete avuto con il vostro partner? O quale lezione di relazione vi ha insegnato il viaggio? Scrivetemi nei commenti – mi piace sentire le storie vere delle persone.\n","country":null,"date":"ottobre 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1761640867/articoli/viaggi/nuove copertine  (1)-zqw17ljn.png","permalink":"/blog/litigi-in-camper-lezione-di-coppia/","title":"Litigi in Camper: una lezione di coppia"},{"categories":["Giappone in Camper","Spiritualità","Destinazioni Giappone"],"contents":"Nel cuore della città costiera di Hachinohe, nella prefettura di Aomori, si trova un luogo dove spiritualità, natura e tradizione si incontrano in armonia: il Santuario di Kabushima (蕪島神社, Kabushima Jinja).\nSituato su una piccola isola rocciosa collegata alla terraferma da un ponte pedonale, questo santuario marino è un punto di riferimento non solo per i fedeli, ma anche per gli amanti della natura e della cultura giapponese autentica.\nSe pensi che un santuario sia solo un luogo di preghiera, Kabushima ti sorprenderà: qui la spiritualità convive con una colonia vivente di migliaia di gabbiani, creando un\u0026rsquo;esperienza unica e indimenticabile.\nTabella dei contenuti La Leggenda del Santuario di Kabushima Storia e Fondazione Significato Spirituale Un Paradiso per gli Amanti della Natura La Colonia dei Gabbiani Tridattili Passeggiare sull'Isola ⚠️ Attenzione ai \"Bombardieri Alati\"! La Maledizione dei Gabbiani Come Proteggerti Come Visitare il Santuario di Kabushima Come Arrivare Quando Visitare Consigli Pratici per Vanlife Hai Visitato il Santuario di Kabushima? La Leggenda del Santuario di Kabushima Storia e Fondazione Il Santuario di Kabushima è dedicato agli dei del mare e dei pescatori, in particolare a Owatatsumi-no-Mikoto, la divinità marina che protegge chi vive e lavora in mare. Secondo la tradizione locale, questo santuario esiste da tempi antichissimi, anche se le date esatte si perdono nella nebbia della storia.\nLa struttura attuale è stata ricostruita più volte nel corso dei secoli, ma l\u0026rsquo;evento più recente e devastante risale al 2015, quando un incendio catastrofico ha distrutto completamente la costruzione principale. Era un momento critico per la comunità locale, legata visceralmente a questo luogo sacro.\nTuttavia, lo spirito del santuario è rimasto intatto. La comunità si è mobilitata con straordinaria passione per ricostruirlo. Oggi, la struttura ricostruita rappresenta non solo un tempio religioso, ma anche un simbolo di resilienza e della forza della tradizione che non si arrende.\nSignificato Spirituale Per i pescatori di Hachinohe e della costa di Aomori, il santuario di Kabushima non è solo un edificio:\nÈ un rifugio spirituale prima di partire per la pesca È un luogo di ringraziamento per il mare che li nutre È un punto di protezione durante le tempeste e i pericoli dell\u0026rsquo;oceano È una connessione con gli antenati e le tradizioni che li hanno creati Ogni mattina, prima dell\u0026rsquo;alba, molti pescatori passano dal santuario per pregare. È un rituale antico che continua ancora oggi, tramandato di generazione in generazione.\nUn Paradiso per gli Amanti della Natura La Colonia dei Gabbiani Tridattili Oltre al valore spirituale, Kabushima è famosa in tutto il Giappone per essere un\u0026rsquo;importante riserva naturale per la nidificazione dei gabbiani tridattili giapponesi (ウミネコ, umineko – letteralmente \u0026ldquo;gatto di mare\u0026rdquo;).\nOgni anno, da marzo a agosto, migliaia di questi uccelli si radunano sull\u0026rsquo;isola per riprodursi, creando uno spettacolo unico e vivace:\nNumero di uccelli: fino a 50.000-70.000 durante il picco della stagione riproduttiva Suono: un coro incessante di canti e richiami che definiscono l\u0026rsquo;atmosfera del luogo Spettacolo: il volo sincronizzato di migliaia di uccelli è una balletto naturale affascinante I gabbiani tridattili sono protetti per legge in Giappone, e l\u0026rsquo;isola di Kabushima è designata come sito di protezione naturale. Questo significa che gli uccelli sono sacri quanto il santuario stesso.\nPasseggiare sull\u0026rsquo;Isola Passeggiando sul ponte che collega l\u0026rsquo;isola alla terraferma, è possibile ammirare da vicino questa colonia vibrante e caoticamente ordinata:\nVedrai uccelli in ogni direzione – volano, nidificano, si contendono lo spazio Sentirai il rumore costante del loro chiacchiericcio Potrai osservare i giovani uccelli appena nati, ancora grigio-marrone Assisterai a interazioni complesse tra maschi e femmine, difesa del territorio, corteggiamento È come entrare in un mondo parallelo dove l\u0026rsquo;uomo è ospite e gli uccelli sono padroni.\n⚠️ Attenzione ai \u0026ldquo;Bombardieri Alati\u0026rdquo;! La Maledizione dei Gabbiani Una delle prime cose che noterai arrivando al Santuario di Kabushima sono degli ombrelli appesi all\u0026rsquo;ingresso, messi lì a disposizione dei visitatori. Non si tratta di un semplice gesto di cortesia contro la pioggia – oh no!\nSi tratta di un vero e proprio \u0026ldquo;scudo anti-bomba\u0026rdquo;!\nEh sì, perché la colonia di gabbiani tridattili che nidifica sull\u0026rsquo;isola è piuttosto generosa con le sue \u0026ldquo;benedizioni\u0026rdquo; aeree. In altre parole: i gabbiani lasciano i loro regali ovunque, senza discriminazione.\nCome Proteggerti Se non vuoi rischiare di ritrovarti con un regalo indesiderato sulla testa, ecco alcuni consigli:\nPrendi uno degli ombrelli in prestito all\u0026rsquo;ingresso e cammina protetto Indossa un cappello colore chiaro (i gabbiani preferiscono le teste scure) Cammina veloce e non soffermarti troppo in un punto Non alzare lo sguardo troppo spesso (proteggi gli occhi!) Porta un cambio di vestiti – è meglio prevenire che curare Questa non è una maledizione, ma una parte autentica dell\u0026rsquo;esperienza. È il prezzo che paghi per stare nel vero regno dei gabbiani.\nCome Visitare il Santuario di Kabushima Come Arrivare Il Santuario di Kabushima si trova su un\u0026rsquo;isola rocciosa collegata a Hachinohe, nella prefettura di Aomori (nord del Giappone).\nDa Tokyo:\nVolo: Tokyo (Haneda) → Aomori (2h) + Auto/Autobus per Hachinohe (45 min) + Santuario (15 min) Treno: Tokyo → Hachinohe (Shinkansen Tohoku linea Hayabusa, ~3h) + Autobus locale (15 min) Auto: circa 8-9 ore di guida (percorso scenico lungo la costa) Da Aomori City:\nTreno: Aomori → Hachinohe (30 min in treno locale) Auto: circa 1h di guida Nel centro di Hachinohe:\nAutobus: Dal centro città verso il porto/zona costiera (~15 min) Taxi: Circa 10-15 minuti dal centro A piedi: Circa 30-40 minuti dal centro città, seguendo le indicazioni verso il porto Quando Visitare Stagione della nidificazione (marzo-agosto):\nMigliore: maggio-giugno (massima attività dei gabbiani, clima piacevole) Alternativa: marzo-aprile (inizio riproduzione, meno affollato) Tardivo: luglio-agosto (uccelli ancora presenti, ma iniziano a migrare) Stagione bassa (settembre-febbraio):\nPochi uccelli, ma il santuario è più tranquillo Ideale per chi preferisce contemplazione senza caos Consigli Pratici per Vanlife Se viaggi in camper in Giappone e visiti Hachinohe e il Santuario di Kabushima Scopri tutti i consigli per la sosta camper in Giappone\u0026nbsp; Hai Visitato il Santuario di Kabushima? Se hai già visitato il santuario, assistito alla festa di marzo o fotografato i gabbiani, condividi la tua esperienza nei commenti!\nE se il viaggio in Giappone è sulle tue liste di cose da fare, dai un\u0026#39;occhiata al nostro canale YouTube\u0026nbsp; dove raccontiamo storie di santuari, natura e avventure on the road in Giappone!\nBuon viaggio spirituale tra i gabbiani del mare di Hachinohe! 🕊️⛩️✨\n","country":"Giappone","date":"ottobre 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1761039047/articoli/viaggi/Copia di Nero Minimalista Viaggio Miniatura YouTube (3)-vlqaolkb.png","permalink":"/blog/santuario-kabushima-hachinohe-aomori/","title":"Santuario di Kabushima: oasi spirituale tra mare e gabbiani nella prefettura di Aomori"},{"categories":["Giappone in Camper","Food Travel","Destinazioni Giappone"],"contents":"Nel nord del Giappone, nella punta più settentrionale della penisola di Shimokita, si trova Oma, un piccolo villaggio di pescatori noto in tutto il Paese per il suo tonno rosso – il celebre Oma Maguro. Questo tonno non è solo un ingrediente pregiato, ma un simbolo di tradizione, passione e rispetto per il mare.\nSe pensi che il tonno sia solo \u0026ldquo;un pesce\u0026rdquo; da mettere nel sushi, sei in errore. A Oma scoprirai che il tonno è una cultura, un\u0026rsquo;economia, una storia scritta dalle mani callose dei pescatori e dalle acque fredde del nord.\nTabella dei contenuti La Leggenda del Tonno di Oma Un po' di storia Il significato culturale La Pesca Tradizionale del Tonno di Oma I Metodi di Pesca La Cura Dopo la Cattura La Stagione di Pesca Perché il Tonno di Oma è il Migliore del Mondo La Carne: Tenera, Grassa, Bilanciata Le Acque Fredde dello Stretto di Tsugaru Come Visitare Oma Come Arrivare Cosa Fare a Oma 1. **Partecipare alle Aste del Pesce** 2. **Assaggiare il Tonno Fresco** 3. **Visita al Museo del Tonno** 4. **Festival del Tonno** La Nostra Esperienza: Un'Accoglienza che Scalda il Cuore Quanto costa il tonno di Oma? È difficile trovare un ristorante a Oma? Consigli Pratici per Vanlife Hai Visitato Oma? La Leggenda del Tonno di Oma Un po\u0026rsquo; di storia Oma non è sempre stata la capitale mondiale del tonno rosso. La storia del Maguro di Oma inizia nel periodo Edo (1603-1868), quando i pescatori locali notarono che durante i mesi invernali, tonni rossi giganteschi migravano attraverso le acque fredde dello Stretto di Tsugaru verso il Mar del Giappone.\nTuttavia, la vera fama arrivò nel 1968 quando un singolo tonno di Oma fu venduto a un prezzo record e riconosciuto universalmente come il migliore del Giappone. Da quel momento, il Maguro di Oma divenne sinonimo di eccellenza e lusso nel mondo gastronomico giapponese.\nOggi, Oma produce circa il 60% del tonno rosso di qualità superiore consumato in Giappone, una cifra impressionante per un villaggio di soli 3.000 abitanti.\nIl significato culturale Per i pescatori di Oma, il tonno non è semplice cibo: è la loro identità, la loro ricchezza e il loro sacrificio. Ogni mattina, prima dell\u0026rsquo;alba, escono in mare affrontando onde, freddo e pericoli. Ogni cattura è una vittoria, ogni stagione una sfida con la natura.\nQuesto rispetto per il mare e per il tonno si vede in ogni aspetto della vita di Oma: dalle foto ingiallite nei ristoranti, ai monumenti dedicati ai pescatori, alle feste annuali che celebrano questo \u0026ldquo;re dei mari\u0026rdquo;.\nLa Pesca Tradizionale del Tonno di Oma I Metodi di Pesca La pesca del tonno rosso a Oma avviene seguendo metodi tradizionali tramandati di generazione in generazione. Ci sono due tecniche principali:\n1. Tsurishi (Lenza singola):\nPescatori esperti utilizzano una singola lenza lunga e sottile con un\u0026rsquo;esca viva Richiede grande abilità e pazienza – il pescatore deve \u0026ldquo;sentire\u0026rdquo; il tonno attraverso la lenza Crea una relazione diretta tra pescatore e pesce Produce tonno di qualità superiore perché lo stress è minimizzato È il metodo più rispettoso e sostenibile, ma anche il più faticoso 2. Ami (Reti fisse):\nReti posizionate nel mare che catturano tonni durante la migrazione Più efficiente ma meno selettiva Richiede esperienza nel posizionamento in base alle correnti La Cura Dopo la Cattura Ciò che rende il tonno di Oma veramente speciale è la cura immediata dopo la cattura:\nIl tonno viene rapidamente dissanguato per preservare la freschezza della carne La temperatura del corpo viene mantenuta bassa tramite ghiaccio Il pesce viene trasferito al porto velocemente per la lavorazione Ogni passaggio è eseguito con precisione e rispetto verso il pesce Questa attenzione ai dettagli fa la differenza tra un tonno buono e un tonno straordinario.\nLa Stagione di Pesca La stagione principale di pesca del tonno di Oma è:\nNovembre-dicembre: tonno rosso migratore dalla Russia attraverso lo Stretto di Tsugaru Gennaio-marzo: il periodo di migliore qualità quando il tonno ha accumulato più grasso Aprile: ultimi mesi prima della migrazione verso acque più fredde Perché il Tonno di Oma è il Migliore del Mondo La Carne: Tenera, Grassa, Bilanciata Il tonno di Oma è considerato uno dei migliori al mondo per diverse ragioni:\n1. Texture perfetta:\nLa carne è incredibilmente tenera e morbida, quasi scivolosa al palato Non ha quel \u0026ldquo;strattone\u0026rdquo; che hanno altri tonni Si scioglie in bocca come burro 2. Equilibrio di grasso:\nLe acque fredde del Mar del Giappone fanno accumulare al tonno un grasso di altissima qualità Questo grasso non è \u0026ldquo;pesante\u0026rdquo; ma elegante e raffinato Il sapore è ricco ma non invasivo 3. Sapore:\nUn sapore dolce e umami intenso, ma mai aggressivo Note di mare profondo miste a dolcezza naturale Ogni morso rivela strati di sapore diversi Le Acque Fredde dello Stretto di Tsugaru Le acque dove i tonni di Oma vivono e si muovono sono tra le più fredde del Giappone. Questo freddo straordinario:\nCostringe il tonno ad accumulare grasso strategico per mantenersi caldo Questo grasso è di qualità superiore rispetto a quello dei tonni in acque temperate Le correnti forti creano muscoli forti e resistenti, che trasducono in carne più densa e sabrosa È la natura che crea il tonno perfetto.\nCome Visitare Oma Come Arrivare Da Tokyo:\nVolo: Tokyo (Haneda) → Aomori (2h) + Auto/Autobus per Oma (1h30) Treno: Tokyo → Aomori Station (3h) + Autobus locale (1h30) Auto: circa 8-9 ore di guida (percorso scenico) Da Hokkaido (Sapporo):\nAuto: circa 5-6 ore di guida Treno: Sapporo → Aomori (5-6h) + Autobus locale Cosa Fare a Oma 1. Partecipare alle Aste del Pesce Le aste mattutine del tonno sono l\u0026rsquo;anima di Oma:\nOrario: inizio tra le 5:00 e le 6:00 del mattino Dove: Oma Fishing Port (porto peschereccio) Cos\u0026rsquo;è: venditori all\u0026rsquo;asta, compratori di ristoranti e grossisti che competono per i migliori tonni Atmosfera: caotica, eccitante, autentica I tonni arrivano freschi dalla notte di pesca precedente. I migliori vengono venduti a prezzi astronomici. È teatro puro.\n2. Assaggiare il Tonno Fresco Nei piccoli ristoranti e baracche di Oma troverai:\nSashimi di tonno: il modo più puro di assaggiare la carne Sushi fresco: riso tiepido con tonno appena tagliato Tataki: tonno grigliato esternamente, crudo all\u0026rsquo;interno Donburi: riso coperto di fette di tonno Tonno arrostito: caldo e burroso Non hanno menu complicati. Ordini \u0026ldquo;tonno\u0026rdquo; e arriva tonno. Semplice e perfetto.\n3. Visita al Museo del Tonno Il Oma Maguro Museum racconta la storia della pesca tradizionale, mostra attrezzi storici e ospita esposizioni sulla vita dei pescatori.\n4. Festival del Tonno Se visiti a novembre (inizio stagione) o febbraio (picco stagione), potresti partecipare ai festival locali dedicati al tonno con bancarelle, degustazioni e celebrazioni.\nLa Nostra Esperienza: Un\u0026rsquo;Accoglienza che Scalda il Cuore Anche se Oma è un paesino piccolo e sperduto nel nord del Giappone, non mancano i ristorantini e le piccole baracche dove assaggiare questo tesoro del mare. E così, proprio mentre vagavamo spaesati per le stradine, ecco che una signora ci ha preso quasi per mano, conducendoci in un locale che sembrava tenersi in piedi per miracolo.\nLe pareti erano decorate con foto ingiallite di tonni giganteschi e uomini dal volto segnato dal sole – pescatori orgogliosi, tra cui il marito della padrona. Non c\u0026rsquo;era un menù. Non c\u0026rsquo;era un prezzo fisso. C\u0026rsquo;era solo tonno.\nNonostante l\u0026rsquo;aspetto modesto, il tonno che ci è stato servito era un\u0026rsquo;autentica delizia: fresco, succulento, e ricco di una storia fatta di mare, fatica e dedizione. Ogni morso era come assaggiare l\u0026rsquo;oceano.\n\u0026ldquo;Il bis del riso agli italiani lo offro io!\u0026rdquo; aveva urlato la signora da dietro al bancone, con un sorriso che racchiudeva la genuinità di Oma.\nQuel momento ci ha fatto capire che a Oma il tonno non è solo un piatto, ma una vera e propria esperienza di vita.\nQuanto costa il tonno di Oma? Nei ristoranti locali:\nPorzione di sashimi: ¥1.500-3.000 (~€10-20) Set completo (sushi + sashimi): ¥3.000-6.000 (~€20-40) Piatto speciale (piatto del giorno): ¥5.000-10.000 (~€35-65) Nel mercato all\u0026rsquo;ingrosso:\nUn tonno intero di qualità media: ¥100.000-300.000 (~€700-2.000) Un tonno di qualità premium: ¥300.000-1.000.000+ (~€2.000-7.000+) Il prezzo dipende dall\u0026rsquo;età del tonno, dalla qualità della carne e dalla stagione.\nÈ difficile trovare un ristorante a Oma? No, ma potrebbe essere difficile scegliere quale. La maggior parte dei ristoranti sono semplici, senza insegne vistose, e trovati quasi \u0026ldquo;per caso\u0026rdquo; come è successo a noi.\nConsigli Pratici per Vanlife Se viaggi in camper in Giappone e visiti Oma:\nScopri tutti i consigli per la sosta camper in Giappone Connessione: Come stare connessi in Giappone con wifi e internet Mangiare vegetariano: Se non mangi il tonno, scopri le opzioni vegetariane in Giappone Hai Visitato Oma? Se hai già assaggiato il tonno di Oma o visiti il villaggio, condividi la tua esperienza nei commenti!\nE se il viaggio in Giappone è sulle tue liste di cose da fare, dai un\u0026#39;occhiata al nostro canale YouTube\u0026nbsp; dove raccontiamo storie di tonno, templi, e avventure on the road in Giappone!\nBuon appetito tra le acque fredde di Oma! 🐟✨\n","country":"Giappone","date":"ottobre 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1761038272/articoli/viaggi/Copia di Nero Minimalista Viaggio Miniatura YouTube (2)-33lvqdk3.png","permalink":"/blog/tonno-oma-giappone-re-mari/","title":"Tonno di Oma: il re dei mari del Giappone tra pesca tradizionale e autenticità"},{"categories":["Giappone","Sicurezza","Riflessioni","Avventure"],"contents":"Oggi voglio raccontarvi qualcosa che mi è successo qualche giorno fa qui in Giappone. Una cosa che ancora non riesco a metabolizzare completamente, che continua a girarmi in testa, che mi ha fatto riflettere su tante cose. Eravamo nella Atera Valley, nel cuore delle Alpi Giapponesi, e mi sono trovata a pochi metri da due orsi. Letteralmente. E poteva finire davvero male. Davvero, davvero male.\nTabella dei contenuti Una passeggiata come tante altre Quando il cervello si blocca Il momento in cui è cambiato tutto Le cose che avrebbero potuto andare diversamente Le lezioni da ascoltare per davvero Il silenzio che è più forte di mille parole Tutto quello che rimane quando realizzi Quando capisci davvero cosa conta Una passeggiata come tante altre Era un sabato pomeriggio normale. Niente di speciale, niente di drammatico. Una di quelle giornate in cui guardi il cielo, vedi le nuvole scure e pensi: \u0026ldquo;Dai, facciamo una passeggiata veloce, prima che arrivi la pioggia.\u0026rdquo; Scendeva una pioggerellina leggera, il tipo che non ti bagna davvero, che quasi nemmeno la senti. Il tipo di pioggia che ti fa pensare: \u0026ldquo;Dai, giusto un giro al sentiero e poi torniamo, non è niente.\u0026rdquo;\nEravamo in una zona tranquilla, vicino al parcheggio. Non eravamo isolati chissà dove in montagna – eravamo su un sentiero battuto, un sentiero che centinaia di persone avevano già percorso. Ci sentivamo al sicuro. Avete presente quella sensazione? Quando pensi: \u0026ldquo;Qui non può succedere niente di grave, è tutto sotto controllo\u0026rdquo;?\nEppure i cartelli c\u0026rsquo;erano. Quei classici segnali giapponesi, chiari e inequivocabili che citano: \u0026ldquo;Attenzione: presenza di orsi.\u0026rdquo; Così abbiamo fatto tutto come si deve, tutto quello che ci era stato insegnato: campanellino, voce alta mentre cammini, attenzione costante. Avevamo anche pianificato il percorso: all\u0026rsquo;interno del bosco all\u0026rsquo;andata, per poi tornare attraverso la strada asfaltata nel caso la pioggia fosse peggiorata.\nCredevamo di aver fatto tutto giusto. Di aver considerato tutto. Di avere il controllo di tutto.\nQuando il cervello si blocca Mancava poco alla fine della passeggiata ed eravamo arrivati al ponticello che ci avrebbe riportato indietor. Camminavo tranquilla, chiacchieravo con Paolo, non so nemmeno di cosa stavamo parlando – probabilmente delle solite cose quotidiane, il tipo di conversazioni che facciamo quando ci prendiamo un attimo di pausa. Quando a metà ponte ho visto due ombre correre davanti a me. Due cose scure che si muovevano velocemente.\nIl mio cervello ha fatto un salto nel vuoto: \u0026ldquo;Saranno capre? No, aspetta, le capre non corrono così. Cosa sono?\u0026rdquo; Sono cresciuta tra le montagne italiane, dove al massimo incontri cinghiali, cerbiatti, qualche volpe se sei fortunata. Mai, in vita mia, avevo visto un orso libero in natura.\nE invece erano orsi. Due cuccioli di orso.\nIl momento in cui è cambiato tutto Il mio cervello in quel microsecondo ha fatto tutti i calcoli: \u0026ldquo;se ci sono i cuccioli, la mamma non è lontana\u0026rdquo;. E un\u0026rsquo;orsa con i cuccioli è una delle situazioni più pericolose che puoi affrontare in natura. Fine della discussione.\nAllora mi sono girata di scatto e ho urlato a Paolo di correre. Abbiamo fatto subito dietrofront, abbiamo avvisato i turisti che erano più indietro di noi, e tutti insieme siamo tornati al parcheggio a passo veloce.\nUna volta saliti in camper, ci siamo chiusi dentro. E lì, al sicuro dietro i vetri, il cuore ha continuato a battere a mille per almeno un\u0026rsquo;ora.\nLe cose che avrebbero potuto andare diversamente Solo dopo un po\u0026rsquo;, quando l\u0026rsquo;adrenalina ha iniziato a scendere, ho iniziato a pensare. A realizzare davvero quanto fosse stato vicino il rischio. Troppo vicino.\nSe fossimo passati dal lato sbagliato del sentiero – e cioè se avessimo imboccato il percorso al contratio – ce li saremmo trovati davanti, faccia a faccia. Non avremmo avuto il tempo di correre.\nSe avessi attraversato quel ponte quindici secondi prima\u0026hellip; il tempo di dire una frase. Quindici secondi e magari non sarei qui a scrivere questo articolo.\nSe fossimo rimasti in silenzio, se non avessimo fatto rumore con i campanellini e le voci alte, magari loro non ci avrebbero sentiti affatto. Magari ce li saremmo ritrovati letteralmente di fronte senza poter scapapre.\nAnche quel piccolo ponte stretto, largo meno di un metro, probabilmente ci ha salvato la vita.\nLe lezioni da ascoltare per davvero In Giappone, quest\u0026rsquo;anno, gli orsi hanno causato diverse vittime. È un problema serio e sempre più in aumento. Eppure spesso, quando leggiamo certe notizie dai giornali, pensiamo: \u0026ldquo;Ma sì, cosa vuoi che sia. Sarà un caso isolato.\u0026rdquo; Io stessa, fino a quel giorno, non avevo mai realizzato davvero quanto fosse serio il pericolo. Era un numero astratto, una curiosità di viaggio, un avvertimento generico.\nEcco, è qui che torna in mente una delle lezioni più importanti che questo viaggio ci ha insegnato: ascoltare. Non sentire le parole e basta, ma ascoltare il significato profondo dietro a quelle parole.\nAscoltare la gente del posto, i loro avvertimenti, le loro paure. Non è semplice quando arrivi da fuori, quando credi di saperne già abbastanza, quando pensi che le tue esperienze e il tuo buonsenso siano universali. Ma vivendo su strada, attraverso 37 paesi, abbiamo lentamente imparato il contrario: che bisogna chiedere, bisogna imparare da chi vive davvero quei luoghi. Che il viaggio non è \u0026ldquo;fare il giro del mondo\u0026rdquo;, ma è imparare a stare nel mondo così com\u0026rsquo;è, non come te lo immagini.\nQuel giorno, quando abbiamo urlato \u0026ldquo;Kuma!\u0026rdquo; (orso, in giapponese), quando abbiamo fatto uscire quel suono dalle nostre bocche, decine di persone ci hanno capiti al volo. Non hanno chiesto spiegazioni. Nei loro sguardi c\u0026rsquo;era paura, gratitudine, comprensione. Loro sapevano esattamente cosa significasse e avevano paura della stessa cosa che avevamo paura noi.\nSe non avessimo ascoltato i giapponesi prima – se avessimo pensato \u0026ldquo;noi sappiamo come si fa\u0026rdquo; – forse non avremmo avuto con noi il campanellino. Forse avremmo camminato in silenzio, pensando che fosse una zona sicura.\nIl silenzio che è più forte di mille parole Una volta al sicuro, con l\u0026rsquo;adrenalina che lentamente scendeva, ho iniziato a riflettere. Ho pensato a quanto sia importante parlare, non solo con la gente del posto, ma anche parlare tra noi. Con le persone che amiamo, nel mio caso con Paolo.\nE mi è venuta in mente una cosa che mi ha fatto male. Pochi giorni prima, avevamo litigato. Una di quelle discussioni che si trascinano, fatte di silenzi lunghi, di sguardi storti, di parole non dette. E vivere in camper te lo insegna rapidamente: le discussioni diventano enormi se non le sgonfi in tempo. Diventano mostri che vivono nei pochi metri cubi di spazio con te.\nE ho pensato: se non ci fossimo chiariti, se fossimo ancora dentro quel silenzio, magari quel giorno avremmo camminato in silenzio. Non avremmo fatto rumore. Non avremmo allertato gli orsi. Avremmo camminato come due persone senza comunicare, l\u0026rsquo;una accanto all\u0026rsquo;altra, ma lontanissime.\nEcco, il dialogo, letteralmente, ci ha salvati. E non è una semplice metafora poetica. Le parole che abbiamo scambiato nei giorni prima, il fatto di esserci sfogati e riavvicinati, significava che quel giorno eravamo insieme. Eravamo una squadra. Eravamo consapevoli uno della presenza dell\u0026rsquo;altro.\nPer questo, al sicuro nel camper, ci siamo promessi di disinnescare sempre. Di non lasciare che il silenzio diventi più grande di noi.\nTutto quello che rimane quando realizzi Poi ho pensato alle persone lontane. A chi ci è rimasto accanto nonostante la distanza, i fusi orari, le vite diverse. Mentre noi siamo qui in Giappone, loro sono da qualche altra parte del mondo, continuando le loro vite. Eppure rimangono connessi a noi.\nSiamo fortunati ad avere legami così forti sinceri. Anche ogni messaggio che riceviamo, ogni commento sotto un post, ogni parola di chi ci segue è un filo invisibile che ci tiene ancorati al mondo.\nE ho pensato anche a Saké e Genepì, i nostri animali. Che ci aspettavano tranquilli in camper, ignari di tutto quello che era successo. Il camper per loro è casa, come lo è per noi: è lo spazio dove la nostra famiglia vive. E in quel momento ho sentito una gratitudine enorme per loro – per la loro semplicità, per la loro presenza che non richiede niente se non amore.\nQuando capisci davvero cosa conta Questa esperienza mi ha ricordato una cosa semplice ma che devo imparare di nuovo continuamente: il tempo non è infinito. È banale dirlo, lo so. Tutti lo sappiamo. Ma sapere e sentire sono due cose diverse.\nPossiamo scegliere come usare il tempo che abbiamo, con chi spenderlo, se riempirlo di lamentele e recriminazioni o di cose belle. Se continuare a litigare in silenzio o chiarirci davvero.\nLo so, può sembrare facile da dire quando vivi una vita come la mia – quando ogni giorno è un\u0026rsquo;avventura, quando hai lasciato tutto alle spalle per vivere in modo diverso. Ma io questa consapevolezza non l\u0026rsquo;ho trovata per magia. L\u0026rsquo;ho conquistata quando mi sentivo più bloccata di adesso. Quando giravo in tondo nella mia testa senza trovare un\u0026rsquo;uscita, quando pensavo che la mia vita fosse una gabbia e basta.\nleggi anche Viaggiare è diventata la mia dipendenza E sono stata fortunata a trovarla, una via d\u0026rsquo;uscita. Oggi sono qui, viva, seduta davanti a un camper in Giappone, in un momento che avrebbe potuto finire completamente diversamente.\nTutto quello che posso dire è: grazie.\nGrazie a chi ci segue, a chi legge, a chi ci ascolta davvero. A chi ci ricorda ogni giorno quanto valga la pena esserci, che le nostre storie importano, che il viaggio è bellissimo perché lo condividiamo insieme.\n","country":"Giappone","date":"ottobre 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1761187663/articoli/viaggi/GIAPPONE PERICOLOSO-m3yicqk0.jpg","permalink":"/blog/il-giappone-puo-essere-pericoloso/","title":"Il Giappone può essere pericoloso"},{"categories":["Giappone in Camper","Food Travel","Destinazioni Giappone"],"contents":"Lo sai che in Giappone esiste un paese con il più alto rapporto di ristoranti di ramen pro capite? E che quei pochi abitanti, invece di sorseggiare il cappuccino alle 7 del mattino, si mettono pazientemente in fila per una ciotola di ramen fumante?\nSituata nel cuore della prefettura di Fukushima, la città di Kitakata è celebre per una tradizione gastronomica che affonda le radici negli anni \u0026lsquo;20: il Kitakata ramen. Questo piatto è riconosciuto come uno dei \u0026ldquo;Tre Grandi Ramen del Giappone\u0026rdquo;, insieme al ramen di Sapporo (Hokkaido) e di Hakata (Fukuoka).\nSe sei un appassionato di ramen, un food traveler incuriosito, o semplicemente ami scoprire i segreti culinari del Giappone autentico, Kitakata è una destinazione imprescindibile.\nTabella dei contenuti Origini Storiche del Kitakata Ramen L'Evoluzione nel Tempo Caratteristiche Distintive del Kitakata Ramen Il Brodo: L'Anima del Piatto Noodles: Spessi, Arricciati e Gommosi Condimenti Classici Kitakata: Capitale Mondiale del Ramen I Numeri Che Sorprendono Ramen Yokocho: Il Vicolo dei Ramen Come Visitare Kitakata Come Arrivare Consigli per l'Ordine Quanto costa un ramen a Kitakata? È difficile trovare opzioni vegetariane? Oltre il Ramen: Cosa Fare a Kitakata Museo del Ramen Kitakata Quartiere Storico e Templi Natura e Escursioni Negozi Locali Consigli Pratici per Vanlife E tu, quale ramen preferisci? Origini Storiche del Kitakata Ramen La storia del Kitakata ramen inizia nel 1925 con l\u0026rsquo;apertura del ristorante Genraiken da parte di Bankinsei, un giovane cinese immigrato in Giappone. Secondo la storia locale, Bankinsei arrivò in Giappone per cercare suo nonno, ma non riuscendo nell\u0026rsquo;impresa, decise di stabilirsi a Kitakata e avviare un\u0026rsquo;attività di ramen.\nQuello che sembrava un progetto semplice si trasformò in una rivoluzione culinaria. Bankinsei adattò la ricetta tradizionale cinese ai gusti giapponesi, creando un brodo ricco e profumato usando ingredienti locali disponibili a Fukushima. La ricetta del Kitakata ramen divenne presto famosa e attirò clienti da tutta la regione.\nL\u0026rsquo;Evoluzione nel Tempo Nei decenni successivi, altri ristoratori aggiunsero le loro variazioni personali alla ricetta originale, creando una varietà di stili all\u0026rsquo;interno della tradizione Kitakata. Negli anni \u0026lsquo;60-\u0026lsquo;70, la città acquisì la reputazione di capitale mondiale del ramen, con più locali di ramen che in qualsiasi altra città giapponese.\nOggi, Kitakata ramen è ufficialmente riconosciuto come uno dei \u0026ldquo;Tre Grandi Ramen del Giappone\u0026rdquo;, un titolo che condivide solo con le leggende di Sapporo e Hakata.\nCaratteristiche Distintive del Kitakata Ramen A differenza di altri stili di ramen famosi, il Kitakata ramen ha caratteristiche molto specifiche che lo rendono riconoscibile e inconfondibile.\nIl Brodo: L\u0026rsquo;Anima del Piatto Il brodo del Kitakata ramen è una combinazione sofisticata di:\nOssa di maiale (tonkotsu): cotte lentamente per 12-24 ore per creare un brodo cremoso e ricco Sardine essiccate (niboshi): aggiungono profondità e un sapore unico e salato Salsa di soia (shoyu): insaporisce il brodo con note umami profonde Il risultato è un brodo doppio e corposo, più scuro rispetto ad altri ramen, con un aroma penetrante che ti cattura non appena varchi la porta di un ristorante. Non è un brodo \u0026ldquo;leggero\u0026rdquo;: è un\u0026rsquo;esperienza gustativa totale.\nNoodles: Spessi, Arricciati e Gommosi A differenza dei noodles sottili di altri stili:\nLarghezza: i noodles di Kitakata sono visibilmente più larghi e spessi Consistenza: hanno una texture gommosa e masticabile (koshi) Arricciatura: sono molto arricciati, quasi a forma di onda Questa caratteristica li rende perfetti per assorbire il brodo ricco senza disintegrarsi. Ogni boccone è un contrasto tra la cremosità del brodo e la resistenza dei noodles.\nCondimenti Classici Un autentico Kitakata ramen è completato con:\nChashu (maiale arrosto): fette sottili di maiale marinato e grigliato Menma (bambu fermentato): aggiunge croccantezza e sapore acidulo Cipollotti (negi): freschezza e aroma Narutomaki (pasta di pesce): la caratteristica fetta rosa e bianca con il motivo a spirale Uovo di quaglia (talvolta): per aggiungere ricchezza Kitakata: Capitale Mondiale del Ramen I Numeri Che Sorprendono Kitakata vanta il più alto rapporto di ristoranti di ramen per abitanti in Giappone:\nOltre 100 ristoranti di ramen in una città con circa 50.000 abitanti Questo significa un ristorante ogni 500 persone (a titolo di confronto, in Italia il rapporto sarebbe più vicino a 1 pizzeria ogni 5.000 persone) La città si estende su soli 320 km² Ramen Yokocho: Il Vicolo dei Ramen Il cuore pulsante di Kitakata è Ramen Yokocho (il \u0026ldquo;vicolo dei ramen\u0026rdquo;), una piccola strada storica con circa 14 ristoranti tradizionali stretti uno accanto all\u0026rsquo;altro. Questo vicolo è perfetto per chi vuole:\nAssaporare l\u0026rsquo;atmosfera autentica degli anni \u0026lsquo;50-\u0026lsquo;60 Provare diverse variazioni della ricetta tradizionale Conoscere i proprietari che spesso raccontano la storia dei loro locali Ogni ristorante nel Ramen Yokocho ha le sue piccole variazioni: alcuni preferiscono un brodo leggermente più leggero, altri usano condimenti diversi. Non c\u0026rsquo;è uno \u0026ldquo;giusto\u0026rdquo;, ognuno è una storia culinaria.\nCome Visitare Kitakata Come Arrivare Da Tokyo:\nTreno: Tokyo → Fukushima (2h in Shinkansen) → Kitakata (1h in treno locale) Auto/Camper: circa 3-4 ore di guida (leggi la guida completa per guidare in Giappone) Da Kyoto/Osaka:\nCombinazione treno: circa 4-5 ore totali con cambi Auto: 5-6 ore (scopri i consigli per la guida in Giappone) Consigli per l\u0026rsquo;Ordine Frasi utili in giapponese:\n\u0026ldquo;Kitakata ramen, kudasai\u0026rdquo; = Un ramen Kitakata, per favore \u0026ldquo;Karai desu ka?\u0026rdquo; = È piccante? Etichetta del ramen:\nÈ appropriato fare rumore quando aspiri i noodles (fa parte della cultura!) Non è maleducato slurpare forte: aumenta il piacere del piatto Finisci il brodo fino alla fine: è come fare un complimento al cuoco Quanto costa un ramen a Kitakata? In media ¥800-1.200 (~€6-9). I prezzi variano leggermente da ristorante a ristorante, ma è sempre molto conveniente rispetto agli altri paesi.\nÈ difficile trovare opzioni vegetariane? Sì, il Kitakata ramen è tradizionalmente a base di brodo di maiale. Tuttavia:\nAlcuni ristoranti offrono brodo vegetariano (chiedi \u0026ldquo;bejitarian ramen\u0026rdquo;) Puoi ordinare noodles senza i condimenti di maiale e con verdure extra Scopri altre opzioni vegetariane in Giappone con questa guida completa Oltre il Ramen: Cosa Fare a Kitakata Kitakata non è solo ramen. La città offre altre attrazioni interessanti:\nMuseo del Ramen Kitakata Un museo dedicato alla storia e evoluzione del ramen locale. Perfetto per chi vuole approfondire prima di mangiare.\nQuartiere Storico e Templi La città è circondata da templi tradizionali e aree con architettura storica giapponese. Passeggiare per le stradine è un piacere in sé.\nNatura e Escursioni La prefettura di Fukushima è circondata da montagne e natura. Se vuoi staccarti dal ramen per un giorno, ci sono sentieri escursionistici e cascate bellissime.\nNegozi Locali Piccoli negozi di souvenir e prodotti locali vendono:\nRamen secchi Kitakata da portare a casa Brodo di ramen concentrato (per fare ramen a casa) Spezie e condimenti locali Se sei un appassionato di ramen ed esplori il Giappone, scopri le alternative vegetariane con il ramen vegetariano di Fukuoka, un\u0026rsquo;opzione altrettanto deliziosa!\nConsigli Pratici per Vanlife Se viaggi in camper in Giappone:\nParcheggio: Molti ristoranti non hanno parcheggio dedicato. Scopri tutti i consigli per la sosta camper in Giappone. Bagni e Onsen: I bagni pubblici della città sono gratuiti e puliti. Se visiti Kitakata, leggi la guida sui bagni giapponesi (onsen, sento, ofuro) per comprendere le differenze. Rifornimenti: Combini e supermercati dappertutto WiFi: Non sempre disponibile. Ecco la nostra soluzione per essere sempre connessi in Giappone. E tu, quale ramen preferisci? Se hai già assaggiato il Kitakata ramen o altre versioni condividi la tua esperienza nei commenti! Qual è stato il tuo ristorante preferito? Hai scoperto qualche piccolo locale nascosto che consigleresti ad altri viaggiatori?\nE se il viaggio in Giappone è sulle tue liste di cose da fare, dai un\u0026rsquo;occhiata al nostro canale YouTube dove raccontiamo storie di ramen, templi, e avventure on the road in Giappone!\nBuon appetito tra i ramen fumanti di Kitakata! 🍜✨\n","country":"Giappone","date":"ottobre 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1761035772/articoli/viaggi/Copia di Nero Minimalista Viaggio Miniatura YouTube (1)-bsubi2q6.png","permalink":"/blog/kitakata-citta-ramen-giappone/","title":"Kitakata: la città dei ramen, uno dei tre più famosi del Giappone"},{"categories":["Giappone","Riflessioni","Tokyo","Viaggio"],"contents":"E\u0026rsquo; successo la terza volta, quando abbiamo parcheggiato il nostro camper italiano in centro a Tokyo. Eravamo seduti lì, con la città che brillava intorno a noi, le luci dei neon che si riflettevano nel parabrezza, il rumore della metropoli che filtrava attraverso le porte chiuse. E abbiamo realizzato: non ci piaceva più. O forse, non ci piaceva più nello stesso modo.\nTabella dei contenuti Da amore a delusione Quando noti le crepe La città non è più come la ricordavamo La tecnologia che promette e non mantiene Dove è andata l'autenticità? Tutto cambia Il nostro consiglio Scopri il vero Giappone oltre Tokyo Da amore a delusione La prima volta era stato amore a prima vista. Quelle luci che sembravano non spegnersi mai, i grattacieli che toccavano le nuvole, i quartieri che cambiavano ogni volta che svoltavi una via. Shibuya, Shinjuku, Harajuku – erano mondi diversi, uno vicino all\u0026rsquo;altro. Tokyo ci aveva rapiti completamente. Eravamo come bambini in un parco dei divertimenti.\nLa seconda visita era stata una conferma di quel sentimento. Avevamo pensato: \u0026ldquo;Sì, questo è davvero il cuore del Giappone moderno.\u0026rdquo; Ci eravamo immaginati di viverci, almeno per un po\u0026rsquo;. Paolo aveva addirittura suggerito: \u0026ldquo;Potremmo parcheggiare il camper qui per un mese, esplorare la città con calma.\u0026rdquo;\nPoi è arrivata la terza volta.\nQuando noti le crepe È strano come succede. Non è che un giorno la città è perfetta e il giorno dopo è sporca. È più complicato di così. È come guardare una persona che amavi e accorgerti lentamente che non la riconosci più. O forse riconosci che non l\u0026rsquo;hai mai vista davvero.\nLa prima cosa che abbiamo notato è stato il caos. Non il caos romantico che avevamo amato prima – il caos del movimento, della vita che pulsa, dell\u0026rsquo;eccitazione. Piuttosto, un caos sfibrante. Spostarsi a Tokyo significa trascorrere ore sui mezzi pubblici. La rete dei trasporti è geniale, davvero, è un\u0026rsquo;opera d\u0026rsquo;ingegneria straordinaria. Anche se acquistare il Tokyo Metro Pass può farti risparmiare tempo e denaro\u0026nbsp; , il fatto rimane: la città è così gigantesca, così dispersiva, che ogni spostamento diventa una pianificazione, un calcolo di tempo e percorsi.\nE talvolta, a fine giornata, ti rendi conto di aver visto ben poco, ma di aver fatto da pedina in un sistema gigantesco che non ti chiede il permesso per spostarti, ti sposta e basta.\nLa città non è più come la ricordavamo Tokyo poi ci è sembrata più sporca, più trasandata. Non parliamo di rifiuti per terra – il Giappone rimane pulitissimo. Però alcune zone che ricordavamo brillanti, piene di dettagli curati, ci sono sembrate lasciate andare. Come se la città, ad un certo punto, avesse smesso di prendersi cura di se stessa.\nAnche i quartieri ci sono sembrati tutti uguali tra neon, grandi insegne e negozi internazionali che trovi in qualunque città del mondo.\nLa tecnologia che promette e non mantiene In una città considerata il simbolo del futuro, in una metropoli dove vedi tecnologia ovunque, dove ci sono robot nei negozi e negozi automatici, ancora oggi ci sono tantissimi posti dove non puoi pagare con carta. In molti ristoranti devi avere contanti, in molti parcheggi il sistema è manuale, spesso anche nei grandi supermercati il pagamento non è digitale.\nTutto ciò ci è sembrato incoerente. È come se Tokyo stesse dicendo: \u0026ldquo;Guarda, siamo il futuro!\u0026rdquo; mentre dietro le vetrine continua a funzionare tutto come trent\u0026rsquo;anni fa.\nDove è andata l\u0026rsquo;autenticità? Ma il punto più importante, quello che ha davvero disilluso sia me che Paolo, riguarda l\u0026rsquo;autenticità.\nTokyo ci è sembrata solo più una gigantesca vetrina per turisti. Un museo a cielo aperto dove tutto è stato orchestrato per essere \u0026ldquo;esperienziale\u0026rdquo; e \u0026ldquo;instagrammabile\u0026rdquo;, ma dove la vita vera – quella che accade davvero, quella che non è coreografata – sembra nascosta, o magari non esiste più.\nVivendo in camper e attraversando il Giappone lentamente, abbiamo scoperto che il Giappone autentico, quello vero che vuoi conoscere, vive altrove. Vive nei villaggi tra le montagne, dove vedi gli anziani che camminano verso i loro orti. Vive nei mercati locali, dove le persone comprano quello che mangiano stasera, non quello che un influencer ha consigliato. Vive nelle terme nascoste incastonate nella roccia, dove puoi stare ore in silenzio e sentire solo l\u0026rsquo;acqua calda e il respiro della montagna. Vive nei piccoli ristoranti di provincia, dove il proprietario conosce i nomi di tutti i clienti e cucina come se stesse nutrendo la sua famiglia.\nTokyo invece è fatta di persone che corrono, che saltano da un\u0026rsquo;esperienza all\u0026rsquo;altra, stressate dal ritmo della metropoli.\nTutto cambia A essere onesti, non è solo che Tokyo è cambiata. Siamo cambiati anche noi.\nLa prima e la seconda volta eravamo diversi. Eravamo turisti entusiasti, cercavamo l\u0026rsquo;avventura e il nuovo. Ogni neon era una scoperta, ogni via una possibilità. Non ci chiedevamo se fosse autentico o costruito. Volevamo solo provare tutto, vedere tutto, essere parte di quella energia.\nEppure, una volta che vedi il Giappone autentico, quando torni a Tokyo è difficile non sentire il contrasto.\nNon stiamo dicendo che Tokyo non debba essere visitata mai. È indubbiamente un\u0026rsquo;esperienza intensa, che non puoi saltare se vuoi avere un\u0026rsquo;idea di cosa sia il Giappone moderno. Le sue luci, la sua velocità, la sua stranezza urbana – lasciano il segno. Ma, secondo noi, è solo il primo impatto, la scossa iniziale, di un Giappone che merita di più altrove.\nIl nostro consiglio Se potessimo ricominciare, non cambieremmo il fatto di aver visitato Tokyo tre volte, perchè quelle visite ci hanno insegnato tanto.\nMa se potessimo dare un consiglio a qualcuno che parte per il Giappone adesso, faremmo base a Tokyo solo per tre giorni. Il tempo di metabolizzare il colpo, di capire come funzionano i mezzi, di assaggiare il sapore della metropoli. Poi saltate su un treno e andate a scoprire il resto. Che sia verso Osaka, Kyoto, le Alpi Giapponesi o i villaggi rurali, il Giappone vero vi sta aspettando.\nScopri il vero Giappone oltre Tokyo Se questo articolo vi ha fatto riflettere, scoprite anche:\n[Un giorno a Nagasaki (+ giro extra all’isola fantasma di Hashima)](/blog/ nagasaki-un-giorno-giro-isola-fantasma-hashima) Bagni Giapponesi: Differenze tra Onsen, Sento, Footbath e Ofuro Un Giappone diverso: 14 giorni on the road nel selvaggio Kyushu E se volete seguire il nostro viaggio nel dettaglio, guardate i nostri video sul canale YouTube Vandipety\u0026nbsp; dove raccontiamo storie autentiche dal Giappone e dal resto del mondo.\nVoi avete visitato Tokyo? Vi ha colpito o anche voi avete sentito quella strana delusione quando l\u0026rsquo;avete rivista? Scriveteci nei commenti, ci farebbe davvero piacere un sano confronto.\n","country":"Giappone","date":"ottobre 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1761205708/articoli/viaggi/TOKYO-0l1kuf66.jpg","permalink":"/blog/tokyo-ci-ha-delusi/","title":"Tokyo ci ha delusi"},{"categories":["Vanlife","Budget Travel","Guida Pratica"],"contents":"\u0026ldquo;Quanto costa vivere in camper?\u0026rdquo; È una delle domande che ci sentiamo fare più spesso. La risposta? Dipende.\nPotremmo fermarci qui, perchè se vivessimo ancora a Torino credo che nessuno verrebbe a chiederci: \u0026ldquo;ma quanto spendete al mese?\u0026rdquo;, eppure sappiamo che una scelta diversa può suscitare determinate curiosità.\nLa verità è che vivere in camper può essere straordinariamente economico oppure sorprendentemente costoso, tutto dipende da come scegli di viaggiare, dove decidi di andare, e quale stile di vita preferisci abbracciare.\nNoi viviamo a bordo del nostro camper dal maggio 2022 – più di tre anni di vita nomade, oltre 100.000 km percorsi, attraverso 37 paesi, in ogni stagione immaginabile. Abbiamo visto i costi della vanlife da tutte le angolazioni possibili: dai mesi in cui abbiamo speso al minimo, ai periodi in cui le spese hanno raggiunto vette inaspettate (per problemi veterinari, per la logistica e così via..).\nIn questo articolo, condividiamo i numeri reali, le strategie di risparmio, e l\u0026rsquo;analisi onesta dei costi del vivere in camper.\nTabella dei contenuti I nostri numeri reali Ma... come fate senza un lavoro fisso? Budget mensile medio: perchè è importante e come varia I 3 fattori che determinano il costo Analisi dettagliata dei costi mensili 1. Carburante: il costo più variabile 2. Cibo e spesa alimentare 3. Soste e parcheggi 4. Assicurazione, bollo e tasse 5. Manutenzione e riparazioni 6. Utilità e energia 7. Attività, svago e intrattenimento 8. Assicurazione sanitaria Strategie concrete di risparmio 1. Fermati più a lungo, muoviti meno 2. Cucina 80%, mangia fuori 20% 3. Soste gratuite e a basso costo 4. Lavora durante il viaggio I costi nascosti che non ti aspetti Come impostare un budget realistico Passo 1: calcola i tuoi numeri Passo 2: usa il budget mensile come guida Passo 3: crea un fondo di emergenza Passo 4: rivedi mensilmente La domanda difficile: ne vale la pena? Risorse utili: i dettagli completi delle nostre spese La domanda finale Condividi la tua esperienza I nostri numeri reali Partiamo dai fatti concreti. Dal maggio 2022 abbiamo tracciato ogni singola spesa della nostra vita in camper.\nEcco i numeri della nostra esperienza:\nPeriodo Spesa Totale Giorni Costo Giornaliero 2022 (da maggio) €6.154,41 ~240 €25,60/giorno 2023 €10.026,92 365 €27,47/giorno 2024 €12.140,83 365 €33,26/giorno 2025 (da gennaio a oggi) €7.744,98 ~290 €26,71/giorno Totale Generale €36.067,14 1.253 giorni €28,78€/giorno Circa €14,39/giorno o €430-450/mese a persona.\nNota importante: Abbiamo escluso dai conteggi due spese una-tantum (traghetti Russia-Corea €1.972,89 e Corea-Giappone €942,31) perché sono da considerare come investimenti ammortizzati nel tempo. Se le includiamo, la spesa totale diventa €38.982,34 e il costo giornaliero ad oggi €31,11.\nIl nostro budget medio mensile è stato circa €900-1.000 per due persone, ma come vedrai nel paragrafo sotto, questo numero nasconde una realtà molto più complessa.\nMa\u0026hellip; come fate senza un lavoro fisso? Probabilmente questa è la seconda domanda che ti verrà in mente. Oltre a: \u0026ldquo;Avete vinto la lotteria? Siete in pensione? Avete un lavoro da remoto?\u0026rdquo;\nLa risposta è più semplice (e allo stesso tempo più complessa) di quanto pensi.\nIn primo luogo: prima di partire abbiamo lavorato per 10 anni e risparmiato a dovere. Non siamo partiti a mani vuote. Abbiamo calcolato di avere un \u0026ldquo;fondo di partenza\u0026rdquo; per sostenere anni di spese.\nIn secondo luogo: durante il viaggio, non restiamo completamente inattivi. Non abbiamo un lavoro \u0026ldquo;fisso\u0026rdquo; in senso tradizionale, ma abbiamo attività che generano reddito:\nIl nostro canale YouTube genera monetizzazione I contenuti che creiamo (articoli..) generano monetizzazione Abbiamo stipulato alcune collaborazioni con alcuni brand Le guide che abbiamo pubblicato su Amazon generano royalties Transiberiana On the Road: Un viaggio indimenticabile da Mosca a Vladivostok\u0026nbsp; Vivere e viaggiare in camper senza spendere una fortuna\u0026nbsp; Non è un reddito enorme, ma è sufficiente a integrare il budget e stare tranquilli senza attaccare i risparmi.\nIn terzo luogo: il costo della vanlife è semplicemente inferiore rispetto al costo della nostra precedente vita stanziale. Ad esempio non paghiamo l\u0026rsquo;affitto, non paghiamo le bollette per la casa, non abbiamo una seconda auto.. Questi risparmi da soli compensano gran parte del costo di viaggio.\nIn quarto luogo: siamo disposti a fare scelte consapevoli e frugali quando necessario. Che per noi non significa fare sacrifici, ma vivere di priorità. Se dobbiamo scegliere tra una sosta a €30 a notte in campeggio e una gratuita, scegliamo la gratuita. Se tra un ristorante a €50 e cucinare in camper, cuciniamo. Queste scelte ripetute centinaia di volte all\u0026rsquo;anno fanno una differenza enorme.\nQuindi la risposta breve è: una combinazione di risparmio iniziale + reddito passivo/saltuario + costi inferiori rispetto alla vita stanziale + scelte consapevoli.\nLo ammettiamo però: non è facile, e richiede disciplina. Ma è assolutamente possibile, e non devi essere ricco per farlo.\nBudget mensile medio: perchè è importante e come varia Fissare un budget mensile è fondamentale per avere un\u0026rsquo;idea iniziale di quanto si può sostenere uno stile di vita del genere. Ovviamente poi tale budget si può abbassare o aumentare a discrezione (e ne parliamo meglio più avanti).\nSe dovessimo riassumere il budget della vita in camper con una sola cifra, diremmo: dipende da come viaggi.\nVedendo quanto spendono altre persone per vivere in camper, ecco gli scenari possibili:\nStile \u0026ldquo;ultra-frugale\u0026rdquo;: €600-900/mese (cucinare in \u0026ldquo;casa\u0026rdquo;, soste gratuite, poche attività extra) Stile \u0026ldquo;confortevole\u0026rdquo;: €1.500-2.500/mese (mix di soste a pagamento e gratuite, mangiare fuori talvolta, varie attività) Stile \u0026ldquo;nomade puro\u0026rdquo;: €2.500-4.000+/mese (molta benzina, soste sempre a pagamento, viaggi frequenti, attività quotidiane) La variabile più grande non è il camper stesso, ma come scegli di usarlo. Nel nostro caso, siamo riusciti a mantenere un buon equilibrio tra comfort e frugalità, che si riflette nel nostro costo medio giornaliero di €28,78 (in due!).\nI 3 fattori che determinano il costo Quando consigliamo a chi ci chiede di calcolare il budget per la vanlife, diciamo sempre di considerare tre fattori fondamentali: il tuo stile di viaggio, i chilometri che percorri e i paesi che visiti.\nIl primo fattore riguarda le tue abitudini quotidiane: quanto velocemente ti muovi da un posto all\u0026rsquo;altro (più soste lunghe significano meno benzina), se preferisci soste comode a pagamento o avventure gratuite, se mangi fuori regolarmente oppure cucini, e che tipo di attività fai (escursioni, parchi, ristoranti). Il secondo fattore è legato alla percorrenza: più chilometri fai, più spendi in carburante e manutenzione del mezzo. Il terzo fattore è la destinazione: i costi variano enormemente da paese a paese, sia per il carburante che per cibo, soste e attività.\nAnalisi dettagliata dei costi mensili 1. Carburante: il costo più variabile Il carburante è la voce di spesa più imprevedibile della vanlife. Quattro fattori influenzano questa spesa: prima di tutto il consumo del camper (un van di 5 metri consuma molto meno di un motorhome di 10 metri), poi la percorrenza (periodi di stop prolungati riducono drasticamente i costi rispetto al nomadismo costante), le condizioni stradali (le strade in salita richiedono più carburante), e infine il prezzo locale che varia tantissimo da paese a paese. Per darti un\u0026rsquo;idea, a ottobre 2025 il prezzo del diesel in Giappone è di 0,80 cent/litro, mentre in altri paesi può essere anche tre volte superiore.\n2. Cibo e spesa alimentare Qui è dove puoi risparmiare davvero. La differenza tra cucinare in camper e mangiare fuori è sostanziale: se cucini sempre (colazione, pranzo, cena fatti in casa) spenderai circa €250-350/mese, se mangi fuori 2-3 volte a settimana il budget sale a €450-650/mese per un mix tra cucina casalinga e ristoranti, mentre se mangi fuori quasi sempre preparati a spendere €800-1.200+/mese rinunciando completamente alla cucina fai da te.\nPer risparmiare ulteriormente, alcune strategie efficaci possono essere: andare ai mercati locali (solitamente più economici dei supermercati per quanto riguarda frutta e verdura), comprare nelle catene low budget, cucinare piatti semplici con ingredienti base, approfittare dei cibi e delle offerte locali che cambiano da paese a paese, e chiedere sempre consiglio alla gente del posto che conosce i posti migliori dove fare la spesa.\n3. Soste e parcheggi Questo costo varia enormemente a seconda della destinazione. In alcuni paesi le soste gratuite sono la norma, in altri è quasi impossibile trovarne. La nostra strategia di risparmio si basa su tre pilastri: usare app come Park4night e iOverlander per scovare soste gratuite segnalate da altri viaggiatori, approfittare dei parchi pubblici e delle aree di sosta comunali che sono spesso gratuiti o molto economici, e studiare bene le regole locali. Ad esempio, in Giappone abbiamo scoperto strategie specifiche per non pagare le soste che ci hanno fatto risparmiare parecchio.\n4. Assicurazione, bollo e tasse Le spese burocratiche sono inevitabili ma relativamente contenute. L\u0026rsquo;assicurazione camper prevede la RC obbligatoria che costa €60-150 all\u0026rsquo;anno (dipende dal paese di immatricolazione), mentre se vuoi una copertura Kasko o completa si arriva a €200-400 annui. Il bollo auto in Italia costa €80-150 all\u0026rsquo;anno in base alla cilindrata del mezzo. Il Permesso Temporaneo (TIP) varia molto: in alcuni paesi è totalmente gratuito, in altri può costare diverse centinaia di euro.\nLe vignette e i pedaggi autostradali possono incidere pesantemente sul budget, specialmente in paesi come Svizzera, Austria, Francia e Giappone. Il nostro consiglio pratico: usa le strade nazionali e provinciali quando possibile – è più lento ma decisamente più economico, e spesso scopri posti bellissimi che dall\u0026rsquo;autostrada non vedresti mai.\n5. Manutenzione e riparazioni Questa voce è fondamentale per il budget a lungo termine e spesso viene sottovalutata. La manutenzione ordinaria include il cambio olio e filtri (€80-150 a intervento) e il controllo gomme (€20-50), costi che si ripetono con regolarità e sono prevedibili.\nLe riparazioni impreviste sono invece il vero problema: dato che gli imprevisti possono essere molteplici (guasti meccanici, problemi elettrici, rotture improvvise) e possono richiedere somme ingenti di denaro, ti consigliamo caldamente di crearti un fondo di emergenza. Questo cuscinetto economico ti salverà nei momenti difficili e ti permetterà di affrontare le riparazioni con più serenità.\n6. Utilità e energia L\u0026rsquo;autonomia energetica fa una differenza enorme sul budget. Se hai investito in pannelli solari e batterie, il costo dell\u0026rsquo;energia diventa quasi zero dopo l\u0026rsquo;investimento iniziale – puoi stare dove vuoi senza preoccuparti di trovare allacci elettrici.\nSe invece dipendi sempre dalla corrente esterna, sei costretto a cercare soste con allacci e a pagare per ogni notte, il che non solo aumenta i costi ma limita anche la tua libertà di movimento e la scelta dei posti dove fermarti.\n7. Attività, svago e intrattenimento Questa voce varia moltissimo a seconda della tua personalità e del tipo di esperienza che cerchi. Se sei un minimalista che ama le passeggiate gratuite, la natura e il relax, puoi cavartela con €0-50 al mese godendoti comunque appieno il viaggio. Se sei un avventuriero moderato che vuole fare escursioni, visitare parchi nazionali e musei con una certa frequenza, calcola €200-400 mensili. Se invece sei un avventuriero \u0026ldquo;top\u0026rdquo; che vuole fare attività costose ogni giorno (sport estremi, ristoranti stellati, eventi), preparati a spendere €600-1.200+ al mese solo per lo svago.\nOvviamente un\u0026rsquo;altra variabile riguarda se viaggi in compagnia o no di animali domestici, per i quali dovrai calcolare il costo del cibo e delle spese veterinarie (e sì, nel nostro caso queste spese rientrano nel budget che abbiamo indicato).\n8. Assicurazione sanitaria Se vivi in camper in Italia o in Europa o nel paese in cui risiedi, non dovrai tener conto di questa spesa aggiuntiva. Se invece inizi a viaggiare fuori dall\u0026rsquo;Unione Europea, allora dovrai calcolare una spesa di €40-100 al mese a seconda della tua destinazione.\nStrategie concrete di risparmio 1. Fermati più a lungo, muoviti meno La regola d\u0026rsquo;oro: ogni spostamento costa benzina. Se stai fermo in un posto invece di spostarti ogni giorno, risparmi in carburante.\n2. Cucina 80%, mangia fuori 20% Non significa: rinunciare ai piaceri gastronomici Significa: essere strategico\nColazione fatta in camper (€0,50 - caffè, pane e marmellata) vs al bar (€2,50 - caffè e brioche) Pasti completi in camper (€2-5 ad esempio per un piatto di pasta con verdure e legumi) vs pasto al ristorante (min €8) Risultato: mangi bene, spendi meno.\n\u0026ldquo;Eh ma consumi il gas!!\u0026rdquo; In realtà, cucinando quotidianamente, la nostra bombola da 10 kg dura 5 mesi (e la spesa per ricaricarla è stata in media 15€ - il che significa 30€ annui).\n3. Soste gratuite e a basso costo Spesso ci siamo chiesti: se avessimo dormito ogni notte in hotel o campeggio, quanto avremmo speso?\nConsiderando che abbiamo risparmiato in media €15-30 a notte con soste gratuite o low-cost, questo corrisponde a circa €450-900/mese.\nNel nostro caso specifico, con 1.253 giorni di viaggio e un costo medio giornaliero di €28,78, le soste gratuite rappresentano una delle voci di risparmio più significative.\n4. Lavora durante il viaggio Molti vanlifers mantengono un\u0026rsquo;attività freelance:\nCopywriting, blog, social media management Consulenza online Fotografia e videomaking Insegnamento lingue online E-commerce e dropshipping Anche solo €300-500/mese cambiano completamente sul budget totale.\nI costi nascosti che non ti aspetti Ci sono spese che spesso vengono dimenticate quando si calcola il budget della vanlife. I permessi per il mezzo, visti e burocrazia varia sono costi che variano enormemente da paese a paese e che spesso non si prendono in considerazione inizialmente, ma che possono accumularsi rapidamente soprattutto se viaggi fuori dall\u0026rsquo;Europa.\nI farmaci senza assicurazione possono essere parecchio costosi, specialmente in alcuni paesi, quindi è importante considerare questa voce se hai bisogno di medicinali regolari o se hai animali al seguito che necessitano di cure veterinarie.\nInfine, la comunicazione e internet sono fondamentali per chi lavora in viaggio o semplicemente vuole rimanere connesso. Abbiamo sviluppato un metodo specifico per stare connessi durante i viaggi, ma è una spesa da mettere in conto, sia per SIM locali che per eventuali hotspot o abbonamenti dati.\nCome impostare un budget realistico Passo 1: calcola i tuoi numeri Prima di partire, è fondamentale fare un\u0026rsquo;analisi realistica delle tue aspettative e abitudini. Chiediti: quanto vuoi muoverti? (viaggi lenti o nomadismo costante), preferisci comfort o avventura? (campeggi attrezzati o soste selvagge), che tipo di cucina ti piace? (sei un cuoco casalingo o preferisci ristoranti locali), quali paesi visiterai? (i costi cambiano radicalmente da paese a paese), e infine hai una fonte di reddito durante il viaggio? (lavoro da remoto, risparmi, pensione). Le risposte a queste domande determineranno il tuo budget reale.\nPasso 2: usa il budget mensile come guida Il budget non deve essere una gabbia, ma una guida flessibile che ti aiuta a capire dove vanno i soldi. Traccia le spese reali con un\u0026rsquo;app o un semplice foglio Excel, identifica dove spendi più del previsto analizzando le categorie che sforano, e aggiusta il budget per il mese successivo in base all\u0026rsquo;esperienza concreta. Il primo mese sarà sempre il più impreciso, ma col tempo capirai perfettamente il tuo ritmo di spesa.\nPasso 3: crea un fondo di emergenza Questo è forse il consiglio più importante: avere un cuscinetto economico ti permette di affrontare gli imprevisti senza andare nel panico. Se il camper si rompe, se hai bisogno di cure mediche urgenti, se devi fare una riparazione costosa, il fondo di emergenza ti salva da situazioni che potrebbero altrimenti rovinare il viaggio o costringerti a tornare a casa prematuramente.\nPasso 4: rivedi mensilmente La vanlife è dinamica e il budget deve esserlo altrettanto. Dedica un momento ogni mese (magari il primo giorno del mese nuovo) ad analizzare le spese del periodo passato, vedere se il budget è realistico rispetto alle tue aspettative e al tuo stile di vita effettivo, e aggiustare per il mese successivo in base a cosa hai imparato. Questo processo di revisione continua è ciò che ti permetterà di ottimizzare davvero i costi nel tempo.\nLa domanda difficile: ne vale la pena? Per noi sì, assolutamente. Non solo economicamente, ma emotivamente e spiritualmente.\nVivere in camper ti insegna il valore reale del denaro: quando devi gestire un budget limitato, impari a distinguere tra bisogni e desideri. Ti insegna cosa è davvero importante nella vita – spesso non sono le cose materiali ma le esperienze e le persone. Impari ad apprezzare la semplicità, a connetterti con persone e culture diverse in modo autentico, e a essere resiliente e creativo di fronte agli imprevisti.\nI veri valori aggiunti della vanlife vanno oltre i numeri: la libertà di movimento (svegliarti dove vuoi, cambiare idea, seguire la bella stagione), e soprattutto i ricordi che valgono infinitamente più del denaro speso – quelle albe in montagna, quei tramonti sul mare, quegli incontri casuali che diventano amicizie durature.\nRisorse utili: i dettagli completi delle nostre spese Se vuoi approfondire come abbiamo tracciato ogni euro speso durante questi anni di viaggio, sulla sezione Spese del nostro sito troverai grafici dettagliati mese per mese che mostrano esattamente dove sono finiti i soldi, e confronti anno su anno per vedere come è cambiato il budget nel tempo e nelle diverse destinazioni.\nTutti i dati che abbiamo condiviso in questo articolo sono documentati e tracciati in tempo reale nella nostra sezione tracker spese, dove potrai vedere l\u0026rsquo;evoluzione completa delle nostre finanze da quando siamo partiti.\nSe vuoi un approfondimento ancora più completo, la nostra guida su Amazon\u0026nbsp; dedica interi capitoli a come rendere la vanlife sostenibile dal punto di vista economico, con strategie pratiche e consigli testati sul campo.\nLa domanda finale \u0026ldquo;Quanto costa vivere in camper?\u0026rdquo;\nLa risposta breve rimane: dipende.\nMa adesso sai da cosa dipende, come calcolarlo, e come ottimizzarlo per il tuo stile di vita.\nNoi abbiamo scelto di vivere in camper non per risparmiare denaro (anche se aiuta), ma per vivere con più consapevolezza, libertà e autenticità. Il denaro risparmato è stato reinvestito in esperienze straordinarie, incontri significativi e una comprensione del mondo molto più profonda di quella che avremmo avuto da qualsiasi altro stile di vita.\nSe la tua domanda è \u0026ldquo;posso permettermi la vanlife?\u0026rdquo;, la risposta probabilmente è: con pianificazione, creatività, e la giusta mentalità, sì.\nCondividi la tua esperienza Hai mai calcolato il tuo budget mensile? Quali categorie di spesa ti sorprendono di più? Hai scoperto strategie di risparmio che funzionano particolarmente bene?\nScrivi nei commenti la tua esperienza!\nE se il sogno del vanlife è sulle tue liste di cose da fare, dai un\u0026#39;occhiata al nostro canale YouTube\u0026nbsp; dove raccontiamo storie di budget, avventure, e la vera realtà della vita in camper attraverso il mondo intero!\nBuon viaggio economico e consapevole su quattro ruote! 🚐💰✨\n","country":null,"date":"ottobre 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1761120912/articoli/viaggi/quanto-costa-camper-g2xp792q.png","permalink":"/blog/quanto-costa-vivere-in-camper/","title":"Quanto costa vivere in camper? Analisi completa dopo 3 anni e 100.000 km"},{"categories":["Giappone in Camper","Itinerari","Viaggio Spirituale"],"contents":"Se stai cercando un itinerario originale in Giappone che vada oltre i classici percorsi turistici, questo viaggio è perfetto per te. Lontano dalla folla di Tokyo e dalle rotte più battute, questo itinerario di 12 giorni da Osaka a Kyoto combina spiritualità, natura selvaggia, templi monastici e autentiche esperienze di viaggio.\nPerfetto per chi ama camminare nei boschi sacri, dormire nei templi, scoprire antichi centri di fermentazione e perdersi nei mercati locali, questo percorso tocca gemme nascoste come Yuasa, Nachi, Kumano Hongu, Koyasan e Nara, prima di concludersi nella magica Kyoto.\nChe tu scelga treno, camper o auto, ogni giorno ha un ritmo diverso: dalla spiritualità silente dei templi al profumo del tè verde, dai cervi curiosi ai boschi di bambù, dalle terrazze termali affacciate sull\u0026rsquo;oceano ai mercati affollati.\nTabella dei contenuti Itinerario: come leggere questa guida Giorni 1-2: Osaka, tra street food e cultura pop Come arrivare e muoversi Dove dormire Cosa fare a Osaka Giorno 3: Wakayama e Yuasa, viaggio nel tempo tra castelli e tradizioni Spostamenti Tappe consigliate Dove dormire Giorno 4: Mare, mercati e il richiamo del Kumano Kodo Spostamenti Da fare Dove dormire Giorno 5: Nachi, il fascino del sacro tra foreste e cascate Spostamenti Da non perdere Il Kumano Kodo: il trekking sacro del Giappone Consiglio viaggio ⚠️ Importante: Kumano Kodo sostituisce l'itinerario, non si aggiunge Giorno 6: Terrazze termali sul fiume e il viaggio verso Koyasan Spostamenti Due opzioni per il pomeriggio Nel pomeriggio: viaggio verso Koyasan Dove dormire: lo shukubo Giorno 7: Koyasan e discesa verso Nara Spostamenti Cosa vedere a Koyasan Nel pomeriggio: direzione Nara Giorno 8: Nara all'alba e pomeriggio a Kyoto Cosa fare a Nara all'alba Nel pomeriggio: verso Kyoto Giorni 9-10-11: Kyoto, tra classici e angoli nascosti I classici imperdibili Scoperte insolite Giorno 12: Ritorno a Osaka e partenza Rientro verso Osaka Se hai un volo FAQ e consigli pratici per vanlife in Giappone Noleggio auto e camper Guida in Giappone Navigazione e mappe Camper stop e vanlife Cucina e specialità Hai domande? Itinerario: come leggere questa guida Questo itinerario è organizzato giorno per giorno e include:\nTempi di percorrenza in auto e treno Cosa fare: attrazioni, templi, esperienze Dove dormire: consigli per ryokan, shukubo e aree camper Spostamenti: dettagli su auto, treni e navette locali Giorni 1-2: Osaka, tra street food e cultura pop Come arrivare e muoversi Osaka è facilmente raggiungibile via Shinkansen (treno proiettile) dalle principali città giapponesi, via aereo dall\u0026rsquo;aeroporto internazionale di Kansai (KIX) o in autobus notturno da Tokyo.\nConsiglio: se noleggi un\u0026rsquo;auto o camper, fallo dal giorno 3 in poi. Osaka si gira meglio con treno e metropolitana.\nDove dormire I migliori quartieri per il centro città sono:\nNamba: vivace, affollato, vicino a Dotonbori Umeda: moderno, stazioni collegate Tennoji: più locale e tranquillo leggi anche Cosa vedere a Osaka in un giorno (più qualche extra da non perdere) Cosa fare a Osaka Namba e Dotonbori: il cuore pulsante di Osaka si accende con insegne luminose giganti, venditori che urlano specialità locali e il profumo inconfondibile di takoyaki (polpette di polpo fritte). Passeggia tra i negozi, assaggia tutto e lasciati coinvolgere dal caos ordinato tipicamente giapponese.\nMercato Kuromon Ichiba: qui scopri le specialità regionali come granchio fresco, fugu (pesce palla, servito solo da chef certificati) e street food creativo. Al mattino è meno affollato.\nCastello di Osaka: circondato da un parco splendido, è ideale per una passeggiata mattutina o al tramonto. Le fondamenta risalgono al XVI secolo.\nSumiyoshi Taisha: uno dei santuari più antichi del Giappone (fondato intorno al 211 d.C.), con architettura tradizionale pre-buddhista. È poco battuto dal turismo di massa rispetto a Fushimi Inari.\nUkiyo Koji: un minuscolo vicolo che ricrea l\u0026rsquo;atmosfera della vecchia Osaka Edo, con negozi vintage e camerieri in kimono.\nGiorno 3: Wakayama e Yuasa, viaggio nel tempo tra castelli e tradizioni Spostamenti Auto: 1h da Osaka a Wakayama, 1h da Wakayama a Yuasa Treni: Osaka → Wakayama (1h, linea JR Hanwa) → Yuasa (1h, JR Kisei Line) Tappe consigliate Wakayama: visita il Castello dominante sulla città e il Tempio Kimiidera con vista spettacolare sulla baia. Se viaggi in camper, c\u0026rsquo;è un\u0026rsquo;area sosta gratuita vicino al porto.\nYuasa: questa minuscola città è il cuore della fermentazione giapponese e ha dato i natali alla salsa di soia. Il centro storico è un tuffo nel passato, con case in legno stile Edo, laboratori artigianali e negozietti autentici.\nNon perdere la visita alla Yuasa Soy Sauce Co., fondata nel 1881: puoi assistere al processo di fermentazione tradizionale e acquistare barili di salsa di soia artigianale. È un\u0026rsquo;esperienza affascinante e poco conosciuta dai turisti.\nDove dormire Guesthouse tradizionali nel centro di Yuasa Area sosta camper a Shirarahama (se vuoi avvicinarti alla prossima tappa) Giorno 4: Mare, mercati e il richiamo del Kumano Kodo Spostamenti Auto: Yuasa → Shirarahama (1h) → Nachi (2h) Treni: Yuasa → Shirahama (1h) + bus/taxi locale; Shirahama → Nachi (2h con treno + bus) Da fare Shirarahama: una spiaggia bianchissima circondata da scogliere rocciose, con terrazze termali direttamente sul mare (onsen con vista oceano). È un\u0026rsquo;esperienza surreale: fare un bagno termale caldo mentre il sole tramonta sull\u0026rsquo;Oceano Pacifico.\nAl mattino visita il Toretore Ichiba (mercato del pesce), dove puoi mangiare pesce freschissimo appena pescato, a prezzi che non crederai.\nOn the road: il tratto costiero verso Nachi è uno dei più belli del Giappone, con curve panoramiche, piccoli villaggi di pescatori e baie tranquille dove il tempo sembra essersi fermato.\nDove dormire Ryokan e guesthouse a Nachi o lungo la costa (vicino a Katsuura) Molti hanno onsen privati affacciati sull\u0026rsquo;oceano Giorno 5: Nachi, il fascino del sacro tra foreste e cascate Spostamenti Nachi si visita bene a piedi. Se arrivi in treno, scendi a Kii-Katsuura e prendi un bus o taxi per la zona dei templi (circa 20 min).\nDa non perdere Kumano Nachi Taisha: uno dei tre grandi santuari del Kumano Kodo (patrimonio religioso giapponese), dedicato agli spiriti delle montagne e delle cascate. L\u0026rsquo;atmosfera è mistica, soprattutto al mattino quando la nebbia avvolge gli alberi.\nSeiganto-ji: tempio buddhista dai colori rosso fuoco accanto al santuario, con una vista iconica sulla cascata Nachi-no-Taki, alta 133 metri. È una delle cascate più sacre del Giappone.\nDaimon-zaka: se ami camminare, percorri questa antica strada lastricata che attraversa la foresta, un tempo percorsa da pellegrini e monaci. È il preludio perfetto al vero Kumano Kodo.\nIl Kumano Kodo: il trekking sacro del Giappone Se hai tempo extra (2-4 giorni), il Kumano Kodo è un\u0026rsquo;esperienza trasformativa. È uno dei percorsi di pellegrinaggio più antichi del mondo, frequentato da monaci e pellegrini per oltre 1000 anni.\nPercorsi principali:\nNakahechi Route (2-3 giorni): il percorso più popolare e accessibile, 35 km tra templi e montagne. Adatto a escursionisti di medio livello. Kohechi Route (2 giorni): più selvaggio e panoramico, attraversa crinali di montagna con viste spettacolari. Okuhechi Route (1-2 giorni): il più breve e meno affollato, perfetto per chi ha poco tempo. Daimon-zaka (1-2 ore): perfetto come introduzione leggera al trekking Kumano Kodo. Come organizzarsi:\nLunghezza giornaliera: 10-20 km a seconda della rotta Difficoltà: media (salite lunghe, ma ben segnalate) Periodo consigliato: aprile-maggio, settembre-novembre (evita l\u0026rsquo;estate torrida e l\u0026rsquo;inverno nevoso) Ostelli lungo il percorso: tradizionali guesthouse e minshuku dove dormire tra una tappa e l\u0026rsquo;altra Guide: disponibili su Kumano Kodo Guides (kumano-guide.com) o tramite agenzie locali Cosa portare: zaino leggero (10-15 kg), scarpe da trekking, acqua abbondante, bastoncini per le salite.\nConsiglio viaggio Soggiornare qui una notte permette di vivere i luoghi in silenzio, prima dell\u0026rsquo;arrivo dei gruppi turistici organizzati (che arrivano principalmente tra le 10 e le 14).\n⚠️ Importante: Kumano Kodo sostituisce l\u0026rsquo;itinerario, non si aggiunge Se decidi di fare il trekking Kumano Kodo completo (ad esempio la Nakahechi Route di 2-3 giorni), devi riorganizzare significativamente l\u0026rsquo;itinerario di 12 giorni. Non è possibile fare un trekking di 3 giorni E visitare tutti i posti del programma.\nScenari possibili:\nTrekking leggero (Daimon-zaka 1-2 ore): mantieni tutto l\u0026rsquo;itinerario Okuhechi Route (1-2 giorni): accorcia Kyoto a 2 giorni, riduci Osaka a 1 giorno Nakahechi Route completa (2-3 giorni): allarga il viaggio a 15-17 giorni complessivi oppure elimina Osaka/Nara Consiglio: scegli all\u0026rsquo;inizio se prioritario è il trekking spirituale (fai Kumano Kodo completo) oppure l\u0026rsquo;esperienza culturale ampia (mantieni i 12 giorni e fai solo le tappe di accesso ai templi).\nGiorno 6: Terrazze termali sul fiume e il viaggio verso Koyasan Spostamenti Auto: Nachi → Hongu (1h30) → Koyasan (2h) Treni+bus: possibile ma lungo: Kii-Katsuura → Shingu → Hongu (bus) → Gokurakubashi + funicolare per Koyasan Due opzioni per il pomeriggio Opzione 1 - Senninburo a Kawayu Onsen (gennaio-febbraio, quando il livello del fiume è basso): Una grande vasca scavata direttamente nel greto del fiume, dove puoi fare un bagno termale immerso nella natura selvaggia. È totalmente gratuita e unica al mondo. Porta una torcia se vai al tramonto.\nTuffati insieme a noi nel fiume termale! Opzione 2 - Kumano Hongu Taisha: Il terzo grande santuario del Kumano Kodo, situato nel cuore del percorso spirituale più importante del Giappone. Da qui partono antichi cammini di pellegrinaggio. Interessante anche il museo del sentiero con mappe storiche.\nNel pomeriggio: viaggio verso Koyasan Le strade che si arrampicano verso Koyasan sono mozzafiato, con curve che zigzagano tra montagne nebbiose e foreste di cedri antichissimi.\nDove dormire: lo shukubo Scegli uno shukubo (alloggio all\u0026rsquo;interno di un tempio buddhista). È l\u0026rsquo;occasione di provare:\nL\u0026rsquo;ospitalità monastica autentica Una cena shojin ryori (cucina vegetariana buddhista, un\u0026rsquo;arte raffinata) La meditazione mattutina con i monaci (facoltativa, ma consigliata) Giorno 7: Koyasan e discesa verso Nara Spostamenti Auto: Koyasan → Nara (2h) Treno: Koyasan (funicolare) → Gokurakubashi → Osaka → Nara (3-4h totali) Cosa vedere a Koyasan Okunoin: il più grande cimitero del Giappone, immerso in un silenzio quasi sacro. Cammina tra le 250.000 tombe verso il mausoleo del monaco Kobo Daishi (fondatore del buddhismo Shingon nel IX secolo). È un\u0026rsquo;esperienza contemplativa.\nDanjo Garan: il complesso templare principale con la celebre pagoda rossa Konpon Daito, simbolo di Koyasan. Le strutture risalgono al IX secolo e sono circondate da boschi di cedri.\nNel pomeriggio: direzione Nara Nara è una delle antiche capitali del Giappone e merita una visita dedicata. Si raggiunge facilmente in bus o treno.\nGiorno 8: Nara all\u0026rsquo;alba e pomeriggio a Kyoto Cosa fare a Nara all\u0026rsquo;alba Todai-ji e il Grande Buddha: visitalo al mattino presto, prima che i turisti creino caos. Il Buddha di bronzo alto 15 metri è uno dei siti più importanti del Giappone.\nTempli minori: il Kasuga Taisha nel bosco è meno affollato di Todai-ji e altrettanto affascinante, con centinaia di lanterne di pietra che creano un\u0026rsquo;atmosfera magica.\nGiardini nascosti: Yoshiki-en e Isui-en sono giardini paesaggistici meravigliosi e poco conosciuti, perfetti per una passeggiata mattutina lenta.\nNel pomeriggio: verso Kyoto Treno: 40 min da Nara a Kyoto (JR Nara Line) Auto: circa 1h Giorni 9-10-11: Kyoto, tra classici e angoli nascosti Kyoto è la vera anima spirituale del Giappone. La città va vissuta lentamente, tra una tazza di matcha in una casa da tè tradizionale, una passeggiata serale nei vicoli illuminati da lanterne di carta, e cene in ristoranti nascosti dove il menu è scritto solo in giapponese.\nI classici imperdibili Fushimi Inari Taisha: i celebri torii rossi che si snodano per chilometri su una montagna sono impressionanti. Vai molto presto (7 di mattina) o tardi (18 in poi) per evitare la folla.\nKiyomizu-dera: tempio buddhista con una piattaforma di legno che si protende sulla città. Le stradine di Gion intorno sono perfette per acquisti e street food.\nPadiglione d\u0026rsquo;Oro (Kinkaku-ji): uno dei siti più fotografati del Giappone. Sì, è affollato, ma la bellezza è reale.\nArashiyama: il bosco di bambù è straordinario. Vai al tramonto, quando la luce filtra tra i fusti.\nMercato Nishiki: visitalo al mattino presto (7-8) o tardi (18 in poi) per evitare il caos turistico. È una festa di colori, sapori e odori.\nPhilosopher\u0026rsquo;s Path: una passeggiata lungo un canale fiancheggiato da alberi di ciliegio (bellissima a primavera). Perfetta al tramonto.\nScoperte insolite Kurama-Kibune Trek: un sentiero boscoso di 2-3 ore che connette due templi montani in mezzo alla foresta. È poco conosciuto e magico.\nDaitoku-ji: un complesso zen con giardini meditativi silenziosi e poco affollati, perfetto per contemplazione.\nGiorno 12: Ritorno a Osaka e partenza Rientro verso Osaka Treno rapido: 20-30 min da Kyoto (JR Tokaido Shinkansen o linea Hankyu) Auto: circa 1h Se hai un volo Da Kansai Airport (KIX):\nDa Kyoto: 1h30 in auto o treno Haruka Express (75 min, poco costoso) Da Osaka: 45 min in auto, 60 min in treno Se hai qualche ora prima del volo, fermati a Umeda: sali sullo Sky Building per una vista a 360° della città.\nFAQ e consigli pratici per vanlife in Giappone Noleggio auto e camper Consigliato: sì, da Osaka in poi, soprattutto per visitare Nachi, Hongu e Koyasan Dove: società come Nippon Rent-A-Car, Times Car Rental, Orix Costi: auto manuale ~€25-35/giorno, camper ~€100-150/giorno Guida in Giappone Patente internazionale: richiesta. Puoi ottenerla presso la Motorizzazione Civile (serve patente italiana + passaporto + foto) Guida: si guida a sinistra Documenti: passaporto + patente internazionale + visto (se richiesto) A proposito, se vuoi scoprire di più sulla vanlife giapponese, abbiamo scritto alcune guide dedicate:\nSosta camper in Giappone: molto più di un parcheggio\u0026nbsp; Bagni giapponesi: differenze tra onsen, sento, footbath e ofuro\u0026nbsp; Navigazione e mappe App consigliate: Google Maps (funziona bene), NaviTime (preferita dai giapponesi, più affidabile) Pagamenti autostrade: cash o carta di credito. Le autostrade NON sono gratis e sono piuttosto costose (es. Osaka-Kyoto ~€25) Camper stop e vanlife App: Park4Night, iOverlander Aree gratuite: molte lungo la costa di Wakayama Bagni pubblici: diffusi e gratuiti, spesso con acqua calda Onsen accessibili: quasi tutti accettano visitatori per il giorno Rifornimenti: combini e stazioni di servizio dappertutto Inverno: attenzione al meteo sui monti (neve, nebbia) Cucina e specialità Yuasa: salsa di soia artigianale Osaka: takoyaki, okonomiyaki, udon Nachi-Shirahama: frutti di mare freschi Koyasan: shojin ryori (cucina buddhista vegetariana) Kyoto: kaiseki, yudofu (tofu in brodo caldo), sushi Nara: kakinoha-zushi (sushi avvolto in foglia di caki) Hai domande? Se hai dubbi su questo itinerario, sugli orari dei treni, su dove parcheggiare il camper o su come prenotare uno shukubo, non esitare a scriverci nei commenti o via email: rispondiamo sempre volentieri.\nBuon viaggio tra i templi e le montagne sacre del Giappone! 🏔️⛩️\n","country":"Giappone","date":"ottobre 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1761029547/articoli/viaggi/Copia di Nero Minimalista Viaggio Miniatura YouTube-mgqvehg8.png","permalink":"/blog/giappone-itinerario-osaka-kyoto-kumano-kodo-12-giorni/","title":"Giappone in 12 giorni: Osaka-Kyoto-Kumano Kodo tra templi e spiritualità"},{"categories":["Asia","Giappone","Arte e Cultura"],"contents":"Durante il nostro viaggio nel nord del Giappone ci siamo imbattuti in un luogo che non aveva il fascino dei templi, non brillava di neon come Tokyo, non prometteva cibo straordinario.\nEppure, è stato uno dei posti che ci ha colpito di più.\nEra una scuola elementare abbandonata, trasformata in un\u0026rsquo;installazione artistica contemporanea chiamata The Last Classroom. Un luogo dove il silenzio è diventato arte, e dove la storia di interi borghi scomparsi viene raccontata attraverso banchi vuoti, lavagne pulite e finestre chiuse.\nEra iniziata quasi per gioco la nostra sfida: farci sorprendere da quel Giappone nascosto, quello che non trovi nelle guide turistiche, ma che ti si presenta all\u0026rsquo;improvviso, silenzioso e sospeso nel tempo. E questa volta, il Giappone ci ha sorpresi davvero.\nIn questo articolo ti porteremo a scoprire:\nThe Last Classroom: come una vecchia scuola rurale è diventata un\u0026rsquo;opera d\u0026rsquo;arte che riflette sull\u0026rsquo;abbandono e la memoria Il Tunnel of Light: un\u0026rsquo;installazione altrettanto affascinante a pochi minuti di distanza La storia dello spopolamento del Giappone: perché questi luoghi sono diventati così silenziosi Indicazioni pratiche: come visitarli e perché meritano il tuo tempo Se ami i viaggi in van come noi capirai subito perché questo luogo è speciale: combina il fascino dei posti autentici con la profondità riflessiva.\nPerché questa non è una guida turistica ordinaria. È l\u0026rsquo;invito a scoprire il Giappone che sta scomparendo — e a capire perché conservare il suo silenzio è importante.\nTabella dei contenuti The Last Classroom: quando una scuola diventa arte Un museo non del tutto convenzionale L'installazione artistica che parla senza parole La vecchia palestra trasformata Lo spopolamento del Giappone rurale Un fenomeno globale The Last Classroom: come arrivare e orari Localizzazione Come arrivare da Tokyo Orari di apertura e informazioni pratiche Il Tunnel of Light: il secondo cuore dell'installazione L'atmosfera del Tunnel of Light Come raggiungere il Tunnel of Light Localizzazione Indicazioni stradali Combinare le due visite Cosa significa visitare questi luoghi Non è una visita turistica ordinaria Il paradosso del futuro Domande senza risposte facili Conclusione: il Giappone abbandonato che insegna E tu, cosa ne pensi? The Last Classroom: quando una scuola diventa arte Dall\u0026rsquo;esterno, questo edificio non attira l\u0026rsquo;attenzione. Anzi, viene voglia di accelerare il passo: le erbacce spuntano tra le crepe del marciapiede, la vernice si sta scrostando, le finestre sono buie come occhi chiusi da anni.\nSembra uno di quei luoghi abbandonati che si trovano ovunque nel Giappone rurale — troppi per essere contati, troppo tristi per essere fotografati dai turisti in cerca di cartoline perfette.\nMa è ciò che ti aspetta all\u0026rsquo;interno che colpisce nel profondo e si rifiuta di lasciarti andare.\nÈ qui che la storia ha smesso di scorrere. Ed è qui che un gruppo di artisti francesi ha deciso di raccontarla.\nUn museo non del tutto convenzionale \u0026ldquo;The Last Classroom\u0026rdquo; non è un museo nel senso tradizionale del termine. Se sei rimasto affascinato dalle isole fantasma come Hashima (Gunkanjima), qui troverai un\u0026rsquo;esperienza altrettanto carica di significato.\nNon ci sono teche di vetro né pannelli esplicativi che spiegano cosa stai vedendo. Ci sono solo aule, scale e corridoi, conservati esattamente com\u0026rsquo;erano l\u0026rsquo;ultimo giorno di lezione — quel giorno quando la campanella suonò per l\u0026rsquo;ultima volta.\nI banchi sono ancora lì, allineati, coperti da lenzuoli bianchi; le lavagne sono pulite. Tutto è sospeso in un limbo che stringe lo stomaco.\nPerché un giorno il borgo si è svuotato e non ci sono stati più bambini. E la scuola ha chiuso per sempre.\nL\u0026rsquo;installazione artistica che parla senza parole L\u0026rsquo;idea di trasformare quella scuola abbandonata in un\u0026rsquo;opera d\u0026rsquo;arte è venuta a un gruppo di artisti francesi, che hanno visto in quel luogo qualcosa di più di una semplice struttura in rovina.\nHanno visto una storia, una testimonianza, un simbolo.\nNon hanno voluto riempire le stanze di oggetti né modificarle. Hanno lasciato tutto com\u0026rsquo;era, perché la forza di The Last Classroom sta proprio in quello: nel vuoto, nel silenzio e nell\u0026rsquo;assenza.\nOgni banco vuoto racconta di un bambino che non c\u0026rsquo;è più Ogni finestra buia racconta di un futuro trasferitosi altrove Ogni crepa nel muro racconta del tempo che passa inesorabile La vecchia palestra trasformata Nella vecchia palestra è stata creata un\u0026rsquo;installazione ancora più evocativa: è stata trasformata in una stalla di paglia, un rimando alla vita contadina di un tempo che si mescola al progresso contemporaneo.\nGli oggetti lasciati lì — peluche, matite, fogli — sembrano congelati nel tempo, testimoni silenti di una comunità che è migrata verso le grandi città.\nScopri questi luoghi insieme a noi Lo spopolamento del Giappone rurale The Last Classroom si trova nella prefettura di Niigata, una delle tante regioni del Giappone dove lo spopolamento è una realtà drammatica e urgente.\nI numeri parlano chiaro:\nInteri paesi rischiano di scomparire entro pochi decenni I giovani se ne vanno per opportunità di studio e lavoro Chi rimane sono gli anziani, troppo stanchi per abbandonare tutto Intere comunità si trasformano in \u0026ldquo;villaggi fantasma\u0026rdquo; Un fenomeno globale Il fenomeno dello spopolamento però non è solo una storia giapponese, ma riguarda sempre più anche l\u0026rsquo;Italia e tutto il mondo occidentale. È la storia di chi parte e di chi resta, di chi costruisce altrove e di chi custodisce ciò che c\u0026rsquo;era.\nEd è esattamente questo che The Last Classroom vuole farci ricordare.\nThe Last Classroom: come arrivare e orari Localizzazione The Last Classroom si trova a Tokamachi, nella prefettura di Niigata, in una regione caratterizzata da belle montagne e vallate, ma purtroppo sempre più spopolate.\nCome arrivare da Tokyo In treno (opzione consigliata):\nDalla stazione di Tokyo, prendi lo shinkansen Hokuriku fino alla stazione di Echigo-Yuzawa (circa 90 minuti) Cambia per un treno locale o autobus diretto a Tokamachi (circa 1 ora) Tempo totale: circa 2-2,5 ore da Tokyo In auto:\nDa Echigo-Yuzawa, Tokamachi è raggiungibile in circa 50 minuti tramite la strada nazionale 253 Utile se hai noleggiato una macchina o stai girando la regione con il camper Orari di apertura e informazioni pratiche Orari: Aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 17:00 Migliore stagione: Primavera (aprile-maggio) e autunno (settembre-ottobre) per evitare il freddo invernale intenso di Niigata Tempo di visita: 1-2 ore, a seconda di quanto lentamente vuoi riflettere nei vari spazi Il Tunnel of Light: il secondo cuore dell\u0026rsquo;installazione Non lontano da The Last Classroom, c\u0026rsquo;è un\u0026rsquo;altra installazione artistica che merita una visita: il Tunnel of Light.\nQuesto vecchio tunnel ferroviario abbandonato è stato trasformato in un\u0026rsquo;esperienza sensoriale unica: 75 metri di camminata attraverso riflessi d\u0026rsquo;acqua, giochi di luce e suoni strani, in un ambiente sospeso tra realtà e sogno.\nL\u0026rsquo;atmosfera del Tunnel of Light Quando cammini dentro, il tunnel sembra un fermo immagine di un mondo in sospensione.\nÈ un\u0026rsquo;esperienza che ti rimette in contatto con il silenzio e la vastità di questi paesaggi montani che un tempo erano pieni di vita.\nCome raggiungere il Tunnel of Light Localizzazione Il Tunnel of Light si trova nella gola di Kiyotsu (Kiyotsu Gorge), sempre nella zona di Tokamachi, a breve distanza da The Last Classroom.\nIndicazioni stradali In autobus:\nDalla stazione di Tokamachi, è possibile prendere un autobus diretto verso la gola di Kiyotsu (circa 30 minuti) In auto:\nDa Tokamachi, la gola è raggiungibile in circa 25 minuti tramite la strada prefettizia 55 È la scelta migliore se stai esplorando la regione in camper o auto a noleggio Combinare le due visite Molti visitatori combinano The Last Classroom e il Tunnel of Light in una giornata, poiché si trovano nella stessa area. Consigliamo di iniziare con The Last Classroom al mattino, poi proseguire verso il Tunnel of Light nel pomeriggio.\nCosa significa visitare questi luoghi Non è una visita turistica ordinaria Visitare The Last Classroom e il Tunnel of Light non è come visitare un museo tradizionale o una attrazione turistica convenzionale.\nTi guardi attorno in quell\u0026rsquo;aula vuota e capisci che dietro quegli oggetti c\u0026rsquo;erano vite:\nBambini che correvano, ridevano, litigavano tra i banchi Insegnanti che spiegavano, correggevano, incoraggiavano Genitori che speravano in un futuro migliore per i loro figli Il paradosso del futuro Oggi quel futuro esiste, eccome se esiste. Ma è altrove.\nÈ nelle grandi città come Tokyo e Osaka. È nelle aule piene dove i giovani inseguono le loro carriere. Il futuro semplicemente non è qui.\nDomande senza risposte facili Mentre cammini in quelle stanze silenziose, ti chiedi inevitabilmente:\nÈ giusto preservare questi luoghi? O sarebbe meglio lasciarli andare? Non c\u0026rsquo;è una risposta facile. Ma forse il punto non è trovare una soluzione. Il punto è non dimenticare.\nConclusione: il Giappone abbandonato che insegna The Last Classroom non è solo un luogo di silenzio e memoria. È uno spazio di bellezza fragile, di storie non raccontate completamente e di piccole speranze che resistono.\nÈ un invito a guardare oltre la superficie turistica del Giappone — oltre templi, giardini zen e neon di Tokyo — per scoprire ciò che resta vivo nelle pieghe del tempo.\nSe desideri approfondire altre destinazioni affascinanti in Giappone, dai un\u0026rsquo;occhiata al nostro itinerario di 12 giorni tra Osaka, Kyoto e Kumano Kodo o al nostro lungo viaggio nel selvaggio Kyushu. Oppure scopri i fascini di Hiroshima o Nara.\nPerché ogni crepa ha una storia. E quelle storie meritano di essere ascoltate, anche quando non c\u0026rsquo;è più nessuno a raccontarle.\nE tu, cosa ne pensi? Hai mai visitato luoghi abbandonati che ti hanno colpito profondamente? O ti affascina l\u0026rsquo;idea di esplorare questi spazi sospesi nel tempo, nascosti lontano dalle rotte turistiche principali?\nRaccontaci nei commenti la tua esperienza o cosa ti incuriosisce di più di questi angoli nascosti del Giappone — e del mondo.\nChe sia attraverso arte, silenzio, o semplice resistenza locale, questi luoghi hanno un valore inestimabile nel ricordarci chi siamo e da dove veniamo.\n","country":null,"date":"ottobre 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1761021329/articoli/viaggi/R0017177-pegir1el.jpg","permalink":"/blog/the-last-classroom-spopolamento-giappone-niigata/","title":"The Last Classroom: Quando l'Arte Racconta lo Spopolamento del Giappone Rurale"},{"categories":["Spot dal mondo"],"contents":"Quando si viaggia a bordo di un camper, van o tenda e si sceglie di dormire in libera non è sempre scontato trovare un posto per la notte in cui valga la pena fermarsi un po\u0026rsquo; di più. Spesso poi, se quel luogo è davvero perfetto, ci si deve spostare per poter trovare i servizi o per fare rifornimento di viveri. In 3 mesi in Marocco abbiamo avuto la fortuna di trovare 5 luoghi che ci hanno davvero regalato una sosta paradisiaca.\nSi tratta di posti in cui ci siamo sentiti in sicurezza e in cui non abbiamo dovuto pagare per sostare, tranne uno presidiato da un guardiano notturno. Ti lasceremo le coordinate, ma ricordati che si tratta di suolo pubblico e che quindi nel tempo qualcosa potrebbe cambiare!\nTorniamo però insieme in quei luoghi insieme e leggi fino al fondo per scoprire il nostro preferito!\n5 - Coordinate: 29.424653, -10.13807\u0026nbsp; 4 Mongolia - Nella steppa a nord di Ulan Bator Abbiamo iniziato a guidare senza una direzione se non alla ricerca di un posto lontano da tutti e tutto ed eccolo lì.\nCoordinate: 49.84819, 106.33768\u0026nbsp; 3 Marocco - Cattedrale di Amsfrane Non immaginarti una sosta religiosa, perché di una Cattedrale in questo luogo troverai solo la forma di una montagna imponente. Tutto attorno la natura regna sovrana, con alberi e il letto del fiume.\nAccessibilità: La strada per arrivarci è tutta in salita e piena di curve, un po\u0026rsquo; stretta in alcuni punti e quasi totalmente asfaltata, tranne l\u0026rsquo;ultimo tratto in cui occorre attraversare il letto del fiume. Con un mezzo di grandi dimensioni potresti avere difficoltà.\nServizi: Troverai solo un paio di container che rivendono pane e snack preconfezionati. Se pensi di rimanere in zona porta con te una scorta di acqua, frutta e verdura.\nCoordinate: 31.991444, -6.13398\u0026nbsp; Nei weekend e nei giorni di festa la zona si anima di persone per lo più del posto che grigliano e campeggiano.\n2 - Turchia - Cappadocia Svegliarsi\nCoordinate: 38.657525, 34.820243\u0026nbsp; 1 - Giappone - Lago Yamanaka con vista Fuji Coordinate: 35.424934, 138.900849\u0026nbsp; Anche tu sei un\u0026rsquo;amante della libera o preferisci sostare nei campeggi?\nTi aspettiamo nei commenti! 😊\n","country":null,"date":"ottobre 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1760327346/articoli/viaggi/5-migliori-spot-mondo-nuaqytzf.png","permalink":"/blog/5-migliori-spot-camper-nel-mondo/","title":"I 5 migliori spot per camper nel mondo: le nostre scelte imperdibili"},{"categories":["l'isola di Jeju","Guida","Trasporti"],"contents":"L\u0026rsquo;isola di Jeju (제주도), spesso chiamata la \u0026ldquo;Hawaii della Corea del Sud\u0026rdquo;, è un\u0026rsquo;isola vulcanica situata a circa 85 km dalla costa meridionale della penisola coreana. Raggiungere Jeju è relativamente semplice, sia in aereo che via mare, ma le opzioni e i costi variano significativamente. In questa guida completa ti spieghiamo tutte le modalità per raggiungere l\u0026rsquo;isola di Jeju, con particolare attenzione ai traghetti per chi viaggia con veicoli (camper, auto, moto).\nTabella dei contenuti Perché visitare l'isola di Jeju Raggiungere l'isola di Jeju in aereo: Voli e aeroporti Aeroporto Internazionale di Jeju (CJU) Voli domestici per Jeju: La rotta più trafficata al mondo Principali rotte domestiche Raggiungere l'isola di Jeju in traghetto: Tutte le opzioni Panoramica delle rotte traghetto per Jeju 1. Porto di Nokdong (Yeosu) 2. Ocean Vista Ferry (Samcheonpo → Donggeum-dong, Jeju) 3. Wando Ferry Terminal (non testato personalmente) 4. Mokpo Ferry Terminal 5. Busan Ferry Terminal Costi per veicoli stranieri: Attenzione alle tariffe maggiorate Prenotare i traghetti per Jeju: Come fare da straniero Perché è difficile prenotare online Come prenotare: Strategia consigliata Opzione 1: Presentarsi di persona al terminal (consigliata) Opzione 2: Tramite agenzie online internazionali Opzione 3: Tramite il sito ufficiale Hanil Express (coreano) Domande frequenti Conclusioni: Traghetto o aereo per Jeju? La nostra esperienza personale Perché visitare l\u0026rsquo;isola di Jeju Prima di parlare di come arrivarci, vale la pena ricordare perché Jeju è una delle destinazioni più popolari della Corea del Sud:\nPatrimonio UNESCO: Tre siti UNESCO (vulcano Hallasan, tubi lavici, crateri) Paesaggi mozzafiato: spiagge, cascate, formazioni rocciose vulcaniche Clima subtropicale: più mite rispetto alla Corea continentale Cultura unica: tradizioni, cucina e dialetto distintivi Paradiso per escursionisti: oltre 26 sentieri Olle Trail Jeju è perfetta sia per chi viaggia in backpack che per chi esplora la Corea in camper o auto!\nRaggiungere l\u0026rsquo;isola di Jeju in aereo: Voli e aeroporti Aeroporto Internazionale di Jeju (CJU) L\u0026rsquo;Aeroporto Internazionale di Jeju (제주국제공항) è il secondo aeroporto più grande della Corea del Sud dopo Incheon. Situato a pochi chilometri dalla capitale Jeju City, è estremamente ben collegato con:\nVoli domestici da tutte le principali città sudcoreane Voli internazionali da Cina, Giappone, Taiwan, Hong Kong, Thailandia, Malesia e Singapore Voli domestici per Jeju: La rotta più trafficata al mondo La tratta Seoul (Gimpo) ↔ Jeju è la rotta aerea più trafficata al mondo, con oltre 13,7 milioni di passeggeri nel 2023! I voli partono praticamente ogni 10-15 minuti durante il giorno.\nPrincipali rotte domestiche Seoul Gimpo (GMP) → Jeju: circa 1 ora di volo, oltre 700 voli settimanali Busan (PUS) → Jeju: 50 minuti Daegu (TAE) → Jeju: 50 minuti Gwangju (KWJ) → Jeju: 40 minuti Di seguito i prezzi indicativi (solo andata)\nSeoul → Jeju: a partire da ₩23.000 (~€15-17) con compagnie low-cost Busan → Jeju: a partire da ₩30.000 (~€20-22) Consiglio: Prenota con almeno 2-4 settimane di anticipo per ottenere le tariffe migliori. I voli si riempiono rapidamente, soprattutto nei weekend e durante le festività coreane (Chuseok, Seollal).\nRaggiungere l\u0026rsquo;isola di Jeju in traghetto: Tutte le opzioni Se viaggi con un camper, auto, moto o semplicemente preferisci un\u0026rsquo;esperienza di viaggio più lenta e panoramica, il traghetto è l\u0026rsquo;unica opzione. Ci sono diverse rotte dalla Corea del Sud continentale a Jeju, ciascuna con caratteristiche, costi e orari diversi.\nPanoramica delle rotte traghetto per Jeju Attualmente esistono 5 principali terminal portuali da cui partono traghetti per l\u0026rsquo;isola di Jeju:\nPorto di partenza Durata Frequenza Costo indicativo (persona) Note Wando 2h 40min 3 volte/giorno ₩27.000-36.000 Più veloce Nokdong (Yeosu) 5-6 ore Giornaliero ₩32.500 Più economico Mokpo 4-5 ore Quasi giornaliero ~₩50.000 Più popolare Yeosu 5-6 ore Giornaliero (no domenica) ₩47.500-64.750 - Busan 11-12 ore 3 volte/settimana ₩51.500-76.500 Notturno Di seguito la nostra esperienza in andata dal Porto di Nokdong (Yeosu) mentre al ritorno abbiamo usato la Ocean Vista Ferry.\nleggi anche Cose utili da sapere prima di partire per la Corea del Sud 1. Porto di Nokdong (Yeosu) Questo è il traghetto che abbiamo utilizzato noi e lo consigliamo come l\u0026rsquo;opzione più economica per raggiungere l\u0026rsquo;isola di Jeju con un veicolo!\n📍 Posizione: Porto di Nokdong\u0026nbsp; , vicino a Yeosu (costa sud della Corea del Sud)\n⏰ Orari:\nCheck-in veicoli: 6:00-6:30 Partenza traghetto: 9:00 Arrivo a Jeju: circa 14:00-15:00 (5-6 ore di navigazione) 💰 Costi che abbiamo pagato (solo andata):\nCamper 5,40 metri: ₩207.200 (~€138) Persona: ₩32.500 (~€22) 🐾 Animali domestici:\nPermessi: sì, ma devono essere in gabbia/trasportino Sul molo: possono camminare liberamente prima dell\u0026rsquo;imbarco Questo traghetto è il più economico per raggiungere Jeju con un veicolo, con orari comodi che prevedono una partenza mattutina e un arrivo nel pomeriggio. Il personale è disponibile e alcuni parlano inglese, inoltre gli animali sono ammessi a bordo. Tuttavia, è necessario arrivare molto presto al mattino per il check-in dei veicoli, le informazioni online sono limitate per gli stranieri e risulta difficile prenotare dall\u0026rsquo;estero (è meglio presentarsi di persona al terminal).\nIl nostro consiglio: Questo traghetto è perfetto per chi viaggia in camper o auto. Presentati al terminal il giorno prima per finalizzare la prenotazione, poiché è molto difficile per gli stranieri completare la procedura online. Il personale è abituato a vedere pochi stranieri con veicoli, ma sono gentili e disponibili!\n2. Ocean Vista Ferry (Samcheonpo → Donggeum-dong, Jeju) Un\u0026rsquo;altra opzione interessante è il traghetto Ocean Vista che parte da Samcheonpo (vicino a Sacheon).\n📍 Posizione: Porto di Sacheon-si\u0026nbsp; ⏰ Orari:\nSamcheonpo → Jeju: partenza a mezzanotte, arrivo alle 6:00 di mattina (6 ore) Jeju → Samcheonpo: presentarsi alla biglietteria entro le 12:30, partenza alle 14:30 💰 Costo che abbiamo pagato:\nCirca €137 solo andata per veicolo + persona Nota: Abbiamo ricevuto uno sconto significativo dopo aver incontrato il CEO della compagnia di traghetti. Il prezzo standard potrebbe essere più alto.\n🐾 Animali domestici:\nPermessi: sì, ma devono essere in gabbia/trasportino Disponibile una stanza per gli animali dove possono stare liberi! Il personale è gentile e parla inglese, rendendo l\u0026rsquo;esperienza più semplice per i viaggiatori stranieri. Il traghetto notturno permette di \u0026ldquo;dormire\u0026rdquo; durante il viaggio e arrivare a Jeju all\u0026rsquo;alba, così puoi iniziare a esplorare l\u0026rsquo;isola fin dal mattino. Tuttavia, l\u0026rsquo;orario notturno non è comodo per tutti e i prezzi possono variare, quindi è meglio chiedere informazioni direttamente alla compagnia.\n3. Wando Ferry Terminal (non testato personalmente) Wando è il traghetto più veloce per l\u0026rsquo;isola di Jeju (solo 2h 40min) e uno dei più frequenti.\n📍 Posizione: Porto di Wando\u0026nbsp; ⏰ Orari tipici:\n3 partenze giornaliere: 08:00, 16:00, 02:30 💰 Costi indicativi (da altre fonti):\nPersona: ₩27.000 (~€18) solo andata Veicolo 3,2 tonnellate: ₩180.000 (~€120) Pesatura veicolo: ₩5.000 (~€3,50) Il traghetto Wando è il più veloce per raggiungere Jeju (solo 2h 40min) ed è anche molto frequente con 3 partenze giornaliere. Il personale parla inglese, facilitando la comunicazione con i viaggiatori stranieri. Tuttavia, è leggermente più costoso rispetto al traghetto Nokdong e la procedura di imbarco risulta più complessa, richiedendo diversi passaggi tra pesatura del veicolo, acquisto biglietti separati per veicolo e passeggeri.\n4. Mokpo Ferry Terminal Mokpo è il terminal più popolare per i traghetti verso Jeju, grazie alla vicinanza all\u0026rsquo;isola.\n📍 Posizione: Porto di Mokpo\u0026nbsp; ⏰ Orari:\nPartenze quasi giornaliere (tranne domeniche e 2°, 4°, 5° del mese) Orari di partenza: tra 1:00 AM e 9:00 AM Da Jeju a Mokpo: tra 13:40 e 17:00 💰 Costi indicativi:\nPersona: ₩50.000 (~€33) Auto andata/ritorno: circa $300 aggiuntivi Il terminal di Mokpo offre il vantaggio di essere più vicino a Jeju (4-5 ore di navigazione) e dispone di due navi (Queen Mary e Queen Jenuvia) che garantiscono una maggiore capacità. Tuttavia, presenta alcuni svantaggi: gli orari sono notturni o molto mattutini (tra l'1:00 e le 9:00), non opera tutti i giorni (escluse le domeniche e alcuni giorni del mese) ed è più costoso rispetto ad altre opzioni.\n5. Busan Ferry Terminal Se ti trovi a Busan, esiste un traghetto diretto per Jeju, anche se è il più lungo e meno frequente. Il traghetto è in notturna è può impiegare fino a 11-12 ore!\n📍 Posizione: Porto di Busan\u0026nbsp; ⏰ Orari:\nBusan → Jeju: lunedì, mercoledì, venerdì alle 19:00, arrivo alle 6:00 Jeju → Busan: martedì, giovedì, sabato 💰 Costi:\nPersona: ₩51.500-76.500 (~€34-51) Il traghetto da Busan è particolarmente comodo se ti trovi già in questa città e il viaggio notturno ti permette di dormire a bordo durante la navigazione. D\u0026rsquo;altra parte, è il traghetto più lungo (11-12 ore), opera solo 3 volte a settimana (lunedì, mercoledì, venerdì in andata) ed è tra le opzioni più costose disponibili.\nCosti per veicoli stranieri: Attenzione alle tariffe maggiorate Una nota molto importante per chi viaggia con veicoli immatricolati all\u0026rsquo;estero (non sudcoreani): i veicoli stranieri pagano tariffe maggiorate rispetto ai veicoli coreani.\nDalle nostre ricerche e esperienze sul campo, abbiamo notato che:\nI costi per veicoli con targa straniera sono più alti rispetto ai veicoli coreani Alcuni terminal richiedono documentazione aggiuntiva come i documenti di importazione temporanea! Il nostro caso: Con il nostro camper italiano, abbiamo pagato ₩207.200 per il traghetto Nokdong, che è un costo più alto rispetto a quanto pagano i veicoli coreani di dimensioni simili.\nConsigli pratici:\nPresentati di persona al terminal il giorno prima della partenza per finalizzare la prenotazione Porta tutti i documenti: passaporto, patente internazionale, documenti del veicolo, assicurazione Chiedi conferma dei costi prima di procedere con il pagamento Prenota online è quasi impossibile per stranieri è meglio andare di persona leggi anche Come entrare in Corea del Sud dalla Russia: la guida aggiornata per overlander [Aggiornamento 2025] Prenotare i traghetti per Jeju: Come fare da straniero La prenotazione online dei traghetti per l\u0026rsquo;isola di Jeju è notoriamente difficile per gli stranieri, soprattutto se si ha un veicolo. Ecco perché:\nPerché è difficile prenotare online Siti web solo in coreano: la maggior parte dei siti delle compagnie di traghetti sono solo in lingua coreana Pagamenti complicati: richiedono carte di credito coreane o numeri di registrazione coreani (RRN) Verifica identità: molti sistemi richiedono verifica tramite numero di telefono coreano Documenti veicoli stranieri: i sistemi online non gestiscono bene targhe non coreane Come prenotare: Strategia consigliata Opzione 1: Presentarsi di persona al terminal (consigliata) Questa è la strategia che ha funzionato meglio per noi:\nArriva al terminal 1-2 giorni prima della partenza desiderata Vai direttamente alla biglietteria e parla con il personale Mostra i documenti: passaporto, patente, documenti del veicolo Conferma data e orario di partenza Paga in contanti o carta (accettano carte internazionali) Ritira i biglietti o torna il giorno della partenza per finalizzare Un approccio più affidabile che ti permette di evitare problemi con i sistemi online, fare domande dirette, chiarire eventuali dubbi e beneficiare dell\u0026rsquo;assistenza personale durante l\u0026rsquo;intera procedura.\nOpzione 2: Tramite agenzie online internazionali Alcune piattaforme internazionali permettono di prenotare i traghetti per Jeju:\nKlook\u0026nbsp; : offre biglietti per alcuni traghetti Jeju (principalmente passeggeri a piedi) Direct Ferries\u0026nbsp; : confronta prezzi e orari Agenzie di viaggio locali in Corea del Sud Nota: Queste piattaforme funzionano meglio per passeggeri a piedi. Se hai un veicolo, è quasi sempre necessario contattare direttamente la compagnia o presentarsi di persona.\nOpzione 3: Tramite il sito ufficiale Hanil Express (coreano) Se conosci il coreano o usi un traduttore consigliamo di provare tramite il sito ufficiale di Hanil Express\u0026nbsp; (coreano).\nSe possibile, chiedi a un amico coreano o al personale del tuo hotel/guesthouse di aiutarti con la prenotazione telefonica. Molte compagnie di traghetti accettano prenotazioni telefoniche e il personale locale può facilitare enormemente il processo! Inoltre è possibile sfruttare alcune promozioni e sconti!\nDomande frequenti Q: È possibile visitare l\u0026rsquo;isola di Jeju in giornata? A: Tecnicamente sì in aereo (1h andata + 1h ritorno), ma non consigliato. Jeju merita almeno 2-3 giorni per vedere le attrazioni principali.\nQ: I traghetti per Jeju operano tutto l\u0026rsquo;anno? A: Sì, ma con possibili cancellazioni durante maltempo (tifoni in estate/autunno, tempeste invernali). Verifica sempre prima della partenza.\nQ: Posso portare una bicicletta sul traghetto? A: Sì, generalmente le biciclette sono permesse sui traghetti. Possono essere considerate \u0026ldquo;bagaglio\u0026rdquo; o avere una piccola tariffa aggiuntiva.\nQ: Serve prenotare il traghetto con settimane di anticipo? A: Dipende dalla stagione. In alta stagione (luglio-agosto, festività coreane) sì, prenota con 1-2 settimane di anticipo. In bassa stagione spesso c\u0026rsquo;è disponibilità anche il giorno stesso.\nQ: Gli animali domestici possono salire sui traghetti? A: Sì, ma devono essere in gabbia/trasportino. Sul molo possono camminare liberamente prima dell\u0026rsquo;imbarco. Conferma sempre con la compagnia specifica.\nQ: Quanto costa noleggiare un\u0026rsquo;auto a Jeju? A: Circa ₩40.000-80.000/giorno (€27-54), a seconda del tipo di auto e stagione. Le auto compatte sono più economiche. Ricordati che richiesta la patente internazionale!\nQ: Posso usare carte di credito internazionali sui traghetti? A: Generalmente sì ai terminal (Visa, Mastercard). Tuttavia, porta sempre contanti (KRW) come backup.\nQ: I traghetti hanno cabine/letti? A: Dipende dalla rotta. I traghetti notturni (es. Busan-Jeju) hanno cabine o aree con tatami dove dormire. I traghetti diurni brevi (es. Wando) hanno solo sedute.\nConclusioni: Traghetto o aereo per Jeju? La scelta tra traghetto e aereo per raggiungere l\u0026rsquo;isola di Jeju dipende principalmente da tre fattori:\nHai un veicolo? → Traghetto obbligatorio Quanto tempo hai? → Aereo se fretta, traghetto se preferisci slow travel Budget? → Volo economico per passeggeri singoli, traghetto se viaggi in gruppo o con auto La nostra esperienza personale Noi abbiamo scelto il traghetto Nokdong per portare il nostro camper a Jeju, e siamo stati molto soddisfatti della scelta. È stata un\u0026rsquo;esperienza autentica, abbiamo risparmiato sul noleggio auto, e abbiamo potuto esplorare Jeju con tutta la libertà e il comfort del nostro camper.\nI nostri consigli finali:\nCon camper/auto: Usa il traghetto Nokdong (più economico) o Wando (più veloce) Senza veicolo, soggiorno breve (2-4 giorni): Vola con low-cost e noleggia auto a Jeju Senza veicolo, soggiorno lungo (7+ giorni): Considera il traghetto per l\u0026rsquo;esperienza + noleggio auto Con animali domestici: Traghetto più comodo (specialmente Nokdong) Presentati sempre di persona al terminal per finalizzare prenotazioni con veicoli stranieri l\u0026rsquo;isola di Jeju è una destinazione straordinaria che merita di essere esplorata con calma. Che tu scelga il traghetto o l\u0026rsquo;aereo, ti aspetta un\u0026rsquo;avventura indimenticabile tra vulcani, spiagge incontaminate e paesaggi mozzafiato!\nBuon viaggio a l\u0026rsquo;isola di Jeju!\n","country":"Corea del Sud","date":"ottobre 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1760163683/Articoli/Corea/guida-traghetti-jeju_wrhgfk.png","permalink":"/blog/come-raggiungere-jeju-island-traghetto-aereo-guida-completa/","title":"Come raggiungere Jeju: Guida completa per traghetto e aereo (con esperienza diretta)"},{"categories":["Tokyo","Guida"],"contents":"Se stai pianificando un viaggio a Tokyo, uno degli aspetti più importanti da considerare è come muoverti nella capitale giapponese. La metro di Tokyo è efficiente, pulita e capillare, ma può anche diventare costosa se non si sceglie l\u0026rsquo;opzione giusta. In questa guida ti spieghiamo come risparmiare con la Tokyo Metro Pass e ti aiutiamo a comprendere le differenze tra i vari sistemi di trasporto della città.\nTabella dei contenuti La Metro di Tokyo: Un sistema complesso ma efficiente Come pagare la Metro di Tokyo: Le opzioni disponibili 1. Biglietti singoli 2. Suica e Pasmo (carte ricaricabili) 3. Tokyo Metro Pass (la scelta più economica) Perché la Tokyo Metro Pass è più economica Attenzione: Copertura limitata della Tokyo Metro Pass Cosa Include: Cosa NON Include: Il JR Pass NON include la Metro di Tokyo Cosa è il JR Pass Perché questa confusione? Quale opzione scegliere: Guida pratica Scegli i biglietti singoli se: Scegli Suica/Pasmo se: Scegli la Tokyo Metro Pass se: Combinazione Tokyo Metro Pass + Suica/Pasmo (ideale): Consigli pratici per usare la Metro di Tokyo 1. Scarica le App essenziali 2. Evita le ore di punta 3. Impara i codici delle stazioni 4. Usa le uscite corrette 5. Attenzione alle ultime corse Destinazioni principali raggiungibili con Tokyo Metro/Toei Domande frequenti Conclusioni: La Tokyo Metro Pass conviene davvero La Metro di Tokyo: Un sistema complesso ma efficiente Tokyo vanta uno dei sistemi metropolitani più estesi e frequentati al mondo, con oltre 13 linee e centinaia di stazioni che collegano ogni angolo della città. La metropolitana di Tokyo è gestita principalmente da due operatori:\nTokyo Metro: gestisce 9 linee (Ginza, Marunouchi, Hibiya, Tozai, Chiyoda, Yurakucho, Hanzomon, Namboku e Fukutoshin) Toei Subway: gestisce 4 linee (Asakusa, Mita, Shinjuku e Oedo) Entrambi i sistemi sono efficienti, puntuali e puliti, con treni che passano ogni 2-5 minuti nelle ore di punta. Le stazioni sono ben segnalate in inglese e giapponese, rendendo la navigazione relativamente semplice anche per i turisti stranieri.\nCuriosità: La metro di Tokyo trasporta oltre 8 milioni di passeggeri al giorno, rendendola una delle reti metropolitane più trafficate al mondo. Durante le ore di punta, è comune vedere gli addetti alle stazioni (oshiya) spingere letteralmente i passeggeri all\u0026rsquo;interno dei vagoni!\nCome pagare la Metro di Tokyo: Le opzioni disponibili Quando si tratta di pagare i trasporti a Tokyo, hai diverse opzioni:\n1. Biglietti singoli I biglietti singoli si acquistano nelle macchinette automatiche presenti in ogni stazione. Il costo varia in base alla distanza percorsa:\nCosto medio: da ¥170 a ¥320 per corsa Svantaggio: devi calcolare la tariffa corretta e acquistare un nuovo biglietto per ogni spostamento Quando conviene: solo per 1-2 corse isolate durante il tuo soggiorno leggi anche Viaggio in Giappone 2025: Itinerari e Info Utili 2. Suica e Pasmo (carte ricaricabili) Le carte Suica (JR East) e Pasmo (operatori privati) sono carte ricaricabili contactless che funzionano su tutti i mezzi di trasporto di Tokyo, inclusi treni JR, metro, autobus e persino in alcuni negozi.\nCosto carta: ¥500 di deposito (rimborsabile) Costo per corsa: identico ai biglietti singoli (¥170-¥320) Vantaggi: praticità, non devi calcolare le tariffe, funziona su tutti i mezzi Svantaggio: nessuno sconto rispetto ai biglietti singoli 3. Tokyo Metro Pass (la scelta più economica) La Tokyo Metro Pass\u0026nbsp; è un pass turistico che offre accesso illimitato alle linee Tokyo Metro e Toei per 24, 48 o 72 ore consecutive.\nPrezzi:\n24 ore: ¥800 (adulti) / ¥400 (bambini) 48 ore: ¥1,200 (adulti) / ¥600 (bambini) 72 ore: ¥1,500 (adulti) / ¥750 (bambini) Dove acquistarla:\nAeroporto di Narita e Haneda Stazioni metro selezionate (Ueno, Tokyo, Shinjuku, Ikebukuro) Online (con ritiro in loco) Perché la Tokyo Metro Pass è più economica Facciamo un confronto concreto per capire il risparmio effettivo:\nEsempio di una giornata tipo a Tokyo:\nHotel → Asakusa (¥200) Asakusa → Ueno (¥170) Ueno → Shinjuku (¥200) Shinjuku → Shibuya (¥170) Shibuya → Roppongi (¥200) Roppongi → Hotel (¥200) Totale con biglietti singoli o Suica/Pasmo: ¥1,140\nTotale con Tokyo Metro Pass 24h: ¥800\nRisparmio: ¥340 (circa €2,20) al giorno\nSe consideri che farai almeno 5-6 spostamenti al giorno durante la tua visita a Tokyo, il risparmio diventa significativo:\n3 giorni: risparmio di circa ¥1,000+ (€6,50+) 7 giorni: risparmio di oltre ¥2,000+ (€13+) Il nostro consiglio: Se pensi di fare più di 3-4 spostamenti al giorno utilizzando la metro, la Tokyo Metro Pass si ripaga da sola e ti permette di esplorare Tokyo senza preoccuparti del costo di ogni singolo spostamento.\nAttenzione: Copertura limitata della Tokyo Metro Pass Prima di acquistare la Tokyo Metro Pass, è fondamentale capire una cosa importante: il pass copre SOLO le linee Tokyo Metro e Toei Subway.\nCosa Include: ✅ 9 linee Tokyo Metro\n✅ 4 linee Toei Subway\n✅ Viaggi illimitati per la durata del pass\nCosa NON Include: ❌ Linee JR (inclusa la popolare Yamanote Line)\n❌ Treni privati (Keio, Odakyu, Tokyu, ecc.)\n❌ Shinkansen (treni proiettile)\n❌ Autobus (tranne alcune linee Toei Bus)\nImplicazioni pratiche:\nSe devi raggiungere destinazioni servite solo da JR o linee private, dovrai acquistare biglietti separati. Ad esempio:\nHarajuku/Yoyogi: servite principalmente dalla JR Yamanote Line Odaiba: servita dalla linea Yurikamome (non inclusa) Alcuni quartieri periferici: richiedono treni privati Il JR Pass NON include la Metro di Tokyo Uno degli errori più comuni tra i turisti è pensare che il JR Pass copra anche la metropolitana di Tokyo. Sfatiamo subito questo mito.\nCosa è il JR Pass Il Japan Rail Pass\u0026nbsp; è un pass ferroviario che permette viaggi illimitati sulla rete JR (Japan Railways) in tutto il Giappone.\nCosa include il JR Pass: ✅ Tutti i treni JR in Giappone (inclusi la maggior parte degli Shinkansen) ✅ JR Yamanote Line a Tokyo (la linea circolare principale) ✅ Altri treni JR locali a Tokyo ✅ Alcuni autobus e traghetti JR\nCosa NON include il JR Pass: ❌ Tokyo Metro (9 linee) ❌ Toei Subway (4 linee) ❌ Linee ferroviarie private ❌ La maggior parte degli autobus urbani\nPerché questa confusione? Molti turisti pensano che il JR Pass copra tutta la rete di trasporti di Tokyo perché:\nIl nome \u0026ldquo;Japan Rail Pass\u0026rdquo; suona onnicomprensivo La JR Yamanote Line tocca molte destinazioni turistiche importanti Informazioni non chiare su alcuni siti web La realtà: Tokyo Metro e Toei sono operatori completamente separati da JR. Anche se possiedi un JR Pass valido, dovrai comunque pagare separatamente per utilizzare le linee metro.\nStrategia combinata: Se hai il JR Pass per viaggiare tra le città giapponesi, considera di acquistare anche la Tokyo Metro Pass per i giorni in cui ti concentri sulla visita di Tokyo. In questo modo ottimizzi i costi e la flessibilità di movimento.\nQuale opzione scegliere: Guida pratica Ecco una guida rapida per aiutarti a scegliere l\u0026rsquo;opzione migliore in base al tuo tipo di viaggio:\nScegli i biglietti singoli se: Fai solo 1-2 spostamenti isolati durante il tuo soggiorno Preferisci camminare e usi raramente i mezzi pubblici Scegli Suica/Pasmo se: Vuoi la massima flessibilità e usi anche treni JR e autobus Fai meno di 3-4 spostamenti in metro al giorno Vuoi usare la carta anche per acquisti nei combini Scegli la Tokyo Metro Pass se: Fai 4+ spostamenti in metro al giorno Le tue destinazioni principali sono servite da Tokyo Metro/Toei Vuoi risparmiare sui trasporti urbani Rimani a Tokyo per almeno 2-3 giorni Combinazione Tokyo Metro Pass + Suica/Pasmo (ideale): La strategia ottimale per la maggior parte dei turisti è:\nAcquista la Tokyo Metro Pass per i giorni di visita intensiva a Tokyo Acquista una Suica/Pasmo con ricarica minima (¥2,000-3,000) per: Spostamenti su linee JR quando necessario Acquisti nei negozi Viaggi da/per l\u0026rsquo;aeroporto (se non inclusi nel pass) Consigli pratici per usare la Metro di Tokyo 1. Scarica le App essenziali Google Maps: ottimo per calcolare i percorsi Tokyo Metro App: ufficiale, con mappe offline Hyperdia o Japan Transit Planner: per orari precisi 2. Evita le ore di punta Mattina: 7:30-9:30 Sera: 17:30-19:30 Durante questi orari i treni sono estremamente affollati. Se possibile, pianifica le visite turistiche in orari diversi.\n3. Impara i codici delle stazioni Ogni stazione ha un codice (es. G-01 per Shibuya sulla Ginza Line). Memorizzare questi codici rende più facile orientarsi sulle mappe.\n4. Usa le uscite corrette Le stazioni grandi come Shinjuku hanno oltre 200 uscite! Controlla sempre quale uscita è più vicina alla tua destinazione prima di uscire dalla stazione.\n5. Attenzione alle ultime corse La maggior parte delle linee metro smette di operare intorno a mezzanotte/01:00. Pianifica il rientro in hotel di conseguenza o preparati a prendere un taxi (costoso!).\nDestinazioni principali raggiungibili con Tokyo Metro/Toei La Tokyo Metro Pass ti permette di raggiungere comodamente le principali attrazioni turistiche di Tokyo:\nCon Tokyo Metro:\nAsakusa (Ginza Line): Tempio Senso-ji, Nakamise Shopping Street Ueno (Hibiya/Ginza Line): Parco di Ueno, musei, zoo Ginza (Ginza/Hibiya/Marunouchi Line): shopping di lusso Roppongi (Hibiya/Oedo Line): vita notturna, Tokyo Tower Akihabara (Hibiya Line): elettronica, anime, manga Shinjuku (Marunouchi/Fukutoshin/Oedo Line): grattacieli, shopping Con Toei Subway:\nTsukiji (Oedo Line): mercato del pesce Daimon (Asakusa/Oedo Line): Tokyo Tower Oshiage (Asakusa Line): Tokyo Skytree (cambio necessario) Nota bene: Alcune destinazioni popolari come Shibuya, Harajuku e Tokyo Station sono meglio servite da linee JR. Per queste, considera l\u0026rsquo;uso combinato di Tokyo Metro Pass + Suica per massima flessibilità.\nDomande frequenti Q: Posso condividere la Tokyo Metro Pass con altre persone? A: No, il pass è strettamente personale e non trasferibile.\nQ: Le 24/48/72 ore sono consecutive o posso usarle in giorni diversi? A: Sono ore consecutive dal momento del primo utilizzo. Ad esempio, se attivi il pass alle 14:00 di lunedì, scadrà alle 14:00 del giorno successivo (per il pass 24h).\nQ: I bambini devono avere un pass? A: I bambini sotto i 6 anni viaggiano gratis. Dai 6 agli 11 anni c\u0026rsquo;è una tariffa ridotta (¥400/600/750).\nQ: Posso usare la Tokyo Metro Pass per raggiungere gli aeroporti? A: Dipende. L\u0026rsquo;aeroporto di Haneda è raggiungibile con Toei Asakusa Line (inclusa). L\u0026rsquo;aeroporto di Narita richiede treni privati o JR (non inclusi).\nQ: Cosa succede se prendo per errore una linea non coperta dal pass? A: Dovrai pagare la differenza alla stazione di arrivo. Controlla sempre che la linea sia Tokyo Metro o Toei prima di salire.\nConclusioni: La Tokyo Metro Pass conviene davvero Dopo questa analisi approfondita, la risposta è chiara: sì, la Tokyo Metro Pass conviene per la maggior parte dei turisti che visitano Tokyo.\nRicapitolando i vantaggi principali:\nRisparmio significativo: si ripaga con 4-5 spostamenti al giorno Libertà di movimento: viaggi illimitati senza calcolare ogni corsa Semplicità: non devi preoccuparti di ricaricare o calcolare tariffe Copertura turistica: raggiunge la maggior parte delle attrazioni principali Attenzioni importanti:\nCopre SOLO Tokyo Metro e Toei (non JR) Per massima flessibilità, combina con Suica/Pasmo Il JR Pass NON include la metro di Tokyo La nostra esperienza personale ci ha insegnato che la combinazione Tokyo Metro Pass + Suica è la strategia vincente per esplorare Tokyo risparmiando e senza stress. Potrai saltare da un tempio storico a un quartiere futuristico senza preoccuparti del costo di ogni spostamento.\nIl nostro consiglio finale: Acquista la Tokyo Metro Pass\u0026nbsp; per i tuoi giorni di visita intensiva a Tokyo (solitamente i primi 2-3 giorni) e tieni una Suica/Pasmo con ricarica minima per le eccezioni e i viaggi su linee JR. Risparmierai denaro e guadagnerai libertà di movimento!\nOra che sai tutto sulla metro di Tokyo, sei pronto per esplorare la capitale giapponese come un vero local! Buon viaggio e\u0026hellip; buone corse in metro! 🚇🇯🇵\n","country":"Giappone","date":"ottobre 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1760100799/Articoli/Giappone/guida-metro-tokyo-2025_mfvopu.png","permalink":"/blog/metro-tokyo-guida-completa-risparmiare-tokyo-metro-pass/","title":"Metro di Tokyo: Guida completa per risparmiare con la Tokyo Metro Pass"},{"categories":["Guida"],"contents":"Bagni Giapponesi: Differenze tra Onsen, Sento, Footbath e Ofuro In Giappone, l\u0026rsquo;acqua calda rappresenta molto più di un semplice momento per lavarsi: è rituale, cura, socialità e cultura profonda. Ma quali sono le reali differenze tra onsen, sento, footbath e ofuro? Ecco una guida pratica per comprendere e vivere al meglio ogni esperienza termale giapponese.\nTabella dei contenuti Onsen: il bagno termale naturale Caratteristiche principali: Sento: il bagno pubblico urbano Caratteristiche principali: Footbath (Ashiyu): il bagno per i piedi Caratteristiche principali: Ofuro: il bagno tradizionale giapponese domestico Caratteristiche principali: Tabella comparativa: quale esperienza scegliere? Onsen: il bagno termale naturale Un onsen è una sorgente termale naturale, con acqua ricca di minerali che sgorga dal sottosuolo a una temperatura minima di 25°C. Queste acque sono classificate dal governo giapponese e vantano proprietà benefiche per la pelle, le ossa, la circolazione e il benessere generale.\nCaratteristiche principali: Acqua proveniente da sorgenti termali naturali Ubicazione tipica in zone montuose o vulcaniche Possibilità di bagni all\u0026rsquo;aperto (rotenburo) o al chiuso Frequentati da viaggiatori, coppie e famiglie Importante: negli onsen autentici non è permesso l\u0026rsquo;uso del costume da bagno. È necessario fare la doccia prima dell\u0026rsquo;immersione ed entrare nudi, in aree separate per genere. Si consiglia di portare un asciugamano personale, oppure è possibile affittarlo in loco. Presso le docce sono spesso disponibili shampoo e sapone.\nleggi anche Entrare in Giappone con il tuo cane o gatto: come evitare la Quarantena Sento: il bagno pubblico urbano I sento sono bagni pubblici alimentati con acqua riscaldata artificialmente, non termale. Nati per garantire igiene e relax nei quartieri urbani, erano fondamentali quando molte abitazioni non disponevano di bagno privato.\nCaratteristiche principali: Acqua non termale, riscaldata artificialmente Costo accessibile (circa 300-500 yen) Presenza capillare nei quartieri residenziali Dotati di vasche a diverse temperature, saune e aree relax Ideali per un\u0026rsquo;esperienza autentica della vita quotidiana giapponese, anche nelle grandi città come Tokyo o Kyoto. Anche qui l\u0026rsquo;accesso avviene separatamente per genere, nudi, con doccia obbligatoria prima dell\u0026rsquo;immersione nella vasca comune.\nFootbath (Ashiyu): il bagno per i piedi I footbath, chiamati ashiyu in giapponese, sono piccole vasche pubbliche dedicate esclusivamente ai piedi. L\u0026rsquo;acqua è spesso termale come negli onsen, ma qui non occorre spogliarsi completamente: basta arrotolare i pantaloni e togliere scarpe e calzini. Consiglio: portate sempre un piccolo asciugamano.\nCaratteristiche principali: Gratuiti o a offerta libera Ubicazione presso stazioni ferroviarie, villaggi termali e parchi pubblici Accessibili a tutti, ideali per pause brevi Perfetti per una pausa rilassante durante i vostri spostamenti, senza necessità di tempo o preparazione particolare.\nScopri la footbath più lunga del Giappone Ofuro: il bagno tradizionale giapponese domestico L\u0026rsquo;ofuro è la vasca da bagno tradizionale giapponese presente nella maggior parte delle case e dei ryokan. A differenza delle vasche occidentali, l\u0026rsquo;ofuro è più profondo, progettato per immergersi fino alle spalle in un momento di silenzio e relax totale.\nCaratteristiche principali: L\u0026rsquo;acqua viene riutilizzata da più persone (ci si lava sempre fuori dalla vasca prima di entrare) Alcuni modelli sono realizzati in legno di hinoki (cipresso giapponese) dal profumo caratteristico Nei ryokan rappresenta un momento di rilassamento intimo e contemplativo Se soggiornerete in una struttura tradizionale giapponese, informatevi sempre sulle modalità d\u0026rsquo;uso prima di utilizzare l\u0026rsquo;ofuro.\nTabella comparativa: quale esperienza scegliere? Tipo Acqua Termale Ubicazione Abbigliamento Esperienza Onsen Sì, naturale Montagna, ryokan Nudi (separati per genere) Tradizionale e curativa Sento No, riscaldata Centri urbani Nudi (separati per genere) Quotidiana e locale Footbath Sì, naturale Spazi pubblici Vestiti (solo piedi nudi) Veloce e gratuita Ofuro No, riscaldata Casa o ryokan Privato Intima e meditativa ","country":"Giappone","date":"ottobre 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1759919685/Articoli/Giappone/guida-onsen-giappone_khgmfs.png","permalink":"/blog/bagni-giapponesi-differenze-onsen-sento-footbath-ofuro/","title":"Bagni Giapponesi: Differenze tra Onsen, Sento, Footbath e Ofuro"},{"categories":["Hiroshima"],"contents":"Hiroshima è una città che parla sottovoce.\nNon urla, non ostenta. Ti accoglie con una gentilezza discreta e ti accompagna passo dopo passo attraverso la sua storia complessa, i suoi giardini silenziosi, i suoi sapori pieni di vita.\nEcco cosa non perdere in un giorno, con qualche consiglio speciale se vuoi viverla come un locale.\nTabella dei contenuti 1. Parco della Pace e Museo della Bomba Atomica 2. Il Castello di Hiroshima 3. WoodEgg Okonomiyaki Museum: piccola perla gratuita 4. Dove Mangiare Okonomiyaki a Hiroshima 5. Vuoi Scoprire anche Miyajima? Come Arrivare a Hiroshima Itinerario Suggerito per Un Giorno 1. Parco della Pace e Museo della Bomba Atomica Il Parco della Pace di Hiroshima è il cuore della memoria collettiva. Dove si pensava che nulla sarebbe più fiorito, la natura ha ripreso il proprio spazio.\nQui si trovano il Cenotafio delle vittime, il toccante Museo della Bomba Atomica con esposizioni sobrie e documentate che aiutano a comprendere l\u0026rsquo;orrore e la forza della memoria, la Cupola della Bomba A (Genbaku Dome) rimasta in piedi dopo l\u0026rsquo;esplosione, le campane della pace e le gru di origami, simbolo internazionale di speranza.\nTempo consigliato: 2-3 ore per visitare il museo e passeggiare nel parco\n2. Il Castello di Hiroshima Una replica fedele del castello originale, distrutto nel 1945. Si trova immerso in un parco verde, perfetto per una pausa tranquilla. All\u0026rsquo;interno, una mostra racconta la storia dei feudatari locali e delle architetture militari giapponesi.\nTempo consigliato: 1 ora\nleggi anche Miyajima: l’isola sacra tra mare e monti 3. WoodEgg Okonomiyaki Museum: piccola perla gratuita Pochi lo sanno, ma Hiroshima ospita anche il WoodEgg Okonomiyaki Museum, gratuito e situato vicino al centro.\nNon si tratta di un museo tradizionale, ma di una piccola mostra gratuita con oggetti vintage, spiegazioni sui diversi stili di preparazione e storie curiose su questo piatto tipico.\nSe ami la cucina giapponese, è una chicca da non perdere.\nIn 10-15 minuti hai visto tutto, ma uscirai affamato.\n4. Dove Mangiare Okonomiyaki a Hiroshima Se vuoi gustare un vero okonomiyaki hiroshimense, quello stratificato con soba, cavolo e uovo cucinato sul teppan caldo, ti consigliamo di evitare i ristoranti turistici e andare qui:\nTamaru Shokudo (田丸食堂)\nLocale semplice, frequentato da gente del posto, prezzi onesti e sapori autentici. Lo chef cucina direttamente davanti al bancone, con gesti precisi e generosi.\nQuattro posti a sedere di fronte a una piastra fumante, per un piatto caldo e generoso che sa di quotidianità, con un profumo che ti rimane nel cuore (e sui vestiti, ma ne vale decisamente la pena).\nIndirizzo: 〒730-0016 Hiroshima, Naka Ward, Noboricho, 10−18\nCerca \u0026ldquo;Tamaru Shokudo\u0026rdquo; su Google Maps per arrivarci facilmente\n5. Vuoi Scoprire anche Miyajima? Se hai un giorno in più o vuoi vivere la magia del torii sull\u0026rsquo;acqua, leggi il nostro articolo dedicato:\nGuida a Miyajima: il torii, i cervi e i sentieri meno battuti\nCome Arrivare a Hiroshima Da Osaka o Kyoto: con lo shinkansen (1h30 da Kyoto, 1h da Osaka) In città: tram (Hiroden) comodi e frequenti In camper: numerosi parcheggi a pagamento disponibili in città Itinerario Suggerito per Un Giorno Mattina (9:00-12:30)\nParco della Pace e Museo della Bomba Atomica Pranzo (12:30-14:00)\nOkonomiyaki da Tamaru Shokudo Pomeriggio (14:00-16:00)\nCastello di Hiroshima Pomeriggio (16:00-16:30)\nWoodEgg Okonomiyaki Museum Sera\nPasseggiata lungo il fiume o quartiere Hondori per shopping ","country":"Giappone","date":"ottobre 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1759921548/Articoli/Giappone/hiroshima-guida-completa_gs2olb.png","permalink":"/blog/cosa-vedere-hiroshima-un-giorno-itinerario-completo/","title":"Cosa vedere a Hiroshima in un giorno: Guida completa e Itinerario"},{"categories":["Hiroshima"],"contents":"Miyajima è una delle destinazioni più iconiche e magiche del Giappone, un angolo di pace sospeso tra mare e montagna. Il suo torii galleggiante è uno dei simboli più riconoscibili del paese, ma l’isola ha tanto altro da offrire. Scopri insieme a noi cosa vedere, dove passeggiare e quale curiosità unica non perdere.\n1. Il Torii galleggiante di Itsukushima Il torii di Itsukushima è l’attrazione principale e simbolo di Miyajima. Costruito nell’acqua, sembra galleggiare durante l\u0026rsquo;alta marea, creando un effetto magico, come se l’isola fosse sospesa tra il cielo e il mare. È uno dei luoghi più fotografati del Giappone, e non a caso.\n2. Il Santuario di Itsukushima Oltre al torii, il Santuario di Itsukushima è uno degli edifici più importanti della zona, un luogo di culto che risale al VI secolo. Costruito su palafitte, il santuario sembra galleggiare anch\u0026rsquo;esso sopra il mare, creando una connessione profonda con la natura. Da non perdere l’esperienza di camminare lungo i suoi corridoi, ammirando la vista sul mare e la montagna.\nleggi anche Cosa vedere a Hiroshima in un giorno: Guida completa e Itinerario 3. Il Monte Misen: una vista spettacolare Se ami la natura, una visita al Monte Misen è imperdibile. Puoi salire fino alla cima con una funivia o seguendo uno dei tanti sentieri di montagna. La vista panoramica sulla baia di Hiroshima è mozzafiato.\nLa cima ospita anche il Tempio Misen Hondo, dove puoi trovare una quiete rara e un\u0026rsquo;atmosfera di meditazione.\n4. La curiosità del cucchiaio di legno più grande al mondo Un piccolo scherzo turistico che non molti conoscono ma che merita una visita è il cucchiaio di legno più grande al mondo, situato vicino al Santuario di Daisho-in. Questo cucchiaio gigantesco è un omaggio alla cultura del legno, ed è davvero impressionante vederlo in tutta la sua maestosità. Se ti capita di essere a Miyajima, non perdere questa chicca!\n5. I cervi di Miyajima Miyajima è famosa anche per i suoi cervi, che girano liberamente per l\u0026rsquo;isola, a volte con la grazia e la timidezza di un animale sacro. Sono molto docili e, sebbene ti possano avvicinare, è sempre importante rispettare il loro spazio. Non dimenticare di fare attenzione: sono anche molto sfrontati e se avete borse aperte o cibo o cartine in mano, tenteranno di tubarvi qualsiasi cosa.\n6. Cosa mangiare a Miyajima Non puoi visitare l’isola senza assaporare un piatto di momiji manju, dolcetti a forma di foglia di acero ripieni di anko (pasta di fagioli rossi). Li troverai ovunque sull’isola, spesso freschi, appena sfornati.\nCome arrivare a Miyajima Miyajima è facilmente raggiungibile da Hiroshima.\nPuoi prendere un treno dalla stazione JR di Hiroshima alla stazione Miyajimaguchi (circa 30 minuti), dove prenderai un traghetto che ti porterà sull’isola in pochi minuti. 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In questa guida completa, ti spiegheremo tutte le alternative disponibili, con requisiti, vantaggi e limitazioni di ciascuna.\nTabella dei contenuti Visto Turistico: L'opzione classica (Fino a 90 giorni) Come funziona Regola dei 180 giorni annui Il \"Visa Run\": Come estendere il soggiorno Pro e Contro Visto Digital Nomad: Lavorare da remoto in Giappone Cos'è e come ottenerlo Requisiti principali Durata e rinnovo Come richiederlo Pro e Contro Working Holiday Visa: La novità 2025 L'Accordo Italia-Giappone Requisiti di Accesso Caratteristiche del Visto Come Richiederlo Pro e Contro Visto Designated Activities: Soggiorni lunghi specializzati Cos'è il Visto Designated Activities Tipologie Principali Durata Requisiti e procedura Procedura di Richiesta Pro e Contro Rinnovo dei Visti in Giappone Come Funziona il Processo di Rinnovo Procedura di Rinnovo La Marca da Bollo Rinnovo del Visto Turistico da 90 Giorni Documentazione per il Visto Long Stay Turistico Consigli Importanti per il Rinnovo Quale Visto Scegliere? Combinare Diverse Opzioni Consigli Pratici Documenti Sempre Utili Comportamento all'Immigrazione Risorse Ufficiali Conclusioni Visto Turistico: L\u0026rsquo;opzione classica (Fino a 90 giorni) Come funziona I cittadini italiani godono di un accordo di esenzione dal visto con il Giappone che permette soggiorni turistici fino a 90 giorni senza necessità di richiedere alcun visto preventivo. Questo vale per viaggi a scopo turistico, per visitare parenti o conoscenti, o per ragioni professionali non remunerate (conferenze, incontri di lavoro, ecc.).\nRegola dei 180 giorni annui È importante sapere che esiste un limite complessivo: puoi rimanere in Giappone per un massimo di 180 giorni in un anno solare (quindi 90+90 giorni). Dopo il primo periodo di 90 giorni, dovrai uscire dal Paese e potrai rientrare per altri 90 giorni, sempre rispettando il limite annuale.\nIl \u0026ldquo;Visa Run\u0026rdquo;: Come estendere il soggiorno Molti viaggiatori ricorrono al cosiddetto \u0026ldquo;visa run\u0026rdquo; per prolungare la permanenza. Questa pratica consiste nell\u0026rsquo;uscire temporaneamente dal Giappone (ad esempio visitando la Corea del Sud, Taiwan o Hong Kong per qualche giorno) per poi rientrare e ottenere un nuovo timbro di 90 giorni.\nAttenzione: Sebbene tecnicamente possibile, questa pratica è tollerata solo se utilizzata occasionalmente. Ripetuti visa run in brevi periodi possono insospettire gli ufficiali dell\u0026rsquo;immigrazione, che potrebbero negare l\u0026rsquo;ingresso o ridurre i giorni concessi. Usa questa strategia con parsimonia e solo se hai una valida ragione per soggiorni prolungati.\nPro e Contro PRO Nessuna burocrazia o costi Ingresso immediato all\u0026#39;arrivo Flessibilità totale CONTRO Durata limitata a 90 giorni per ingresso Non puoi lavorare o svolgere attività remunerate Il visa run non è una soluzione affidabile a lungo termine Visto Digital Nomad: Lavorare da remoto in Giappone Cos\u0026rsquo;è e come ottenerlo Il Giappone ha introdotto da qualche anno il visto per nomadi digitali, pensato per professionisti e lavoratori da remoto che desiderano vivere nel Paese mentre lavorano per datori di lavoro o clienti stranieri.\nRequisiti principali Per ottenere questo visto devi soddisfare i seguenti criteri:\nReddito minimo annuo: Almeno 10 milioni di yen (circa €60.000 al cambio odierno) comprovato tramite dichiarazioni dei redditi o contratti di lavoro Attività lavorativa remota: Devi lavorare per aziende o clienti al di fuori del Giappone Assicurazione sanitaria: Copertura assicurativa\u0026nbsp; valida per tutta la durata del soggiorno Passaporto valido: Con scadenza non inferiore alla durata del visto richiesto leggi anche La connessione perfetta per il tuo viaggio in Giappone: Scopri Japan Wireless Durata e rinnovo Il visto digital nomad ha una durata di 6 mesi ed è attualmente non rinnovabile. Al termine, dovrai lasciare il Paese per almeno 6 mesi prima di poter richiedere nuovamente questa categoria di visto.\nCome richiederlo La domanda va presentata presso:\nAmbasciata del Giappone a Roma Consolato Generale del Giappone a Milano Ambasciata/Consolato del Giappone nel Paese di residenza legale (se ti trovi all\u0026rsquo;estero con permesso di soggiorno/lavoro valido) Molti italiani che si trovano già in Asia, ad esempio in Corea del Sud o Thailandia, possono fare richiesta presso le rappresentanze giapponesi locali presentando documenti che provino la residenza legale nel Paese.\nDovrai fornire documentazione completa che provi il tuo reddito, la natura del tuo lavoro da remoto e la tua assicurazione sanitaria.\nPro e Contro PRO Possibilità di vivere in Giappone per 6 mesi continuativi Libertà di esplorare il Paese mentre lavori Status legale per affitti a lungo termine CONTRO Requisito di reddito elevato Non rinnovabile direttamente Costi burocratici e tempi di attesa per l\u0026#39;approvazione Working Holiday Visa: La novità 2025 L\u0026rsquo;Accordo Italia-Giappone Grande novità per i giovani italiani: dal settembre 2025\u0026nbsp; è stato ratificato l\u0026rsquo;accordo bilaterale vacanze-lavoro tra Italia e Giappone. Questo visto rappresenta un\u0026rsquo;opportunità unica per vivere un\u0026rsquo;esperienza culturale autentica lavorando nel Paese.\nleggi anche Viaggio in Giappone 2025: Itinerari e Info Utili Requisiti di Accesso Per richiedere il Working Holiday Visa devi:\nEtà: Avere tra i 18 e i 30 anni al momento della richiesta Scopo principale: Il viaggio deve essere motivato principalmente dalle vacanze e dalla scoperta culturale, non dal lavoro Risorse economiche: Dimostrare di avere fondi sufficienti per mantenerti inizialmente (generalmente almeno €3.000) Assicurazione: Possedere un\u0026#39;assicurazione sanitaria\u0026nbsp; e di viaggio valida Casellario giudiziale: Non avere precedenti penali Prima volta: Non aver mai ottenuto un Working Holiday Visa per il Giappone in passato Caratteristiche del Visto Durata: Fino a 12 mesi Lavoro: Puoi lavorare per finanziare il tuo soggiorno (con alcune limitazioni su tipologie e orari) Studio: Possibilità di frequentare corsi di lingua giapponese o altre attività formative Ingresso singolo: Valido per un solo ingresso, ma una volta entrato puoi rimanere per l\u0026rsquo;intero periodo Come Richiederlo La domanda va presentata presso:\nAmbasciata del Giappone a Roma Consolato Generale del Giappone a Milano Ambasciata/Consolato del Giappone nel Paese di residenza legale (se ti trovi all\u0026rsquo;estero con permesso di soggiorno/lavoro valido) Molti italiani che si trovano già in Asia, ad esempio in Corea del Sud o Thailandia, possono fare richiesta presso le rappresentanze giapponesi locali presentando documenti che provino la residenza legale nel Paese.\nPer informazioni aggiornate e dettagli sui documenti necessari, consulta il sito del Ministero del Lavoro italiano\u0026nbsp; .\nPro e Contro PRO Durata generosa di 12 mesi Possibilità di lavorare legalmente Esperienza culturale profonda con flessibilità tra lavoro e viaggio CONTRO Disponibile solo una volta nella vita e non rinnovabile o convertibile in altri visti Limite di età (18-30 anni) e con posti limitati annualmente Necessità di fondi iniziali Visto Designated Activities: Soggiorni lunghi specializzati Cos\u0026rsquo;è il Visto Designated Activities Il visto Designated Activities (attività specifiche) è una categoria particolare che copre vari tipi di soggiorni non inclusi nelle altre categorie. Include stage retribuiti, attività culturali specifiche, turismo prolungato e programmi speciali.\nTipologie Principali Alcune delle attività coperte da questo visto includono:\nLong Stay (Turismo Prolungato): Visto speciale per soggiorni turistici lunghi destinato a persone con elevate disponibilità economiche (risparmi superiori a 30 milioni di yen, circa €170.000) Stage retribuiti: Per chi ha trovato un\u0026rsquo;azienda giapponese disposta a offrire un tirocinio Attività culturali: Programmi di scambio culturale o artistico Ricerca: Progetti di ricerca specifici non coperti da visti accademici standard Working holiday (seconda opzione): In alcuni casi specifici leggi anche Dal Hokkaido al Sudafrica (e ritorno) a bordo di una kei car: Dieci anni in viaggio Durata La durata varia da 3 mesi a 1 anno a seconda del tipo di attività e dell\u0026rsquo;accordo con lo sponsor in Giappone. In alcuni casi può essere rinnovato.\nNota speciale per il Long Stay turistico: Questo visto ha una durata iniziale di 6 mesi, estendibile fino a 1 anno totale presentando domanda di estensione presso l\u0026rsquo;ufficio immigrazione regionale prima della scadenza dei primi 6 mesi.\nRequisiti e procedura I requisiti variano notevolmente in base al tipo specifico di attività.\nPer il Long Stay turistico (persone facoltose):\nEtà minima: 18 anni Requisito economico: Risparmi personali (o insieme al coniuge) superiori a 30 milioni di yen Assicurazione medica privata: Deve coprire morte, infortuni e malattie durante il soggiorno\u0026nbsp; Coniuge accompagnatore: Il coniuge può accompagnare con lo stesso visto (devono vivere insieme e viaggiare insieme in Giappone) Nota importante: I figli non possono accompagnare con questo visto Per altre categorie (stage, ricerca, ecc.):\nSponsor in Giappone: Un\u0026rsquo;organizzazione o azienda che supporti la tua richiesta Certificate of Eligibility (COE): Il tuo sponsor deve ottenere questo certificato dall\u0026rsquo;ufficio immigrazione giapponese Documentazione specifica: Contratti, lettere di invito, programmi dettagliati Assicurazione sanitaria: Copertura per tutta la durata Procedura di Richiesta Per il Long Stay turistico:\nRaccogli la documentazione: estratti conto bancari degli ultimi 6 mesi che dimostrino risparmi superiori a 30 milioni di yen Ottieni un\u0026#39;assicurazione medica privata valida per il Giappone\u0026nbsp; Puoi richiedere direttamente il visto presso l\u0026rsquo;Ambasciata/Consolato OPPURE far richiedere un Certificate of Eligibility tramite un proxy in Giappone Presenta domanda di visto con tutta la documentazione Una volta in Giappone, puoi richiedere l\u0026rsquo;estensione da 6 mesi a 1 anno presso l\u0026rsquo;ufficio immigrazione regionale Attenzione: È richiesto un indirizzo di residenza in Giappone (hotel, Airbnb o abitazione privata). Entro 14 giorni dall\u0026rsquo;ingresso nel Paese è obbligatorio recarsi presso l\u0026rsquo;ufficio comunale (Ward Office) per registrare la propria residenza e ottenere il certificato di residenza (Juminhyo).\nPer altre categorie:\nLo sponsor in Giappone richiede il Certificate of Eligibility presso l\u0026rsquo;ufficio immigrazione locale Una volta approvato, ti viene inviato il COE Presenti domanda di visto presso l\u0026rsquo;Ambasciata/Consolato con il COE Dopo l\u0026rsquo;approvazione, entri in Giappone e converti il visto Pro e Contro PRO Durata più lunga rispetto al visto turistico Possibilità di lavorare (per stage retribuiti) Può essere rinnovato in alcuni casi CONTRO Procedure burocratiche complesse e tempi di attesa lunghi (2-3 mesi per il COE) Requisiti stringenti: Necessario avere uno sponsor in Giappone o dimostrare elevate disponibilità economiche Limitato a specifiche attività pre-approvate Rinnovo dei Visti in Giappone Come Funziona il Processo di Rinnovo Se ti trovi già in Giappone con un visto valido e desideri prolungare il tuo soggiorno, dovrai richiedere il rinnovo presso l\u0026rsquo;ufficio dell\u0026rsquo;immigrazione della zona in cui risiedi. È importante sapere che non tutti i visti sono rinnovabili: ad esempio, il visto digital nomad e il working holiday non possono essere rinnovati, mentre il visto Designated Activities può esserlo in determinate circostanze.\nProcedura di Rinnovo Per richiedere il rinnovo del visto dovrai:\nRecarti all\u0026rsquo;ufficio immigrazione competente per la tua area di residenza prima della scadenza del visto attuale Presentare la documentazione richiesta (varia in base al tipo di visto - vedi sotto) Compilare i moduli di richiesta di estensione forniti dall\u0026rsquo;ufficio Attendere la risposta, che può richiedere da 1-2 settimane fino a un mese a seconda della complessità della pratica e del periodo dell\u0026rsquo;anno Ricevere la notifica a casa con l\u0026rsquo;esito della richiesta Pagare la tassa di rinnovo di ¥6.000 a persona (circa €35-40) La Marca da Bollo Il pagamento della tassa di rinnovo avviene tramite l\u0026rsquo;acquisto di una marca da bollo (revenue stamp) che si compra direttamente presso l\u0026rsquo;ufficio dell\u0026rsquo;immigrazione. Questa marca va applicata sul passaporto una volta approvato il rinnovo.\nRinnovo del Visto Turistico da 90 Giorni Il visto turistico standard (esenzione da visto) di 90 giorni è tecnicamente rinnovabile per altri 90 giorni, ma l\u0026rsquo;Italia è esclusa da questa possibilità secondo le normative ufficiali. Questa estensione è riservata solo ad alcune nazionalità specifiche.\nTuttavia, esistono delle situazioni particolari:\nVariabilità tra uffici: Alcuni uffici dell\u0026rsquo;immigrazione, specialmente quelli meno grandi o in zone periferiche, potrebbero essere meno informati sulle restrizioni specifiche per nazionalità. In rari casi, alcuni viaggiatori italiani sono riusciti ad ottenere il rinnovo, ma dipende sempre dall\u0026rsquo;ufficiale che vi trovate davanti e non c\u0026rsquo;è alcuna garanzia Emergenze documentate: In caso di emergenze comprovate (ad esempio, se tu o un familiare siete ricoverati in ospedale e non potete viaggiare), è possibile richiedere un\u0026rsquo;estensione umanitaria del periodo di soggiorno presentando documentazione medica Non fate affidamento su questa opzione: Data l\u0026rsquo;incertezza e il rischio di un rifiuto, non pianificate il vostro viaggio contando sul rinnovo del visto turistico. È sempre meglio considerare il visa run o altre alternative legali Importante: Tentare di ottenere un rinnovo senza averne diritto potrebbe creare problemi con l\u0026rsquo;immigrazione. Procedete con cautela e solo in caso di reale necessità.\nDocumentazione per il Visto Long Stay Turistico Se hai un visto Designated Activities - Long Stay (turismo prolungato), per richiedere l\u0026rsquo;estensione da 6 mesi a 1 anno dovrai presentare:\nEstratti conto bancari aggiornati che dimostrino il mantenimento dei requisiti economici (30 milioni di yen) Programma di viaggio dettagliato per il periodo di estensione richiesto Assicurazione sanitaria valida che copra l\u0026rsquo;intera durata della permanenza prolungata Certificato di residenza (Juminhyo) ottenuto dal Ward Office locale Passaporto con visto ancora valido Consigli Importanti per il Rinnovo Inizia la pratica con anticipo: Non aspettare l\u0026rsquo;ultimo momento. È consigliabile presentare la richiesta almeno 1-2 mesi prima della scadenza Mantieni tutti i requisiti: Assicurati di continuare a soddisfare tutti i requisiti economici e documentali richiesti per il tuo tipo di visto Preparati a fornire spiegazioni: Gli ufficiali potrebbero chiederti dettagli sul motivo del prolungamento Conserva le ricevute: Tieni traccia di tutti i documenti presentati e delle ricevute di pagamento Quale Visto Scegliere? La scelta del visto dipende dai tuoi obiettivi e dalla tua situazione:\nViaggio turistico breve (1-3 mesi): Visto turistico standard con esenzione Nomade digitale con reddito alto: Visto digital nomad Giovane 18-30 anni che vuole lavorare: Working Holiday Visa Stage o attività specifica con sponsor: Visto Designated Activities Pensionato o persona facoltosa (€170.000+ risparmi): Visto Designated Activities - Long Stay Combinare Diverse Opzioni Alcuni viaggiatori pianificano strategicamente: iniziano con 90 giorni turistici, escono per un visa run breve, tornano per altri 90 giorni, e poi nei mesi successivi richiedono un working holiday o digital nomad visa. Questa strategia richiede pianificazione accurata e rispetto delle normative.\nConsigli Pratici Documenti Sempre Utili Indipendentemente dal visto, porta sempre con te:\nBiglietto aereo di ritorno o proseguimento Prenotazione alberghiera o lettera di invito Prova di fondi sufficienti (estratto conto bancario) Assicurazione di viaggio\u0026nbsp; Comportamento all\u0026rsquo;Immigrazione Sii sempre onesto riguardo allo scopo del viaggio Non menzionare mai l\u0026rsquo;intenzione di lavorare se entri come turista Preparati a rispondere a domande sui tuoi piani Mantieni un atteggiamento cortese e rispettoso Risorse Ufficiali Per informazioni aggiornate, consulta:\nAmbasciata del Giappone a Roma: www.it.emb-japan.go.jp\u0026nbsp; Consolato Generale a Milano: www.milano.it.emb-japan.go.jp\u0026nbsp; Ministero degli Esteri Giapponese: www.mofa.go.jp\u0026nbsp; Conclusioni Il Giappone offre oggi più opportunità che mai per i cittadini italiani che desiderano prolungare il loro soggiorno. Dal classico visto turistico al nuovo working holiday, passando per il visto digital nomad, le opzioni sono diverse e si adattano a profili differenti.\nLa chiave è pianificare per tempo, preparare accuratamente la documentazione e scegliere l\u0026rsquo;opzione più adatta alle proprie esigenze. Con la giusta preparazione, il tuo sogno di vivere in Giappone per mesi può diventare realtà.\nSayonara e buon viaggio! 🇯🇵✈️\n","country":"Giappone","date":"ottobre 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1759902311/Articoli/Giappone/guida-visti-giappone-2025_to0hpq.png","permalink":"/blog/visto-giappone-italiani-guida-completa/","title":"Visto Giappone per italiani 2025: Tutte le opzioni per soggiorni lunghi | Guida Completa"},{"categories":["Blog"],"contents":"Questa mattina, nelle gole di Oirase, ho pensato che l’autunno non è mai davvero come ce lo raccontiamo. Spesso lo associamo a malinconia, a giornate che si accorciano e a foglie che muoiono. Ma dentro al bosco, nel nord del Giappone, tutto ha assunto una sfumatura diversa: i funghi spuntavano come creature segrete sotto il tappeto umido, piccoli fiori ostinati provavano ancora a sbocciare, le felci raccoglievano nel loro grembo le foglie cadute dai rami. Tutto mi parlava di vita, non di fine.\nIl torrente scorreva accanto al sentiero con un rumore costante, quasi a fare da sottofondo ai pensieri. Le cascate cadevano con forza, sollevando una leggera nebbia che sapeva di terra umida e muschio. I rami si intrecciavano tra loro come mani che si stringono per sostenersi e anche le radici, che emergevano dal terreno in grovigli intricati, sembravano tenere insieme il bosco, a dimostrare che la resistenza nasce dal sostegno reciproco. E che nulla si perde: ogni foglia caduta si farà nutrimento, ogni tronco spezzato diventerà rifugio.\nLì ho capito che l’autunno è un maestro: insegna il coraggio del cambiamento, l’arte del lasciare andare, ma anche la certezza che ogni cosa tornerà in un\u0026rsquo;altra forma.\nMi sono fermata ad ascoltare. E ho sentito che l’autunno chiede silenzio, tempo, attenzione. Mi ha riportato indietro, alle poesie imparate a memoria a scuola, al profumo di mosto, ai tini ribollenti, alle vendemmie che rallegravano le anime. E al rumore secco delle foglie calpestate da bambina, quando saltavo nei mucchi con i piedi uniti solo per il piacere di sentirle scricchiolare.\nWhitman aveva ragione:“Su tutto s’apre il cielo,così limpido e calmo dopo la pioggia… anche al di sotto è tutto calmo, pieno di vita, bello.” E tra i sentieri di Oirase, ho visto quell’equilibrio: sopra il cielo chiaro, sotto la vita che continuava a pulsare. Lunga vita all’autunno, allora: stagione che non muore, ma si rigenera. All’autunno che non è tristezza, ma promessa.E certezza che dal silenzio nascerà un nuovo inizio.\n","country":"Giappone","date":"settembre 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1757851286/Articoli/Blog/autunno-in-giappone_d3ey89.jpg","permalink":"/blog/lunga-vita-all-autunno-poesia-natura-rigenerazione/","title":"Lunga vita all’autunno"},{"categories":["Storie su strada"],"contents":"Ci sono storie che sembrano nate per essere raccontate davanti a un falò, con la mappa del mondo aperta e un dito che corre tra i continenti.\nQuella di Yuko e Yoshiro è una di queste: due giapponesi fuori dagli schemi che abbiamo conosciuto prima sui social e poi, per fortuna, anche dal vivo.\nLa loro avventura? Un viaggio di dieci anni a bordo di una kei car dal Giappone al Sudafrica e ritorno.\nAvete capito bene, proprio una kei car: quelle minuscole auto giapponesi che sembrano uscite da un cartone animato.\nUna kei car: piccola fuori, immensa dentro In Giappone le kei car sono amatissime: piccole, compatte, con un motore che non supera i 660 cc, praticamente dei frullatori con le ruote.\nCostano meno in tasse, parcheggi e benzina, eppure in questa microscopica scatola gialla Yuko e Yoshiro hanno fatto stare bagagli, ricordi e un intero stile di vita.\nleggi anche Un Giappone diverso: 14 giorni on the road nel selvaggio Kyushu Il giro del mondo… in formato mini Il loro itinerario è stato un mosaico di confini e incontri:\nRussia → Mongolia → Asia Centrale → Iran → Turchia → giro in Europa → Giro dell\u0026rsquo;Africa E poi di nuovo verso casa.\nIl rientro era previsto per il 2021, ma il Covid ha riscritto i piani: due anni in Marocco, nuove rotte improvvisate e, alla fine, il ritorno in Giappone solo a luglio 2025.\nUn percorso che molti affronterebbero con un fuoristrada, ma loro hanno dimostrato che non serve un 4x4 per andare lontano. Serve creatività, tenacia e voglia di vivere.\nVita a bordo: l’arte dell’adattamento Dieci anni in una kei car: come si sopravvive?\nEcco qualche dettaglio che colpisce:\nRuote di scorta: due all’inizio, nove alla fine. Portate in Europa addirittura in due valigie imbarcate dal Giappone. Di giorno stavano sul letto, di notte sul tettuccio o persino sotto l’auto. Frigorifero: ne avevano uno da 10 litri, ma si è rotto presto. Poco male, ci ha pensato un fornello da campeggio a semplificare la vita. Vestiti: la creatività non mancava. Hanno persino cucito nuove tende usando vecchi pantaloni. Il bagno: non c’era. Per dormire si appoggiavano spesso a campeggi o aree di sosta per camionisti. Climatizzatore: niente aria condizionata in estate. In inverno si arrangiavano con soluzioni fai-da-te, oppure abbracciandosi stretti. Disavventure e imprevisti Un viaggio così non può che avere ostacoli:\nvisti difficili da ottenere (il Ghana li ha rifiutati tre volte), un finestrino rotto in Italia e sistemato alla buona con il plexiglas, la stagione delle piogge africane affrontata senza 4x4. Eppure, nei loro racconti non c’è mai stata ombra di lamento. Solo gioia, ironia e un entusiasmo contagioso.\nOgni intoppo è diventato un ricordo da custodire, un tassello prezioso del mosaico della loro avventura.\nOltre la strada: sogni e progetti Dietro a questa coppia incredibile ci sono due professioni creative:\nYuko è architetto, designer e disegnatrice di manga. Yoshiro è designer e scrittore: il libro che ha dedicato al loro viaggio ha già vinto premi e ottime recensioni. Non hanno smesso di sognare: oggi vorrebbero aprire un campeggio o un B\u0026amp;B da qualche parte nel mondo. Un rifugio per viaggiatori liberi come loro.\nUna lezione di viaggio (e di vita) Se dovessero dare un consiglio a chi sogna un’avventura simile, direbbero:\n«Basta avere voglia di andare.»\nE forse è proprio questa la lezione che portiamo via dal loro racconto: non serve molto per andare lontano.\n","country":"Giappone","date":"settembre 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1756946958/Articoli/Blog/dal-giappone-al-sudafrica-keicar_yji93a.png","permalink":"/blog/dieci-anni-in-viaggio-kei-car-hokkaido-sudafrica/","title":"Dal Hokkaido al Sudafrica (e ritorno) a bordo di una kei car: Dieci anni in viaggio"},{"categories":["Animali"],"contents":"Viaggiare in camper con un cucciolo? Un mix di dolcezza infinita, disastri annunciati e momenti memorabili. Ecco cosa abbiamo imparato strada facendo!\n1. Lo spazio è poco! Organizzati bene Un cucciolo esplora tutto, anche quello che non dovrebbe. Crea una zona “sicura” tutta per lui, con la sua copertina, una cuccia o tappetino, ciotole e qualche gioco. Niente oggetti sparsi o facili da rosicchiare!\nAttenzione: Blocca accessi a cavi, prodotti chimici, scarpe e zaini. Anche le pattumiere devono diventare \u0026ldquo;a prova di cucciolo\u0026rdquo;.\n2. Le pause sono sacre (e frequenti!) I cuccioli hanno una vescica piccola e un’energia infinita. Ogni 1–2 ore va fatta una pausa per pipì, gioco o una corsetta. Approfitta di tutte le aree verdi possibili! Sarà un modo per sgranchirti anche tu!\nAttenzione: Ovviamente porta con te salviette e sacchetti per raccogliere i bisogni\u0026nbsp; .\n3. Dormire in camper: abitudini = serenità La routine è la chiave. Cerca di dargli orari regolari per pappa, nanna e uscite. Di notte, meglio che dorma sempre nello stesso punto (anche sul letto se vuoi abituarlo così!).\nNon scordarti le traversine\u0026nbsp; , fondamentali nei primi mesi per evitare di trovare pipi ovunque!\nTip: Un giochino masticabile lo aiuterà a rilassarsi, come il classico e indistruttibile Kong\u0026nbsp; !\nleggi anche Viaggio con cane e gatto: le 10 cose essenziali da portare con te! 4. Cibo e acqua sempre pronti Porta il suo cibo abituale (meglio non cambiare dieta in viaggio), e assicurati che beva abbastanza, soprattutto se fa caldo.\nTip: In estate, puoi usare ciotole refrigeranti\u0026nbsp; o aggiungere un po’ d’acqua fresca alla pappa per mantenerlo idratato.\n5. Tienilo impegnato (anche dentro il camper) Un cucciolo annoiato in camper significa solo una cosa: un disastro annunciato. Porta giochi da masticare, palline o semplici giochi interattivi.\nTip: Fagli usare il naso! Nascondi premietti nei giochi o in giro per il camper (in sicurezza) e trasformalo in un piccolo “camper escape room”.\n6. Socializzazione e pazienza Ogni giorno in camper è una scoperta: nuovi odori, persone, rumori. Non forzarlo, ma accompagnalo con calma e rassicurazioni. Più lui è sereno, più lo sarai anche tu.\nE ricorda: è un cucciolo, non un robot. Ogni tanto farà disastri, fa parte del viaggio.\nIn sintesi Viaggiare in camper con un cucciolo richiede un po’ di organizzazione in più, tanta pazienza… e una buona dose di spirito d’avventura. Ma il legame che si crea condividendo ogni momento del viaggio… non ha prezzo.\n","country":null,"date":"agosto 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1755426872/Articoli/Blog/cucciolo-cane-camper_vfnuf2.png","permalink":"/blog/gestire-cucciolo-cane-camper-consigli/","title":"Come gestire un cucciolo di cane in camper: consigli da chi ci è passato!"},{"categories":["Viaggiare"],"contents":"Non so se esista un preciso istante in cui una vita in viaggio smette di essere una scelta e inizia a somigliare a una malattia. Una dipendenza, vera e propria. Per me è successo quando ho capito che, nel movimento, il battito del cuore rallentava e si faceva calmo. Che l’aria entrava nei polmoni senza sforzo, che l’ossigeno trovava spazio nei pensieri.\nÈ successo quando, di notte, ho iniziato a dormire con la bocca aperta invece che con i denti serrati. Quando la prima emozione che avvertivo non era la sofferenza, ma la gratitudine. Quando siamo partiti per un anno, e all’improvviso sono diventati due. Poi tre. E ora pensiamo: \u0026ldquo;Perché fermarsi al quarto? Al quinto? E perché non continuare?\u0026rdquo;\nLo so: è difficile da capire, se non lo vivi.\nNon è solo voglia di vacanza Molti pensano che il desiderio di viaggiare a lungo sia simile al bisogno di \u0026ldquo;staccare” per qualche settimana d’estate. Ma chi vive in movimento lo sa: è qualcosa di diverso. Non si tratta di \u0026ldquo;vedere il mondo” come se fosse una lista da completare, ma di respirare un’aria nuova che ci rimette in equilibrio. È un bisogno fisico di cambiare prospettiva, di svegliarsi in un luogo sconosciuto, di sentire che la vita ha infinite pagine da scrivere. Chi è davvero dipendente dal viaggio lo sa: è un modo di stare al mondo.\nleggi anche Quando il destino ci ha portato Genepì: la nostra storia di adozione di un cucciolo in Giappone È una scelta, e merita rispetto Vivere in viaggio non è meglio, né peggio, di trovare la felicità in una casa che si abita per tutta la vita. Non è più, né meno, coraggioso di cambiare lavoro ogni mese, o di restare nello stesso mestiere per sempre. Non è più folle che innamorarsi di qualcuno vicino a casa o lontano mille chilometri. Né meno. Sono tutte scelte. Scelte che abbiamo preso o prendiamo o prenderemo io, tu, tutti. E, in quanto tali, meritano rispetto prima di essere giudicate o imitate. C’è chi trova pace nel movimento, chi nella stabilità.C’è chi colleziona timbri sul passaporto, chi ricordi nel giardino di casa. Il punto non è cosa fai, ma perché lo fai. E cosa ti muove davvero dentro.\nLa vera dipendenza Vivere in viaggio può sembrare, a tanti, una forma di evasione. Ma per chi ci è dentro, spesso è il contrario: è la presenza più autentica. Che non significa fuggire, ma restare aperti a tutto. Forse, la dipendenza non è nemmeno quella dal viaggio, ma dalla ricerca di una vita che assomigli a chi siamo per davvero. Oggi per lo meno, poi domani si vedrà. Per me, il viaggio è stato come alzare il sipario su una nuova versione di me. Per te, potrebbe essere un orto, un figlio, un libro, un mestiere, un amore.\nQuello che conta davvero è trovare una piccola felicità che ti faccia ridere prima di lamentarti, ascoltare prima di giudicare, vivere prima di sopravvivere. E se anche oggi fosse l’ultimo giorno, poter dire sinceramente: ne è valsa la pena.\nE tu? Hai trovato la tua \u0026ldquo;dipendenza felice” che ti fa vivere davvero? Raccontamelo nei commenti!\n","country":null,"date":"agosto 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1755074100/Articoli/Blog/quando-non-ci-si-puo-fermare_lhjkw1.png","permalink":"/blog/viaggiare-diventata-mia-dipendenza/","title":"Viaggiare è diventata la mia dipendenza"},{"categories":["Tour di Osaka"],"contents":"Osaka non era nei nostri piani, ma tra lanterne rosse retro del quartiere Shinsekai, mascotte bizzarre e takoyaki mangiati in piedi, ci ha conquistati. Ecco una guida pratica e un po’ sentimentale per scoprire Osaka in un giorno, con consigli su cosa vedere, mangiare e vivere al meglio.\nTabella dei contenuti Cosa vedere a Osaka in un giorno 1. Namba e il Santuario Yasaka 2. Dotonbori: il teatro urbano Breve storia del Glico Man 3. Ukiyo Koji e Hozenji Yokocho 4. America-mura (Amemura) 5. Nipponbashi – Den Den Town 6. Castello di Osaka 7. Shinsekai: nostalgia e lanterne Tour di un giorno a Osaka Dove mangiare a Osaka Okonomiyaki Takoyaki Bear Paw Café Come muoversi a Osaka Dove fare shopping Umeda Attrazioni extra (per un giorno in più) Tempio Katsuo-ji Sumiyoshi Taisha Universal Studios Japan Acquario Kaiyukan Spettacoli di magia Cosa vedere a Osaka in un giorno 1. Namba e il Santuario Yasaka Inizia da Namba, il cuore vibrante di Osaka. Tra palazzi e insegne luminose, troverai il Santuario Yasaka, dedicato alla buona sorte. La sua testa di drago sembra inghiottire ogni sfortuna. È un angolo di pace, con incenso e silenzio, dove il caos della città lascia spazio alla calma.\n2. Dotonbori: il teatro urbano Prosegui verso il quartiere Dotonbori, dove Osaka si mostra in tutto il suo colore. Granchi meccanici, profumo di street food, lanterne e risate. Il canale, scavato nel 1612 da Yasui Doton, è oggi un centro di intrattenimento con teatri e insegne al neon. Qui incontrerai Billiken, mascotte portafortuna con piedi enormi, e l\u0026rsquo;iconico Glico Man, icona della città. La foto con lui è un rito imperdibile.\nBreve storia del Glico Man Il Glico Man, iconica insegna al neon di Dotonbori, raffigura un corridore a braccia alzate, simbolo di Osaka. Nato come pubblicità della caramella Glico, è famoso perché ogni dolcino fornisce l’energia esatta per correre 100 metri, incarnando vitalità e spirito giapponese.\n3. Ukiyo Koji e Hozenji Yokocho A pochi passi da Dotonbori, Ukiyo Koji è un vicolo di 20 metri che sembra sospeso nel tempo, con lanterne e disegni che evocano lo yūgen giapponese: la bellezza delle cose fugaci. Vicino, Hozenji Yokocho è un dedalo di viuzze in pietra con ristoranti tradizionali e il tempio Hozenji, dove una statua di Buddha coperta di muschio riceve acqua dai visitatori. Qui Osaka racconta storie di un Giappone antico.\n4. America-mura (Amemura) Amemura è il quartiere ribelle di Osaka. Murales, negozi vintage, musica di strada: un angolo che mixa Tokyo underground e creatività. Troverai vinili, giacche anni ’80 e scarpe rare, in un mix di passato e presente.\nMentre cammini controlla le vie laterali, potresti scrutare la statua della libertà e il ponte di Brooklyn!s\n5. Nipponbashi – Den Den Town Il cuore geek di Osaka, dedicato ad anime, manga e tecnologia vintage. Troverai modellini, dischi rari, console retrò e gadget unici. Meno turistico di Akihabara, offre prezzi più accessibili in un’atmosfera autentica.\n6. Castello di Osaka Imponente e immerso in parchi rigogliosi, il Castello di Osaka è un simbolo della città. Ospita un museo sulla storia giapponese e regala una vista panoramica dalla torre. L’accesso all’area esterna è gratuito, mentre l’ingresso al museo costa 600 yen.\n7. Shinsekai: nostalgia e lanterne Costruito nel 1912 per celebrare il successo dell’Esposizione Industriale Nazionale del 1903, Shinsekai si ispira a Parigi (nord) e New York (sud). Con il suo fascino rétro, offre insegne luminose, sale pachinko e locali di kushi katsu, spiedini fritti tipici. Puoi salire sulla Tsutenkaku Tower regala un panorama vintage.\nTour di un giorno a Osaka Mattina\nSantuario Yasaka a Namba: Visita presto, quando è silenzioso. La testa di drago del Shishi-den augura buona sorte (7 minuti a piedi da Namba Station, metro Midosuji Line). Dotonbori e Hozenji Yokocho: Scatta una foto con il Glico Man e immergiti nelle insegne di Dotonbori (5 minuti a piedi). Esplora le viuzze di Hozenji Yokocho e il tempio Hozenji con la statua di Buddha coperta di muschio. Ukiyo Koji: Vicolo di 20 metri con lanterne e atmosfera antica (a pochi passi da Dotonbori). Pranzo: Okonomiyaki da Fugetsu, cotto su piastra rovente (vicino a Ebisu Bridge). Pomeriggio\nNipponbashi (Den Den Town): Metro da Namba a Nipponbashi (linea Sakaisuji, 3 minuti). Esplora il paradiso di anime, manga, modellini e gadget vintage. America-mura (Amemura): Cammina da Nipponbashi (10 minuti). Scopri murales, negozi vintage e street style. Castello di Osaka: Metro da Nipponbashi a Tanimachi 4-chome (linea Sakaisuji, 7 minuti). Ammira l’architettura, visita il museo (600 yen) e goditi la vista dalla torre. Sera\nShinsekai: Metro da Tanimachi 4-chome a Ebisucho (linea Sakaisuji, 10 minuti). Esplora il fascino rétro, cena con kushi katsu e sali sulla Tsutenkaku Tower per un panorama vintage. Dove mangiare a Osaka Okonomiyaki Piatto simbolo di Osaka, una “frittata” con cavolo, carne, uova e salse. Provalo da Fugetsu\u0026nbsp; , catena storica dove lo cuociono su una piastra rovente davanti a te.\nTakoyaki In un minuscolo locale sotterraneo, un cuoco prepara takoyaki perfetti: croccanti fuori, cremosi dentro. Solo 480 yen per 6 pezzi. Di questo spettacolare posto ne parliamo nell\u0026rsquo;articolo dedicato:\nleggi anche Dove mangiare i takoyaki a Osaka: nel negozio più piccolo del Giappone Bear Paw Café Un caffè servito da una zampa d’orso attraverso una fessura. Lascia un messaggio di ringraziamento per chi lavora con passione. Vuoi sapere dove si trova? Leggi l\u0026rsquo;articolo dedicato qui sotto:\nleggi anche Camerieri travestiti da orso: il bar più tenero (e coraggioso) del Giappone Come muoversi a Osaka Per un giorno, la metropolitana è la scelta migliore: rapida, puntuale, pulita. Affollata, ma ne vale la pena.\nConsiglio di viaggio:\nAcquista l’Osaka Metro 1-Day Pass:\nCosta 820 yen nei giorni feriali, 620 yen nei weekend e festivi. Offre viaggi illimitati su tutte le linee della metro. Si acquista comodamente alle macchinette automatiche in stazione. Dove fare shopping Umeda Umeda è la modernità di Osaka: grattacieli, centri commerciali, librerie immense e vie sotterranee. Perfetto per cosmetici giapponesi, elettronica (Yodobashi Camera) e souvenir, dai tessuti tradizionali a oggetti di design.\nAttrazioni extra (per un giorno in più) Tempio Katsuo-ji A nord di Osaka, tra colline, ospita centinaia di Daruma rossi, simboli di perseveranza. Dipingi il secondo occhio di un Daruma dopo aver realizzato un desiderio.\nCome arrivare: Metro Midosuji da Umeda a Takatsuki, poi bus (20 minuti).\nSumiyoshi Taisha A sud, questo antico tempio è famoso per il ponte rosso Taiko-bashi. Un luogo di pace e tradizione.\nCome arrivare: Metro Nankai Koya da Namba a Sumiyoshi Taisha (10 minuti).\nUniversal Studios Japan Parcho tematico con aree dedicate a Harry Potter e Nintendo. Perfetto per una giornata di divertimento.\nCome arrivare: Linea JR Yumesaki da Namba a Universal City (10 minuti a piedi).\nAcquario Kaiyukan Uno dei migliori acquari al mondo, con tunnel sottomarini e un percorso a spirale tra ecosistemi marini.\nCome arrivare: Metro Chūō da Namba a Osakako (15 minuti).\nSpettacoli di magia Piccoli teatri a Namba e Amemura offrono show di magia dal vivo, unici e coinvolgenti.\nCome arrivare: A pochi passi dalla stazione di Namba.\n","country":"Giappone","date":"agosto 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1754898394/Articoli/Giappone/osaka-tour-in-un-giorno_nlt9e8.png","permalink":"/blog/cosa-vedere-osaka-un-giorno-extra-non-perdere/","title":"Cosa vedere a Osaka in un giorno (più qualche extra da non perdere)"},{"categories":["Turchia in Camper","Istanbul"],"contents":"Arrivare a Istanbul in camper è un’esperienza indimenticabile: questa città straordinaria unisce Europa e Asia in un mix di storia, cultura e modernità. Se viaggi on the road e vuoi visitarla senza stress e senza spendere troppo, esistono soluzioni sicure e convenienti per sostare. Così potrai lasciare il mezzo in tranquillità e dedicarti alla scoperta di meraviglie come la Moschea Blu, Santa Sofia o la vivace piazza Taksim, senza pensieri per traffico e parcheggio.\nTabella dei contenuti Campeggio e parcheggio Il campeggio migliore: Yenikapi Caravan RV Park Alternativa: Bosphorus Caravan Camp Parcheggio a pagamento Parcheggio alla Moschea Blu Parcheggio in centro In libera Attenzione: Ogni informazione aggiornata sullo spot proviene da iOverlander, l\u0026rsquo;applicazione che usiamo per viaggiare e trovare uno spot in giro per il mondo. Inoltre, il prezzo in Lire Turche potrebbe variare in base al cambio.\nCampeggio e parcheggio Ecco un elenco di campeggi a pagamento sicuri a Istanbul.\nIl campeggio migliore: Yenikapi Caravan RV Park Una volta arrivato, ti consiglio di dirigerti verso il campeggio Yenikapi Caravan RV Park.\u0026nbsp; Situato in una posizione strategica, è ben attrezzato, sicuro e facilmente raggiungibile dal centro città tramite la metropolitana, che ti permetterà di arrivare alla principale attrazione in circa 20 minuti oppure a piedi in 30 minuti.\nIl prezzo varia in base al cambio euro-lire turche. Attualmente costa 500 Lire Turche.\nImportante: Stando all’ultima recensione, è attualmente chiuso per riparazioni.\nEcco il nostro ingresso e una vista del campeggio! Alternativa: Bosphorus Caravan Camp Il campeggio Bosphorus Caravan Camp\u0026nbsp; è un ottimo campeggio con vista sul mare del Bosforo. Stando all’ultima recensione\u0026nbsp; costa 30 euro per 24 ore e comprende doccia, servizio igienico, acqua, elettricità, spazzatura, WiFi e sicurezza.\nNon è tra i più economici e non è centralissimo, richiede di affidarsi a un taxi o a un mezzo pubblico per raggiungere il centro, ma è un’ottima alternativa. Si trova a questo indirizzo.\u0026nbsp; Parcheggio a pagamento Se non hai bisogno di un servizio, Istanbul offre un parcheggio sicuro a pagamento. Il prezzo può variare in base alla zona.\nParcheggio alla Moschea Blu Esiste un parcheggio centralissimo direttamente sotto la Moschea Blu. Può essere complesso da raggiungere per un mezzo più lungo di 7 metri. Costa circa 25 euro a notte. La comodità si paga.\nSi trova a questo indirizzo\u0026nbsp; .\nleggi anche Parcheggio in centro Esiste un parcheggio Secondo l’ultima recensione\u0026nbsp; che costa 400 Lire Turche (circa 8,50 euro).\nSi trova a questo indirizzo\u0026nbsp; .\nIn libera Dormire in libera gratuitamente a Istanbul è un’impresa. L’unico parcheggio gratuito segnalato è vicino al campeggio Bosphorus Caravan Camp. Stando alla recensione\u0026nbsp; , è possibile dormire in libera senza problemi.\nHa lo stesso difetto del campeggio, ovvero la necessità di prendere un taxi o un mezzo pubblico per raggiungere il centro.\nDisclaimer: Nonostante Istanbul sia una città sicura, non ci assumiamo responsabilità in caso di furto. Usa questo parcheggio a tuo rischio e pericolo.\n","country":"Turchia","date":"agosto 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1754638685/Articoli/turchia/camper-istanbul-dove-dormire_l2zigk.png","permalink":"/blog/istanbull-camper-dove-dormire/","title":"Istanbul in camper: dove dormire?"},{"categories":["Viaggio in Giappone","Vegetariani"],"contents":"Viaggiare in Giappone da vegetariani può sembrare complicato, ma con un po’ di consapevolezza e spirito di adattamento, è possibile gustare piatti locali autentici anche senza carne o pesce. In questo articolo ti raccontiamo cosa mangiare in Giappone se sei vegetariano, quali piatti evitare, come leggere gli ingredienti e i migliori strumenti per trovare opzioni veg e veggie-friendly durante il tuo viaggio.\nTabella dei contenuti La cucina giapponese e le insidie del dashi Piatti giapponesi vegetariani o adattabili Onigiri Hosomaki con cetriolo o natto Udon o soba in brodo vegetale Yasai tempura: Frittura di verdure Omorice Tamagoyaki Sandwich con uova Okonomiyaki vegetariano: Frittatona su misura Curry vegetariano Shōjin Ryōri: Cucina dei monaci Ramen vegetariano Dove trovare ristoranti vegetariani in Giappone Happy Cow Japan Vege Map Frasi utili da memorizzare o mostrare Conclusione La cucina giapponese e le insidie del dashi Molti piatti giapponesi sembrano vegetariani, ma nascondono insidie. Uno degli ingredienti più comuni e “insidiosi” per i vegetariani è il dashi, un brodo simile al dado occidentale, ma a base di pesce. Ecco che allora anche quando si ordina qualcosa che sembra di ”sole verdure\u0026quot;, il rischio è che il piatto sia preparato con brodo di katsuobushi (tonnetto essiccato e fermentato) o altri derivati animali.\nAttenzione in particolare a questi piatti:\nAgedashi tofu: tofu fritto servito in brodo, spesso con dashi Tamagoyaki: omelette dolce: talvolta contiene dashi Zuppe di miso: spesso preparate con brodo di pesce Soba e udon: i noodles sono spesso serviti in brodi a base di dashi Inari sushi: tasche di tofu fritto ripiene di riso: alcune versioni contengono dashi o additivi animali Okonomiyaki: pancake salato. Attenzione al condimento e ai fiocchi di pesce Consiglio: Chiedi sempre se un piatto contiene dashi (だし), katsuobushi (かつおぶし), o brodo di pesce (魚のだし).\nleggi anche Viaggio in Giappone 2025: Itinerari e Info Utili Piatti giapponesi vegetariani o adattabili Ecco un elenco di piatti giapponesi vegetariani, o facilmente adattabili, da cercare durante il tuo viaggio:\nOnigiri I triangolini di riso avvolti in alga nori. Le varianti vegetariane più comuni sono:\nCon umeboshi, prugna salata Con alga konbu Hosomaki con cetriolo o natto I roll di sushi più semplici:\nKappa maki, con cetriolo Natto maki, con soia fermentata, gusto forte ma 100% vegetale! Udon o soba in brodo vegetale Molti ristoranti permettono di personalizzare la ciotola:\nChiedi brodo solo di kombu (alga) Scegli topping vegetali come tofu, cipollotto, tempura di verdure (separata), funghi, alga nori Yasai tempura: Frittura di verdure Croccanti, leggere, irresistibili. Attenzione però: l’olio può essere condiviso con il pesce e spesso viene servita con una salsa a base di dashi. Puoi chiedere “tare nashi” (senza salsa) e gustarle con sale.\nOmorice Sebbene ci siano molte varianti con la carne esistono anche alcune versioni solo con uovo e riso!\nTamagoyaki La frittata giapponese dolce-salata. Contiene uova, quindi non vegana, ma spesso apprezzata dai vegetariani. Fai attenzione al possibile uso del dashi nell’impasto.\nSandwich con uova Nei combini (minimarket tipo 7-Eleven o Family Mart) e nei supermercati, ma anche nelle stazioni, si trovano spesso:\nTamago sando, i sandwich con uova sode e maionese A volte panini con patate o verdure Patate dolci arrosto Okonomiyaki vegetariano: Frittatona su misura Letteralmente “cotto come ti piace”: cavolo, pastella, e tutto quello che vuoi. Puoi farlo vegetariano, ma controlla il brodo nella pastella e chiedi di non usare il classico condimento con katsuobushi (scaglie di tonno secco).\nCurry vegetariano Il curry giapponese è cremoso e avvolgente. Esistono versioni vegetariane (yasai karee), ma anche qui il brodo può contenere estratti animali. Le catene come CoCo Ichibanya offrono opzioni vegane chiare nel menù, anche con tofu fritto o verdure grigliate.\nShōjin Ryōri: Cucina dei monaci Qui si va sul sicuro. Niente carne, niente pesce, niente aglio né cipolla. Solo ingredienti stagionali e fermentati.\nRamen vegetariano Alcuni ristoranti offrono versioni vegetariane o vegane del ramen:\nFatti specificare se il brodo è 100% vegetale Attenzione a condimenti e salse (possono contenere estratti animali) E se proprio non trovi nulla, puoi sempre ripiegare su: Ramen solubile vegetariano dal konbini, non è il massimo, ma salva la cena! Riso bianco, cetrioli sottaceto, insalate semplici (con occhio ai condimenti) leggi anche Guida agli Inferni di Beppu: cosa sono, quanto costano e quali vale la pena vedere Dove trovare ristoranti vegetariani in Giappone Anche se il Giappone non è famoso per la cucina vegetariana, negli ultimi anni sono nate molte opzioni veg, soprattutto a Tokyo, Kyoto e Osaka. Due strumenti utilissimi sono:\nHappy Cow Il sito (e app)\u0026nbsp; per eccellenza: ti mostra ristoranti vegetariani, vegani o con opzioni veg-friendly in base alla tua posizione.\nJapan Vege Map Un progetto giapponese dedicato ai viaggiatori vegetariani e vegani.\u0026nbsp; Ottimo per trovare locali in zone meno turistiche.\nFrasi utili da memorizzare o mostrare Ecco alcune frasi in giapponese per vegetariani da usare al ristorante:\n「肉、魚、だしは食べられません。」(Niku, sakana, dashi wa taberaremasen.)Non posso mangiare carne, pesce e brodo di pesce. 「野菜だけの料理はありますか？」(Yasai dake no ryōri wa arimasu ka?)Avete piatti solo con verdure? 「ベジタリアンです。」(Bejitarian desu.)Sono vegetariano/a. Salvali o stampali: ti saranno utilissimi! Conclusione Viaggiare in Giappone da vegetariani è possibile, anche se non sempre immediato. Serve un po’ di pazienza, flessibilità e attenzione agli ingredienti nascosti. Ma con gli strumenti giusti (come Happy Cow), un po’ di giapponese pratico e questa guida a portata di mano, potrai goderti la cucina nipponica anche senza carne o pesce. Hai domande o suggerimenti? Scrivili nei commenti!Oppure raccontaci la tua esperienza da vegetariano in Giappone!\n","country":"Giappone","date":"agosto 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1754557336/Articoli/Giappone/guida-giappone-per-vegetariani_cuz5y5.png","permalink":"/blog/cosa-mangiare-in-giappone-se-sei-vegetariano-guida-pratica-per-viaggiatori/","title":"Cosa mangiare in Giappone se sei vegetariano: guida pratica per viaggiatori"},{"categories":["Viaggio in Giappone","Kyushu"],"contents":"Fukuoka è una città vivace, moderna e piena di sapori, ma basta spingersi un po\u0026rsquo; oltre i suoi confini per scoprire un mondo fatto di templi antichi, spiagge poetiche, paesaggi rurali e cittadine dal fascino retrò.\nChe tu viaggi in treno, in camper o in auto, ecco cinque destinazioni ideali per scoprire il volto più autentico del Kyushu.\nTabella dei contenuti 1. Dazaifu: tra prugni in fiore, cultura e spiritualità Cosa vedere: Da non perdere Come arrivare 2. Nanzoin: il Buddha sdraiato più grande del Giappone Cosa vedere Come arrivare 3. Itoshima: surf, natura e torii nel mare Cosa vedere: Perché andarci Come arrivare 4. Yanagawa: una crociera tra canali e storia Cosa fare: Specialità da assaggiare Come arrivare 5. Ukiha Inari Shrine: torii rossi nella natura Cosa aspettarsi: Come arrivare Come muoversi: consigli pratici Hai fame? Concludendo 1. Dazaifu: tra prugni in fiore, cultura e spiritualità A soli 30 minuti da Fukuoka, Dazaifu è una delle mete più amate del Kyushu, che racchiude: spiritualità, storia, cibo e paesaggi incantevoli.\nCosa vedere: Dazaifu Tenmangu: santuario dedicato a Sugawara no Michizane, spirito della conoscenza e degli studenti. Il sentiero d\u0026rsquo;accesso è fiancheggiato da più di 6.000 alberi di prugno, che esplodono di fiori in primavera. Se hai tempo, raggiungi il Tenkai Inari Daimyojin, un santuario di Inari situato a 15 minuti a piedi dal santuario di Tenmangu. Attraversando i cancelli fino in fondo, si trova una piccola sala di culto Haiden con splendide ortensie che crescono nel giardino. Su entrambi i lati ci sono 12 campane, ciascuna con un nome dello zodiaco cinese eto scritto sopra. I visitatori scelgono la campana corrispondente al loro segno zodiacale e la suonano. Poi si suona la grande campana al centro e si pronuncia una preghiera o un desiderio.\nDa non perdere Umegae mochi, un dolce tipico ripieno di anko, servito caldo e leggermente bruciacchiato.\nCome arrivare Treno Nishitetsu da Tenjin, cambio a Futsukaichi. Scendi a Dazaifu.\nleggi anche Un Giappone diverso: 14 giorni on the road nel selvaggio Kyushu 2. Nanzoin: il Buddha sdraiato più grande del Giappone Appena fuori da Fukuoka, in mezzo alla vegetazione lussureggiante di Sasaguri, si trova uno dei luoghi più suggestivi e meno conosciuti dell\u0026rsquo;isola: il Tempio Nanzoin.\nCosa vedere Il Buddha sdraiato, lungo 41 metri e pesante oltre 300 tonnellate, rappresenta il momento del passaggio nel Nirvana. Dal Buddha partono vari percorsi spirituali che portano al Kidonotaki Fudodo. L’intero complesso è disseminato di statue, torii e piccoli santuari immersi nella natura.\nCome arrivare Treno JR fino a Kido Nanzoin-mae, linea Sasaguri. Poi 5 minuti a piedi.\nGuarda il Nanzoin con noi! 3. Itoshima: surf, natura e torii nel mare Se sogni una giornata tra spiagge tranquille, piccoli caffè con vista oceano e santuari vista tramonto, Itoshima è il posto giusto.\nCosa vedere: La famosa spiaggia di Sakurai Futamigaura con l\u0026rsquo;iconico torii bianco nel mare e le due rocce sposate, perfetta al tramonto. Nelle vicinanze si trovano diversi caffè e bakery artigianali immersi nella natura\nPerché andarci Atmosfera boho e rilassata, amata da creativi, surfisti e chi cerca pace. Perfetto per una pausa dalla città: mare, verde e semplicità. Come arrivare Consigliata l’auto o il camper, i trasporti pubblici sono limitati.\n4. Yanagawa: una crociera tra canali e storia Yanagawa è soprannominata la \u0026ldquo;Venezia del Kyushu\u0026rdquo; e con i suoi canali tranquilli, salici piangenti e atmosfere d\u0026rsquo;altri tempi, è un vero incanto.\nCosa fare: Donkobune cruise: sali su una barca a remi e lasciati cullare dai canti dei battellieri mentre scivoli tra canali, ponticelli e giardini nascosti. Casa di Tachibana: dimora storica di un clan di samurai. Museo Kitahara Hakushu: dedicato al poeta e paroliere nato a Yanagawa. Specialità da assaggiare Unagi no seiromushi: anguilla al vapore servita su riso speziato, cucinata al momento nei ristoranti tradizionali. Come arrivare Treno Nishitetsu da Tenjin, fermata Yanagawa.\n5. Ukiha Inari Shrine: torii rossi nella natura Poco conosciuto ma assolutamente suggestivo, Ukiha Inari Jinja è un santuario collinare da cui parte un sentiero immerso nel verde, fiancheggiato da centinaia di torii rossi.\nCosa aspettarsi: Un’esperienza simile a Fushimi Inari, ma senza turisti. Una vista panoramica sulla valle di Ukiha, punteggiata da campi di frutta. Atmosfera silenziosa, perfetta per meditare o semplicemente respirare. Come arrivare Accessibile in auto o taxi dalla stazione di Ukiha (JR Kyudai Line). Ottimo anche in camper.\nleggi anche Un giorno a Nagasaki (\u0026#43; giro extra all’isola fantasma di Hashima) Come muoversi: consigli pratici In treno: Dazaifu, Nanzoin e Yanagawa sono facilmente raggiungibili da Tenjin o Hakata. In camper o auto: Itoshima e Ukiha sono più comodi se hai un mezzo tuo, per esplorare senza orari. Stagione ideale: primavera (per la fioritura dei prugni a Dazaifu) o autunno (foglie rosse lungo i torii di Ukiha). Hai fame? Ogni tappa ha le sue specialità, tra cui anguilla a Yanagawa, umegae mochi a Dazaifu e caffè vista oceano a Itoshima.\nPer scoprire dove mangiare un ramen alternativo a Fukuoka e dintorni, leggi anche il nostro articolo\nConcludendo Che tu stia viaggiando per spiritualità, natura o voglia di silenzio, i dintorni di Fukuoka offrono esperienze intense e diverse.\nBasta poco per scoprire un altro Giappone, fatto di sorrisi gentili, torii nel bosco e barche che scivolano lente sull’acqua.\n","country":"Giappone","date":"agosto 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1754560623/Articoli/Giappone/5-posti-imperdibili-nel-kyushu_d3b3l3.png","permalink":"/blog/dintorni-di-fukuoka-5-gite-fuori-porta-da-non-perdere/","title":"Dintorni di Fukuoka: 5 gite fuori porta da non perdere"},{"categories":["Viaggio in Camper","Istanbul"],"contents":"Istanbul è una metropoli che offre un mix perfetto di storia, cultura e modernità. Se viaggi in camper, hai la libertà di esplorare la città a tuo ritmo senza stressarti per il traffico e il parcheggio.\nTabella dei contenuti Quanti giorni sono necessari per visitare Istanbul in camper? Giorno 1: Arrivo e prima immersione nella città Giorno 2: Un tuffo nella storia e panorama su Istanbul Giorno 3: Mercati e quartieri autentici Giorno 4: Storia ottomana e relax Giorno 5: extra a pagamento Quanti giorni sono necessari per visitare Istanbul in camper? In 5 giorni avrai tutto il tempo per esplorare Istanbul senza fretta, godendoti le sue meraviglie storiche, culturali e gastronomiche. L\u0026rsquo;itinerario ti permetterà di vivere un\u0026rsquo;esperienza ricca di scoperte, senza rinunciare al comfort e alla tranquillità del viaggio in camper. Se hai solo pochi giorni, questo è il modo perfetto per scoprire il meglio della città, senza perdere nessuna delle sue gemme più iconiche e senza svuotare il portafoglio.\nGiorno 1: Arrivo e prima immersione nella città Mattina: Arrivo a Istanbul e sistemazione al Yenikapi Caravan RV Park\u0026nbsp; , un campeggio ben posizionato per iniziare la tua avventura. Da qui, prendi la metropolitana che ti porterà al centro in meno di 20 minuti. Pomeriggio: Passeggiata a Piazza Taksim, il cuore pulsante di Istanbul. Cammina lungo Istiklal Caddesi, una delle strade pedonali più vivaci, piena di negozi, gallerie e caffè all’aperto. Sera: Cena nei pressi della zona, con possibilità di provare il famoso simit (pane al sesamo) o un piatto di köfte (polpette turche) in uno dei tanti ristoranti locali. leggi anche Pamukkale: Tra rovine e bellezza nascosta, vale la pena visitarla? Giorno 2: Un tuffo nella storia e panorama su Istanbul Mattina: Visita alla maestosa Moschea Blu, una delle icone di Istanbul. Ammira i mosaici blu che decorano l’interno e goditi la tranquillità del luogo. Pomeriggio: Scopri la Torre di Galata e sali fino al suo punto panoramico (a pagamento), dove avrai una vista mozzafiato sulla città e sul Bosforo. Sera: Passeggiata serale a Karaköy, un quartiere trendy dove potrai scoprire caffè e ristoranti con una vista unica sulla città. Giorno 3: Mercati e quartieri autentici Mattina: Visita il Bazar Egiziano, il Mercato delle Spezie, dove potrai vivere un\u0026rsquo;esperienza sensoriale tra odori, colori e suoni. Non è solo un luogo per fare acquisti, ma anche un’opportunità per immergersi nella cultura turca. Pomeriggio: Attraversa il Bosforo in traghetto (quasi gratuito) per raggiungere Üsküdar, il quartiere sulla sponda asiatica. Passeggia tra i suoi templi, i giardini e il lungomare, godendoti la vista sul lato europeo della città. Sera: Rientro a Istanbul per una cena tipica in uno dei ristoranti del quartiere Sultanahmet. Giorno 4: Storia ottomana e relax Mattina: Visita la Moschea di Solimano, una delle moschee più grandi e splendide di Istanbul. Scopri la sua architettura ottomana e rilassati nel parco circostante. Pomeriggio: Passeggiata nel quartiere di Süleymaniye, dove potrai esplorare vicoli meno turistici e scoprire la vita quotidiana di Istanbul. Sera: Cena con vista al tramonto, magari in uno dei ristoranti che offrono piatti tradizionali come meze o kebab. Giorno 5: extra a pagamento Mattina: Visita alla Basilica di Santa Sofia e al Palazzo Topkapi. L’ingresso è a pagamento in entrambi i siti, a una cifra davvero o discutibile. ","country":"Turchia","date":"agosto 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1754563820/Articoli/turchia/guida-a-istanbul-5-giorni_q2tgjk.png","permalink":"/blog/itinerario-camperisti-istanbul-5-giorni-scoprire-citta/","title":"Itinerario per camperisti a Istanbul: 5 Giorni per scoprire la città"},{"categories":["Istanbul"],"contents":"Istanbul, una città che unisce culture, continenti e storie, è anche una metropoli che si sta adattando al futuro con infrastrutture moderne e sostenibili. Tra queste, la metropolitana di Istanbul rappresenta un mezzo fondamentale per spostarsi rapidamente e comodamente in una delle città più grandi e affollate del mondo. Scopriamo insieme come funziona, cosa aspettarsi e come sfruttarla al meglio durante la tua visita.\nUn Sistema di Metropolitana in Espansione La metropolitana di Istanbul è uno dei sistemi di trasporto più importanti della città e si sta continuamente espandendo per rispondere alle esigenze di una popolazione in costante crescita e di milioni di turisti ogni anno. La rete include numerose linee che collegano le aree più centrali a quelle più periferiche, offrendo una soluzione pratica per evitare il traffico congestionato della città.\nleggi anche Istanbul low-cost: Esplora la città gratuitamente Come Acquistare il Biglietto per la Metropolitana Uno degli aspetti più convenienti della metropolitana di Istanbul è il sistema di biglietti. Puoi acquistare un biglietto o una carta Istanbulkart\u0026nbsp; , che è una carta prepagata che consente l\u0026rsquo;accesso a tutti i mezzi pubblici della città, inclusi metro, tram, bus e traghetti.\nDove Acquistare l\u0026rsquo;Istanbulkart Stazioni della metro: Troverai distributori automatici che vendono e ricaricano la Istanbulkart. Negozio 7/11: Le edicole e i negozi di alimentari convenzionati vendono anche la carta e offrono la possibilità di ricaricarla facilmente. App Istanbulkart: Puoi anche caricare la tua carta online o tramite app mobile. Sei in difficoltà? Fai come noi! Osa e chiedi aiuto alla gente del posto. Sicuramente troverai qualcuno pronto ad aiutarti!\nTariffe Il costo di un viaggio in metropolitana è relativamente economico. Il prezzo di una corsa singola è di circa 25 TL (circa 0.52€) ma con la Istanbulkart scende a 17.7 TL (circa 0.37€), ma la carta ti permette di fare più trasferimenti a una tariffa più conveniente. Tieni presente che i prezzi delle corse potrebbero variare in base al mezzo sul quale si sale (per il (il famoso Marmaray) noi abbiamo pagato tariffa doppia). Inoltre per via dell\u0026rsquo;inflazione i prezzi in lira turca vengono cambiati sovente.\nA proposito, lo sai che con la Istanbulkart puoi anche fare una crociera sul Bosforo quasi gratuita?\nPerché Scegliere la Metropolitana di Istanbul 1. Velocità e Affidabilità La metropolitana è uno dei mezzi più veloci per spostarsi a Istanbul. Eviti il traffico intenso, soprattutto durante le ore di punta, e ti permette di attraversare la città in modo rapido e senza stress.\n2. Convenienza Economica A differenza di altri mezzi di trasporto come i taxi o i traghetti, la metropolitana è molto più economica, e la Istanbulkart è una soluzione conveniente per chi vuole spostarsi facilmente tra le diverse zone della città.\n3. Comfort e Pulizia Le stazioni e i treni della metropolitana sono generalmente ben tenuti, moderni e comodi. Puoi goderti il viaggio senza preoccuparti di condizioni di viaggio scomode o di traffico congestionato. Inoltre, i treni sono dotati di aria condizionata, che rende il viaggio più piacevole durante i mesi caldi.\n4. Connessioni Facili con Altri Mezzi di Trasporto Una delle migliori caratteristiche del sistema di metropolitana di Istanbul è la sua integrazione con altri mezzi di trasporto. Puoi facilmente passare dalla metro ai tram, ai bus e anche ai traghetti, utilizzando la stessa Istanbulkart per tutti i trasporti pubblici della città. Questo ti permette di esplorare Istanbul in modo conveniente e senza complicazioni.\n5. Accessibilità per i Turisti Molte stazioni della metropolitana si trovano vicino alle principali attrazioni turistiche, come Taksim, Sultanahmet, Kadikoy e il Bazar delle Spezie. Questo rende la metropolitana uno dei modi più facili per i turisti di spostarsi tra i punti di interesse senza dover affrontare lunghe camminate o perdere tempo nel traffico.\nConclusioni La metropolitana di Istanbul è una scelta ideale per chi vuole esplorare la città in modo efficiente, economico e confortevole. Che tu sia un turista o un residente, utilizzare la metro è uno dei modi più pratici per spostarti nella megalopoli turca. Con la sua continua espansione e modernizzazione, Istanbul sta diventando sempre più una città accessibile e a misura di turista. Non perdere l’opportunità di vivere la città da una prospettiva completamente nuova grazie alla sua moderna rete di trasporti.\n","country":"Turchia","date":"agosto 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1754562586/Articoli/turchia/guida-alla-metro-di-istanbul_noabdp.png","permalink":"/blog/metropolitana-istanbul-viaggio-sostenibile-citta/","title":"La Metropolitana di Istanbul: Un viaggio sostenibile nel cuore della città"},{"categories":["Georgia in camper","Guida"],"contents":"Se stai pianificando un\u0026rsquo;avventura on the road in Georgia con il tuo camper, questo paese del Caucaso offre paesaggi mozzafiato tra montagne, mari e città antiche come Tbilisi e Batumi. Per gli italiani, entrare in Georgia in camper è relativamente semplice, ma richiede preparazione su documenti, assicurazioni e logistica. In questa guida aggiornata al 2025, copriamo tutto: dal visto alla patente, dalle dogane ai campeggi, con tips per ottimizzare i costi.\nTabella dei contenuti Requisiti di ingresso e visto Assicurazione veicolo Patente di guida: Cosa Serve per Guidare in Georgia Procedure doganali e valichi di Confine Punti di ingresso principali Dalla Turchia Dalla Russia Dall'Armenia Dall'Azerbaigian Condizioni delle strade Campeggi e aree sosta App essenziali Gestione Finanze: Risparmia con Revolut Entrare con un animale Altri consigli pratici per un viaggio sicuro Requisiti di ingresso e visto Per entrare in Georgia come cittadino italiano via terra, è necessario un passaporto valido con almeno 6 mesi di validità residua dalla data di ingresso e almeno due pagine libere. Non è richiesto un visto per soggiorni turistici fino a 365 giorni, rendendo la Georgia una destinazione accessibile per viaggi lunghi.\nControlla sempre il sito Viaggiare Sicuri della Farnesina per aggiornamenti\u0026nbsp; , specialmente in caso di tensioni regionali.\nAssicurazione veicolo La Georgia richiede un\u0026rsquo;assicurazione di responsabilità civile (TPL - Third Party Liability) per tutti i veicoli stranieri, inclusi i camper. Questa copre danni a terzi e deve essere acquistata prima o all\u0026rsquo;ingresso. Il sito ufficiale è https://tpl.ge/\u0026nbsp; , dove puoi comprarla online in pochi minuti; È possibile scegliere la validità da 15 giorni fino ad un 1 anno, con costi variabili a seconda della durata e del veicolo. Per un auto/camper si parte da 30 GEL (circa 10 €) per 15 giorni fino a 295 GEL (95,66 €) per un anno. Al confine, è disponibile presso chioschi dedicati, ma online eviti code e costa decisamente meno. Senza TPL, rischi multe o rifiuto all\u0026rsquo;ingresso.\nI mezzi leggeri fino a 3,5 tonnellate possono stare 90 giorni, mentre i mezzi più pesanti possono rimanere massimo 60 giorni. Se rimani oltre il termine autorizzato, la Georgia applica una multa di 50 GEL al giorno, con un massimo di 1.000 GEL totali. La multa viene riscossa al momento dell\u0026rsquo;uscita dal paese presso l\u0026rsquo;ufficio bancario al valico di frontiera.\nSe hai bisogno di estendere la tua permanenza, puoi richiedere un\u0026rsquo;estensione formale fino a 30 giorni aggiuntivi a 5 GEL al giorno, oppure uscire e rientrare immediatamente per \u0026ldquo;resettare\u0026rdquo; il conteggio dei giorni (pratica comune tra i camperisti).\nNota: la tua RC auto italiana non è valida qui, quindi integra con una polizza europea estesa se necessario.\nPatente di guida: Cosa Serve per Guidare in Georgia La patente italiana (o UE) è riconosciuta in Georgia per un periodo fino a 1 anno dall\u0026rsquo;ingresso, senza bisogno di traduzione obbligatoria. Non è richiesta ma è consigliato ottenere un Permesso di Guida Internazionale (o Patente Internazionale) prima di partire, rilasciato dall\u0026rsquo;ACI in Italia e valido 1 anno.\nRicorda: la guida è destra mentre i limiti di velocità urbani sono di 50-60 km/h, extraurbani 90-110 km/h. Tolleranza zero per l\u0026rsquo;alcol (0,0 g/l), con multe severe.\nleggi anche Come fare la Patente Internazionale? Guida completa Procedure doganali e valichi di Confine All\u0026rsquo;ingresso, le dogane georgiane sono efficienti ma richiedono pazienza: Il guidatore passa con il camper per ispezione veicolo (presenta documenti auto, TPL e passaporto), mentre i passeggeri vanno separatamente per controlli personali.\nTempi medi: 1-2 ore, ma porta acqua. Dichiarazioni doganali in inglese, georgiano o russo; dichiara contanti oltre 25.000 GEL (~9.000€).\nPer accorciare i tempi di ingresso consigliamo di presentarsi presto al mattino in modo da essere i primi in coda.\nPunti di ingresso principali Di seguito i principali valici per entrare in Georgia:\nDalla Turchia Dalla Turchia esistono tre valici per entrare in Georgia:\nvalico di Sarpi (Batumi)\u0026nbsp; : È molto trafficato e quindi consigliamo di andare presto al mattino in modo da poter entrare velocemente ( qui puoi vedere la nostra esperienza\u0026nbsp; ). valico di Posof-Vale (Borjomi)\u0026nbsp; . valico di Aktas Sinir Kapisi\u0026nbsp; sul lago Aktas. La strada può essere innevata in inverno. Stando alle ultime notizie tutti e tre i valici sono aperti 24 ore su 24.\nDalla Russia Dalla Russia esiste solo il valico di Kazbegi-Verkhni Lars\u0026nbsp; (Stepantsminda), sempre aperto e trafficato. Per raggiungerlo bisogna guidare lungo la spettacolare Military\u0026nbsp; .\nIl tratto di strada che divide la dogana russa da quella georgiana (\u0026ldquo;No Man\u0026rsquo;s Land\u0026rdquo;) è in pessimo stato quindi presta attenzione.\nRimane una delle dogane più belle e assurde che abbiamo mai attraversato. Dall\u0026rsquo;Armenia Dall\u0026rsquo;Armenia esistono principalmente tre valici:\nil valico di Sadakhlo\u0026nbsp; , raggiungibile in un paio di ore da Tbilisi. ( qui la nostra esperienza\u0026nbsp; ) il valico di Goguti\u0026nbsp; . il valico di Ninotsminda\u0026nbsp; . Tutti e tre i confini sono aperti 24 ore su 24.\nDall\u0026rsquo;Azerbaigian Al momento in cui stiamo scrivendo quest\u0026rsquo;articolo i valici con l\u0026rsquo;Azerbaigian sono ancora chiusi.\nCondizioni delle strade Preparati ad un terreno variegato. Le strade georgiane sono migliorate negli ultimi anni, ma variano. Principali autostrade come Tbilisi-Batumi sono asfaltate, ben mantenute e adatte a camper standard (limite peso 3,5 tonnellate su alcune). In montagna (Svaneti, Tusheti), aspettati sterrati ripidi, passi alti come Abano (2.900m) e curve strette. Consigliato a camper 4x4 se esplori off-road. Inverno nevoso, estate polverosa; porta catene e controlla meteo.\nPoi anche senza 4x4 tutto si fa\u0026hellip; Benzina disponibile (95 ottani ~1,2€/l), ma scorte limitate nelle aree remote. Usa app come Google Maps o Yandex Maps per aggiornamenti reali; evita guida notturna in zone isolate per sicurezza.\nCampeggi e aree sosta Il campeggio in Georgia è un must per i camperisti, con opzioni libere e strutturate. Il campeggio selvaggio è tollerato in aree rurali non protette, ma rispetta natura e locali (no fuochi vicino foreste). Per soste organizzate, prova campeggi come quelli vicino Batumi o Kutaisi, con servizi base (elettricità, acqua, docce) a 10-20 GEL/notte. In zone popolari come Kazbegi, trova aree attrezzate con vista sul Caucaso.\nA Tbilisi consigliamo il parcheggio\u0026nbsp; dietro la Cattedrale della Santissima Trinità. Un hub di viaggiatori da tutto il mondo dove poter scambiare informazioni e racconti. Un salto per cenare alla Home Kitchen è d\u0026#39;obbligo!\u0026nbsp; App essenziali Le app fondamentali da avere per trovare soste sono Park4Night per soste libere e servizi (carico/scarico acqua) e iOverlander per trovare qualche sosta un po più esotica.\nleggi anche Viaggiare in Camper: Le Migliori Applicazioni per il 2025 Gestione Finanze: Risparmia con Revolut La valuta è il Lari Georgiano (GEL, 1€ ~2,7 GEL). Cambia al confine o in banca, ma per evitare commissioni su prelievi e pagamenti, usa Revolut: app bancaria gratuita con carta virtuale/multivaluta. Converti euro in GEL senza pagare commissioni, preleva gratis fino a 200€/mese e paga contactless ovunque. Trovi maggiori informazioni nell\u0026rsquo;articolo dedicato qui\nEntrare con un animale Per entrare in Georgia con un animale domestico (cani, gatti o furetti), è necessario rispettare i requisiti di importazione:\nMicrochip: Il tuo animale deve essere identificato con un microchip ISO 11784/11785 a 15 cifre. Vaccinazioni: Cani e gatti devono essere vaccinati contro la rabbia almeno 21 giorni e non oltre 11 mesi prima dell’ingresso. I cani devono inoltre essere vaccinati contro cimurro, epatite, leptospirosi, parvovirus e parainfluenza; i gatti contro rinotracheite virale felina, panleucopenia e leucemia felina. Le vaccinazioni devono essere registrate su un certificato sanitario internazionale. Certificato sanitario: È richiesto un certificato veterinario internazionale, rilasciato da un veterinario autorizzato in Italia o nel paese di provenienza prima dell’ingresso. Trovi maggiori informazioni nell\u0026rsquo;articolo dedicato leggi anche Viaggiare con cane e gatto: tutto quello che devi sapere Altri consigli pratici per un viaggio sicuro Sicurezza: La Georgia è stabile, ma evita proteste a Tbilisi e zone confine con Ossezia/Abkhazia (occupate da Russia). Crimine basso: Il livello di criminalità è basso, ma custodisci il camper e non lasciare oggetti di valore incustoditi, specialmente nelle aree urbane o turistiche. Clima e Stagioni: Estate calda (giugno-settembre), inverni nevosi in alto; primavera/autunno ideali per camper. Salute: Vaccini base, acqua imbottigliata, assicurazione viaggio con copertura medica/veicolo. Lingua e Cultura: Inglese limitato fuori città; impara basi georgiane. Prova il khachapuri e il vino locale! Con questa guida, il tuo viaggio in Georgia in camper sarà indimenticabile!\n","country":"Georgia","date":"luglio 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1754036785/Articoli/Blog/guida-georgia-in-camper-2025_tvalhb.png","permalink":"/blog/viaggiare-georgia-camper-guida-completa-2025/","title":"Viaggiare in Georgia in Camper: Guida completa - 2025"},{"categories":["Viaggiare in Giappone","Kyushu"],"contents":"Fukuoka è la porta d’ingresso del Giappone meridionale: si trova nell’isola di Kyushu, la più a sud tra le quattro principali del Paese. Affacciata sul mare, Fukuoka unisce modernità, spazi verdi, cibo di strada e spiritualità in un mix sorprendentemente rilassato. Non a caso è spesso citata tra le città giapponesi più vivibili!\nSe stai viaggiando nel sud del Giappone o atterri qui con un volo internazionale, ti consigliamo di fermarti almeno un giorno per esplorare la città. Ecco cosa vedere a Fukuoka in una giornata (o due!).\nTabella dei contenuti 1. Una passeggiata rilassante al Parco Ōhori 2. Un piccolo santuario tutto da scoprire: Nakatsukasa Magotarō Inari 3. Le vie del centro: vetrine, quartieri creativi e atmosfera urbana 4. La foresta di Sasaguri e gli alberi dalle forme strane 5. Spiagge e relax sul mare 6. Fukuoka al tramonto: le bancarelle di Yatai Cosa ordinare? Come arrivare a Fukuoka Bonus 1. Una passeggiata rilassante al Parco Ōhori Inizia la giornata con una camminata nel verde al Ōhori Park (大濠公園), un’enorme oasi urbana con un lago centrale, ponti in pietra, carpe giganti e cigni.\nCostruito sull’antico fossato del castello di Fukuoka, è perfetto per chi ama camminare, leggere all’ombra o semplicemente respirare un po’ di pace.\n2. Un piccolo santuario tutto da scoprire: Nakatsukasa Magotarō Inari Un po’ nascosto rispetto ai classici circuiti turistici, il Nakatsukasa Magotarō Inari Shrine è un luogo suggestivo e tranquillo. Dedica qualche minuto a passeggiare tra le file di torii rossi, tipici dei santuari Inari, e scopri le piccole statue di volpi, simboli di protezione e abbondanza.È un luogo intimo, perfetto per chi ama scoprire angoli spirituali lontani dalla folla.\nConsiglio: lancia una monetina e lasciati sorprendere dal suono che avvolgerà tutto e tutti.\nleggi anche Un Giappone diverso: 14 giorni on the road nel selvaggio Kyushu 3. Le vie del centro: vetrine, quartieri creativi e atmosfera urbana Il cuore moderno di Fukuoka si divide tra Tenjin e Daimyō: due quartieri vicini e pieni di contrasti. Da una parte centri commerciali eleganti, boutique indipendenti e negozi di design; dall’altra vicoletti con caffè creativi, librerie, street art e profumi di curry.\nCamminare in questa zona è come cambiare città ogni due isolati: si passa dalla frenesia dei grandi magazzini al silenzio improvviso di un cortile zen.\n4. La foresta di Sasaguri e gli alberi dalle forme strane A circa un’ora dal centro, puoi immergerti nella foresta di Sasaguri (篠栗九大の森), un luogo quasi magico, dove la natura prende forme surreali. Qui crescono alberi dalle radici esposte, simili a creature uscite da un film di Miyazaki. Il sentiero si snoda tra laghi, ponti di legno e silenzi profondi.\nÈ uno dei luoghi meno noti ai turisti, ma sorprendente per chi ama camminare nella natura e lasciarsi stupire.\n5. Spiagge e relax sul mare Fukuoka è una città di mare, e basta allontanarsi di poco per raggiungere spiagge sabbiose e baie tranquille.\nUna delle più accessibili è Momochi Beach, perfetta per un picnic o un tramonto vista Fukuoka Tower.\nSe hai più tempo, puoi spingerti fino a Itoshima, dove troverai spiagge selvagge, piccoli locali affacciati sull’oceano e un ritmo di vita più lento.\nSì, anche in Giappone ci sono angoli da cartolina dove mettere i piedi nella sabbia!\n6. Fukuoka al tramonto: le bancarelle di Yatai Quando il sole scende, Fukuoka si accende… letteralmente!\nLe famose bancarelle di Yatai spuntano lungo il fiume Naka o vicino alla zona di Tenjin: piccole strutture mobili dove mangiare fianco a fianco con gente del posto e viaggiatori curiosi. L’atmosfera è informale, calda e accogliente. Perfetta per scambiare due parole con chi cucina o sedersi accanto a sconosciuti pronti a consigliarti il piatto migliore.\nCosa ordinare? Il tonkotsu ramen è un must: brodo ricco e cremoso, tipico della zona. Ma ci sono anche yakitori (spiedini), tempura e perfino piatti fusion.\nCome arrivare a Fukuoka In aereo: Fukuoka Airport ha collegamenti nazionali e internazionali (da Tokyo, Osaka, Seoul, Taiwan…). Dal terminal, la metro porta in centro in meno di 10 minuti!\nIn treno: dalla stazione Hakata, arrivano gli shinkansen da Hiroshima, Osaka e Tokyo (prenota il tuo treno qui).\nIn camper o auto? Le strade sono ben tenute e ci sono diversi parcheggi a pagamento nelle vicinanze del centro e nei parchi pubblici.\nBonus Se vuoi scoprire dove mangiare un ramen vegetariano a Fukuoka, abbiamo scritto un articolo dedicato.\nE se hai tempo per esplorare i dintorni tra templi nascosti, isole e lanterne sul mare, non perderti il nostro articolo completo su cosa vedere nei dintorni di Fukuoka!\n","country":"Giappone","date":"luglio 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1753957782/Articoli/Blog/tour-di-fukuoka-il-meglio-da-vedere_ccpioy.png","permalink":"/blog/cosa-vedere-fukuoka-citta-accogliente-kyushu/","title":"Cosa vedere a Fukuoka: la città accogliente del Kyushu"},{"categories":["Viaggio in Corea","Vegetariani"],"contents":"Viaggiare in Corea da vegetariani può sembrare una sfida. Spesso le zuppe hanno brodi di carne, il kimchi tradizionale è fatto con salsa di pesce (anche se nessuno te lo dice!) e molte pietanze “vegetali” nascondono piccoli ingredienti non dichiarati. Eppure, con un po’ di attenzione (e tante scoperte sul campo), si può mangiare benissimo. Ecco alcuni piatti che abbiamo assaggiato e che consigliamo a chi cerca sapori autentici senza carne né pesce.\n1. Bibimbap (비빔밥) – Il riso con di tutto e un po’ Riso bianco, verdure saltate, germogli, funghi, alghe, gochujang (la crema di peperoncino dolce) e un uovo in cima. Basta chiedere di non aggiungere la carne (e ricordatevi di dirlo, sennò ve la metteranno!) e si ha un piatto nutriente e bilanciato.\n📍 Consiglio: Provatelo a Jeonju, la città dove è nato.\n2. Tteokbokki (떡볶이) – Gnocchi di riso in salsa piccante Gnocchi di riso dalla consistenza morbida e appiccicosa, immersi in una salsa rossa piccante. La versione base è vegetariana, ma controlla che non ci siano eomuk (frittelle di pesce) nel brodo.\n📍 Tipico cibo da street food, vi farà pizzicare le labbra (e non solo)!\u0026nbsp; 3. Pajeon (파전) – Frittella di cipollotti Pancake salato con cipollotti, farina, acqua e a volte zucchine. Se specificato senza frutti di mare (chiedete sempre nel dubbio!), è uno spuntino gustoso e croccante, perfetto con un bicchiere di makgeolli (il vino coreano).\n📍 Nei mercati o nei locali di street food.\n4. Bindaetteok (빈대떡) – Pancake di fagioli mung Una frittella croccante all’esterno e soffice dentro, fatta con fagioli mung macinati, cipollotti, germogli e kimchi (verificare se è senza pesce). È uno dei piatti più amati nei mercati tradizionali.\n📍 Da non perdere al Gwangjang Market di Seoul.\nleggi anche Esplorare Seoul: Street Food e shopping nei mercati tradizionali 5. Gimbap vegetariano (야채김밥) – Il rotolo coreano da passeggio Rotolini di riso e alghe con spinaci, carote, cetrioli e ravanelli. Cerca yachae gimbap (야채김밥) (ricodati che Google Maps non funziona come navigatore!) e chiedi conferma che non ci sia prosciutto né uovo, se vuoi una versione vegana.\n📍 Ideale da portare nei lunghi tragitti in treno o nei picnic.\n6. Japchae (잡채) – Spaghetti di patate dolci Saltati con verdure e conditi con salsa di soia e olio di sesamo. Chiedi di rimuovere la carne, se presente. È uno dei piatti più eleganti e delicati della cucina coreana.\n📍 Nei buffet o ristoranti tradizionali.\n7. Sundubu Jjigae (순두부찌개) – Zuppa di tofu morbido Calda e confortante, ma attenzione agli ingredienti del brodo. Nei templi o ristoranti specializzati esiste anche la versione completamente vegetariana, con tofu setoso, alghe e funghi.\n📍 Nei ristoranti buddisti o in localini più moderni con opzioni vegetariana.\n8. Gyeran-ppang (계란빵) – Plumcake salato Letteralmente \u0026ldquo;pane all\u0026rsquo;uovo\u0026rdquo;, è uno snack street food molto popolare. Si tratta di una specie di tortino soffice e leggermente dolce, simile a un plumcake, con un uovo intero cotto al centro. Il contrasto tra l’impasto morbido e l’uovo ancora leggermente cremoso lo rende perfetto per una colazione veloce o una merenda salata.\n📍 Si trova spesso nei mercati notturni e vicino alle stazioni della metropolitana.\n9. Gyeran-mari (계란말이) – Frittatina arrotolata 30 e più uova! Avete capito bene, 30 e più uova per una frittata sottile arrotolata con dentro verdure tritate. Attenzione al colesterolo e.. al prosciutto (sì, a volte viene aggiunto..).\n📍 Servita spesso come banchan, i piccoli contorni coreani.\n10. Banchan (반찬) – Decine di piattini Piccole porzioni di piatti freddi o caldi da condividere. Alcuni sono vegetariani (germogli, alghe, tofu, verdure marinate), altri meno. Nei ristoranti buddisti o vegetariani sono una vera delizia.\n📍 Da provare in un temple stay.\n11. Hotteok (호떡) – Pancake ripieno di zucchero È un pancake caldo, spesso preparato con farina di riso glutinoso, schiacciato e cotto su una piastra. All’interno si nasconde un cuore dolce di zucchero di canna, cannella e arachidi o noci. È uno degli snack invernali più amati in Corea del Sud.\n📍 Lo trovi nei mercati e tra le bancarelle delle vie pedonali.\nMi consigliate un locale dove mangiare vegetariano in Corea del Sud? Purtroppo i ristoranti coreani non rimangono aperti per sempre, per questo motivo non ce la sentiamo di consigliare qualche luogo che potreste presto trovare chiuso! Questo accade per due motivi: spesso in Corea del Sud si seguono nuove mode (abbinamenti particolari, locali \u0026ldquo;Instagrammabili\u0026rdquo; e piatti che vanno “virali sui social”) che però dopo un po’ stufano tutti, anche perché decine di ristoranti tutti uguali vengono aperti all’improvviso uno vicino all’altro\nLa cultura coreana si basa sul fatturato Se un locale funziona bene deve fatturare tanto. Ecco che allora un piccolo locale che magari potrebbe essere uno dei vostri preferiti, dopo pochi mesi chiude perché letteralmente non è sostenibile per gli investitori.\nQuindi che fare? Seoul è una città sorprendentemente accessibile per chi non mangia carne o pesce: molti locali offrono già varianti vegetariane, anche se non sempre chiaramente indicate. Basta chiedere, e una soluzione salta fuori. E se proprio ti trovi spiazzata – magari sotto la pioggia o in un villaggio senza opzioni – sappi che nei convenience store puoi sempre trovare un ramen istantaneo vegetariano. Lo so, non è il massimo … ma nei momenti bui, un po’ di zuppa calda può fare miracoli (soprattutto d\u0026rsquo;inverno!).\nOppure puoi provare a inserire il nome del piatto su Google Maps o Naver Maps per scoprire i locali in torno a te che li servono.\nleggi anche Cose utili da sapere prima di partire per la Corea del Sud In conclusione Essere vegetariani in Corea non è impossibile, anzi: può diventare l’occasione per scoprire un lato più autentico, semplice e accogliente della cucina coreana. Certo, ci vogliono un po’ di spirito di osservazione e un paio di frasi scritte sul traduttore … e la voglia di assaggiare anche ciò che sembra strano.\n","country":"Corea del Sud","date":"luglio 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1753337749/Articoli/Corea/corea-del-sud-guida-per-vegetariani_nafeth.png","permalink":"/blog/piatti-vegetariani-corea-guida-viaggiatori-curiosi-affamati/","title":"Piatti vegetariani da provare in Corea: guida per viaggiatori curiosi e affamati"},{"categories":["Animali","Overlanding Asia"],"contents":"Se stai viaggiando via terra lungo la Transiberiana e desideri entrare in Corea del Sud a bordo del traghetto con il tuo animale domestico (cane o gatto), è fondamentale pianificare attentamente ogni passaggio. Il governo coreano ha stabilito normative rigorose per prevenire l’introduzione di malattie zoonotiche (come la rabbia) e garantire la sicurezza di tutti. In questa guida ti forniremo tutti i dettagli necessari per portare il tuo animale domestico in Corea senza problemi, evitando la quarantena e rispettando tutte le procedure richieste.\nImportante:\nParti con largo anticipo nella preparazione dei documenti, sia in Italia sia a Vladivostok per uscire dalla Russia.\nTabella dei contenuti 1. Pre-requisiti per viaggiare con animali in Corea del Sud Microchip Vaccinazione contro la rabbia Test della Rabbia (Titer Test) 2. Procedure burocratiche per esportare il tuo cane o gatto dalla Russia Notifica alla compagnia navale Ufficio portuale Registrazione del tuo animale in Russia Certificato e Form 1 Problemi di date Problemi logistici Certificato finale 5A Pagamento della tariffa navale 3. Viaggio con il Tuo Animale in Nave dalla Russia alla Corea 4. Arrivo in Corea del Sud: Controllo di Quarantena e Ispezione Sanitaria Controllo all’arrivo Permesso di ingresso Riassunto dei passaggi per entrare in Corea del Sud con il tuo animale domestico dalla Russia Conclusioni 1. Pre-requisiti per viaggiare con animali in Corea del Sud Di seguito i prerequisiti da soddisfare in Italia prima della partenza.\nMicrochip Ogni animale che entra in Corea del Sud deve avere un microchip di identificazione elettronica, conforme agli standard ISO 11784/11785. Il microchip deve essere impiantato prima della vaccinazione contro la rabbia. Se il microchip non è leggibile, l\u0026rsquo;animale potrebbe essere respinto o sottoposto a quarantena.\nVaccinazione contro la rabbia Una delle prime preoccupazioni per entrare in Corea del Sud è la vaccinazione antirabbica. La Corea richiede che cani e gatti siano vaccinati contro la rabbia prima della partenza.\nTipo di vaccino: deve essere approvato dall\u0026rsquo;OIE (Organizzazione Internazionale per la Salute Animale) e la sua validità è annuale. Certificato di vaccinazione: assicurati di portare con te il certificato che indica la data della vaccinazione e il tipo di vaccino utilizzato. Importante: Il veterinario o l\u0026rsquo;ASL rilasciano un documento che attesta l\u0026rsquo;avvenuta somministrazione del vaccino. Porta con te questo documento in quanto in Russia è fondamentale per l\u0026rsquo;ottenimento del certificato di esportazione.\nTest della Rabbia (Titer Test) Il Titer Test, ovvero il test degli anticorpi contro la rabbia, si effettua tramite prelievo del sangue e serve per confermare che l’animale possiede gli anticorpi per essere protetto dalla rabbia.\nQuando effettuare il test: almeno 30 giorni dopo la vaccinazione e almeno 3 mesi prima della partenza. Questo è il requisito per la Corea, ma il Titer Test serve anche per entrare in Russia. Assicurati che non sia scaduto! Laboratorio autorizzato: il test deve essere eseguito in un laboratorio autorizzato dall\u0026rsquo;OIE (ad esempio quello di Venezia in Italia). Puoi effettuare il prelievo del sangue presso il tuo veterinario o un veterinario nel paese in cui ti trovi e richiedere che il campione venga inviato presso il laboratorio. Il risultato ti verrà inviato via mail. Risultati: il test deve confermare un livello minimo di 0,5 IU/mL di anticorpi contro la rabbia. Trovi maggiori informazioni su come ottenere questi documenti in Italia nell\u0026rsquo;articolo dedicato: leggi anche Viaggiare con cane e gatto: tutto quello che devi sapere 2. Procedure burocratiche per esportare il tuo cane o gatto dalla Russia Di seguito le procedure per ottenere il certificato finale \u0026ldquo;5A\u0026rdquo; che consente l\u0026rsquo;esportazione del tuo animale dalla Russia per la Corea del Sud. Consigliamo di arrivare a Vladivostok con largo anticipo per completare le pratiche in tempo e gestire eventuali imprevisti. Tutti i documenti elencati precedentemente e quelli che andrai a ottenere in Russia sono necessari per evitare che il tuo animale venga sottoposto a quarantena una volta entrato in paese.\nQuesta procedura va fatta per ogni animale che viaggia con te.\nNotifica alla compagnia navale Prima di partire, è importante informare la compagnia navale che viaggi con un animale domestico. Ti consigliamo di informarli appena effettui la prenotazione, dal momento che la stanza di stivaggio per animali non è enorme e potrebbe non esserci spazio a sufficienza: in tal caso potresti dover slittare o anticipare la tua partenza, dato che la nave dalla Russia alla Corea effettua solo una corsa a settimana.\nUfficio portuale Contatta l’ufficio portuale via mail ( torg.port.svh@yandex.ru.\u0026nbsp; ) o meglio ancora recati di persona per presentare il tuo caso. In quest\u0026rsquo;ultimo caso ricordati di portare con te il passaporto in quanto è richiesta la registrazione all\u0026rsquo;ingresso. Noi per sicurezza abbiamo sia scritto la mail che ci siamo presentati di persona per esser sicuri che l\u0026rsquo;avessero ricevuta.\nIn caso viaggi con più animali, invia una mail per ogni animale.\nL\u0026rsquo;edificio si trova a quest\u0026rsquo;indirizzo: Nizhneportovaya Ulitsa, 3Б, Vladivostok, Primorskiy kray, Russia, 690003\u0026nbsp; L\u0026rsquo;ingresso si trova sul retro dell\u0026rsquo;edificio. Registrazione del tuo animale in Russia Recati presso una clinica veterinaria governativa ( qui\u0026nbsp; ) per registrare il tuo animale nel sistema MERCURY, un database nazionale in cui vengono inseriti i dati dell\u0026rsquo;animale, incluso il numero di microchip.\nCertificato e Form 1 Recati presso un’altra clinica veterinaria governativa (fa un po\u0026rsquo; paura ma noi siamo andati qui\u0026nbsp; ) per prendere appuntamento per richiedere la compilazione del Form 1 e regolarizzare i documenti.\nEntro 5 giorni prima della partenza dalla Russia dovrai tornare nella clinica veterinaria per compilare il Form 1 (se viaggi con più animali assicurati che ciascuno di loro abbia un certificato separato).\nProblemi di date Sebbene in Italia il vaccino vale tre anni, in Russia e Corea non è riconosciuta e la vaccinazione vale solo 1 anno. La clinica dove si ottiene il certificato Form 1 non esegue le vaccinazioni ma sono stati gentili è hanno chiamato un\u0026#39;altra clinica veterinaria dove poter effettuare il rinnovo.\u0026nbsp; Inoltre deve passare almeno 30 giorni tra quando si effettua la vaccinazione a quando ci si può imbarcare. Anche in Russia sono un po\u0026rsquo; italiani e hanno messo un data congrua per permetterci di uscire senza problemi.\nProblemi logistici Per complicare le cose, la clinica è chiusa il sabato quindi il primo giorno giorno utile per prendere appuntamento è lunedì. Tieni presente che se viaggi con un mezzo il lunedì mattina dovrai consegnarlo al porto e quindi dovrai muoverti con i mezzi. Consigliamo di usare i taxi prenotando con Yandex Go\u0026nbsp; .\nCertificato finale 5A Una volta ottenuto il Form 1 invialo subito via mail all’ufficio del porto, o meglio ancora recati di persona, per richiedere la compilazione del certificato finale \u0026ldquo;5A\u0026rdquo;, necessario per l’espatrio. Assicurati che ti diano l’appuntamento per ritirare tale documento il giorno prima della partenza.\nQui puoi vedere tutte le corse che abbiamo fatto per ottenere il famoso certificato 5A. Pagamento della tariffa navale Durante il processo di imbarco sulla nave dovrai pagare la tariffa per l\u0026rsquo;animale in base al suo peso e il costo dipende dal cambio del giorno. Attenzione, il pagamento dovrà essere effettuato in contanti e solo in rubli quindi porta più contanti del necessario.\n3. Viaggio con il Tuo Animale in Nave dalla Russia alla Corea Il tuo cane o gatto viaggerà chiuso in una gabbia, che devi provvedere a portare tu ( noi abbiamo scelto questo trasportino per il nostro gatto\u0026nbsp; ) indipendentemente da taglia e peso. A Vladivostok trovi alcuni negozi per animali, ma se hai un cane di taglia grande assicurati di poter trovare una gabbia adatta alle sue dimensioni.\nPer tutta la durata della traversata il tuo animale sarà obbligato a rimanere all’interno di una specifica stanza, insieme ad altri eventuali animali. Potrai accedere quando vorrai, previa richiesta al personale, ma dalle ore 24 alle 7 tale stanza rimarrà inaccessibile.\nAssicurati di portare con te cibo e acqua e tutto il necessario per i suoi bisogni (lettiera e traversine), per garantire che il viaggio di 24 ore sia il più confortevole possibile.\nNota importante: questo viaggio può essere davvero stressante per il tuo animale. Sii responsabile!\n4. Arrivo in Corea del Sud: Controllo di Quarantena e Ispezione Sanitaria Controllo all’arrivo Una volta arrivato in Corea, il tuo animale dovrà passare attraverso i controlli di quarantena. Durante l\u0026rsquo;ispezione, un veterinario ufficiale verificherà:\nIl certificato sanitario. Il certificato di vaccinazione. Il microchip I risultati del Titer Test. Il certificato \u0026ldquo;5A\u0026rdquo;. Passaporto del proprietario. Permesso di ingresso Se tutti i documenti sono in ordine, il tuo animale potrà entrare in Corea senza essere sottoposto a quarantena. Se ci sono problemi con la documentazione o la salute dell\u0026rsquo;animale, potrebbe essere necessario un periodo di quarantena.\nleggi anche Come entrare in Corea del Sud dalla Russia: la guida aggiornata per overlander [Aggiornamento 2025] Riassunto dei passaggi per entrare in Corea del Sud con il tuo animale domestico dalla Russia In Italia:\nMicrochip ISO impiantato prima della vaccinazione. Vaccinazione contro la rabbia con vaccino approvato dall\u0026rsquo;OIE. Titer Test (anticorpi contro la rabbia) effettuato 3 mesi prima della partenza. In Russia (Vladivostok):\nAvvisare la compagnia navale. Avvisare l\u0026rsquo;ufficio portuale. Registrazione del tuo animale in Russia nel sistema MERCURY. Certificato Form 1 compilato in cliniche veterinarie russe 5 giorni prima della partenza. Ispezione sanitaria e certificato finale 5A prima della partenza. Pagamento della tariffa per il trasporto dell\u0026rsquo;animale. Controllo di quarantena all’arrivo in Corea del Sud. Conclusioni Speriamo che questa guida ti abbia fornito tutte le informazioni necessarie per viaggiare in Corea del Sud con il tuo animale domestico dalla Russia in modo sicuro e senza intoppi.\nSe stai pensando di spedire solo il mezzo e di volare, sappi che in questo momento storico i voli tra Russia e Corea sono stati soppressi, quindi il viaggio tramite traghetto è l\u0026rsquo;unica soluzione.\nSe hai trovato utili queste informazioni, troverai anche dei video dettagliati sull\u0026rsquo;argomento sul nostro canale YouTube\u0026nbsp; , dove approfondiamo vari aspetti del viaggio. Se sei interessato a percorrere la Transiberiana via terra, abbiamo preparato una guida completa che puoi acquistare online\u0026nbsp; per aiutarti a pianificare il tuo viaggio in modo semplice e dettagliato. Se hai ulteriori domande o dubbi, siamo felici di rispondere e fornirti tutto il supporto necessario. Non esitare a contattarci! Buon viaggio e buona avventura con il tuo animale domestico!\n","country":"Corea del Sud","date":"luglio 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1752882382/Articoli/Blog/come-entrare-in-corea-con-un-animale-gatto-cane_ocl1du.png","permalink":"/blog/guida-completa-entrare-corea-sud-russia-cane-gatto/","title":"Guida completa per entrare in Corea del Sud dalla Russia con il tuo cane o gatto"},{"categories":["Overlanding Asia"],"contents":"Viaggiare in camper attraverso l’Asia è un’avventura entusiasmante e raggiungere la Corea del Sud partendo dalla Russia è un’esperienza unica, ma richiede attenzione e una buona organizzazione. In questa guida aggiornata ti spieghiamo passo dopo passo come organizzarti, cosa aspettarti e quali documenti preparare per affrontare questo passaggio senza intoppi.\nAttenzione\nIn Corea del Sud non possono essere importati i mezzi omologati come furgoni o autocarri e che non aderiscono alla Convenzione di Ginevra sulla circolazione stradale del 1949\u0026nbsp; .\nAggiornamenti\nDa Agosto 2025 la compagnia coreana GNLFerry\u0026nbsp; ha innaugurato una nuova tratta Sokcho-Vladivostok.\nTabella dei contenuti Il traghetto DuWon da Vladivostok a Donghae Il traghetto GNL Ferry da Vladivostok a Sokcho Come organizzare l'ingresso dalla Russia alla Corea del Sud 1. Contatta Yuri, il doganiere di fiducia 2. Prenota il traghetto con anticipo 3. Prepara e invia la documentazione fotografica Documenti richiesti dalla dogana russa (Yuri) Documenti richiesti dalla dogana coreana (DuWon) 4. Organizza gli effetti personali 5. Stop tecnico a Vladivostok In breve Cosa aspettarsi in dogana Viaggio con animali Quanto costa? Consigli pratici per un viaggio senza intoppi Pronto per l’avventura? Condividi la tua esperienza! Il traghetto DuWon da Vladivostok a Donghae Il collegamento marittimo più usato per chi viaggia con un mezzo (moto, auto o camper) da Vladivostok alla Corea del Sud. Il traghetto della DuWon Shippin\u0026nbsp; è affidabile, ma le procedure doganali e le limitazioni sui bagagli e materiali a bordo richiedono un’adeguata preparazione.\nIl traghetto da Vladivostok a Donghae parte ogni giovedì e impiega 24 ore. Dal 2025 è possibile proseguire e arrivare a Sakaiminato in Giappone (la guida è a portata di click).\nIn caso di tifoni o meteo avverso la traversata può essere cancellata e ti toccherà aspettare la settimana successiva.\nTrovi gli uffici della DuWon a Vladivostok a quest\u0026#39;indirizzo\u0026nbsp; .\nIl traghetto GNL Ferry da Vladivostok a Sokcho Da agosto 2025 è stata inaugurata una nuova tratta da Vladivostok a Sokcho. Stando al loro sito web\u0026nbsp; (solo in coreano e russo):\nè un traghetto RoRo ed è quindi possibile imbarcare il proprio mezzo. Qui maggiori informazioni.\u0026nbsp; è possibile imbarcare il proprio animale domestico. Qui la nostra guida. i prezzi sembrano più economici rispetto alla nota DuWon ferry. Essendo la tratta completamente nuova, non abbiamo altre informazioni in merito. Se vuoi procedere con questo traghetto, consigliamo di contattare in anticipo Yuri e il traghetto.\nleggi anche La guida definitiva alla leggendaria Transiberiana! [2025] Come organizzare l\u0026rsquo;ingresso dalla Russia alla Corea del Sud Seguire scrupolosamente le procedure descritte di seguito è fondamentale per organizzare con successo la traversata Vladivostok a Donghae. La complessità delle normative doganali russe e coreane, unita alla necessità di coordinare documenti e scadenze precise con agenti locali, richiede attenzione ai dettagli e tempestività. Eventuali omissioni o errori possono comportare ritardi, costi aggiuntivi o l\u0026rsquo;impossibilità di imbarco. Queste indicazioni sono essenziali per garantire un viaggio fluido e senza intoppi.\n1. Contatta Yuri, il doganiere di fiducia Tra gli overlander che hanno già viaggiato su questa tratta, Yuri della Links Ltd è il punto di riferimento per tutte le pratiche doganali lato Russia. È fondamentale contattarlo con largo anticipo per organizzare la documentazione necessaria durante il passaggio in dogana. Il suo contatto è questo: Yuri - Links Ltd\u0026nbsp; (ymelnik@links-ltd.com)\n2. Prenota il traghetto con anticipo Il traghetto DuWon ha una capacità limitata e spesso si riempie rapidamente. Prenotare in anticipo è imprescindibile per garantirsi un posto e un passaggio regolare. Il suo contatto sono questi: Chloe di DuWon\u0026nbsp; (sbson@dwship.co.kr con in copia jnjeong@dwship.co.kr e sykim@dwship.co.kr)\nPer comodità abbiamo messo in copia altri due contatti per essere sicuri di ottenere una risposta. Consigliamo di chiedere a Yuri i contatti aggiornati.\nAttenzione\nPer ottenere l\u0026rsquo;approvazione all\u0026rsquo;importazione del mezzo, la dogana coreana richiede una prenotazione confermata per la partenza successiva dalla Corea, con la prenotazione obbligatoria della nave successiva, non solo una data indicativa.\nAssicurati per tempo di contattare la Camellia Line in caso volessi proseguire il tuo viaggio in Giappone o Mr. Youn della Assured Sea \u0026amp; Air Co., Ltd.\u0026nbsp; (uhy@assured.co.kr) in caso volessi spedire il mezzo da qualche altra parte nel mondo.\n3. Prepara e invia la documentazione fotografica La dogana ti richiederà in anticipo immagini dettagliate del mezzo e dei documenti personali\nDocumenti richiesti dalla dogana russa (Yuri) Ti verranno richiesti i seguenti documenti e fotografie:\nmezzo (frontale, laterali e posteriore). numero di chassis (VIN) apposto sulla placca in metallo. libretto di circolazione. passaporto e visto russo del conducente e passeggeri. importazione temporanea russo. Documenti richiesti dalla dogana coreana (DuWon) Ti verranno richieste le fotografia seguenti:\nmezzo (frontale, laterali e posteriore). numero di chassis (VIN) apposto sulla placca in metallo. libretto di circolazione. passaporto. patente internazionale (qui la guida per ottenerla). accessori installati In merito a quest\u0026rsquo;ultimo punto la dogana coreana ti fornirà un documento da compilare con le foto di tutti gli accessori e ricambi installati sul mezzo. Queste foto devono essere inviate via mail prima della traversata e solo dopo aver avuto l\u0026rsquo;ok dalla dogana si potrà procedere con l’imbarco.\nAttualmente gli italiani che vogliono visitare la Corea del Sud possono entrare senza dover richiedere in modo preventivo il visto. Maggiori informazioni qui.\n4. Organizza gli effetti personali Durante la traversata, non è possibile lasciare effetti personali all’interno del mezzo. Noi abbiamo messo tutto ciò che avevamo (dai vestiti alle pentole, perfino la carta igienica!) in due valigie acquistate a Vladivostok al mercato dei cinesi qui\u0026nbsp; .\nDi seguito le limitazioni su bagagli:\nOgni persona può portare fino a 50 kg di bagaglio. È permesso portare cibo a bordo ma non in Corea. Non è ammesso gas, quindi assicurati di svuotare eventuali bombole e dichiararle vuote.\nAttenzione: in Corea non vengono ricaricate le bombole italiane e dovrai acquistare bombola e adattatori coreani. 5. Stop tecnico a Vladivostok Quando si arriva a Vladivostok, si consegna il mezzo e le chiavi 3 giorni prima della partenza. Questo avverrà il lunedì mattina e il mezzo rimarrà in un\u0026rsquo;area video sorvegliata. In questo periodo Yuri si occuperà di ispezionare il mezzo insieme ai doganieri russi e di completare la documentazione mentre il mezzo verrà imbarcato il giorno della partenza dagli addetti della DuWon.\nDurante quel periodo di tempo occorre trovare una sistemazione in città. È possibile muoversi per la città utilizzando il servizio di taxi Yandex Go\u0026nbsp; .\nIn breve Contattare Yuri. Contattare la DuWon. Invia la documentazione richiesta ad entrambe le parti. Arriva a Vladivostok con largo anticipo. Consegna il mezzo vuoto il lunedì mattina al porto\u0026nbsp; . Aspettare la conferma della partenza della nave Cosa aspettarsi in dogana La dogana a Vladivostok è piuttosto severa ma, con la giusta preparazione e con l’assistenza di Yuri, il processo scorre tutto liscio. Yuri costa ma si occuperà di gestire tutta la burocrazia.\nAnche in Corea del Sud, seguendo le indicazioni, non avrai problemi.\nViaggio con animali Se viaggi con un animale al seguito trovi tutti i documenti aggiuntivi e la guida da seguire le informazioni qui\nleggi anche Guida completa per entrare in Corea del Sud dalla Russia con il tuo cane o gatto Quanto costa? Vogliamo essere sinceri, non è un traghetto economico. Ecco quanto abbiamo speso per 2 persone, un camper di 5.40m da 3.5T e un gatto di 4kg.\nSpesa Costo Biglietti per due persone 606,17 € Biglietti per il camper 1275,89 € Biglietti per il gatto 139,20 € Tasse portuali 550,00 € Spedizioniere 106,00 € Hotel a Vladivostok (tre notti) 125,00 € Assicurazione per 3 mesi in Corea* 507,62 € Totale 3817,50 euro *Assicurazione all inclusive RC + danni a terzi Viste le sanzioni in atto in Russia tutti i pagamenti a Yuri vanno effettuati in contanti (rubli, dollari o euro) mentre per la Corea del Sud noi abbiamo usato Wise.\u0026nbsp; Consigli pratici per un viaggio senza intoppi Preparare un viaggio overland dalla Russia alla Corea del Sud richiede pianificazione meticolosa. Ecco alcuni suggerimenti pratici per affrontare al meglio la traversata:\nComunicazione anticipata: Contatta Yuri e la DuWon almeno un mese prima per evitare intoppi burocratici. Usa l’inglese per tutte le comunicazioni e verifica di aver ricevuto conferme scritte per ogni passaggio. Organizzazione del carico: Prima di consegnare il mezzo, crea una lista dettagliata di tutti gli oggetti a bordo, incluse foto. Questo faciliterà le ispezioni doganali e ti aiuterà a non dimenticare nulla. Usa borse o contenitori facilmente trasportabili per gli effetti personali, dato che non possono rimanere nel veicolo. Gestione del tempo: Arriva a Vladivostok con almeno 2 settimane di anticipo per gestire eventuali imprevisti, come ritardi nelle pratiche doganali o cancellazioni del traghetto dovute al meteo. Pianifica attività in città, come visitare il centro storico o l\u0026rsquo;isola di Russkij. Budget extra: Tieni a disposizione un fondo di emergenza per spese impreviste, come tasse portuali aggiuntive o costi di spedizione. Usa servizi come Wise.\u0026nbsp; per pagamenti internazionali, evitando commissioni elevate. Questi accorgimenti ti permetteranno di affrontare la traversata con serenità e di concentrarti sull’avventura che ti aspetta in Corea del Sud.\nPronto per l’avventura? Condividi la tua esperienza! Entrare in Corea del Sud dalla Russia in camper è un’esperienza unica, ma richiede preparazione. Hai domande o vuoi un consiglio personalizzato? Scrivici nei commenti o contattaci direttamente tramite il nostro form! Se hai già fatto questo viaggio, condividi i tuoi suggerimenti qui sotto: la tua esperienza potrebbe ispirare e aiutare altri overlander a realizzare il loro sogno asiatico!\n","country":"Corea del Sud","date":"luglio 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1752301060/Articoli/Russia/vladivostok/guida-traghetto-russia-corea_bhgfz5.png","permalink":"/blog/come-entrare-corea-sud-russia-guida-aggiornata-overlander/","title":"Come entrare in Corea del Sud dalla Russia: la guida aggiornata per overlander [Aggiornamento 2025]"},{"categories":["Blog"],"contents":"Era la fine di febbraio, e in Giappone la neve cadeva silenziosa, lenta come una carezza fredda. Il vento soffiava forte tra le strade vuote, e il nostro visto stava per scadere. Intorno a noi, un tempo sospeso, fatto di incontri preziosi, di quelli che arrivano quando meno te lo aspetti e restano addosso come il profumo di qualcosa di buono.\nTra quelle persone speciali, c’erano una donna e sua figlia. Vivevano con due cani e due gatti, e come noi erano profondamente legate al mondo animale. La sintonia con loro è stata immediata, naturale. Ci siamo incontrati più volte, anche per un tè caldo condiviso nel nostro van, casa su ruote e rifugio sicuro. Ci hanno donato oggetti fatti a mano, piccoli capolavori d’affetto: borse create con carta di giornale giapponese, origami colorati, ceramiche artigianali e scaldini per affrontare l\u0026rsquo;inverno nipponico.\nTre mesi dopo, proprio quella donna ci ha regalato un incontro destinato a cambiare tutto.\nUn messaggio che cambia la rotta Ricordo perfettamente quel mattino di maggio. Eravamo sull’isola di Jeju, in Corea, seduti a far colazione nel nostro van affacciato sul mare. Sullo schermo del telefono è arrivato un messaggio dal Giappone: \u0026ldquo;Ragazzi, credo che questo cucciolo sia perfetto per voi.\u0026rdquo;\nQuelle parole sono rimbombate dentro di noi. Forti. Tenere. Ma anche dolorose, perché c’era ancora una ferita aperta: Olimpia, la nostra rottweiler, compagna di mille viaggi, non c’era più. Accogliere un nuovo cane ci sembrava quasi un tradimento. Eppure, quella frase suonava come un invito. Come un segno.\nAdottare un cane in Giappone: una sfida in salita Adottare un cucciolo in Giappone non è affatto semplice, soprattutto se non si è residenti. Avevamo contattato oltre dieci canili e ricevuto sempre la stessa risposta: “No, non possiamo affidarvi un cane se non vivete stabilmente qui.” Ma quella donna, ancora una volta, ha fatto la differenza. Si è offerta di andare a conoscere il cucciolo al nostro posto, di portarlo a casa sua, di svezzarlo, vaccinare, farlo crescere tra le coccole dei suoi animali fino al nostro ritorno. Un gesto di una generosità immensa, che ci ha lasciati senza parole.\nEppure, ci siamo presi del tempo. Una settimana di dubbi, di fotografie guardate e riguardate. Cercavamo cani neri, simili a Olimpia, quasi a volerla cercare ancora nei tratti di qualcun altro. Ma tutti erano già stati adottati. Nel frattempo Sakè, il nostro gatto, ci guardava con occhi stanchi e annoiati. Sembrava dirci che un po’ di compagnia in più non sarebbe stata male. Finché una mattina, con un semplice sguardo a quel piccolo batuffolo sullo schermo, ho detto a Paolo: “E va bene. Prendiamola.”\nUna decisione d’amore: benvenuta Genepì Così è iniziato tutto. Come ogni decisione importante nella nostra famiglia: con uno sguardo, un silenzio e una certezza improvvisa.Ed è così che è arrivata lei, la nostra mameshiba: Genepì. Il nome non è stato scelto a caso. Genepì è un liquore delle nostre montagne, il simbolo delle nostre radici. Ma è anche una pianta, l’artemisia, che rappresenta forza, guarigione, mistero. Un nome che unisce passato e presente, Italia e Giappone, natura e cura.Dal primo sguardo, Genepì ci è sembrata parte di noi. Quegli occhi neri e profondi sembravano sapere già tutto: delle nostre paure, delle perdite, della vita in viaggio.\nVita in van con cane e gatto in Giappone Da allora è iniziata la nostra nuova avventura: in quattro, con Genepì e Sakè, a bordo del nostro camper.Una famiglia un po’ strana, un po’ nomade, ma piena di cuore. Abbiamo già registrato ufficialmente Genepì a nostro nome e completato due dei tre vaccini obbligatori. A breve faremo anche quello contro la rabbia, e quando torneremo in Europa richiederemo per lei un passaporto, visto che in Giappone questo documento non esiste. Nel frattempo, lei cresce. Corre, gioca, morde i tappetini e ci guarda con quegli occhi che sanno di casa. Non ha ancora fatto grossi danni… se non quello più importante di tutti:averci rubato il cuore.\nAdozione, viaggio e nuova vita La nostra storia di adozione in Giappone non è solo il racconto di un cane che entra in una famiglia, ma il racconto di come la vita possa sorprendere, guarire e trasformare.Con Genepì e Sakè al nostro fianco, contiamo di “ubriacarci” di emozioni, di esplorare il Giappone da nord a sud, vivendo ogni giorno con gratitudine, curiosità e un pizzico di follia.\nPoi, come sempre, arriverà un momento di silenzio, di nuove domande sul futuro. E in quel momento, apriremo gli occhi. Guarderemo il cielo. E capiremo, ancora una volta, dove andare.\nVuoi adottare un cane in Giappone o viaggiare con il tuo animale? Scrivici nei commenti o sui social se hai domande su:\ncome funziona l’adozione in Giappone viaggiare in camper con cane e gatto documenti e vaccinazioni per animali in Asia Saremo felici di aiutarti con la nostra esperienza.\n","country":"Giappone","date":"giugno 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1751165796/Articoli/Blog/genepi-nuovo-mebro-shiba-inu_t6zv0e.jpg","permalink":"/blog/quando-il-destino-ci-ha-portato-genepi-la-nostra-storia-di-adozione-di-un-cucciolo-in-giappone/","title":"Quando il destino ci ha portato Genepì: la nostra storia di adozione di un cucciolo in Giappone"},{"categories":["Giappone Culinario"],"contents":"Nara è celebre per i suoi cervi sacri, i templi millenari e la quiete che si respira tra le foreste di lanterne. Ma se ti fermi ad ascoltare anche con il palato, scoprirai che questa antica capitale giapponese ha molto da raccontare.\nEcco un mini tour a tre portate, da gustare lentamente, tra un inchino al Grande Buddha e una passeggiata nel silenzio del Kasuga Taisha.\nAntipasto: Kakinoha-zushi, piccoli doni avvolti in foglia di caco Se è troppo presto per pranzare, ma troppo tardi per resistere alla fame, puoi decidere di fermati da Izasa Restaurant – Sanjō Branch, un locale tradizionale a due passi dalla stazione, con una vetrina piena di piccoli tesori gastronomici: i kakinoha-zushi.\nleggi anche Nara in un giorno: tra templi, cervi curiosi e foreste silenziose Si tratta di blocchetti di riso con pesce marinato (salmone, sgombro, orata), avvolti in foglie di cachi. La foglia non si mangia, ma ha proprietà antibatteriche naturali: un tempo serviva a conservare il pesce anche d’estate, prima dell’invenzione dei frigoriferi.\nNe abbiamo ordinati tre, uno per qualità, accompagnati da una tazza di tè bollente. Il riso era compatto ma morbido, il pesce profumato: piccoli doni da scartare con cura.\n📍 Izasa Restaurant Sanjō Branch\n🕙 10:00 – 19:00, tutti i giorni\n🔗 Mappa Google\u0026nbsp; Primo: Sōmen caldi, una carezza invernale Dopo un giro nel parco, inseguiti da cervi troppo amichevoli, ci siamo rifugiati in un angolo silenzioso, accolti da una coppia davvero gentile. Dietro una vetrata appannata dal vapore ci attendeva Kanoko, un piccolo ristorante tradizionale con pavimenti in legno scuro e un giardino zen oltre il vetro.\nSeduti a terra, abbiamo ordinato un piatto di sōmen caldi: sottilissimi spaghetti giapponesi in brodo, serviti caldi d’inverno e freddi d’estate.\nPochi ingredienti, tanta grazia. Fuori c’erano zero gradi, ma dentro ogni cucchiaio era un ritorno a casa.\n📍 Kanoko\n🕐 Orari variabili, solitamente aperto per pranzo\n🔗 Mappa Google\u0026nbsp; 💴 Solo contanti\nDolce: Monaka, la poesia racchiusa in una cialda Per chiudere in dolcezza, ci siamo regalati un momento di pace da Shiratama-ya Eiju, una storica pasticceria con oltre 160 anni di attività.\nNel silenzio del cortile, davanti a un minuscolo giardino zen, abbiamo assaporato il Monaka: due cialde croccanti che racchiudono un ripieno dolce di fagioli azuki. Un equilibrio perfetto tra leggerezza e profondità.\n📍 Kaki no Senmon Sanjodori\n🕗 8:00 - 19:00 (chiuso lunedì e il terzo lunedì e martedì del mese)\n🔗 Mappa Google\u0026nbsp; ","country":"Giappone","date":"giugno 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1751856834/Articoli/Giappone/nara-cosa-mangiare_uci2gy.png","permalink":"/blog/cosa-mangiare-nara-antipasto-primo-dolce/","title":"Cosa mangiare a Nara: antipasto, primo e dolce!"},{"categories":["Viaggio in Giappone","Nara in un giorno"],"contents":"Hai solo un giorno per scoprire Nara? Nessun problema: ecco un itinerario perfetto per respirare l’atmosfera antica della città, salutare il Buddha gigante e magari farsi rubare un biscotto da un cervo (spoiler: meglio non darli, ma ne parliamo dopo!).\nTabella dei contenuti Come arrivare a Nara Itinerario consigliato 1. Todai-ji e il Grande Buddha 2. Passeggiata nella foresta di Kasugayama 3. Il Kasuga Taisha e il Santuario delle Coppie 4. Incontro con i cervi di Nara 5. Shopping e relax nella via principale E il cibo? Come arrivare a Nara Nara è facilissima da raggiungere sia da Kyoto che da Osaka:\nDa Kyoto: treno JR Nara Line o Kintetsu Line – circa 45-60 minuti Da Osaka: treno Kintetsu Nara Line – circa 35-45 minuti Le stazioni principali (JR e Kintetsu) si trovano a una breve passeggiata dal parco e dai principali luoghi di interesse. Se come noi viaggi in camper, ci sono parcheggi poco fuori dal centro, raggiungibili con una breve camminata (e con vista cervi inclusa).\nItinerario consigliato 1. Todai-ji e il Grande Buddha Appena arrivi, dirigiti verso il tempio Todai-ji, uno dei luoghi più iconici del Giappone e Patrimonio dell’Umanità UNESCO.\nCostruito nell’VIII secolo su ordine dell’imperatore Shōmu, il Todai-ji non è solo un capolavoro architettonico, ma anche un simbolo della diffusione del buddhismo nell’antico Giappone.\nQui si trova il Daibutsu (大仏), il Grande Buddha di bronzo: una statua colossale alta 15 metri e pesante oltre 500 tonnellate. Raffigura Vairocana, il Buddha cosmico, ed è considerata una delle statue bronzee più grandi del mondo.\nEntrare nella sala principale (Daibutsuden), costruita interamente in legno, è un’esperienza che lascia senza fiato.\nOltre alla statua, non perdere:\nIl portale d’ingresso Nandaimon, con due imponenti statue di guardiani (i Nio) scolpiti nel legno; Il famoso foro nella colonna all’interno della sala, grande quanto una narice del Buddha: si dice che chi riesce a passarci avrà fortuna e illuminazione (spoiler: i bambini ci passano meglio degli adulti 😄); Il piccolo museo Todai-ji, se vuoi approfondire la storia del tempio e del buddhismo giapponese. Orari: di solito aperto dalle 6:00 alle 17:00 (controlla gli orari aggiornati in base alla stagione).\nPrezzo: 600 yen per il Daibutsuden, 1000 yen con il museo incluso.\nConsiglio pratico: meglio arrivare la mattina presto, prima dell’arrivo dei gruppi organizzati (circa alle 9 di mattina). E se riesci a essere lì mentre il sole filtra tra i portoni di legno, l’effetto è davvero suggestivo.\nleggi anche Viaggio in Giappone 2025: Itinerari e Info Utili 2. Passeggiata nella foresta di Kasugayama Prosegui il cammino oltre il Todai-ji, entrando in una foresta fitta e silenziosa, quasi sospesa nel tempo.\nQuesta è la Kasugayama, una foresta sacra protetta da secoli.\nQui, tra lanterne coperte di muschio, la natura è la vera protagonista.\n3. Il Kasuga Taisha e il Santuario delle Coppie Prosegui a piedi attraverso la foresta fino al suggestivo Kasuga Taisha, uno dei santuari shintoisti più affascinanti del Giappone.\nFondato nell’VIII secolo, proprio come il Todai-ji, questo luogo sacro è celebre per le sue oltre tremila lanterne in pietra e bronzo, che decorano il sentiero e i corridoi del complesso.\nLa foresta che lo circonda è parte della Foresta Primordiale di Kasugayama, anch’essa Patrimonio UNESCO: qui gli alberi sono protetti da secoli e donano un senso di quiete profonda, amplificato dal silenzio e dai passi leggeri dei pellegrini.\nLungo il percorso troverai anche un piccolo santuario dedicato all’amore e alle relazioni di coppia. Si chiama spesso il “santuario delle coppie” o “ai-en jinja” (愛縁神社) e ospita piccole tavolette votive, gli ema, con preghiere scritte a mano per chiedere fortuna in amore, relazioni durature o incontri futuri.\n4. Incontro con i cervi di Nara Li trovi ovunque nel parco… a volte anche troppo vicini!\nSono considerati messaggeri degli dèi, e molti turisti comprano i famosi biscotti “shika senbei” per darli in pasto.\nNoi consigliamo di evitare: molti cervi sono agitati e i biscotti sono pieni di zuccheri.\nMeglio una carezza (se vogliono!) e qualche foto a distanza.\n5. Shopping e relax nella via principale Torna verso la stazione passeggiando lungo Sanjo-dori, la via dello shopping.\nTra negozietti tradizionali, souvenir carini e locali accoglienti, è il posto giusto per un tè caldo o un dolcino prima di ripartire.\nE il cibo? Ti raccontiamo tutto nel dettaglio, dall\u0026rsquo;antipasto al dolce in stile Nara, in questo articolo sulle 3 cose da mangiare a Nara in un giorno\nSe riesci, resta fino al tramonto.\nLa luce dorata tra gli alberi e le lanterne del parco ha qualcosa di magico.\nBuona passeggiata! 🌿✨\n","country":"Giappone","date":"giugno 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1751857574/Articoli/Giappone/tour-di-nara-2025_nzmaha.png","permalink":"/blog/nara-un-giorno-templi-cervi-foreste/","title":"Nara in un giorno: tra templi, cervi curiosi e foreste silenziose"},{"categories":["Viaggiare in Giappone","Giappone culinario"],"contents":"C’è un angolo a Osaka che non si vede. Bisogna scendere, infilarsi in un passaggio sotterraneo tra altri minuscoli locali, e seguire il profumo.\nIl cuoco lo trovi lì, in piedi, solo, con una piastra rovente davanti e una striscia minuscola di bancone. Il locale è largo quanto le sue spalle — davvero — ma per i suoi sorrisi c’è spazio a volontà.\nÈ un uomo gentile, di quelli che non si risparmiano: versa la pastella, gira i takoyaki con maestria, ti serve il piattino con due mani e un inchino sincero.\nIl sapore? Caldo, vero, giapponese Sottoterra, in un cunicolo che sembra un corridoio di cucina, ma custodisce una delle esperienze più vere del Kansai.\nOrdini 6 pezzi a 480 yen e aspetti mentre la pastella sfrigola.\nLui lavora con precisione, ma senza fretta. Ogni sfera viene girata con cura, fino a diventare croccante fuori e tenera dentro, con quel cuore di polpo che scotta e consola allo stesso tempo.\nSopra, la classica danza degli ingredienti: salsa dolce, maionese, alga verde e katsuobushi che si muove come se respirasse.\nNon c\u0026rsquo;è posto per sedersi ma c\u0026rsquo;è posto per restare Si mangia in piedi, appoggiando il piattino su una sottile mensolina che corre lungo il bancone. Ti fermi, ti scotti, sorridi.\nÈ così che succede a Osaka: i momenti veri li trovi dove non c’è spazio per altro, se non per la presenza.\n📍 Takoyaki Doraku Wanaka - Namba Sennichimae\n🕙 Lunedì–Venerdì: 11:00 – 21:00. Sabato–Domenica: 11:00 – 14:00 / 17:00 – 21:00 (pausa pomeridiana)\n🔗 Mappa Google\u0026nbsp; 💴 Prezzo: 480 yen per 6 takoyaki\n🚫 Posti a sedere: nessuno. Ma c’è sempre spazio per un ricordo.\nHai mai mangiato takoyaki in un posto che sembra più un segreto che un ristorante?\nScrivici nei commenti il tuo angolo nascosto del Giappone, o salva questo per quando capiti a Osaka.\nChi lo sa: potremmo ritrovarci lì, in piedi, con la bocca piena e gli occhi che ridono.\n","country":"Giappone","date":"giugno 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1746770246/Articoli/Giappone/osaka-takoyaky-piu%CC%80-buono-del-giappone-osaka_su9xjv.jpg","permalink":"/blog/dove-mangiare-takoyaki-osaka-negozio-piu-piccolo-giappone/","title":"Dove mangiare i takoyaki a Osaka: nel negozio più piccolo del Giappone"},{"categories":["Viaggio in Giappone","Kyushu"],"contents":"Arrivare a Beppu, nel nord-est del Kyūshū, significa avventurarsi in una città che fuma da ogni angolo. I vapori salgono dalle griglie dei marciapiedi, avvolgono gli edifici e si dissolvono nell’aria come sospiri antichi. Qui, la terra bolle davvero, e la sua anima più spettacolare si mostra negli “Inferni” (Jigoku): sette pozze geotermiche dalle tinte irreali, sparse tra le colline.\nIl nome \u0026ldquo;inferni\u0026rdquo; non è casuale: queste sorgenti non sono onsen in cui immergersi, ma manifestazioni estreme della forza della natura, bollenti e misteriose, spesso legate a racconti mitologici o credenze locali.\nTabella dei contenuti Un itinerario tra vapori e stupore: i sette inferni di Beppu 1. Umi Jigoku – L’inferno marino 2. Oniishibozu Jigoku – Le teste dei monaci 3. Chinoike Jigoku – Lo stagno di sangue 4. Tatsumaki Jigoku – Il geyser che non sbaglia 5. Oniyama Jigoku – Il regno dei coccodrilli 6. Kamado Jigoku – L’inferno del diavolo cuoco 7. Shiraike Jigoku – Il lago bianco Prezzi, orari e pass Come arrivare Per chi viaggia in camper Quali inferni scegliere se hai poco tempo? In conclusione Un itinerario tra vapori e stupore: i sette inferni di Beppu Puoi decidere di visitarli tutti in mezza giornata (o con calma in un giorno intero), ma se il tempo stringe, due pozze in particolare ti lasceranno senza fiato e meritano da sole la deviazione.\nleggi anche Un Giappone diverso: 14 giorni on the road nel selvaggio Kyushu 1. Umi Jigoku – L’inferno marino La regina degli inferni: un’enorme pozza color azzurro turchese, nata 1.200 anni fa da un\u0026rsquo;eruzione vulcanica. Il colore è dato dall’alta concentrazione di acido solforico.\nAccanto alla pozza sorge un torii rosso, e un sentiero ti conduce a un giardino giapponese con alberi di loto e camelie in fiore.\nDa non perdere: La greenhouse tropicale riscaldata naturalmente\n2. Oniishibozu Jigoku – Le teste dei monaci Questa pozza più raccolta deve il suo nome alle bolle d’argilla che ricordano le teste rasate dei monaci buddisti (bozu). Un luogo più silenzioso e ipnotico.\nCuriosità: C’è un piccolo piediluvio gratuito all’ingresso\n3. Chinoike Jigoku – Lo stagno di sangue Un’inferno dalla tonalità rosso intenso, dovuto all’ossido di ferro. Un tempo si credeva che l’argilla curativa avesse proprietà benefiche.\nPiù lontano degli altri (20 minuti di bus o 10 in automobile), ma visivamente notevole.\n4. Tatsumaki Jigoku – Il geyser che non sbaglia Un geyser naturale che erutta ogni 10 minuti. Si trova accanto al Chinoike.\n5. Oniyama Jigoku – Il regno dei coccodrilli Pozza circondata da decine di coccodrilli allevati sfruttando il calore geotermico. Atmosfera più da zoo che da inferno (se ami gli animali potresti non apprezzarla del tutto..!).\n6. Kamado Jigoku – L’inferno del diavolo cuoco Un’area colorata con pozze di colori diversi e dimostrazioni con il vapore. Molto frequentata e fotografata.\nConsiglio: Se sei affamato puoi assaggiare i dolci e le uova cotti al vapore sul posto.\n7. Shiraike Jigoku – Il lago bianco Una pozza lattiginosa, quieta e sospesa. Il suo nome significa proprio “Stagno Bianco”.\nPrezzi, orari e pass Prezzo singolo: 400¥ Pass cumulativo per i 7 inferni: 2.200¥ Orari: tutti i giorni dalle 8:00 alle 17:00 Dove acquistare i biglietti: sul posto o via app Noi abbiamo usato Klook e se ti registri con il nostro codice sconto riceverai 5$ di sconto sul primo acquisto! link affiliato Klook Se ti registri con il nostro promo code ricevi 5$ di coupon Disclaimer: Questo è un link affiliato, il che significa che riceviamo una piccola commissione, senza costi aggiuntivi per te. Dopo esserti registrato puoi acquistare i biglietti qui\u0026nbsp; Come arrivare Dalla stazione JR Beppu, prendi un bus Kamenoi (linea 5, 7 o 9) e scendi a Kannawa Onsen Durata tragitto: 25–30 minuti Prezzo: circa 300–350¥ In alternativa: day pass mezzi pubblici (900¥ circa) Per chi viaggia in camper Esistono parcheggi disponibili vicino agli ingressi principali.\nQuali inferni scegliere se hai poco tempo? Se hai solo 1–2 ore, visita:\nUmi Jigoku – scenografico, azzurro, con torii e giardino Oniishibozu Jigoku – originale e tranquillo, con piediluvio Sono vicini tra loro e raggiungibili a piedi da Kannawa.\nIn conclusione Beppu è una città dove la terra parla, sussurra e a volte grida. I suoi inferni non sono solo attrazioni geologiche, ma racconti viventi della potenza del sottosuolo giapponese.\nTra vapori, colori irreali e suoni sibilanti, si cammina dentro una leggenda.\n","country":"Giappone","date":"giugno 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1751873780/Articoli/Giappone/guida-a-beppu-giappone_dsrvms.png","permalink":"/blog/guida-inferni-beppu-cosa-sono-costo-quali-vedere/","title":"Guida agli Inferni di Beppu: cosa sono, quanto costano e quali vale la pena vedere"},{"categories":["Giappone Culinario","Kyushu"],"contents":"Nel cuore di Sasebo (Kyūshū, Giappone), nascosto tra i vicoli scavati nella roccia durante i bombardamenti del 1945, esiste un luogo sospeso nel tempo: Ton–neru Yokocho, il tunnel dei vicoli.\nUn ex rifugio antiaereo trasformato in un intreccio sotterraneo di izakaya, bar, piccoli negozi e ricordi.\nÈ qui, in questa cavità della città, che abbiamo assaggiato per la prima volta l’oden.\nL’Izakaya nel tunnel L’Izakaya Tough è un locale che non si fa notare per le apparenze. Piuttosto, ha pareti curve di cemento grezzo, luci basse, orologi fermi e fotografie sbiadite.\nL’atmosfera è quella di una capsula del tempo: silenziosa, densa, accogliente. Un luogo che racconta paure antiche e la bellezza del rifugiarsi insieme.\nAvvolti dal vapore e dal profumo del brodo, ci siamo seduti per scoprire uno dei piatti più umili e profondi della cucina giapponese.\nleggi anche Cosa mangiare a Nara: antipasto, primo e dolce! Cos’è l’oden Immagina una pentola fumante, con una schiumarola che affiora e un liquido ambrato da cui spuntano forme misteriose.\nL’oden si presenta così: senza colori accesi, senza estetica ricercata. Solo ingredienti semplici – daikon, tofu, uova, konnyaku, tortini di pesce – cotti a lungo in un brodo caldo di dashi, salsa di soia e spezie leggere.\nL’oden è un piatto che si costruisce lentamente e si gusta senza fretta.\nLa sua storia affonda le radici nei templi buddisti del periodo Muromachi, dove si preparavano spiedini di tofu grigliato spennellati di miso, chiamati dengaku, come l’antica danza sacra.\nCol tempo, però, il tofu ha lasciato i bastoncini per immergersi nel brodo. Così, quel piatto meditativo è diventato conforto notturno per i banshi, le guardie samurai che vegliavano sulle città d’inverno.. e per tutti noi oggigiorno.\nUna zuppa che ti costringe a fermarti Seduti a gambe incrociate, stringendo tra le dita le bacchette, ci siamo trovati davanti a uno degli ingredienti più insidiosi dell’oden: l’uovo sodo.\nChe non si lascia afferrare, sfugge e scivola nel brodo, come a volerci dire: fermati.\nE così abbiamo fatto.\nPerché quell’uovo era più di un ingrediente ostico: era una metafora.\nUn invito gentile a rispettare il tempo. A rallentare.\nIn quel rifugio nato dalla guerra e trasformato in accoglienza, con il viso umido di vapore e le mani tremanti dal ridere, abbiamo capito una cosa semplice:\nmangiare lentamente non è un lusso. È un atto di presenza.\nUna ciotola di oden, più che un pasto, è una lezione di pazienza, calore e memoria condivisa.\n📍 Izakaya Tough Sasebo\n🕙 Aperto ogni sera dalle 18:00 all’01:00 (chiusura lunedì). 🔗 Mappa Google\u0026nbsp; Vuoi vederci all’opera con le bacchette? ","country":"Giappone","date":"giugno 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1751968604/Articoli/Giappone/odeon-giappone-kyushu_e0tftd.jpg","permalink":"/blog/oden-zuppa-giapponese-insegna-rallentare/","title":"Oden: la zuppa giapponese che insegna a rallentare"},{"categories":["Viaggio in Giappone","Kyushu"],"contents":"Nagasaki, città portuale del Giappone meridionale, è oggi conosciuta in tutto il mondo non solo per la tragica esplosione atomica del 9 agosto 1945, ma anche per la sua storia unica, la ricchezza culturale e la capacità di rinascita. Prima della guerra, Nagasaki era un importante centro industriale e portuale: da secoli rappresentava la porta d’accesso al Giappone per gli occidentali, tanto che ancora oggi si riconosce un’impronta europea nell’architettura, nei giardini e nelle tradizioni culinarie, eredità del passato cosmopolita della città.\nTabella dei contenuti La tragedia del 9 agosto 1945 Nagasaki oggi Itinerario perfetto di un giorno a Nagasaki Parco della Pace e Museo della Bomba Atomica Tappa extra: il Torii solitario e i due alberi di canfora Ponte Megane (Meganebashi) e passeggiata lungo il fiume Nakashima Pausa pranzo a Chinatown: Champon o Sara Udon Oura Church e Glover Garden Belvedere sulla città al Mt. Inasa (Inasayama) Extra: escursione all’isola fantasma di Hashima (Gunkanjima) Info pratiche Conclusione La tragedia del 9 agosto 1945 Alle 11:02 del mattino, la bomba al plutonio soprannominata “Fat Man” esplose a circa 470 metri d’altezza sopra il quartiere Urakami, cuore industriale di Nagasaki. L’esplosione rase al suolo 6,7 km² di città, causando la morte immediata di circa 35.000-40.000 persone e ferendone oltre 55.000; il numero totale di vittime, comprese quelle decedute nei mesi successivi per le radiazioni, è stimato intorno alle 80.000. Nagasaki oggi Oggi Nagasaki è un simbolo di pace e resilienza e si distingue anche per la sua apertura culturale. Infatti, ospita la più grande comunità cristiana del Giappone, frutto di secoli di scambi e persecuzioni, e una tradizione di dialogo tra Oriente e Occidente che si riflette nel tessuto sociale e urbano. Qui, più che altrove, si respira un’atmosfera internazionale, tra templi, chiese e tram colorati che sfrecciano lungo le vie della città.\nItinerario perfetto di un giorno a Nagasaki Parco della Pace e Museo della Bomba Atomica Comincia il tuo percorso nel cuore della memoria. Il Parco della Pace è silenzioso, toccante, pieno di simboli. Cammina tra le statue donate dai paesi del mondo e fermati all’ipocentro, esattamente dove esplose la bomba il 9 agosto 1945.\nIl museo, ricostruito e ampliato, racconta con cura le conseguenze umane, ambientali e politiche della tragedia, con oggetti, foto, testimonianze audio e filmati.\nTappa extra: il Torii solitario e i due alberi di canfora Poco lontano dal museo si trova un luogo meno noto ma molto simbolico: il One Pillar Torii, un antico portale scintoista colpito dall’onda d’urto dell’esplosione.\nDelle due colonne originali, solo una è rimasta in piedi. Accanto, due alberi di canfora sopravvissuti all’attacco continuano a crescere: un potente messaggio di resistenza e rinascita.\nleggi anche Un Giappone diverso: 14 giorni on the road nel selvaggio Kyushu Ponte Megane (Meganebashi) e passeggiata lungo il fiume Nakashima Dal parco prendi un tram verso il centro (30 minuti) o cammina per un’ora. Qui, tra negozietti storici e scorci pittoreschi, troverai uno dei simboli più poetici di Nagasaki: il Ponte Megane, chiamato così perché i suoi archi riflessi nell’acqua sembrano due lenti rotonde.\nCostruito nel 1634 da un monaco cinese, è uno dei ponti in pietra più antichi del Giappone. Fermati ad ascoltare il rumore dell’acqua, osserva le carpe nel fiume e lasciati incantare dalla calma di questo angolo.\nPausa pranzo a Chinatown: Champon o Sara Udon A due passi dal ponte si trova Shinchi Chinatown, una delle più piccole ma antiche del Giappone. Qui si respira ancora l’atmosfera dei commerci del passato, tra lanterne rosse, negozi di dolci e vapore che esce dalle cucine.\nProva:\nChampon: noodle in brodo con frutti di mare e verdure (scopri dove abbiamo assaggiato i più buoni champon di sempre). Sara Udon: versione asciutta, con noodles croccanti sotto a una pioggia di ingredienti saltati. Oura Church e Glover Garden 15 minuti a piedi attraverso la Dutch Slope, una ripida via acciottolata fiancheggiata da case in stile occidentale. Qui vivevano mercanti europei nel XIX secolo, quando Nagasaki era uno dei pochi porti aperti agli stranieri.\nAlla fine della salita si trova Oura Church, la più antica chiesa cattolica del Giappone (1864), dichiarata Patrimonio UNESCO. Fu costruita da missionari francesi e accoglie ancora oggi fedeli e curiosi.\nPoco più su, tra salite e scalini, si apre il Glover Garden: un parco-museo con ville in stile occidentale e una vista spettacolare sul porto. Tra glicini, corridoi di legno e mobili d’epoca, si scopre l’influenza europea sulla Nagasaki dell’Ottocento.\nBelvedere sulla città al Mt. Inasa (Inasayama) Se hai tempo (e gambe), prendi la funivia oppure un taxi/mezzo proprio per salire sul Monte Inasa. È considerato uno dei tre panorami notturni più belli del Giappone, e quando il sole inizia a calare, le luci del porto, dei ponti e delle colline si accendono come stelle.\nPorta una giacca, prendi posto e aspetta il momento giusto: vedrai Nagasaki dall’alto, distesa tra il mare e le montagne, viva e fragile come una costellazione.\nExtra: escursione all’isola fantasma di Hashima (Gunkanjima) Hashima è una città-fantasma galleggiante, abbandonata dal 1974. Un tempo ospitava oltre 5000 minatori e famiglie, stipati in condomini di cemento su un’isola piccolissima.\nCon la chiusura della miniera, tutto è stato lasciato così com’era: letti, cucine, utensili, lavagne… oggi tutto in rovina, coperto da edera e silenzio.\nTrovi tutte le informazioni in merito nell\u0026rsquo;articolo dedicato qui sotto: leggi anche Gunkanjima: l\u0026#39;isola fantasma al largo di Nagasaki Info pratiche Muoversi a piedi e in tram è semplice. I tram sono frequenti e costano poco (200 yen a tratta). I musei chiudono tra le 17:00 e le 18:00. Il tour per Hashima parte spesso al mattino presto (verifica gli orari). Se viaggi in camper puoi sfruttare i parcheggi a pagamento in centro città e dormire vicino al parco del belvedere gratuitamente. Conclusione In un solo giorno, Nagasaki ti regala una lezione di storia, una carezza al cuore e un salto nel tempo.\nMa se ti spingi oltre, verso Hashima, capirai che alcune ferite – umane e architettoniche – parlano ancora, anche se nessuno le abita più.\nTi servono altri consigli? Scrivici nei commenti: ti risponderemo con piacere.\n","country":"Giappone","date":"giugno 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1753422481/Articoli/Giappone/tour-di-nagasaki_npfl24.png","permalink":"/blog/nagasaki-un-giorno-giro-isola-fantasma-hashima/","title":"Un giorno a Nagasaki (+ giro extra all’isola fantasma di Hashima)"},{"categories":["Tour di Nagasaki","Kyushu"],"contents":"A circa 20 km dalla costa di Nagasaki, emerge dal mare la sagoma inquietante e affascinante di Hashima, meglio conosciuta come Gunkanjima, l’“isola nave da guerra”. Il soprannome non è casuale: la sua forma massiccia e i suoi edifici in cemento armato sembrano il relitto di una città alla deriva, uno spettro del passato industriale del Giappone.\nTabella dei contenuti Dalla roccia disabitata al cuore nero dell’industria Un campo giochi in cemento L’abbandono e il silenzio Un luogo che fa riflettere Come arrivarci Tour operator consigliati Dalla roccia disabitata al cuore nero dell’industria La trasformazione di Hashima iniziò nel 1887, quando la Mitsubishi Corporation acquistò l’isola dopo la scoperta di depositi di carbone sotto il suo fondale. Nel tempo, l’isola venne ampliata artificialmente per ospitare una vera e propria cittadella: miniere, palazzi residenziali, scuole, ospedali, infrastrutture. Il tutto su appena 6,3 ettari.\nAl culmine della sua attività, nel 1959, Gunkanjima contava oltre 5.000 residenti, rendendola uno dei luoghi più densamente popolati al mondo. Ma questa densità era tutt’altro che sinonimo di comfort: le abitazioni erano piccole, le strade strette, e le condizioni di lavoro durissime. I minatori scendevano ogni giorno nelle viscere dell’isola per estrarre il carbone, affrontando calore, umidità e pericoli continui.\nUn campo giochi in cemento Eppure, nonostante tutto, sull’isola si rideva anche. I bambini giocavano sui i tetti, si nascondevano nei vicoli, e osservavano da lontano le onde degli tsunami dietro a una barriera di cemento. Esisteva persino una piscina riempita con acqua di mare, oggi solo un ricordo sgretolato dal tempo.\nDurante la nostra visita, a raccontarci tutto questo è stato un volontario di 80 anni, appassionato e sorridente, che parlava inglese con entusiasmo e orgoglio. \u0026ldquo;Scattate più foto che potete\u0026rdquo;, ci ha detto. \u0026ldquo;Tra sei mesi potrebbe non esserci più nulla. Quest’isola crollerà, e di lei rimarranno solo i ricordi\u0026rdquo;.\nleggi anche Un giorno a Nagasaki (\u0026#43; giro extra all’isola fantasma di Hashima) L’abbandono e il silenzio Nel 1974, la Mitsubishi chiuse la miniera. Gli abitanti furono costretti a lasciare l’isola in poche settimane, lasciando dietro di sé case, oggetti, e frammenti di vite. Da allora, Gunkanjima è rimasta deserta, esposta ai venti, alla salsedine e all’incuria del tempo, e gli edifici si stanno sgretolando, rendendola sempre più simile a un set post-apocalittico.\nOggi l’isola è Patrimonio dell’Umanità UNESCO, ma l’accesso è limitato: solo alcune parti sono visitabili in sicurezza. Nonostante ciò, resta un simbolo potente della corsa industriale giapponese e del prezzo umano che l’ha accompagnata.\nUn luogo che fa riflettere Gunkanjima non è solo una curiosità per appassionati di storia o urbex: è una memoria viva, che ci interroga sul senso del progresso, sulla fragilità delle conquiste umane e su ciò che resta, quando tutto il resto scompare.\nCome arrivarci I tour partono dal porto di Nagasaki ( Nagasakiminato Terminal\u0026nbsp; nell’area di Oura). Prenota online in anticipo, soprattutto nei weekend. Lo sbarco sull’isola è permesso solo con bel tempo, altrimenti il tour diventa solo una crociera panoramica. Tour operator consigliati Noi abbiamo usato il tour operator The Gunkanjima Landing \u0026amp; Cruise\u0026nbsp; in quanto offre guide in inglese. La guida è gratuita ma attenzione, è disponibile solo il martedì, giovedì e sabato.\n","country":"Giappone","date":"giugno 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1753423139/Articoli/Giappone/gunkanjima-l-isola-fantasma-nagasaki_uvhygz.png","permalink":"/blog/gunkanjima-l-isola-fantasma-al-largo-di-nagasaki/","title":"Gunkanjima: l'isola fantasma al largo di Nagasaki"},{"categories":["Viaggio in Giappone"],"contents":"Stai pianificando un viaggio in Giappone e vuoi esplorare le meraviglie del paese a bordo dei famosi treni Shinkansen? Japan Bullet Train\u0026nbsp; è la soluzione ideale per prenotare i tuoi biglietti in modo semplice, veloce e senza stress, combinando l\u0026rsquo;efficienza dei treni giapponesi con la comodità di una prenotazione online senza problemi. 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Servizio Clienti Dedicato: Un team di esperti è a tua disposizione per assisterti in ogni fase del tuo viaggio, dalla prenotazione all\u0026rsquo;imbarco. Prenotazioni anche all\u0026rsquo;Ultimo Minuto: Possibilità di effettuare prenotazioni anche all\u0026rsquo;ultimo minuto (fino a 3 ore prima della partenza), per massima flessibilità. eSIM Gratuita!: Acquistando un biglietto Shinkansen tramite Japan Bullet Train, riceverai un link per scaricare una eSIM gratuita da 300MB (valida per 3 giorni), perfetta per rimanere connesso appena arrivato in Giappone! leggi anche La connessione perfetta per il tuo viaggio in Giappone: Scopri Japan Wireless Come Funziona Richiedi i Tuoi Biglietti: Accedi al sito di Japan Bullet Train e seleziona i treni che desideri prenotare. Ricevi un Codice QR: Dopo la conferma della prenotazione, riceverai un codice QR via email. Ritira i Tuoi Biglietti: Presenta il codice QR presso una stazione JR designata per ricevere i tuoi biglietti cartacei. In caso di errori in fase di prenotazione (ad esempio selezionando una data sbagliata) puoi effettuare la modifica presentandoti alla stazione JR. Il costo per la modifica è di 400 yen.\nOfferta Esclusiva per la Nostra Community Per rendere il tuo viaggio in Giappone ancora più semplice, scopri le soluzioni di Japan Bullet Train cliccando sul banner qui sotto. Non perdere l\u0026rsquo;opportunità di vivere un\u0026rsquo;esperienza di viaggio imperdibile!\nlink affiliato Japan Bullettrain Prenota il tuo Shinkansen per un viaggio indimenticabile in Giappone. Disclaimer: Questo è un link affiliato, il che significa che riceviamo una piccola commissione, senza costi aggiuntivi per te. Suggerimenti Utili Prenota i tuoi biglietti in anticipo, soprattutto durante i periodi di alta stagione, per assicurarti i posti desiderati. Completa la tua esperienza di viaggio in Giappone con l\u0026rsquo;eSIM o il router WiFi di Japan Wireless per essere connessa/o ovunque! 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Il Bear Paw Café è un progetto della Mental Support Academy, che aiuta persone con difficoltà emotive (come depressione, ipersensibilità o fobia sociale) a tornare in contatto con il mondo del lavoro.\nL’idea? Creare un luogo sicuro, senza contatto diretto con i clienti, in cui il sorriso passa comunque. E lo fa attraverso una morbida zampina d’orso che ti porge con cura il tuo ordine.\nleggi anche Dove mangiare i takoyaki a Osaka: nel negozio più piccolo del Giappone Cosa si beve (e si gusta) Il menu cambia spesso e segue le stagioni: bevande calde, tè, caffè, dolci giapponesi e parfait pieni di frutta fresca. Tutto servito con una cura che commuove, in uno spazio minuscolo, ma pieno di attenzione e rispetto.\nIl nostro piccolo gesto Durante la nostra visita abbiamo acquistato un dolce delizioso e una piccola zampina d’orso, una merenda che Sakè, il nostro gatto viaggiatore, ha apprezzato - anche se poi l’abbiamo mangiata noi, eh! Ma non è tutto: ci siamo presi del tempo per scrivere un messaggio al personale del caffè, infilando la nostra lettera nella buca dedicata. Un piccolo modo per dire grazie, per mandare forza e vicinanza a chi lavora lì ogni giorno, con coraggio e gentilezza.\n📍 Bear Paw Café\n🕙 Mar, Mer, Gio, Dom: 11:00–18:30. Ven, Sab, Festivi: 11:00–19:30. Chiuso il lunedì\n🔗 Mappa Google\u0026nbsp; Questo posto non è solo kawaii: è necessario. Ti fa riflettere su quanto valore ci sia nel creare spazi dove anche chi ha bisogno di più tempo o protezione possa sentirsi utile e accettato.\nE te ne vai con qualcosa in più. Una bevanda calda, una zampa d’orso\u0026hellip; e un sorriso che arriva dritto al cuore.\n","country":"Giappone","date":"giugno 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1751852310/Articoli/Giappone/osaka-caffe-orsi_duubiw.jpg","permalink":"/blog/camerieri-travestiti-da-orso-il-bar-piu-tenero-e-coraggioso-del-giappone/","title":"Camerieri travestiti da orso: il bar più tenero (e coraggioso) del Giappone"},{"categories":["Blog"],"contents":"Attraversare l’Eurasia in camper, con un cane e un gatto come compagni di viaggio, sembrava un’idea folle.\nEppure, per noi – Sara e Paolo, insieme a Olimpia e Sakè – è diventata realtà: 100.000 km, 37 paesi, tre anni di strada e un sogno che si è acceso ogni giorno, fino a vedere l’alba nel Paese del Sol Levante.\nPer realizzare questa avventura abbiamo scelto la via più lunga e più autentica: portare con noi la nostra casa su ruote, i nostri animali e tutta la nostra vita, raccontando ogni tappa sui social.\nMa molte storie, emozioni e incontri sono rimasti fuori dagli schermi.\nCosì è nato “Verso l’isola che c’è”, un libro che raccoglie aneddoti, fotografie e testimonianze di questo viaggio straordinario.\nE che non è solo un diario di viaggio:\nè una finestra su culture diverse, un manuale di sopravvivenza on the road e una celebrazione dell’amicizia con i nostri animali, veri compagni di avventura.\nDalle coste greche alle montagne della Georgia, dalla Transiberiana all’addio a Olimpia sotto il cielo della Mongolia, ogni pagina è un invito a sognare, esplorare e guardare il mondo con occhi nuovi.\nPer realizzare questo progetto, insieme a Edizioni Vallescrivia, abbiamo lanciato un crowdfunding:\n🎯 Il vostro supporto, preordinando il testo, ci aiuterà a trasformare questa storia in un libro ricco di emozioni e immagini, per farvi viaggiare con noi – anche solo sfogliando una pagina.\nPartecipando, diventerete parte di questa avventura e contribuirete a diffondere la passione per il viaggio e la bellezza di un mondo che può ancora essere casa per tutti.\nPreordina subito il libro o sostieni la campagna, insieme possiamo portare lontano questo sogno.\nVerso l\u0026#39;isola che c\u0026#39;è Preordina il libro o sostieni la campagna! ","country":null,"date":"maggio 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1713007643/Articoli/Blog/verso-l-isola-che-ce-libro_gujton.jpg","permalink":"/blog/verso-l-isola-che-ce-il-nostro-viaggo-dall-italia-al-giappone/","title":"Verso l’isola che c’è: il nostro viaggio dall’Italia al Giappone con cane e gatto in camper diventa un libro"},{"categories":["Viaggi in Corea"],"contents":"Se stai pensando di esplorare la Corea del Sud in libertà, noleggiare un’auto può essere una scelta eccellente, soprattutto se vuoi visitare zone meno battute o l’isola di Jeju, dove i mezzi pubblici sono più limitati.\nGuidare in Corea è più semplice di quanto sembri, ma ci sono alcune cose da sapere per partire sereni. Ecco la nostra guida pratica, testata su strada! Anche se non abbiamo noleggiato un’automobile perché siamo arrivati in Corea del Sud guidando direttamente dall’Italia (eccoti il video qui se vuoi scoprire come è andata), abbiamo avuto a che fare con le regole del paese per quasi 6 mesi e vogliamo condividerti la nostra esperienza!\nServe la patente internazionale Per guidare legalmente in Corea del Sud (e per affittare un’auto), è obbligatoria la patente internazionale secondo la Convenzione di Ginevra del 1949. Ricorda che dovrai esibirla insieme alla tua patente italiana: una non vale senza l’altra!\nleggi anche Come fare la Patente Internazionale? Guida completa Assicurazione auto: cosa devi sapere Se noleggi un’auto, la copertura assicurativa base è sempre inclusa nel contratto e copre i danni a terzi e, in parte, i danni al veicolo noleggiato. Tuttavia, le coperture possono variare e spesso sono previste franchigie elevate per danni al veicolo o furto.Consiglio: chiedi sempre quali sono le esclusioni e valuta se integrare la polizza con una copertura “full coverage” per viaggiare più tranquilli.Se porti la tua auto in Corea, dovrai stipulare un’assicurazione locale (come abbiamo fatto noi alla dogana prima di entrare): la procedura è semplice ma fondamentale per ottenere la TDC (Temporary Import Certificate) e circolare legalmente. Le agenzie di assicurazione locali lavorano spesso con le dogane e ti aiuteranno a completare tutte le pratiche.\nAttenzione ai semafori e alla svolta a destra In Corea si può svoltare a destra anche con il semaforo rosso, a meno che non sia presente un cartello di divieto.\nQuindi occhio: anche se il rosso è acceso, se il traffico lo permette e non ci sono segnali contrari, puoi procedere.\nUn’altra particolarità: alcuni semafori mostrano sia il verde che l’arancione lampeggiante contemporaneamente, e poi\u0026hellip; rimangono verdi. Niente panico! Non è un bug del sistema: è semplicemente il modo coreano di segnalare la precedenza ai pedoni o agli incroci.\nSe ti suonano, probabilmente ti sei dimenticato che puoi girare anche se è rosso. I cartelli stradali sono molto simili ai nostri Questa è una buona notizia: la segnaletica è chiara, spesso con traduzione in inglese, e i simboli sono quasi identici a quelli europei.\nTi sentirai subito a tuo agio anche senza conoscere il coreano.\nAttenzione a: Autovelox ovunque I limiti di velocità sono spesso bassi (50 km/h in città, 80-100 km/h sulle strade extraurbane) e rigorosamente controllati da autovelox fissi e mobili.\nMolte auto rallentano bruscamente in prossimità dei radar, quindi guida con prudenza e presta molta attenzione alla segnaletica.\nZone scuola Vicino alle scuole troverai segnaletica dedicata, dossi rallentatori, limiti anche a 30 km/h e spesso un cartello blu con una figura stilizzata.\nRallenta sempre: il rispetto delle zone scolastiche è preso molto seriamente.\nVetri oscurati Non stupirti se non vedi il conducente dell’auto accanto: molte auto hanno i vetri completamente oscurati, anche quelli anteriori.\nNon è maleducazione o stile da VIP: è la norma!\nParcheggi: comodi ma quasi sempre a pagamento Sia in città che nelle zone turistiche, tanti parcheggi sono ben segnalati, ordinati e sicuri, ma a pagamento.\nSi paga facilmente con carte, contanti o app (a volte solo in coreano).\nAutostrade: Telepass o contanti Le autostrade coreane sono moderne e ben mantenute.\nPuoi pagare il pedaggio in due modi:\nCon il sistema Hi-Pass (Telepass coreano), se l’auto a noleggio ne è dotata. In contanti ai classici gabbiottini (sì, ci sono ancora!). In tal caso chiedi aiuto agli addetti suonando l’apposito pulsante: sono molto gentili e arriveranno subito ad aiutarti. E sull’isola di Jeju? Guidare a Jeju è ancora più rilassante: le strade sono meno trafficate, i paesaggi sono stupendi e si parcheggia più facilmente.\nAnche qui vale tutto quanto sopra: patente internazionale, svolta a destra, autovelox e attenzione ai pedoni.\nSe però vuoi goderti al meglio l’isola, le sue spiagge e i vulcani, allora spostati con l’auto è la scelta migliore.\nConsigli finali Quando affitti un’auto, specifica se desideri il navigatore in inglese. I coreani usano l’app Naver Map o KakaoMap (Google Maps non funzionerà da nessuna parte). Se ti perdi, non esitare a chiedere aiuto: la gentilezza coreana è sempre una sicurezza! Vuoi scoprire le app da avere per viaggiare in Corea senza problemi? Clicca qui!\nHai altri dubbi o domande? 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Serve la patente internazionale In Corea del Sud non basta la patente italiana ma serve quella internazionale da richiedere in motorizzazione.\nAttenzione: va richiesta prima di partire per evitare brutte sorprese quindi parti per tempo in quanto ci vogliono tra i 10-15 giorni per averla.\nleggi anche Come affittare un\u0026#39;auto e guidare in Corea del Sud (e sull\u0026#39;isola di Jeju) Niente Google Maps: qui si usa NAVER In Corea Google Maps funziona malissimo, specialmente per indicazioni pedonali o in auto.\nTutti usano NAVER Map o KakaoMap:\nSono gratuite Funzionano perfettamente Disponibili in inglese (non in italiano) Consiglio: scaricale prima di partire e fai qualche prova per prenderci la mano.\nTi fai nuovi amici? Niente WhatsApp! WhatsApp in Corea… non lo usa nessuno.\nPer messaggiare con i locali (o ricevere indicazioni), devi usare KakaoTalk, l’app più usata nel Paese.\nÈ gratuita e utilissima anche per prenotazioni o info turistiche.\nleggi anche Corea del Sud: le app da avere per viaggiare senza problemi Papago o Google Translate? Tutti consigliano Papago per le traduzioni coreano-italiano ma dopo 6 mesi di viaggio, noi ci siamo trovati molto meglio con Google Translate.\nÈ più veloce, più intuitivo, e funziona bene anche con il testo su immagini.\nIn ogni caso puoi usare entrambi e scegliere quello che ti fa sentire più a tuo agio.\nPaghi tutto con la carta… ma occhio ad esempio alla T-money! In Corea puoi pagare quasi tutto con la carta, anche i distributori automatici.\nMa c’è qualche eccezione importante:\nPer ricaricare la carta T-money (per metro, autobus ecc. nella capitale) servono i contanti!\nPorta sempre con te almeno un po\u0026rsquo; di contanti in tasca.\nSpesso nei mercati puoi pagare con carta, ma se ti trovi in un mercato dei 5 giorni (ovvero i mercati tradizionali, che sono un’esperienza da non perdere!) potresti voler comprare qualche frutto da una gentile nonnina pagandola in contanti!\nleggi anche Guida ai documenti e visti per viaggiare in Corea del Sud Hai domande prima di partire per la Corea?\nScrivici nei commenti o cerca i nostri video sul viaggio in Corea del Sud!\n","country":"Corea del Sud","date":"maggio 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1751874575/Articoli/Corea/guida-alla-corea-del-sud_vsi2js.png","permalink":"/blog/cose-utili-da-sapere-prima-di-partire-per-la-corea-del-sud/","title":"Cose utili da sapere prima di partire per la Corea del Sud"},{"categories":["Viaggiare in Giappone","Kyushu"],"contents":"Tutti vanno a Tokyo.Tutti vanno a Kyoto.Tutti fanno le stesse foto davanti agli stessi templi. Ma il Giappone è molto, molto di più. Se stai cercando un itinerario alternativo in Giappone, sei nel posto giusto.Oggi ti portiamo con noi in un viaggio di 14 giorni nell’isola di Kyushu, dove abbiamo vissuto per 3 mesi a bordo del nostro camper.Una terra autentica, rurale, vulcanica e sorprendente, dove l’odore dello zolfo si mescola al profumo di pino e di ramen appena servito.\nTabella dei contenuti Perché scegliere il Kyushu? Giorno per giorno: 14 tappe per innamorarsi del Kyushu Itineario in breve Qualche consiglio in più Vuoi vedere le immagini di questi luoghi? Perché scegliere il Kyushu? Kyushu è il volto meno conosciuto del Giappone, ma è forse l’isola più affascinante: vulcani attivi, onsen fumanti, templi nascosti nel verde, città con storie profonde, coste mozzafiato. Ed è perfetta se hai la possibilità di noleggiare un’auto o un camper, perché molte delle sue meraviglie sono fuori dalle rotte più battute. A proposito, scopri tutte le informazioni per guidare in Giappone qui. Ma niente panico: anche con i mezzi pubblici puoi organizzare tutto, soprattutto fino alla tappa a Kumamoto. Basta un po’ più di tempo, pazienza e… Google Maps (che in Giappone è davvero un grande alleato!).\nGiorno per giorno: 14 tappe per innamorarsi del Kyushu Giorno 1: Fukuoka\nAtterraggio a Fukuoka. Perché? Perché quasi nessuno ci pensa, ed è una scelta da veri ninja del viaggio. Fukuoka è ben collegata all’Italia (spesso con un solo scalo) e i voli costano meno rispetto a Tokyo o Osaka. Prenditi un po’ di tempo per ambientarti, sgranchirti le gambe e assaggiare il celebre tonkotsu ramen (o se preferisci un’alternativa vegetariana scoprila qui).\nleggi anche Cosa vedere a Fukuoka: la città accogliente del Kyushu Giorno 2: Buddha di Nanzoin, Dazaifu e arrivo a Nagasaki\nRitira l’auto e fai subito tappa al gigantesco Buddha sdraiato di Nanzoin. Poi dirigiti a Dazaifu. Nel pomeriggio arrivo a Nagasaki.\nGiorno 3: Nagasaki\nGiornata piena attraverso i punti salienti di una città ricca di storia e cultura: Parco della Pace, Torii spezzato a metà, quartiere olandese e cinese, ponte Meganebashi e il tramonto sulla baia. Consiglio: scarpe comode o sfrutta i tram e la funicolare!\nleggi anche Un giorno a Nagasaki (\u0026#43; giro extra all’isola fantasma di Hashima) Giorno 4: Hashima (isola fantasma) + Unzen Jigoku\nSe il mare lo permette, parti per l’escursione a Gunkanjima, la città mineraria abbandonata.Poi rilassati tra i fumi infernali di Unzen Jigoku.\nGiorno 5: Shimabara + traghetto per Kumamoto\nUna passeggiata nella città dei samurai, tra case in stile Edo e il castello. Poi traghetto verso Kumamoto.\nGiorno 6: Kagoshima\nScendi verso sud ascoltando “Rotolando verso Sud”! Esplora Kagoshima, la Napoli giapponese affacciata sul vulcano Sakurajima. Se riesci, prosegui verso Ibusuki o il lago Ikeda.\nGiorno 7: Sakurajima + Miyazaki\nTraghetto di 10 minuti per il Sakurajima, con la sua footbath lunghissima e il paesaggio quasi lunare. Poi rotta verso Miyazaki.\nGiorno 8: Aoshima, Udo Jingu, Obi\nInspira a pieni polmoni l’aria salmastra tra coste meravigliose, il santuario scavato nella scogliera, pietre portafortuna e l’antica Obi, detta la piccola Kyoto del Kyushu.\nGiorno 9: Gola di Takachiho + danze Kagura\nOggi giornata magica: a spasso o a nuoto (scherziamo! Ma puoi affittare una barca a remi, quello sì) nella gola di Takachiho, santuario di Amano Iwato e danze shintoiste la sera al Takachiho Shrine.\nGiorno 10: Monte Aso + Kurokawa Onsen\nCrateri, paesaggi lunari e pascoli infiniti attraverso una caldera enorme e un vulcano che ancora borbotta.Poi relax a Kurokawa Onsen, uno dei villaggi termali più belli del Giappone.\nGiorno 11: Beppu\nCapitale degli onsen: visita gli “inferni” colorati, rilassati nei bagni locali e prova le uova cotte nel vapore geotermico.\nleggi anche Guida agli Inferni di Beppu: cosa sono, quanto costano e quali vale la pena vedere Giorno 12: Itoshima\nRitorno verso nord con sosta a Itoshima, una spiaggia perfetta per chiudere il viaggio tra onde e tori rossi sul mare.\nGiorno 13: Fukuoka\nRelax, ultimi acquisti e… un’altra ciotola di ramen, che non guasta mai.\nGiorno 14: Partenza\nTempo di saluti. Ma siamo sicuri: questo angolo di Giappone ti sarà rimasto nel cuore.\nleggi anche Viaggio in Giappone 2025: Itinerari e Info Utili Itineario in breve Giorno 1\tArrivo a Fukuoka\nGiorno 2\tNanzoin – Dazaifu – Nagasaki\nGiorno 3\tNagasaki\nGiorno 4\tHashima + Unzen Jigoku\nGiorno 5\tShimabara – Kumamoto\nGiorno 6\tKumamoto – Kagoshima\nGiorno 7\tSakurajima – Miyazaki\nGiorno 8\tAoshima – Udo Jingu – Obi\nGiorno 9\tTakachiho\nGiorno 10 Monte Aso – Kurokawa Onsen\nGiorno 11 Beppu\nGiorno 12 Itoshima\nGiorno 13 Fukuoka\nGiorno 14 Partenza\nQualche consiglio in più Prenota gli alloggi con anticipo, soprattutto nelle località termali. Attenzione al meteo: alcune attività (come Hashima o il cratere dell’Aso) dipendono dal mare o dalle eruzioni. Ricordati di acquistare una eSim o un Router portatile per poter esser sempre conensso! Noi consigliamo Japan Wireless. Se hai domande o dubbi sull’organizzazione… scrivici nei commenti! Ci farà piacere aiutarti e magari dare una mano anche ad altri viaggiatori. Vuoi vedere le immagini di questi luoghi? Sul nostro canale YouTube\u0026nbsp; trovi i video tappa per tappa! E se ti serve ancora più supporto, sul nostro sito trovi articoli pratici e dritte per organizzare tutto senza stress.\nE ricorda: Il Giappone può essere poesia. Basta saperla cercare nei luoghi giusti.\n","country":"Giappone","date":"maggio 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1713007643/Articoli//Giappone/nanzoin-kyushu-itinerario_iifdfj.jpg","permalink":"/blog/giappone-kyushu-14-giorni-on-the-road-selvaggio/","title":"Un Giappone diverso: 14 giorni on the road nel selvaggio Kyushu"},{"categories":["Guidare in Giappone"],"contents":"Guidare in Giappone può sembrare complicato, ma con le giuste informazioni diventa un\u0026rsquo;esperienza entusiasmante, comoda e spesso l\u0026rsquo;unico modo per esplorare le aree più remote. Dalle montagne dello Shikoku ai piccoli villaggi del Kyushu, avere un mezzo proprio può fare la differenza. Ecco tutto ciò che c\u0026rsquo;è da sapere prima di mettersi al volante.\n1. Serve la patente internazionale Per guidare in Giappone è necessaria una patente internazionale (IDP) conforme alla Convenzione di Ginevra del 1949, che si ottiene in Italia tramite la Motorizzazione. Scopri come ottenere la patente internazionale sul nostro articolo dedicato.\nAttenzione: non tutte le patenti internazionali sono valide (come quelle secondo la Convenzione di Vienna del 1968, usate in molti Paesi europei), quindi è fondamentale richiedere quella giusta.\n2. Si guida dalla \u0026ldquo;parte sbagliata\u0026rdquo; In Giappone si guida a sinistra, con il volante a destra, come nel Regno Unito. Per noi italiani, abituati a guidare a destra, sembra proprio la \u0026ldquo;parte sbagliata\u0026rdquo;! All\u0026rsquo;inizio può disorientare, soprattutto agli incroci o in curva, ma niente paura: dopo un paio d\u0026rsquo;ore al volante, ti sentirai come un samurai della strada. E poi, diciamocelo, noi italiani siamo maestri nell\u0026rsquo;adattarci a tutto, no?\nTra un \u0026ldquo;mamma mia\u0026rdquo; e un sorpasso azzardato (scherzo, guidate piano!), vi divertirete un mondo. Un consiglio: fai pratica in un parcheggio vuoto o in una strada poco trafficata per prendere confidenza, e ricorda che i tergicristalli sono dove di solito trovi la freccia (preparati a qualche risata quando li accendi per sbaglio!).\nC\u0026rsquo;è una nota positiva: non troverai rotonde!\nleggi anche Ecco come entrare in Giappone con un veicolo senza Carnet de Passages 3. Noleggiare un\u0026rsquo;auto o un camper È possibile noleggiare auto e camper in tutta sicurezza attraverso agenzie locali o piattaforme internazionali. Prenota con anticipo, soprattutto nei periodi di alta stagione (come durante la Golden Week o l\u0026rsquo;estate). Ricordati che si guida a sinistra.\n4. Strade strette e attenzione alla guida Fuori dalle grandi città, molte strade — soprattutto quelle di montagna o nei villaggi — possono essere molto strette, a volte appena sufficienti per far passare un\u0026rsquo;auto. Procedi sempre con prudenza, rallenta in prossimità delle curve cieche e usa il clacson dove indicato dai cartelli. In queste zone è utile controllare più volte: Google Maps non sempre ti manda per la via più comoda!\n5. Rifornimenti: attenzione nei piccoli centri Le stazioni di servizio in città e lungo le autostrade sono solitamente aperte 24 ore su 24. Tuttavia, nelle zone rurali o nei piccoli villaggi, molte chiudono la domenica e talvolta anche il sabato. Meglio non arrivare mai con il serbatoio vuoto: tieni sempre d\u0026rsquo;occhio l\u0026rsquo;indicatore e fai il pieno con una certa regolarità, soprattutto se stai viaggiando in aree isolate.\n6. Affidati ai \u0026ldquo;conbini\u0026rdquo; I convenience store giapponesi — Lawson, Family Mart, 7-Eleven — sono piccoli salvavita: offrono pasti pronti (bento), bagni puliti, bevande calde e fredde, Wi-Fi e, cosa non da poco, bancomat internazionali. In Giappone molti locali non accettano carte, quindi questi punti sono fondamentali anche per prelevare contanti. Inoltre, sono spesso aperti 24 ore su 24.\n7. Zero tolleranza sull\u0026rsquo;alcol Il limite legale di alcol nel sangue è di 0%, e la normativa giapponese è estremamente severa. Anche una birra può far scattare multe salatissime, fino a 3 anni di carcere per chi guida, e sanzioni anche per i passeggeri, se si dimostra che hanno permesso o favorito la guida in stato d\u0026rsquo;ebbrezza. La regola d\u0026rsquo;oro: se bevi, non guidare. Mai.\n8. Limiti di velocità e segnaletica I limiti sono generalmente più bassi rispetto all\u0026rsquo;Europa:\nStrade urbane: 40 km/h Strade extraurbane: 50-60 km/h Autostrade: 80-100 km/h Le indicazioni stradali sono spesso bilingue (giapponese e inglese), e i segnali sono simili a quelli europei. Tuttavia, alcune strade secondarie o cittadine possono avere indicazioni solo in giapponese: Google Maps o un navigatore con mappa offline possono tornare molto utili.\nLa polizia controlla sempre! 9. Passaggi a livello: fermarsi sempre In Giappone, è obbligatorio fermarsi a ogni passaggio a livello, anche se la sbarra è alzata e non ci sono treni in vista. Questa regola è presa molto sul serio: non fermarsi può comportare multe o, peggio, situazioni pericolose. Quando ti avvicini a un passaggio a livello, rallenta, fermati completamente e controlla in entrambe le direzioni prima di proseguire. È una questione di sicurezza e rispetto delle norme locali, quindi non fare il furbo!\n10. Pedaggi e ETC card Molte autostrade in Giappone sono a pagamento e anche parecchio costose. Se noleggi un\u0026rsquo;auto, puoi richiedere una ETC card (Electronic Toll Collection) per pagare automaticamente i pedaggi senza fermarti. In alternativa, si può pagare in contanti o con carta alle barriere, ma i tempi di attesa sono maggiori.\n11. Dormire in camper: dove è consentito? In Giappone non è vietato dormire nel proprio veicolo, ma è importante farlo nei luoghi giusti. Ecco le opzioni più comuni:\nMichi-no-Eki (道の駅): sono aree di sosta gratuite, spesso immerse nella natura o accanto a villaggi, dove è consentito pernottare in camper. Hanno bagni aperti 24 ore su 24 e spesso vendono prodotti locali. Scopri di più sul nostro articolo qui. Autogrill e aree di servizio (SA/PA): sulle autostrade ci sono spazi attrezzati dove è possibile sostare per la notte. Sono sicuri, puliti e spesso con ristoranti e negozi aperti anche la sera. Camper Park o campeggi: ce ne sono diversi, anche se meno diffusi rispetto all\u0026rsquo;Europa. Alcuni vanno prenotati in anticipo. Parcheggi privati (tipo Times Parking): in città puoi fermarti per qualche ora, ma non è sempre permesso pernottare (leggi i cartelli traducendoli con Google Translate) . Evita di campeggiare in modo selvaggio (tipo in spiaggia, in parchi pubblici o davanti a templi): anche se non sempre esplicitamente vietato, è poco rispettoso e può causare problemi con le autorità locali o gli abitanti della zona.\nIn sintesi: sì, vale la pena guidare Se ti piacciono la libertà, l\u0026rsquo;esplorazione e la possibilità di uscire dai circuiti turistici classici, guidare in Giappone è un\u0026rsquo;esperienza che arricchisce il viaggio. Basta un po\u0026rsquo; di preparazione, attenzione e rispetto delle regole.\nA proposito, vuoi scoprire un tour perfetto di 14 giorni attraverso il Kyushu on the road? Clicca qui.\n","country":"Giappone","date":"maggio 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1713007643/Articoli/Giappone/guidare-in-giappone_ime6kr.jpg","permalink":"/blog/guidare-in-giappone-tutto-quello-che-ce-da-sapere/","title":"Guidare in Giappone tutto quello che c'è da sapere"},{"categories":["Giappone in Camper"],"contents":"Viaggiare in camper in Giappone è un’esperienza che sorprende ogni giorno. Non solo per le strade ordinate, i panorami che cambiano a ogni curva o la puntualità quasi poetica della vita quotidiana. Ma soprattutto per le soste.\nNel Paese del Sol Levante esistono luoghi chiamati Michi no Eki, letteralmente \u0026ldquo;stazione su strada\u0026rdquo;. Sono aree di sosta gratuite che si possono trovare un po’ ovunque, pensate per accogliere i viaggiatori e offrire molto più di un semplice parcheggio.\nCosa troverai in una Michi no Eki La prima volta che ci siamo fermati in una Michi no Eki ci aspettavamo poco più di un’area di sosta. E invece abbiamo trovato un piccolo centro vivo, dove si intrecciano sapori locali, profumi stagionali e storie del territorio.\nIn pochi metri c’erano:\nMacchinette per bevande calde e fredde (e sì, in Giappone trovi il caffè caldo in lattina anche alle 23), Servizi igienici puliti e accessibili 24h, Una sala ristoro con tavoli, microonde e sedute confortevoli, Un negozietto di alimentari con prodotti locali a prezzi sorprendentemente onesti. Spesso c’è anche il Wi-Fi gratuito, una mappa della zona con attrazioni consigliate e, nelle stagioni giuste, stand di frutta, dolci o street food tipico.\nLe regole della sosta (e non del campeggio) È importante ricordarlo: non si può campeggiare, ma si può sostare. Questo significa:\nNiente tavolini all’aperto, niente tendalini o barbecue, La sosta è pensata per una o due notti, non di più, Tutti sono rispettosi degli spazi e dei vicini, in perfetto stile giapponese. E se ti stai chiedendo come trovarle, è semplicissimo: basta cercare “Michi no Eki” su Google Maps. Ne troverai ovunque, persino in luoghi remoti, e spesso in punti panoramici o strategici per visitare cittadine poco battute.\nleggi anche Guidare in Giappone tutto quello che c\u0026#39;è da sapere Un modo diverso di scoprire il Giappone Le Michi no Eki non sono solo una comodità per chi viaggia su ruote. Sono anche una porta d’accesso al Giappone più autentico, quello fatto di contadini che vendono verdure raccolte poche ore prima, di artigiani che espongono le loro creazioni, di paesaggi tutti da scoprire.\nFermarsi lì, anche solo per una notte, significa entrare in contatto con una comunità, anche se in silenzio.\nHai mai dormito in una Michi no Eki? Scrivicelo nei commenti e scopri un breve video panoramico qui!\n","country":"Giappone","date":"maggio 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1747552421/Articoli/Giappone/giappone-in-camper_y2rtpd.jpg","permalink":"/blog/sosta-camper-in-giappone-molto-piu-di-un-parcheggio/","title":"Sosta camper in Giappone: molto più di un parcheggio"},{"categories":["Kyushu","Vegetariani"],"contents":"Quando si parla di ramen a Fukuoka, il pensiero corre subito al celebre tonkotsu ramen: un brodo denso, cremoso e intenso, ottenuto da ore e ore di cottura delle ossa di maiale. Ma se cerchi qualcosa di diverso — più leggero ma comunque pieno di gusto — allora devi assolutamente provare Marutan e il suo ramen vegetariano.\nHakata Ratanmen: la nuova era del ramen Marutan ha inventato una nuova categoria: l’ Hakata Ratanmen.\nUn brodo vegetale sorprendente, arricchito con pasta di sesamo fatta in casa, che mescola sapori profondi senza appesantire.\nUna fusione tra il tradizionale Hakata ramen e il piccante tantanmen: il risultato è avvolgente, originale, e perfetto anche per chi non ama (o non può mangiare) carne.\nleggi anche Cosa vedere a Fukuoka: la città accogliente del Kyushu Perché scegliere Marutan? 🥢 Un’alternativa al tonkotsu: perfetto se vuoi cambiare sapore senza rinunciare all’intensità. 🌿 Opzioni vegetariane: sì, qui puoi gustarti un ramen anche se non mangi carne. 💸 Prezzi super accessibili: ciotole a partire da 500 yen. 🌙 Aperto fino a tardi: ideale dopo una serata tra i locali o le bancarelle di yatai. Info pratiche 📍 Indirizzo: 2-2-9 Nanokawa, Minami-ku, Fukuoka City, Fukuoka Prefecture 🚶 Come arrivare: a soli 5 minuti a piedi dalla stazione Nishitetsu Hirao 🕒 Orari: 11:00 - 04:00 (chiuso ogni terzo giovedì del mese) 📞 Telefono: +81 92-522-6777 Si ordina al distributore automatico all’ingresso (comodissimo!), si paga anche con carta e in pochi minuti arriva la tua ciotola fumante.\nSe sei a Fukuoka e vuoi scoprire un ramen diverso, dal sapore autentico ma con uno spirito innovativo, Marutan è una piccola perla da non perdere.\nChe tu sia vegetariano, curioso o semplicemente affamato… qui troverai il ramen che non sapevi di voler provare!\n","country":"Giappone","date":"maggio 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1713007643/Articoli/Giappone/ramen-vegetale-fukuoka_lzr9t6.jpg","permalink":"/blog/ramen-vegetariano-fukuoka-alternativa-tonkotsu/","title":"Ramen vegetariano a Fukuoka: l’alternativa sorprendente al tonkotsu"},{"categories":["Viaggio in Camper","Overlanding","Blog"],"contents":"Un numero tondo. Solo un numero, verrebbe da dire.\nMa la lamiera, le gomme, e anche qualche pezzo nascosto sotto il telaio, lo sanno bene: questo traguardo ce lo siamo sudato.\nAbbiamo appena superato i 100.000 km percorsi a bordo del nostro van.\nUn piccolo mondo su ruote che da maggio 2022 è diventato la nostra casa, la nostra nave, il nostro rifugio.\nIn questi giorni abbiamo dovuto fare qualche lavoro di manutenzione — nulla di grave, ma il van ci ha chiesto un po’ di attenzioni (e gliele abbiamo date). Ne parleremo presto in un video dedicato.\nPer il resto …\nOgni chilometro è stato un intreccio di emozioni, incontri, scoperte, lezioni.\nAlcuni vissuti in silenzio, mentre altri hanno lasciato un segno più profondo, che ci porteremo dentro per sempre.\nNon sappiamo quanti chilometri ci aspettano ancora,\nma se somigliano anche solo un po’ a quelli passati,\nallora non vediamo l’ora di continuare lungo la strada.\n📍 Grazie a chi ci segue, a chi ci scrive, a chi ci dedica del tempo prezioso o un sorriso lungo la strada.\nLa bellezza di questo viaggio è anche (soprattutto) condivisa.\n","country":null,"date":"maggio 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1657879625/Articoli/Blog/100000-km-in-camper-in-giro-per-il-mondpo_nr9o37.jpg","permalink":"/blog/100000-km-in-camper/","title":"100.000 km in camper"},{"categories":["Viaggi in Giappone","Internet"],"contents":"Se stai pianificando un viaggio in Giappone, avere una connessione internet affidabile è essenziale per navigare, tradurre e condividere le tue esperienze. In un paese dove la tecnologia è parte integrante della vita quotidiana, Japan Wireless offre due soluzioni innovative per garantirti una connessione senza interruzioni: l\u0026#39;eSIM e il router WiFi portatile.\u0026nbsp; Noi abbiamo avuto l\u0026rsquo;opportunità di testare entrambe le opzioni per tre mesi durante il nostro viaggio in Giappone, e vogliamo condividere con te la nostra reale esperienza. Abbiamo utilizzato sia l\u0026rsquo;eSIM che il router WiFi in diverse situazioni, dalle città affollate alle aree rurali più remote, e possiamo confermare che entrambe le soluzioni sono state fondamentali per rendere il nostro viaggio ancora più piacevole e senza preoccupazioni.\neSIM Japan Wireless: Connettività istantanea L\u0026rsquo;eSIM di Japan Wireless è la scelta perfetta per i viaggiatori solitari:\nAttivazione immediata: Basta scansionare un codice QR per essere online appena atterri in Giappone, senza dover attendere e inserire una scheda fisica. Dati illimitati: Naviga senza preoccupazioni di superare i limiti. Copertura nazionale: Rimani connesso in tutto il Giappone, dalle città alle aree rurali. Nessun dispositivo extra: Usa il tuo smartphone compatibile senza dover portare altri apparecchi. leggi anche Viaggio in Giappone 2025: Itinerari e Info Utili Router WiFi Portatile: Connessione per Tutti i Tuoi Dispositivi Per chi viaggia in gruppo o necessita di connettere più dispositivi, il router WiFi portatile è l\u0026rsquo;ideale:\nDati illimitati: A partire da soli 3,9 €/giorno. Connessione multipla: Puoi collegare tutti i tuoi dispositivi contemporaneamente. Consegna conveniente: Ritiralo in aeroporto o consegna dove alloggi. Restituzione facile: Lascialo in qualsiasi cassetta postale prima di partire. Perché Scegliere Japan Wireless? Affidabilità: Connessione stabile ovunque tu vada in Giappone. Facilità d\u0026rsquo;uso: Configurazione semplice sia per l\u0026rsquo;eSIM che per il router. 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Non perdere l\u0026rsquo;opportunità di vivere un\u0026rsquo;esperienza di viaggio senza interruzioni in Giappone!\nlink affiliato Japan Wireless eSIM Connettiti in Giappone con eSIM illimitata. Attivazione istantanea e supporto in inglese. Disclaimer: Questo è un link affiliato, il che significa che riceviamo una piccola commissione, senza costi aggiuntivi per te. ","country":"Giappone","date":"aprile 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1709916475/Articoli/Giappone/internet-illimitato-in-giappone_entbw6.png","permalink":"/blog/connessione-viaggio-giappone-japan-wireless/","title":"La connessione perfetta per il tuo viaggio in Giappone: Scopri Japan Wireless"},{"categories":["Istanbul","Viaggio in Turchia","Viaggiare Low-Cost"],"contents":"Istanbul è una città che non smette mai di sorprendere, e una delle esperienze più iconiche è la crociera sul Bosforo. Sebbene molti turisti scelgano le crociere organizzate e costose, pochi sanno che esiste una modalità molto più economica e autentica per attraversare il Bosforo: i traghetti pubblici. Questo mezzo di trasporto, utilizzato quotidianamente dai residenti, offre una prospettiva unica della città senza far lievitare il budget.\nUn biglietto della metro, una crociera da sogno Invece di pagare per un costoso tour turistico, basta prendere il biglietto della metro di Istanbul, che ti permette di salire a bordo di uno dei traghetti pubblici che attraversano il Bosforo. Questi traghetti sono non solo il mezzo di trasporto quotidiano per i locali, ma anche un modo perfetto per vivere Istanbul in modo più autentico, immersi nell\u0026rsquo;atmosfera vibrante della città.\nCome fare? 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Atmosfera locale: Viaggiare insieme ai residenti, mentre leggono un giornale o mangiano un simit, ti farà sentire come uno di loro, vivendo la città nel suo quotidiano. Accessibilità: I traghetti sono un mezzo di trasporto molto comodo ed economico per spostarsi tra i due continenti. Perché scegliere questa crociera Low Cost? Optare per un traghetto pubblico invece di un tour turistico ti permetterà di vivere una Istanbul autentica. Oltre a risparmiare denaro, potrai esplorare la città da una prospettiva unica, lontano dalla folla dei turisti. Quindi, la prossima volta che sei a Istanbul, prendi il biglietto della metro, sali su uno dei traghetti e vivi un\u0026rsquo;esperienza unica sul Bosforo! 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Dalle icone come la Moschea Blu ai quartieri autentici come Üsküdar, dai panorami mozzafiato sul Corno d’Oro ai sapori dello street food, questo viaggio ti porterà nel cuore della città. Preparati a perderti tra colori, suoni e tradizioni: ecco le tappe gratuite che renderanno la tua esperienza indimenticabile!\n1. Piazza Taksim e Istiklal Caddesi: Un tuffo nella modernità Inizia da Piazza Taksim, il cuore moderno di Istanbul, e immergiti in Istiklal Caddesi, una strada pedonale lunga 1,4 km. Tra negozi, caffè, gallerie d\u0026rsquo;arte e street art, questa via cosmopolita ti conquisterà con la sua energia. Scatta foto tra vicoli nascosti, edifici ottomani e chiese storiche.\nleggi anche Smirne: mezza giornata nella terza città più grande della Turchia 2. Moschea Blu: Un’imperdibile tappa storica La Moschea Blu (Sultanahmet Camii) è una delle icone più riconoscibili di Istanbul, un capolavoro di architettura che cattura l\u0026rsquo;attenzione di chiunque visiti la città. Con i suoi minareti imponenti e l\u0026rsquo;affascinante facciata, la moschea rappresenta un perfetto esempio dell\u0026rsquo;architettura ottomana. Ma ciò che la rende veramente unica sono i suoi mosaici blu che decorano l\u0026rsquo;interno, dando al luogo una bellezza mozzafiato.\nLa Moschea Blu è aperta a tutti e l\u0026rsquo;ingresso è gratuito, rendendola una delle attrazioni più accessibili di Istanbul.\n3. Torre di Galata: Un panorama incredibile su Istanbul La Torre di Galata è una delle attrazioni più iconiche di Istanbul, famosa per offrire una vista panoramica mozzafiato sulla città. Situata nel quartiere di Galata, questa torre medievale è un simbolo di Istanbul, con la sua silhouette imponente che si staglia contro il cielo azzurro.\nCostruita nel 1348 dai genovesi,originariamente serviva come torre di avvistamento per monitorare il traffico marittimo nel Corno d\u0026rsquo;Oro. Nel corso dei secoli, è stata trasformata in un faro, diventando un punto di riferimento non solo per i marinai, ma anche per chi esplora Istanbul. L\u0026rsquo;architettura della torre è un mix affascinante di stile medievale e influenze ottomane, rendendola un pezzo unico del patrimonio storico di Istanbul.\nPuoi osservare la Torre di Galata gratuitamente, immersa tra i caratteristici palazzi colorati che animano il quartiere, ma l\u0026rsquo;accesso alla cima della torre è a pagamento. Se invece vuoi un vista spettacolare della città gratuita continua a leggere.\n4. Bazar Egiziano: Il mercato delle spezie Il Bazar Egiziano, noto come Mercato delle Spezie, è un’esplosione di colori e profumi nel cuore di Eminönü. Questo iconico mercato di Istanbul ti immerge nella cultura turca con le sue spezie variopinte, i suoni vivaci e l’atmosfera autentica. Tra le bancarelle troverai dolci tipici come baklava e lokum, oltre a tè e caffè turchi, perfetti per un assaggio gratuito offerto dai venditori.\nAnche senza acquisti, il Bazar Egiziano è perfetto per una passeggiata fotografica gratuita. Cattura i colori delle spezie, i tessuti sgargianti e i sorrisi dei mercanti. Le bancarelle di frutta secca e i mosaici di tè creano scenari unici, ideali per foto memorabili.\n5. Il quartiere più bello di Istanbul: Üsküdar Üsküdar, sulla sponda asiatica di Istanbul, è un quartiere affascinante e poco turistico. Con la sua atmosfera autentica, templi storici, giardini tranquilli e un lungomare con vista sul Bosforo, offre un’esperienza unica per esplorare la città lontano dalla folla. Le sue strade ospitano antichi edifici ottomani, moschee storiche, case colorate, vicoli stretti e mercati locali, perfetti per chi cerca pace e bellezza. Il lungomare panoramico regala viste spettacolari sul Bosforo, Palazzo Dolmabahçe, Torre della Vergine e i grattacieli del lato europeo.\n6. Moschea di Solimano: Maestosità Ottomana Non perderti la Moschea di Solimano, una delle moschee più maestose di Istanbul. Situata sulla collina che domina il Corno d\u0026rsquo;Oro, questa moschea è un capolavoro di architettura che ti lascerà senza parole.\nProgettata dal celebre architetto Mimar Sinan per il sultano Süleyman il Magnifico, la Moschea di Solimano è un perfetto esempio di simmetria e grandiosità. Con la sua maestosa cupola che si innalza verso il cielo, la moschea rappresenta il culmine della perfezione nell\u0026rsquo;architettura ottomana. La struttura imponente e l\u0026rsquo;eleganza delle sue linee, insieme agli affreschi e ai mosaici che adornano l\u0026rsquo;interno, ti lasceranno senza parole.\nUna vista panoramica sul Corno d\u0026rsquo;Oro L\u0026rsquo;avevamo promesso e proprio dietro la moschea è presente una vista gratuita mozzafiato sul Corno d\u0026rsquo;Oro e sulla città di Istanbul. Passeggiando intorno alla moschea, avrai l\u0026rsquo;opportunità di godere di un\u0026rsquo;incredibile panoramica che include il Bosforo, la Torre di Galata e il quartiere di Sultanahmet. Questo punto panoramico è ideale per scattare fotografie indimenticabili e ammirare la città da una prospettiva unica.\n7. Basilica di Santa Sofia e palazzo Topkapi: Un’esperienza imperdibile ma costosa La Basilica di Santa Sofia e il palazzo Topkapi sono senza dubbio tra le principali attrazioni turistiche di Istanbul, rappresentando due icone assolute della storia e cultura turca. Questi luoghi, che uniscono splendore architettonico e significato storico, offrono un’esperienza indimenticabile, ma è importante sapere che l’ingresso a entrambe le strutture è a pagamento e può risultare costoso.\nBasilica di Santa Sofia: Un capolavoro di architettura e storia Costruita come chiesa nel 537 d.C. durante l\u0026rsquo;Impero Bizantino, successivamente trasformata in moschea e infine in museo, Santa Sofia incarna il perfetto incontro tra la cultura cristiana e quella musulmana. La sua enorme cupola, gli affreschi bizantini e le decorazioni islamiche rendono questo sito unico nel suo genere. Anche se oggi non è più un museo, la visita alla Basilica di Santa Sofia ti permetterà di immergerti in una delle più straordinarie testimonianze della storia e della spiritualità.\nPalazzo Topkapi: La residenza imperiale Ottomana Il Palazzo Topkapi è il simbolo della grandezza dell’Impero Ottomano. Per secoli, è stato il centro del potere a Istanbul e la residenza dei sultani ottomani. Situato sulla promontorio che si affaccia sul Bosforo, il palazzo è un complesso vasto e magnifico, caratterizzato da splendidi giardini, sale riccamente decorate e straordinarie collezioni di arte e manufatti imperiali. Tra le sue principali attrazioni ci sono il Tesoro Imperiale, il harem e la Sala del Consiglio Imperiale, dove si possono ammirare oggetti unici, come il mantello del profeta Maometto.\nConsiglio: Se hai intenzione di visitare entrambe le attrazioni, ti consigliamo di pianificare una giornata intera per esplorare entrambe con calma. Considera di arrivare presto per evitare la folla, specialmente durante l’alta stagione turistica.\n8. Street Food: Una delizia a basso costo Istanbul è un vero paradiso per gli amanti dello street food. Puoi mangiare a poco prezzo praticamente ovunque. Non perderti il famoso simit (pane al sesamo), il balik ekmek (sandwich con pesce grigliato), il börek (sfoglia ripiena), e le köfte (polpette di carne turche). Passeggiando per i mercati, puoi anche gustare frutta fresca e dolci tipici, fermandoti per un tè turco tradizionale, il çay, con i locali.\n9. Come muoversi: Mezzi pubblici e camminate Istanbul è una città enorme, ma il sistema di trasporti pubblici è molto efficiente ed economico. Tram, metro e autobus ti permetteranno di spostarti facilmente da un luogo all\u0026rsquo;altro. Inoltre, camminare per i vicoli e le strade di Istanbul è un’esperienza che ti permette di scoprire angoli nascosti e autentici della città. Vuoi fare una crociera (quasi) gratuita sul Bosforo? Scopri come qui.\nDove dormire in camper a Istanbul Arrivare a Istanbul in camper è un’esperienza unica.\u0026nbsp; Una volta arrivato, ti consiglio di dirigerti verso il campeggio Yenikapi Caravan RV Park.\u0026nbsp; Situato in una posizione strategica, è ben attrezzato, sicuro, e facilmente raggiungibile dal centro città tramite la metropolitana, che ti permetterà di arrivare alle principali attrazioni in circa 20 minuti. Senza preoccuparti del traffico e della ricerca di parcheggio, sarai pronto per esplorare Istanbul in tutta tranquillità.\nItinerario di 4 giorni Ecco l\u0026rsquo;itinerario in breve per una visita esclusiva e (quasi) completaemente gratuita:\nGiorno 1: Arrivo a Istanbul, Piazza Taksim e Istiklal Caddesi\nGiorno 2: Piazza Taksim e Istiklal Caddesi\nGiorno 3: Salè, Rabat\nGiorno 4: El Jadida, Ouladidaxfin\nCon questo itinerario, riuscirai a scoprire le bellezze di Istanbul senza spendere una fortuna, facendo di questo viaggio in camper un\u0026rsquo;avventura indimenticabile!\n","country":"Turchia","date":"aprile 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1713007643/Articoli/Direzione%20giappone/Istanbul/istanbul_vista_bosforo_c4he1i.jpg","permalink":"/blog/itinerario-per-camperisti-a-istanbul-scopri-la-citt%C3%A0-quasi-gratuitamente/","title":"Istanbul low-cost: Esplora la città gratuitamente"},{"categories":["Istanbul","Viaggio in Turchia","Street Food"],"contents":"Istanbul è una città che stimola i sensi in ogni angolo. Dai profumi intensi alle voci caotiche dei mercati, ogni esperienza ti trasporta in un mondo di tradizioni culinarie ricche e affascinanti. Una delle specialità più iconiche e amate, che si può trovare facilmente in ogni angolo della città, è il balık ekmek (panino con pesce). Se sei un appassionato di street food, non puoi perderti questa prelibatezza che rappresenta l\u0026rsquo;essenza di Istanbul stessa.\nCos\u0026rsquo;è il Balık Ekmek? Il balık ekmek è un panino semplice ma gustoso, farcito con pesce fresco, solitamente sarde o orate, grigliato e servito con un pizzico di cipolla, insalata fresca e una generosa spruzzata di succo di limone. Il tutto è avvolto in una morbida pagnotta di pane, che assorbe i sapori e i succhi del pesce, creando un mix di freschezza e sapore irresistibile. Ci sta venendo fame solo all’idea\u0026hellip; ma torniamo a noi!\nQuesto piatto tipico è molto più che un semplice snack: è un\u0026rsquo;esperienza che racconta la vita quotidiana di Istanbul, con la sua atmosfera vibrante e la mescolanza di culture che attraversano il Bosforo.\nleggi anche Istanbul in camper: dove dormire? La Tradizione di Balık Ekmek a Istanbul Il balık ekmek è una vera e propria istituzione a Istanbul. La sua storia risale a decenni fa, quando i venditori di pesce ambulanti iniziarono a grigliare il pesce direttamente sulle barche, proprio sotto il Ponte di Galata, una delle zone più turistiche e frequentate della città. Qui, i pescatori trasformavano il loro pescato in un delizioso pasto che servivano ai passanti. A proposito, ogni giorno puoi vederli ancora all’opera mentre pescano, e scattare fotografie davvero interessanti, con il contrasto tra la maestosità delle moschee sullo skyline e la semplicità dei loro gesti quotidiani.\nIl Balık Ekmek da Balıkçı Murat Uno dei posti migliori dove gustare un autentico balık ekmek è senza dubbio Balıkçı Murat\u0026nbsp; , un ristorante ambulante che si distingue per la sua qualità e l\u0026rsquo;autenticità. Situato nel cuore di Istanbul, questo locale ha costruito una solida reputazione grazie alla freschezza del pesce e alla preparazione tradizionale del piatto.\nPerché Scegliere Balıkçı Murat? Balıkçı Murat è un punto di riferimento per chi cerca un\u0026rsquo;esperienza culinaria autentica. La qualità del pesce è garantita: ogni mattina, Murat e il suo team selezionano personalmente il pescato fresco direttamente dal mercato. Il risultato? Panini con pesce succulento e grigliato alla perfezione, che ti trasporteranno direttamente sulla costa di Istanbul.\nCome Gustare al Meglio il Balık Ekmek? Per gustare al meglio il balık ekmek, ci sono alcuni accorgimenti che possono esaltare l\u0026rsquo;esperienza:\nAccompagnalo con una bevanda rinfrescante: Molti preferiscono il rakı, un distillato d’anice tipico della Turchia, ma se preferisci qualcosa di più fresco, un succo di limone o una bevanda gassata leggera è l\u0026rsquo;ideale per bilanciare il sapore del pesce.\nAggiungi un po\u0026rsquo; di peperoncino: Se ami i sapori più piccanti, aggiungi una spolverata di peperoncino rosso per un tocco extra di sapore.\nNon dimenticare la vista: Gustare un balık ekmek mentre guardi il Bosforo o passeggi nei vicoli della città aggiunge sicuramente un altro livello di piacere alla tua esperienza culinaria.\nConclusione Il balık ekmek è più di un semplice piatto: è un angolo della cultura di Istanbul, un pezzo di storia che attraversa i secoli. Gustarlo ti permette di entrare in contatto con la città, assaporando i suoi sapori e vivendo le sue tradizioni. Quindi, la prossima volta che ti trovi a Istanbul, non perderti l\u0026rsquo;opportunità di mangiare un autentico balık ekmek e lasciati trasportare dal suo gusto inconfondibile!\n","country":"Turchia","date":"aprile 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1713007643/Articoli/turchia/balik-ekmek-in-preparazione_dp7k53.jpg","permalink":"/blog/street-food-istanbul-balik-ekmek/","title":"Lo Street Food di Istanbul: Il Magico Balık Ekmek"},{"categories":["Blog","Record mondiale"],"contents":"Il nostro Sakè non è un gatto qualunque. Con il suo spirito avventuroso, ha conquistato il titolo di gatto più viaggiatore al mondo, eguagliando il record esistente e diventando una leggenda per chi ama viaggiare — e per chi ama i gatti, ovviamente. Quella che era nata come un’idea scherzosa si è trasformata in un’avventura epica, portandolo a esplorare gli angoli più remoti del pianeta con un coraggio fuori dal comune.\nL\u0026rsquo;inizio Tutto è iniziato il 18 maggio 2022, quando abbiamo deciso di cambiare vita e vivere in camper: prima in Europa, poi in Africa. Arrivati in Senegal, però, ci siamo chiesti: esisterà un record di paesi visitati con un gatto? A quel punto sono bastate un paio di ricerche, per scoprire che Sakè, con 15 paesi visitati, era già a metà strada verso il record mondiale!\nCon il sogno di raggiungere il Giappone, Sakè ha iniziato a collezionare sempre più velocemente timbri sul suo passaporto, determinato a eguagliare, e superare, quel prestigioso traguardo. Nel frattempo ogni paese, ogni continente - e ammettiamolo, ogni carezza straniera - sono diventati nuovi capitoli della sua storia.\nleggi anche Sakè: un gatto decisamente speciale Il record Dopo aver esplorato mezzo mondo, Sakè ha raggiunto il traguardo il 3 dicembre 2024, proprio in Giappone: una meta simbolica per un gatto il cui nome è legato alla cultura nipponica. Nel Paese del Sol Levante ha ufficialmente eguagliato il record di gatto più viaggiatore al mondo. Ma le sue imprese non si fermano qui: Sakè è stato il primo gatto a percorrere l’intera Transiberiana, attraversando le vaste terre della Russia, e il primo a navigare da Busan (Corea del Sud) a Hakata (Giappone).\nFatto curioso: Sake (senza accento) significa sia il noto alcolico (酒) che salmone (鮭). È sempre divertente vedere le facce dei giapponesi quando diciamo loro che intendiamo l’alcolico! Lo sapete, vero, che ci ha fatti ubriacare d’amore?\nE quindi ha il Guinness world record? Ovviamente abbiamo provato a rendere ufficiale il record di Sakè richiedendo il Guinness World Record! Abbiamo inoltrato la nostra richiesta allegando una documentazione dettagliata: video, fotografie e testimonianze pubblicate sui nostri canali social YouTube e Instagram , che documentano ogni passo di Sakè nel mondo. Ammettiamo di aver anche pagato 5 euro per ottenere una risposta più rapida. Che però è arrivata distruggendo tutto il nostro entusiasmo: \u0026ldquo;Ci dispiace, ma il record non è verificabile\u0026rdquo;. Nemmeno un gatto con decine di prove, timbri, video e testimoni a favore è riuscito a convincere i giudici del Guinness. Ma va bene così: perché il nostro record non ha bisogno di un certificato. Sakè ha già conquistato il cuore di migliaia di persone e le sue avventure continuano, pronte a ispirare chiunque ami viaggiare in compagnia o no del proprio animale.\nE ora? Mentre esploriamo il Giappone, Sakè continua a farci meravigliare ogni giorno, con la sua curiosità e il suo coraggio. Ma quale sarà la sua prossima avventura? Sarà il primo gatto a completare il giro del mondo? Una cosa è certa: con il suo spirito indomabile, ogni meta è a portata di zampa.\n","country":"Mondo","date":"aprile 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1709916475/Articoli/Blog/il-gatto-che-ha-visitato-piu-paesi-al-mondo_vzvuii.png","permalink":"/blog/sake-gatto-viaggiatore-record-mondiale/","title":"Sakè, il gatto viaggiatore da record mondiale"},{"categories":["Viaggio in Iraq","Itinerari"],"contents":"Scopri il Kurdistan iracheno in camper con questo itinerario di 7 giorni, pensato per chi entra dal confine turco e vuole immergersi nella cultura locale con un focus speciale sul Nawruz, il Capodanno persiano. Ispirato alle nostre avventure raccontate negli speciali e sul nostro canale YouTube\u0026nbsp; questo percorso tocca Erbil, Alqosh, Lalish e altre gemme, con consigli pratici chi viaggia in camper.\nViaggiare in camper nel Kurdistan iracheno Le strade del Kurdistan iracheno sono generalmente ben tenute e sicure, anche nelle zone montuose, rendendo il viaggio in camper agevole. Tuttavia, trovare aree per carico e scarico dell’acqua può essere difficile. I locali sono estremamente ospitali e spesso felici di aiutarti, soprattutto per il rifornimento idrico. Per la benzina, presta attenzione alla qualità del carburante: porta con te un filtro gasolio, pastiglie per il carburante e un filtro olio di ricambio per evitare imprevisti. Per i parcheggi, usa app come Park4Night e iOverlander, dove anche noi abbiamo aggiunto i nostri punti di sosta sicuri.\nIl Nawruz: la festa del Capodanno persiano Il Nawruz, celebrato intorno al 20-21 marzo, è il Capodanno persiano, una festa di rinnovamento che unisce curdi, yazidi e altre comunità. Le famiglie preparano la tavola Haft Sin con sette oggetti simbolici (es. mele e germogli) e piatti tradizionali come Sabzi Polo Ba Mahi (riso alle erbe con pesce). La sera prima, durante il Chahârshanbe Sûrî, si accendono falò. per simboleggiare la luce che trionfa sull’oscurità, seguito da fiaccolate e fuochi d’artificio. Se coincide con il Ramadan, le celebrazioni si tengono solo di notte; altrimenti, continuano anche il giorno successivo con danze, musica curda e picnic comunitari.\nleggi anche Come entrare nel Kurdistan iracheno: Guida completa per viaggiatori Itinerario Giorno 1: Ingresso e arrivo ad Alqosh Dopo aver attraversato il confine turco a Ibrahim Khalil, dirigiti verso Alqosh (~90 min dal confine), un antico villaggio cristiano famoso per le sue chiese storiche. Visita il Monastero di Rabban Ormisda, fondato nel 640 d.C., situato in una grotta montana. Anche se in rovina dopo il saccheggio dell’ISIS nel 2013, la grotta sacra e le tombe di nove patriarchi ne fanno un luogo di pellegrinaggio suggestivo.\nGiorno 2: Lalish: Il cuore spirituale yazida Da Alqosh, guida (~50 min) verso Lalish, il centro sacro degli Yazidi, situato in una tranquilla valle montana. Parcheggia il camper vicino al tempio yazida, dove si trova la tomba di Sheikh Adi, e osserva i rituali, particolarmente intensi il mercoledì, giorno sacro, quando i pellegrini pregano per la pace. Rispetta le usanze: togli le scarpe e non calpestare le soglie. Approfondisci la resilienza yazida nel nostro post Il Kurdistan iracheno è pericoloso?.\nGiorno 3: Nawruz ad Aqrah Prosegui verso Aqrah (~1,5 ore da Lalish), una città che esplode di vita durante il Capodanno persiano. Parcheggia il camper fuori dal centro. Il 20 marzo, unisciti alle celebrazioni del Capodanno persiano). Nonostante il Ramadan, i locali servono piatti come Sabzi Polo Ba Mahi (riso alle erbe con pesce) dopo il tramonto. Unisciti alle danze con la musica curda, ammira gli abiti tradizionali e gusta succhi locali come gelso e menta.\nGiorno 4: Hamilton Road verso Erbil Guida lungo la spettacolare Hamilton Road, una strada panoramica che attraversa gole e montagne, costruita negli anni ‘30. Il tragitto (~3 ore) ti porterà a Erbil, la capitale del Kurdistan. Parcheggia in un’area sicura (es. vicino a Sami Abdulrahman Park). Dedica il pomeriggio a rilassarti dopo il viaggio, magari passeggiando nel vivace centro di Erbil.\nIl souvenir tipico che troverete a Erbil. Giorno 5: Esplorare Erbil Esplora Erbil, iniziando dalla Cittadella di Erbil, Patrimonio UNESCO, con viste panoramiche sulla città. Passeggia nel Qaysari Bazar, dove troverai souvenir e dolci come baklava. La sera, visita il Parco Shanidar per osservare la vita locale. Durante il Nawruz, Erbil ospita eventi culturali con danze e musica.\nGiorno 6: Mar Mattai e Duhok Guida verso il Monastero di Mar Mattai (~1,5 ore da Erbil), un sito ortodosso del IV secolo sul Monte Alfaf, con sale antiche immerse nella pace. Prosegui per Duhok (~1 ora), parcheggiando vicino al Duhok Dam. Visita il Duhok Bazaar e sali a Zawa Park per una vista panoramica della città al tramonto.\nGiorno 7: Giorno libero Tieniti un giorno libero per godere dell’ospitalità curda, che potrebbe portarti a essere invitato a un matrimonio o a casa di una famiglia locale per un pasto tradizionale. È un’esperienza comune, grazie all’ospitalità dei curdi. In alternativa, ti suggeriamo due opzioni nel caso tu abbia più tempo:\nAmadiya: Una città montana leggendaria, nota come “culla dei Re Magi”, con viste spettacolari e un’antica fortezza. Sulaymaniyah: Una città culturale famosa per il Museo Amna Suraka il museo rosso Note finali Viaggiare in camper nel Kurdistan iracheno è un’avventura unica, resa speciale dal Nawruz e dall’ospitalità locale. Usa le app come Park4Night e iOverlander per trovare parcheggi sicuri, porta ricambi per il camper e immergiti in una cultura ricca di storia e accoglienza. Buon viaggio!\n","country":"Iraq","date":"aprile 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1709916475/iraq/erbil-la-capitale_pj3ogq.jpg","permalink":"/blog/itinerario-di-7-giorni-in-kurdistan-iracheno-in-camper-celebrando-il-nawruz/","title":"Itinerario di 7 giorni in Kurdistan iracheno in camper: celebrando il Nawruz"},{"categories":["Viaggi","Risparmiare in Viaggio"],"contents":"Viaggiare è un’avventura che arricchisce, ma gestire il denaro all’estero può trasformarsi in un grattacapo tra commissioni bancarie, tassi di cambio sfavorevoli e contanti da proteggere. Dopo oltre sette anni di utilizzo, possiamo dire che Revolut è la nostra carta di fiducia, non solo per i viaggi ma anche nella vita di tutti i giorni. In questo articolo, nato dalla nostra esperienza, vi spieghiamo perché Revolut è la scelta perfetta per viaggiare, specialmente fuori dall’Unione Europea, e come ci ha aiutato a risparmiare grazie a zero commissioni, tassi di cambio vantaggiosi, vantaggi Premium e carte personalizzate che riflettono il nostro stile.\nTabella dei contenuti Zero commissioni (tranne il weekend) Tasso di cambio super favorevole Carte personalizzate per un tocco di stile Perché è ideale per i viaggi extra-UE Revolut Premium: un upgrade per viaggiatori La nostra esperienza: Revolut come carta di tutti i giorni Risparmiare è facile con Revolut FAQ: Domande frequenti Zero commissioni (tranne il weekend) Uno dei motivi per cui Revolut è così amata dai viaggiatori è l’assenza di commissioni sulle transazioni estere. Con la nostra carta Revolut, paghiamo in negozi, ristoranti o per attività all’estero senza costi aggiuntivi, fino a un limite mensile (1.000 € per il piano Standard). Rispetto alle carte tradizionali, che spesso addebitano il 2-3% per ogni pagamento, questo è un risparmio enorme.\nL’unica eccezione è il weekend (dalle 17:00 di venerdì alle 18:00 di domenica, ora di New York), quando Revolut applica una maggiorazione dell’1% sulle conversioni di valuta, a causa della chiusura dei mercati. Il nostro trucco? Effettuiamo tutte le spese in settimana, evitando così la maggiorazione. Questo ci ha permesso di risparmiare centinaia di euro nel corso dei nostri viaggi.\nTasso di cambio super favorevole Il secondo grande vantaggio di Revolut è il suo tasso di cambio, tra i più competitivi sul mercato. A differenza delle banche tradizionali o degli exchange, che applicano margini nascosti, Revolut offre tassi trasparenti e vicini al valore reale. Questo è particolarmente utile fuori dall’UE, dove i tassi di cambio possono incidere pesantemente sul budget.\nLa prova del 9. Revolut ha effettuato un cambio più favorevole rispetto a quello attuale. Durante il nostro viaggio verso il Giappone, ad esempio, abbiamo pagato al supermercato, ristoranti e benzina sempre con Revolut. Grazie al tasso favorevole, abbiamo speso meno rispetto a un cambio in contanti o alle nostre altre carte. L’app di Revolut ci permette di monitorare le spese e vedere in tempo reale il cambio applicato.\nCarte personalizzate per un tocco di stile Un aspetto che rende Revolut ancora più “figo” per viaggiare è la possibilità di personalizzare la carta. Con Revolut, possiamo creare una carta unica che riflette il nostro stile: scegliamo il colore, aggiungiamo design esclusivi o addirittura il nostro nome.\nLa personalizzazione non è solo estetica: avere una carta riconoscibile ci aiuta a distinguerla rapidamente nel portafoglio, soprattutto quando siamo in viaggio e dobbiamo agire in fretta. Con il piano Premium, possiamo accedere a design ancora più esclusivi, perfetti per i viaggiatori che vogliono unire funzionalità e stile.\nNe abbiamo una per ogni evenienza. Perché è ideale per i viaggi extra-UE Viaggiare in paesi fuori dall’Unione Europea può essere costoso, ma Revolut elimina molte delle spese inutili. La carta supporta oltre 150 valute, permettendoci di pagare ovunque, dalla Corea del Sud al Marocco, senza preoccuparci di commissioni nascoste. I prelievi ATM sono gratuiti fino a un limite mensile (200 € per il piano Standard, 400 € per il Premium), perfetti per paesi dove il contante è ancora necessario.\nUn esempio pratico: in Giappone, dove alcuni negozi accettano solo contanti, abbiamo prelevato yen da un ATM senza commissioni (rispettando il limite). Quando pagavamo con la carta, sceglievamo sempre di addebitare in valuta locale (es. yen) per ottenere il tasso di cambio di Revolut, spesso più vantaggioso di quello del commerciante.\nRevolut Premium: un upgrade per viaggiatori Se viaggi spesso, il piano Revolut Premium (7,99 € al mese) è un investimento che si ripaga da solo. Noi lo usiamo da anni e i vantaggi sono innegabili:\nPrelievi ATM gratuiti fino a 400 € al mese. Conversioni valutarie illimitate senza commissioni, anche nel weekend (addio maggiorazione dell’1%!). Assicurazione medica internazionale, ideale per viaggiare con serenità. Accesso a lounge aeroportuali in caso di voli in ritardo. Design esclusivi per carte personalizzate, per un tocco di classe in più. Premium ci ha permesso di acquistare il biglietto del traghetto da Busan, in Corea, a Fukuoka in Giappone\u0026nbsp; e di risparmiare svariati euro!\nLa nostra esperienza: Revolut come carta di tutti i giorni Da oltre 3 anni, Revolut è la nostra carta di riferimento, non solo in viaggio ma anche a casa visto che viaggiamo in camper. La usiamo per fare la spesa, pagare visti, traghetti o per cenare fuori. La sicurezza è al top: possiamo bloccare la carta in un istante se la perdiamo, e le carte virtuali usa e getta sono perfette per acquisti online.\nRisparmiare è facile con Revolut Revolut è la carta ideale per chi vuole viaggiare senza pensieri e risparmiare, specialmente in paesi extra-UE. Zero commissioni durante la settimana, tassi di cambio, vantaggi Premium e carte personalizzate ci hanno permesso di ridurre i costi delle nostre avventure. Dopo anni di utilizzo, possiamo confermare che Revolut è più di una carta: è un alleato per esplorare il mondo con stile e convenienza.\nPronto a risparmiare in viaggio? Iscriviti a Revolut tramite il nostro link di riferimento e scopri come rendere i tuoi viaggi più economici e personalizzati!\nNota: Usando il nostro link, potremmo ricevere una piccola commissione, senza costi aggiuntivi per te. Questo ci aiuta a condividere altri consigli di viaggio utili.\nFAQ: Domande frequenti 1. Revolut è sicura per i pagamenti all’estero?\nSì, Revolut offre sicurezza avanzata: puoi bloccare la carta dall’app in caso di perdita, usare carte virtuali per acquisti online e attivare notifiche in tempo reale per ogni transazione.\n2. Come evitare le commissioni del weekend con Revolut?\nConverti la valuta necessaria durante la settimana per evitare la maggiorazione dell’1%. Con il piano Premium, le conversioni sono gratuite anche nel weekend.\n3. Posso usare Revolut in paesi extra-UE?\nAssolutamente! Revolut supporta oltre 150 valute ed è perfetta per paesi come Giappone, Corea del Sud o Stati Uniti, con tassi di cambio vantaggiosi e prelievi ATM gratuiti fino al limite mensile.\n4. Come personalizzare la mia carta Revolut?\nDall’app Revolut, vai alla sezione “Carte” e scegli “Personalizza”. Puoi selezionare colori, design esclusivi o aggiungere il tuo nome. I piani Premium offrono opzioni di design ancora più accattivanti.\n5. Qual è il limite di prelievo con Revolut?\nCon il piano Standard, puoi prelevare fino a 200 € al mese senza commissioni; con Premium, fino a 400 €. Oltre il limite, si applica una commissione del 2%.\n","country":null,"date":"aprile 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1709916475//Articoli/Blog/revolut-la-carte-per-chi-viaggia_urz27d.png","permalink":"/blog/perche-revolut-e-la-migliore-carta-per-viaggiare-all-estero-risparmia-in-viaggio/","title":"Perché Revolut è la migliore carta per viaggiare all’estero e risparmiare in viaggio"},{"categories":["Viaggio in Iraq"],"contents":"Il Kurdistan iracheno, una regione autonoma nel nord dell’Iraq, è una destinazione affascinante per chi cerca cultura, storia e paesaggi mozzafiato. Con città come Erbil e Sulaymaniyah, montagne spettacolari e un’ospitalità unica, questa zona è più accessibile di quanto si pensi. Ma come entrare nel Kurdistan iracheno? In questa guida completa, ti spieghiamo tutto su visti, trasporti, sicurezza e consigli pratici per organizzare il tuo viaggio.\nPerché visitare il Kurdistan iracheno? Il Kurdistan iracheno offre un mix di storia millenaria, natura incontaminata e cultura vibrante. Tra le attrazioni principali:\nErbil: La capitale con la sua Cittadella, patrimonio UNESCO. Lalish: Il centro spirituale degli Yazidi, un luogo sacro di grande significato culturale. Hamilton Road: Una strada panoramica tra i Monti Zagros. Nawruz: La celebrazione del capodanno persiano, un’esperienza vibrante immersa nella cultura locale. Ma soprattutto le persone: i curdi sono rinomati per la loro ospitalità straordinaria, che rende ogni viaggio indimenticabile. Questa regione è nota per la sua sicurezza relativa rispetto al resto dell’Iraq, ma pianificare con cura è essenziale. Scopri di seguito come entrare nel Kurdistan iracheno senza problemi.\nOttenere il Visto per il Kurdistan iracheno Per visitare il Kurdistan iracheno, i cittadini italiani devono ottenere un visto turistico. Ecco tutto ciò che devi sapere:\nVisto all’arrivo: I cittadini italiani possono ottenere un visto turistico direttamente agli aeroporti di Erbil o Sulaymaniyah. Visto online: Puoi richiederlo tramite il sito ufficiale del Governo Regionale del Kurdistan\u0026nbsp; per risparmiare tempo. Visto online: Documenti e procedura I documenti necessari per la richiesta del visto online sono:\nScansione del passaporto (validità minima 6 mesi). Foto recente con sfondo bianco (anche scattata con smartphone). Il costo del visto è di 100.000 IQD (~70 euro, a seconda del tasso di cambio), valido per 30 giorni.\nLa procedura è rapida:\nAccedi al sito, carica i documenti inserisci i dati e paga con carta di credito. Riceverai l’approvazione via email in pochi minuti. Porta con te una copia digitale o cartacea del visto.\nNota: Il visto per il Kurdistan iracheno non è valido per l’Iraq federale (es. Baghdad). Per visitare entrambe le aree, richiedi un visto iracheno all’ambasciata o atterra a Baghdad (costo ~75 USD).\nleggi anche Itinerario di 7 giorni in Kurdistan iracheno in camper: celebrando il Nawruz Come arrivare nel Kurdistan iracheno Raggiungere il Kurdistan iracheno è più semplice di quanto sembri. Ecco le opzioni principali:\nVia aerea:\nAeroporti principali: Erbil International Airport e Sulaymaniyah International Airport. Voli interni: Se atterri a Baghdad, puoi prendere un volo domestico per Erbil o Sulaymaniyah con Iraqi Airways. Il costo medio di un volo A/R dall’Italia varia tra 400 e 800 euro, a seconda della stagione.\nVia terra:\nConfine con la Turchia: Il checkpoint Habur/Zakho è il più usato. Confine con l’Iran: Meno comune per i turisti, è soggetto a restrizioni. In entrambi i casi non è richiesto il Carnet de Passages en Douane per entrare in Iraq con il proprio mezzo.\nAttraversare la Frontiera Habur/Zakho La frontiera Habur/Zakho, tra Turchia e Kurdistan iracheno, è il principale punto d’ingresso via terra ed è facile da gestire, soprattutto con il visto elettronico. Ecco cosa sapere:\nOrari e consigli: La frontiera apre alle 8:00 (non 24/7, come talvolta riportato online). Arriva presto per evitare code, poiché i viaggiatori dalla Turchia tendono a presentarsi dalle 9:00-9:30.\nDocumenti necessari: Passaporto con visto elettronico o timbro d’ingresso. Per veicoli: libretto di circolazione e documenti del mezzo.\nProcedura per i viaggiatori Presenta il passaporto agli ufficiali di controllo passaporti e il visto per il timbro d’ingresso.\nProcedura per i veicoli Mostra il libretto di circolazione e i documenti del veicolo agli addetti doganali che si occuperanno anche di controllare il mezzo. La tassa per il permesso temporaneo di circolazione (obbligatorio) è di 35 USD. Una banca in loco consente di cambiare valuta in dinari iracheni, se necessario. Dopo il pagamento riceverai un permesso temporaneo per il veicolo.\nNota: in uscita dal Kurdistan iracheno la procedura è simile, ma include la disinfezione del veicolo prima di entrare in Turchia (costo: ~100 lire turche, circa 3 USD, a seconda del tasso di cambio).\nAssicurazione Non è richiesta un’assicurazione obbligatoria per i veicoli in Kurdistan. Tuttavia, verifica che il tuo mezzo sia in buone condizioni e considera un’assicurazione internazionale per maggiore tranquillità.\nScopri il nostro ingresso in paese È sicuro viaggiare? Il Kurdistan iracheno è considerato una delle zone più sicure dell’Iraq, ma la situazione geopolitica richiede cautela. Ecco cosa sapere:\nRischi principali: Attacchi sporadici con droni o missili vicino a basi militari o all’aeroporto di Erbil. Conflitti nelle aree di confine con Turchia e Iran (es. contro il PKK). Presenza di mine in ex zone di conflitto, come intorno a Mosul. Consigli di sicurezza: Evita le aree di confine e i siti sensibili. Registra il tuo viaggio su www.dovesiamonelmondo.it\u0026nbsp; . Informa l’Ambasciata d’Italia a Baghdad della tua presenza. Non fotografare checkpoint o edifici governativi. Per aggiornamenti, controlla il sito della Farnesina ( www.viaggiaresicuri.it\u0026nbsp; ) o media locali come Rudaw\u0026nbsp; .\nDocumenti e requisiti per il viaggio Prima di partire, assicurati di avere:\nPassaporto con validità residua di almeno 6 mesi. Contanti in USD per il visto e altre spese (le carte di credito sono poco accettate). Assicurazione di viaggio che copra emergenze mediche e rischi geopolitici. Per viaggiare noi ci assicuriamo con Genki che offre grandi benefici e una sottoscrizione mensile che può esser cancellata in qualsiasi momento.\nUn venditore di tappeti a Erbil. Consigli pratici per il tuo viaggio Periodo migliore: Primavera (marzo-maggio) e autunno (settembre-novembre) offrono temperature ideali. L’estate è molto calda, l’inverno freddo in montagna. Valuta: Si usa il dinar iracheno (IQD). Porta contanti, poiché gli sportelli bancomat sono rari. Lingua: Il curdo (Sorani e Kurmanji) è la lingua principale, ma l’inglese è diffuso nelle città. Impara qualche parola come “supas” (grazie) per conquistare i locali. Cultura: Vesti in modo modesto, soprattutto nelle aree rurali, e accetta inviti a tè o pasti: l’ospitalità curda è leggendaria. Cosa vedere nel Kurdistan iracheno Ecco alcune tappe imperdibili:\nCittadella di Erbil: Un sito UNESCO con 6.000 anni di storia. Museo Amna Suraka: Racconta la repressione sotto Saddam Hussein. Monti Zagros: Ideali per trekking e panorami spettacolari. Lalish: Il centro spirituale degli Yazidi, visitabile rispettando le norme locali. Scopri il nostro itinerario di 7 giorni nel Kurdistan iracheno per pianificare al meglio!\nAvvertenze importanti Tematiche sensibili: Evita discussioni su politica, nazionalismo curdo o conflitti regionali. Legge irachena: Contatti con Israele sono vietati e possono portare a conseguenze legali. Aggiornamenti: La situazione può cambiare rapidamente. Segui fonti affidabili come Rudaw o l’Ambasciata d’Italia a Baghdad. Conclusione Entrare nel Kurdistan iracheno è un’esperienza unica, ma richiede pianificazione. Con una buona pianificazione, un itinerario ben pensato e attenzione alla sicurezza, vivrai un viaggio indimenticabile tra cultura, storia e paesaggi mozzafiato. Pronto a partire? Condividi la tua esperienza nei commenti o scopri l\u0026rsquo;itinerario di 7 giorni!\n","country":"Iraq","date":"aprile 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1709916475//iraq/iraq-kurdistan-iracheno_avgjtc.jpg","permalink":"/blog/come-entrare-nel-kurdistan-iracheno-guida-completa-per-viaggiatori/","title":"Come entrare nel Kurdistan iracheno: Guida completa per viaggiatori"},{"categories":["Viaggi in Corea","Itinerari","Seoul"],"contents":"Abbiamo esplorato Seoul in lungo e in largo, immergendoci nella sua anima vibrante dove grattacieli futuristici convivono con templi antichi e villaggi tradizionali. La capitale della Corea del Sud è un mosaico di storia, cultura e modernità, pronto a sorprendere ogni viaggiatore. In questo articolo, vi guideremo attraverso le migliori attrazioni della città, dal Tempio d’Oro Suguksa alla frenesia di Gangnam, includendo il pratico Royal Palace Pass per ottimizzare le visite ai palazzi reali. Alla fine, troverete un itinerario di 4 giorni ben strutturato per vivere Seoul al meglio. Pronti? Andiamo!\nLe migliori cose da vedere a Seoul Ecco un elenco delle attrazioni imperdibili che rendono Seoul unica, perfette per organizzare il vostro viaggio.\n1. I Palazzi Reali Seoul vanta cinque magnifici palazzi reali, ognuno con un carattere unico.\nGyeongbokgung Conosciuto come il \u0026ldquo;Palazzo della Felicità Splendente\u0026rdquo;, è il più grande e più famoso dei cinque palazzi reali di Seoul. Al suo interno, oltre alle camere che ospitavano i reali e i più alti funzionari pubblici, si trovano un giardino e il bellissimo padiglione Gyeonghoeru, che si affaccia su di un laghetto, meraviglioso da ammirare in ogni stagione.\nOrario 9:00-18:00, chiuso il martedì. Alle ore 10:00 e alle ore 14:00 avviene tutti i giorni il cambio della guardia.\nChangdeokgung Detto il “Palazzo della Virtù Illuminata”, è divenuto Patrimonio UNESCO dal 1997. Questo edificio venne costruito nel quindicesimo secolo come residenza secondaria e ospita il famoso giardino segreto Huwon, che era di uso esclusivo del Re e delle dame di corte.\nSe decidete di visitare anche il giardino tenete a mente che sono necessari la prenotazione e l’acquisto di un ticket aggiuntivo.\nOrario 9:00-17:00, chiuso il lunedì.\nChanggyeonggung Costruito nel XV secolo come residenza per le regine vedove. Anche se meno sontuoso rispetto ad altri palazzi, ha un fascino unico con i suoi spazi verdi e il suo laghetto. Durante la dominazione giapponese, il palazzo è stato trasformato in un giardino zoologico e botanico, ma è stato successivamente restaurato per recuperare il suo antico splendore. Un\u0026rsquo;esperienza davvero speciale è una visita al tramonto, quando la luce soffusa crea un\u0026rsquo;atmosfera magica.\nNon perdete l\u0026rsquo;occasione di esplorare la serra situata alla fine dei giardini, oltrepassando il laghetto centrale, per scoprire un angolo di tranquillità e bellezza nascosta.\nOrario 09:00-21:00 (ultimo ingresso alle 20:00), chiuso il lunedì.\nDeoksugung Questo palazzo, designato come palazzo reale principale solo alla fine del diciannovesimo secolo, si trova nel cuore della città e offre un interessante contrasto tra il passato e il presente.\nAlcune parti della struttura sono state ricostruite o modificate nel corso del ventesimo secolo, per cui si distingue per la fusione di stili architettonici occidentali e tradizionali coreani.\nOrario 09:00-21:00, chiuso il lunedì.\nCambio della guardia presso l\u0026rsquo;ingresso principale alle 11:00, 14:00 e alle 15:30.\nIl Royal Palace Pass: Cos’è e Perché Usarlo Il Royal Palace Pass non un palazzo, ma una chicca per risparmiare tempo e denaro. È un biglietto combinato che dà accesso ai quattro palazzi reali (Gyeongbokgung, Changdeokgung, Changgyeonggung, Deoksugung) e al Tempio Jongmyo per 10.000 won (circa 7 euro). Valido per 6 mesi, permette di visitare i siti al proprio ritmo, evitando code per i biglietti singoli. Lo si può acquistare presso le biglietterie dei palazzi.\nBuone notizie per i viaggiatori over 65: l’ingresso ai palazzi è gratuito, rendendo l’esperienza ancora più accessibile! Un’opzione ideale per chi vuole esplorare la storia reale di Seoul senza stress!\nleggi anche Guida Definitiva alla Metro di Seoul e alla T-Money 2. Villaggio Antico di Bukchon e Ikseon-dong Bukchon Hanok Village è famoso per le sue case tradizionali (hanok), stradine pittoresche e viste mozzafiato. Risale a più di 600 anni fa e si trova in cima a una collina, dalla quale godere di una delle viste più belle (e gratuita) della città dall’alto.\nA pochi passi, Ikseon-dong aggiunge un tocco hipster con oltre 300 caffè alla moda e botteghe artigianali, mantenendo il fascino del passato.\n3. Tempio Jogyesa Nel cuore pulsante della città, il Tempio Jogyesa è un angolo di spiritualità buddista. È il principale tempio buddista Jogye, la setta del buddismo Zen di Corea. Con le sue lanterne colorate e l’energia tranquilla, è un contrasto affascinante con i grattacieli circostanti.\n4. Dongdaemun Design Plaza o DDP Il DDP è un capolavoro di architettura futuristica progettato da Zaha Hadid che sottolinea in tutto e per tutto la corsa verso il futuro di Seoul. Non fermatevi ad ammirare l\u0026rsquo;esterno perché all\u0026rsquo;interno ospita mostre d’arte, installazioni interattive (alcune gratuite altre a pagamento) e negozi di design lo rendono un paradiso per gli amanti della creatività. Di notte, si illumina di luci spettacolari.\nAperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 20:00, chiude solo il 1 gennaio e il giorno di festeggiamento del Chuseok.\nScopri il DDP nel nostro video completo di Seoul\n5. Ihwa Mural Village Il quartiere artistico di Ihwa, che fino a pochi anni fa era destinato alla demolizione, per sgomberare una baraccopoli vecchia e poco attraente è ora un’esplosione di colore. Nel 2006 è stato trasformato in un punto di riferimento turistico-artistico e ora murales vivaci decorano le stradine, raccontando storie locali. È perfetto per scattare foto e scoprire l’arte urbana di Seoul.\nSi può raggiungere il quartiere passeggiando, o meglio scalando, lungo parte delle antiche mura cittadine, vi farà comprendere appieno la corsa cittadina verso la modernità e i contrasti che popolano questo paese.\n6. Namsangol Hanok Village Spesso trascurato in favore del più popolare Bukchon Village ed è invece il villaggio hanok più bello. Namsangol vi riporta indietro nel tempo con case tradizionali perfettamente conservate, giardini e spettacoli culturali. Ideale per immergersi nella Corea di un tempo.\nViaggio nel tempo\nOltre alle case antiche, al giardino meraviglioso e alla possibilità di cimentarsi in antichi giochi ( e sì, li abbiamo provati anche noi\u0026nbsp; ), in questo villaggio si trova una Time Capsule, che contiene 600 oggetti che rappresentano Seoul, sepolti a 15 metri sottoterra il 29 novembre 1994, per celebrare il 600° anniversario di Seoul come capitale della Corea. La Time Capsule dovrebbe essere dissotterrata il 29 novembre 2394 per celebrare il 1000° anniversario di Seoul. Peccato, noi non potremo esserci 😅\n7. Myeongdong: la patria della skincare Myeongdong è il tempio dello shopping, soprattutto per la cosmesi coreana. Qui troverete marchi come Etude House e Innisfree, oltre a street food, che viene venduto dalle 17:00, delizioso (e piccante) come i tteokbokki anche se i prezzi sono nettamente più alti rispetto ad altre zone di Seoul.\n8. Il Quartiere di Gangnam Reso famoso dalla canzone di Psy, Gangnam è il quartiere dei ricchi e dello stile. Boutique di lusso, ristoranti alla moda e una vita notturna vivace lo rendono perfetto per una serata glamour. Da non perdere la statua dedicata alla canzone, il suggestivo tempio di Bongeunsa e la libreria Starfield nel COEX Mall. Quest’ultima, con scaffali altissimi e un design spettacolare, è un paradiso per i bibliofili, perfetto per rilassarsi o scattare foto memorabili.\n9. Cheonggyecheon Stream Questo luogo è davvero uno degli angoli più suggestivi di Seoul, una piccola isola di pace incastonata fra il traffico cittadino. Un tempo autostrada, oggi il Cheonggyecheon è un ruscello urbano circondato da sentieri, ponti e luci soffuse. Una passeggiata qui, specialmente di sera, è un’esperienza rigenerante.\n10. Seochon Conosciuto come il \u0026ldquo;villaggio occidentale\u0026rdquo;, Seochon mantiene intatto il fascino della vecchia Seoul. Questo quartiere, che ha ospitato artisti e intellettuali, oggi accoglie piccole gallerie d\u0026rsquo;arte indipendenti, caffetterie letterarie, botteghe artigiane tradizionali e librerie vintage. Ve lo consigliamo se come noi siete dei visitatori dall’animo un po’ nostalgico e retrò.\n11. Tempio d’Oro Suguksa Un’oasi di serenità immersa nella natura, il Suguksa è un tempio buddista meno conosciuto, ideale per iniziare il viaggio con calma. Le sue decorazioni dorate brillano sotto il sole, creando un’atmosfera che invita alla riflessione.\nSuguksa, che significa \u0026ldquo;Tempio della Protezione del Paese\u0026rdquo;, fu ricostruito nella sua posizione attuale nel 1900, dopo un incendio. Merita una visita, anche breve, per immergersi in un luogo di pace e godere di una piacevole passeggiata nei suoi tranquilli giardini.\nItinerario di 4 Giorni a Seoul Ora che conoscete le attrazioni, ecco come organizzarle in un itinerario di 4 giorni, bilanciando storia, cultura e modernità. Per muovervi comodamente, vi consiglio di usare la metropolitana di Seoul, facile e puntual.\nGiorno 1: palazzi Reali e arte Mattina: Visitate Gyeongbokgung, il palazzo più iconico. Se siete fortunati, assistete alla cerimonia del cambio della guardia. Con il Royal Palace Pass, l’ingresso è rapido. Pomeriggio: Dirigetevi a Changdeokgung per esplorare il giardino segreto (prenotate in anticipo). Poi, passeggiate nel vicino Ihwa Mural Village per un tocco artistico. Sera: Godetevi Changgyeonggung di notte, quando le luci creano un’atmosfera magica. Giorno 2: storia e modernità Mattina: Scoprite Namsangol Hanok Village, immergendovi nella Corea tradizionale. Continuate con Deoksugung, un palazzo più intimo ma altrettanto affascinante. Pomeriggio: Fate un salto al futuristico DDP, esplorando mostre e negozi di design. Sera: Passeggiate lungo il Cheonggyecheon Stream, perfetto per rilassarsi dopo una giornata intensa. Giorno 3: tradizione e spiritualità Mattina: Iniziate con il Tempio d’Oro Suguksa per un’immersione nella natura e nella spiritualità. Proseguite verso il Tempio Jogyesa, ammirando le lanterne e l’atmosfera zen. Pomeriggio: Esplorate il Villaggio Antico di Bukchon e Ikseon-dong. Passeggiate tra le case hanok, fermatevi per un caffè in stile coreano. Sera: Concludete con una cena a Myeongdong, provando street food e curiosando tra i negozi di skincare. Giorno 4: lusso e cultura Mattina: Iniziate con Seochon, esplorando le sue stradine autentiche e fermandovi in un caffè tradizionale. Pomeriggio: Visitate la Starfield Library al COEX Mall, un paradiso per foto e relax. Poi, immergetevi nel lusso di Gangnam, tra boutique e ristoranti trendy. Sera: Concludete con una cena elegante a Gangnam o un’ultima passeggiata a Myeongdong per gli ultimi acquisti. Consigli Finali Seoul è una città che sorprende a ogni angolo, e questo itinerario copre il meglio in soli 4 giorni. Per pianificare al meglio, ricordati di scaricare queste app indispensabili e di leggere come fare la T-Money per risparmiare soldi quando usi la metro. Il Royal Palace Pass vi farà risparmiare tempo, lasciandovi più tempo per godervi la città. Preparate le scarpe comode e lasciatevi conquistare dalla magia di Seoul!\n","country":"Corea del Sud","date":"aprile 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1709916475/Articoli/Corea/Seoul/cheonggyecheon-stream_cmib4y.jpg","permalink":"/blog/seoul-cosa-vedere-4-giorni-itinerario-completo/","title":"Seoul: Cosa vedere in 4 Giorni - Itinerario completo"},{"categories":["Viaggi in Coreaa"],"contents":"Seoul, la vibrante capitale della Corea del Sud, è un paradiso per gli amanti dello street food e dello shopping. I suoi mercati tradizionali offrono un’esperienza unica, dove i sapori autentici si mescolano alla frenesia dello shopping e all’atmosfera vivace. Ecco una guida ai tre mercati imperdibili: Gwangjang, Namdaemun e Myeongdong.\nGwangjang: Il cuore della tradizione coreana Gwangjang è il mercato più famoso di Seoul, un luogo iconico per immergersi nella cultura tradizionale. Con i suoi vicoli affollati e sgabelli sparsi ovunque, accoglie turisti da tutto il mondo, creando un’atmosfera conviviale dove condividere il tavolo con sconosciuti è la norma. Qui puoi gustare piatti tipici come tteokbokki, mandu e japchae a prezzi ancora accessibili, con la possibilità di ordinare più portate da dividere.\nIl momento migliore per visitarlo? La sera, quando l’atmosfera si fa ancora più vivace. Tuttavia, attenzione: dopo le 22, la maggior parte delle bancarelle chiude. Gwangjang è perfetto per chi cerca autenticità e sapori genuini senza spendere una fortuna.\nleggi anche Jeonju: Un viaggio nella cultura e nei sapori della Corea del Sud Namdaemun: Il mercato che non dorme mai Namdaemun è uno dei mercati tradizionali più grandi e importanti della Corea del Sud. Aperto praticamente 24 ore su 24, offre una varietà impressionante di prodotti: abbigliamento, articoli per la casa, oggettistica e prodotti freschi. È il luogo ideale per chi vuole fare acquisti e allo stesso tempo esplorare la cucina locale.\nUn’esperienza da non perdere è la “Kalguksu Alley”, una piccola via nascosta nel mercato, famosa per i suoi chioschi che servono noodles fatti a mano, bibimbap e piatti freddi. Qui l’atmosfera è rustica: ci si siede spalla a spalla con altri avventori, gustando menu fissi abbondanti a prezzi onesti. Perfetto per i viaggiatori che non temono un’esperienza senza fronzoli.\nNota: anche se il mercato è aperto h24, molti venditori chiudono intorno alle 20, quindi pianifica la tua visita di conseguenza.\nMyeongdong: shopping e Street Food di tendenza Situato nel cuore di Seoul, Myeongdong è il quartiere dello shopping per eccellenza, particolarmente amato dai giovani per i negozi di skin-care coreana e le boutique di moda. A partire dalle 17, le strade si animano con bancarelle di street food che offrono una varietà di piatti, dai classici corn dog e tteokbokki a proposte più insolite come aragoste alla griglia e cozze gratinate al formaggio.\nTuttavia, i prezzi qui sono più alti rispetto ad altri mercati, riflettendo la posizione centrale e l’atmosfera trendy. Myeongdong è perfetto per chi vuole combinare una serata di shopping con una cena all’aperto, ma tieni d’occhio il portafoglio!\nConsigli per la Tua Visita Gwangjang: Ideale per la sera, ma arriva prima delle 22. Porta con te la voglia di socializzare, perché potresti condividere il tavolo con altri viaggiatori. Namdaemun: Perfetto per chi ama esplorare senza orari. Non perdere la “Kalguksu Alley” per un pasto veloce e saporito. Myeongdong: Visitalo nel tardo pomeriggio per goderti lo street food e l’atmosfera vivace, ma preparati a prezzi più alti. Seoul è una città che vive nei suoi mercati, dove ogni angolo racconta una storia di tradizione, innovazione e sapori indimenticabili. Prepara le papille gustative e la carta di credito: Gwangjang, Namdaemun e Myeongdong ti aspettano per un’avventura unica!\n","country":"Corea del Sud","date":"aprile 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1657123237/Articoli/Corea/Seoul/street-food-seoul_uqmwhq.jpg","permalink":"/blog/esplorare-seoul-street-food-e-shopping-nei-mercati-tradizionali/","title":"Esplorare Seoul: Street Food e shopping nei mercati tradizionali"},{"categories":["Viaggi in Coreaa"],"contents":"Situata nel cuore della Corea del Sud, Jeonju è una città che incanta i visitatori con il suo patrimonio culturale e la sua cucina straordinaria. Conosciuta come una delle capitali culturali del paese, Jeonju è la culla di tradizioni secolari, dal suo iconico Villaggio Hanok alle specialità gastronomiche come il bibimbap. Questa guida ti accompagnerà alla scoperta di una città dove passato e presente si fondono in un’esperienza unica, perfetta per chi cerca autenticità e bellezza.\nIl villaggio Hanok di Jeonju: Un tuffo nella tradizione Il Jeonju Hanok Village è uno dei tesori meglio conservati della Corea, con circa 800 case tradizionali (hanok) che trasportano i visitatori indietro nel tempo. Le stradine acciottolate del villaggio sono un invito a scoprire l’artigianato coreano: dai tappeti di carta Hanji alle ceramiche, fino agli eleganti abiti hanbok. Ogni angolo racconta una storia, tra botteghe di artigiani e ristoranti che servono piatti della tradizione.\nPer un’esperienza dolce, fermatevi da PNB, una storica panetteria locale celebre per la sua Choco Pie, un delizioso dolce ripieno di crema al latte e marmellata di fragole che conquista al primo morso.\nleggi anche Esplorare Seoul: Street Food e shopping nei mercati tradizionali Bibimbap di Jeonju: Il re della cucina coreana Jeonju è sinonimo di bibimbap, il piatto iconico della cucina coreana che qui raggiunge l’apice della perfezione. Preparato con riso, carne, verdure fresche, un uovo crudo (una peculiarità locale rispetto alla versione fritta diffusa altrove), gochujang (pasta di peperoncino fermentato) e olio di sesamo, il bibimbap di Jeonju si distingue per la qualità e la varietà degli ingredienti. La presentazione raffinata rende ogni boccone un’esperienza unica.\nPer gustare un bibimbap autentico e senza fronzoli, esplorate i mercati rionali della città. Tra chioschi e bancarelle, troverete versioni preparate con la stessa passione che caratterizza questo piatto da secoli. Se siete vegetariani, non preoccupatevi: molti locali offrono varianti senza carne, altrettanto deliziose.\nNoi consigliamo questo posto autentico fuori dalle rotte turistiche: 📍 Pungnammun Bibimbap\n🕙 Aperto tutti i giorni dalle 7 alle 18\n🔗 Mappa Google\u0026nbsp; Perché Visitare Jeonju? Jeonju è molto più di una destinazione turistica: è un luogo dove la cultura coreana prende vita. Il Villaggio Hanok offre un’immersione nella storia e nell’artigianato, mentre la gastronomia locale, con il bibimbap in testa, soddisfa i palati più esigenti. Che siate appassionati di cibo, storia o semplicemente curiosi di scoprire la Corea autentica, Jeonju vi accoglierà con il suo fascino senza tempo.\n","country":"Corea del Sud","date":"aprile 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1657123237/Articoli/Corea/jeonju-hanok-village_zdu1a1.jpg","permalink":"/blog/jeonju-viaggio-cultura-sapori-corea-del-sud/","title":"Jeonju: Un viaggio nella cultura e nei sapori della Corea del Sud"},{"categories":["Viaggi in Coreaa"],"contents":"Le Montagne Maisan, situate nella Corea del Sud, sono una destinazione imperdibile per gli amanti della natura, della spiritualità e della cultura. Con i loro 680 metri di altitudine e i due picchi distintivi che ricordano le orecchie di un cavallo, queste montagne offrono paesaggi mozzafiato e un profondo legame con la tradizione buddista. Il nome \u0026ldquo;Maisan\u0026rdquo; (Montagna delle Orecchie di Cavallo) deriva proprio dalla loro forma unica, che cambia simbolismo con le stagioni, rendendo questa meta ancora più affascinante.\nLa magia di Maisan: natura e mitologia Maisan non è solo un prodigio naturale, ma anche un luogo intriso di leggende. Una storia popolare narra che i due picchi siano due fate pietrificate, bloccate sulla terra mentre cercavano di ascendere al cielo. Questa aura mistica rende Maisan un luogo di meditazione e riflessione, frequentato da pellegrini e viaggiatori in cerca di pace interiore. La montagna cambia nome con il mutare delle stagioni, riflettendo la sua connessione con la natura:\nPrimavera: Mastdaebong, per la sua somiglianza con un albero maestoso che emerge dalla nebbia. Estate: Yonggakbong, quando le rocce evocano la forma di un drago. Autunno: Maibong, per la silhouette che ricorda il corno di un drago. Inverno: Maisan, quando i picchi innevati ricordano le orecchie di un cavallo. leggi anche Esplorare Seoul: Street Food e shopping nei mercati tradizionali Esplorare Maisan: Il sentiero principale Il sentiero principale di Maisan è di difficoltà moderata e richiede circa 3 ore per raggiungere la vetta e tornare indietro. Sebbene alcuni tratti siano ripidi, le ringhiere di sicurezza lungo il percorso garantiscono un’esperienza accessibile anche per gli escursionisti meno esperti. Durante la salita, potrai ammirare panorami spettacolari e immergerti nella quiete della natura, interrotta solo dal suono del vento e dal canto degli uccelli.\nI Templi di Maisan: Oasi di spiritualità Maisan è famosa anche per i suoi templi buddisti, che arricchiscono l’esperienza con la loro storia e atmosfera sacra. Ecco i tre principali:\nTempio Tapsa Il Tempio Tapsa è uno dei luoghi più iconici di Maisan, celebre per le sue 80 pagode di pietra costruite nel XIX secolo da un monaco in cerca di illuminazione spirituale. Queste strutture, create senza l’uso di malta, sono un capolavoro di equilibrio e pazienza, rendendo il tempio una meta imperdibile per chi visita la montagna.\nTempio Eunsusa Conosciuto come il \u0026ldquo;Tempio dell’Acqua d’Argento\u0026rdquo;, Eunsusa deve il suo nome a una leggenda secondo cui un monaco, incapace di trovare acqua durante la meditazione, fece sgorgare una sorgente pura dalla montagna. Questa \u0026ldquo;Acqua d’Argento\u0026rdquo;, brillante e limpida, è ancora oggi un simbolo di purezza per i visitatori.\nTempio Geumdangsa Questo tempio ospita un ritratto di Buddha vecchio di 300 anni ed è amato dai pellegrini per la sua atmosfera serena. Geumdangsa è il luogo ideale per chi cerca un momento di contemplazione e un legame con la storia buddista della regione.\nTutti i templi sono raggiungibili in meno di 1 ora dal parcheggio pubblico gratuito.\nPerché Visitare Maisan? Maisan non è solo una meta per escursionisti, ma un’esperienza che unisce natura, spiritualità e cultura. Che tu sia attratto dai sentieri panoramici, dai templi storici o dalle leggende che avvolgono la montagna, questo luogo offre qualcosa di unico in ogni stagione. Porta con te scarpe comode, una mente aperta e preparati a scoprire uno dei tesori più affascinanti della Corea del Sud.\n","country":"Corea del Sud","date":"aprile 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1657123237/Articoli/Corea/maisan-tempio-principale_o52hts.jpg","permalink":"/blog/maisan-montagna-sacra-corea-del-sud/","title":"Maisan: La montagna Sacra della Corea del Sud"},{"categories":["Viaggi in Corea"],"contents":"Viaggiare in Corea del Sud è un’esperienza entusiasmante, ma richiede una preparazione adeguata per quanto riguarda documenti e autorizzazioni. I requisiti variano in base alla nazionalità, alla durata del soggiorno e allo scopo del viaggio. Ecco una panoramica completa per aiutarti a pianificare il tuo viaggio in tutta serenità.\nPassaporto: Il primo requisito Per entrare in Corea del Sud è sempre necessario un passaporto valido. Assicurati che:\nAbbia una validità residua di almeno 3 mesi dalla data di arrivo per soggiorni turistici. Abbia una validità residua di almeno 6 mesi per soggiorni di lunga durata (es. studio o lavoro). Controlla il tuo passaporto con largo anticipo per evitare sorprese!\nK-ETA: Autorizzazione elettronica per soggiorni brevi I cittadini di molti paesi possono entrare in Corea del Sud senza visto per soggiorni fino a 90 giorni (turismo, affari o transito). Tuttavia, in molti casi è richiesta la Korea Electronic Travel Authorization (K-ETA)\u0026nbsp; , un’autorizzazione elettronica da ottenere online prima della partenza.\nDal 1° aprile 2023 al 31 dicembre 2025, l’obbligo del K-ETA è sospeso per soggiorni inferiori a 90 giorni. Verifica sempre gli aggiornamenti ufficiali prima di partire.\nCome funziona il K-ETA Richiesta online: Completa la domanda sul sito ufficiale del K-ETA. Costo: Circa 10.000 KRW (7-8 USD). Validità: Una volta approvata, è collegata al passaporto e valida per ingressi multipli entro 2 anni. Visto per Soggiorni Lunghi Se prevedi di rimanere in Corea del Sud per più di 90 giorni, dovrai richiedere un visto presso l’ambasciata o il consolato sudcoreano nel tuo paese. I tipi di visto includono:\nVisto per studio. Visto per lavoro. Visto per affari. Contatta l’ambasciata con anticipo per conoscere i documenti necessari e i tempi di elaborazione.\nleggi anche Corea del Sud: le app da avere per viaggiare senza problemi Guidare in Corea del Sud Se intendi guidare durante il tuo soggiorno, avrai bisogno di:\nPatente di guida internazionale (Convenzione di Vienna o di Ginevra), da richiedere in Italia presso la Motorizzazione Civile. Per le procedure abbiamo scritto un articolo in merito. Patente nazionale: La patente internazionale non è valida da sola, quindi porta sempre con te entrambe. Per noleggiare un’auto o un camper, potrebbe essere richiesta una carta di credito come garanzia.\nAssicurazione Sanitaria: Un must per i viaggiatori La Corea del Sud offre un sistema sanitario di alta qualità, ma i turisti stranieri non sono coperti dal Servizio Sanitario Nazionale coreano. È quindi essenziale stipulare un’assicurazione sanitaria privata che copra:\nSpese mediche per malattie o incidenti (minimo 50.000 USD consigliati). Emergenze mediche con assistenza 24/7. Eventuali imprevisti come cancellazione del viaggio o perdita di bagagli. Come sempre noi consigliamo l\u0026rsquo;assicurazione sanitaria Genki\u0026nbsp; che copre in modo illimitato in tutto il mondo.\nDisclaimer: Questo è un link affiliate, il che significa che potremmo ricevere una piccola commissione se ti registri, senza costi aggiuntivi per te.\nCome Scegliere l’Assicurazione giusta Durata: Assicurati che la polizza copra l’intero soggiorno. Attività specifiche: Se pratichi sport estremi o attività particolari (es. trekking, sport acquatici), verifica che siano inclusi. Assistenza 24/7: Scegli un’assicurazione con supporto continuo. Copertura adeguata: Controlla che le spese mediche siano sufficienti per eventuali emergenze. Conclusione Preparare i documenti giusti è il primo passo per goderti un viaggio in Corea del Sud senza preoccupazioni. Controlla la validità del passaporto, verifica se hai bisogno del K-ETA o di un visto, porta con te la patente internazionale se intendi guidare e stipula un’assicurazione sanitaria adeguata. Con una buona pianificazione, il tuo viaggio sarà un’esperienza indimenticabile!\nNota: Le normative possono cambiare, quindi consulta sempre i siti ufficiali del governo sudcoreano o dell’ambasciata per gli aggiornamenti più recenti\u0026nbsp; .\n","country":"Corea del Sud","date":"aprile 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1709916475/Articoli/Corea/Seoul/palazzo-reale-esterno_jbfkw1.jpg","permalink":"/blog/guida-documenti-visti-viaggiare-corea-del-sud/","title":"Guida ai documenti e visti per viaggiare in Corea del Sud"},{"categories":["Viaggi in Corea"],"contents":"La metropolitana di Seoul è una delle più moderne ed efficienti al mondo, rendendo gli spostamenti in città rapidi e confortevoli. Con una rete capillare di linee, mappe in inglese e indicazioni chiare, è accessibile anche per chi non parla coreano. Per viaggiare senza pensieri, la T-Money è la soluzione ideale: una carta ricaricabile che semplifica l’uso dei trasporti pubblici e offre praticità anche oltre la metro.\nLa Metropolitana di Seoul Con oltre 20 linee che coprono la città e le aree circostanti, la metro di Seoul è il mezzo perfetto per esplorare ogni angolo, dal vivace quartiere di Gangnam ai mercati tradizionali di Insadong. I treni sono puntuali, puliti e dotati di Wi-Fi gratuito, mentre le stazioni offrono mappe multilingue e schermi con orari in tempo reale. Le tariffe variano in base alla distanza, ma sono economiche, soprattutto se usi una T-Money.\nCos’è la T-Money e perché usarla La T-Money è una carta prepagata che funziona su metro, autobus e persino taxi selezionati. Non solo rende i pagamenti più veloci, ma offre anche vantaggi economici:\nSconto sulle corse: ogni viaggio costa 100 won in meno rispetto al biglietto singolo. Trasferimenti gratuiti: puoi passare da metro ad autobus (o viceversa) entro 30 minuti senza costi aggiuntivi. Versatilità: la carta è accettata in molti convenience store (come 7-Eleven, GS25, CU, emart24), alcuni supermercati e ristoranti. Come ottenere e usare la T-Money Ora vedremo insieme come acquistare e usare la T-Money, con consigli utili per sfruttarla al meglio.\nDove comprarla Le carte sono disponibili nei convenience store (7-Eleven, GS25, CU, emart24) allo sportello dell\u0026rsquo;aeroporto. Il costo è di circa 3.000-5.000 won (circa 2-3 euro), a seconda del design scelto, e può esser acquistata sia in contanti che con la carta di credito.\nRicarica in contanti Puoi ricaricare la T-Money solo in contanti presso le macchinette automatiche nelle stazioni della metropolitana. Basta selezionare l’importo desiderato (multipli di 1.000 won) e inserire il denaro. Il saldo è visibile ogni volta che usi la carta sui lettori. Tutte le macchinette offrono l’opzione per selezionare la lingua inglese.\nCome Usarla Usare la T-Money è intuitivo:\nAll’ingresso: appogia la carta sul lettore ai tornelli della metro o salendo sull’autobus. All’uscita: ricordati di appoggiare nuovamente la carta sul lettore quando scendi dal mezzo. Questo comunica al sistema la fine del viaggio e calcola la tariffa corretta. Se ti dimentichi, potresti pagare una tariffa massima alla corsa successiva. Puoi controllare il saldo residuo sia sui lettori ogni volta che usi la carta sia andando alle macchinette. Se il credito è basso, ricarica in pochi secondi.\nIn alto viene visualizzato il costo della corsa, in basso il saldo. Consigli Utili Ricordati di tenere sempre un po’ di contanti a portata di mano per le ricariche, poiché le macchinette non accettano le carte di credito.\nScarica app come Naver Maps o Kakao Metro per pianificare i percorsi in tempo reale.\nSe non usi tutto il credito, puoi richiedere un rimborso (fino a 20.000 won) agli sportelli autorizzati, come in aeroporto, pagando una piccola commissione.\nCon la T-Money in tasca, esplorare Seoul diventa un’esperienza fluida e senza stress. 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Istituita nel 1953 dopo la Guerra di Corea, la DMZ è un’area carica di storia, dove si percepisce ancora la tensione di un conflitto mai formalmente concluso. Nonostante il nome, è una delle zone più militarizzate al pianeta, ma anche una meta turistica unica, che permette di esplorare la storia recente della Corea.\nUna breve storia della DMZ La DMZ nacque con l’armistizio del 1953, che pose fine alle ostilità della Guerra di Corea (1950-1953), un conflitto devastante che divise famiglie e segnò la penisola coreana. Iniziata il 25 giugno 1950, quando la Corea del Nord attraversò il 38° parallelo, la guerra fu il culmine delle tensioni tra il blocco comunista, sostenuto da Unione Sovietica e Cina, e quello occidentale, guidato dagli Stati Uniti. Ancora oggi, le due Coree restano tecnicamente in guerra, senza un trattato di pace definitivo.\nImjingak e i principali siti della DMZ Imjingak è un parco situato a pochi chilometri dal confine, il punto di partenza ideale per esplorare la DMZ. Con monumenti come il Ponte della Libertà, simbolo del ritorno dei prigionieri di guerra, questo sito offre un’introduzione emozionante alla storia della divisione coreana. Da Imjingak, i tour guidati a pagamento ti permettono di raggiungere i principali punti di interesse della zona, tutti situati nelle vicinanze ma accessibili con visite organizzate separate. Ecco i siti più significativi che puoi esplorare partendo da qui:\nTerzo tunnel di infiltrazione: Scoperto nel 1978, questo tunnel scavato dalla Corea del Nord si estende per 1,6 km sotto il confine. Visitabile con un tour dedicato, offre uno sguardo sulle tensioni del passato. Stazione di Dorasan: Una ferrovia inutilizzata, simbolo della speranza di riunificazione, situata a breve distanza da Imjingak. Un tour specifico ti porterà a scoprirne la storia. Joint Security Area (JSA): Il cuore della DMZ, dove le due Coree si incontrano per negoziati. Con un tour specializzato, puoi osservare la linea di confine e, in alcune occasioni, entrare negli edifici che la attraversano (soggetto a restrizioni). Cimitero di Guerra: Un luogo toccante che rende omaggio ai soldati caduti durante il conflitto, raggiungibile con visite guidate organizzate. Per chi cerca prospettive meno comuni, altri osservatori nelle vicinanze meritano una visita, come descritto di seguito.\nleggi anche Cose utili da sapere prima di partire per la Corea del Sud Torre dell’Osservatorio Unificazione di Goseong Situata vicino alla costa nord-orientale, offre una vista mozzafiato sulla DMZ e il Parco della Pace nelle vicinanze. È presente anche un museo sulla DMZ.\nQuesto osservatorio è meno battuto dal turismo di massa e richiede un’auto per essere raggiunto. Prima di accedere alla DMZ, è necessario fermarsi al check-point per registrare veicolo e passaporti.\nL\u0026rsquo;accesso costa 3.000 Won sudcoreani (KRW) per persona più 10.000 KRW per il veicolo.\nOsservatorio Simhagsan Noto solo ai locali, nella città di Paju Book City esiste un collina da cui si può vedere gratuitamente la Corea del Nord. Raggiungibile attraverso un percorso di 6,8 km immerso nella natura, sulla sommita della collina Simhagsan, regala panorami che spaziano fino alla Corea del Nord.\nOsservatorio Manghyangdae Sull’isola di Gyodong, permette di osservare con cannocchiali gratuiti la vita quotidiana oltre il confine, un’esperienza che invita alla riflessione.\nCome visitare la DMZ I tour organizzati sono il modo più semplice per esplorare la DMZ. Partono da Seoul, durano una giornata e includono trasporto, guida esperta e visite ai principali siti. È necessaria la prenotazione anticipata, con prezzi a partire da circa 50 euro. Per i più avventurosi, è possibile visitare alcuni siti in autonomia, ma con restrizioni maggiori, registrazione dei dati personali e controlli militari.\nUn’esperienza oltre il confine La DMZ non è solo un luogo di divisione, ma anche di speranza e memoria. Ogni monumento, tunnel o osservatorio racconta una storia di resilienza e desiderio di pace. A Seoul, il War Memorial Museum approfondisce ulteriormente la storia del conflitto, offrendo un complemento perfetto a questa visita (leggi il nostro articolo correlato sul museo). Un viaggio alla DMZ è un’occasione per comprendere la complessità della penisola coreana, lasciando un’impronta profonda in chi la esplora.\nOsservare da lontano la Corea del Nord è molto emozionante. ","country":"Corea del Sud","date":"aprile 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1709916475/Articoli/Corea/DMZ/dmz-zona-di-guerra_hhztbh.jpg","permalink":"/blog/dmz-viaggio-storia-divisione-corea/","title":"La DMZ: un viaggio nella storia e nella divisione della Corea"},{"categories":["Blog","Seoul"],"contents":"Arrivando a Seoul, si è subito catturati dalla sua modernità: auto scintillanti, grattacieli futuristici e neon che illuminano la notte. Ma c’è un altro aspetto che colpisce altrettanto: le persone che vivono all’ombra dei suoi palazzi.\nI primi giorni si è travolti dai suoni della città, dalla musicalità della lingua coreana e dai profumi che invadono le strade. Fermandosi a osservare, però, si colgono dettagli autentici: piccoli gesti, sguardi, momenti di vita quotidiana che svelano l’anima di Seoul.\nOggi vi portiamo nella Seoul nascosta, lontana dagli occhi dei turisti. È la città intima, fatta di sorrisi fugaci, anziani che chiacchierano nei vicoli e giovani che inseguono sogni. Attraverso l’obiettivo della nostra fotocamera, abbiamo catturato con discrezione questa realtà viva, dove ogni angolo racconta una storia unica e irripetibile, che aspetta solo di essere scoperta.\nEcco una serie di scatti per scoprire questa Seoul autentica, dove ogni immagine racconta un frammento della sua anima unica.\n","country":"Corea del Sud","date":"aprile 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1709916475/Articoli/Corea/Seoul/mural-village-persone_ou75wx.jpg","permalink":"/blog/seoul-gli-occhi-delle-persone-che-vivono-la-citta/","title":"Seoul: gli occhi delle persone che vivono la città"},{"categories":["Viaggi in Corea"],"contents":"Viaggiare in Corea del Sud è un\u0026rsquo;esperienza unica, tra città futuristiche, templi antichi e una cultura vibrante. Tuttavia, per muoverti senza problemi in un paese dove la lingua e le abitudini possono sembrare un po\u0026rsquo; ostiche, alcune app sono indispensabili. Ecco una guida alle applicazioni da scaricare prima di partire, per navigare, comunicare e gestire le spese con facilità.\nFondamentali per muoversi Dimentica Google Maps: in Corea del Sud non è la scelta migliore per la navigazione ( anzi non funziona proprio\u0026nbsp; ). Le mappe locali offrono dettagli più precisi e informazioni in tempo reale, specialmente per i trasporti pubblici. Ecco le due app da avere:\nNaver Map ( iOS\u0026nbsp; - Android\u0026nbsp; ): è l\u0026rsquo;app di riferimento per i coreani, e per un buon motivo. Offre mappe dettagliate, anche delle aree più remote, con aggiornamenti frequenti e indicazioni accurate per metropolitana, autobus e percorsi a piedi. Sebbene l\u0026rsquo;interfaccia sia principalmente in coreano, la navigazione è disponibile in inglese, rendendola accessibile anche per chi non parla la lingua locale. Perfetta per trovare stazioni, orari e persino ristoranti nelle vicinanze.\nKakaoMap ( iOS\u0026nbsp; - Android\u0026nbsp; ): un\u0026rsquo;alternativa altrettanto valida, con mappe chiare e indicazioni per traffico e mezzi pubblici. Come Naver Map, è in coreano ma offre le funzioni principali in inglese. È particolarmente utile per pianificare itinerari complessi e scoprire punti di interesse nelle città.\nEntrambe le app ti guideranno senza problemi, ma ti consigliamo di scaricare entrambe per avere un piano B in caso di necessità.\nMessaggistica: resta connesso In Corea del Sud, WhatsApp non è molto usato. Per comunicare con i locali o accedere a servizi che richiedono un\u0026rsquo;app di messaggistica, scarica una di queste:\nKakaoTalk (o chiamata dai coreani K-Talk) ( iOS\u0026nbsp; - Android\u0026nbsp; ): è l\u0026rsquo;app di messaggistica più popolare in Corea, usata praticamente da tutti. Non solo ti permette di chattare, ma è spesso richiesta per prenotazioni o per contattare negozi e ristoranti. L\u0026rsquo;interfaccia è intuitiva e disponibile in inglese. È possibile usare l\u0026rsquo;applicazione senza un numero coreano registrandosi sul sito ufficiale di Kakao\u0026nbsp; .\nLINE ( iOS\u0026nbsp; - Android\u0026nbsp; ): meno diffusa di KakaoTalk, ma comunque popolare, soprattutto tra i giovani. È un\u0026rsquo;ottima alternativa se hai già familiarità con questa piattaforma.\nTraduzioni: supera la barriera linguistica L\u0026rsquo;hangul, l\u0026rsquo;alfabeto coreano, può sembrare intimidatorio all\u0026rsquo;inizio, ma con le giuste app di traduzione non avrai problemi a decifrare cartelli, menu o conversazioni.\nGoogle Translate: un classico intramontabile, perfetto per tradurre testi, voce e immagini. Puoi scattare una foto a un testo in hangul (ad esempio un cartello o un menu) e ottenere una traduzione istantanea. La funzione di traduzione offline è un salvavita quando non hai una connessione stabile, mentre la modalità conversazione ti aiuta a dialogare in tempo reale. Prima di partire ricordati di scaricare le lingue offline, sia il pacchetto coreano che quello italiano.\nPapago ( iOS\u0026nbsp; - Android\u0026nbsp; ): sviluppata da Naver, Papago è l\u0026rsquo;app di traduzione preferita da molti locali. Come Google Translate, traduce testi fotografati e conversazioni in tempo reale. Nonostante tutti i coreani la usino, dalla nostra esperienza Google Translate funziona nettamente meglio.\nSebbene Papago sia spesso utilizzato dai coreani per comunicare, dai nostri test abbiamo constatato che Google Translate offre traduzioni più accurate e affidabili.\nPagamenti: gestisci le spese senza sorprese Pagare in Corea del Sud è generalmente semplice, grazie alla diffusione di carte e pagamenti digitali. Per evitare commissioni e semplificare le transazioni noi che consigliamo vivamente di usare Revolut. Più che un app questa è una vera e propria banca fondamentale per chi viaggia in quanto ti permette di cambiare valuta senza commissioni (tranne nei weekend dove si paga 1%) e di pagare direttamente con la tua carta Revolut nei negozi e ristoranti.\nÈ facile da usare e ti aiuta a tenere sotto controllo le spese. Puoi registrarti tramite il nostro link.\nDisclaimer: Questo è un link affiliate, il che significa che potremmo ricevere una piccola commissione se ti registri, senza costi aggiuntivi per te.\nConsigli utili per usare queste app Connessione internet: molte di queste app richiedono una connessione. Procurati una SIM locale o un pocket Wi-Fi per essere sempre online. Lingua: familiarizza con le funzioni in inglese delle app prima di partire, così da usarle con sicurezza sul posto. Spazio sul telefono: assicurati di avere abbastanza memoria per scaricare tutte le app e i pacchetti offline, come le lingue per Google Translate. Con queste applicazioni, il tuo viaggio in Corea del Sud sarà non solo più semplice, ma anche più semplice. Scaricale, preparati e immergiti nella magia di questo paese straordinario!\n","country":"Corea del Sud","date":"aprile 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto/v1684676730/Articoli/Corea/app-corea-del-sud_immqia.jpg","permalink":"/blog/corea-del-sud-le-app-da-avere-per-viaggiare-senza-problemi/","title":"Corea del Sud: le app da avere per viaggiare senza problemi"},{"categories":["Transiberiana","Guida"],"contents":"Dopo aver percorso la leggendaria Transiberiana, abbiamo creato la guida definitiva con tutte le informazioni pratiche per trasformare il tuo sogno in realtà. Da Mosca a Vladivostok, questo viaggio iconico è un’esperienza unica per gli amanti dell’avventura.\nPerché scegliere la Transiberiana? La Transiberiana non è solo un viaggio, ma un’avventura epica che attraversa la Russia, tra paesaggi mozzafiato, città ricche di storia e natura incontaminata. Che tu preferisca viaggiare in auto, camper o moto, questa guida ti accompagnerà passo dopo passo, offrendoti:\nConsigli pratici per pianificare il percorso. Itinerari dettagliati per ogni tipo di viaggiatore. Suggerimenti utili su visti, equipaggiamento e preparazione. Cosa troverai in questa guida La nostra guida ti prepara a ogni aspetto del viaggio lungo la Transiberiana:\nPianificazione del viaggio: Come ottenere il visto, scegliere il mezzo di trasporto e preparare l’itinerario perfetto. Itinerari suggeriti: Da percorsi classici a deviazioni fuori dai sentieri battuti. Consigli pratici: Cosa portare, come gestire imprevisti e dove fermarsi per ammirare i luoghi più suggestivi. Esperienze uniche: Scopri città affascinanti come Ekaterinburg, Irkutsk e il Lago Baikal, il più profondo del mondo. Per chi è questa guida? Che tu sia un viaggiatore esperto o un principiante, questa guida è pensata per chiunque voglia vivere la Transiberiana in totale libertà. Con i nostri consigli, potrai affrontare migliaia di chilometri con sicurezza, immergendoti in una delle esperienze di viaggio più iconiche al mondo.\nPronto a partire? Non lasciare che il richiamo della Transiberiana resti solo un sogno! La nostra guida, disponibile in versione cartacea e eBook, è il compagno perfetto per pianificare il tuo viaggio. Acquistala ora su Amazon\u0026nbsp; e inizia a preparare la tua avventura!\n","country":"Russia","date":"aprile 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1744353858/Articoli/Blog/transiberiana-on-the-road-guida_kaoxl5.jpg","permalink":"/blog/transiberiana-on-the-road/","title":"La guida definitiva alla leggendaria Transiberiana! [2025]"},{"categories":["Overlanding Asia"],"contents":"Quando si pianifica un viaggio in Giappone con il proprio veicolo, molti pensano subito al Carnet de Passages en Douane come alla soluzione obbligatoria. Tuttavia, esiste un\u0026rsquo;alternativa gratuita e altrettanto efficace: il Permesso di Importazione Temporanea. Sebbene il Giappone abbia regole molto rigide per l\u0026rsquo;ingresso dei veicoli, conoscendo le giuste procedure puoi entrare nel paese senza problemi e senza spendere cifre esorbitanti.\nA dicembre 2024 noi siamo entrati in Giappone con il nostro camper italiano, senza il Carnet de Passages e insieme al nostro gatto (a proposito, vuoi sapere come evitare la quarantena? Scoprilo qui): questa è la nostra esperienza personale e siamo felici di condividerla con te, speriamo ti aiuti a pianificare il tuo viaggio in Giappone senza intoppi.\nIn questa guida ti spiegheremo cosa sono il Carnet de Passages en Douane (CPD d\u0026rsquo;ora in poi) e il Permesso di Importazione Temporanea (TIP),le procedure per entrare in paese con l\u0026rsquo;uno o l\u0026rsquo;altro e come evitare di spendere soldi inutilmente.\nCarnet de Passages en Douane: cos\u0026rsquo;è Il CPD è un documento simile a un passaporto per veicoli, che garantisce che il tuo mezzo non venga venduto o abbandonato nel paese visitato. Alcuni paesi lo richiedono come garanzia, e per ottenerlo dovrai depositare una somma più o meno ingente presso una compagnia emittente. In Italia il CPD si ottiene con l\u0026rsquo;ACI è il costo dipende dal valore e l\u0026rsquo;età del mezzo. Non entreremo nei dettagli per l\u0026rsquo;ottenimento e consigliamo di contattare l\u0026#39;ACI\u0026nbsp; più vicina a te. Per rendere l\u0026rsquo;idea per il nostro mezzo acquistato 4 anni fa con un valore commerciale 65,000 euro, ci fu chiesto 5,000 euro!\nUna volta ottenuto, il CPD viene timbrato ogni volta che entri ed esci da un paese, garantendo così che il tuo veicolo è entrato solo temporaneamente in quel paese. Sebbene la procedura sia semplice, non è né economica né veloce.\nProcedura con il CPD Se decidi di entrare in Giappone con il CPD, sappi che prima di poter utilizzare il tuo veicolo dovrai obbligatoriamente far autenticare tale documento. Ecco i passaggi da seguire:\nPrenota via mail un appuntamento presso la Japanese Automobile Federation (JAF)\u0026nbsp; più vicina al porto di arrivo. Al tuo arrivo recati, in taxi o con i mezzi pubblici, presso gli uffici della JAF con il CPD, la Patente Internazionale e il libretto di circolazione. Ottenuta l\u0026rsquo;autenticazione, torna al porto, presenta il CPD autenticato alla dogana A questo punto potrai finalmente guidare in Giappone! Il costo dell\u0026rsquo;autenticazione del CPD è di 3,000 Yen.\nAlcune compagnie, come la Camellia Line (da Busan a Fukuoka), offrono un servizio a pagamento, oltre al costo di autenticazione, per accompagnarti alla JAF e guidarti nella procedura. Ricorda che solo il titolare del CPD con il documento originale può completare la procedura presso la JAF.\nDai racconti di altri viaggiatori l\u0026rsquo;importazione del mezzo tramite CPD può durare dalle 2 alle 8 ore. Controlla con attenzione che tutti i dati (es. numero del telaio) vengano inseriti correttamente per evitare di dover ritornare presso gli uffici.\nleggi anche 40 Anni in Giappone: la storia di Roxana TIP: cos\u0026rsquo;è? L\u0026rsquo;alternativa più semplice e soprattutto gratuita rispetto al CPD è, come dicevamo prima, il TIP, noto in Giappone come modulo C5014\u0026nbsp; . Se arrivi in Giappone da un paese che non richiede il CPD (come per esempio la Corea del Sud), questa opzione è perfetta per te. Con il TIP, il tuo veicolo può rimanere in Giappone fino a un massimo di un anno. Se superi tale periodo, dovrai pagare le tasse di importazione.\nInoltre, non è richiesto acquistare in anticipo il biglietto di uscita dal Giappone e puoi lasciare il veicolo nel paese anche se devi temporaneamente partire. Nel caso in cui ti venga richiesto una data e da che porto lascerai il Giappone devi rispondere con il porto di ingresso.\nIn uscita dal paese consegni il TIP ai funzionari doganali che si occuperanno di confermare che hai lasciato il paese.\nProcedura per l\u0026rsquo;Importazione Temporanea Il TIP è disponibile in tutti i porti per traghetti internazionali (ad esempio Hakata, a Fukuoka, e Shimonoseki). Ecco cosa devi fare:\nContatta la compagnia di traghetti in anticipo per informarli che entrerai in Giappone con il TIP o modulo C5014, per evitare problemi. All\u0026rsquo;arrivo, i funzionari doganali controlleranno la documentazione del mezzo e la patente internazionale e ti rilasceranno il TIP. L\u0026rsquo;intera procedura nel nostro caso, comprensiva dei controlli passaporti, controllo quarantena animale, disinfezione delle ruote e ispezione del mezzo è durata 2 ore.\nAggiornamento 05/2026: Attualmente si può entrare e uscire dal Giappone tramite TIP solo dal porto di Hakata.\nI problemi che abbiamo riscontrato Nonostante il TIP sia assolutamente riconosciuto e legale per entrare in Giappone, convincere la compagnia navale (Camellia Line nel nostro caso) a farci prenotare il biglietto del traghetto senza CPD è stato complicato in quanto non erano a conoscenza di questo modulo.\nAbbiamo quindi contattato direttamente la dogana giapponese di competenza (dogana di Moji), che tempestivamente ci ha fornito tale risposta:\nQuando entri in Giappone puoi utilizzare il modulo C5014 per lo sdoganamento e per effettuare l\u0026rsquo;importazione/esportazione temporanea di automobili.\nDopo aver inoltrato questa email alla compagnia navale, siamo riusciti a prenotare il traghetto.\nDi seguito la mail della dogana di Fukuoka e il sito web dove cercare il contatto della dogana di competenza nel caso in cui dovessi scegliere un porto diverso:\nDogana di Fukuoka: moji-sodankan@customs.go.jp\u0026nbsp; Qua invece puoi trovare la lista delle dogane per prefettura\u0026nbsp; Consigliamo di contattarli in anticipo sia per avere una mail di conferma, sia se ti ritrovi in casi particolari, ad esempio se devi spedire con un container da altri paesi. Tra i vari distretti possono esserci regole leggermente diverse e quindi potrebbero non permetterti l\u0026rsquo;ingresso con il TIP.\nCPD vs TIP: Quale scegliere in definitiva? La scelta ricade sul CPD qualora tu abbia già dovuto richiedere tale documento per entrare in un paese in cui è richiesto (ad esempio l\u0026rsquo;Iran). In tal caso sarebbe folle non sfruttarlo, vista la spesa sostenuta per ottenerlo.\nSe come noi invece decidi di attraversare paesi dove non è richiesto il CPD, potrai evitarti questa spesa ed entrare con il TIP. Il TIP permette anche di spedire il tuo mezzo dal Giappone in qualsiasi altro paese. Tieni a mente che in questo caso normalmente le compagnie di spedizione non sono familiari con il TIP è quindi è probabile che non ti aiuteranno e smetteranno addirittura di rispondere alle mail. Consigliamo di partire per tempo contattando direttamente la dogana del distretto da cui spedirai il mezzo.\nSe fosse troppo compleso ricordati che puoi sempre andare nella vicina Corea del Sud dove non è richiesto il CPD ed è più facile ed economico spedire il proprio mezzo.\nAssicurazione: obbligatoria per guidare in Giappone Indipendentemente dal CPD o TIP, ricordati che per guidare in Giappone è obbligatorio, oltre alla patente internazionale di Ginevra, avere l\u0026rsquo;assicurazione. Ne esistono due:\nJibaiseki: obbligatoria e con tariffa fissa statale, copre solo lesioni personali o decessi. Il costo varia in base al numero di mesi, si va da 5,840 yen per un mese fino a 8,95 yen per 6 mesi. Ninihoken: facoltativa, copre anche danni alla proprietà di terzi. È un\u0026rsquo;assicurazione annuale e il prezzo varia in base all\u0026rsquo;età del guidatore; costa 53,000 yen per gli under 26 mentre 42,000 yen per gli over. A noi è stata fornita dalla Camellia Line (e abbiamo dovuto pagare in yen in contanti al nostro arrivo), ma se la tua compagnia non dovesse fornirtela alcuni viaggiatori hanno provveduto in autonomia tramite questo Broker\u0026nbsp; pagando via PayPal.\nConclusioni Se segui la procedura corretta, il TIP ti permette di evitare il CPD e risparmiare denaro. Se invece usi il CPD, assicurati di completare correttamente tutte le formalità per evitare problemi in fase di ingresso e uscita del tuo veicolo dal Giappone.\nSe vuoi saperne di più su tutta la nostra esperienza puoi rivedere i nostri video su YouTube\u0026nbsp; e per qualsiasi dubbio non esitare a scriverci.\n","country":"Giappone","date":"febbraio 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1739789765/Articoli/camper/camper-tori_nxvehm.jpg","permalink":"/blog/come-entrare-in-giappone-con-un-veicolo-senza-carnet-de-passages/","title":"Ecco come entrare in Giappone con un veicolo senza Carnet de Passages"},{"categories":["Animali","Guida"],"contents":"Viaggiare in Giappone con il tuo animale domestico è un\u0026rsquo;esperienza unica, ma richiede una pianificazione accurata. Il paese ha normative rigorose per l\u0026rsquo;importazione e il trasporto di animali, da rispettare assolutamente per garantire un viaggio sicuro e confortevole. In questa guida, ti forniremo tutte le informazioni essenziali per portare con te il tuo cane o gatto in Giappone, per evitare la quarantena e affrontare al meglio ogni passaggio.\nPrepara le valigie, prendi il pupazzo preferito del tuo amico a quattro zampe e parti per un\u0026rsquo;avventura indimenticabile in Giappone!\nFonti ufficiali: Le informazioni complete sono disponibili sul sito del Ministero dell'Agricoltura, delle Foreste e della Pesca giapponese: MAFF\u0026nbsp; Burocrazia Giapponese per Importare Animali Domestici Il Giappone adotta rigide misure per proteggere la sua fauna locale da malattie infettive, in particolare dalla rabbia. Tali procedure di importazione, visionabili sul sito di competenza giapponese, variano a seconda del paese o della regione di esportazione.\nPer importare cani e gatti da regioni non designate (tra cui l’Italia), questo è il procedimento da seguire con attenzione.\n1. Preparazione Pre-viaggio: minimo almeno 180 giorni prima dell’ingresso Per importare un animale in Giappone, è necessario seguire un processo che inizia almeno 180 giorni prima dell\u0026rsquo;ingresso nel paese e che diventano 270 giorni nel caso si viaggi con un cucciolo. Questo periodo di tempo è necessario per garantire che il tuo animale soddisfi tutti i requisiti di salute. Prima di tutto, assicurati di avere:\nMicrochip Tutti gli animali che entrano in Giappone devono essere dotati di un microchip conforme agli standard ISO 11784/11785, che deve essere impiantato prima della vaccinazione antirabbica. Assicurati che il microchip sia leggibile e registrato correttamente, poiché sarà utilizzato per identificare il tuo animale durante le ispezioni.\nVaccinazione Antirabbica Ogni cane o gatto che entra in Giappone deve essere stato vaccinato contro la rabbia. Sono richieste almeno due vaccinazioni contro la rabbia, e il periodo di validità non deve scadere al momento dell’ingresso. Attenzione, il tuo animale deve avere minimo 91 giorni prima di poter ricevere la prima dose di vaccino (leggi quest\u0026rsquo;articolo per maggiori informazioni).\nTest degli Anticorpi Antirabbici Un passaggio fondamentale è il test degli anticorpi contro la rabbia. Questo test è necessario per garantire che il tuo animale abbia un livello sufficiente di anticorpi per proteggerlo dalla rabbia e i risultati devono mostrare che il titolo anticorpale è uguale o superiore a 0,5 UI/ml.\nIl test si esegue tramite un prelievo del sangue da parte del veterinario, che si occupa di spedire il campione presso un laboratorio riconosciuto a livello internazionale (in Italia tale laboratorio è l\u0026#39;Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe)\u0026nbsp; ). Il risultato viene inviato via mail al proprietario dell’animale.\nNota Il test deve essere effettuato almeno 180 giorni prima dell’ingresso per evitare la quarantena ed è valido per 24 mesi, purché le vaccinazioni successive siano aggiornate.\nleggi anche Metro di Tokyo: Guida completa per risparmiare con la Tokyo Metro Pass 2. Pre-Notifica all\u0026rsquo;Animal Quarantine Service Una volta completati tutti i documenti richiesti e 40 giorni prima dell’arrivo è essenziale notificare l\u0026rsquo;ingresso del tuo animale domestico, inviando una email agli indirizzi specifici dell’aeroporto o del porto giapponese in cui intendi arrivare (trovi tutte le informazioni a questo link\u0026nbsp; ). In allegato dovrai inserire i seguenti documenti:\nLa data e il luogo previsto di arrivo Foto del passaporto del proprietario Foto del passaporto del tuo animale domestico. In particolar modo la pagina con le vaccinazioni antirabiche e le date di somministrazione e scadenza. È importante che tu scriva la data di arrivo nel formato anno/mese/giorno per evitare incomprensioni. Il certificato del test relativo alla titolazione anticorpale. Foto del trasportino I funzionari giapponesi del Maff ti risponderanno valutando la tua documentazione e, se è tutto corretto, ti invieranno il Modulo di richiesta di ispezione all’importazione e il Modulo AC.\nModulo di richiesta di ispezione: richiede informazioni sul proprietario, il nome e la data/scadenza della vaccinazione dell\u0026rsquo;animale, il numero del microchip e altro ancora. Le domande sono semplici e trovi le istruzioni su come compilarle sul loro sito Web ufficiale. Non appena lo compili devi inoltrarlo via mail. Il Modulo AC: deve essere compilato e firmato dal veterinario del tuo paese di origine o del paese in cui ti trovi prima di entrare in Giappone. 3. Ispezione Pre-viaggio da un Veterinario Ufficiale A meno di 10 giorni dal viaggio, il tuo animale dovrà essere sottoposto a una visita clinica da parte di un veterinario, che ti rilascerà un certificato di buona salute e compilerà il Modulo AC. Una volta compilato, il modulo deve essere inviato ai funzionari giapponesi, per verificare che sia corretto. Questo passaggio è molto importante, perché un piccolo errore potrebbe impedire al tuo animale domestico di entrare in Giappone.\nDopo la visita clinica, bisogna recarsi presso gli uffici veterinari governativi del paese di provenienza (solitamente ogni veterinario locale fornisce il contatto dell’ufficio più vicino) con il certificato di buona salute e il Modulo AC; qui ti verrà rilasciato il certificato di esportazione. Anche questo documento va inviato al Maff per ottenere l\u0026rsquo;approvazione finale.\nNota Importante: Ti consigliamo di prendere appuntamento per tempo, sia dal veterinario che presso l’ufficio veterinario governativo. Una volta ottenuto, il certificato di esportazione deve essere inviato via mail al Maff, che inoltrerà in risposta un documento di approvazione finale, da portare con sé in Giappone insieme a tutto il resto della documentazione.\n4. Ispezione all’Aeroporto\\Porto di Arrivo Una volta arrivato in Giappone, l’animale sarà sottoposto a un\u0026rsquo;ulteriore ispezione da parte del servizio di quarantena, dove i funzionari controlleranno i documenti e scansioneranno il microchip.\nIl tuo cane o gatto dovrà essere sempre all\u0026rsquo;interno del trasportino durante tutta l\u0026rsquo;ispezione. In genere, l\u0026rsquo;ispezione dura circa 30 minuti a qualche ora, a seconda della completezza dei documenti e del numero di animali in arrivo. A proposito, ecco il trasportino preferito di Sakè!\u0026nbsp; ed è anche estendibile, e garantisce a Sakè di muoversi liberamente al suo interno. In più ha mille tasche per poterlo rendere il più areato possibile e al suo interno si può sistemare una comoda traversina.\n5. Procedura Post-Ispezione Se tutta la documentazione è corretta e l\u0026rsquo;ispezione ha esito positivo, il tuo animale sarà liberato senza necessità di quarantena. In caso contrario, il tuo animale potrebbe essere sottoposto a una quarantena che dura fino a 180 giorni. I giorni di quarantena vengono calcolati nella seguente maniera:\n180 giorni - giorni trascorsi dal test degli anticorpi = giorni di quarantena La quarantena avverà in apposite strutture il cui costo sarà a carico tuo. A seconda dei risultati della quarantena, il cane o il gatto potrebbe comunque non essere ammesso in Giappone.\nTutte queste informazioni derivano dalla nostra esperienza personale, dal momento che siamo arrivati dall\u0026rsquo;Italia al Giappone con il nostro gatto, a bordo di un camper! Se ti fa piacere puoi seguire le nostre avventure su YouTube\u0026nbsp; dove raccontiamo tutte le nostre esperienze e consigli di viaggio.\nTi auguriamo di vivere un\u0026rsquo;avventura indimenticabile con il tuo animale domestico!\nNota: Il link al trasportino di Sakè è un link di affiliazione. Acquistando tramite esso, potremmo ricevere una commissione senza costi extra per te.\n","country":"Giappone","date":"febbraio 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1739789765/Articoli/Giappone/giappone-quarantena_mau6pb.jpg","permalink":"/blog/entrare-giappone-cane-gatto-evitare-quarantena/","title":"Entrare in Giappone con il tuo cane o gatto: come evitare la Quarantena"},{"categories":["Camper","Consigli di Viaggio"],"contents":"Viaggiare in camper è sinonimo di libertà e avventura, ma la tecnologia può rendere l\u0026rsquo;esperienza ancora più semplice e piacevole. Abbiamo chiesto consiglio a camperisti esperti, che ci hanno raccontato di mappe stropicciate e cartelli in lingue sconosciute. Bei tempi, forse, ma oggi le applicazioni giuste possono trasformare un viaggio in un\u0026rsquo;esperienza fluida e senza stress. Ecco le migliori app per viaggiare in camper nel 2025, perfette per vanlifers e camperisti.\nPerché usare app per viaggiare in camper? Le app non sostituiscono l\u0026rsquo;avventura, ma la arricchiscono. Che tu sia un camperista alle prime armi o un esperto di viaggi on the road, queste applicazioni ti aiutano a navigare, comunicare, trovare aree sosta e gestire le spese, ovunque tu sia. Scopriamo insieme quali sono le più utili.\nApp essenziali per ogni viaggio Queste applicazioni sono utili in qualsiasi viaggio, non solo in camper, e ti accompagneranno ovunque tu vada:\n1. Google Maps e Maps.Me Google Maps: Perfetto quando hai una connessione internet. Offre navigazione in tempo reale, informazioni su traffico e punti di interesse.( iOS\u0026nbsp; | Android\u0026nbsp; ) Maps.Me: Ideale per viaggiare offline. Scarica le mappe in anticipo e usale senza connessione, come abbiamo fatto nel nostro viaggio in Senegal.( iOS\u0026nbsp; | Android\u0026nbsp; ) 2. Google Translate Supera le barriere linguistiche leggendo cartelli, etichette o comunicando con locals. La funzione di traduzione tramite fotocamera è un salvavita!( iOS\u0026nbsp; | Android\u0026nbsp; )\n3. WiFi Map Finito i giga? WiFi Map ti aiuta a trovare reti Wi-Fi gratuite nelle vicinanze, soprattutto nelle grandi città.( iOS\u0026nbsp; | Android\u0026nbsp; )\n4. Fontanelle Riempi le tue borracce con acqua potabile gratuita. Questa app segnala le fontanelle pubbliche più vicine.( iOS\u0026nbsp; | Android\u0026nbsp; )\n5. Splitwise Tieni traccia delle spese di gruppo in tempo reale. Noi la usiamo per monitorare i costi del viaggio, visibili anche sulla nostra pagina delle spese.( iOS\u0026nbsp; | Android\u0026nbsp; )\nleggi anche Creabest: le nostre nuove batterie al litio App specifiche per camperisti e vanlifers Queste applicazioni sono pensate per chi vive la vita on the road e cerca aree sosta, servizi o itinerari fuori dal comune:\n1. Park4Night La nostra app preferita per trovare aree sosta, campeggi, parcheggi e servizi come carico/scarico o lavanderie. La versione premium (9,99€/anno) funziona offline ed è ricca di dettagli.( iOS\u0026nbsp; | Android\u0026nbsp; )\n2. Caramaps Un\u0026rsquo;alternativa a Park4Night, con spot più selezionati e adatti a camper e motorhome. Perfetta per chi cerca aree sosta sicure e accessibili.( iOS\u0026nbsp; | Android\u0026nbsp; )\n3. iOverlander Il must have per chi ama l\u0026rsquo;avventura fuori dalle rotte battute, per chi deve affrontare dogane, spedire mezzi, cercare percorsi off-road e cosi via. È l\u0026rsquo;app indispensabile per chi si definisce Overlander e che è stata fondamentale nel nostro viaggio verso il Giappone.( iOS\u0026nbsp; | Android\u0026nbsp; )\nConclusione: la tecnologia al servizio dell\u0026rsquo;avventura Le app non tolgono il fascino del viaggio in camper, ma lo rendono più pratico e organizzato. Da Google Maps per la navigazione a Park4Night per le soste, queste applicazioni sono alleate preziose per ogni camperista. Tu quali usi? Conosci altre app utili per viaggiare in camper? Lascia un commento e condividi i tuoi consigli con la community!\nSe vuoi scoprire altri suggerimenti per la vita in camper, leggi il nostro articolo su come organizzare un viaggio in camper.\n","country":null,"date":"gennaio 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1657879625/Articoli/app_camper_drffxr.jpg","permalink":"/blog/camper-le-applicazioni-da-avere-per-viaggiare/","title":"Viaggiare in Camper: Le Migliori Applicazioni per il 2025"},{"categories":["Viaggio in Russia"],"contents":"Sogni un viaggio indimenticabile in Russia? Che tu sia appassionato di storia, arte, natura o semplicemente curioso di scoprire una cultura affascinante, questo paese ha qualcosa da offrire a tutti. Tuttavia, pianificare un viaggio in Russia nel 2024 richiede una preparazione accurata, data la situazione attuale. In questa guida completa, troverai tutte le informazioni utili e aggiornate per organizzare un viaggio sicuro e senza imprevisti.\nCominciamo subito a pianificare il tuo viaggio in Russia!\nTabella dei contenuti 1. Tipi di visto e come ottenerli Visto Elettronico Visto Standard Visto di Transito 2. Come entrare in Russia Ingresso via aereo Ingresso via terra La nostra esperienza via terra Uscita via nave Assicurazione stradale 5. Cambio valuta (attenzione al blocco delle carte internazionali) Come pagare quindi in paese? È possibile acquisire una carta bancaria in Russia? La nostra esperienza 6. Internet (GPS e VPN) 7. Benzina e situazione strade Tratti a pagamento 8. Hotel, campeggi e sosta libera 9. Quando andare in Russia: il clima 10. Sicurezza in Russia 11. Viaggio con animali Importante Le informazioni contenute in questa guida sono aggiornate a settembre 2024. Si consiglia di consultare sempre i siti web ufficiali e le fonti di informazione pertinenti per le ultime novità e gli aggiornamenti.\nleggi anche La guida definitiva alla leggendaria Transiberiana! [2025] 1. Tipi di visto e come ottenerli Per visitare la Russia è sempre necessario ottenere un visto di ingresso.\nVisto Elettronico Il grande vantaggio del visto elettronico è che non è necessario recarsi al Consolato o ai centri per i visti russi, ma basta compilare la richiesta online\u0026nbsp; e viene rilasciato entro 4 giorni, indipendentemente dai fine settimana e dai giorni festivi, tra l’altro senza la necessità di ottenere inviti o conferme. Il prezzo dell’e-visa è di 52 dollari ma si può richiedere solo per soggiorni fino a 16 giorni e da diritto a un solo ingresso, quindi calcola bene quanti giorni vuoi rimanere in paese ma soprattutto fai attenzione perché tale documento è riconosciuto solo in alcuni posti di blocco ( scopri qui quali\u0026nbsp; ).\nAd esempio se vuoi entrare in Russia dalla Georgia e uscire in Kazakistan come fanno tanti viaggiatori tale visto non è riconosciuto, per cui potremmo consigliarlo a chi vuole rimanere intorno a Mosca e San Pietroburgo, anche se ci sono persone che l’hanno sfruttato per raggiungere direttamente la Mongolia, a proprio rischio e pericolo perché può sempre succedere un imprevisto lungo la strada.\nAggiornamento A partire dal 23 Agosto 2025, la validità del visto elettronico (e-Visa) verrà incrementato da 60 a 120 giorni, mentre la durata massima di permanenza sul territorio da 16 a 30 giorni. [ Fonte.\u0026nbsp; ]\nVisto Standard Tale visto può essere di tipo turistico, d’affari, per visite private, ecc., e consente soggiorni più lunghi rispetto al visto elettronico. Per poter presentare la domanda per questo visto puoi recarti presso gli uffici consolari russi in Italia che si trovano a Roma, Milano, Genova e Palermo. oppure puoi affidarti a un’agenzia online, e puoi richiedere un visto turistico di ingresso singolo o doppio per un periodo massimo di 3 mesi, o un visto turistico multiplo per un periodo massimo di 6 mesi\nSe ti serve un visto di questi tipo ricordati che la richiesta si può fare non prima di 6 mesi (negli uffici di Genova e Milano) e non prima di 3 mesi (a Roma e Palermo) dalla prevista data di partenza. Attenzione però perché quando si parla di visto semestrale si intende che si può rimanere in paese per un massimo di 90 giorni nell’arco di 6 mesi, quindi non che puoi stare nel paese 6 mesi.\nTra l’altro secondo alcune agenzie il visto semestrale viene concesso a chi ha già ottenuto visti russi in precedenza, per gli altri invece viene rilasciato al massimo un visto trimestrale doppia entrata. Noi per effettuare il nostro visto con cui siamo stati 75 giorni in Russia entrando e uscendo sia dal Kazakistan che dalla Mongolia ci siamo affidati all’agenzia Vistonline\u0026nbsp; .\nI documenti necessari nel nostro caso sono stati:\nInvito ufficiale (che ci ha fornito l’agenzia) Assicurazione sanitaria valida in territorio russo. Noi abbiamo sfruttato Genki\u0026nbsp; , l’assicurazione che usiamo in tutto il mondo Una copia del modulo richiesta d’ingresso che viene compilata online dall’agenzia sul sito del Consolato. Una copia del modulo richiesta d’incarico due fototessere Per la Procedura completa abbiamo spedito con un corriere\u0026nbsp; il passaporto, le foto tessere e il modulo consolare compilato e l’agenzia si è occupata di recarsi presso gli uffici consolari e di spedirci dopo circa 21 giorni lavorativi il passaporto completo di visto. In questo caso le tasse consolari e le spese di spedizione si pagano direttamente all’agenzia e al corriere.\nPrevio appuntamento invece è possibile presentarsi personalmente presso i centri visti in Italia, e pagare tasse consolari e commissioni di servizio in modo autonomo. In questo caso dovrai però compilare da te anche il modulo consolare online e procurarti l’assicurazione medica e la lettera d\u0026rsquo;invito. Per evitare perdite di tempo e che magari ti venga rifiutato il visto per un errore banale, ti raccomandiamo di informarti bene prima di procedere.\nIl costo di tale visto varia e purtroppo di anno in anno aumenta perché cambiano i costi dei diritti consolari. Noi per due persone affidandoci all’agenzia abbiamo speso 886 euro in totale. È un visto molto costoso e per questo abbiamo deciso di sfruttarlo al massimo, entrando e uscendo dal paese e visitando il più possibile.\nVisto di Transito Tale visto viene rilasciato a singolo o a doppio ingresso. Il visto di transito ai cittadini stranieri che attraversano il territorio con aereo e ci fanno trasbordo viene rilasciato per un periodo di non più di 3 giorni.\nIl visto di transito ai cittadini stranieri che attraversano il territorio con automezzi viene rilasciato per non più di 10 giorni e questo limite di tempo viene calcolato sulla base di un chilometraggio medio giornaliero del veicolo di 500 km. La validità del visto di transito a doppio ingresso non può superare un mese e Il secondo visto di transito deve essere richiesto in ufficio consolare russo nel paese, dove il cittadino straniero si troverà dopo il primo transito dalla Russia.\n2. Come entrare in Russia Ingresso via aereo È possibile entrare in Russia in aereo, l’unico problema è che dopo le sanzioni internazionali lo spazio aereo europeo con la Russia è stato chiuso, quindi bisogna utilizzare paesi terzi. I collegamenti più brevi per Mosca sono via Istanbul (Turchia), via Belgrado (Serbia) o via Yerevan (Armenia). A seguito delle sanzioni internazionali i voli sono diventati più costosi.\nIngresso via terra Per entrare in Russia via terra (a piedi o a bordo di automobile, camper, motocicletta o bus) esistono varie frontiere, che ti consigliamo di verificare sul sito di Viaggiare Sicuri\u0026nbsp; o tramite iOverlander per ottenere informazioni aggiornate.\nLa nostra esperienza entrando in Russia dalla Georgia\nLa nostra esperienza via terra Noi siamo entrati in Russia via terra, a bordo del camper dalla Georgia (frontiera nei pressi di Stepatsminda). Ti consigliamo di recarti al confine molto presto al mattino per non imbatterti in lunghe file di attesa. C’è un comodo parcheggio asfaltato dove si può pernottare a bordo del camper nei pressi di un monastero. Una volta usciti dalla Georgia ci si ritrova ad attraversare un tratto di “no man’s land” veramente in pessimo stato, dove prestare molta attenzione ai sorpassi accidentali.\nAlla dogana russa bisogna compilare due documenti:\nil foglio relativo al documento di immigrazione dove vanno riportati i dati personali e da conservare con cura e da consegnare all\u0026rsquo;uscita dal paese. il documento di importazione temporanea del mezzo da compilare in duplice copia con i dati del proprietario del veicolo e del mezzo(puoi scaricare la versione in russo qui\u0026nbsp; ). Presta attenzione a non commettere errori altrimenti dovrai ricompilare tutto da capo (noi avevamo dichiarato gli animali alla voce 7, ma abbiamo scoperto di non doverlo fare). Questo documento va conservato con cura ed è valido anche nei paesi limitrofi dell’Eurasia (Kazakistan, Kirghistan). Questo documento va consegnato quando si esce dai paesi non appartenenti all\u0026rsquo;Euraia. Consigliamo di scaricare e compilare in anticipo il documento di importazione temporanea, questo farà risparmiare molto tempo.\nAvendo il visto multingresso noi siamo usciti dalla Russia per entrare in Kazakistan (frontiera nei pressi di Petropavl), siamo tornati in Russia nei pressi della dogana di Pogranichnyy e siamo entrati in Mongolia nei pressi della dogana di Tashanta, per poi uscire e tornare in Russia in direzione Ulan Ude. Presta attenzione perché in alcuni casi l’attesa potrebbe essere molto lunga dato il numeroso transito di persone, inoltre potrebbero interrogarti circa il tragitto e lo scopo del viaggio.\nLa nostra esperienza entrando in Russia dal Kazakistan\nUscita via nave Se come noi stai pensando di uscire dalla Russia via nave e raggiungere la Corea, questo passaggio non è così semplice come può sembrare e l’unico modo è prendere un traghetto Ro-Ro. (guida 🔜) In questo caso dovrai comunicare con largo anticipo sia con i doganieri russi che con i doganieri coreani.\nAssicurazione stradale Dal 1 giugno 2023 la Carta Verde non è più valida per l\u0026rsquo;ingresso e per la circolazione in Russia. Puoi effettuare l’assicurazione in dogana oppure affidarti ad alcune compagnie di viaggio russe che effettuano tale servizio privatamente.\n5. Cambio valuta (attenzione al blocco delle carte internazionali) Prima delle sanzioni internazionali in Russia si poteva pagare con qualsiasi carta bancaria e funzionavano anche servizi come PayPal. Oggi invece le carte Visa, MasterCard, Maestro o American Express emesse da banche di altri Paesi non funzionano in Russia né per i pagamenti né per il prelievo di denaro dagli sportelli automatici.\nCome pagare quindi in paese? La soluzione più semplice è con i contanti. Porta con te euro o dollari e, una volta in Russia, cambiali in rubli presso le dogane, le banche o i negozi di cambio valuta. È possibile trasportare un massimo di 10.000 euro o dollari senza doverli dichiarare alla dogana. Naturalmente è possibile portare con sé più denaro, ma in questo caso è necessario dichiararlo compilando un modulo alla dogana. È molto importante portare con sé banconote senza graffi o difetti, poiché potrebbero non essere accettate al momento del cambio di valuta.\nÈ possibile acquisire una carta bancaria in Russia? Attualmente esistono alcune opzioni di carte per gli stranieri che si recano in Russia, ma il problema è che da un momento all’altro possono essere inserite nella Black List e smettere di funzionare.\nLa nostra esperienza Noi, data la precarietà del momento, abbiamo deciso di portare più contanti e cambiarli all’occorrenza, cosa che ci è tornata utile ad esempio per pagare non solo il cibo e la benzina ma anche le spese veterinarie per i nostri animali\u0026nbsp; e il cambio olio e ruote del mezzo.\nQuando ci troviamo in un paese straniero, soprattutto dove non accettano l'euro, ci affidiamo a questa carta gratuita, che ti permette di pagare senza alcun tasso o addebito.\n6. Internet (GPS e VPN) I modi per poter avere Internet nel paese sono sostanzialmente due:\nAcquistare una carta SIM fisica all’arrivo in Russia. Beeline\u0026nbsp; e MTC\u0026nbsp; offrono offerte vantaggiose. Utilizzare come facciamo noi una eSim come ConnectPls\u0026nbsp; Dal 2022 la Federazione Russa ha adottato misure restrittive per quanto riguarda l’uso di media e social media, quindi per poter utilizzare determinate piattaforme (Instagram, Facebook) è necessario l’utilizzo di una VPN. Consigliamo di usare queste:\nSurfshark\u0026nbsp; Outline\u0026nbsp; a cui bisogna aggiungere manualemnte i server\u0026nbsp; e provare. Mediamente ogni 24ore i server vengono bloccati e bisogna aggiungerne uno nuovo e sperare che funzioni. Spesso anche il GPS non funziona, quindi ti consigliamo di scaricare le mappe offline. Dal momento che spesso Google Maps non è aggiornato, ti consigliamo di utilizzare Yandex map per gli spostamenti e per la ricerca di informazioni. Inoltre è l\u0026rsquo;unico che ha informazioni in merito alla mezzi pubblici di trasporto a Mosca e San Pietroburgo.\n7. Benzina e situazione strade Come in altri paesi, occorre prestare attenzione a dove si effettua il rifornimento di benzina e gasolio, onde evitare danni a filtri e motore. Su consiglio di persone del posto vi segnaliamo come migliori distributori in Russia:\nLukoil Gazprom Rosneft Ricordati che nel momento attuale (2024) il rifornimento non può essere effettuato con carte europee. A tal proposito il prezzo del diesel Euro5 ad agosto era di circa 65 centesimi al litro.\nLa situazione stradale è ottima (perfettamente asfaltata) se si segue la strada principale, mentre quando si attraversano le zone rurali tende a peggiorare.\nTratti a pagamento Noi abbiamo attraversato la M4 da Rostov sul Don fino a Mosca (prezzo totale circa 40 €),la M11 da Mosca a San Pietroburgo (prezzo totale circa 44.50 €), la M12 da Mosca a Kazan (gratuita per gli stranieri in quanto le targhe non vengono rilevate dal sistema).\nFai attenzione a controllare che vi venga fatta pagare la categoria corretta in base all’altezza del veicolo e ricordati che al momento attuale il pagamento è possibile solo in contanti.\nAttenzione: Se attraversi la striscia continua rischi il ritiro della patente e per quanto riguarda i limiti di velocità, la tolleranza è di 19 km/h.\n8. Hotel, campeggi e sosta libera Per quanto riguarda la prenotazione di un alloggio, sia esso un hotel o un appartamento, le principali piattaforme di prenotazione (Booking, Airbnb, ecc.) non consentono di prenotare hotel in Russia, quindi dovrai ricorrere ad altre opzioni, come ad esempio Zenhotels\u0026nbsp; o Sutochno\u0026nbsp; . Tieni a mente che molti di essi non accettano animali e che non potrai pagare con la carta.\nSe viaggi in camper potrai trovare alcuni campeggi sul suolo russo. Noi abbiamo effettuato ovunque sosta libera (senza campeggiare e in totale rispetto del circondario): a tal proposito ti consigliamo di usare le applicazioni Park4night\u0026nbsp; (dove trovi tutte le nostre soste aggiunte) e Go Vanlife\u0026nbsp; (utilizzata prettamente da viaggiatori russi).\nNon esistono quasi per niente aree di carico e scarico, ma se dovessi avere problemi a trovare alcune fontane puoi chiedere alle persone del posto che sicuramente ti offriranno acqua gratuitamente. Per bere noi abbiamo sempre acquistato acqua nei supermercati (uno fra tutti il Lenta, che offre prezzi e offerte vantaggiosi).\n9. Quando andare in Russia: il clima La Russia è il paese più grande del mondo, con climi che vanno dal polare al subtropicale. Il tempo varia notevolmente tra le stagioni:\nEstate: Da giugno ad agosto, con temperature che possono superare i 30 gradi a Mosca. Ideale per visitare, ma con prezzi più alti, zanzare e il fenomeno delle \u0026ldquo;notti bianche\u0026rdquo; a San Pietroburgo. Autunno: Le temperature iniziano a calare a fine agosto, con freddo significativo da metà ottobre. Inverno: Ufficialmente da dicembre a febbraio, ma la neve può arrivare da ottobre ad aprile. Le temperature possono scendere sotto i -20 gradi, arrivando a -50 in Siberia. Le giornate sono brevi, specialmente al nord. Infrastrutture invernali: La Russia è ben equipaggiata per il freddo con spazzaneve e veicoli adatti al clima artico. Cultura: Durante l\u0026rsquo;estate, molti russi vanno alle dacie per godersi la natura. 10. Sicurezza in Russia Viaggiare in Russia è del tutto sicuro e nei nostri due mesi di permanenza in paese non abbiamo mai avuto problemi né nelle grandi città, né in zone più remote e abbiamo pernottato in libera (cioè senza usufruire di campeggi o alberghi) senza alcun problema. A Mosca è addirittura normale incontrare ragazze che corrono da sole di sera nei parchi in periferia, mentre nei paesini di campagna tutti ci hanno accolti in modo gentile, chiedendoci se avessimo necessità di qualcosa.\nRicordati però che per evitare problemi di sicurezza in qualità di turisti è bene evitare di partecipare a manifestazioni o fare dichiarazioni pubbliche sui social media con critiche relative al paese. Ovviamente poi, data la situazione attuale, è necessario essere prudenti quando si viaggia nelle regioni limitrofe all’Ucraina, ma la M4 che per 200 km si trova molto vicina al confine, a giugno del 2024 era perfettamente percorribile. Le cose possono però cambiare dall’oggi al domani, quindi cerca informazioni aggiornate, soprattutto chiedendo alla gente del posto quale strada percorrere.\n11. Viaggio con animali Per viaggiare in Russia con il proprio animale è necessario avere:\nMicrochip Vaccinazione contro la rabbia in corso di validità (tieni a mente che il vaccino riconosciuto è quello di validità annuale) documento rilasciato dall\u0026rsquo;ASL che attesta la vaccinazione Titolazione dell’antirabbica con prelievo del sangue inviato in laboratori riconosciuti un passaporto per animali da compagnia in corso di validità un certificato di buona salute, da effettuarsi presso qualsiasi veterinario entro 3 giorni dall’ingresso in paese Questi documenti sono validi sia per viaggi in aereo che per viaggi in auto o camper, per entrare e uscire dal paese. Tieni a mente che il certificato di buona salute puoi effettuarlo presso qualsiasi veterinario ovunque, anche in Kazakistan e Mongolia se come noi dovessi decidere di visitare anche questi paesi limitrofi.\nSe come noi poi vuoi uscire dalla Russia e entrare in Corea la questione ancora una volta si complica, perché dovrai recarti presso più uffici e compilare dei documenti specifici per l’espatrio e per non rischiare la quarantena.\n","country":"Russia","date":"gennaio 2025","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1731636403/Articoli/Blog/russia-guida-completa_j8amvo.png","permalink":"/blog/viaggiare-russia-guida-completa-11-punti-2025/","title":"Viaggiare in Russia: guida completa in 11 punti (aggiornamento 2025)"},{"categories":["Guida","Russia"],"contents":"Kazan è una delle città più antiche della Russia. Fondata intorno all’anno 1000 e situata a 800 chilometri da Mosca, è un centro ricco di storia e cultura, con numerosi parchi cittadini e un Cremlino che sembra una bomboniera. Scopri con noi quali luoghi non perdere durante la visita della Capitale del Tatarstan.\nIl Cremlino Il Cremlino di Kazan è un gioiello architettonico che racconta millenni di storia. Questa cittadella fortificata, patrimonio dell\u0026rsquo;UNESCO, è un punto di riferimento imprescindibile per chi visita la capitale del Tatarstan. Passeggiando tra le sue mura, si può ammirare ammirare un’affascinante fusione di stili architettonici (tataro, russo ed europeo). Ogni angolo del Cremlino nasconde tesori inestimabili: dalla maestosa Torre Siuyumbike, simbolo della città e protagonista di antiche leggende, alla splendida moschea Qol Šärif, un capolavoro dell\u0026rsquo;architettura islamica. Il Cremlino di Kazan è stato teatro di numerosi eventi storici, tra cui assedi, battaglie e trattati di pace. Oggi è aperto al pubblico tutto l\u0026rsquo;anno e l’ingresso è gratuito, piacevole soprattutto in orario di tramonto per una passeggiata ricca di magia.\nLa Torre Siuyumbike Un simbolo di Kazan e una leggenda viva. Secondo la tradizione, questa torre pendente alta 58 metri fu costruita su richiesta della principessa Siuyumbike per sfuggire alle nozze forzate con Ivan il Terribile. La leggenda narra che, una volta terminata la torre, la principessa si gettò nel vuoto, lasciando un\u0026rsquo;impronta indelebile nella storia di Kazan. Oggi, la Torre Siuyumbike è uno dei monumenti più visitati del Cremlino di Kazan, un\u0026rsquo;icona della città e un simbolo di resistenza e coraggio.\nScopri se la storia è vera o falsa\nLa moschea Qol Šärif Situata nel cuore del Cremlino di Kazan, questa imponente moschea è la seconda più grande della Russia. Purtroppo, fu distrutta nel XVI secolo durante l\u0026rsquo;assedio della città, ma è stata magnificamente ricostruita nel 2005. Oggi, la Qol Šärif è un luogo di culto e un punto di riferimento per la comunità musulmana del Tatarstan, un simbolo di rinascita e di tolleranza religiosa.\nIl Palazzo degli Agricoltori Questo palazzo, al cui interno si trova la sede del Ministero dell’Agricoltura, attira l’attenzione dei visitatori per la sua porta d’ingresso, che ricorda l’albero della vita. La sua costruzione causò non pochi problemi al governo cittadino in quanto parte della popolazione non lo riteneva un progetto adatto.\nIl lungofiume Kremliovskaya Un\u0026rsquo;oasi di pace nel cuore della città. Passeggiare lungo il lungofiume Kremliovskaya è un\u0026rsquo;esperienza indimenticabile. Ammira la splendida vista sul Cremlino di Kazan illuminato, mentre ti rilassi in uno dei numerosi caffè all\u0026rsquo;aperto. Nelle sere d\u0026rsquo;estate, l\u0026rsquo;atmosfera è magica, con le luci che si riflettono sull\u0026rsquo;acqua e il suono della musica che accompagna le passeggiate. Un luogo perfetto per godersi la vita all\u0026rsquo;aria aperta e assaporare l\u0026rsquo;atmosfera unica di Kazan.\nLa cucina tartara La cucina tartara è ricca di sapori e tradizioni. Assolutamente da provare è il chak-chak, un dolce a base di pasta fritta imbevuta di miele, un vero e proprio must per chi visita Kazan. Ma la gastronomia tartara offre molto altro: piatti a base di carne, zuppe, e dolci deliziosi. Non perdere l\u0026rsquo;opportunità di assaggiare le specialità locali e scoprire una nuova dimensione del gusto.\nEcco però due ristoranti che a noi sono rimasti nel cuore Romain Meat: dove assaggiare le migliori bistecche di Kazan! Il locale elegante e dall’atmosfera rilassata e piacevole si affaccia sul parco del Lago Nero. Vegetariani alla lettura non temete, qui io ho mangiato il miglior cavolfiore arrosto di sempre!\nSecret Pizza: non è un segreto che gli italiani all’estero ogni tanto abbiano bisogno di assaggiare una buona pizza. In questo locale, che propone pizze di medie e grandi dimensioni a forma triangolare, si può scegliere tra accostamenti davvero particolari.\n","country":"Russia","date":"dicembre 2024","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1731636403/Articoli/Russia/Kazan/kazan-cremlino_g3zepr.jpg","permalink":"/blog/kazan-guida-completa-capitale-tatarstan/","title":"Kazan: Guida completa alla scoperta della capitale del Tatarstan"},{"categories":["Viaggio in Russia"],"contents":"Chi l\u0026rsquo;avrebbe mai detto che un incontro casuale in Turchia\u0026nbsp; ci avrebbe portati a vivere un\u0026rsquo;esperienza così autentica in Russia?\nAvevamo conosciuto Emil e la sua famiglia per caso, e mai ci saremmo immaginati di vivere 48 ore nella loro dacia russa nelle campagne di Kazan, sulle rive del Volga.\nVi raccontiamo la nostra esperienza con una pagina di diario, tramite quei ricordi che resteranno per sempre nel nostro cuore.\nArrivo alla dacia Dopo aver seguito Emil ed esserci addentrati di notte in un fitto bosco, ci siamo ritrovati con i fari puntati sulle pareti in legno di una dacia, la tipica casa di villeggiatura russa. Non riuscivo a credere ai miei occhi. La piccola dependance a lato, con le pareti in vetro, rivelava un salotto da esterno, mentre una volta varcata la soglia di casa, al piano di sotto sono apparsi la cucina, il salotto, la camera da letto e il bagno. Ogni stanza aveva un colore diverso alle pareti, con un dettaglio particolare appoggiato o appeso qua e là. La scala, rigorosamente in legno come tutto il resto, conduceva alla stanza da letto di sopra e al secondo bagno.\n“Prendete le vostre cose e fate come se foste a casa vostra!”.\nCi siamo ritrovati con i pigiami in una borsa, il cibo per gli animali nell’altra, pronti a dormire nei due letti singoli, in una stanza più grande del nostro van, tanto che ci sembrava quasi di poter giocare a nascondino tra quelle quattro mura.\nColazione da re e regina La colazione è stata tutta una sorpresa. Abbiamo assaggiato gli “Etchpetchmac”, triangolini di pasta sfoglia ripiena, un mix di verdure, una deliziosa caciotta locale e due dolci tipici tatari: i “Talkysh Kaleve” - piccole piramidi di farina di frumento, burro, miele, zucchero e acqua - e i “Çäkçäk” - un agglomerato grande quanto una pallina di tennis di pasta non lievitata, tagliata e arrotolata in palline fritte nell\u0026rsquo;olio e inzuppate di miele. Il tutto accompagnato da tazze di caffè lungo, chiacchiere e confidenze, con Emil che ascoltava paziente e curioso e non mancava di dispensare consigli utilissimi e dettagli sul passato e sul presente dei luoghi che stavamo scoprendo. Lui e la moglie avevano acquistato quella dacia più per i vicini di casa che per la vicinanza dalla prima casa. Non ci restava che andare a conoscere Rustik e Tania di persona, e ritrovarci in men che non si dica in costume da bagno, a bordo di una piccola barca a motore.\nleggi anche Viaggio nel cuore di San Pietroburgo: esplora la metropolitana più profonda del mondo Un tuffo nel Volga I due amici seduti davanti, valorosi capitani, noi dietro, curiosi come bambini. Ci siamo tuffati nelle fredde acque del Volga, sfidando la corrente, salutando chi attorno a noi sfrecciava su moto d’acqua o ci osservava dalla riva, ammirando le facciate colorate delle altre numerose dacie nascoste tra gli alberi. Stavamo vivendo l’estate russa, che dura giusto tre mesi, il tempo di una tregua dal freddo e dal buio. Il vento fra i capelli, la pelle accarezzata dai raggi del sole.\nCin cin ragazzi! Quando siamo tornati a casa Alona era ai fornelli, intenta a preparare un banchetto degno di un pranzo di Ferragosto. Sul tavolo sono apparse un’insalata di patate e aneto, pomodori e cetrioli conditi con una crema densa, il piatto tipico dei festeggiamenti - una sorta di insalata russa con patate, pezzetti di pesce, rape e maionese rosa - fette di pane di segale, patate tagliate a rondelle con pesce e cipolle. E un bottiglia di “acqua bianca”, la vodka locale.\n“Ragazzi ora vi insegniamo noi a berla, non temete”.\nAppreso il trucco del buttare fuori l’aria con un respiro deciso, bere e magiare subito qualcosa, ma non latticini, ci siamo ritrovati a brindare al viaggio, alla nostra amicizia, agli incontri speciali, al mondo intero. E io, che se bevo un dito di vino bianco mi ritrovo con il mal di testa e la risata facile, ero perfettamente sobria. Ma soprattutto, felice.\nScopri il video della nostra estate russa\nTour delle dacie Nel tardo pomeriggio la nostra presenza aveva fatto notizia, tant’è che ci siamo ritrovati a spalancare le porte del van per mostrare la nostra piccola casa su quattro ruote, per poi curiosare fra le mura altrui. Dopo aver ricevuto un invito da parte di due anziani per l’indomani nella loro isba - la classica casa in legno dipinto abitata tutto l’anno - abbiamo varcato la soglia della splendida dacia di un artista, Vadim. Aveva pensato e costruito tutto lui: le ceramiche alle finestre, il salotto con i tendoni, la cucina in legno con cimeli del passato, il bagno in stile nipponico, la stanza open space al piano di sopra con macchine da scrivere e fotocamere analogiche, una macchina da cucire trasformata in tavolino e piccolo forno per gli spuntini con amici, lo studio d’arte all’ultimo piano con le tempere, gli oli e vari materiali messi a disposizione da madre natura. Siamo usciti dalla casa-museo con un paio di regali: una scarpa in legno intagliato e un’icona di San Nicola, protettore dei viaggi.\nDa Rustik e Tania ci siamo presentati con due borse di panni da lavare, mentre loro ci mostravano i giochi allestiti per i gatti di casa, e ci servivano una generosa porzione di quella zuppa che ogni famiglia prepara con un ingrediente segreto, mescolato con amore. Il sole accennava timidamente a tramontare, mentre noi ci preparavamo ad assaggiare la cena preparata da Emil, brindando ormai con abilità e dando il via a un karaoke in onore delle canzoni che hanno lasciato un segno nel tempo. Eccola la nostra estate russa, in compagnia della miglior famiglia adottiva che potessimo desiderare.\nFermiamoci qui Abbiamo voluto dormire nel van la seconda notte per fingere di avere anche noi una dacia in quel bosco a 40 minuti da Kazan, che d’inverno si trasforma quasi in un igloo, raggiungibile solo con ruote chiodate. Il fiume diventa una lastra di ghiaccio calpestabile, all’orizzonte tutto luccica di bianco.\n“Fuori possono esserci anche -40 gradi, ma dentro alla dacia stiamo in maniche corte, dovreste venire a trovarci un inverno, vi piacerebbe!”\nHo tentato di immaginare il candido paesaggio intorno a noi, guardando fuori dalla finestra mentre Emil faceva sfrigolare le uova nel pentolino con abili gesti paterni pieni d’amore. A un arrivederci durato un’eternità, mentre passeggiavamo con Olimpia e Sakè salutando i vicini con fiere parole pronunciate in russo e abbracciando tutti ancora una volta, è seguita una tappa a casa dei due nonnini che ci aspettavano impazienti. Ci hanno mostrato con fierezza il loro orto, che garantisce frutta e verdura fresca per l’estate e da conservare per il resto dell’anno, abbellito da uno stagno e un castello di pietra, realizzato a mano come pegno d’amore.\n“Facciamo tutto da soli, ci alziamo alle 4 del mattino perché di giorno fa troppo caldo e quello che avanza lo condividiamo con i vicini”. Poi ci hanno infilato in una mano un panino farcito, nell’altra dei tipici frutti rossi ricoperti di zucchero a velo, che si scioglievano in bocca al primo morso sprigionando tutto il loro sapore. La signora ha indossato per noi gli abiti tradizionali, noi abbiamo spalancato loro le porte del van, sul quale ci hanno fatto portare delle uova sode, delle fragole del loro orto e una confezione di tè tartaro.\n“Come possiamo sdebitarci?” “La vostra presenza è per loro il miglior regalo”. Queste parole erano anche le ultime che avremmo sentito pronunciare da Emil, perché il nostro tempo a disposizione era terminato. “Ora siete parte della famiglia, non dimenticatevi di noi”. Come potremmo dimenticarci dell’amore, della premura, della condivisione, della gioia, dell’ascolto, dei consigli. In due giorni siamo stati accolti da tutti come figli tornati a casa. Non abbiamo piantato una bandierina in un nuovo paese, abbiamo solo seminato un altro frammento d’amore.\nVuoi pianificare un viaggio in Russia nel 2024? In questa guida completa, troverai tutte le informazioni utili e aggiornate per organizzare un viaggio sicuro e senza imprevisti.\n","country":"Russia","date":"dicembre 2024","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1731636403/Articoli/Russia/dacia/dacia-russia_tqc1dz.jpg","permalink":"/blog/48-ore-in-una-dacia-russa-un-esperienza-incredibile/","title":"48 ore in una dacia russa: un’esperienza incredibile!"},{"categories":["Guida","Russia"],"contents":"L’Anello d’Oro è un itinerario che comprende otto principali città a nord-est della capitale russa, ma è anche e soprattutto un viaggio nel tempo in luoghi autentici e rurali. Effettuare questo tour con i mezzi pubblici può essere un po’ complesso, mentre invece a bordo di un camper è stata un’esperienza indimenticabile.\nUn po’ di storia Il termine Anello d’Oro in realtà è molto recente ed è stato coniato dallo storico dell’arte russo Yuri Alexandrovich Bychkov a fine degli anni ’60.\nIl percorso classico, che coincide con l’itinerario seguito da Yuri Alexandrovich Bychkov durante il suo storico viaggio, prevede un tour in senso antiorario: Vladimir, Suzdal, Ivanovo, Kostroma, Yaroslavl, Rostov Velikij, Pereslavl-Zalessky, Sergiev Posad.\nDi solito la partenza e la tappa finale coincidono con Mosca. Noi, che amiamo fare un po’ di testa nostra, abbiamo fatto il giro al contrario, proseguendo poi in direzione est, verso Kazan e Vladivostok, ma questa è un’altra storia.\nLe 8 tappe dell’Anello d’oro Sergeiev Posad La prima città che abbiamo visitato è stata Sergeiev Posad, che si trova a soli 70 km dalla capitale, vicinanza che fa sì che qui i turisti siano tantissimi, e orde di pellegrini affollino i cortili interni del convento. “Posàd” in russo significa “sobborgo”, “borgata”, in questo caso edificata attorno alla figura di San Sergio, e secondo la leggenda, finché al mondo ci sarà il Monastero della Trinità di San Sergio, il Paese non cadrà. Tra gli edifici storici più importanti ricordiamo il monastero della Trinità di San Sergio, uno dei più importanti di tutta la Russia, e la Cattedrale della Dormizione, che venne fatta costruire da Ivan il Terribile in persona, riconoscibile grazie alle cupole blu con stelle dorate.\nPereslavl-Zalessky In posizione scenografica lungo le sponde del lago Pleshcheevo, la città di Pereslavl-Zalessky ospita la Cattedrale della Trasfigurazione dove fu battezzato il principe Alexander Nevsky, il celebre eroe russo da cui prende il nome la famosa Prospettiva di San Pietroburgo. Senza la cittadella fortificata questa cittadina minuscola, che ha un unico incrocio, passerebbe del tutto inosservata. Il suo lago e i suoi monasteri meritano però una visita, fosse anche solo per godere della pace di questo pacifico piccolo luogo remoto.\nRostov Velikij Rostov Velikij, la città più antica del tour Anello d’Oro Russia, è anche conosciuta come Rostov la Grande. Fin dalle sue origini fu un centro commerciale di primaria importanza, dove confluirono etnie diverse di provenienza slava, vichinga e sciita. Il suo Cremlino, che ospita fra le imponenti mura bianche la Cattedrale dell’Assunzione e un campanile a vela, sembra quasi una cattedrale nel deserto che domina la piazza di un paesino anonimo e agricolo, in un forte contrasto con le vite quotidiane racchiuse fra le pareti colorate delle isbe, le tipiche case in legno.\nYaroslavl Yaroslav è una delle città più antiche della Russia ed è un centro artistico famoso per lo stile architettonico particolare caratterizzato da mattonelle verniciate. Viene considerata la “capitale” dell’Anello d’Oro, ed è la città più grande tra quelle comprese nell’itinerario, con quasi mezzo milione di abitanti. Una delle maggiori attrazioni è il lungo viale pieno di panchine, fiori e aiuole, con al centro delle fontane e dei giochi d’acqua realizzati per il millenario della città. Il centro storico della città rientra nella lista dei patrimoni dell’Unesco e racchiude ben 140 monumenti architettonici, 32 chiese ortodosse e 5 monasteri, in una fisionomia detta a raggiera, con le strade che divergono dal centro come dei raggi e si intersecano tra loro tramite dei vicoli.\nKostroma Data la posizione elevata sulla riva sinistra del fiume Volga, Kostroma venne utilizzata negli anni come rifugio dei principi di Mosca. La città è anche famosa per essere il luogo in cui fu proclamato zar il primo monarca della dinastia Romanov, Mikhail. Kostroma è anche, tra le città dell’Anello d’Oro, quella più distante da Mosca: 340 chilometri a nord della capitale russa. Il Monastero di Ipatiev è l’edificio più celebre della città, famosa anche per la lavorazione del lino, con il quale si confezionano caratteristici calzini in lino.\nIvanovo Ivanovo è la città più “giovane” dell’Anello d’Oro e per molto tempo si è fregiata del titolo di capitale dell’industria tessile russa. Secondo noi è la città meno interessante da visitare.\nSuzdal Suzdal è a tutti gli effetti la città più bella e suggestiva dell’Anello d’Oro, nonché una delle città più ricche dal punto di vista artistico. Non a caso gode dello status di “città museo” ed è per questo tutelata dall’UNESCO. Si trova in una zona collinare completamente circondata dal verde, ricca di monasteri che portano indietro nel tempo all’epoca degli zar. Molto affascinante è il convento femminile, raggiungibile a piedi attraversando la riva del fiume.\nVladimir Vladimir, dista 180 km da Mosca e vanta un glorioso passato come capitale dell’antica Russia e sede del Metropolita, luogo dove i Gran Principi russi venivano incoronati. La città, famosa anche per il passaggio della transiberiana sulle sue linee ferroviarie, perse importanza solo nel XVI sec., in coincidenza dell’ascesa di Mosca. La Cattedrale della Dormizione, la Cattedrale di San Demetrio e la Porta d’Oro, realizzate nella seconda metà del XII secolo, esprimono con le loro singolari forme lo stile artistico unico sviluppato nella città di Vladimir a partire dal Medioevo.\nInformazioni utili In ogni città si trovano parcheggi comodi per visitare i centri storici, nei quali noi abbiamo anche dormito in libera a bordo del van senza problemi. Il livello di sicurezza in ognuna delle tappe è impeccabile\nL’unico Cremlino che abbiamo potuto visitare gratuitamente è stato quello di Sergeiev Posad. Le cifre per visitare gli altri Cremlini variano da 1,50 euro a 10 euro.\nTra le bancarelle di Suzdal abbiamo acquistato una torta tipica, farcita con marmellata, riconoscibile per la cottura all’interno di una pressa, che crea un gradevole disegno sull’impasto. Se la trovate, assaggiatela! Il periodo migliore per visitare le tappe dell’Anello d’oro è sicuramente a cavallo fra la primavera e l’estate.\nSogni un viaggio indimenticabile in Russia? Che tu sia appassionato di storia, arte, natura o semplicemente curioso di scoprire una cultura affascinante, questo paese ha qualcosa da offrire a tutti. Tuttavia, pianificare un viaggio in Russia nel 2024 richiede una preparazione accurata, data la situazione attuale. In questa guida completa, troverai tutte le informazioni utili e aggiornate per organizzare un viaggio sicuro e senza imprevisti.\nCominciamo subito a pianificare il tuo viaggio in Russia!\n","country":"Russia","date":"dicembre 2024","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1731636403/Articoli/Russia/anello-d-oro/anello-doro-sergiev-posad_tqzdjx.jpg","permalink":"/blog/anello-doro-alla-scoperta-delle-citt%C3%A0-storiche-della-russia/","title":"Anello d'Oro: alla scoperta delle città storiche della Russia"},{"categories":["Podcast"],"contents":"Nuovo appuntamento con \u0026ldquo;Storie di straordinaria follia\u0026rdquo; sempre in collaborazione con Simone di Radio Italiana 531\u0026nbsp; . Oggi entriamo nel vivo del nostro viaggio verso il Giappone partendo dal confine con la Russia.\nMettetevi comodi e buon ascolto!\n","country":"Russia","date":"ottobre 2024","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1716102319/Articoli/Blog/podcast-5_wwnrqb.png","permalink":"/blog/podcast-storie-di-straordinaria-follia-puntata-5-russia-parte-prima/","title":"Storie di straordinaria follia: Prima puntata dalla Russia"},{"categories":["Tour di San Pietroburgo"],"contents":"San Pietroburgo, città portuale della Russia affacciata sul Mar Baltico, è stata capitale imperiale per ben due secoli. Fondata nel 1703 da Pietro il Grande, ancora oggi è considerata il centro culturale di tutta la Russia, ed è soprannominata la “Venezia del Nord” per il gran numero di canali che la attraversano.\nIn questo articolo ti suggeriamo l’itinerario che abbiamo seguito noi, nel quale è incluso lo spettacolo notturno dei ponti mobili.\nGiorno 1: Il Centro Città, l’Hermitage e lo spettacolo dei ponti innalzati di notte Piazza del Palazzo Piazza del Palazzo è stata teatro di molti avvenimenti di importanza mondiale, come la Domenica di Sangue (1905) o la Rivoluzione d’ottobre (1917). L’edificio più famoso della piazza è il Palazzo d’Inverno degli zar russi, realizzato in stile barocco e decorato di bianco e blu. Nel centro della piazza si trova la Colonna di Alessandro, che fu eretta dopo la vittoria russa nella guerra contro l’invasione di Napoleone: è alta 47,5 metri e pesa circa 600 tonnellate.\nHermitage L’Hermitage è uno dei musei più famosi del mondo, un edificio di tre piani che conta più di 1.700 porte, circa 2.000 finestre, 1.500 stanze e più di 100 scalinate, un labirinto di sfarzo e meraviglie che lasciano a bocca aperta. Data la sua grandezza, calcola almeno 3 ore di visita (giorno di chusura il lunedì).\nProspettiva Nevskij La Prospettiva Nevskij è una delle principali arterie cittadine, lunga quattro chilometri è da sempre considerata una sorta di “luogo senza regole”, dove la convivenza tra la povertà più estrema e la nobiltà più raffinata era possibile. Ai suoi lati si possono ammirare due delle chiese più importanti della città, oltre all’interessante biblioteca racchiusa fra le pareti del palazzo Singer.\nChiesa del Salvatore sul Sangue Versato La chiesa del Salvatore sul Sangue Versato è una delle chiese più significative di San Pietroburgo per la sua composizione pittorica e la decorazione colorata della sua facciata e delle sue cupole.\nCattedrale di Kazan Situata sul lato opposto della chiesa del Salvatore e riconoscibile per l’austero porticato, la Cattedrale di Kazan è la sede del vescovo ortodosso di San Pietroburgo ed è consacrata alla Madonna di Kazan, l’icona più venerata della Russia.\nCattedrale di Sant’Isacco La Cattedrale di Sant’Isacco è la più sontuosa delle chiese della città ed è possibile salire sulla sua cupola, ammirando una vista spettacolare sulla città intera.\nRicordati di non perderti tutte queste meraviglie ne nostro video!\nI canali e i ponti di San Pietroburgo I canali cittadini sono visibili da ogni via, ma proprio i ponti mobili sono uno dei più famosi biglietti da visita di San Pietroburgo. Dei 342 ponti in città, 22 si possono aprire, ma solo nove vengono sollevati regolarmente da aprile a novembre, dall’1 alle 6 di mattina (attenzione a non rimanere nel lato sbagliato della città!). Lo spettacolo si può ammirare a bordo della Neva sedendosi insieme ai turisti sui gradini oppure su una delle tante barche che effettuano la Crociera sui canali. Prima dell’apertura dei ponti in centro città si anima con numerosi piccoli concerti.\nGiorno 2: La Fortezza di Pietro e Paolo, l’Incorniciatore Aurora e il Tour della Metropolitana La fortezza di Pietro e Paolo La fortezza di Pietro e Paolo è la seconda attrazione più visitata della città. Si trova su di un’isolotto, sul lato opposto dell’Hermitage. Si tratta della cittadella originale di San Pietroburgo, fondata il 27 maggio 1703. Nella fortezza si trovano la cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, il Museo di Stato della Storia di San Pietroburgo e il museo dell’Esplorazione Spaziale.\nL’incrociatore Aurora L’Incorniciatore Aurora, raggiungibile in 15 minuti a piedi dalla Fortezza, è la famosa nave dalla quale fu sparato il cannone che decretò l\u0026rsquo;inizio dell\u0026rsquo;assalto al Palazzo d’Inverno, dando il via alla rivoluzione russa nel 1917 e mettendo fine allo zarismo. Puoi passeggiare lungo il molo osservando la nave dall’esterno oppure visitarla all’interno a pagamento.\nTour della Metropolitana San Pietroburgo nasconde un tesoro sotterraneo: una rete metropolitana tra le più profonde al mondo. Avtovo, Narvskaya, Pushkinskaya, Admiralteyskaya sono solo i nomi di alcune delle fermate più belle. Con un unico gettone abbiamo raggiunto profondità impressionanti, osservando alcune opere d’arte davvero mozzafiato: statue, colonne di marmo, coloratissimi affreschi e mosaici, eleganti lampadari. Scopri di più nell’articolo dedicato!\nSpostamenti La maggior parte dei monumenti e delle attrazioni turistiche della città possono essere raggiunte a piedi, ma se preferisci puoi usare anche i mezzi pubblici che funzionano molto bene (metro, autobus, tramvia o filobus). La metropolitana di San Pietroburgo non è così spettacolare come quella di Mosca, ma vale la pena vederla.\nParcheggi In tutto il centro città i parcheggi sono a pagamento dalle 8 del mattino alle 8 di sera, gratuiti invece di notte. Noi abbiamo sfruttato appieno questa opzione per ammirare lo spettacolo notturno dei ponti, spostandoci al mattino presto. Un comodo parcheggio gratuito diurno si trova nei pressi dell’Incorniciatore Aurora, a mezz’ora piedi dal centro cittadino.\nI dintorni di San Pietroburgo Se ti avanza del tempo per visitare i dintorni potresti prendere in considerazione una di queste due mete:\nPalazzo e Giardini Peterhof Peterhof si trova a circa 30 chilometri da San Pietroburgo e vi si può arrivare via terra e via mare. Oltre al Palazzo, in stile barocco, si possono visitare anche il Giardino Inferiore con le fontane e quello Superiore, oltre a numerosi altri musei, chiese e costruzioni. Un solo giorno può non essere sufficiente per la visita di tutte le attrazioni, che richiedono anche l’acquisto di biglietti differenti.\nVelikij Novgorod Situata a 200 km da San Pietroburgo, è la più antica città russa e l’unico principato salvatosi dal dominio mongolo. Il suo Cremlino è posizionato su di una collina e tra le sua mura si racchiudono il Palazzo del Potere, il Monumento millenario della Russia e la Cattedrale di Santa Sofia.\n","country":"Russia","date":"ottobre 2024","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1728354508/Articoli/Russia/San%20Pietroburgo/san-pietroburgo-canali_u6m83k.jpg","permalink":"/blog/tour-san-pietroburgo-venezia-del-nord-2-giorni/","title":"Tour di San Pietroburgo: scopri la Venezia del Nord in 2 giorni"},{"categories":["Viaggio in Russia","Tour di San Pietroburgo"],"contents":"San Pietroburgo, la \u0026ldquo;Venezia del Nord\u0026rdquo;, nasconde un tesoro sotterraneo: una rete metropolitana tra le più profonde al mondo. Un viaggio in queste stazioni è come immergersi in un museo sotterraneo, dove l\u0026rsquo;arte e l\u0026rsquo;architettura si fondono per creare un\u0026rsquo;atmosfera unica.\nUn tuffo nel profondo La metropolitana di San Pietroburgo è famosa per la sua profondità, dovuta alla natura del terreno e alla necessità di attraversare il fiume Neva. La stazione Admiralteyskaya detiene il record, con i suoi 102 metri sotto terra. Ma anche altre stazioni come Ploshad Lenina e Chernyshevskaya raggiungono profondità notevoli, offrendo ai passeggeri un\u0026rsquo;esperienza davvero unica (pensate che il tempo di percorrenza sulle scale mobili è di circa 3 minuti!).\nStazioni d\u0026rsquo;arte: un patrimonio da scoprire Ogni stazione è un\u0026rsquo;opera d\u0026rsquo;arte a sé stante. Mosaici, sculture e decorazioni in stile sovietico adornano le pareti e i soffitti, raccontando storie di passato, lavoro e progresso.\nEcco le stazioni metropolitane che secondo noi non dovresti perderti in una visita di San Pietroburgo!\nAvtovo Decorata con colonne ricoperte di vetro, la stazione è illuminata da 700 lampade, e sulla parete al fondo si trova un mosaico raffigurante una madre con il bambino. Negli anni della guerra questa zona di San Pietroburgo è stata il punto avanzato della difesa, e il mosaico della stazione è dedicato a questo tema: spade dorate e rami di alloro simboleggiano la lotta per la pace.\nNarvskaya Un elogio al lavoro del popolo sovietico, con una hall monumentale e decorazioni in bronzo.\nPushkinskaya Dedicata al grande poeta russo Pushkin, questa stazione presenta piloni in marmo bianco e pavimenti in granito rosso scuro.\nAdmiralteyskaya Situata nel cuore della città, offre una vista mozzafiato sulla Prospettiva Nevskij e sull\u0026rsquo;Ermitage. Le sue gallerie sono un vero e proprio museo sotterraneo, con mosaici che raccontano la storia marittima della Russia. Dal 1997 al 2011 è stata una stazione “fantasma”.\nCome organizzare la tua visita Un singolo biglietto (in questo caso un simpatico gettone) costa solo 60 rubli e ti permette di viaggiare su tutta la rete metropolitana.\nConsigliamo di pianificare il tuo percorso. Utilizza le mappe online (una su tutte Yandex map) per pianificare il tuo itinerario e scoprire le stazioni più vicine alle attrazioni che vuoi visitare e di perditi.\nA volte, la scoperta più bella è quella inaspettata. Perditi tra le stazioni e lasciati sorprendere dalla bellezza di questa città sotterranea. A noi è successo ritrovandoci a Sportivnaya, la stazione dedicata agli sport!\nScopri questa e altre metro stupende nel video completo su San Pietroburgo! ","country":"Russia","date":"ottobre 2024","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1728354508/Articoli/Russia/San%20Pietroburgo/metro-san-pietroburgo_e5okzp.jpg","permalink":"/blog/san-pietroburgo-viaggio-metropolitana-piu-profonda-mondo/","title":"Viaggio nel cuore di San Pietroburgo: esplora la metropolitana più profonda del mondo"},{"categories":["Guida di Mosca"],"contents":"La metropolitana di Mosca, conosciuta anche come il Palazzo del popolo, fu inaugurata nel 1935 all’epoca di Stalin ed è una delle Metropolitane più grandi e trafficate al mondo. Dispone di 14 linee, 228 stazioni, è lunga 393,7 chilometri e ogni giorno è frequentata da milioni di passeggeri. Questa metropolitana non è solo un mezzo di trasporto, ma un vero e proprio museo sotterraneo che custodisce tesori artistici e storici di inestimabile valore. Preparati a un viaggio indimenticabile tra sculture, mosaici, bassorilievi e decorazioni che raccontano la storia, la cultura e l\u0026rsquo;anima della Russia.\nCome muoversi nella metropolitana di Mosca La Metropolitana di Mosca è aperta tutti i giorni, 365 giorni all’anno, dalle 5:30 di mattina fino all’una di notte. Nella maggior parte dei vagoni della metropolitana di Mosca si può trovare la connessione al Wifi gratuito, mentre nelle stazioni, data la profondità sottoterra, potrebbe non esserci segnale internet. App utili Per evitare di perderti all’interno delle numerose fermate della metropolitana ti consigliamo di scaricare la mappa, o richiederla in una delle stazioni. A proposito, scarica l’applicazione \u0026ldquo;Yandex Maps\u0026rdquo; ( versione iOS\u0026nbsp; o versione Android\u0026nbsp; ), unica app che funziona sul suolo Russo, per tracciare il percorso più opportuno da effettuare da un punto all’altro della città.\nI biglietti Vi sono 4 tipologie di biglietto che si possono acquistare presso le macchinette automatiche o direttamente presso gli sportelli (indicati con la parola “KACCA”):\nBiglietto singolo: valido per 90 minuti (circa 60 centesimi) Biglietto giornaliero: ideale per un giorno intero di esplorazioni (circa 3 euro) Biglietto per 3 giorni: perfetto per soggiorni più lunghi (circa 6 euro) Carta Troika: ricaricabile, comoda per chi rimane a Mosca per più giorni Curiosita\u0026rsquo; sulla metropolitana di Mosca La leggenda narra che la forma circolare della metropolitana di Mosca sia nata da una macchia di caffè sulla cartina durante una riunione con Stalin. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la metropolitana divenne un rifugio antiaereo e un luogo sicuro per importanti incontri militari. Il momento migliore per visitare la metropolitana è la domenica mattina presto, quando l’afflusso di persone è minore. Gli annunci vocali sono in russo, ma le scritte sono bilingui (cirillico e alfabeto latino), facilitando la comprensione per i visitatori stranieri.\nLa metropolitana di Mosca, oltre a essere famosa per la sua bellezza, ha alimentato leggende su un sistema segreto, noto come Metro-2. Questo presunto complesso sotterraneo parallelo sarebbe stato costruito durante l\u0026rsquo;era sovietica, principalmente sotto Stalin, per scopi militari e governativi. Si dice che colleghi edifici strategici come il Cremlino, il quartier generale del KGB e bunker segreti fuori città, utilizzabile in caso di emergenza o conflitto nucleare. Anche se il governo russo non ha mai confermato ufficialmente l\u0026rsquo;esistenza della Metro-2, le voci continuano a circolare.\nSi dice che un ingresso alla misteriosa Metro-2 sia stato scoperto da esploratori urbani negli anni \u0026lsquo;90, alimentando ulteriormente le speculazioni sulla sua esistenza. Questo presunto ingresso sarebbe situato in un\u0026rsquo;area abbandonata e ben nascosta della città, ma sarebbe stato rapidamente chiuso e messo sotto sorveglianza. Nonostante l\u0026rsquo;apparente conferma visiva dell\u0026rsquo;esistenza del passaggio, le autorità russe hanno continuato a negare ufficialmente qualsiasi collegamento a un sistema di trasporti sotterraneo segreto. Questa scoperta ha rafforzato le teorie su una rete sotterranea destinata esclusivamente all\u0026rsquo;élite governativa e militare.\nLe 12 stazioni da non perdere (più una segreta) Di seguito ti segnaliamo quelle che secondo noi sono le stazioni imperdibili per un tour sotterraneo nel quale osservare alcuni dettagli artistici incredibili. Il tempo impiegato per un tour di questo tipo è di circa 2,5 ore, ma puoi anche suddividerlo in più giornate se preferisci.\n1. Teatralnaya Famosa per i suoi rilievi in porcellana e la sua posizione centrale, a due passi dal Teatro Bolshoi.\n2. Mayakovskaya Un gioiello dell\u0026rsquo;art déco, caratterizzata da marmi bianchi e rosa e utilizzata come rifugio antiaereo durante la guerra.\n3. Bielorusskaya Impreziosita da piloni in marmo bianco, un soffitto elaborato e una varietà di decorazioni basate su temi bielorussi.\n4. Novoslobodskaya Un tripudio di colori, con 32 vetrate che raffigurano personaggi celebri e mosaici in marmo rosa degli Urali. L\u0026rsquo;attrazione più grande di questa stazione è però l\u0026rsquo;enorme mosaico alla fine, chiamato Peace through the World. Rappresenta una madre che tiene in braccio il suo bambino come simbolo di pace\n5. Prospekt mira Detta anche Viale della Pace è dedicata all\u0026rsquo;agricoltura sovietica, con bassorilievi e ceramiche bianche che raccontano la storia del settore agricolo.\n6. Komsomolskaya Dedicata alla libertà della Russia e alla sua indipendenza, regala un\u0026rsquo;atmosfera da palazzo staliniano, con lampadari sontuosi, mosaici, dipinti e arcate in marmo\n7. Park kultury Ispirata all\u0026rsquo;antica Grecia, con colonne in marmo e mosaici che rievocano l\u0026rsquo;epoca ellenica\nPuoi vedere tutte le metro qui!\n8. Kievskaya Un omaggio all\u0026rsquo;amicizia tra Ucraina e Russia, con mosaici che illustrano la storia comune dei due paesi e colonne di marmo.\n9. Arbatskaya Una delle stazioni più antiche, con decorazioni bianche e dorate e motivi floreali.\n10. Ploščad’ Revoljucii Il cuore del bolscevismo, con archi in marmo rosso e giallo, 72 sculture in bronzo che raffigurano il popolo sovietico e la famosa statua della guardia con cane (a proposito, sfregare il naso del cane porta fortuna!).\n11. Park pobedy La stazione più profonda (84 metri), con la scala mobile più lunga d\u0026rsquo;Europa (126 metri). Il raggiungimento della banchina partendo dalla superficie richiede circa tre minuti.\n12. Slavjanskij Bul\u0026rsquo;var Un design futuristico, con marmo verde cubano e profili in alluminio, quasi un omaggio allo stile di Tim Burton.\n13. La metro segreta di Savelovskaya Una delle stazioni più recenti, in cui non si reca quasi nessuno, progettata in stile futuristico tanto da offrire una prospettiva cromatica davvero interessante.\nConsigli utili Per godersi al meglio l\u0026rsquo;atmosfera unica della metropolitana di Mosca, indossa scarpe comode, presta attenzione alle ore di punta, rispetta le norme di comportamento (come non mangiare, bere o gettare rifiuti), e ammira l\u0026rsquo;architettura e l\u0026rsquo;arte di ogni stazione.\nUn tour della metropolitana di Mosca è un\u0026rsquo;esperienza indimenticabile che ti permetterà di scoprire una parte importante della storia, della cultura e dell\u0026rsquo;anima della Russia. Che dici, vieni a scoprire il Palazzo del Popolo insieme a noi?\u0026nbsp; ","country":"Russia","date":"ottobre 2024","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1728354508/Articoli/Russia/Mosca/metro/russia-metro_ss7hzp.jpg","permalink":"/blog/metropolitana-mosca-viaggio-arte-storia-sotterranei/","title":"La Metropolitana di Mosca: un viaggio imperdibile nel Palazzo del popolo"},{"categories":["Patente internazionale","Guidare all'estero"],"contents":"Se stai pianificando di guidare all\u0026rsquo;estero, è probabile che ti venga richiesto di ottenere una patente di guida internazionale (IDP, International Driving Permit). Questo documento è un\u0026rsquo;estensione della tua patente nazionale e ti consente di guidare legalmente in molti Paesi. In questo articolo vedremo i due modelli di patente internazionale, le differenze tra di essi, la procedura per ottenerla in Italia e all\u0026rsquo;estero, oltre ai tempi e ai costi associati.\nTabella dei contenuti Due modelli di Patente Internazionale: quale scegliere? Procedura per ottenere la patente internazionale in Italia Patente Internazionale con Motorizzazione Civile Patente Internazionale tramite ACI Come autenticare una fotografica Come ottenere la patente internazionale all'estero Tempi Costi Patente Internazionale online: è legale? Conclusione Due modelli di Patente Internazionale: quale scegliere? Esistono due principali modelli di patente internazionale, basati su diverse convenzioni internazionali:\nModello Vienna (1968): ha una validità massima di 3 anni. Modello Ginevra (1949): ha una validità di 1 anno. La validità di entrambi i modelli è sempre nei limiti di validità della patente italiana posseduta.\nLe differenze principali tra i due modelli riguardano la durata di validità e i Paesi che riconoscono ciascuna convenzione. Prima di partire, è consigliabile visitare il sito di Viaggiare Sicuri\u0026nbsp; , nella sezione Mobilità, per verificare quale modello di patente internazionale è richiesto nel Paese di destinazione.\nFortunatamente in Italia è possibile ottenere sia l\u0026rsquo;uno che l\u0026rsquo;altro modello di questa patente.\nProcedura per ottenere la patente internazionale in Italia Per richiedere la patente internazionale in Italia, dovrai seguire una procedura relativamente semplice. Puoi farlo tramite:\nMotorizzazione Civile: È l\u0026rsquo;ente principale autorizzato al rilascio della patente internazionale. ACI (Automobile Club d\u0026rsquo;Italia): Anche questo ente può emettere la patente internazionale. La scelta dipende semplicemente se si vuole procedere in autonomia o meno e i costi diversi. Noi l\u0026rsquo;abbiamo fatta sempre tramite ACI senza grossi problemi.\nPatente Internazionale con Motorizzazione Civile I documenti necessari per procedere alla richiesta tramite Motorizzazione Civile sono:\nModulo TT 746: disponibile presso gli uffici della Motorizzazione Civile o online sul Portale dell\u0026#39;automobilista\u0026nbsp; Fotocopia della patente italiana fronte-retro. Due foto tessera recenti di cui una autenticata. Ricevuta di pagamento di un bollettino PagoPA: da € 10,20 sul c/c 9001 e € 16,00 sul c/c 4028 Marca da Bollo da € 16,00 Patente Internazionale tramite ACI I documenti necessari per procedere alla richiesta tramite gli uffici dell\u0026rsquo;ACI sono:\nDue foto tessera recenti di cui una autenticata. Patente di guida Carta d\u0026rsquo;identità Codice fiscale Dei bollettini e della modulistica si occuperà l’ufficio ACI ad un costo maggiorato.\nCome autenticare una fotografica L\u0026rsquo;autenticazione di una fotografica può esser fatta in due maniere:\nin Comune: presentandosi agli sportelli anagrafici del Comune di residenza con una foto recente, non antecedente ai sei mesi, ed un documento di riconoscimento in corso di validità. Non ci sono costi. in Consolato: presentandosi in Consolato con due foto recenti, non antecedente ai sei mesi, passaporto e fotocopie della pagina 2 e 5 del passaporto. Verranno applicati dei costi aggiuntivi. Come ottenere la patente internazionale all\u0026rsquo;estero Se ti trovi all\u0026rsquo;estero e hai bisogno di una patente internazionale non è possibile ottenerla nel Paese estero. L\u0026rsquo;unica soluzione è prenotare un appuntamento al Consolato per l\u0026rsquo;autenticazione della fotografia e spedire tutto in Italia.\nNel dettaglio i passi da seguire sono:\nFare almeno 3 foto tessere Autenticare la fotografia tramite Consolato. Questi chiederanno almeno 2 foto tessere Spedire in Italia una o più foto tessere (meglio abbondare che non si sa mai), la fotografia autenticata, una delega e la propria patente ad un familiare/amico che si possa occupare della procedura. Consigliamo di usare DHL visto che spedisce in 24 ore! Richiedere la Patente Internazionale tramite Motorizzazione civile o tramite ACI Spedire tutti i documenti nel Paese Estero in cui si è È una procedura più lunga e dispendiosa però è l\u0026rsquo;unica possibile se si vuole ottenere la Patente Internazionale da un Paese Estero.\nTempi I tempi di rilascio della patente internazionale possono variare. Generalmente, il tempo medio è di circa 10-15 giorni lavorativi dalla presentazione della richiesta presso la Motorizzazione Civile o l\u0026rsquo;ACI.\nSe si è all\u0026rsquo;estero i tempi possono allungarsi di molto visto che bisogna prenotare un appuntamento al Consolato e spedire i documenti in Italia e poi di nuovo nel Paese in cui ci si trova.\nCosti I costi per ottenere la patente internazionale in Italia variano leggermente a seconda dell\u0026rsquo;ente a cui ti rivolgi:\nMotorizzazione Civile: il costo totale è di circa 42-45 euro. Include i bollettini da pagare per i diritti di motorizzazione e il rilascio del documento. ACI: l\u0026rsquo;ACI potrebbe applicare tariffe leggermente superiori, con un costo totale che può arrivare a circa 75 euro, includendo la gestione della pratica. Se si richiede la Patente Internazionale da un Paese estero vanno aggiunti anche:\nAutenticazione fotografia: il Consolato applica dei costi aggiuntivi se si vuole procedere all\u0026rsquo;autenticazione della fotografia tramite loro. Questi costi si aggirano sui € 40,00. Spedizione dei documenti: visto che l\u0026rsquo;unico modo per ottenere la Patente Internazionale è tramite gli enti preposti con sede in Italia bisogna aggiungere ai vari costi anche quelli relativi alla spedizione dei documenti in Italia che variano da Paese a Paese. Patente Internazionale online: è legale? Negli ultimi anni, diverse piattaforme online offrono la possibilità di richiedere la patente di guida internazionale tramite internet. Tuttavia, è importante chiarire alcuni punti fondamentali sulla legalità e sull\u0026rsquo;affidabilità di queste offerte.\nIn Italia, le uniche autorità competenti per il rilascio della patente internazionale sono la Motorizzazione Civile e l\u0026rsquo;ACI (Automobile Club d\u0026rsquo;Italia). Nessun servizio online privato ha il potere legale di rilasciare una patente di guida internazionale valida.\nInoltre, le piattaforme online che offrono \u0026ldquo;patenti internazionali\u0026rdquo; non rilasciano quella conforme alla Convenzione di Ginevra (1949). È quindi molto probabile che si tratti solo di banali traduzioni della patente, che non hanno alcun valore legale all\u0026rsquo;estero.\nConclusione Ottenere la patente internazionale è un processo semplice ma essenziale se prevedi di guidare fuori dall’Unione Europea o in Paesi che richiedono tale documento. Assicurati di informarti sui modelli accettati nel Paese di destinazione, così da richiedere quello corretto. Rispetto ai tempi e ai costi, è consigliabile iniziare la procedura almeno un mese prima della partenza.\n","country":null,"date":"ottobre 2024","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1727940279/Articoli/Blog/patente-internazionla-come-fare_kzdx44.png","permalink":"/blog/patente-internazionale-guida-completa-requisiti-costi/","title":"Come fare la Patente Internazionale? Guida completa"},{"categories":["Tour di Mosca"],"contents":"Mosca, la capitale e la città più popolata della Federazione Russa, è un vibrante centro politico, economico e finanziario. Ma è possibile esplorare le sue meraviglie in soli due giorni? Assolutamente sì, se sai cosa vedere!\nEcco il nostro itinerario dettagliato per non perdere le migliori attrazioni della città!\nItinerario Questo è il nostro itinerario se si ha poco tempo per visitare la capitale.\nGiorno 1: Piazza Rossa e dintorni Passeggiata nella Piazza Rossa Piazza Rossa è il cuore pulsante del centro città e la piazza più bella, dove si trovano gli edifici simbolo della capitale: il Cremlino (che ospita il Palazzo del Presidente e il museo principale della Russia), il Mausoleo di Lenin (dove si trovano i resti mummificati del leader bolscevico), le cattedrali di San Basilio e di Kazan, il Museo Statale di Storia russa e i Grandi Magazzini GUM (gallerie commerciali di lusso).\nIl Cremlino di Mosca La Cittadella fortificata di Mosca tra le sue mura ospita gioielli architettonici e diverse Cattedrali, ognuna decorata con cupole dorate e luccicanti, che fanno venire il torcicollo a forza di osservarne ogni dettaglio. I biglietti si possono acquistare online o in loco (in questo momento storico gli stranieri possono comprare il biglietto solo con i contanti alla cassa). Il tempo di visitare per le Cattedrali è di circa un’ora. Volendo si possono può visitare anche l’Armenia e il Fondo dei Diamanti, con un biglietto aggiuntivo.\nLa Cattedrale di San Basilio È il simbolo della città e le sue suggestive cupole policrome, i cui colori vivaci spiccano da diversi punti del centro urbano, la rendono quasi un bizzarro cartone animato (ingresso a pagamento).\nLa Cattedrale di Kazan Riconoscibile per le mura color rosa pastello, il triste passato di questa chiesa ne include la demolizione su ordine di Stalin per fare spazio a pompose parate militari. L’ingresso è gratuito.\nI Grandi Magazzini GUM Si tratta del centro commerciale più conosciuto della Russia e il più visitato dai turisti. L’entrata al centro commerciale è gratuita, dalle 10:00 alle 22:00. L’architettura interna è molto curiosa, con un tetto completamente in vetro.\nCuriosità: al primo piano trovi numerosi banchetti dove comprare un gelato, un must have per i cittadini, grandi e piccini.\nParco Zaryadye Si trova a pochi passi da Piazza Rossa e venne inaugurato nel 2017. Il pezzo forte è il ponte trasparente a forma di boomerang sul fiume Moscova, dal quale ammirare lo skyline del Cremlino e delle Cattedrali.\nIl Teatro Bolshoi e il Central Kids Store Vale la pena passeggiare dalla Piazza Rossa fino alla Piazza della Rivoluzione, passando per la Piazza Teatralnaya fino ad arrivare al Teatro Bolshoi per ammirare dall’esterno la bellezza di questo famoso edificio. Se sei un amante delle opere o dei balletti puoi decidere di comprare il biglietto per assistere a uno spettacolo.\nNella stessa piazza di trova il Central Kids Store, un centro commerciale per bambini disposto su sette piani, con le vetrine che raffigurano scene di fiabe popolari e all’interno uno degli orologi meccanici ricoperto d’oro più grandi del mondo, e un razzo alto 18,5 metri e composto da due milioni di pezzi di Lego.\nÈ uscito il nostro Travel Book! Segui la nostra avventura fino in Giappone in tempo reale cliccando qui!\nGiorno 2: da sottoterra ai grattacieli La metropolitana di Mosca Chiamata anche “Palazzo del Popolo”, è una delle metropolitane più trafficate al mondo. Grazie ai colori delle linee e a una ricerca attenta e curiosa tra più di 200 stazioni, abbiamo dato il via a un tour degno di un museo sotterraneo, della durata di circa due ore. Scoprilo qui per non perderti le fermate più spettacolari.\nCattedrale del Cristo Salvatore È la chiesa ortodossa più importante, nonché la vera cattedrale di Mosca. Per entrare gli uomini non possono indossare pantaloni corti e le donne devono coprirsi il capo.\nVia Arbat Questa via è una strada pedonale molto commerciale e turistica lunga circa un chilometro, che si trova nel centro storico di Mosca ed è circondata da edifici storici. Nel XVIII secolo era considerata dalla nobiltà russa come il luogo più prestigioso in cui vivere.\nMoscow City Il Centro internazionale di affari di Mosca, conosciuto come Moscow City, rappresenta il futuro della città. Si tratta di un progetto ideato dal Governo di Mosca nel 1992 per creare una zona di attività di negozi, spazi abitabili e di svago.\nConsigli utili: Sfrutta i mezzi di trasporto pubblici. Il modo migliore per muoversi in città è la metro (veloce, economica, sicura e comoda), ma anche bus e metro permettono di arrivare in ogni angolo di Mosca. Presta attenzione ai giorni di chiusura dei musei. In particolare il giovedì è il giorno in cui chiude il Cremlino, mentre il resto dei musei della città chiude il lunedì.\nA Mosca si trovano ristoranti per tutte le tasche e per tutti i gusti. A noi è piaciuto molto provare uno di quei posti che funzionano come catene self service, il Grabli, che si trova in più punti della città (oltre che al settimo piano del Central Kids Store).\nScarica l\u0026rsquo;applicazione Yandex Maps per poter girare in tutta tranquillità la città.\nCosa visitare nei dintorni di Mosca Se ti avanza un po’ di tempo ti consigliamo di raggiungere San Pietroburgo, nota anche come la Venezia del Nord, o l’Anello d’Oro della Russia, un insieme di città rurali dove riscoprire il fascino più autentico del paese.\nHai qualche consiglio da darci?\n","country":"Russia","date":"settembre 2024","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1727247897/Articoli/Russia/Mosca/mosca-russia-piazza-rossa_ifxgbj.png","permalink":"/blog/tour-di-mosca-in-due-giorni-itinerario-imperdibile/","title":"Tour di Mosca in 2 giorni: un itinerario imperdibile"},{"categories":["Blog"],"contents":"È uscito il nostro Travel Book di questo epico viaggio che ci sta portando dall\u0026rsquo;Italia al Giappone! Unisciti a noi in quest\u0026rsquo;avventura unica, seguendo in tempo reale il nostro viaggio attraverso oltre 150 post ricchi di foto, racconti e curiosità.\nSeguici in tempo reale Non perdere neanche un istante! Avrai accesso alla nostra posizione in tempo reale di dove siamo nel mondo e di cosa stiamo visitando in anteprima! Ogni giorno pubblichiamo nuovi contenuti che ti porteranno con noi, facendoti vivere ogni tappa del nostro viaggio.\nEsplora in anteprima Potrai vedere le nostre avventure prima di chiunque altro. Scopri luoghi nascosti, cultura e gastronomia attraverso i nostri occhi! Oltre 150 post esclusivi e ogni giorno uno nuovo!\nFoto e racconti esclusivi Ogni post è arricchito da foto scattate da Paolo e racconti scritti da Sara, che condividono tutto ciò che accade durante il nostro viaggio!\nNon perdere l\u0026rsquo;occasione di vivere il nostro viaggio insieme! Preparati a scoprire il mondo insieme a noi! 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In caso di problemi potete contattarci presso info@vandipety.it.\n","country":null,"date":"settembre 2024","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1657123237/Articoli/Blog/travel-book-jp_avasf5.png","permalink":"/blog/il-nostro-travel-book/","title":"È uscito il Travel Book per seguire il nostro viaggio!"},{"categories":["Direzione Giappone","Russia"],"contents":"La Military Road, conosciuta anche come Autostrada E117, è uno dei percorsi più spettacolari al mondo, che si snoda per 200 km attraverso il Grande Caucaso, collegando la capitale georgiana Tbilisi con la Russia. Negli anni fu definita da alcuni la “strada per il paradiso”, per via degli scenari che offre lungo il percorso.\nUn viaggio nella storia Scavata nel I secolo a.C. da commercianti e invasori, la Military Road ha assunto nei secoli il ruolo di vitale ponte terrestre tra Europa e Asia. Nel 1780, circa 1.000 soldati furono incaricati di trasformare lo stretto sentiero in un\u0026rsquo;autostrada adatta alle carrozze. Decenni dopo, con l\u0026rsquo;annessione della Georgia all\u0026rsquo;Impero Russo, la strada fu ulteriormente migliorata, con l\u0026rsquo;aggiunta di ponti in ferro.\nUn panorama mozzafiato Oggi la Military Road è un\u0026rsquo;esperienza imperdibile per gli amanti del viaggio e della natura. Lungo il percorso, si susseguono panorami mozzafiato, monasteri antichi e affascinanti villaggi. Tra i punti di interesse imperdibili vi consigliamo:\nFortezza di Ananuri Un complesso del XIII secolo con due castelli difensivi e la Chiesa della Madre di Dio, famosa per i suoi affreschi e intagli di angeli con occhi a mandorla. Poco dopo, proseguendo lungo la strada, vi è un punto in cui si incontrano due rami del fiume Aragvi, \u0026ldquo;nero\u0026rdquo; e “bianco”, un fenomeno naturale impressionante in cui le acque scure e chiare si fondono in una sola.\nMonumento all\u0026rsquo;amicizia russo-georgiana Situato al passo Jvari, il punto più alto della strada (2.395 metri sul livello del mare), offre una vista spettacolare sulla Valle del Diavolo e su un lago alpino che sembra una lacrima incastonata nella roccia. Il monumento è stato costruito nel 1983 per commemorare il 200° anniversario del Trattato di Georgievsk e celebrare le relazioni diplomatiche tra la Georgia e la Russia. Il murales interno è un panorama astratto di diverse scene della storia georgiana e russa, con immagini di una madre e un figlio che si abbracciano, una chiesa ortodossa georgiana da un lato e una chiesa ortodossa russa dall’altro. È proprio da qui che si può ammirare la grandiosità del Grande Caucaso, a tratti coperto dalla neve, altri avvolto in una coltre di foglie verde smeraldo.\nGigantic Sculptures Dodici teste di pietra giganti che rappresentano i poeti nazionali più amati della Georgia, situate nel villaggio di Sno.\nChiesa della Trinità di Gergeti Un\u0026rsquo;affascinante chiesa del XIV secolo situata sulle montagne del Caucaso, con una vista panoramica a 360 gradi sulla valle e sulle montagne. Da qui in poi potete decidere di ritornare indietro oppure di proseguire qualche chilometro fino a ritrovarvi di fronte alla frontiera georgiana. Poco prima si trova ancora un monastero incorniciato dalle montagne, un degno finale per quella che viene definita la “strada per il paradiso”.\nConsigli utili per un viaggio indimenticabile Pianificate il vostro itinerario: La Military Road è lunga e ricca di cose da vedere, quindi è importante pianificare l’itinerario in base al tempo a vostra disposizione e ai vostri interessi.\nIl modo migliore per esplorare la Military Road è tramite un\u0026rsquo;auto o in camper, che vi darà la libertà di fermarvi dove e quando volete. La strada è tortuosa e spesso stretta, quindi guidate con prudenza e prestate attenzione agli altri veicoli, soprattutto ai camionisti.\nDa novembre a maggio il percorso può essere reso più difficoltoso per presenza di neve.\nLungo la Military Road si trovano solo un paio di benzinai, che non accettano la carta, ricordatevi di effettuare il pieno uscendo da Tbilisi e di portare con voi dei contanti (moneta georgiana o russa) per poter pagare in caso di necessità. Per un’eventuale pausa pranzo può essere utile portare con voi del cibo, in caso non trovaste nulla nelle vicinanze (solo nelle cittadine si trovano piccoli supermercati e alcuni locali).\nCi piace pensare alla Military Road come a un percorso nel quale giocare a nascondino, e proprio per questo l’abbiamo ripresa per voi in un video, per scoprirla insieme curva dopo curva, chilometro dopo chilometro.\nArigatou, alla prossima.\n🇮🇹 → 🇯🇵 7754 km (in linea d\u0026rsquo;aria)\n","country":"Georgia","date":"settembre 2024","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/c_crop,ar_16:9/v1726482841/Articoli/Direzione%20giappone/Direzione26/military-road-mai-soli_eupptz.jpg","permalink":"/blog/direzione-giappone-26--la-military-road-un-viaggio-mozzafiato-attraverso-il-caucaso/","title":"La Military Road, un viaggio mozzafiato attraverso il Caucaso"},{"categories":["Blog","Direzione Giappone"],"contents":"Con la fine dell\u0026rsquo;estate e l\u0026rsquo;autunno alle porte inizia una nuova stagione di Vandipety, o meglio, ricominciano i racconti delle nostre avventure esattamente da dove si erano interrotti, sempre in direzione Giappone. Prima di raccontarvi cosa vedrete in questa nuova stagione prendiamoci però un attimo per ricapitolare tutto quello che è successo fino ad oggi.\nDov\u0026rsquo;eravamo rimasti? Dopo aver visitato buona parte dell\u0026rsquo;Europa ed esser arrivati fino in Senegal (puoi recuperare le precedenti stagioni qui\u0026nbsp; e qui\u0026nbsp; ) siamo ritornati in Italia per preparare ToTo, il nostro van, e sposarci ( qui per rivivere quel giorno\u0026nbsp; ).\nAbbracciati familiari e amici, dopo aver cambiato anche un paio di ruote e i freni alla nostra casa ambulante, siamo ripartiti di nuovo attraverso i Balcani\u0026nbsp; . Slovenia, Kossovo, Macedonia e Grecia sono solo alcuni dei paesi che abbiamo visitato, e dopo aver brindato al nuovo anno abbiamo anche cambiato non solo paese ma anche continente!\nSiamo entrati per la prima volta in Asia\u0026nbsp; con il nostro van e attraverso Turchia, Iraq, Georgia e Armenia siamo arrivati alle porte della Russia.\nE ora? 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Oggi vi portiamo alla scoperta dell\u0026rsquo;Armenia, il paese che incanta con il suo patrimonio millenario, paesaggi montuosi e una cultura vibrante.\nSotto l\u0026rsquo;occhio vigile del monte Ararat come sarà andata questa settimana in Armenia?\n","country":"Armenia","date":"luglio 2024","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1716102319/Articoli/Blog/podcast-4_eootzn.png","permalink":"/blog/podcast-storie-di-straordinaria-follia-puntata-4-armenia/","title":"Storie di straordinaria follia: l'Armenia"},{"categories":["Blog"],"contents":"Buon ponte piccola grande Oli. Per noi rimarrai sempre quella cucciolona piena di energia che anche di notte non smetteva di correre. Sei stata una compagna di viaggio eccezionale, ci hai sempre protetti e non ti sei mai tirata indietro, nemmeno di fronte alla avventure più folli.\nTi sei adattata al caos di Torino, ti sei trasformata in mamma per quel gattino che ti ha sempre fatta disperare ma anche divertire, hai conquistato migliaia di carezze in 34 paesi. In van occupavi tutto lo spazio calpestabile e ci hai insegnato a muoverci in punta di piedi, a convivere e condividere davvero con amore. Speravamo di arrivare in Giappone insieme a te, ma quel male infame ti ha portata via troppo in fretta.\nRimane il vuoto ora, in un van che sembra d’un tratto enorme. Rimane il silenzio, perché tu abbaiavi spesso e ti piaceva farti sentire da tutti. Ora siamo a pezzi, eppure tu farai sempre parte di quel puzzle sconfusionato che è la nostra famiglia. Corri Oli, corri insieme ai tuoi fratellini Miao e Miele, al tuo fidanzato Boogie. 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Un rituale mistico e coinvolgente.\nAlla scoperta delle ultime donne al mondo a celebrare questo rituale Ogni venerdì, le donne Kist provenienti da tutta la valle si riuniscono nella Vecchia Moschea di Duisi per eseguire lo Zikr, un rito radicato nel misticismo sufi. Un\u0026rsquo;occasione per immergersi nella cultura locale e assistere a una tradizione millenaria che trasmette un messaggio di pace e spiritualità.\nDurante il nostro viaggio in Georgia, abbiamo avuto la fortuna di assistere a questa cerimonia mistica. Un\u0026rsquo;esperienza emozionante e coinvolgente che ha segnato profondamente il nostro animo. Superando paesaggi montani mozzafiato e giungendo nella piccola moschea di mattoni, ci siamo trovati di fronte a sette donne di una certa età, coperte da testa a piedi. I volti sorridenti, le rughe di chi ha saputo vivere di espressioni e non si è tirato indietro di fronte alle emozioni, senza la necessità di doverle mascherare per sembrare più giovani. La forza del vissuto, di chi ha fatto dell’esperienza quotidiana il più grande tesoro.\nUn vortice di preghiera e musica, per un messaggio di pace Alle ore 12, le donne hanno iniziato a muoversi in cerchio, cantando, pregando e battendo le mani a un ritmo sempre crescente. I loro piedi pestavano i tappeti con un\u0026rsquo;energia travolgente, quasi come a volersi elevare verso il cielo. Nessuna di loro però ha iniziato a volare, anche se più e più volte abbiamo temuto che potessero inciampare e cadere a terra. Eppure, imperterrite, continuavano, sudate, sfinite, quasi in stati di trance.\nNonostante non conoscessimo la lingua cecena e il dialetto kist in cui cantavano, il loro messaggio di pace, perdono e condanna della violenza ci ha toccati nel profondo: un messaggio universale che ha superato le barriere linguistiche e culturali.\nÈ stata un’esperienza potente, coinvolgente, incredibile, tanto da non resistere ad abbracciarle una ad una, come nonne ritrovate lungo la via.\nArigatou, alla prossima.\n🇮🇹 → 🇯🇵 7739 km (in linea d\u0026rsquo;aria)\n","country":"Georgia","date":"luglio 2024","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1713011125/Articoli/Direzione%20giappone/Direzione19/ushguli-dall-alto_hzhbkm.jpg","permalink":"/blog/direzione-giappone-24-la-valle-di-pankisi-un-viaggio-emozionante-tra-tradizioni-e-spiritualit%C3%A0-femminile-copy/","title":"La valle di Pankisi: un viaggio emozionante tra tradizioni e spiritualità femminile"},{"categories":["Georgia in Camper","Tbilisi"],"contents":"Tbilisi, capitale della Georgia, vanta una storia millenaria che si intreccia con culture diverse, offrendo un\u0026rsquo;esperienza unica e indimenticabile. Fondata 6000 anni fa in una posizione strategica lungo le antiche rotte commerciali tra Asia ed Europa, Tbilisi è oggi una città vivace e dinamica che unisce passato e presente in modo armonioso, e cattura lo sguardo in ogni dove. Il centro storico, ai piedi della fortezza, conserva l’impronta di quel crocevia euroasiatico tra terme, dedali di stradine, botteghe artigiane, caffè, chiese, case in rovina, scale a chiocciola e i cortili cosiddetti “all’italiana”.\nEcco i nostri consigli su 9 tappe imperdibili, più 1 luogo dove assaporare la vera cucina georgiana.\nTabella dei contenuti 1. Rustaveli Avenue e Piazza della Libertà 2. Torre dell’Orologio 3. Quartiere Abanotubani 4. Ponte della Pace 5. Madre Georgia 6. Cattedrale della Santissima Trinità 7. I Murales 8. Cronache della Georgia 9. Escursione a Mtskheta 10. Dove mangiare a Tbilisi 1. Rustaveli Avenue e Piazza della Libertà Rustaveli Avenue è considerata l’arteria principale della capitale e deve il suo nome a Shota Rustaveli, il più grande poeta medievale georgiano. Qui sorgono alcuni degli edifici più importanti della città tra cui il Parlamento della Georgia, il Teatro dell’Opera, la Chiesa di Kashveti, il Museo Georgiano di Belle Arti e il Museo Simon Janashia della Georgia. Molto particolare è la scultura alle spalle della Galleria d’arte Moderna, con due mani a fianco di una scultura che rappresenta scene della creazione della vita e del mondo. Il punto di partenza di Rustaveli Avenue è Piazza della Libertà. Il nome odierno le venne dato nel 1918, con la fondazione della Prima Repubblica Georgiana dopo la fine dell’Impero russo.\nOgni tanto si vedono artisti all\u0026rsquo;opera\n2. Torre dell’Orologio La Torre dell’Orologio sembra quasi una struttura uscita dalle fiabe. Fu creata nel 2010 dal burattinaio Rezo Gabriadze e si trova proprio di fianco al Teatro delle Marionette. La torre è stata progettata per rappresentare gli squilibri e l’imprevedibilità della vita. Allo scoccare di ogni ora molte persone si raggruppano sotto la torre e nel piccolo balcone in alto si apre una finestra per far uscire delle marionette meccaniche. Alle 12 e alle 19 lo “spettacolo” è più ampio, e si può notare l’angelo della morte che suona la campana, a significare il passare del tempo. Piccola curiosità: in questa torre si trova anche quello che sembra essere l’orologio più piccolo al mondo.\nVi sfido a legger l\u0026rsquo;ora\n3. Quartiere Abanotubani Abanotubani, il cui nome significa “distretto dei bagni”, è il quartiere noto da sempre per i bagni sulfurei, famosi per le loro proprietà benefiche utili soprattutto alla cura della pelle e dei disturbi digestivi (vi sono anche SPA di lusso). Avvicinandosi si possono notare molte costruzioni in stile mediorientale e si può accedere negli interni della Moschea.\n4. Ponte della Pace Un altro dei luoghi simboli di Tbilisi è il Ponte della Pace, che è stato progettato dall’architetto italiano Michele De Lucchi. L’inaugurazione della struttura risale al 2010 e da allora questo ponte pedonale costruito in acciaio e vetro collega il Parco Rike con la Old Town della capitale georgiana. Il Ponte della Pace regala bellissimi giochi di luce al tramonto ed è interamente illuminato di notte.\n5. Madre Georgia Sulla cima della collina Solaki si trova Kartlis Deda (“Madre del Georgiano”), un’imponente statua in alluminio alta 20 metri, con un enorme significato simbolico: raffigura una donna che in una mano tiene una coppa di vino e con l’altra impugna una spada. Il vino è il simbolo dell’accoglienza della città a chi entra come amico, la spada invece rappresenta l’intenzione di difendersi dal nemico. Si trova vicino alla fortezza della città ed è raggiungibile a piedi o tramite funicolare. Una volta in cima la vista sulla città è spettacolare.\n6. Cattedrale della Santissima Trinità Conosciuta anche come Sameba, la Cattedrale della Santissima Trinità è la terza chiesa ortodossa più alta al mondo e la sua cupola dorata è visibile praticamente da ogni parte della città. L’ingresso è gratuito ma occorre indossare un abbigliamento consono: gli uomini dovrebbero portare i pantaloni lunghi, mentre le donne dovrebbero mettere una gonna lunga e utilizzare un foulard per coprire spalle e testa (sono presenti alcuni capi a disposizione di tutti vicino all’ingresso). Fu costruita negli anni ’90, in un’epoca in cui il paese era in forte sofferenza, facendo storcere il naso a parecchie persone.\n7. I Murales Numerosi sono i murales presenti in tutta la città, sulle facciate di numerose case. Non potrete non notarli, sono letteralmente enormi.\n8. Cronache della Georgia Le Cronache della Georgia sono l’insieme di un maestoso monumento che si trova alle porte della città, che sorge nei pressi del lago artificiale noto come “il mare di Tbilisi”.\nLe Cronache della Georgia, costruite nel 1985 ma mai effettivamente terminato, si compone di 16 pilastri alti circa 35 metri, sui quali sono stati scolpiti una serie di bassorilievi che narrano la storia della Georgia. Nella parte superiore delle colonne sono descritti re e regine georgiane e scene della produzione del vino, mentre nella parte inferiore sono riportati alcuni eventi religiosi e della vita di Cristo. Da qui si può godere di un un magnifico panorama sulla capitale georgiana.\n9. Escursione a Mtskheta Se si hanno a disposizione più di uno o due giorni in Georgia, una delle escursioni da fare assolutamente è la visita a Mtskheta, la città santa della Georgia Georgia (leggi il nostro articolo qui).\n10. Dove mangiare a Tbilisi Esistono molti posti dove andare a mangiare a Tblisi ma se volete veramente provare la vera cucina fuori dalle rotte turistiche non possiamo non consigliare un ristorante a conduzione familiare che abbiamo adorato, il Family Kitchen. Si trova alle spalle della Cattedrale di Sameba, appena oltrepassata la ferrovia. Non è un luogo indicato sulle guide turistiche, ma è diventato il nostro luogo del cuore. Le due donne cucinano a vista, come se fossero le mamme di chiunque oltrepassi la soglia. Si mangia tutti insieme, seduti vicino a chi non si conosce. E si contempla un po’ di storia, un po’ di cultura, insomma, ci si riempie di cibo e di emozioni.\nSe vuoi vedere cos\u0026rsquo;abbiamo mangiato puoi scoprirlo nel video qui sotto!\nArigatou, alla prossima.\n🇮🇹 → 🇯🇵 7883 km (in linea d\u0026rsquo;aria)\n","country":"Georgia","date":"giugno 2024","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1709916475/Articoli/Tblisi/tblisi-dall-alto_lmr79p.jpg","permalink":"/blog/tbilisi-9-luoghi-imperdibili-consiglio-dove-mangiare/","title":"Tbilisi: 9 luoghi da non perdere e 1 consiglio su dove mangiare"},{"categories":["Direzione Giappone","Georgia"],"contents":"Mtskheta, antica capitale della Georgia e centro nevralgico del Cristianesimo ortodosso nel paese, è una destinazione affascinante che incanta i visitatori con la sua storia millenaria, i suoi monumenti sacri e la sua atmosfera spirituale. Conosciuta come la \u0026ldquo;Seconda Gerusalemme\u0026rdquo;, Mtskheta offre un tuffo nel passato, tra monasteri arroccati su colline, cattedrali imponenti e resti archeologici che raccontano storie di regni gloriosi e fede profonda. In questa guida vi accompagneremo** alla scoperta delle tappe imperdibili di Mtskheta**, svelando i segreti di questa città santa e offrendovi consigli pratici per un\u0026rsquo;esperienza indimenticabile.\nLa Cattedrale di Svetitskhoveli: il cuore spirituale di Mtskheta La Cattedrale di Svetitskhoveli, capolavoro architettonico e patrimonio UNESCO, domina il panorama di Mtskheta. Costruita nel XI secolo sui resti di una chiesa in legno del IV secolo, è considerata il luogo più sacro della Georgia, custodendo la venerata reliquia della tunica di Cristo.\nVenne fatta costruire da Santa Nino, originario della Cappadocia, che introdusse il Cristianesimo in Georgia nel IV secolo, e il nome Svetitskhoveli significa “pilastro (sveti) salvifico(tskhoveli)”.\nUna delle particolarità al suo interno è un’insolita rappresentazione dei segni zodiacali, che rimandano alla simbologia degli apostoli, mentre su tutto il pavimento si trovano numerose tombe di sovrani georgiani. La pietra con cui è costruita la cattedrale cambia colore a seconda della luce e può apparire giallo oro, rosata o verdognola. L’ingresso ai visitatori è gratuito, ma vietato durante l’orario di preghiera.\nIl Monastero di Jvari: un gioiello architettonico sulla collina Il Monastero di Jvari, arroccato su una collina che domina Mtskheta, è un simbolo iconico della Georgia. Fondato nel VI secolo, questo monastero patrimonio UNESCO vanta una chiesa dall\u0026rsquo;architettura semplice ma elegante, a forma di croce greca. Unica pecca, la vista rovinata dall’autostrada sottostante. Si raggiunge in 10 minuti di automobile dal centro città (vi sconsigliamo di tentare di raggiungerlo a piedi, ma di preferire piuttosto uno dei numerosi taxi).\nIl Monastero di Samtavro: un\u0026rsquo;oasi di pace e spiritualità Il Monastero di Samtavro, situato ai piedi della collina di Jvari, è un complesso monastico femminile più recente rispetto a Svetitskhoveli e Jvari, ma non per questo meno affascinante. Fondato nel IV secolo, il monastero ospita le tombe di re Mirian III e della regina Nana, i sovrani che convertirono la Georgia al Cristianesimo, e un giardino curato.\nIl mosaico dell\u0026rsquo;albero della vita: un capolavoro artistico in centro città Proprio nel cuore di Mtskheta, sulla facciata del Museo d\u0026rsquo;Arte Nazionale della Georgia, si trova un magnifico mosaico raffigurante l’albero della vita. Questa opera d\u0026rsquo;arte contemporanea, realizzata nel 2004, rappresenta un\u0026rsquo;esplosione di colori e simboli che riprendono la ricca tradizione artistica georgiana.\nLe vie del centro a caccia di sapori autentici Nel centro storico di Mtskheta si trova un mercato quotidiano, con numerose bancarelle presso le quali scoprire alcuni prodotti tipici oltre che lavori di artigianato locale.\nArigatou, alla prossima.\n🇮🇹 → 🇯🇵 7816 km (in linea d\u0026rsquo;aria)\n","country":"Georgia","date":"giugno 2024","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1713011125/Articoli/Direzione%20giappone/Direzione23/mtskheta-candele_xkcbdu.jpg","permalink":"/blog/direzione-giappone-23-mtskheta-alla-scoperta-della-seconda-gerusalemme-tra-storia-religione-e-bellezze-naturali/","title":"Mtskheta: alla scoperta della \"Seconda Gerusalemme\", tra storia, religione e bellezze naturali"},{"categories":["Direzione Giappone","Georgia"],"contents":"Borjomi, cittadina immersa nella splendida cornice della Georgia, non è solo famosa per la sua acqua minerale effervescente, ma anche per un passato glorioso come rinomata località termale. Un luogo ricco di fascino, dove storia, natura e benessere si intrecciano armoniosamente.\nUn tuffo nel passato: Borjomi, la \u0026ldquo;perla del Caucaso\u0026rdquo; Borjomi vanta una storia affascinante che risale al 1890, anno in cui venne imbottigliata per la prima volta la sua preziosa acqua minerale. Da quel momento, divenne rapidamente una vera e propria istituzione in Georgia, conquistando anche la nobiltà russa che la soprannominò \u0026ldquo;perla del Caucaso\u0026rdquo;. Testimoni di quell\u0026rsquo;epoca dorata sono ancora visibili in alcuni angoli della città: le pareti in legno dei cottage lungo la via centrale, le dacie risalenti all\u0026rsquo;era dei Romanov e i balconi blu di casa Firuza. Un patrimonio architettonico che regala un\u0026rsquo;atmosfera nostalgica e suggestiva.\nBorjomi: relax, avventura e acque curative Oggi, Borjomi è una destinazione ideale per chi cerca una vacanza all\u0026rsquo;insegna del relax e del benessere. Le sue terme, alimentate da sorgenti vulcaniche sulfuree, offrono una varietà di trattamenti rigeneranti per il corpo e la mente. Per gli amanti dell\u0026rsquo;avventura, la natura incontaminata che circonda la città offre numerose opportunità per escursioni a piedi, in bicicletta o a cavallo. Tra i sentieri da non perdere, quello che conduce alla Chiesa di San Giorgio, detta anche \u0026ldquo;Chiesa Verde\u0026rdquo;, letteralmente incastonata nel bosco.\nL\u0026rsquo;acqua Borjomi: un elisir di benessere L\u0026rsquo;acqua minerale Borjomi è il vero fiore all\u0026rsquo;occhiello della città. Ricca di bicarbonato di sodio e con proprietà digestive e diuretiche, è considerata un vero e proprio elisir di benessere, tanto che le persone accorrono in centro paese con numerose taniche e bottiglie da riempire.\nNonostante il suo sapore sulfureo, apprezzato non da tutti, l\u0026rsquo;acqua Borjomi è un prodotto diffuso in tutto il paese, imbottigliata in plastica o vetro. All\u0026rsquo;estero, la sua fama e il suo valore aumentano, raggiungendo anche i 5 euro al litro.\nOltre all\u0026rsquo;acqua, un mondo di sapori da scoprire Lungo la vivace Via 9 aprile, il cuore pulsante di Borjomi, si susseguono bancarelle che offrono un\u0026rsquo;ampia varietà di prodotti tipici. Tra questi, un posto d\u0026rsquo;onore spetta ai prodotti realizzati con l\u0026rsquo;estratto di pino, considerati un vero toccasana per la salute. Un consiglio: non perdete l\u0026rsquo;occasione di assaggiare uno di questi prodotti, magari proprio quello che, come raccontate, vi ha aiutato a curare un raffreddore. Chissà, potrebbe diventare anche per voi una \u0026ldquo;panacea di ogni male\u0026rdquo;!\nArigatou, alla prossima.\n🇮🇹 → 🇯🇵 7913 km (in linea d\u0026rsquo;aria)\n","country":"Georgia","date":"giugno 2024","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1713011125/Articoli/Direzione%20giappone/Direzione22/borjomi-acqua_qmbvno.jpg","permalink":"/blog/direzione-giappone-22-borjomi-dove-storia-natura-e-benessere-si-incontrano/","title":"Borjomi: dove storia, natura e benessere si incontrano"},{"categories":["Direzione Giappone","Georgia"],"contents":"Kutaisi è la terza città più popolata della Georgia, capoluogo della regione dell’Imereti, situata a 200 km dalla capitale, Tbilisi. Anche se non è stata una delle nostre tappe preferite, i dintorni offrono alcune chicche davvero interessanti. Scopri con noi le mete da non perdere!\n1. Il Mercato di Kutaisi Il mercato di Kutaisi, situato all\u0026rsquo;interno di una struttura in ferro battuto dipinto di verde e che si estende lungo i vicini marciapiedi, offre prodotti e scorci affascinanti. Qui troverai i Churchkhela, tipici dolci ripieni di frutta secca, e il formaggio Imereti, utilizzato per preparare una variante del famoso khachapuri.\n2. Il piccolo centro storico Il centro di Kutaisi è davvero molto piccolo e purtroppo molti edifici sono in stato d’abbandono. Tuttavia merita una passeggiata alla scoperta della Sinagoga, della fontana della Colchide, e del ponte bianco animato da alcune statue interessanti. Tieni gli occhi aperti qua e là per osservare qualche murales interessante o, per lo meno, ciò che ne rimane.\nleggi anche La Military Road, un viaggio mozzafiato attraverso il Caucaso 3. La Cattedrale di Bagrati La Cattedrale di Bragati è un simbolo della città di Kutaisi. Sebbene i lavori di restauro abbiano ridotto parte del suo fascino, la collina di fronte è una meta popolare per famiglie e coppie al tramonto.\n4. Monasteri di Gelati e Motsameta Il Monastero di Gelati, fondato nel 1106 da Re Davide, è un capolavoro dell\u0026rsquo;arte medievale georgiana e simbolo dell\u0026rsquo;età dell\u0026rsquo;oro della Georgia. Al suo interno, oltre a un’accademia, sorgevano anche alcune cantine nelle quali veniva conservato il vino. È situato a circa 15 km da Kutaisi ed è raggiungibile in auto o con i mezzi pubblici.\nIl vicino Monastero di Motsameta, sebbene più modesto, offre una vista mozzafiato sul canyon sottostante e un\u0026rsquo;esperienza immersiva nella natura.\n5. Monastero di Katskhi A un\u0026rsquo;ora da Kutaisi, il Monastero di Katskhi è unico nel suo genere, costruito nel 1032 su un pilastro di pietra calcarea alta 45 metri (motivo per cui a noi ha ricordato le Meteore Greche). Anche se oggi non è più permesso salire in cima, il sito è comunque affascinante e abitato solo da pochi monaci.\n6. Convento di Mgvimevi e i dettagli sovietici di Chiatura Il Convento di Mgvimeni è incastonato nel fianco di una scogliera rocciosa e per raggiungerlo bisogna salire su di una scalinata fra alcune case, addentrandosi poi in una grotta.\nLa città di Chiatura, sebbene abbia perso parte del suo antico fascino, conserva ancora tracce del passato sovietico. Scheletri di funicolari in disuso ondeggiano nel cielo, minacciando di crollare all’improvviso, mentre al loro fianco le nuove cabine permettono alle persone di continuare a spostarsi da una valle all’altra. Un dettaglio in particolare ci ha lasciati senza parole, un mosaico raffigurante Poseidone, posto al fondo delle corsie di una piscina comunale.\nArigatou, alla prossima.\n🇮🇹 → 🇯🇵 7914 km (in linea d\u0026rsquo;aria)\n","country":"Georgia","date":"giugno 2024","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1713011125/Articoli/Direzione%20giappone/Direzione21/cabinovia-abbandonata_jez808.jpg","permalink":"/blog/direzione-giappone-21-kutaisi-e-dintorni-monasteri-georgiani-segreti-sovietici-e-panorami-mozzafiato/","title":"Kutaisi e dintorni: monasteri georgiani, segreti sovietici e panorami mozzafiato"},{"categories":["Direzione Giappone","Georgia"],"contents":"Un passato glorioso, sede delle leggendarie \u0026ldquo;Acque dell\u0026rsquo;Immortalità\u0026rdquo; e meta ambita dell\u0026rsquo;URSS, Tskaltubo vantava un tempo sanatori rigogliosi e stabilimenti balneari affollati. Tra gli anni \u0026lsquo;50 e \u0026lsquo;90, personaggi come Stalin frequentavano questo paradiso di benessere, dove le persone si recavano per 14 o 21 giorni di cure termali e rigeneranti.\nUn declino doloroso Con la caduta dell\u0026rsquo;Unione Sovietica, l\u0026rsquo;industria di Tskaltubo cadde in un rovinoso declino. I sanatori vennero saccheggiati, spogliati del loro antico splendore e utilizzati come rifugio per gli sfollati dalla regione dell\u0026rsquo;Abkhazia.\nOggi, Tskaltubo è un paradiso per gli amanti dell\u0026rsquo;esplorazione urbana e della fotografia. Tra edifici fatiscenti e stanze fantasma, si aggirano ombre di un passato glorioso. Vecchie immagini appese ai muri, un calendario fermo al 2019, una bambola, scarpe spaiate, libri impolverati e bottiglie della famosa acqua Borjomi raccontano storie di un tempo perduto.\nUn futuro incerto Nonostante le tante parole spese e i soldi investiti, il futuro di Tskaltubo rimane incerto. Nel periodo più buio tutto venne saccheggiato: dal legno per scaldarsi, a metalli preziosi da rivendere, a qualsiasi cosa potesse essere utile. Resta ancora qualcuno che vive fra queste mura, con a fianco stanze fantasma. Resta chi non ha trovato rifugio altrove, chi tenta di sopravvivere.\nCamminando in punta di piedi tra le rovine viene da immaginarsi le donne con le cuffiette in testa e gli uomini con gli asciugamani bianchi, e i cigolii del pavimento che sembrano quasi coprire le risate dei bambini. Ma la realtà è ben diversa: Tskaltubo è un\u0026rsquo;ombra di ciò che fu, un luogo che vive, o meglio, sopravvive, nei ricordi.\nEsplorare i sanatori Se come noi amate l\u0026rsquo;urbex o volete curiosare in questi luoghi fermi nel tempo potete farlo semplicemente passeggiando. Tutti i sanatori sono aperti al pubblico e visitabili però bisogna far attenzione. Alcune aree di alcuni sanatori, come quello di Gelati e Metalurgist, sono abitate e quindi bisogna prestare attenzione. Tutti gli altri sono abbandonati e visitabili senza problemi.\nIn attesa della guida completa sulla Georgia e sui sanatori lasciamo di seguito i tre che reputiamo migliori!\nSanatorio Medea Il primo che abbiamo visitato e forse quello che più abbiamo amato. Iconico e maestoso, il Sanatorio Medea si distingue per la sua facciata fatta di colonne e archi curvi assolutamente spettacolare. È immenso e c\u0026rsquo;è da perdersi soprattutto perché offre ad ogni angolo scorci da fotografare.\nSanatorio Shakhtiori Il Sanatorio Shakhtiori, costruito nel 1952, è il più grande e imponente edificio di Tskaltubo con la sua facciata anteriore estremamente maestosa, con una grande fontana, alte palme, scalinate in pietra simmetriche e file di colonne infinite lungo ogni balcone. La vera attrazione qui è la sala da concerto, dove un tendaggio rosso pende fioco davanti al palco.\nStabilimento termanel N°8 L\u0026rsquo;iconico stabilimento termale N°8, famoso per la sua forma a UFO!\nArigatou, alla prossima.\n🇮🇹 → 🇯🇵 7943 km (in linea d\u0026rsquo;aria)\n","country":"Georgia","date":"giugno 2024","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1713011125/Articoli/Direzione%20giappone/Direzione20/tskaltubo-abbandonato-bambola_dhvktw.jpg","permalink":"/blog/direzione-giappone-20-tskaltubo-le-terme-georgiane-tra-rovine-e-ricordi/","title":"Tskaltubo: le terme georgiane tra rovine e ricordi"},{"categories":["Direzione Giappone","Georgia"],"contents":"La Georgia, un paese ricco di contrasti e fascino, ha subito conquistato il nostro cuore Nonostante le strade dissestate, che rappresentano un \u0026ldquo;piccolo\u0026rdquo; punto debole del paese, con l\u0026rsquo;aiuto prezioso di amici e della gente del posto, siamo riusciti a raggiungere luoghi incantevoli, immersi nella natura incontaminata e avvolti da un\u0026rsquo;atmosfera unica.\nMestia: la porta d\u0026rsquo;ingresso ai monti Svaneti La prima tappa del nostro viaggio è stata Mestia, una piccola cittadina adagiata tra le montagne dello Svaneti, una regione incontaminata del Caucaso. Il tragitto per raggiungerla è stato un susseguirsi di panorami mozzafiato: cime innevate che si stagliavano contro il cielo azzurro, cascate selvagge che scrosciavano impetuose, foreste di pini che si estendevano a perdita d\u0026rsquo;occhio, un fiume che scorreva maestoso in un canyon mozzafiato e un ponte sospeso in legno che ci ha regalato un\u0026rsquo;esperienza emozionante. Arrivati a Mestia, siamo rimasti incantati dal contrasto tra le antiche case in legno e pietra e le futuristiche strutture del Municipio e del palazzo governativo. Lungo la via principale, botteghe di montagna profumavano di spezie e artigianato locale, vicino a un parco giochi animato da famiglie con bambini, mucche libere e cani randagi che si aggiravano curiosi. Dopo una piacevole camminata nel bosco, abbiamo raggiunto il ghiacciaio \u0026ldquo;Chalaadi\u0026rdquo;, purtroppo ridottosi a causa dei cambiamenti climatici.\nUshguli: il villaggio più remoto d\u0026rsquo;Europa Ma l\u0026rsquo;avventura vera ci aspettava ancora. Con un pizzico di audacia e spirito di avventura, abbiamo deciso di raggiungere Ushguli, un villaggio remoto noto come uno dei più isolati d\u0026rsquo;Europa. Il viaggio è stato un\u0026rsquo;impresa epica: slalom tra buche rocambolesche, guadi di torrenti e momenti di tensione a bordo del van, con la strada che a tratti si trasformava in un sentiero accidentato. Ma la fatica è stata ampiamente ricompensata dalla bellezza mozzafiato del luogo. Circondati dalle imponenti montagne del Caucaso, con la vetta più alta della Georgia che raggiunge i 5000 metri, abbiamo ammirato le case coperte di muschio con i tetti in ardesia e le torri medievali, testimonianze silenziose di un passato ricco di storia e tradizioni. In questo villaggio isolato, dove il tempo sembra scorrere a un ritmo diverso, abbiamo avuto modo di osservare la vita quotidiana semplice e modesta delle famiglie locali, che conducono la loro esistenza tra scuola, lavoro e quotidianità, legate a un territorio che rappresenta la loro identità più profonda.\nUn\u0026rsquo;esperienza indimenticabile Abbiamo esplorato ogni angolo di Ushguli, lasciandoci inebriare dalla bellezza incontaminata della natura e dalla genuinità delle persone. Immaginando di immergerci nella vallata che conduce fino al ghiacciaio e lasciando volare l\u0026rsquo;immaginazione in un cielo senza confini. C\u0026rsquo;è chi dice che non si è visto il paese se non si sono viste queste zone. Noi siamo felici di averle ammirate con i nostri occhi, ma la curiosità è tanta per scoprire cos’altro c’è di meraviglioso in questo paese!\nArigatou, alla prossima.\n🇮🇹 → 🇯🇵 7883 km (in linea d\u0026rsquo;aria)\n","country":"Georgia","date":"giugno 2024","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1713011125/Articoli/Direzione%20giappone/Direzione19/ushguli-dall-alto_hzhbkm.jpg","permalink":"/blog/direzione-giappone-19-georgia-tra-panorami-mozzafiato-e-villaggi-remoti-sui-monti-svaneti/","title":"Georgia tra panorami mozzafiato e villaggi remoti sui monti Svaneti"},{"categories":["Direzione Giappone","Georgia"],"contents":"Dopo due mesi e più passati in Turchia è giunta l\u0026rsquo;ora di lasciarci alle spalle il mondo mussulmano ed entrare in un nuovo paese toltalmente ortodosso, 30 esimo paese di quest\u0026rsquo;avventura che ci sta portando in Giappone: benvenuta Georgia!\nUn caleidoscopio di contrasti tra grattacieli, storia e sapori autentici Sognavamo da tempo di visitare la Georgia, un paese avvolto nel mistero e ricco di fascino. Finalmente, dopo varie vicissitudini, siamo riusciti a realizzare il nostro sogno, raggiungendolo a bordo del nostro van insieme a Olimpia e Sakè. La Georgia è stato il trentesimo paese che abbiamo visitato in questo modo e l\u0026rsquo;attesa è stata ampiamente ricompensata.\nUn confine insolito e un primo assaggio di Batumi Già l\u0026rsquo;attraversamento della frontiera si è rivelato un\u0026rsquo;esperienza singolare: il passaggio avviene separatamente, senza alcuna indicazione sul punto di incontro. Un\u0026rsquo;avventura che ha reso ancora più emozionante l\u0026rsquo;arrivo a Batumi, la prima città che abbiamo visitato. Batumi, definita da molti la \u0026ldquo;Las Vegas georgiana\u0026rdquo;, ci ha sorpreso positivamente. Oltre ai grattacieli che dominano l\u0026rsquo;orizzonte, la città offre un\u0026rsquo;anima autentica che si percepisce nei quartieri cittadini, nelle vetrine animate dalla vita quotidiana, nelle piazze alberate e nel contrasto armonioso tra antico e moderno.\nQuesto è stato il nostro benvenuto da Batumi!\nOgni statua sui palazzi sembrava sussurrare aneddoti di un passato glorioso. Piazza Europa ci ha lasciato senza fiato, così come la suggestiva \u0026ldquo;Piazza\u0026rdquo; senza nome. I grattacieli dalle forme futuristiche e i cartelli stradali con i caratteri georgiani, il cinema Apollo in stile staliniano (l\u0026rsquo;unico attivo in città) e i murales sparsi qua e là hanno creato un\u0026rsquo;atmosfera unica. E poi quei panni stesi ovunque, che svolazzavano al ritmo della città, come un filo conduttore che univa le diverse anime di Batumi.\nAli e Nino: un inno all\u0026rsquo;amore che supera le barriere Al tramonto, Batumi ci ha regalato uno spettacolo indimenticabile sulle rive del Mar Nero: le statue di Ali e Nino, due amanti ostacolati dalle differenze di cultura e religione, si uniscono grazie a un ingranaggio che le avvicina sempre più. Una metafora potente dell\u0026rsquo;amore che trionfa su ogni ostacolo.\nKhachapuri e chiacchiere: una cena indimenticabile Saziati dalle emozioni e dalla bellezza di Batumi, ci siamo uniti a due viaggiatori tedeschi, Margret e Klaus, per una cena a base di Khachapuri (che puoi vedere nel video in calce all\u0026rsquo;articolo), il tipico piatto georgiano di pane ripieno di formaggio e uovo a forma di caramella gigante. Il sapore autentico del Khachapuri, condito da chiacchiere e ricordi di viaggi passati, ha reso la cena ancora più deliziosa e ha segnato l\u0026rsquo;inizio di un viaggio che, giorno dopo giorno e chilometro dopo chilometro, ci ha stupiti sempre di più.\nBatumi: solo l\u0026rsquo;inizio di un\u0026rsquo;avventura indimenticabile Batumi è stata solo la prima tappa del nostro viaggio in Georgia. Un\u0026rsquo;esperienza che ci ha aperto le porte a un paese ricco di storia, cultura, paesaggi mozzafiato e ospitalità calorosa. Un viaggio che non dimenticheremo mai e che racconteremo con entusiasmo a chiunque voglia scoprire la bellezza della Georgia.\nArigatou, alla prossima.\n🇮🇹 → 🇯🇵 8046 km (in linea d\u0026rsquo;aria)\n","country":"Georgia","date":"giugno 2024","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1713011125/Articoli/Direzione%20giappone/Direzione18/georgia-batumi-tempio_kgykp0.jpg","permalink":"/blog/direzione-giappone-18-batumi-porta-ingresso-un-avventura-indimenticabile-in-georgia/","title":"Batumi: porta d'ingresso ad un'avventura indimenticabile in Georgia"},{"categories":["Direzione Giappone","Viaggio in Turchia"],"contents":"Dopo una breve parentesi nello stato che non esiste del Kurdistan Iracheno è tempo di tornare in Turchia in quest\u0026rsquo;ultima avventura che ci porterà al prossimo paese. Bentornati in Turchia e benvenuti al Lago di Van.\nUn viaggio indimenticabile tra natura, storia e sapori Il Lago di Van, situato nell\u0026rsquo;est dell\u0026rsquo;Anatolia, è un vero gioiello nascosto. Con le sue acque turchesi circondate da montagne innevate, questo lago salato offre paesaggi mozzafiato e un\u0026rsquo;atmosfera unica. Che tu sia un appassionato di natura, un amante della storia o un buongustaio, il Lago di Van ha qualcosa da offrire a tutti.\nVince a mani basse come spot più bello mai visto\nUn itinerario ricco di esperienze Il nostro viaggio al Lago di Van è iniziato ad aprile, quando le temperature erano ancora piacevoli e le cime circostanti innevate. La prima tappa è stata la cittadina di Artvan, dove si trovano tutti i servizi necessari. Purtroppo, a causa di alcune sommosse in periodo di elezioni politiche, non abbiamo potuto visitare la città di Van, famosa per le sue tipiche colazioni turche a base di prodotti a km 0. Nonostante questo imprevisto, il nostro itinerario è stato ricco di esperienze indimenticabili. Una delle scoperte più emozionanti è stata la visita alla Chiesa di San Tommaso, adagiata sulle rive del lago. Immersa in un paesaggio suggestivo, con una distesa infinita di abeti e mucche al pascolo, la chiesa sembrava quasi trasportata in un ambiente alpino.\nTra natura incontaminata e cultura autentica Lasciato il lago di Van, ci siamo avventurati nuovamente verso l\u0026rsquo;entroterra, tralasciando il confine iraniano per la presenza di neve in quota. Abbiamo visitato Mus, immersa nelle placide campagne, e poi Erzurum, dove abbiamo gustato un\u0026rsquo;ultima cena turca in compagnia di due viaggiatori belgi in una tipica locanda. La cuoca, con la sua energia travolgente, ci ha deliziato con un assortimento di piatti tipici, dai sapori semplici e autentici.\nL\u0026rsquo;indomani, abbiamo ripreso la risalita verso nord, lungo un tragitto mozzafiato attraverso canyon con rocce che si tuffavano nelle acque del fiume. Poco dopo, ci siamo ritrovati di fronte alla cascata di Tortum, a 2300 metri di altezza in mezzo alle montagne, uno spettacolo naturale di rara bellezza.\nIncontri del terzo tipo!\nIl nostro viaggio si è concluso ad Artvin, cittadina arroccata in alto con stradine strette e pittoresche. Qui, abbiamo avuto l\u0026rsquo;occasione di visitare una piantagione di tè presso la fattoria di Ishmar e Miriam. Cinquant\u0026rsquo;anni di vita in un terreno scosceso, in uno scenario incastonato tra le vallate, hanno permesso a questa coppia di ricavare dalla terra frutti preziosi: tè, miele, latte, uova, castagne, nocciole e così via a seconda delle stagioni. Abbiamo salutato loro e la Turchia con abbracci calorosi, diretti con grande curiosità verso nuove avventure.\nArigatou, alla prossima.\n🇮🇹 → 🇯🇵 8199 km (in linea d\u0026rsquo;aria)\n","country":"Turchia","date":"maggio 2024","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1713011125/Articoli/Direzione%20giappone/Direzione17/turchia-lago-van_xbub4s.jpg","permalink":"/blog/direzione-giappone-17-lago-di-van-un-tesoro-nascosto-da-scoprire-in-anatolia-orientale/","title":"Lago di Van: un tesoro nascosto da scoprire in Anatolia orientale"},{"categories":["Podcast"],"contents":"Nuovo appuntamento con \u0026ldquo;Storie di straordinaria follia\u0026rdquo; sempre in collaborazione con Simone di Radio Italiana 531\u0026nbsp; . Oggi vi portiamo alla scoperta del \u0026ldquo;paese che non esiste\u0026rdquo; ovvero il Kurdistan Iracheno.\nSarà pericoloso come si crede? Mettetevi comodi che vi raccontiamo le due settimane più pazze del nostro viaggio!\n","country":"Iraq","date":"maggio 2024","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1716102319/Articoli/Blog/podcast-2_krdirq.png","permalink":"/blog/podcast-storie-di-straordinaria-follia-puntata-2-kurda/","title":"Storie di straordinaria follia: il Kurdistan Iracheno"},{"categories":["Direzione Giappone","Viaggio in Iraq"],"contents":"In kurdistan Iracheno ci è successo di tutto, ma sono stati attimi indimenticabili che porteremo nel cuore per sempre. Dopo aver scoperto un po’ di più sul paese e aver visitato la capitale abbiamo deciso di avventurarci lungo la Hamilton road.\nSu strade leggendarie Costruita tra il 1928 e il 1932, questa strada prende il nome dall\u0026rsquo;ingegnere capo Hamilton, un neozelandese che lavorava per gli inglesi quando presero il controllo dell\u0026rsquo;Iraq in seguito al crollo dell\u0026rsquo;Impero Ottomano alla fine della Prima Guerra Mondiale. Si estende per 185 km da Erbil attraverso gli imponenti Monti Zagros fino al confine tra Kurdistan Iracheno e Iran ed è considerata uno dei percorsi più spettacolari dell\u0026rsquo;Asia occidentale.\nHamilton stesso nel suo libro di memorie ha descritto il tracciato come \u0026ldquo;uno zigzag infinito con una superficie incompiuta di rocce taglienti”, dove seguì le tracce di stambecchi e capre per tracciare il percorso più breve possibile. Lungo la Hamilton Road oggi giorno si trovano qualche ristorante, qualche cascata che si getta a picco sul ciglio della strada, alcuni villaggi e qualche raro spiazzo panoramico.\nAbbiamo optato per il percorso ad anello, trovando sulla via del ritorno un venditore ambulante di pan focaccia che per un attimo ci ha fatti tornare con il pensiero in Liguria.\nPortiamo alto l\u0026rsquo;onore italiano Un popolo meraviglioso Quello che non sapevamo era che il comitato di accoglienza italiano, costituito da Tonino in primis e dall’ambasciatore Yazida italiano e la sua famiglia, aveva in serbo per noi ancora qualche cartuccia per farci letteralmente innamorare del Kurdistan Iracheno. In Kurdistan è norma comune essere invitati da tutti, ecco perché ci siamo ritrovati a un matrimonio: loro in giacca e cravatta e abiti adornati da dettagli d’oro e noi in jeans e felpa, tanto che altrove ci avrebbero squadrati per l’abbigliamento poco consono. Siamo stati invece accerchiati con strette di mano, tre baci sulla guancia fra donne, frasi di benvenuto e le parole “mangiate che siete sciupati”.\nleggi anche Felice Nawruz! Festeggiamo il capodanno persiano in Kurdistan Iracheno Tra 900 persone in una sala nella quale rimbombava tutto a suon di musica, con persone sedute, persone in cerchio tutt’attorno che si tenevano per i mignoli e accennavano passi di danza, c’era posto anche per i due italiani che sapevano solo dire \u0026ldquo;supas\u0026rdquo;, grazie, in curdo, sfoggiando il loro miglior sorriso. È stato bello immergersi in un momento di festa, senza prestar attenzione alla diversità del rito matrimoniale e mangiando quel piatto nazionale composto da riso, pollo, zuppa di legumi al pomodoro. Acqua e lattine di Coca Cola in tavola e poi di nuovo musica a tutto volume e passi di danza, strette di mano, saluti e inviti per l’indomani.\nStesso posto, diversa esperienza Se avevamo visitato Lalish e il mausoleo comprendendo pochi dettagli, ci siamo tornati di mercoledì, giorno di festa per gli Yazidi, insieme all’ambasciatore Gazi. Abbiamo così incontrato i due Papi, baciato loro la mano imitando gesti altrui, e come bambini al catechismo abbiamo cercato di comprendere gli aspetti più intriganti di questa religione, le strutture a forma piramidale che rappresentano il sole, i nodi di tessuto che racchiudono una speranza per il futuro, e quel basamento nel quale vi sono prima gli angeli poi tutti gli esseri umani.\nGli Yazidi negli ultimi anni sono stati additati come adoratori del diavolo e perseguitati brutalmente dall’Isis. Gli uomini sono stati uccisi, le donne stuprate e private di identità, i bambini drogati, convertiti all’Islam o uccisi. Abbiamo rivolto tante domande, alle quali ci è stato risposto con gentilezza, senza bisogno di farci credere, solo con l’intento di arricchire la nostra cultura personale.\nL\u0026rsquo;onore di esser fotografati con uno dei due papi Abbiamo scoperto che la preghiera degli Yazidi si rivolge due volte al giorno al sole, pregando per il bene di tutto il mondo, di tutti i popoli, di tutti gli Yazidi e solo alla fine per il bene di se stessi, e abbiamo lasciato quello che si può definire il “Vaticano” yazida tra sorrisi e ringraziamenti, diretti a casa del principe per il pranzo, con un invito semplice e caloroso che è sembrato arrivare da persone di famiglia.\nAncora una volta abbiamo capito che nel Kurdistan Iracheno conta il rispetto prima di tutto, che ci si conosce guardandosi negli occhi e non importa se si ha indosso una felpa sgualcita e non un abito di seta. Ci siamo ritrovati in case altrui, a condividere attimi semplici, osservando i bambini giocare con quel poco che vale tanto, provando a comprendere qualche parola di una lingua sconosciuta ma non troppo.\nSiamo tornati a un altro matrimonio, abbiamo riconosciuto volti già visti, ci siamo sentiti ogni giorno meno stranieri e più esseri umani e ciò che all’inizio ci risultava nuovo diverso, i check point, i dossi maledettamente alti, i negozi sempre aperti, i cantieri sempre operativi, quel senso di “qui non potrebbe accadermi nulla di male”, è diventato sempre più parte del nostro quotidiano. Abbiamo iniziato a salutare i militari con un cenno, a superare i dossi come palline contro i birilli, a comprendere che quel riso che si mangia ogni giorno ha salvato chi è sopravvissuto fra le montagne e simboleggia il valore riservato alle cose semplici ma fondamentali. Abbiamo abbozzato brevi conversazioni, scattato foto ricordo, spento le telecamere e vissuto il momento.\nAbbiamo ascoltato racconti di chi ha perso la famiglia, di chi ha combattuto per la propria gente e la propria terra, di chi ha visto cose che non si dovrebbero nemmeno poter immaginare. Ci siamo goduti un piatto di pasta al pomodoro e gli gnocchi fatti in casa, rispondendo a quei tanti “a fra poco” che mai ci saremmo aspettati di ricevere al telefono.\nAbbiamo allentato le resistenze di chi è abituato a volersela cavare da solo a tutti i costi, accettando un affetto senza interesse e senza confini. E abbiamo detto arrivederci e grazie, noi che ormai siamo allergici agli addii, figli di un mondo che sa sempre come stupirci.\nArigatou, alla prossima.\n🇮🇹 → 🇯🇵 8247 km (in linea d\u0026rsquo;aria)\n","country":"Iraq","date":"maggio 2024","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1713011125/Articoli/Direzione%20giappone/Direzione16/iraq-yazidi-lalish-papa_eejcuo.jpg","permalink":"/blog/direzione-giappone-16-il-kurdistan-iracheno-e-pericoloso/","title":"Il Kurdistan Iracheno è pericoloso?"},{"categories":["Direzione Giappone","Viaggio in Iraq"],"contents":"Ci sarebbero così tante cose da raccontare sul Kurdistan iracheno, così tante emozioni che abbiamo vissuto e per le quali non so se troveremo mai le parole giuste. In questa puntata di Direzione Giappone vogliamo soffermarci più sulle persone che sui luoghi, che potete invece vedere nel video in calce. Speriamo che parte delle nostre emozioni e dell\u0026rsquo;affetto ricevuto da questo popolo possa arrivare anche a voi tramite le nostre parole.\nPartiamo dal principio In primis mai ci saremmo aspettati di festeggiare il Nawruz, ovvero il capodanno persiano, una delle feste più antiche del mondo. Era il 20 marzo, diluviava senza sosta, ma per le vie di Aqrah, una delle città più antiche del mondo sorta 5000 anni fa, c’erano tantissime persone intente ad allestire il cibo che si sarebbe potuto mangiare dalle 18.30, per via del Ramadan che ha limitato tantissimo la festa, altrimenti protratta per giorni e giorni.\nInsieme a Tonino, un italiano che vive in paese da 14 anni e che abbiamo conosciuto più per fortuna che per caso, abbiamo assaggiato un succo tipico del paese, un mix di gelsi e menta.\nleggi anche Kurdistan Iracheno in camper: una deviazione incredibile Inizia la magia D’un tratto la collina di fronte a noi si è trasformata. Il verde brillante della montagna che potevamo osservare dal parcheggio era avvolto nel buio, illuminato da centinaia di fiaccole che si muovevano a passo d’uomo a formare quasi delle figure geometriche.\nE poi i fuochi d’artificio, e ancora persone che suonavano tamburi e flauti, e ci siamo ritroviamo con un tè caldo fra le mani e poi una banana, senza poter dire di no, e ancora un altro tè caldo mentre intorno a noi una folla incredibile era intenta a ballare per strada, incrociando i mignoli e accennando passi di danza con i piedi.\nVerso la capitale Erbil Abbiamo lasciato Aqrah con la promessa di tornare nel parcheggio vista montagna e abbiamo raggiunto Erbil, la capitale del paese che sembra non esistere e che invece lascia il segno addosso.\nGià a distanza ci hanno accolti palazzi e grattacieli, per poi ritrovarci a passeggiare in parchi moderni e curati con statue gigantesche, e abbiamo raggiunto a piedi l’antico bazar, tra gli occhi curiosi della gente del posto. Non abbiamo fatto in tempo a scattare una fotografia alla prima moschea che subito ci hanno fatto segno di entrare, scattandosi a loro volta immagini ricordo insieme a noi.\nAbbiamo iniziato a girovagare fra le bancarelle, tra mille e più dolci fritti e tenuti a mollo in non so quante dita di sciroppo di zucchero, bottiglie contenenti succhi di colore giallo fucsia e blu fosforescente, e poi oggetti più disparati, dalle statuine in ottone ai cellulari di ultima generazione. Il tutto fra saluti, benvenuti, strette di mano e fotografie insieme ai poliziotti, ai venditori, a chi voleva solo sapere i nostri nomi.\nAbbiamo raggiunto la cittadella, l’antica città arroccata, in uno stato di confusione mentale, senza accorgerci che l’ingresso fosse chiuso per restauro. Siamo rimasti appoggiati alle sue mura, osservando la piazza centrale, la grande fontana che la occupa quasi per intero, la piccola torre dell’orologio. Ci siamo seduti con i piedi a penzoloni, come si faceva da ragazzi sui muretti, ascoltando voci, osservando gli abiti locali, le bancarelle intente a preparare il primo pasto della giornata da servire all’imbrunire. È stato in quel momento che abbiamo scritto a un ragazzo giapponese, incontrato per caso qualche giorno prima, e ci siamo dati appuntamento sotto alla moschea.\nA quel punto è stato lo strano trio straniero ad attirare l’attenzione di mezza Erbil, finché il nostro nuovo amico dal nome “drago portatore di pace” ci ha proposto di acquistare la cena d’asporto in un chioschetto e mangiare al camper. Entusiasti, ci siamo fermati di fronte a una bancarella presa letteralmente d’assalto e ci siamo allontanati con un’abbondante porzione di riso, zuppa di fagioli, zuppa di lenticchie, verdure e pane, due pezzi di pollo e meno di 10 euro da pagare in totale.\nUn souvenir tipico che potete acquistare in capitale: i dinari con il volto di Saddam La moschea più bella che abbiamo mai visto L’indomani abbiamo visitato la Moschea Grande, la più bella mai vista, un tripudio di decorazioni interne che sembrava le luci giocassero a farci l’occhiolino.\nE poi di nuovo siamo stati accolti, ci è stata offerta la cena, le persone si sono fermate per parlare con noi, mostrandoci un’accoglienza senza eguali.\nQuello che non sapevamo era che il comitato di accoglienza italiano, costituito da Tonino in primis e dall’ambasciatore yazida italiano e la sua famiglia, aveva in serbo per noi ancora qualche cartuccia per farci letteralmente innamorare del Kurdistan Iracheno e che saremmo stati invitati a due matrimoni e in innumerevoli case altrui.\nArigatou, alla prossima.\n🇮🇹 → 🇯🇵 8207 km (in linea d\u0026rsquo;aria)\n","country":"Iraq","date":"maggio 2024","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1713011125/Articoli/Direzione%20giappone/Direzione15/iraq-nawruz-fiaccolata-sotto-la-pioggia_lqdoig.jpg","permalink":"/blog/direzione-giappone-15-felice-nawruz-festeggiamo-il-capodanno-persiano-in-kurdistan-iracheno/","title":"Felice Nawruz! Festeggiamo il capodanno persiano in Kurdistan Iracheno"},{"categories":["Direzione Giappone","Viaggio in Iraq"],"contents":"Siamo andati in camper in Kurdistan Iracheno ed è stato meraviglioso! È scelta dell’ultimo minuto, taciuta per evitare inutili ansie, della quale non ci pentiremo mai e poi mai. Lasciati da parte giudizi e paure sul paese, abbiamo lasciato che fossero le persone del posto a guidarci, a permetterci di fidarci di loro, a farci emozionare e a farci scoprire cultura, religioni e tradizioni. Siamo rimasti 15 giorni, godendoci ogni attimo di stupore e facendo nostri tutti gli insegnamenti.\nVisto in 5 minuti Richiedere il visto elettronico per entrare nello stato autonomo del Kurdistan nell’Iraq del nord è stata una delle procedure più semplici mai eseguite: si va sul sito ufficiale\u0026nbsp; , una fotografia del passaporto, una nostra con sfondo bianco scattata sfruttando la lamiera non troppo pulita del van, i soliti dati personali ed ecco una mail di risposta immediata con l’approvazione.\nE si entra in un attimo Erano le 8 di mattina quando ci siamo presentati davanti alla frontiera fra Turchia e Iraq entrando dal checkpoint di Habur\\Zakho. Oltre noi solo qualche altra automobile che lentamente avanzava in attesa di intravedere sventolare una nuova bandiera. Negli uffici curdi tutti parlavano un po’ di inglese, il che ha reso semplice comprendere i passaggi da seguire: controllo visti, timbro sul passaporto, controllo del libretto del mezzo, pagamento della tassa temporanea di importazione (35 dollari).\nleggi anche Felice Nawruz! Festeggiamo il capodanno persiano in Kurdistan Iracheno Prima tappa Alqosh: la città cristiana Tutto il resto è stato spirito di adattamento: le scritte erano incomprensibili ma in qualche modo ce l’avremmo fatta. Ci siamo diretti ad Alqosh, una cittadina cristiana che mai avremmo immaginato di trovare in un paese che reputavamo quasi totalmente mussulmano. Ad ogni check point militare abbiamo dovuto fermarci, non tanto per un controllo quanto per un saluto o per dare un’occhiata curiosa dentro la nostra casa ambulante.\nPoi davanti a noi è apparso in tutta la sua maestosità il Monastero di Rabban Ormisda, costruito nel VII secolo dai membri della Chiesa cattolica caldea. Per raggiungerlo abbiamo percorso un tornante di 4 chilometri, con curve spettacolari. Purtroppo gli interni erano totalmente spogli, ma la vista e l’accoglienza della gente del posto hanno reso il tutto decisamente suggestivo.\nDal vaticano Yazida al monastero ortodosso Lasciata Alqosh dopo una notte nel piazzale della chiesa con il benestare del prete abbiamo raggiunto Lalish, in una piccola valle di montagna situata nel nord del Kurdistan, dove si trova la tomba di una figura principale della fede Yazidi. Il fatto che poi abbiamo sbagliato strada per colpa del navigatore, che ci siamo ritrovati fermi a un check point dove non capivamo cosa stesse succedendo per poi realizzare di essere alle porte dell’Iraq Federale nel quale non potevamo assolutamente entrare, non è stato un grosso problema: con la calma abbiamo risolto tutto e percorrendo una strada di montagna immersa nel nulla, anzi in una tavolozza di colori, ci siamo ritrovati al cospetto del Mar Mattai, un monastero ortodosso fondato nel 363 durante il periodo delle persecuzioni in cima al monte Alfaf. Lo abbiamo visitato in totale silenzio, immersi nella nebbia, circondati da pezzi di storia.\nDato che eravamo stanchi abbiamo tentato di dormire nel piccolo paese alle pendici della montagna, dove l’unico spiazzo in asfalto era un parcheggio situato nel retro di una chiesa. Abbiamo suonato il campanello e ci ha accolti una donna invitandoci a entrare per un tè, senza darci modo di rifiutare. In casa non c’era elettricità fino alle 18, così siamo rimasti al buio, sorseggiando la bevanda e osservando le due bimbe di casa intente a giocare nella penombra. Di lì a poco sono arrivati il marito della donna e un prete ortodosso e l’invito a cena è stato solo una semplice conseguenza. L’indomani ci siamo salutati con mille strette di mano, con un abbraccio fra donne che è valso più di mille parole, con un grazie che non sarà mai abbastanza.\nQuello che non sapevamo era che quello sarebbe stato solo l’inizio di un’avventura incredibile nel Kurdistan Iracheno.\nArigatou, alla prossima.\n🇮🇹 → 🇯🇵 8272 km (in linea d\u0026rsquo;aria)\n","country":"Iraq","date":"maggio 2024","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1713011125/Articoli/Direzione%20giappone/Direzione14/iraq-bandiera_asuu7j.jpg","permalink":"/blog/direzione-giappone-14-kurdistan-iracheno-in-camper-una-deviazione-incredibile/","title":"Kurdistan Iracheno in camper: una deviazione incredibile"},{"categories":["Podcast"],"contents":"Storie di starordinaria follia è un podcast nato un po’ per caso, un po’ grazie a un’intuizione, un po’ perché c’è ancora chi ha voglia di raccontare e ascoltare cose belle. Quando abbiamo risposto a Simone di Radio Italiana 531\u0026nbsp; non ci aspettavamo che sarebbe nata quasi un’amicizia spontanea, a chilometri di distanza.\nIl suo entusiasmo è stato incredibile: da una semplice intervista ha deciso di donarci il suo tempo prezioso, di fare di quella condivisione che noi amiamo un podcast fruibile per tutti su Spotify, di farci qualche domanda in più, anche quelle scomode che però c’è chi non ha il coraggio di porre.\nAbbiamo accettato con gioia, onorati e curiosi di vedere cosa ne sarebbe uscito.\nDi che si parla? La prima puntata racconta i nostri 2 mesi e mezzo in Turchia, il nostro approccio con l’Asia, l’emozione di un volo in mongolfiera e di un sogno avveratosi senza spendere una fortuna, di luoghi che mai avremmo pensato di visitare in paese.\nCuriosi? Ascolta qui la prima puntata!\n","country":"Turchia","date":"maggio 2024","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1716102319/Articoli/Blog/podcast-1_hnxu71.png","permalink":"/blog/podcast-storie-di-straordinaria-follia-puntata-1-turca/","title":"Storie di straordinaria follia: Puntata Turca"},{"categories":["Direzione Giappone","Viaggio in Turchia"],"contents":"Mardin è una città a dir poco enorme arroccata su di una collina e il suo quartiere antico viene spesso paragonato alla Matera italiana da chi lo abita.\nA noi è sembrato più un presepe illuminato di notte, mentre di giorno ci ha ricordato le città che avevamo imparato a conoscere a occhi chiusi in Marocco: un dedalo di stradine, case color ocra, tetti piatti e dietro ogni serranda qualcuno intento a vendere qualcosa.\nBentornati passaporti È nella parte moderna della cittadina che abbiamo trovato cosa ci serviva: in primis i nostri passaporti tornati intatti e con un visto in più, quello per la Russia, poi un gentile ragazzo che parlava inglese e che ci ha aiutati a scoprire dove comprare la miglior versione del güllaç, un dolce preparato durante il Ramadan a base di riso cotto nel latte. Ci rimaneva una cosa però da fare ancora a Mardin, cioè raggiungere un monastero ortodosso in cima a un’altra collina.\nIl monastero dello zafferano Il Deyrulzafaran, o monastero dello zafferano per via della pianta che cresce a dismisura nei territori attorno, si può visitare solo prendendo parte a gruppi guidati e la fortuna ha voluto che ne partisse uno nel momento in cui siamo arrivati. Se nella chiesa superiore vi sono simboli a noi noti, è stato in una stanza sotterranea, tutta incastonata nella pietra, che il nostro sguardo si è soffermato su di una piccola fessura un tempo rivolta verso il sole, il dio pagano. Per la notte ci siamo fermati nel piazzale del monastero, dove a turno sono passati a salutarci i gendarmi, assicurandoci che avrebbero badato loro a ogni nostra necessità.\nDara, la perla nascosta Poco distante da Mardin si può visitare anche l’antica cittadina di Dara, la miglior complice che potessimo desiderare per spezzare il viaggio: immersa fra campi verdi brillanti, con un cielo che ricorda l’Irlanda, permette di vagare nelle terre rese fertili dal vicino Tigri e di immaginarsi il confine ultimo dell’impero romano, in quella che a tutti gli effetti veniva denominata la Efeso d’Oriente. La Necropoli e l’acquedotto sono i resti meglio conservati, mentre le mura cittadine creano oggi giorno quasi un canyon all’interno del quale perdere l’orientamento.\nDi lì in poi abbiamo la strada, sempre dritta, costeggiata a tratti dai campi, a tratti dal compagno dell’Eufrate citato in frasi ripetute a memoria da bambini, finché non ci siamo fermati esausti in un parcheggio custodito per camion, trovando timidamente un posto per il nostro van che sembrava una formica in mezzo a un gruppo di elefanti.\nUltimo step: richiedere il visto elettronico per il prossimo paese!\nArigatou, alla prossima.\n🇮🇹 → 🇯🇵 8484 km (in linea d\u0026rsquo;aria)\n","country":"Turchia","date":"maggio 2024","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1713011125/Articoli/Direzione%20giappone/Direzione13/mardin-vista-citta_hn46sr.jpg","permalink":"/blog/direzione-giappone-13-mardin-due-passi-per-la-matera-turca-e-verso-un-nuovo-confine/","title":"Mardin: due passi per la Matera turca e verso un nuovo confine "},{"categories":["Direzione Giappone","Viaggio in Turchia"],"contents":"Sapevi che in Turchia si trova un monte sulla cui sommità sono state erette alcune statue più alte di noi umani? Scopriamolo insieme il monte Nemrut con le sue famose statue Nemrut Dagi e calpestando, niente meno, che la neve!\nUna strada spettacolare La strada per raggiungere il monte Nemrut è spettacolare, immersa fra campi e colline, fino a raggiungere le rocce e quei tratti più in pendenza nei quali non abbiamo incontrato anima viva. Al parcheggio abbiamo scoperto che il sito era a pagamento e si poteva raggiungere in auto la prima terrazza, dove la neve si era quasi del tutto sciolta mentre gli scorsi inverni durava fino a maggio. Impotenti di fronte ai dubbi sul futuro di questi luoghi ci siamo incamminati lungo gli ultimi 600 metri, percorribili invece solo a piedi. Il panorama attorno era magnifico: una vista a 360° sul circondario.\nInizia la scalata Abbiamo iniziato a percorrere fiduciosi gli scalini posti sul lato est, convinti che al ritorno avremmo percorso il versante ovest. D’altronde non c’era nessuno a cui chiedere informazioni, eravamo soli in mezzo alla natura. Intanto gli scalini in muratura hanno lasciato spazio alle rocce, finché anche queste sono state sostituite dalla neve: uno strato sottile, ghiaccio al di sotto, manto morbido al di sopra. La parete era abbastanza scoscesa, sotto di noi nessun parapetto, solo il burrone dritto per dritto.\nSi vola giù, dritto per dritto\u0026hellip;\nUn accenno di corda sbucava un po’ più in alto ma era impossibile da raggiungere. Eravamo a 2000 metri, intorno tutto luccicava mentre ci aggrappavamo alla neve pregandola di esserci amica. Nell’ultimo tratto abbiamo dovuto arrampicarci, cercando di non voltarci a guardare nel vuoto. E infine eccolo il Nemrut Dagi, con le sculture volute da Re Antioco I più di 3000 anni fa, delle quali oggi restano i corpi seduti sui troni e le teste a un livello inferiore.\nCi siamo seduti per un istante, restando senza parole, e ci è sembrato quasi di aver raggiunto un traguardo, di aver scalato una paura oltre che una montagna.\nVuoi scoprire come abbiamo fatto a scendere? Preparati a scene rocambolesche cliccando sul video qui sotto!\nArigatou, alla prossima.\n🇮🇹 → 🇯🇵 8484 km (in linea d\u0026rsquo;aria)\n","country":"Turchia","date":"maggio 2024","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1713011125/Articoli/Direzione%20giappone/Direzione12/nemrut-dagi-statue-intere.jpg","permalink":"/blog/direzione-giappone-12-nemrut-dagi-con-i-piedi-nella-neve-turchia/","title":"Nemrut dağı: con i piedi nella neve in Turchia "},{"categories":["Direzione Giappone","Viaggio in Turchia"],"contents":"Hai mai desiderato salire su una mongolfiera? Magari anche in Cappadocia, sorvolando quelle valli meravigliose costellate di rocce chiamate camini delle fate?\nNoi abbiamo realizzato il nostro sogno, nel periodo migliore dell’anno. Scopriamo insieme qualche segreto per non spendere troppi soldi e vivere una fantastica esperienza!\nQuando andare? Era il 28 febbraio e ci siamo svegliati a bordo del nostro camper nella cittadina di Goreme alle 5 del mattino. Alle 5.35 eravamo pronti nel piazzale dove è venuto a prenderci come da accordi un pulmino per turisti. Ci siamo vestiti a strati come se avessimo dovuto andare a sciare, per fronteggiare il freddo in quota. Il cielo era buio, pieno di stelle. Gli occhi ancora socchiusi, le palpebre gonfie, segno di ore di sonno mancate.\nErano le 6 e mezza quando abbiamo terminato il giro per far salire a bordo altri turisti, tutti mezzi addormentati, e ci hanno consegnato un pacchettino contenente un mini croissant al cioccolato e uno snack salato.\nPoi finalmente si sono accese luci ad intermittenza tutto attorno a noi, quelle del fuoco pompato dal gas.\nUna sessantina di palloncini colorati hanno iniziato a muoversi, a gonfiarsi poco a poco, mentre salivamo a bordo delle ceste seguendo le istruzioni. Tutti in silenzio, tutti con l’emozione che chiudeva la gola e non lasciava trapelare parola. Ci siamo sollevati da terra senza accorgercene. Nessuno strattone, nessun vuoto nello stomaco. Eravamo leggeri come uccellini, mentre la terra diventava lontana, mentre salivamo su, sempre più su. Un’emozione difficile da spiegare. A tratti i tetti delle case erano così vicini che si potevano quasi sfiorare con le dita, e subito dopo sembravano irraggiungibili.\nE poi le rocce delle vallate, anche loro sempre più vicine e poi lontane, in uno zigzagare di movimenti, mentre il pilota tirava fili di qua e di là e gli occhi non sapevano più in che direzione accaparrare immagini da fissare nei ricordi migliori. In un attimo sono comparsi i raggi del sole, illuminando i palloncini colorati, ricreando ciò che eravamo soliti ammirare in immagini digitali, mentre dondolavamo all’alba in quell’arcobaleno di colori che tingevano il cielo. A bordo con noi una ventina di turisti, con i quali abbiamo brindato una volta scesi a terra, stringendo fra le mani il nostro attestato di volo.\nMa quindi quanto costa? Bando alle emozioni, veniamo alle informazioni tecniche.\nQuanto abbiamo speso? 55 euro a testa. Tieni presente che dal mese di marzo i prezzi si alzano notevolmente e d’estate la domanda può arrivare anche a 300 euro a testa. Quando abbiamo prenotato e dove? Abbiamo prenotato il giorno prima tramite Mustapha, che ha un’agenzia a Goreme (si può contattare su whatsapp al numero +905444727355 e parla un po’ di italiano) Quanto dura il volo? Circa un’ora. Possono volare tutti? Di solito i bambini con meno di 6 anni non possono volare. Decide lui!\nQuante mongolfiere volano? In bassa stagione una sessantina, in alta stagione circa 200. Si vola tutti i giorni? No, purtroppo fino alla sera prima non si può avere certezza del volo. Se il vento non è favorevole non si può volare per motivi di sicurezza. Ne vale la pena? ..assolutamente sì! Vola insieme a noi qui!\nArigatou, alla prossima.\n🇮🇹 → 🇯🇵 8941 km (in linea d\u0026rsquo;aria)\n","country":"Turchia","date":"maggio 2024","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1713011125/Articoli/Direzione%20giappone/Direzione11/cappadocia-le-mongolfiere_wbatfp.jpg","permalink":"/blog/direzione-giappone-11-cappadocia-in-mongolgiera-il-periodo-migliore/","title":"Cappadocia in Mongolfiera: il periodo migliore"},{"categories":["Direzione Giappone","Viaggio in Turchia"],"contents":"Hai mai sentito parlare dei dervisci rotanti se non nella famosa canzone italiana? Siamo andati a scoprirli a Konya, che si è rivelata una città turca in continua evoluzione, con tram, palazzi moderni e negozi in cui trovare di tutto, un bazar elegante e ordinato, moschee incredibili e dove non si può non fare un salto al Mausoleo di Rumi, fondatore dell’ordine dei dervisci rotanti, anche se non si è religiosi. Non è solo una meta di pellegrinaggio ma anche un luogo in cui l’architettura è impreziosita da maioliche e oggetti di un tempo lontano.\nUn spettacolo ipnotico Non perderti lo spettacolo delle ore 19 del venerdì sera!\nOgni settimana infatti, al “Mevlana Cultural Center”, si può assistere all’ufficiale spettacolo dei dervisci rotanti, coloro che ancora oggi portano avanti una pratica di meditazione profonda, che mira a raggiungere la purificazione allontanandosi dall’ego. Di fronte a noi, in quella sala con le poltroncine rosse, vi era una piccola orchestra. Nel palco centrale una trentina fra uomini, ragazzi e bambini in semicerchio, vestiti prima di nero poi di bianco.\nAll’improvviso** hanno iniziato a ruotare tutti su se stessi, sfidando le vertigini**, concentrandosi sul movimento e su Dio, senza sfiorarsi mai, senza sbandare mai, senza sbagliare mai. È stata una danza ipnotica, di piedi che si muovevano con precisione, di abiti che svolazzavano, di mani che si elevavano verso l’alto, di volti con occhi chiusi che abbozzavano espressioni beate.\nA noi è parso di assistere a una sfida nei confronti della forza gravitazionale, in uno spettacolo tutto da ammirare. Prezzo del biglietto? 1,50 euro a testa, che per un’ora di esibizione ne vale davvero la pena!\nVuoi vedere il nostro tentativo di vorticare come è andato a finire? Eccoti il video!\nArigatou, alla prossima.\n🇮🇹 → 🇯🇵 8941 km (in linea d\u0026rsquo;aria)\n","country":"Turchia","date":"maggio 2024","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1713011125/Articoli/Direzione%20giappone/Direzione10/dervisci-rotanti-capo_aofl3e.jpg","permalink":"/blog/direzione-giappone-10-konya-la-citta-turca-dei-dervisci-rotanti/","title":"Konya: la città turca dei dervisci rotanti"},{"categories":["Direzione Giappone","Viaggio in Turchia"],"contents":"Tra tutti gli \u0026ldquo;upgrade\u0026rdquo; realizzati sul nostro van 540 uno dei più emozionanti è stato appiccicare l’adesivo con la scritta “Road to Japan”. Abbiamo atteso tanto per realizzarlo, fino a quando non abbiamo avuto un po’ di certezze necessarie, come quelle relative all’ottenimento dei visti per la Russia.\nCosì, quando siamo arrivati ad Antalia e abbiamo spedito i passaporti abbiamo deciso di metterci all’opera. Mentre Paolo guidava ho aperto l’applicazione di Canva e ho realizzato la scritta: semplice e pulita, con i colori della bandiera, con un cerchio “spreciso”, un po’ a simboleggiare il nostro viaggio imperfetto ma unico nel suo genere.\nVolevamo iniziare a dare un senso a questa avventura, che può contare nulla ma che per noi è vita quotidiana. Così abbiamo cercato un’officina e fra passanti e poliziotti curiosi, mentre il nostro gatto Sakè controllava i lavori da dietro al finestrino, in meno di dieci minuti la stampa era parte integrante della carrozzeria.\nMa non solo Su consiglio di Franco, un caro amico \u0026#34;malato di viaggi\u0026#34;\u0026nbsp; , abbiamo anche fatto stampare la scritta Italia. “Italiani gente buona” pare si dica nel mondo, e dato che nessuno riconosce quella I sulla targa, anzi a volte viene confusa con quella dell’Iran, tanto valeva tentare. Noi in ogni caso continueremo a scendere dal van con il sorriso, il nostro miglior passe-partout là fuori nel mondo.\nArigatou, alla prossima.\n🇮🇹 → 🇯🇵 9128 km (in linea d\u0026rsquo;aria)\n","country":"Turchia","date":"maggio 2024","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1713011125/Articoli/Direzione%20giappone/Direzione9/upgrade-al-van_vpnjk8.jpg","permalink":"/blog/direzione-giappone-9-tempo-di-upgrade/","title":"Tempo di upgrade!"},{"categories":["Portogallo in Camper","Itinerari"],"contents":"Vuoi scoprire Porto in un solo giorno?\nDurante il nostro viaggio in camper in Portogallo abbiamo deciso di visitare anche questa città affacciata sul Douro, famosa per i suoi azulejos, il vino Porto e la malinconia del fado.\nNonostante la pioggia, abbiamo passeggiato tra i vicoli storici e scoperto le attrazioni principali. Ecco l’itinerario a piedi per visitare Porto in un giorno, con consigli pratici su dove parcheggiare il camper e cosa non perdere.\nTabella dei contenuti Dove parcheggiare il camper o l’auto a Porto Itinerario per visitare Porto in 1 giorno 1. Quartiere della Ribeira e Ponte Dom Luís I 2. Chiesa di San Francesco 3. Palácio da Bolsa 4. Rua dos Mercadores, Rua das Flores e Torre dos Clérigos Pausa gastronomica: cosa mangiare a Porto Continuando l’itinerario di Porto in un giorno 5. Libreria Lello e Irmão 6. Mercado do Bolhão 7. Capela das Almas 8. Stazione di São Bento 9. La Cattedrale di Porto (Sé) Conclusione del nostro itinerario a Porto Dove parcheggiare il camper o l’auto a Porto Per la sosta libera abbiamo utilizzato questo parcheggio\u0026nbsp; , a circa 40 minuti a piedi dal centro.\nIn alternativa, puoi sostare in un campeggio nei dintorni e raggiungere la città con i mezzi pubblici.\nItinerario per visitare Porto in 1 giorno 1. Quartiere della Ribeira e Ponte Dom Luís I Dal parcheggio abbiamo attraversato il Ponte Dom Luís I, simbolo della città, raggiungendo la Ribeira, cuore storico di Porto e Patrimonio Unesco.\nTra facciate colorate, botteghe e piazzette, qui puoi anche imbarcarti sui barcos rabelos, storiche imbarcazioni che trasportavano il vino Porto.\n2. Chiesa di San Francesco Esternamente semplice, ma con interni ricoperti da oltre 100 kg d’oro: un contrasto con il messaggio di povertà del santo a cui è dedicata. Noi abbiamo preferito non entrare.\n3. Palácio da Bolsa Affacciato sulla piazza della Chiesa di San Francesco, era il centro degli scambi commerciali internazionali. Vale una visita per gli interni eleganti.\n4. Rua dos Mercadores, Rua das Flores e Torre dos Clérigos Passeggia lungo queste due vie storiche fino alla Torre dos Clérigos, da cui, se sali, puoi ammirare Porto dall’alto.\nleggi anche Portogallo on the road con animali | Guida e itinerari Pausa gastronomica: cosa mangiare a Porto La cucina tipica include trippa, baccalà in tutte le varianti e la famosa francesinha.\nNoi abbiamo scelto uno street food: pastéis de bacalhau, crocchette di baccalà, patate e formaggio.\nPer il vino Porto, attraversa il ponte e raggiungi Vila Nova de Gaia, sede delle cantine storiche.\nContinuando l’itinerario di Porto in un giorno 5. Libreria Lello e Irmão Una delle librerie più belle del mondo, resa celebre anche da Harry Potter. Ingresso: 5 €, rimborsabili con l’acquisto di un libro (prenotazione online qui\u0026nbsp; ).\n6. Mercado do Bolhão Mercato coperto dove scoprire prodotti tipici e fare una pausa al riparo dalla pioggia.\n7. Capela das Almas Piccola chiesa ricoperta di azulejos bianchi e blu raffiguranti scene religiose.\n8. Stazione di São Bento Ospita oltre 20.000 azulejos che raccontano la storia dei trasporti fino all’arrivo del treno. Una tappa imperdibile.\n9. La Cattedrale di Porto (Sé) Da qui si ammira una splendida vista sul fiume Douro e sui tetti della città. Al centro della piazza, un’antica colonna un tempo usata come gogna.\nConclusione del nostro itinerario a Porto Il nostro tour di Porto in un giorno si è concluso alla Cattedrale, da cui siamo scesi alla Ribeira per tornare al camper.\nNonostante il maltempo, Porto ci ha conquistati con il suo fascino malinconico e i suoi scorci pittoreschi.\nTi aspettiamo nei commenti: raccontaci se anche tu hai visitato Porto e quali luoghi ti hanno colpito di più.\n","country":"Portogallo","date":"maggio 2024","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1754641823/Articoli/turchia/Europa/porto-in-camper_xkrtwd.png","permalink":"/blog/porto-un-giorno-itinerario-cosa-vedere/","title":"Porto in un giorno: itinerario completo e cosa vedere"},{"categories":["Direzione Giappone","Viaggio in Turchia"],"contents":"Lo sapevi che lungo la costa turchese della Turchia si trovano alcune spiagge spettacolari? Patara Beach è una di queste. Ma andiamo con ordine!\nAlla ricerca del deserto Turco Un mattino ci siamo ritrovati lungo una strada che si stringeva sempre di più, dove l’asfalto lasciava spazio a terreno e pietre, fino a trovare il piazzale perfetto, affacciato sulle dune di Patara. Davanti a noi il deserto, di nuovo, ancora. Una costante del nostro viaggio. Come il cielo, la terra, il mare.\nAbbiamo raggiunto la prima duna, la seconda, la terza, in un sali e scendi in cui arrancare, in cui ogni passo era conquista verso la costa. Finché le mani non hanno trovato l’acqua, finché un’onda prepotente non ha invaso le nostre scarpe e la nostra risata creava un’eco, mentre tornavamo indietro ritrovando la via attraverso granelli di sabbia dorati, gli stessi che d’estate ospitano il nido di migliaia di tartarughe.\nAl piazzale c’erano il nostro van, una coppia di inglesi, i turchi. E poi ancora i tedeschi e infine due francesi. È iniziato così il gioco dei nomi: Frieda e Sebastian, Gulcesa e Orkan, Pauline e Gabriel, Kaya e Ross. Tatuati nel cuore. Mentre parlavamo grazie a quell’inglese che ha il potere talvolta di accorciare le distanze il sole infuocava il cielo, come a voler in qualche modo illuminare il destino che ognuno di noi affidava al vento e confidava a un gruppo diventato ben presto famiglia allargata. E poi il legno, il fuoco che si alimenta, mentre nuovi discorsi prendevano forma, mentre ardeva il desiderio di scoprire quanto più possibile le storie altrui, sotto un cielo trasformatosi in tetto stellato. Purtroppo non abbiamo potuto fermarci molti giorni perché l’indomani un fuoco divampato nella valle vicina ci ha costretti a fuggire in piena notte per lasciare spazio alle unità di soccorso qualora avessero avuto bisogno e poi ha iniziato a piovere, rendendo la strada un accesso per noi quasi impossibile.\nSi può sostare con il camper a Patara Beach?\nSì, e anche gratuitamente, tranne in estate, periodo nel quale nidificano migliaia di tartarughe marittime.\nE i dintorni? Se vuoi visitare anche i dintorni di Patara Beach eccoti alcuni consigli:\nFethiye: con le sue tombe scavate nella roccia. Uno spettacolo a cielo aperto. A pochi chilometri si può raggiungere la spiaggia di Oludeniz. Pinara: un sito archeologico meraviglioso, con il suo teatro romano incastonato nella roccia e attorniato da prati verdi, una stradina che sale verso le antiche tombe realizzate completamente nella roccia della montagna, i resti di un tempio di Afrodite con rocce di forma fallica. Kas: una città carina da visitare, molto turistica, ma con un anfiteatro con vista mare stupendo! Monte Chimera: per raggiungerlo abbiamo attraversato strade incastonate fra le montagne, con ruscelli ingrossati ai bordi, sotto a un cielo spettrale con fulmini che illuminavano da lontano il mare. Uno spettacolo, seppur a tratti spaventoso. Ci siamo parcheggiati vicino alle barche in rimessaggio e ci siamo addormentati fra tuoni, boati e gocce rumorose. È stato solo quando ci siamo accertati che non avrebbe più piovuto fino a sera che abbiamo deciso di visitare la valle alle nostre spalle, dove ci si incammina per un chilometro su scalini creati nelle rocce, tutti a debita e faticosa distanza tra di loro fino a raggiungere quei fuochi naturali che rendono questo luogo speciale. Il Monte Chimera è noto per la presenza di gas naturali nel sottosuolo che alimentano fiamme sempre presenti, mentre il suo nome lo lega all’antico mostro mitologico dal corpo di leone con una testa di capra sulla schiena e la coda di serpente. Fortunatamente siamo arrivati in cima in compagnia di un innocuo gattino dal pelo bruciacchiato, mentre la luce del giorno mascherava ancora la magia del posto. Poi d’improvviso si è spalancata una finestra naturale di fronte a noi, con il tramonto che tingeva il mare di mille e più colori, tra il crepitio del fuoco e il calore delle fiamme. Arigatou, alla prossima.\n🇮🇹 → 🇯🇵 9268 km (in linea d\u0026rsquo;aria)\n","country":"Turchia","date":"maggio 2024","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1713011125/Articoli/Direzione%20giappone/Direzione8/patara-beach_e1t5ol.jpg","permalink":"/blog/direzione-giappone-8-la-piu-bella-spiaggia-della-turchia-patara-beach/","title":"La più bella spiaggia della Turchia: Patara Beach"},{"categories":["Direzione Giappone","Viaggio in Turchia"],"contents":"Uno dei siti più visitati in tutta la Turchia, Pamukkale, il famoso “Castello di Cotone” con rocce bianche e terme a disposizione di tutti, merita davvero una sosta?\nChe spettacolo C’erano zero gradi al mattino presto quando abbiamo provato a scoprirlo. Paolo è uscito con i soli occhi esposti all’aria gelida, per lanciare il drone e vedere se davvero le vasche in travertino con acqua termale nelle quali un tempo ci si poteva tuffare erano davvero ormai prosciugate.\nQuando è tornato con le conferme che temevamo abbiamo deciso di andare a fondo e scoprire cosa fosse successo in questi luoghi.\nDi chi è colpa? Erano gli anni ’50 e a quanto pare alcuni geni dell’edilizia avevano deciso di costruire diversi hotel sulle rocce, raggiungibili attraverso un’innovativa strada asfaltata percorribile non solo a piedi ma anche in bicicletta e in moto. Data la mole di turismo attratta gli hotel usarono l’acqua tutta a disposizione per confortare gli ospiti, mentre i detergenti per le docce rovinarono le rocce di colore bianco e quando tutte le strutture vennero demolite quello che rimase erano vasche di colore nero.\nChe poi le vasche ci sono ma sono solo queste\nCosa resta quindi oggi da fare a Pamukkale? Una passeggiata a pagamento attraverso le vasche originarie svuotate, per far sì che il sole possa sbiancarle di nuovo, e alcune vasche artificiali riempite d’acqua in momenti prestabiliti, oltre a visitare il sito storico di Hyerapolis.\nNoi abbiamo deciso di non contribuire a rovinare un sito distrutto negli anni e camminando un po’ qua e un po’ là nei dintorni abbiamo scoperto alcune piccole piscine di uno splendore unico, lontane dal percorso turistico. Siamo rimasti lì in piedi, di fronte a quel candore, all’acqua azzurra che riflette il colore del cielo, al luccichio dato dai raggi del sole, a goderci ancora una volta un silenzioso spettacolo della natura.\nPerò dormire qui è uno spettacolo!\nVuoi scoprire di più in tempo quasi reale insieme a noi?\nArigatou, alla prossima.\n🇮🇹 → 🇯🇵 9161 km (in linea d\u0026rsquo;aria)\n","country":"Turchia","date":"maggio 2024","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1713011125/Articoli/Direzione%20giappone/Direzione7/pamukkale-vasche-drone_otbpse.jpg","permalink":"/blog/direzione-giappone-7-pamukkale-ne-vale-davvero-la-pena/","title":"Pamukkale: Tra rovine e bellezza nascosta, vale la pena visitarla?"},{"categories":["Direzione Giappone","Viaggio in Turchia"],"contents":"Continuano le nostre avventure e in quest\u0026rsquo;episodio di Direzione Giappone, sempre dalla Turchia, siamo arrivati in una delle località più turistiche del paese ovvero Efeso! Ma varrà il caro prezzo oppure conviene puntare a qualcosa di meglio li vicino?\nEfeso e l\u0026rsquo;imponente biblioteca di Celso Poter varcare la soglia di Efeso di prima mattina, ammirare la biblioteca di Celso, immaginarne i 12000 volumi in pergamene, sedere sugli spalti che un tempo permettevano l’accesso a 24000 persone, camminare lungo la via all’epoca costellata di negozi e sentir risuonare solo l’eco dei nostri passi non ha avuto prezzo, se non quello del biglietto ovviamente, un po’ troppo caro secondo noi per gli standard turchi.\nOggi giorno abbiamo scoperto che qualsiasi attrazione o museo in Turchia si paga, e anche tanto.\nIl prezzo del biglietto per visitare le rovine di Efeso è di 21 euro a persona (Febbraio 2024), escluse le ville con i mosaici, per le quali occorre pagare un ticket aggiuntivo.\nNe è valsa la pena? Scopri nel video le nostre emozioni a caldo!\nE ricorda che abbiamo sfruttato una giornata con pochi turisti e lasciato il camper a un chilometro circa di distanza per non dover pagare anche il biglietto del parcheggio.\nC\u0026rsquo;è di meglio? Non ti interessano le rovine? Eccoti allora 3 cose da fare nei dintorni di Efeso senza spendere un euro.\nPasseggiare per il grande mercato di Selkuk il sabato mattina, osservando bancarelle colorate con yogurt a formaggi stagionati conservati sotto forma di scaglie nelle pelli di pecora, olive verdi, nere e addirittura fucsia, frutta, verdura, frutta secca e uova a volontà. Noi siamo stati coccolati da un simpatico signore allontanandoci con le pance piene di mandole, anacardi, nocciole, arachidi e vai a sapere cos’altro: vietato dire di no. Raggiungere Sirince, un piccolo borgo antico di stampo greco, immerso nelle montagne turche, con casette bianche incastonate fra il marrone della roccia e il verde degli alberi, il tutto avvolto nel fumo che fuoriesce dai comignoli. Attenzione a non cadere nella trappola di banchetti acchiappaturisti! Visitare Matematik, un luogo che accoglie ogni anno studenti interessati alla matematica, che qui trovano professori volontari, dormitori con letti a castello, aule ricavate in piccole stanze, un refettorio con tavoli in legno e tovaglie a quadri. La libreria è il pezzo forte: realizzata probabilmente sulla falsa riga delle scene descritte dalla Rowling nella saga di Harry Potter, con la grande scala in legno al fondo che sembra poter cambiare direzione quando le pare, ora verso tutti i libri stivati nelle pareti, ora verso la grande vetrata. Anche i bagni hanno un non so che di magico: dai rubinetti in ceramica bianca rigorosamente all’aperto sembra esser pronta ad uscire in qualsiasi istante Mirtilla Malcontenta. E infine lei, la Mc Granitt, seduta sulla sedia da professoressa, intenta a fare le fusa. Un gatto in una classe con una stufa a legno al fondo: a chi non verrebbe voglia di ricominciare a studiare? A chi forse ancora non ha visto l’auditorium, ovvio. Una gigantesca lavagna che si affaccia su di una platea con seggiolini monoposto, sul cui retro non si trova un muro ma un panorama degno di boschi e profili montuosi.\nArigatou, alla prossima.\n🇮🇹 → 🇯🇵 9291 km (in linea d\u0026rsquo;aria)\n","country":"Turchia","date":"maggio 2024","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1713011125/Articoli/Direzione%20giappone/Direzione6/efeso_2_skvo6s.jpg","permalink":"/blog/direzione-giappone-6-efeso-ne-vale-davvero-la-pena/","title":"Efeso: ne vale davvero la pena?"},{"categories":["Direzione Giappone","Viaggio in Turchia"],"contents":"La terza città più grande della Turchia, Smirne, ci ha accolti a distanza con il profilo dei grattacieli e dei palazzi che si affacciano sul golfo omonimo, con il traffico in spaventoso aumento, con i suoi viali enormi. Ci avrà convinto?\nAlla ricerca del locale perfetto Siamo arrivati in centro per l’ora di pranzo, giusto in tempo per iniziare a camminare fra la gente del posto, i lavoratori di quartiere, chi fugge dal posto di lavoro per un attimo di condivisione. Abbiamo infilato le gambe sotto a un tavolo in legno, sul quale ci attendevano sottaceti e fette di pane, a portata di tutti. Il menù appeso sul muro a lato.\nAbbiamo optato per un piatto completo di riso, zuppa di fagioli e salsa di yogurt con cetrioli e un doner kebab, carne e insalata in una piadina arrotolata.\nTutti attorno a noi sorridevano, mentre i piatti arrivano su vassoi come quelli di una mensa, condotti da una donna gentile, che alla fine ci ha fatto pagare cinque euro comprensivi della cordialità.\nAlla scoperta di questa metropoli Fra le vie di questo quartiere centrale ma non troppo abbiamo avuto un piccolo assaggio anche della street art cittadina, di quei colori che ravvivano i muri dei palazzi ammorbidendone lo stile. È stato sul lungomare che abbiamo notato un’evoluzione pazzesca di questa città che sembra voler puntare solo al futuro, dove ormai anche i piccoli simboli del passato si perdono fra i dettagli moderni, dove lo spirito arabescante si è perso, lasciando spazio alla vendita di qualsiasi cosa. Meritano uno sguardo il gratuito museo dedicato ad Atatuk, il padre fondatore della Turchia, la moschea più piccola della cittadina, con un solo minareto, la torre dell’orologio.\nForse solo la moschea di Hisar, incastonata fra le vie del bazar, ci ha permesso di osservare ancora qualcosa di autentico. Siamo entrati separati, Paolo al piano di sotto, io a quello di sopra. Ancora una volta i tappeti morbidi si sono tramutati in un massaggio alle dita dei piedi, il silenzio un momento perfetto per allentare la pressione di tutti gli stimoli cittadini.\nNon siamo rimasti che più di un paio d’ore, per spostarci e scoprire qualcosa di più sul passato di questo paese.\nArigatou, alla prossima.\n🇮🇹 → 🇯🇵 9263 km (in linea d\u0026rsquo;aria)\n","country":"Turchia","date":"maggio 2024","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1713011125/Articoli/Direzione%20giappone/Direzione5/smirne_ykcryb.jpg","permalink":"/blog/direzione-giappone-5-smirne-mezza-giornata-nella-citta-turca/","title":"Smirne: mezza giornata nella terza città più grande della Turchia"},{"categories":["Direzione Giappone","Viaggio in Turchia"],"contents":"Sapevate che in Turchia la colazione è un vero e proprio rituale? È per questo che abbiamo deciso di provarla in un luogo lontano dalle rotte turistiche, uno di quei posto dove chi cucina sa il fatto suo e chi si siede a tavola va a colpo sicuro. Mettetevi comodi e buon appetito!\nParola d\u0026rsquo;ordine: Kahvaltı Dopo aver lasciato vagare l’immaginazione in un tempo perduto fra le rovine di Atandros abbiamo deciso di assaggiare la colazione turca in un locale trovato lungo la strada, entrando attraverso pareti realizzate con tendoni di plastica e ritrovandoci in quello che sembrava un salotto con annessa cucina di casa.\nUna stufa al centro, un unico tavolo, un calcio balilla, un vecchio divano, un dondolo. Ci hanno accolti sorridendo un uomo e una donna, mentre tentavamo di ordinare:\n“bir kahvalti” (una colazione)\n“Cay? Tè?”\nSi fa così qui, si beve tè nell’attesa.\nNon sappiamo stare fermi Non siamo riusciti a rimanere con le mani in mano, incuriositi dalla danza che iniziava nella stanza alle nostre spalle. Sul tavolo centrale sono apparsi pomodori, peperoni, olive, contenitori in vetro dai colori più disparati, un salame, uova, fettine di patata da rosolare in un padellino, il pane da tagliare a fette. È comparso anche un rotolo di carta igienica e mentre spalancavo gli occhi incredula ho scoperto che sarebbe servito per pulire le lame dei coltelli. Siamo tornati a bere il tè, senza rovinare un ritmo che non ci competeva, scaldandoci vicino alla stufa. In meno di mezz’ora il tavolo si è riempito di ogni ben di dio!\nFormaggio, verdure cotte, verdure crude, miele, marmellata d’uva, marmellata di fichi, pane, salame cotto, uova strapazzate, peperoni cotti con altro formaggio (forse), olive verdi, olive nere, burro, pomodori sott’olio, patatine fritte, gozleme o meglio noto come pancake, burek cigar cioè impasto fritto ripieno di altro formaggio ancora.\n“Altro tè ragazzi, bevete e mangiate”\n\u0026ldquo;Sedetevi anche voi a tavola con noi per favore, è tutto troppo”\nCi sembrava di essere re e regina serviti nella sala regale con il tavolo lungo, i candelabri al centro e noi a un capo e all’altro. Era tutto vero invece.\nOgni sapore era autentico, di piatti freschi appena cucinati, di chi sa fare il proprio lavoro in modo semplice ma preciso. Quando Fatma, la cuoca, si è rivolta a noi il traduttore ci ha rivelato “avete altro da chiedere a questa vostra mamma?”.\nLei che ci aveva accolti appena entrati, che ci aveva abbracciati quando l’avevamo ringraziata per aver cucinato per noi, era lì a chiederci umilmente se ci poteva portare altro, magari un caffè turco, fatto come lo fanno loro.\n“Caffè turco sia. Non ci piace per niente ma da te lo accettiamo con gioia. Senza zucchero per favore o rischi di vederci dormire su quel divano più in là tutto il giorno.”\nCi siamo alzati da tavola gongolanti, come se avessimo appena vissuto un pranzo di festa in casa altrui.\nIl prezzo per il disturbo? 7 euro in due, quando altrove forse non sarebbero bastati per una brioche surgelata riscaldata all’istante e un caffè tuffato in una tazzina fredda.\nAbbiamo abbracciato Fatma per l’ultima volta, stringendola forte come se in lei potessero prendere vita le nostre mamme.\nArigatou, alla prossima.\n🇮🇹 → 🇯🇵 9235 km (in linea d\u0026rsquo;aria)\n","country":"Turchia","date":"maggio 2024","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1713011125/Articoli/Direzione%20giappone/Direzione4/colazione-turca-con-noi_qaixu6.jpg","permalink":"/blog/direzione-giappone-4-colazione-turca/","title":"La colazione turca è una cosa seria!"},{"categories":["Direzione Giappone","Viaggio in Turchia"],"contents":"Terzo appuntamento di Direzione Giappone , dopo aver salutato la splendida Istanbul!\nSe avete letto la scorsa puntata saprete che abbiamo adorato la città, ma i prezzi turistici un po\u0026rsquo; troppo alti per le nostre tasche e il clima decisamente gelido ci hanno convinti a muoverci verso sud. Potevamo puntare dritti alla costa? Ovviamente no, e quindi ecco qualche deviazione che ne è valsa davvero la pena!\nBursa la Verde Bursa è stata la prima capitale ottomana e deve il suo soprannome “la verde” al fatto che è circondata dai monti. Ci sarebbe stato da fermarsi mesi a Istanbul e lo stesso vale per questa città. Si potrebbe prendere la funicolare, andare a sciare, sorseggiare cay (tè) a ogni ora e bere ayran (yogurt) ai pasti. Ma optiamo per un giro di rappresentanza, perché trovare parcheggio in città è un’ardua impresa.\nIniziamo dalla moschea verde e dalla vicina tomba del sultano al quale è dedicata. Entriamo nei primi negozi specializzati in prodotti di seta, raggiungiamo il centro, la grande moschea nella quale ci ritroviamo per la prima volta a varcare la soglia da punti diversi. Veniamo gentilmente sgridati all’interno perché ci siamo riuniti vicini alla bellissima fontana centrale e torniamo ognuno alle proprie scarpe, mentre notiamo tantissime famiglie entrare con bambini che corrono in ogni direzione come se fossero al parco giochi. Usciamo dalla moschea e ci ritroviamo in mezzo al bazar. Un paio di passi dividono le due realtà. Attorno a noi di nuovo prodotti di ogni tipo, tanto che ad un certo punto sembra di essersi persi in un’Ikea sotterranea.\nAneddoto curioso: a Bursa si trova quella che pare essere la fedele riproduzione del ponte vecchio sull’Arno. A Firenze si susseguono botteghe di orafi, qui prodotti di artigianato e gatti curiosi.\nleggi anche Cappadocia in Mongolfiera: il periodo migliore Il mercato della seta di Bursa Il mercato della seta si trova in un vecchio caravanserraglio dove venivano stivate le carrozze. Al piano di sotto bar e ristoranti offrono le stesse bevande e pietanze, al piano di sopra una cinquantina di negozi vendono tutti esattamente le stesse cose: maglie, sciarpe, fazzoletti, federe, ferma porte e cuscini a forma di gatto.. in seta.\nCumalikizik Cumalikizik è un villaggiio che ha mantenuto il suo stile ottomano, con case in pietra colorate. È stato un po’ strano dormire ai piedi delle montagne, immersi tra la nebbia e il fumo che usciva dalle canne fumarie delle stufe delle abitazioni. È stato emozionante però svegliarsi al mattino e ritrovare la stessa quiete. Le persone lungo la via centrale iniziano ad allestire i banchetti su cui vendere i propri prodotti, chi cibo da asporto come le pannocchie abbrustolite, chi oggetti d’artigianato e souvenir.\nSe c’è una cosa che spopola qui sono i piccoli ristoranti “specializzati nella colazione turca”, dove sai quando ti siedi ma non sai se riuscirai a rialzarti. Ci siamo un po’ informati in merito e pare convenga ordinare per una persona sola. In questo modo arriveranno comunque una ventina di piattini con dentro olive, marmellate e pezzi di formaggio ma in porzioni se non altro ridotte. Intorno alle 10 del mattino il piazzale in cui abbiamo dormito si riempie di pullman di turisti e scolaresche e i locali da vuoti si animano di chiacchierate e cibo condiviso.\nNoi colazione l’avevamo fatta ancora in pigiama, il paese l’avevamo visto, era tempo di sfuggire alla folla e imbattersi in nuove avventure, verso un piccolo isolotto molto particolare.\nGolyazi Merkez Nel piccolo villaggio di pescatori, che probabilmente si anima d\u0026rsquo;estate, resiste un vecchio platano di 700 anni, l’aglayan cinar, deve averne viste passare di persone e accadere di fatti. L’isolotto** sembra quello italiano di Orta San Giulio**, ma la moschea ruba la scena alla chiesa che eravamo abituati a osservare. Le navi schierate in riva ci ricordano quelle dei pescatori a Saint Louis. È assurdo come un luogo così piccolo e un po’ remoto ci porti alla memoria angoli di mondo lontani.\nBalikesir: due chicche nascoste Cittadina mai sentita nominare prima, è stato solo studiando le cartine e traducendo dal turco all’italiano che abbiamo scoperto che qui è stata realizzata una moschea uguale, almeno per quanto riguarda le decorazioni, a quella di Gerusalemme, per permettere a chi non potrà recarsi in vita sua in Terra Santa di osservare almeno da vicino qualcosa di simile.\nSiamo arrivati in orario di preghiera e siamo scesi timidamente, traducendo la richiesta di poter entrare. E subito tutti a farci segno, ad accompagnare me a sinistra e Paolo a destra. Io nel soppalco con le donne, lui al pian terreno con gli uomini. Ci siamo ritrovati di nuovo sul piazzale, con una scarpa sì e una no nei piedi, sorridendoci a distanza, ringraziando la gente del posto per l’accoglienza.\nPotevamo quindi non tentare la fortuna anche al museo dedicato ad Ataturk, padre fondatore della Turchia? Se siete nei paraggi vale davvero una sosta, fosse anche solo per la gentilezza del personale.\nPotevamo quindi non tentare la fortuna anche al museo dedicato ad Ataturk, padre fondatore della Turchia? Se siete nei paraggi vale davvero una sosta, fosse anche solo per la gentilezza del personale.\nVi aspettiamo nella prossima puntata, tutta affacciata sul mare!\nArigatou, alla prossima.\n🇮🇹 → 🇯🇵 8959 km (in linea d\u0026rsquo;aria)\n","country":"Turchia","date":"aprile 2024","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1713011125/Articoli/Direzione%20giappone/Direzione3/balinkesir_van_fy5xyc.jpg","permalink":"/blog/direzione-giappone-3-bursa-la-verde/","title":"Bursa la verde e altre stranezze"},{"categories":["Direzione Giappone","Viaggiare in Turchia","Istanbul"],"contents":"Secondo appuntamento di Direzione Giappone sempre dalla Turchia, ma questa volta direttamente dall’antica Costantinopoli: benvenuti a Istanbul!\nSe avete letto la scorsa puntata saprete che siamo arrivati via terra a Istanbul parcheggiando presso il camping comunale, poco fuori dal centro città ma vicinissimo a tutte le attrazioni grazie alla comodissima e velocissima metropolitana. Saliamo allora su per le scale mobili, mescoliamoci fra le persone del posto, leggiamo i nomi delle fermate e indichiamo con le dita come bambini curiosi quelle moschee che svettano al di là del fiume.\nAttraversiamo il Bosforo Attraversare il Bosforo significa ritrovarsi in piazza Topkaki, il cuore della città, oltre la quale si staglia lei, l’Asia. Ben presto scopriamo con i nostri occhi che i minareti fanno a gara con i grattacieli. E ci perdiamo, di proposito. Fra palazzi alti e colorati, fra persone che parlano lingue diverse dalla nostra. Finiamo in un quartiere il cui nome ha a che fare con la curcuma. Attorno a noi piccole botteghe di antiquariato, persone serene, gatti. Poi un viale enorme, sul quale si affacciano hotel per ogni tasca. Da qui l’orizzonte di perde lungo i tetti cittadini.\nE ritorniamo indietro, inglobati nella rete di una Istanbul che sembra quasi richiamare all’ordine in ogni angolo. Scoviamo passaggi segreti eppure vissuti al centimetro. Dove tutti vendono tutto a tutti. E ancora un altro quartiere, nei pressi della genovese torre di Galata. Le persone mangiano fette di cheesecake, e per un attimo ci sembra di essere tornati a Brooklyn. Anche qui palazzi colorati, ma sono le bandierine turche che ci aiutano a capire dove siamo.\nleggi anche Bursa la verde e altre stranezze Street food di Istanbul: i panini ripieni di sgombro Ci ritroviamo in men che non si dica con in mano un panino fumante ripieno di sgombro. È la salsa, speziata, che regala un momento di gloria. Mentre il palato ancora ringrazia, osserviamo lo stuolo di pescatori affacciati sul Bosforo. Questo è uno dei tipici alimenti da street food di Istanbul, anche se la versione migliore l\u0026#39;abbiamo assaggiata qui.\u0026nbsp; Qualche alternativa? Un sacchetto di caldarroste, una pannocchia, un simit (la tipica ciambella ricoperta di semi di sesamo).\nI mercati di Istanbul Spezie, dolci, abiti, gioielli. Un pezzo di baklava fra i denti, una tazzina di te in mano. Questi sono i tipici benvenuti nei mercati di Istanbul. I più famosi sono ovviamente il Gran Bazar, con i suoi innumerevoli negozi tristemente noti per i falsi d\u0026rsquo;autore, e quello Egiziano, che mantiene ancora un po\u0026rsquo; di autenticità. Ovunque troverete qualcuno disposto a farvi accomodare e comprare qualcosa e ci sarà sempre un cugino di un amico del fratello disposto a provare a comunicare in italiano.\nMille e una moschee Saturi dei rumori cittadini è nelle moschee, a piedi scalzi, in silenzio, che ritroviamo un istante di pace. Come non nominare la Moschea Blu, meravigliosa già dall\u0026rsquo;esterno, con le cinque cupole perfettamente allineate. L\u0026rsquo;interno non è da meno, un gioco di luci dirette in ogni angolo. Non è da meno Santa Sofia, ex chiesa ortodossa. I suoi dipinti all’interno sono stati purtroppo ricoperti da veli, in ottemperanza al suo nuovo compito di moschea.\nForse è anche questa una delle motivazioni che ci fa desistere dall’entrare all’interno, oltre al prezzo del biglietto a parer nostro troppo caro. Infine, ma solo per non stare ad elencarvele tutte, la Moschea di Solimano, con l\u0026rsquo;impressionante apparato di madrase e strutture che la circondano. Istanbul è così, caos e pace. Luce e ombra. Ovunque.\nIstanbul turistica Decidere di visitare ogni singola attrazione di Istanbul è una scelta, che preclude il dover mettere mano al portafogli in modo considerevole. Per soffermarsi in Palazzo Topkaki, nella Basilica della Cisterna e così via bisognerà tenere in conto di spendere tempo e denaro, molto denaro.\nBenvenuti in Asia Una volta scelto di visitare la città in modo alternarivo ed essere saliti su un traghetto che trasportava gente del posto è Uskudar il quartiere che cattura di più la nostra attenzione, con i suoi toni allegri e casette colorate in fila indiana. Uno di quei posti che troviamo per caso e che invece sembrano lì pronti solo per noi. Un arcobaleno tutto da fotografare. Il tutto arricchito da più e più negozi, dove trovare dal cibo agli oggetti di artigianato, mentre lungo le sponde del Bosforo persone di ogni età si soffermano a pescare.\nIstanbul by night Mentre il sole scende rivela Istanbul sotto una nuova luce: quella dei profili delle moschee illuminati, del fuoco per scaldare le castagne e le pannocchie. Tutto il resto è un andirivieni di persone, tram che si fermano e ripartono, porte che si aprono e si chiudono.\nCome muoversi a Istanbul Il modo più veloce per muoversi a Istanbul è tramite la fitta rete di trasporti pubblici con cui si può raggiungere qualsiasi punto della città in un attimo!\nNon abbiate timore perché troverete ovunque dove acquistare la pratica card (a proposito ve ne basta una per famiglia e potete ricaricarla ovunque, talvolta anche con la carta di credito) e qualsiasi persona del posto sarà pronta ad aiutarvi a comprende fermate e direzioni.\nCon la card cittadina si ha accesso su qualsiasi mezzo di trasporto: pullman, metropolitana, tram, treno, treno subacqueo e traghetto. I prezzi delle corse potrebbero variare in base al mezzo sul quale si sale (per il treno subacqueo abbiamo pagato il doppio).\nTraghetto? Non esiste solo quello per la turistica crociera sul Bosforo? Ebbene no! Esiste anche un pratico traghetto che ogni mezz\u0026rsquo;ora circa attraversa il Bosforo collegando il lato europeo con quello asiatico della città, permettendo di ammirare lo skyline dei palazzi sull\u0026rsquo;acqua mescolandosi alla gente del posto.\nLa nostra ultima buonanotte alla città è anche l\u0026rsquo;ultima rivolta al nostro continente.\n24 gennaio 2024\nEntriamo per davvero in Asia attraverso un tunnel subacqueo. Tutti insieme, con ruote, piedi e zampe. Nessuna musica di benvenuto, un panorama sempre uguale, ma sono le emozioni dentro di noi a scalpitare.\nArigatou, alla prossima.\n🇮🇹 → 🇯🇵 8959 km (in linea d\u0026rsquo;aria)\n","country":"Turchia","date":"marzo 2024","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1713007643/Articoli/Direzione%20giappone/Istanbul/istanbul_ayasofia_poyhje.jpg","permalink":"/blog/direzione-giappone-2-istanbul-che-spettacolo/","title":"I love Istanbul"},{"categories":["Direzione Giappone","Viaggio in Turchia"],"contents":"Esattamente un anno fa lasciavamo l\u0026rsquo;Europa per entrare in Africa e oggi, mentre usciamo dalla Bulgaria per entrare in Turchia, realizziamo che tra 250 km abbandoneremo per un tempo indefinito il nostro continente. Se avete letto il nostro itinerario sapete che siamo diretti, questa volta per davvero, in Asia.\nE un arrivederci come si deve merita lacrime anche da parte del cielo. Infatti piove, come se anche il continente che ci ha visti nascere, crescere e diventare ribelli piangesse, salutandoci tristemente.\nDopo aver sbrigato velocemente le pratiche in dogana siamo di fronte a una nuova bandiera, che aleggerà sulle nostre teste per i prossimi 90 giorni.\nRaggiungiamo velocemente Edirne sotto ad un diluvio che diventa ben presto candida e silenziosa neve. Nonostante il tempo avverso la città ci regala uno skyline meraviglioso già in lontananza, con i minareti delle moschee e i tetti dei palazzi che si mascherano fra le nuvole.\nIl primo parcheggio turco dove sostiamo è un piazzale, popolato da bus di linea e cani randagi.\nIl canto del muezzin ci sorprende piacevolmente, si uniforma come sottofondo, mentre tutto sembra darci il benvenuto.\nLa città di frontiera che non ti aspetti: Edirne Camminiamo a passo veloce, per sentire meno il freddo nel quale tace la città di Edirne. In un attimo ci ritroviamo sotto al primo minareto, gigantesco, e notiamo che le moschee sembrano essere l’unico elemento differente rispetto ai paesi europei. Abbiamo vissuto il passaggio attraverso le chiese ortodosse, ma tutto il resto qui sembra ricondurci ancora a quei luoghi che conosciamo bene.\nÈ il centro di Edirne a catapultarci nel mondo arabo, che arabo non è: le strade strette, le piccole botteghe che si susseguono una dopo l’altra, le caffetterie, le tazzine di tè appoggiate ovunque, gli stessi prodotti venduti per strada e dietro alle vetrine, che viene il dubbio che possano rimanere lì per sempre.\nMentre si aprono le prime finestre e si spalancano le prime porte raggiungiamo uno dei tanti ponti che circonda la città, per poi tornare indietro soffermandoci di fronte a un deposito di biciclette ricoperte dalla neve e ricercando un po’ di calore nel vecchio bazar. Ci mescoliamo con la gente del posto, unici turisti di una domenica mattina ancora troppo assonnata.\nEntriamo nella moschea più vecchia della città, come se dovessimo andare a confessarci. Ci togliamo le scarpe, la prima di tante volte. Ci siamo solo noi e senza troppo stupore un gatto, accucciato vicino a una delle scritte sulle pareti interne. Nessuna immagine, come dettato dal Corano, solo giochi di luce. Sembra di entrare in un museo, mentre i piedi apprezzano l’enorme tappeto morbido che calpestano.\nSubito dopo ci ritroviamo ad attraversare un piccolo bazar, dove è possibile acquistare le tipiche saponette di Edirne a forma di frutti, per poi entrare nella moschea più importante, con i minareti più alti del mondo, secondi solo a quelli della Mecca. I ponteggi esterni potevano farci immaginare che qualcosa sarebbe andato storto. Gli interni sono del tutto coperti e non facciamo in tempo a togliere le scarpe che già le indossiamo per incamminarci in un antico quartiere in periferia. È la vista quassù a fare da padrona: le montagne innevate, i minareti, le cupole, i tetti. Un nuovo orizzonte, mentre tutt’attorno regna il silenzio. Restiamo fermi qualche istante, per scattare un fermo immagine anche con il cuore.\nDirezione Istanbul Accendiamo il motore e ci mettiamo in direzione Istanbul, sfidando il traffico cittadino fino a raggiungere un pratico campeggio in centro città. Al nostro arrivo ci accoglie un uomo dall’aspetto austero, con la pistola sul tavolo. Deglutiamo, osservandolo sciogliersi di fronte a un cucciolo di gatto di 2 mesi che sbucava dal bracciolo di una poltrona.\nItaly good. Welcome welcome!\nPerfetto, se siamo i benvenuti facciamo che pagare subito due notti e poi noi siamo là in fondo e stiamo bravi al nostro posto, promesso!\nInformazioni utili Dogana L\u0026rsquo;ingresso dalla Bulgaria è stato semplice e scorrevole. Noi abbiamo scelto di esibire la carta d\u0026rsquo;identità come documento (ovviamente vale anche il passaporto) e ci è stato rilasciato un foglio cartaceo che attesta la possibilità di rimanere in paese per 90 giorni.\nI documenti teoricamente richiesti per viaggiare con gli animali non ci sono stati richiesti.\nEntrando il 20 gennaio 2024 e facendo due calcoli possiamo stare fino al 18 aprile, ma notiamo che ci hanno regalato quattro giorni in più Cambio valuta Noi abbiamo cambiato le nostre banconote di euro in un money exchange di Edirne aperto la domenica mattina, ma potete anche scegliere di recarvi in banca. Da quel che abbiamo visto convengono molto più che ritirare in banca o allo sportello ATM.\nFrancamente siamo usciti sentendoci quasi dei ladri dato che avevamo fra le mani un enorme malloppo di carta, realizzando solo a posteriori che la banconota con più cifre, 200 lire, corrisponde a 6,25 euro.\nHGS: il \u0026ldquo;Telepass\u0026rdquo; Turco L\u0026rsquo;unico modo per usare le autostrade e i ponti a pagamento in Turchia è tramite HGS ovvero la versione turca del Telepass. Per farlo, ricaricare o verificare se ci sono dei caselli da pagare, bisogna recarsi in uno dei tanti uffici delle poste (PTT). L\u0026rsquo;unico consiglio che ci sentiamo di darvi è di recarvi al mattino presto.\nÈ obbligatorio effettuarlo? No, ma se doveste imbattervi in un tratto di strada a pagamento o ad attraversare un ponte è meglio averlo (costa 13 euro e parte del denaro è già predisposta per il pagamento di alcune tratte).\nE per questo primo appuntamento di Direzione Giappone è tutto. Arigatou, alla prossima puntata!\n🇮🇹 → 🇯🇵 9087 km (in linea d\u0026rsquo;aria)\n","country":"Turchia","date":"marzo 2024","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1709916475/Articoli/Direzione%20giappone/moschea-edirne_x4ke3x.jpg","permalink":"/blog/direzione-giappone-1-ultimi-giorni-in-europa/","title":"Ultimi giorni in Europa"},{"categories":["Blog"],"contents":"Se ci avessero detto che a marzo 2024 avremmo pubblicato un libro non ci avremmo creduto. O meglio, scrivere è sempre stato un sogno chiuso nel cassetto, e quando è arrivato il momento giusto per mettersi in gioco non abbiamo voluto tirarci indietro.\nAbbiamo pensato tanto a come impostare questo libro, a come soppesare le parole.\nPoi ci siamo detti: questo metodo con noi ha funzionato, dobbiamo solo essere sinceri e mettiamo nero su bianco tutta la nostra esperienza. Da quel momento sono iniziati attimi di concentrazione da brivido, computer accesi a ogni ora del giorno, parole scritte su fogli volanti, frasi cancellate e riscritte da capo, tante tantissime ore di sonno mancate, capitoli letti e riletti sul sedile del passeggero mentre portavamo avanti tutti i nostri progetti e avanzavamo sulla strada.\nCi sono stati momenti in cui pensavamo di esserci imbarcati in un progetto più grande di noi, quasi impossibile da realizzare. Poi però quel file era lì, veniva voglia di aprirlo e crederci come non mai. E allora eccolo qui il nostro libro. Firmato Vandipety.\nVivere e viaggiare in camper senza spendere una fortuna Perché abbiamo scritto questo libro? Perché una delle domande che spesso ci vengono poste è: ma come fate a mantenere questo stile di vita? Abbiamo deciso allora di partire dall’inizio, da come risparmiavamo e gestivamo le nostre finanze a casa, trasformando poi il processo in base alle nuove entrate e uscite vivendo sul camper. Al suo interno si trovano tutti i nostri consigli, alcuni esercizi da svolgere insieme, tutto il nostro metodo punto per punto, utili non solo a chi vuole vivere a bordo ma anche a chi pensa che per viaggiare serva possedere una fortuna.\nLo voglio! Il nostro libro \u0026ldquo;Vivere e viaggiare in camper senza spendere una fortuna\u0026rdquo; si trova su Amazon sia in versione cartacea che in versione ebook e puoi acquistarlo cliccando qui!\u0026nbsp; ","country":null,"date":"marzo 2024","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1657123237/Articoli/Blog/guida-al-risparmio_dnepgn.png","permalink":"/blog/abbiamo-pubblicato-un-libro/","title":"Abbiamo pubblicato un libro!"},{"categories":["Direzione Giappone","Blog"],"contents":"È giunto il momento di svelarvi la nostra prossima avventura: stiamo andando in Giappone!\nIn van? Sì! Idea folle? No!\nSogniamo questo viaggio da anni e finalmente è arrivato il momento di trasformarlo in realtà e raccontarvi tutti i dettagli, i retroscena e anche qualche segreto!\nTabella dei contenuti Un progetto nato tre anni fa Buone notizie Un nuovo itinerario 1. Turchia 2. Georgia e Armenia 3. Russia 4. Kazakistan e Kirghizistan 5. Russia, di nuovo 6. Mongolia 7. Russia, ultimo ingresso 8. Corea del Sud 9. Giappone! È tempo di svelare qualche segreto Ultimi cambiamenti Vlog Mini vlog Blog Un progetto nato tre anni fa Era marzo 2021 e mentre aspettavamo l\u0026rsquo;arrivo del nostro van tracciavamo percorsi con le dita su di una grande cartina appesa in cucina. Era il periodo dell\u0026rsquo;Hanami in Giappone, le fotografie sul web colme di boccioli in fiore ci avevano fatto venire voglia di tornare nel paese del Sol Levante e ci siamo detti scherzando:\nPerché non ci andiamo in van?\nUna semplice battuta, che si è però trasformata in sogno, rinchiuso in un cassetto mentale. Nel frattempo sono passati i mesi, il concessionario ci ha finalmente dato le chiavi del van in mano, abbiamo iniziato le nostre prime avventure in giro per l\u0026rsquo;Italia e poi abbiamo vissuto un interno mese on the road in Danimarca. Siamo tornati a casa, ci siamo guardati negli occhi e ci siamo detti:\nAndiamo in Giappone in van!\nE questa volta non era una domanda.\nSeguendo l\u0026rsquo;istinto abbiamo tolto la cartina dal muro e tracciato con una matita la rotta: Italia, Austria, Repubblica Ceca, Polonia, Lituania, Lettonia ed Estonia per poi attraversare la famosa Transiberiana fino a Vladivostok, da dove imbarcarsi per la Corea e subito dopo mettere piede finalmente in Giappone!\nFacile no? No! Per quanto la nostra voglia di partire fosse inarrestabile, tutto sembrava remarci contro. Era tempo di Covid, la frontiera terreste russa era chiusa, quella Giapponese anche, sulla nave che ci avrebbe portato prima in Corea e poi in Giappone era stato vietato il trasporto di passeggeri ed era scoppiata la guerra in Ucraina.\nIl nostro folle progetto doveva essere di nuovo rinchiuso fra i pensieri. Decidemmo però di partire lo stesso, solo in direzione opposta. Dovevamo andare a est, in Asia, e ci siamo ritrovati a sud-ovest, in Africa. Un po\u0026rsquo; fuori rotta, penserete voi, ma questa avventura non prevista ci è servita tantissimo: abbiamo imparato davvero a vivere nei 9mq del van, a capire i suoi limiti, i nostri e a come risolvere i tanti problemi che ci si ritrova a fronteggiare ogni giorno da soli in mezzo al mondo.\nSembrava più vicino con una cartina in mano! Solo 8 fusi orari. Buone notizie Finita la nostra avventura in Africa (che puoi rivivere con la mappa interattiva qui), mentre stavamo tornando in Italia per sposarci, sistemare il van e riorganizzare le idee sulla strada da intraprendere, abbiamo ricevuto un messaggio dal nostro carissimo amico Franco di @bicosisgud\u0026nbsp; : \u0026ldquo;ragazzi la nave per il Giappone riparte!\u0026rdquo;.\nPotete provare a immaginare il nostro stato d\u0026rsquo;animo. Avevamo mille e più cose da organizzare, ma la priorità era diventata scrivere una email al nostro contatto in Russia. Poche ore di fuso orario dopo abbiamo ricevuto la risposta più importante di tutte:\nHello Paolo,\nthe ferry to Korea goes weekly.\n(che tradotto: Ciao Paolo, la nave per la Corea c\u0026rsquo;è ogni settimana)\nCi siamo guardati negli occhi e ci siamo detti: \u0026ldquo;andiamo in Giappone in van, questa volta per davvero!\u0026rdquo;\nUn nuovo itinerario Seppur non ci fossero più grossi ostacoli davanti a noi, rimaneva un piccolo problema da aggirare: era settembre e a breve sarebbe arrivato l\u0026rsquo;inverno in Russia, il che non ci avrebbe di certo permesso di attraversare le strade del paese fino all\u0026rsquo;estate.\nEra il caso di rinviare ancora una volta il nostro progetto? Certo che no! A quel punto, cartina alla mano, abbiamo solo deciso di affrontare il percorso di fronte a noi con molta calma e di dividere questo enorme viaggio in due tour: il primo attraverso i paesi Balcani per dire lentamente lentamente arrivederci all\u0026rsquo;Europa (che puoi vedere qui\u0026nbsp; ), il secondo varcando la soglia di un nuovo continente direzione Giappone.\nPotevamo puntare dritto e accorciare le distanze? Certo che no! Eccovi quindi un ulteriore, bizzarro, itinerario in stile Vandipety.\nAggiornamento A differenza di quanto avevemo preventivato abbiamo deciso di modificare alcune parti del nostro viaggio. Abbiamo deciso di rimandare la visita del Kirghizistan ma di aggiungere la visita di San Pietroburgo. Trovi le motivazioni nei paragrafi dedicati.\n1. Turchia Sarà il primo paese da attraversare, partendo da Edirne per raggiungete Istanbul, attraversare il Bosforo ed entrare ufficialmente in Asia, terzo continente visitato on the road! Prima punteremo verso sud per visitare la costa mediterranea, poi andremo verso la Cappadocia e l\u0026rsquo;interno della Turchia, fino a spingerci nel profondo est del paese a un passo dall\u0026rsquo;Iraq e Iran.\n2. Georgia e Armenia Ecco due paesi sui quali abbiamo grandi aspettative! Entreremo in Georgia da Batumi per poi procedere fino alla capitale, Tbilisi, visitando mille e più meraviglie lungo il percorso. Dopodiché scenderemo ed entreremo in Armenia, visitando luoghi come il lago Gegharkunik fino alla capitale Yerevan, tornando poi in Georgia.\n3. Russia Dal confine con la Georgia andremo dritti verso Mosca, per poi andare alla scoperta dell\u0026rsquo;anello d\u0026rsquo;oro, un gruppo di città storiche situate a nordest della città. Inizieremo poi a percorrere una parte della Transiberiana fino al confine con il Kazakistan e interromperemo brevemente la nostra visita. per entrare nel primo dei due paesi \u0026ldquo;stan\u0026rdquo;!\nAggiornamento \u0026ldquo;Sapete che a San Pietroburgo ci sono le notti bianche?\u0026rdquo; è bastata una frase per convincerci a fare una deviazione di circa 700 km da Mosca per andare a visitare la città che non dorme mai d\u0026rsquo;estate, soprattutto in questo periodo! Avremmo fatto bene?\n4. Kazakistan e Kirghizistan Entreremo in Kazakistan da nord, per dirigerci alla capitale Astana e successivamente andremo fino a sud, ad Almaty, la \u0026ldquo;Cortina\u0026rdquo; del Kazakistan. Vista la vicinanza con il Kirghizistan abbiamo deciso di non tralasciare la visita di questo paese selvaggio, partendo dalla capitale Bishkek per poi spingerci fino al lago Issyk Kul.\nNon sarà una visita troppo duratura in quanto il resto del paese è difficile da raggiungere senza un mezzo 4x4.\nAggiornamento Dopo aver scoperto che Olimpia aveva un tumore abbiamo deciso di evitare di fare una deviazione di più di 3000km verso sud ma dopo aver visitato Astana di rientrare direttamente in Russia. Rimanderemo la visita del Kirghizistan a un futuro viaggio.\n5. Russia, di nuovo Il rientro in Russia sarà breve e avverrà nella zona dei Monti Altaj, zona poco nota ai turisti ma naturalisticamente parlando molto bella! Percorreremo delle strade stupende che ci condurrà subito al paese successivo.\n6. Mongolia Questo paese selvaggio, magnetico e incontaminato è da sempre nei piani originali e finalmente riusciremo a visitarlo. Non vediamo l\u0026rsquo;ora di mettere piede nella terra di Gengis Khan! Se tutto andrà secondo i piani proprio davanti alla statua di questo grande condottiero il nostro gatto Sakè festeggerà il suo quarto compleanno!\n7. Russia, ultimo ingresso Ultimo ingresso in Russia, promesso. Entreremo dalla zona del lago Baikal, per poi ripercorrere la transiberiana in direzione fino alla fine arrivando a Vladivostok, ultima tappa, da dove prenderemo il traghetto che porterà tutti in Corea: noi, i nostri animali e il van!\n8. Corea del Sud Finalmente arrivati in Corea inizierà una lunga visita di questo paese in quanto vogliamo visitarlo in lungo e largo, anche se non è enorme! E diciamocela tutta, anche per ammortizzare un po\u0026rsquo; i costi del traghetto.\n9. Giappone! Probabilmente piangeremo a dirotto dalla commozione il giorno in cui riusciremo finalmente a mettere piedi, zampe e ruote in Giappone. Sarà un sogno che si avvera, sarà un grande traguardo, sarà un momento indimenticabile.\nE una volta nel paese del Sol Levante cosa succederà? Restate con noi per scoprirlo, perché non sarà una fine ma solo un nuovo entusiasmante punto di partenza.\nÈ tempo di svelare qualche segreto Abbiamo detto che vi avremmo svelato qualche segreto e vogliamo essere di parola. Il primo è che la nostra meta e il nostro amore per il Giappone sono sempre stati davanti ai vostri occhi!\nIn quasi tutti i nostri video c\u0026rsquo;è sempre stato un rimando al Giappone: un ristorante di Ramen nel vlog a Madrid\u0026nbsp; , un tori rosso visto da Sara in Marocco\u0026nbsp; oppure un Konichiwa di troppo\u0026nbsp; . Questi sono solo alcuni piccoli esempi e vi sfidiamo a trovarli tutti!\nAnche se il segreto più grande è sempre stato lui: Sakè!\nEh sì, l\u0026rsquo;origine del nome del nostro gatto giramondo si deve proprio al tipico liquore giapponese! Lui è sempre stato presente in tutti i video, come a dirvi: \u0026ldquo;ehi, noi andiamo in Giappone!\u0026rdquo;\nMa c\u0026rsquo;è di più. Spesso ci avete chiesto come si chiama il nostro van e noi abbiamo sempre glissato su questa domanda, tant’è che la community decise di chiamarlo Scricchiolo in virtù dei danni riportati durante la nostra avventura in Senegal.\nOra è giunto il momento di rivelarvi che il vero nome del nostro van è:\nToTo: TOrino-TOkyo.\nLe iniziali di due città, quella di partenza e quella di arrivo. In mezzo noi, i cambi di direzione, ogni singola emozione vissuta.\nUltimi cambiamenti Ultima notizia per festeggiare questo grande viaggio! Vogliamo accontentare tutti!\nVlog Per tutto Aprile usciranno due vlog a settimana sul nostro canale ( iscriviti per non perderteli!\u0026nbsp; ) ogni martedì e giovedì ore 18:00!\nMini vlog Insieme ai vlog usciranno dei \u0026ldquo;mini vlog da 60 secondi\u0026rdquo; sia su YouTube come short\u0026nbsp; che su Instagram come reel \u0026nbsp; , per raccontare un po\u0026rsquo; più \u0026ldquo;brevemente\u0026rdquo; questa grande avventura!\nBlog Apre ufficialmente la rubrica Direzione Giappone, una serie di articoli in cui vi racconteremo aneddoti e informazioni utili su questo grande viaggio!\nCosa ne dici, viaggerai con noi in questa folle avventura?\nArigatou, alla prossima.\n🇮🇹 → 🇯🇵 9862 km (in linea d\u0026rsquo;aria)\n","country":null,"date":"marzo 2024","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1744347985/Articoli/Blog/direzione-giappone_yjdx2a.png","permalink":"/blog/dall-italia-al-giappone-in-van/","title":"Dall'Italia al Giappone in Van"},{"categories":["Balcani in Camper"],"contents":"Il Kosovo è una terra ricca di storia, cultura e natura, ma è ancora relativamente sconosciuta ai turisti. In questo articolo ti raccontiamo la nostra esperienza di un viaggio in van di 7 giorni alla scoperta delle sue bellezze.\nIl Kosovo è un paese sicuro e accogliente. Vuoi saperne di più? Continua a leggere per scoprire tutto quello che devi sapere per organizzare il tuo viaggio.\nTabella dei contenuti Cosa vedere Pejë: un monastero, una birra e del buon formaggio Monastero di Visoki Dečani: da fotografare con gli occhi Gjakova: Un gioiellino inaspettato Cascate di Mirusha: un'escursione inaspettata Prizren: \"There's a lot to see\" Il santuario degli orsi Il monastero di Gračanica Pristina: Newborn! Grotte di Gadime: che spettacolo della natura Itinerario Tour culinario Informazioni Assicurazione sanitaria Strade Servizi e soste Dogana Viaggiare con il proprio animale Il nostro Vlog Le nostre mappe Cosa vedere Il Kosovo si trova nei Balcani ed è la destinazione meno conosciuta e visitata di questa zona, tant\u0026rsquo;è che è difficile trovare in rete informazioni in merito a cosa visitare. In questo articolo speriamo di riuscire a condividervi non solo informazioni utili ma anche le emozioni vissute in questo paese meraviglioso, invogliandovi magari a partire per scoprire luoghi che meritano davvero un grande riscatto.\nVi elencheremo le nostre tappe in ordine di visita, partendo da nord dato che abbiamo attraversato la frontiera tra Kosovo e Montenegro per poi terminare le nostre avventure e proseguire in Macedonia del Nord.\nPejë: un monastero, una birra e del buon formaggio Pejë (o Peć) è stata la prima città che abbiamo visitato e merita una visita sia per ragioni culturali che culinarie.\nI maggiori punti di interesse della città secondo noi sono:\nil monumento ai caduti: nella piazza centrale di Pejë si erge la statua dedicata al padre fondatore dell\u0026rsquo;Albania, strano vero? Questo perché i kosovari si definiscono \u0026ldquo;albanesi kosovari\u0026rdquo; (infatti la lingua ufficiale è l\u0026rsquo;albanese)! l\u0026rsquo;Hotel Korza: uno dei simboli della città, era il più antico hotel, eretto ad inizio 1900, ora diventato sede di una banca. Alla sua sinistra troverete ahimè uno degli edifici più brutti della città. Lasciamo a voi giudicare. il bazar: affascinante bazar nel centro della città, mantiene alcuni scorci di un passato lontano. il monastero Patriarcale di Pec: forse il vero motivo per cui dovreste venire a Pejë e uno dei luoghi che più ci ha emozionati. Patrimonio UNESCO, è uno dei monasteri serbo-ortodossi più belli che abbiamo visto in questo tour dei balcani, sia all\u0026rsquo;esterno grazie al bellissimo viale che conduce al portone di ingresso e alla foresta di Rugova che compare all\u0026rsquo;orizzonte, sia all\u0026rsquo;interno dove trovere un\u0026rsquo;infinità di affreschi perfettamente conservati. Una gioia per gli occhi. Portatevi un documento di identità, vi verrà richiesto dai militari che presidiano l\u0026rsquo;ingresso: nessuna paura, è un luogo che trasmette pace in ogni dettaglio. il parco Nazionale di Rugova: se amate i trekking, le ferrate o camminare nella natura, dedicate una o più giornate alla visita di questo parco nazionale, che si trova poco oltre la cittadina di Pejë. Se prima citavamo alcune ragioni culinarie per visitare questi luoghi è perché Pejë è famosa perché da i natali alla omonima, e buonissima, birra nazionale mentre il prodotto tipico della vallata di Rugova è il famoso formaggio di Rugova, simile alla feta come consistenza, dal gusto molto salato. Entrambi questi prodotti potete gustarli nei numerosi bar o ristoranti oppure acquistarli al supermercato.\nMonastero di Visoki Dečani: da fotografare con gli occhi A soli 12 km dalla città di Pejë si trova il Monastero di Visoki Dečani, che racchiude la più grande chiesa medievale dei Balcani con la più vasta collezione di affreschi. Perché \u0026ldquo;da fotografare con gli occhi\u0026rdquo;? Oggigiorno il monastero è sotto la protezione delle Nazioni Unite e della KFOR ed è severamente vietato fare riprese o foto.\nSulla strada sono presenti dei check-point presidiati dalle forze armate del KFOR e all\u0026rsquo;ingresso del monastero bisogna consegnare tutto quello ciò che si ha in tasca, compresi zaini e documenti che vi verranno riconsegnati all\u0026rsquo;uscita.\nAnche in questo caso non avete nulla da temere: varcato il portone d\u0026rsquo;ingresso vi ritroverete in una bolla di silenzio e pace.\nGjakova: Un gioiellino inaspettato Online si trovano poche informazioni circa la città di Gjakova (in italiano Giacovizza) e proprio per questo motivo avevamo previsto di sfruttarla solo come sosta per la notte. Sede un tempo di un aeroporto militare gestito dall\u0026rsquo;Aeronautica Militare Italiana, questo luogo ci ha fatti ben presto ricredere. Gjakova è una città con un centro caratterizzato da un enorme bazar con case in legno che a tratti ci hanno ricordato alcuni luoghi visitati in Giappone. Camminando tra le viuzze che pullulano di caffè, ristoranti e piccole botteghe si possono ammirare numerosi artigiani intenti a intagliare le tipiche culle realizzate in legno. Meritano una visita anche una casa in stile albanese, la prima guesthouse nel paese, e il lungo fiume che presenta una serie di murales veramente belli, ancora più suggestivi da ammirare di sera.\nCascate di Mirusha: un\u0026rsquo;escursione inaspettata Anche questo luogo non era in programma, dato che non ne avevamo trovato traccia in nessun blog spulciato sul web, ma abbiamo deciso all\u0026rsquo;ultimo di fare questa deviazione verso il parco di Mirusha. Situato a soli 20 minuti di strada da Gjakova, questo parco vi permetterà di ammirare un canyon caratterizzato da 13 laghi e relative cascate.\nLa prima cascata e il primo lago, dove potrete trovare anche qualche pescatore del posto, si può facilmente raggiungere a piedi, mentre per ammirare le più belle, in particolare quella fra il sesto e settimo lago, bisogna procedere tramite una ferrata non facilissima: alcuni passaggi sono davvero a strapiombo e avrete solo una corda lungo la parete alla quale aggrapparvi! Ovviamente l\u0026rsquo;abbiamo scoperto solo cammin facendo, ma abbiamo deciso di tirar fuori un po\u0026rsquo; di coraggio, davvero ripagato dalla meraviglia del luogo!\nNoi abbiamo parcheggiato presso il ristorante Villa Park, approfittando anche di poter dormire una notte tranquillamente e con possibilità di accedere gratuitamente al Wi-Fi. Per ringraziare dell\u0026rsquo;ospitalità abbiamo ordinato due caffè (0.70 € a caffè) e ammirato l\u0026rsquo;interno del locale che è veramente particolare. Se doveste recarvici salutate da parte nostra il custode del giardino, che parla italiano in quanto ha vissuto 12 anni a Firenze.\nScopri con noi la ferrata alle cascatate di Mirusha!\nPrizren: \u0026ldquo;There\u0026rsquo;s a lot to see\u0026rdquo; Questo è quello che ci hanno detto due turisti inglesi non appena siamo arrivati nella capitale culturale di Prizren: \u0026ldquo;There\u0026rsquo;s a lot to see! Lot to see!\u0026rdquo; cioè \u0026ldquo;c\u0026rsquo;è tanto da vedere\u0026rdquo;! Ed effettivamente nel centro storico della città, il quartiere Shattērvan , si trovano tantissime cose interessanti!\nIl punto di partenza è il ponte antico, dal quale ammirare l\u0026rsquo;imponente moschea Sinan Pasha. Una volta attraversato il ponte non resta che perdersi nelle viuzze e scoprire chiese nascoste, moschee, piccoli caffé e botteghe artigiane.\nAlle spalle della grande moschea si diramano alcune stradine in salita che conducono all\u0026rsquo;imponente fortezza. Lungo il tragitto vi consigliamo una sosta alla piccola chiesa di Nedelja e alla chiesa scoperchiata del Cristo Salvatore. Una volta raggiunta la sommità potrete sedervi sotto l\u0026rsquo;imponente scritta UCK e ammirare il tramonto sulla bellissima città di Prizren.\nIl santuario degli orsi Il santuario degli orsi di Pristina merita sicuramente una visita ma per capire il perché bisogna fare un salto indietro nel tempo. In Kosovo non era insolito imbattersi in orsi esposti in gabbie molto piccole, talvolta senza una tettoia come riparo dal sole, al di fuori dei ristoranti con il solo fine di attirare turisti e clienti. Solo nel 2010 il governo decise di metter fine a questa barbarie è di li a poco, nel 2013, è nato il santuario degli orsi il cui scopo è stato quello di salvare e creare un luogo che permettesse a questi orsi nati in cattività di poter condurre una vita in semilibertà.\nDa allora sono stati salvati 20 orsi e 1 leone, che oggi vivono protetti in un terreno di 16 ettari, all\u0026rsquo;interno si trova un trail che permette di visitare l\u0026rsquo;intera area..\nIl santuario degli orsi dista circa 20 km dalla capitale e d è visitabile con un contributo simbolico di 2,50 €. Il biglietto vale tutto il giorno e permette di accedere più volte all\u0026rsquo;interno: noi ci siamo recati al mattino presto osservando alcuni esemplari intenti a farsi una nuotata nelle pozze ricreate a loro disposizione e poi di nuovo intorno alle 13:30, orario in cui viene portato il cibo all\u0026rsquo;interno delle recinzioni e si possono ammirare gli orsi più da vicino.\nNota di merito: è disponibile un parcheggio gratuito per i camper, con fontana d\u0026rsquo;acqua potabile. Wi-Fi (quando è aperto) e toilette sono disponili all\u0026rsquo;interno del centro negli orari di apertura.\nIl monastero di Gračanica Sempre nei dintorni della capitale si trova il monastero serbo-ortodosso di Gračanica, situato nella omonima città. Costruito nel XIV secolo, fa parte del patrimonio culturale serbo-ortodosso del Kosovo ed è famoso sia per i suoi affreschi medievali ben conservati che raccontano la storia della Bibbia, sia per essere un capolavoro dell\u0026rsquo;architettura serba medievale. Il monastero è stato dichiarato patrimonio dell\u0026rsquo;umanità dall\u0026rsquo;UNESCO nel 2004.\nA differenza degli altri monasteri non vengono richiesti i documenti ma permane il divieto di scattare fotografie all\u0026rsquo;interno. Pristina: Newborn! Non sapevamo minimamente cosa aspettarci da Pristina, la capitale dello stato più giovane d’Europa, ma ne siamo rimasti piacevolmente stupiti. Patria di due delle cantanti più famose degli ultimi tempi, Dua Lipa e Rita Ora, è una città viva, vivace, moderna e spensierata, forse per dimenticare gli orrori successi in Kosovo 20 anni fa.\nI punti di interesse sono tanti, ma fortunatamente tutti vicini fra loro. A noi hanno colpito maggiormente:\nle vie della città vecchia (Vëllusha): stradine tortuose che nascondono vecchi hammam, piccoli mercati, palazzi dell’epoca socialista jugoslava, la torre dell’Orologio (Sahat Kulla), antiche moschee ed edifici risalenti all’epoca degli Ottomani la moschea Memeth Faith: della seconda metà del Quattrocento la moschea Xhamia e Madhe: la più antica di Pristina il buolevard di Nënë Tereza: intitolato a Madre Teresa, un ampio viale pedonale pieno di ristoranti, pub e caffè alla moda il Newborn: una moderna scultura composta dalle lettere “Newborn”, simbolo della città e dell’intero Kosovo. Ogni anno questa scultura viene rinnovata per rappresentare varie tematiche. la biblioteca Nazionale \u0026ldquo;Pjetër Bogdani\u0026rdquo;: un esempio di architettura socialista, detta brutalista, caratterizzata da alcuni poligoni ricoperti da una rete metallica e 99 cupole in vetro di varie dimensioni che ricoprono il tetto dell’edificio. Merita uno sguardo anche al suo interno, dove si trovano alcune sale davvero particolari. la Cattedrale di Madre Teresa: la più grande della Penisola Balcanica, progettata dall’architetto italiano Livio Sterlicchio, con interni immacolati che creano giochi di luce meravigliosi. il murales di Millo: nascosto fra i vari palazzi il nostro italianissimo Millo ha lasciato il segno con un murales imponente e stupendo! Da non perdere come non sono da perdere tutti i murales che si possono vedere in tutta la città. Grotte di Gadime: che spettacolo della natura Le Grotte di Gadime, scoperte per caso nel 1969 da un contadino del luogo (e scoperte da noi per caso cercando un punto dove sostare), permettono alla modica cifra di 2€, di ammirare stalattiti e stalagmiti davvero particolari in un cunicolo di grotte lungo un paio di chilometri. La visita dura circa mezz\u0026rsquo;ora e nel nostro caso un ragazzo gentilissimo anche se non parlava inglese ha provato a spiegarsi al meglio per farci ammirare alcune figure create dalle rocce.\nItinerario Come vi scrivevamo nella sezione precedente, le mete che vi abbiamo elencato sono in ordine di visita entrando dal Montenegro e uscendo verso la Macedonia. Se doveste visitare il paese arrivando direttamente a Pristina potreste valutare anche questo itinerario:\nGiorno 1-2: Arrivo a Pristina e visita della città\nGiorno 3: Marble Cave a Gadime, il monastero di Gracanica, Bear Sanctuary\nGiorno 4: Prizren\nGiorno 5: Gjakova e le cascate di Mirusha\nGiorno 6: Monastero di Decan, Peje e il santuario patriarcale\nTour culinario In questo viaggio alla scoperta del Kosovo non potevamo non assaggiare alcuni piatti e prodotti tipici del paese. Purtroppo molte ricette prevedono l\u0026rsquo;utilizzo della carne che noi non mangiamo, per cui abbiamo ristretto un po\u0026rsquo; il cerchio rimanendo però piacevolmente stupiti.\nFormaggio Rugova: è un formaggio che ricorda sia nella forma che nella consistenza e nel gusto la molto più rinomata feta. Viene prodotto a nord del paese, nella Rugova valley, e si trova sia nei ristoranti che nella grande distribuzione.\nLa birra Peje: questa birra, nata nel 1968, è un simbolo del paese e dal 1971 viene prodotta direttamente a Peja città.\nLecenik: il leçenik è una specie di pane morbido all\u0026rsquo;interno preparato con farina di mais che garantisce una crosta croccante. Spesso viene impastato con il kos (una sorta di yogurt) oppure con spinaci, ortiche o cipolle.\nIl kit di sopravvivenza in Kosovo Treleche: uno dei dolci tipici del Kosovo e di tutti i Balcani, noto anche come tre latti, è un dolce dalla consistenza morbida ricoperto di caramello. Lo trovate nelle pasticcerie ma anche in alcune bancarelle di streetfood.\nFlija Cope: è un prodotto da forno caratterizzato dalla sovrapposizione di vari strati simili a crepe o pancake.\nPane di Mais: tipico pane dalla consistenza più solida preparato con farina di mais. Consigliamo di abbinarlo ai formaggi!\nLa pizza: la pizza sì, hai letto bene! Nel nostro tour culinario in questo paese abbiamo voluto magiare una buona pizza! Non è raro trovare pizzerie in Kosovo, nel nostro caso abbiamo scelto con cura assaggiando i buonissimi prodotti della pizzeria \u0026ldquo;La Napoletana\u0026rdquo;.\nInformazioni Di seguito alcune informazioni utili per visitare il paese in auto o camper in tutta tranquillità.\nAssicurazione sanitaria Per viaggiare noi ci assicuriamo con Genki che offre grandi benefici e una sottoscrizione mensile che può esser cancellata in qualsiasi momento.\nStrade Le strade sul territorio del Kosovo sono in buono stato e non abbiamo trovato grosse difficoltà nel muoverci attraverso il paese, anche percorrendo strade secondarie. Sono presenti anche alcuni tratti di autostrada: noi abbiamo percorso quella che va da Prizren a Pristina e quella che va da Pristina al confine con la Macedonia ed erano in ottimo stato.\nNel momento in cui scriviamo sono totalmente gratuite ma non sappiamo ancora per quanto tempo.\nSegnaliamo che il tratto di strada tra il border del Montenegro e il Kosovo, detto no man\u0026rsquo;s land, è stupendo! Una strada in ottimo stato immersa nella natura.\nServizi e soste Noi non abbiamo avuto alcun problema nè parcheggiandoci di giorno nè dormendo in libera tutte le notti. Segnaliamo che non si trovano aree soste gratuite attrezzate per carico e scarico e sono presenti pochissime fontane con acqua potabile, quindi valutate bene le vostre necessità. Si trovano comunque alcuni campeggi.\nDogana Il Kosovo ha stretto alcuni accordi con l\u0026rsquo;Italia che permettono l\u0026rsquo;ingresso nel paese esibendo semplicemente la propria carta d\u0026rsquo;identità. Se si vuole entrare nel paese con il proprio mezzo bisogna stipulare un\u0026rsquo;assicurazione del mezzo alla frontiera in quanto in Kosovo non vale la carta verde.\nI costi variano in base al mezzo e secondo noi anche un po\u0026rsquo; all\u0026rsquo;assicuratore che trovate in loco:\nmoto e auto: 15 euro camion fino a 1t: 77 euro camion oltre 1t: 138 euro Quando siamo arrivati alla frontiera l\u0026rsquo;assicuratore voleva farci pagare 138 euro credendo che il nostro mezzo fosse un camion. Dopo aver mostrato che è un autocaravan/camper grazie alla dicitura sul libretto abbiamo pagato 15 euro. Sappiamo però che altri camperisti entrando da altre frontiere hanno pagato 77 euro.\nNoi siamo entrati dall\u0026rsquo;unica frontiera aperta fra Montenegro e Kosovo\u0026nbsp; e usciti verso la frontiera Macedone\u0026nbsp; e in nessuna delle due abbiamo avuto problemi, anzi. Per la prima volta abbiamo trovato dei doganieri simpatici e felici di incontrarci!\nViaggiare con il proprio animale Per viaggiare fuori dall' Europa con il proprio animale occorre avere: passaporto microchip vaccinazione antirabbica in corso di validità titolazione antirabbica Quest'ultimo documento si effettua tramite un prelievo del sangue che viene analizzato in centri specializzati ed è obbligatorio per poter rientrare in Europa. Controlla, se il tuo animale appartiene a una razza particolare, che sia ammesso in paese. Ti consigliamo di prestare sempre attenzione nei luoghi affollati perché le persone potrebbero avere timore, e ai numerosi animali selvatici, motivo per cui noi giriamo sempre con i nostri animali al guinzaglio. In parecchi casi è richiesta la museruola, ti consigliamo di tenerla a portata di mano. Ti consigliamo di portare con te una ciotola (noi usiamo questa che si appende comodamente allo zaino) e una borraccia con acqua se la giornata è particolarmente afosa. Il nostro Vlog Se vuoi rivivere le nostre avventure trovi la playlist completa qui\u0026nbsp; oppure premi play qui sotto:\nOvviamente il titolo è provocativo!\nLe nostre mappe ","country":"Kosovo","date":"dicembre 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1703333917/Articoli/kosovo/pristina-newborn_kh4duq.jpg","permalink":"/blog/il-kosovo-in-van-un-viaggio-alla-scoperta-di-una-terra-ancora-sconosciuta/","title":"Il Kosovo in van: un viaggio alla scoperta di una terra ancora sconosciuta"},{"categories":["Viaggiare"],"contents":"Essere connessi ad Internet ovunque nel mondo è possibile? Al giorno d\u0026rsquo;oggi siamo abituati ad avere facilmente l\u0026rsquo;accesso a Internet, che ci sembra ancor più essenziale quando si viaggia per rimanere in contatto con amici e familiari, condividere esperienze sui social, ottenere informazioni su luoghi da visitare e molto altro. Se stai pianificando un viaggio all\u0026rsquo;estero e desideri rimanere connessa/o durante la tua avventura abbiamo preparato una guida pratica su come scegliere la miglior soluzione per avere Internet in viaggio e risparmiare!\nTabella dei contenuti Quale soluzione usare? Viaggi brevi Voglio viaggiare in Europa Voglio andare fuori dall'Europa! Viaggi lunghi Le mitiche SIM locali Internet illimitato Perché ci ha cambiato la vita in viaggio Ma quindi cosa scegliere? Dove vado? Quanto dura il mio viaggio? Quanto \"internet\" ho bisogno In breve 1. Liste Broadcast di Whatsapp Come creare e usare una lista broadcast 2. Limitare dati 3. Wi-Fi Map Come funziona? Funziona sempre? 4. Mappe offline 5. Film, libri e musica offline Quale soluzione usare? Per avere la connessione Internet all\u0026rsquo;estero esistono varie soluzioni, alcune gratuite e altre a pagamento. La scelta su quale può fare al tuo caso dipende dalla destinazione, dalla durata del viaggio, dalla necessità di GIGA da poter utilizzare, da quanto si vuole spendere. Di seguito trovi un elenco con varie opzioni e soluzioni! Pronti, connessione..via!\nViaggi brevi Di seguito le soluzioni se prevedi di fare un viaggio breve, un weekend o una paio di settimane, sia in Europa che fuori dall\u0026rsquo;Europa.\nVoglio viaggiare in Europa Se prevedi un viaggio breve in un paese che fa parte dell\u0026rsquo;Unione Europa o dell\u0026rsquo;Area Economica Europea e hai sottoscritto una tariffa mensile con il tuo operatore allora hai diritto ad una quantità di giga dedicati all\u0026rsquo;estero. Inoltre le chiamate e gli sms da e verso numeri italiani saranno in questo caso gratuiti.\nI paesi in cui potrai usufruire dei giga a disposizione sono: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia (inclusi Guadalupa, Guyana francese, La Reunion, Mayotte, Martinica), Germania, Gibilterra, Grecia, Irlanda, Islanda, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria.\nRestano esclusi dall\u0026rsquo;elenco: Svizzera, Principato di Monaco e il Regno Unito.\nSe vuoi sapere quanti giga hai a disposizione puoi farlo accedendo all\u0026rsquo;area personale dedicata sul sito del tuo operatore oppure puoi calcolarlo facilmente qua sotto 👇\nCalcola i tuoi giga in roaming in Europa Tariffa mensile: € = GB in Roaming: Attenzione: il tuo soggiorno non dovrebbe, di norma superare, i 3 mesi di permanenza, altrimenti potresti rischiare che tuo operatore recida il contratto.\nVoglio andare fuori dall\u0026rsquo;Europa! Spesso gli operatori italiani offrono dei pacchetti ad hoc per i paesi che si vogliono visitare. Questa può essere una soluzione veloce per avere qualche giga da utilizzate all\u0026rsquo;estero ma spesso non è la scelta più economica.\nPer esempio, guardando sui vari siti degli operatori nostrani è possibile trovare le seguenti offerte:\nTIM che offre 2 Giga a 30 € o 4 Giga per 25 € per gli USA, entrambe le offerte per 10 giorni. Vodafone è un po\u0026rsquo; più economico per gli USA in quanto da 10 Giga per 24,99 € mentre per gli altri paesi offre un pass giornaliero di 6 € che da tra i 100 e 500MB al giorno in base al paese Wind forse è il migliore per gli USA dato che da 10 Giga per una settimana per 10 € mentre per l\u0026rsquo;estero da 1 o 2 GB per una settimana a 14,99 € o 5 GB per un mese a 29,99 € Come dicevamo non sono soluzioni economiche e infatti consigliamo di valutare la prima soluzione che consigliamo per i viaggi lunghi qui di seguito.\nPure qui, in Marocco, nel nulla, siamo riusciti ad avere connessione! Viaggi lunghi Di seguito le soluzioni se prevedi di fare un viaggio lungo in giro per il mondo!\nLe mitiche SIM locali Le SIM locali sono la soluzione più economica e facile da sfruttare in giro per il mondo. Noi le abbiamo utilizzate in vari paesi sia Europei (Francia, Spagna e Portogallo dato che in questi paesi siamo rimasti a lungo disattivando le promozioni con i nostri operatori che ci garantivano meni giga) che extra Europa (Marocco, Senegal e Montenegro). Per farti un esempio in Portogallo la Vodafone offre dati illimitati\u0026nbsp; a una cifra ragionevole mentre in Francia abbiamo usato Reglo Mobile\u0026nbsp; , la più economica che si può acquistare in qualsiasi supermercato E.LeClerc. Se avessimo dovuto usare solo i giga a disposizione con gli operatori italiani non saremmo riusciti a lavorare.\nPer le informazioni sulle sim usate in Africa trovi tutto negli articoli dedicati:\nMarocco Senegal Il loro limite? Devi acquistarle ogni volta che entri in un nuovo paese, con il rischio di non trovare sempre la soluzione più ottimale, oltre al fatto che potresti non riuscire a sfruttare in toto l\u0026rsquo;offerta per la quale hai pagato se stai visitando più di un paese di fila.\nInternet illimitato Ma quindi è possibile avere Internet ILLIMITATO ovunque? Ebbene sì.\nConnect PLS è stata la soluzione migliore che potessimo trovare.\nCome funziona? ConnectPls è un servizio di abbonamento Internet che offre una copertura ad ampio raggio ai viaggiatori in oltre 130 paesi in tutto il mondo.\nOvunque davvero? Sì. L\u0026rsquo;unica limitazione è che a seconda del Paese in si utilizza il dispositivo, potrebbe essere applicato un fair use o un limite di velocità. Nei paesi indicati sul loro sito nel gruppo 1, quando l\u0026rsquo;utilizzo giornaliero dei dati supera i 5 GB si potrebbe riscontrare una diminuzione della velocità di connessione. Nei paesi del Gruppo 2 la connessione sarà a velocità 4G per 500 MB al giorno – 256 kbps una volta raggiunto il limite di velocità. Si tratta principalmente di una protezione contro l\u0026rsquo;abuso dell\u0026rsquo;utilizzo dei dati non personali su tutti i dispositivi, ma l\u0026rsquo;accesso ad Internet sarà in ogni caso illimitato.\nIl router ha una batteria infinita ed è portatile! Grande Giove! Perché ci ha cambiato la vita in viaggio Negli ultimi due mesi, vivendo come fulltime vanlifers, ci siamo ritrovati ad attraversare numerose frontiere in Europa e fuori Europa. Se in ogni paese avessimo dovuto cercare informazioni circa le offerte, ricercare dove comprare le sim una volta attraversata la dogana e sfruttare al meglio la promozione calcolando giorni e giga a disposizione avremmo perso tantissimo tempo! Con il router di Connect PLS, che viene inviato una volta stipulato l\u0026rsquo;abbonamento e completo di una sim cloud al suo interno, non abbiamo dovuto pensare più a nulla! Siamo sempre connessi, oltre ogni confine!\nScopri di più sul sito ufficiale\u0026nbsp; e ricevi uno sconto del 35% sul primo mese!\nMa quindi cosa scegliere? La risposta è: dipende!\nDove vado? La prima cosa da capire è dove si vuole andare: in Europa o fuori dall\u0026rsquo;Europa? E soprattutto: starò solo in un paese specifico o attraverserò più confini?\nQuanto dura il mio viaggio? La seconda cosa da capire è quanto durerà il viaggio: 1 settimana o più di un mese almeno?\nQuanto \u0026ldquo;internet\u0026rdquo; ho bisogno Questa domanda se la dovrebbe porre chiunque, imparando a conoscere l\u0026rsquo;effettivo consumo di giga senza che lo schermo del cellulare o del pc ci risucchino in vortici di video o immagini. Se stai pianificando un viaggio per vacanza ma non assolutamente rimanere fuori dalla socialità e postare in tempo reale sui social ogni dettaglio della tua fantasmagorica giornata allora sappi che avrai bisogno di parecchi giga, e a meno che tu non rimanga tutto il giorno attaccato al WIFI della hall dell\u0026rsquo;albergo ti servirà una promozione che non ti abbandoni la prima sera.\nSe sei un nomade digitale o un fulltime vanlifer cerca di capire le tue necessità di download o upload, e ricorda che non sempre i WIFI dei bar o co-working sono affidabili al 100%.\nIn breve Europa Extra Europa Più paesi Viaggio breve Roaming SIM Locale SIM Locali Viaggio Lungo SIM Locale ConnectionPLS ConnectionPLS 5 trucchi per risparmiare giga Veniamo ora ai trucchi che usiamo viaggiando per risparmiare giga e avere sempre a disposizione le infomazioni utili.\n1. Liste Broadcast di Whatsapp Questo è uno strumento facilissimo di Whatsapp che consente di inviare lo stesso messaggio a più contatti contemporaneamente, senza dover creare un gruppo in cui i partecipanti possano avere accesso ad altri contatti e senza dover scrivere più e più volte il messaggio in ogni chat o inoltrare sempre la stessa fotografia. Noi lo usiamo per aggiornare tutti i familiari e risparmiare mega che si trasformano in giga in un batter d\u0026rsquo;occhio: in questo caso infatti tu invierai un file e poi sarà Whatsapp a destinarlo senza pesare sul tuo consumo.\nUn messaggio solo per comunicare con tutti! Come creare e usare una lista broadcast Creare una lista broadcast è facilissimo ma dipende dal sistema operativo che si utilizza.\nSe utilizzi Android:\nTocca \u0026ldquo;Altre opzioni\u0026rdquo; \u0026gt; Nuovo broadcast. Cerca o seleziona i contatti che vuoi aggiungere. Tocca . Se utilizzi iOs:\nTocca Chat \u0026gt; Liste broadcast \u0026gt; Nuova lista. Cerca o seleziona i contatti che vuoi aggiungere. Tocca Crea. La lista sarà creata in automatico, solo tu vedrai i partecipanti, che potrai sempre aggiungere o eliminare e le risposte arriveranno a te come chat singole.\n2. Limitare dati Impostare il limite di consumo dei dati ti aiuterà ad evitare che alcune applicazioni scarichino dati in background a loro piacere ma a tuo sfavore, facendoti consumare più giga del previsto. Come fare?\nsu iOs\u0026nbsp; su Android\u0026nbsp; 3. Wi-Fi Map Wi-Fi Map è un\u0026rsquo;applicazione molto semplice da utilizzare che permette di individuare tutti i WiFi disponibili nella zona in cui si trova.\nCome funziona? I WiFi sono stati inseriti da altri utenti (e tu stesso puoi aggiungerne uno se lo trovi), che indicano se essi sono ad accesso libero o se richiedono una password e in tal caso quale è la password da inserire.\nFunziona sempre? Il limite di questa applicazione è che le password dei WiFi nel tempo possono essere modificate senza che nessuno le aggiorni o che il WiFi del bar\\ristorante non sia disponibile (es. il locale ha chiuso).\n4. Mappe offline Ci sono molti modi per scaricare le mappe offline sul cellulare. Noi utilizziamo principalmente:\nmaps.me che permette di scaricare le mappe di interi stati, anche se a volte decide di avventurarsi in strade impervie (controlla sempre il percorso, magari escludendo gli sterrati onde evitare di bucare subito una ruota a meno che tu non abbia un mezzo 4x4) google maps che permette di scaricare solo piccole porzioni di mappe garantendo però accesso ad informazioni quali supermercati, benzinai, ospedali etc .. nella zona 5. Film, libri e musica offline Prima di partire noi scarichiamo sempre film o libri o playlist musicali ai quali ci sappiamo che ci farebbe piacere avere accesso nei momenti si svago o durante la guida. Vuoi mettere ascoltare solo la radio in lingua locale? È pur vero che è un ottimo esercizio linguistico!\nNon ti resta che partire, ricordandoti di connetterti anche con il luogo che stai per visitare, con le persone del posto, i sapori e tutte le cose belle che potrai portare a casa come bagaglio culturale! Speriamo di esserti stati utili, ti aspettiamo nei commenti se avessi dubbi o curiosità.\n","country":null,"date":"dicembre 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1689177365/Articoli/Blog/internet-ovunque-illimitato_fkf4ms.png","permalink":"/blog/internet-illimitato-in-viaggio-come-farlo-in-europa-e-nel-resto-del-mondo/","title":"Internet illimitato in viaggio in Europa e nel mondo"},{"categories":["Bosnia in Camper","Itinerari in Camper"],"contents":"La Bosnia ed Erzegovina è un paese ancora non troppo preso d\u0026rsquo;assalto dal turismo, forse per un retaggio di quella guerra che negli anni 90 ha messo alla prova la popolazione dell\u0026rsquo;ex-Jugoslavia, che si ritrova a pagarne ancora le conseguenze.\nNoi, nonostante Sara fosse già stata a Sarajevo e a Mostar, abbiamo deciso di scoprire la nazione più lentamente, on the road, ed è stato addentrandoci nei suoi luoghi che abbiamo scoperto una terra serena, nonostante sia in vigore un sistema di governo altalenante che provoca continui cambi di pensiero.\nAbbiamo attraversato via terra la frontiera a nord est del paese, entrando dalla Croazia. È bastato esibire la carta d\u0026rsquo;identità e il libretto del mezzo e in una manciata di minuti eravamo in un nuovo paese, dove il rintocco delle campane si alterna al canto del muezzin, e dove coesistono la Republika Srpska (Repubblica Serba) e la Federazione di Bosnia ed Erzegovina, divisa a sua volta in 10 cantoni.\nQuesta soluzione politica adottata nel 1995 ha permesso di far coesistere non solo diversi gruppi etnico-culturali della Bosnia (serbi, croati e bosniaci), ma anche diverse fedi religiose (cristiana, musulmana, ortodossa ed ebraica).\nPer viaggiare noi ci assicuriamo con Genki che offre grandi benefici e una sottoscrizione mensile che può esser cancellata in qualsiasi momento.\nCosa vedere in Bosnia ed Erzegovina Il nostro itinerario prevede di attraversare il Paese con un viaggio on the road da nord a sud, dato che successivamente abbiamo proseguito verso il Montenegro.\nBanja Luka Banja Luka è la seconda città più grande del Paese ed è la capitale amministrativa della Repubblica Serba. La via centrale è un continuo interfacciarsi di chiese e moschee, ristorantini e locali, in un\u0026rsquo;atmosfera giovanile e conviviale. Noi abbiamo raggiunto le mura della vecchia fortezza medievale, da dove si ha una bella visuale sul fiume che divide la città. Non troppo distanti si trovano le terme di Vrucica, vere e proprie sorgenti con acqua calda, immerse in un piccolo canyon naturale. A metà strada verso la tappa successiva ci siamo fermati al monastero ortodosso di Krupa, del quale vi consigliamo di visionare gli interni. A pochissimi chilometri di distanza potete ammirare alcuni mulini ad acqua ancora funzionanti e d\u0026rsquo;estate acquistare la farina prodotta in loco.\nJajce Seguendo la valle del fiume Vrbas si arriva a Jajce, meta famosa per le omonime cascate alte 17 metri e poste proprio nel centro cittadino. Per accedervi occorre pagare un ticket, ma seguendo i locali che passeggiano tranquilli per le strade del paese e i parchi cittadini si riesce ad ammirarle dall\u0026rsquo;alto anche senza pagare. Dal centro cittadino, che pullula di bar e negozietti, si può salire in cima alla collina che conduce al forte (attenzione: qui accettano solo la moneta locale per l\u0026rsquo;ingresso). A 10 minuti di strada da Jaice si trovano invece i mulini, cosiddetti Mlincici, e il lago Pliva. Ad oggi i mulini non sono più attivi ma una comoda passerella permette di camminarvi in mezzo e ammirare la natura circostante.\nleggi anche Tour di Sarajevo in un giorno Visoko e le piramidi bosniache Questa meta non era prevista nel nostro itinerario, ma dovendo cercare un posto per spezzare il viaggio abbiamo tentato di approfittarne per visitare un altra meta \u0026ldquo;degna di attenzione\u0026rdquo;. Purtroppo le \u0026ldquo;piramidi\u0026rdquo; a noi non sono piaciute particolarmente e occorre un po\u0026rsquo; di fantasia per chiamare in tal modo le colline del posto. Sicuramente la natura qui è piacevolmente rigogliosa, ma è valsa la pena fermarsi proprio solo come tappa per pranzare prima di raggiungere la capitale Sarajevo.\nSarajevo Visitare Sarajevo senza che la mente torni ai giorni della guerra è pressoché difficile: i segni del conflitto sono ovunque, sui muri, nei monumenti e nelle lapidi, nei musei e nelle mostre. Nonostante ciò Sarajevo è una città piccola ma piena di vita. Qui, come nel resto del paese, si mescolano 4 religioni diverse e culture diverse, per cui ci si ritrova a passeggiare fra chiese, cattedrali ortodosse, moschee e sinagoghe.\nNoi abbiamo dedicato due mezze giornate alla città, se vuoi saperne di più puoi leggere l\u0026rsquo;articolo che abbiamo scritto in merito qui.\nLa prima tappa è stato il Museo del Tunnel, nei pressi dell\u0026rsquo;aeroporto. Il tunnel fu scavato in gran segreto a mano, da valorosi volontari attivi su 4 turni di 8 ore no stop, partendo da una casa privata sotto l’aeroporto (unica zona non bombardata), e serviva per far fuggire gli abitanti della città sotto assedio, ma anche per rifornire di cibo e munizioni. Si trova a pochi chilometri dal centro città ed è visitabile in autonomia o con guida (pagamento solo con moneta locale). In loco è presente un comodo parcheggio a pagamento dove accettano e cambiano gli euro. Possibilità di caricare acqua e sostare per la notte a tariffa raddoppiata. Questo tunnel, denominato anche \u0026ldquo;tunnel della speranza\u0026rdquo;, è stato il motivo grazie al quale la città è riuscita a mantenersi viva: 700 metri di galleria sotterranea (oggi ne sono visitabili 25) per consentire di far arrivare in città cibo, acqua, medicinali, gasolio e tutto ciò che serviva per far sopravvivere la popolazione. Consigliamo veramente di visitarlo per capire di più la tensione di quegli anni.\nDa qui ci siamo diretti verso le montagne alle spalle di Sarajevo, per raggiungere la vecchia pista da bob utilizzata durante le Olimpiadi invernali del 1984 e poi diventata tristemente famosa come postazione dei cecchini e mortai serbi durante la guerra. Il luogo può sembrare un po\u0026rsquo; tetro dato che è totalmente in disuso, ma i numerosi segni di mortaio e proiettili sono stati un po\u0026rsquo; mascherati da graffiti e opere di street-art. Raggiungendo la sommità si arriva ad un punto panoramico decisamente superbo sulla città. Questa zona si può raggiungere in auto in una ventina di minuti o con la funicolare che parte dal centro città.\nIl giorno successivo l\u0026rsquo;abbiamo dedicato alla scoperta del vecchio quartiere della città, la Baščaršija, un susseguirsi di viuzze acciottolate, costellate di pasticcerie, ristoranti e negozietti di artigianato. Un grande bazar insomma, in cui domina la scena la moschea ottomana di Gazi Husrev-bey. In Piazza Sebilj si trova invece una fontana settecentesca, vicino alla quale si possono ammirare ogni giorno centinaia di piccioni sfamati da turisti e locali. Non lontano si trovano la Biblioteca Nazionale, incendiata quasi totalmente dai bombardamenti serbi, e il Ponte Latino, luogo in cui ebbe origine l\u0026rsquo;omicidio di Francesco Ferdinando che scatenò la Prima Guerra Mondiale. Interessante è “la linea che divide oriente da occidente” lungo la Bascarsija: un punto preciso in cui finisce improvvisamente l’architettura islamica ed inizia improvvisamente la parte austriaca. Qui si mescolano di nuovo non solo architettura, ma anche religioni e culture. In ultimo abbiamo approfittato di un negozietto per rifocillarci con burek (la tipica sfoglia ripiena dei Balcani) e yogurt e siamo tornati al camper per raggiungere la cittadina di Konjic.\nKonjic Questa cittadina è attorniata da colline bellissime e se amate gli sport estivi come il canottaggio potrebbe davvero fare al caso vostro. Noi abbiamo passeggiato per le sue viuzze e attraversato lo storico ponte, ma se avete interesse ed occasione potreste visitare il Bunker di Tito. Si tratta di un grande segreto della ex Jugoslavia, un vero e proprio bunker adibito alla salvaguardia dell\u0026rsquo;ex presidente e del suo entourage, oggi totalmente restaurato e divenuto museo: si narra che Tito non l\u0026rsquo;abbia nemmeno mai visto ultimato. La visita è possibile solo con guida in orari prestabiliti, in caso vi conviene informarvi sul sito web\u0026nbsp; o al centro informazioni.\nMostar Mostar è forse la meta più turistica di tutta la Bosnia ed Erzegovina, il cui simbolo è il ponte Stari most (ponte vecchio), distrutto nel 1993 durante la guerra e ricostruito nel 2004. Oggigiorno non è raro vedere ragazzi che in cambio di offerte si tuffano dall’alto dei 20 metri del ponte. Per arrivarsi basta camminare lungo le vie del piccolo centro storico che pullula di ristoranti e bancarelle, arrivare alla moschea Koski Mehmed-Pasha (dove è possibile salire sul minareto per avere una vista panoramica sulla città) e percorrere i ciottoli che costeggiano il fiume Neretva fino al ponte. Da qui si può scendere verso sinistra e ritrovarsi sulla sponda per ammirare lo Stari Most dal basso oppure terminare il giro cittadino addentrandosi di nuovo tra vicoli e ristoranti fino a raggiungere un secondo ponticello, anch\u0026rsquo;esso però molto scenografico.\nBlagaj Blagaj è un piccolo villaggio incastonato fra vigneti e montagne, non troppo distante da Mostar, che deve la sua importanza al monastero Blagaj Tekija, un monastero derviscio risalente al 1500. Ricostruito di recente e abbandonato dai dervisci durante la Seconda Guerra Mondiale per ordine dei nazisti, resta tutt\u0026rsquo;oggi particolare per essere incastonato nella montagna sulla sorgente del fiume Buna. Arrivando ci si ritrova in un luogo un po\u0026rsquo; snaturato poiché sono stati creati numerosi ristoranti lungo il letto del fiume, e anche trovare la giusta strada per raggiungere il punto panoramico non è semplicissimo (a proposito, spieghiamo come fare nel nostro video in merito).\nPočitelj Počitelj è un antico villaggio arroccato tra le mura. È impossibile non ammirarlo già dal basso, ma è camminando fra le sue viuzze acciottolate, inerpicandosi fino in cima alla torre e raggiungendo la fortezza, che sembra di essere catapultati in un passato lontano. Questo villaggio è stato disabitato per tantissimi anni ed è solo grazie alla costruzione della nuova statale che ha potuto acquisire vigore.\nTrebigne Trebigne è la città più a sud, a un\u0026rsquo;ora dal confine con il Montenegro. La città di per sé non ha granché da offrire. Degni di visita sono invece il monastero ortodosso Tvrdos, a 10 minuti dalla città, che contiene affreschi a dir poco splendidi, in un ambiente circondato da vigneti, e il monastero ortodosso che si trova sulla sommità della collina, dove è possibile godere di un panorama mozzafiato.\nInformazioni utili e considerazioni Noi abbiamo sempre effettuato sosta in libera e utilizzato due parcheggi a pagamento centrali per la visita diurna nelle cittadine di Sarajevo e Mostar. La Bosnia ed Erzegovina si è rivelata un paese davvero sicuro e si trovano numerosi campeggi, forse un po\u0026rsquo; cari per il paese, mentre non si trovano aree di carico e scarico gratuite.\nLe strade sono in ottimo stato, tenendo conto che noi abbiamo attraversato solo strade statali e non autostrade.\nSperiamo che questo itinerario vi sia stato di aiuto e di ispirazione e se avete curiosità o domande vi aspettiamo nei commenti! Per tutti gli altri itinerari relativi ai Balcani vi rimandiamo alla sezione apposita, mentre se volete rivivere le nostre avventure un po\u0026rsquo; dal vivo sul canale Youtube trovate i video dedicati alla Bosnia ed Erzegovina.\nCosa vedere e dove parcheggiare il camper? Scoprilo con la comoda mappa qui sotto:\n","country":"Bosnia","date":"novembre 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1689874010/Articoli/Bosnia/bosnia-in-camper_tnretz","permalink":"/blog/bosnia-e-erzegovina-in-camper/","title":"Bosnia ed Erzegovina in camper: tour di 7 giorni"},{"categories":["Balcani in Camper","Itinerari"],"contents":"Sarajevo, la capitale della Bosnia, è una città viva e dinamica, ma camminando per le sue vie non si possono non notare i segni di una guerra non troppo passata. Gli anni \u0026lsquo;90 qui si vivono ancora attraverso i buchi dei proiettili nei muri delle case, nei cimiteri sparsi qua e là, nei musei. Come nel resto del paese a Sarajevo si mescolano 4 religioni diverse oltre a culture diverse, per cui ci si ritrova a passeggiare fra chiese, cattedrali ortodosse, moschee e sinagoghe, tra rintocchi di campane e il canto del muezzin. Noi abbiamo visitato la città in due mezze giornate, ma l\u0026rsquo;itinerario che vi lasciamo si può perfettamente compiere in un giorno solo. Per gli spostamenti, dato che un paio di mete si trovano nella periferia cittadina e non sono assolutamente raggiungibili a piedi, abbiamo sfruttato il nostro van, ma abbiamo visto tantissime persone usufruire dei numerosi taxi.\nPrima di iniziare, se siete interessati a scoprire altre mete secondo noi imperdibili della Bosnia ed Erzegovina e a qualche informazione utile per recarvi in questo stato, vi rimandiamo all\u0026rsquo;articolo completo del nostro viaggio in van.\nSarajevo: cosa visitare Museo del Tunnel Questo museo si trova nei pressi dell\u0026rsquo;aeroporto di Sarajevo e permette di visitare il tunnel che fu scavato proprio sotto l\u0026rsquo;aeroporto (unica zona non bombardata) in gran segreto e a mano da valorosi volontari attivi su 4 turni di 8 ore no stop. L\u0026rsquo;ingresso si trovava e si trova tutt\u0026rsquo;oggi nel cortile di un\u0026rsquo;abitazione privata e serviva a far fuggire gli abitanti e a rifornire di cibo e munizioni. È visitabile in autonomia o con guida (pagamento solo con moneta locale). In loco è presente un comodo parcheggio a pagamento (dove accettano e cambiano gli euro), in cui è possibile caricare acqua e sostare per la notte a tariffa raddoppiata. Questo tunnel, denominato anche \u0026ldquo;tunnel della speranza\u0026rdquo;, è stato il motivo grazie al quale la città è riuscita a mantenersi viva: 700 metri di galleria sotterranea (oggi ne sono visitabili 25) per consentire di far arrivare in città cibo, acqua, medicinali, gasolio e tutto ciò che serviva per far sopravvivere la popolazione. Consigliamo veramente di visitarlo per capire di più la tensione di quegli anni.\nPista da bob La vecchia pista da bob utilizzata durante le Olimpiadi invernali del 1984 e poi diventata tristemente famosa come postazione dei cecchini serbi durante la guerra si trova a una ventina di minuti da Sarajevo centro, in prossimità delle montagne che circondano la città. Il luogo può sembrare un po\u0026rsquo; tetro dato che è totalmente in disuso, ma i numerosi segni di mortaio e proiettili sono stati un po\u0026rsquo; mascherati da graffiti e opere di street-art. Raggiungendo la sommità si arriva ad un punto panoramico decisamente superbo sulla città. Questa zona si può raggiungere in auto, in taxi o con la funicolare che parte dal centro città. È presente un comodo parcheggio dal quale in 10 minuti a piedi si raggiunge la pista da bob e con altri 10 il punto panoramico. Al tramonto è un luogo davvero suggestivo (prestate attenzione perché non c\u0026rsquo;è alcuna illuminazione lungo il tragitto).\nBaščaršija È il quartiere turco, un susseguirsi di viuzze acciottolate, costellate di pasticcerie, ristoranti e negozietti di artigianato. Un grande bazar insomma, in cui domina la scena la moschea ottomana di Gazi Husrev-bey.\nPiazza Sebilj Situata proprio a fianco del quartiere antico, ospita una fontana settecentesca, vicino alla quale si possono ammirare ogni giorno centinaia di piccioni sfamati da turisti e locali.\nBiblioteca Nazionale Incendiata quasi totalmente dai bombardamenti serbi, si narra che durante l\u0026rsquo;incendio numerosi studenti abbiano tentato invano e mettendo a rischio la propria vita, di salvare qualche prezioso volume.\nPonte Latino È il famoso ponte in cui ebbe origine l\u0026rsquo;omicidio di Francesco Ferdinando che scatenò la Prima Guerra Mondiale.\nLinea che divide oriente da occidente Si trova vicino alla Bascarsija ed è un punto preciso indicato da una scritta a terra in cui finisce improvvisamente l’architettura islamica ed inizia improvvisamente la parte austriaca. Qui si mescolano di nuovo non solo architettura, ma anche religioni e culture.\nSarajevo street food Se come a noi vi viene fame passeggiando per le vie della città vi consigliamo di mangiare un burek, la tipica sfoglia ripiena (solitamente con carne, spinaci e formaggio, patate) dei Balcani. Se volete assaporarlo come dei veri local accompagnatelo con un vasetto di yogurt bianco liquido. Buon appetito!\nCuriosi di vedere le nostre impressioni dal vivo sulla città? Potete scoprire tutto nel Vlog dedicato a Sarajevo.\n","country":"Bosnia","date":"novembre 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1689874010/Articoli/Bosnia/sarajevo-piazza-centrale_clzpim.jpg","permalink":"/blog/tour-di-sarajevo-in-un-giorno/","title":"Tour di Sarajevo in un giorno"},{"categories":["Balcani in Camper"],"contents":"Lasciata la Slovenia alle spalle abbiamo deciso di visitare on the road una parte di Croazia spesso ignorata dal turismo, lontano dalle splendide località balneari e dalle immagini da cartolina con mare cristallino.\nIl paesaggio dell\u0026rsquo;entroterra croato è caratterizzato da vaste pianure coltivate a grano, mais e barbabietole, che si estendono tra colline e zone di roccia carsica.\n5 tappe attraverso una Croazia sconosciuta Il nostro itinerario di 5 tappe, nel quale vi lasciamo anche i luoghi in cui abbiamo sostato e pernottato, ci ha permesso di visitare non solo la capitale, Zagabria (a proposito, scopri il nostro tour di un giorno della città qui qui), ma anche borghi antichi, boschi, castelli e riserve etnografiche e ornitologiche fino al confine con la Bosnia e Erzegovina.\nSamobor Samobor, che dista circa un\u0026rsquo;ora dalla capitale, è un piccolo villaggio di casette a tinta pastello attraversato da un torrente e circondato da boschi che permettono numerose escursioni. Famoso è il Carnevale di Samobor, che rimanda ad antiche tradizioni letterarie e musicali. La scena è dominata dall\u0026rsquo;alto dalle rovine del castello, mentre in paese non è raro trovare bancarelle che vendono prodotti tipici come miele, biscotti e vino della zona. Sosta in libera presso la stazione dei bus\u0026nbsp; , in ampio parcheggio con cestini per i rifiuti e wifi gratuito ( scopri di più su WiFi4EU\u0026nbsp; ).\nZagabria Zagabria, città dotata del fascino della vecchia Europa, è allo stesso tempo ricca di musei e gallerie d\u0026rsquo;arte contemporanea che la rendono una meta moderna. Noi l\u0026rsquo;abbiamo visitata mentre si svolgeva la maratona, in un clima decisamente giovanile e festivo. Basta un giorno? Se non si hanno grosse pretese di visitare anche i musei sì.\nNoi abbiamo parcheggiato gratuitamente di domenica a 30 minuti a piedi dal centro città ( qui\u0026nbsp; ) e abbiamo pernottato sempre gratuitamente vicino allo zoo\u0026nbsp; .\nCigoc Il villaggio di Cigoc è \u0026ldquo;famoso\u0026rdquo; per i numerosi nidi di cicogne che si trovano sulle casette di legno tipiche del paese: il periodo migliore per visitare questi luoghi è luglio/agosto. Cigoc si trova nel mezzo del Parco Naturale di Lonjsko Polje, una distesa paludosa nella regione di Posavina, meta popolata da cicogne e numerosi altri volatili oltre che da cavalli, maialini, mucche e cinghiali. A Cigoc si può percorrere una passeggiata gratuita di 5 km immersa nella natura oppure si possono intraprendere dei veri e propri trail a pagamento (dalla cifra irrisoria di 3 euro circa). L\u0026rsquo;atmosfera ad ottobre era leggermente inquietante, tanto che sembrava di attraversare un paese fantasma popolato solo da galline e cani randagi. La sosta libera notturna non è permessa, ma volendo si trova un campeggio in centro paese che costa 30 euro a notte. Noi abbiamo proseguito verso il villaggio successivo.\nKrapje Il vicino villaggio di Krapje è una meta decisamente più pittoresca, caratterizzata da un\u0026rsquo;unica via centrale costellata da tradizionali casette in legno. Qui\u0026nbsp; si trova un centro informazioni con un comodo parcheggio presso il quale abbiamo pernottato gratuitamente e che mette a disposizione bagni pubblici, tavolini per picnic e wifi (WIFI4EU). Nei dintorni parte un trail a pagamento che conduce verso la foresta ove non è consentito proseguire dato l\u0026rsquo;alto numero di animali selvatici.\nJasenovac Nel villaggio di Jasenovac abbiamo voluto effettuare una visita commemorativa al Campo di Concentramento utilizzato dal 1941 al 1945 durante la Seconda Guerra Mondiale, teatro dello sterminio di serbi, ebrei, zingari e oppositori politici e purtroppo di numerosi bambini. Sul luogo oggi non rimane nulla, se non una vecchia rotaia, un treno, un memoriale e il Museo Commemorativo.\nDa qui si può attraversare la dogana per raggiungere la Bosnia ed Erzegovina. Noi abbiamo dovuto proseguire verso il paese di Slavonski brod per ritirare la sim che ci permette di avere Internet illimitato in tutto il mondo\u0026nbsp; (codice sconto: vandipety) e abbiamo attraversato qui la frontiera per raggiungere Banja Luka e continuare le nostre avventure verso Est.\n","country":"Croazia","date":"novembre 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1689874010/Articoli/Croazia/zagabria-cimitero-monumentale-okqqcg.jpg","permalink":"/blog/croazia-in-camper-un-itinerario-decisamente-alternativo/","title":"Croazia in camper: un itinerario decisamente alternativo"},{"categories":["Balcani in Camper","Itinerari"],"contents":"La capitale della Croazia, Zagabria, è una città che mantiene il fascino della vecchia Europa ma che al tempo stesso vanta numerosi musei e gallerie d\u0026rsquo;arte contemporanea.\nTutto il centro storico è percorribile a piedi, mentre consigliamo di spostarvi in camper/van o di utilizzare i mezzi pubblici per raggiungere due mete particolari ma molto interessanti come il Parco di Maksimir e il Cimitero di Mirogoj.\nLa città si divide tra parte Bassa e parte Alta, raggiungibili a piedi oppure tramite la funicolare più piccola d\u0026rsquo;Europa.\nIn tutto il centro cittadino si trovano numerosi locali dove potersi riposare assaggiando i piatti tipici, anche se i menu non ci sono sembrati molto economici.\nNoi abbiamo visitato la capitale di domenica, giorno in cui abbiamo usufruito del parcheggio gratuito a 20 min dal centro. Purtroppo o per fortuna era giorno di maratona quindi abbiamo goduto di una bella atmosfera conviviale ma che non ci ha permesso di ammirare appieno la piazza centrale. Inoltre la facciata della cattedrale e la piazza di San Marco erano ricoperte dai ponteggi per i lavori di restauro. Abbiamo prolungato la nostra sosta al lunedì per raggiungere anche il Cimitero che si trova a nord della città. Se vuoi scoprire le altre mete del nostro tour in Croazia a bordo del van trovi tutto in questo articolo.\nItinerario di Zagabria in un giorno 1. Ban Josip Jelačić Square La piazza centrale più famosa della capitale si trova nella Città Bassa ed è interamente pedonale; vi si affacciano numerosi palazzi e locali, oltre alla statua di un famoso condottiero.\n2. Mercato di Dolac Situato subito a ridosso della piazza principale, un tempo questo storico mercato pullulava di bancarelle di frutta e verdura su cui le Kumize, le donne anziane che raggiungevano la città, vendevano i prodotti delle loro campagne, oltre a potervi trovare spezie, fiori e chioschi dove assaggiare le specialità tipiche del luogo. Oggi viene ancora allestito ogni giorno (lun-ven 6:00-14:00, sab fino 15:00, dom fino 12:00) ma è decisamente meno pittoresco.\n3. Cattedrale di Zagabria Il luogo di culto più importante della città si trova a 260 m dal Mercato di Dolac ed è dedicato all\u0026rsquo;Assunzione della Beata Vergine Maria. Al suo interno può ospitare più di 5.000 persone e le sue due guglie, alte 108 m, sono visibili da ogni punto della città. Peccato averla trovata chiusa per restauro. Sul piazzale abbiamo comunque potuto ammirare il monumento della Beata Vergine Maria, con in cima una statua dorata.\n4. Funicolare e Lotrscak Tower La Uspinjača, ovvero la funicolare più piccola al mondo (attiva tutti i giorni dalle 6:30 alle 22:00, al costo di 5,00 HRK/€0,65 a corsa) è considerata Patrimonio Culturale protetto, è lunga solo 66 m e impiega solo 64 secondi per raggiungere la città Alta, altrimenti raggiungibile in 10 minuti a piedi. Qui potrete ammirare la Lotrsack Tower, il punto di difesa più importante della città, sulla quale si può salire a pagamento per ammirare Zagabia dall\u0026rsquo;alto.\n5. Piazza Markov e Chiesa di San Marco Situate a 3 min a piedi dalla Lotrsack Tower, vi faranno immergere nel cuore della parte medievale di Zagabria. Oltre ad ospitare la sede del Parlamento, la piazza permette di visitare (se avete più fortuna di noi e non trovate le transenne) la Chiesa di San Marco sul cui tetto si possono ammirare gli stemmi della Croazia, della Dalmazia e della Slavonia.\n6. Parco di Maksimir È un vero e proprio polmone verde della capitale, al cui interno si trova anche lo Zoo. L\u0026rsquo;accesso è gratuito (tranne allo zoo) e si ha l\u0026rsquo;imbarazzo della scelta per passeggiare tra laghetti e alberi secolari: questo parco era un tempo un bosco poi risistemato dal Vescovo cittadino nel 18° secolo.\n7. Cimitero di Mirogoj È uno dei cimiteri più belli d\u0026rsquo;Europa, completamente immerso nel verde, con al suo interno numerose cappelle e veri e propri monumenti. Si trova a 3 km da Piazza Markov.\n8. Musei All\u0026rsquo;inizio di questo articolo citavamo la presenza di numerosi musei, come il Museo Mimara che è uno dei più famosi del Paese, il Museo di Arte Naif, il Museo Archeologico, il Museo delle Relazioni Interrotte. Noi non li abbiamo visitati ma potrebbero essere delle mete interessanti da inserire in un giorno in più disponibile alla visita della capitale croata.\nVlog Se vuoi rivivere le emozioni a caldo della visita di Zagabria e passeggiare per il parco insieme a Olimpia e Sakè, i nostri cane e gatto, ti lasciamo qui sotto il video dedicato. Buona visione e buona passeggiata!\n","country":"Croazia","date":"novembre 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1689874010/Articoli/Croazia/zagabria-treno-citta-alta-cfhpjk.jpg","permalink":"/blog/zagabria-in-un-giorno/","title":"Zagabria in un giorno: tour a piedi e in camper della capitale dela Croazia"},{"categories":["Balcani in Camper","Itinerari"],"contents":"Lubiana è una delle capitali europee meno conosciute e più piccole, eppure racchiude un fascino particolare misto a un\u0026rsquo;atmosfera conviviale e giovanile. Visto che non è enorme si visita tranquillamente a piedi in un giorno o in un weekend e permette di raggiungere facilmente altre mete del paese (che trovi comodamente qui).\nEcco allora le 8 cose da vedere a Lubiana in un tour a piedi per non perdersi niente di questa fantastica capitale!\n1. Quartieri di Krakovo e Trnovo La nostra visita della capitale non può che iniziare da Krakovo, uno dei quartieri più antichi di Lubiana, diviso dal vicino Trnovo dal canale Gradaščica e da uno scenografico ponte. Qui oltre a passeggiare piacevolmente fra le persone del posto, potete ammirare alcuni resti romani e afFacciarvi su scorci davvero pittoreschi.\nleggi anche Slovenia in camper: 5 giorni tra montagne e borghi storici 2. Piazza del Congresso Situata vicino al fiume, Piazza del Congresso è una delle principali piazze della città. Sorge sulle rovine di un convento cappuccino e proprio qui la popolazione slovena dichiarò l\u0026rsquo;indipendenza dall\u0026rsquo;Austria-Ungheria nel 1918. Oggi vi si affacciano l\u0026rsquo;università, la chiesa delle Orsoline e la Filarmonica.\n3. Piazza della Rivoluzione francese La Piazza della Rivoluzione Francese si trova a pochi passi dalla biblioteca nazionale. Nel mezzo della piazza c\u0026rsquo;è un obelisco dedicato a Napoleone e un monumento in ricordo della Rivoluzione francese.\n4. Piazza della Repubblica La piazza Trg Republike ospita il Parlamento e due veri e propri grattacieli, che un tempo erano la sede del partito comunista. In questa piazza, nel 1991, fu dichiarata l\u0026rsquo;indipendenza del paese dalla Jugoslavia.\n5. Vecchia Lubiana Della Lubiana medievale non rimangono che le mura ma si può ammirare Piazza Prešeren, che ospita due ponti famosi: il Ponte dei Draghi e il Triplice Ponte.\nIl primo è impreziosito da quattro draghi alati, simbolo della città. Il secondo invece, originariamente unico, e diventato oggi uno dei ponti più caratteristici d\u0026rsquo;Europa, e conduce di fronte alla Chiesa Rosa dei francescani e al monumento in onore del più grande poeta sloveno, France Prešeren.\nIn questo quartiere si trova anche il Mercato di Lubiana.\n6. Il castello Ljubljanski grad è uno dei simboli della città ed essendo stato costruito in cima al colle chiamato Grajska Planota, domina la capitale dall\u0026rsquo;alto ed è visibile praticamente da dovunque ci si trovi. Si può raggiungere a piedi in una ventina di minuti in salita oppure tramite la comoda funicolare.\nCostruito nel 1200 e utilizzato per vari scopri, fra cui quello di prigione, oggi ospita un museo e un bar con una bellissima vista sulla città.\n7. Metelkova Mesto Metelkova Mesto è un complesso artistico e culturale che nacque negli anni Novanta dove oggi si organizzano festival, concerti alternativi e mostre. Ogni facciata dei palazzi un tempo occupati è abbellita con graffiti e opere d\u0026rsquo;arte. Di sera questo quartiere si trasforma in punto di ritrovo per giovani studenti, mentre noi l\u0026rsquo;abbiamo visitato di mattina presto per coglierne l\u0026rsquo;aspetto artistico. Lo paragoneremmo a Christiania di Copenhagen, molto più sicuro e pulito però rispetto quartiere danese.\n8. Parco Tivoli Il Parco Tivoli occupa un quinto del suolo della capitale e offre sentieri che si diramano in varie direzioni oltre a viali alberati, un giardino botanico, una piscina olimpionica all\u0026rsquo;aperto, due castelli (il Castello di Tivoli, sede di una galleria d\u0026rsquo;arte, e il Castello Cekin,sede del Museo di storia contemporanea) e uno zoo. In ogni angolo vien voglia di sedersi e godere dei soli suoni della natura. Anche se avete poco tempo a disposizione merita una passeggiata!\nVi è venuta fame? Se dopo tutto questo camminare ti è venuta fame vi consigliamo di non perdere uno degli street food più famosi dei balcani, il burek, una simil pasta sfoglia ripiena e arrotolata.\nNoi l\u0026rsquo;abbiamo acquistato da Nobel Burek, un\u0026rsquo;istituzione in città, aperta 24 ore su 24 e meta di chiunque, sia dal lavoratore mattiniero che dallo studente di ritorno dalla vita notturna. Quale gusto scegliere? Il più tipico pare essere quello al formaggio, ma puoi decidere di provare anche la versione ripiena di patate, spinaci, carne e addirittura gusto pizza!\nSe non sei ancora stufo scopri insieme a noi la visita della città!\n","country":"Slovenia","date":"ottobre 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1689874010/Articoli/Slovenia/lubiana-canale-chiesa-rossa_mr4v7r.jpg","permalink":"/blog/lubiana-un-giorno-capitale-slovenia/","title":"Lubiana in un giorno: 8 cose da fare per scoprire al meglio la capitale della Slovenia"},{"categories":["Balcani in Camper","Itinerari"],"contents":"La Slovenia è stata la nostra prima meta da quando abbiamo iniziato il nostro \u0026ldquo;Balkan Tour\u0026rdquo;, avevamo davvero poche aspettative ed è così che abbiamo scoperto con i nostri occhi questo paese meraviglia dopo meraviglia. Appena varcato il confine da Gorizia in direzione Nova Goritza davanti a noi si è aperto un ventaglio di natura incastonata fra le montagne, uno spettacolo per gli occhi, curva dopo curva, paesino dopo paesino che ci ha fatto rivalutare subito\nAbbiamo fin da subito deciso di non acquistare la vignetta, obbligatoria se decideste di percorrere invece la rete autostradale, e di imboccare viuzze un po\u0026rsquo; impervie ma fattibili con un mezzo come il nostro (un van di 5.40 metri) e decisamente appaganti per la vista.\nItinerario In questo tour abbiamo deciso di non puntare alle mete turistiche sul mare che offre la Slovenia, ma di attraversare il paese godendo delle montagne, visitando la capitale e altri borghi ricchi di storia. Ecco di seguito le nostre tappe:\nGiorno 1: Kranji\nGiorno 2: Lubiana\nGiorno 3: Celje\nGiorno 4: Maribor\nGiorno 5: Ptuj\nA questo punto potete proseguire il vostro viaggio nei Balcani come noi, verso l\u0026rsquo;interno della Croazia, oppure ripiegare sulla costa per ritornare in Italia. A voi la scelta!\nKranji Questa cittadina è stata per noi la prima piacevole scoperta della Slovenia. Spesso dimenticata o sfruttata solo di passaggio per chi si reca al famoso lago di Bled, sorge tra due fiumi ed è incastonata fra le montagne.\nPasseggiando fra le sue viuzze si nota però uno slancio al futuro osservando la splendida biblioteca pubblica che offre tra l\u0026rsquo;altro una meravigliosa vista panoramica sulla città.\nLa piazza principale, Piazza Slovena, è accerchiata da quattro edifici che rappresentano quattro diverse epoche storiche e da qui si raggiungono comodamente il teatro Prešeren e la chiesa con il campanile sul quale si può salire. Attraversando il ponte si può ammirare dall\u0026rsquo;alto un piccolo canyon, raggiungibile con una scaletta laterale che vi condurrà in una passeggiata tranquilla immersa nella natura.\nDurante la Seconda guerra mondiale nella città di Kranj vennero scavate diverse gallerie sotterranee, ancora oggi intatte e visitabili con una guida o durante eventi particolari.\nTutta la cittadina è percorribile a piedi o in bici ma se doveste averne bisogno un comodo pullmino elettrico gratuito vi trasporterà ovunque avrete bisogno.\nCome accennavamo all\u0026rsquo;inizio di questo articolo, abbiamo scelto di percorrere solamente le strade statali. Partendo da Nova Goritza il navigatore ci dava due opzioni: passare da Lubiana oppure passare attraverso le montagne. Abbiamo optato per quest\u0026rsquo;ultima ignari del fatto che ci avrebbe fatto percorrere un tratto di strada, la 608, spettacolare ma non asfaltato, attraverso un canyon di roccia che potrebbe farvi sudare non poco, regalandovi però scorci in montagna davvero suggestivi. Se volete anche voi cimentarvi in questa impresa prestando particolare attenzione alla lunghezza del vostro mezzo!\nDove dormire a Kranji Noi abbiamo trascorso una notte tranquilla in libera vicino al centro sportivo. Il centro è raggiungibile a piedi in 20 minuti e da questo parcheggio partono bellissime passeggiate, ottimo se si viaggia con animali. Poossibilità di accedere a un Wi-Fi.\nLubiana Della pittoresca capitale a ridosso del fiume Ljubljanica ve ne parliamo in un articolo dedicato (che trovi qui). Merita assolutamente un visita!\nDove dormire a Lubiana Per visitare la città abbiamo parcheggiato in centro (per la modica cifra di 0.50 cent l\u0026rsquo;ora) mentre per dormire abbiamo pernottato in libera poco fuori dalla città vicino ad una scuola. Notte tranquilla, Wi-Fi disponibile alla stazione dei bus. L\u0026rsquo;unico problema di questo parcheggio è che si rischia di rimanere bloccati perché parcheggiano ovunque!\u0026nbsp; .\nCelje Soprannominata la città dei principi, per questioni storiche, a Celje potrete ammirare il Palazzo del principe che sorge al centro della Piazza dei signori di Celje, oggi diventato museo per raccontare la storia della città. Da qui potete raggiungere comodamente piazzetta Slomškov Trg che ospita anche la Chiesa abbaziale di San Daniele, il museo per bambini con 300 giocattoli, la statua di Josip Pelikan, pioniere della fotografia e quella di Alma Karlin, scrittrice e viaggiatrice di inizio 900, che si trova nei pressi della stazione.\nSul lungofiume invece troverete la Biblioteca Centrale e la statua dello zatteriere, per commemorare la via fluviale della quale gli zatterieri si servivano per trasportare il legname da e verso Celje. Da qui si può ammirare il castello che sorge in posizione panoramica, raggiungibile sia in auto sia con una passeggiata di mezz’oretta di cammino dal centro di Celje.\nDove dormire a Celje La città offre vari posti per dormire sia in libera che in aree camper. Noi abbiamo deciso di spostarci in un\u0026rsquo;area camper gratuita a pochi chilometri immersa nelle colline.\nMaribor Anche Maribor vanta un imponente castello, situato però in pieno centro storico e decisamente meno scenografico di altri che svettano sulle colline del paese. Noi abbiamo preferito perderci fra le stradine pittoresche e arrivare al quartiere Lent, dove si trova la \u0026ldquo;vite più longeva al mondo\u0026rdquo;: da oltre 4 secoli questa vite, Patrimonio Unesco, produce un’uva utilizzata per creare dell’ottimo vino rosso la cui produzione è limitata e riservata a pochi eletti (speriamo un giorno di rientrare fra di essi!).\nDa non perdere uno sguardo alla facciata del palazzo postale che sorge nei pressi della enorme Cattedrale vicino a cui si trova una viuzza di locali che spaziano dalla cucina locale a quella bosniaca a quella irlandese per ritrovare anche il classico trancio di pizza.\nDove dormire a Maribor Poco distante dal centro cittadino, a circa una quindicina di chilometri, si trova una comoda area sosta camper con servizia gratuiti, immersa nella natura e vicina a numerose passeggiate.\nPtuj La città di Ptuj sorge lungo il fiume Drava nella parte nord-orientale del paese ed è nota per essere una delle città più antiche della Slovenia.\nNon potete non ammirare il castello cittadino, il Ptujski grad, risalente al XIII secolo e il Dominikanski samostan, un antico monastero domenicano che ospita oggi concerti di musica classica.\nIl centro storico di Ptuj è molto piacevole, costellato di casette ed edifici molto particolari, dove potrete ammirare anche la cattedrale di San Giorgio e il Monumento a Orfeo.\nDove dormire a Ptuj Noi abbiamo dormito in libera in un parcheggio insieme ad altri camperisti. Il centro è raggiungibile a piedi in 10 minuti. Non sono presenti servizi ma in città è presente il Wi-Fi gratuito.\nConsiderazioni sulla Slovenia Il nostro viaggio in Slovenia a bordo del van è stato breve ma intenso e ricco di meraviglie per gli occhi. Ci siamo sempre sentiti al sicuro, accolti con piacere dai saluti (\u0026ldquo;Dober dan\u0026rdquo;) dei locali, in un paese che può sembrare rurale ma che è ampiamente all\u0026rsquo;avanguardia in termini di rispetto del territorio: ben organizzato, costellato di piste ciclabili, con strade ben percorribili e davvero davvero pulito.\nSiete mai stati in Slovenia? Ci consigliate altre mete imperdibili per il futuro?\n","country":"Slovenia","date":"ottobre 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1689874010/Articoli/Slovenia/ptuji-vista_jtgyag.jpg","permalink":"/blog/slovenia-camper-5-giorni-montagne-borghi-storici/","title":"Slovenia in camper: 5 giorni tra montagne e borghi storici"},{"categories":["Marocco in Camper","Itinerari"],"contents":"Bentrovati nell\u0026rsquo;ultimo articolo dedicato alle nostre avventure on the road in Marocco, paese che abbiamo visitato a bordo del nostro camper insieme a cane e gatto in 3 mesi di permanenza. Dopo esserci lasciati alle spalle la costa atlantica e le zone interne del paese, abbiamo deciso di completare il giro perimetrale del Marocco in modo da non farci mancare nulla.\nVi anticipiamo che questa zona è stata quella che abbiamo apprezzato meno e vi spiegheremo tutto alla fine di questo articolo, dove troverete anche la mappa gratuita con le nostre soste in libera.\nA posteriori avremmo raggiunto immediatamente Chefchaouen (la città blu) dopo aver visitato Fes, quindi se non avete molto giorni a disposizione potreste valutare di non allungarvi fino a Saidia al confine con l\u0026rsquo;Algeria e visitare solo parte della zona nord del Marocco.\nIn ultimo noi abbiamo raggiunto nuovamente Tanger Med, da dove ci siamo imbarcati per tornare in Europa. Se viaggiate con animali vi rimandiamo a questo articolo, nel quale abbiamo scritto tutte le informazioni raccolte per entrare e uscire con loro dal paese ed evitare spiacevoli sorprese in dogana.\nTabella dei contenuti Itinerario In breve Considerazioni Il nostro Vlog Le nostre mappe Itinerario Giorno 1: la prima meta di questo articolo ci vede protagonisti in un sito storico e archeologico del Marocco, Volubilis. La strada per arrivarci è magica, così come lo è il panorama attorno e l\u0026rsquo;atmosfera che si respira in un luogo che trasuda secoli di storia. Ci vuole circa un\u0026rsquo;oretta per visitare il sito alla modica cifra di 7 euro a persona.\nGiorno 2-6: che sia impronunciabile è proprio vero, ma Nzala el Oudaïa è stata la nostra casa per 5 giorni. Un luogo magico tanto da rientrare nel podio dei nostri spot preferiti (gli altri? li trovi qui). 5 giorni che abbiamo trascorso immersi nella natura, senza incontrare nessuno, finendo le provviste e cucinando del simil pane a bordo del camper, rimanendo con un litro d\u0026rsquo;acqua per 2 adulti e 2 animali. È stato surreale, è stato bello, è stato purificante tanto da meritarsi un video ad hoc\u0026nbsp; per raccontare le nostre impressioni.\nUn van, due persone, un cane, un gatto e nessun altro. Giorno 7: tra le città imperiali che ci mancavano all\u0026rsquo;appello abbiamo deciso di visitare solo Fes dal momento che quando eravamo il paese Meknes era quasi totalmente in ristrutturazione. La nostra visita è durata una mattinata intera: abbiamo deciso di passeggiare per le vie del quartiere ebraico alle 7 di mattina, scelta perfetta per non trovare troppo turismo e raggiungere le zone delle concerie di pelle, per le quali è famosa la città. Affacciarsi su questi siti è gratuito, anche se numerose persone si proporranno di farvi da guida. L\u0026rsquo;odore di pelle trattata è veramente forte, ecco perché all\u0026rsquo;ingresso vi daranno un rametto di menta: non buttatelo! Vi aiuterà a non dover trattenere il respiro tutto il tempo!\nleggi anche Marocco in camper: alla scoperta della costa atlantica Giorno 8: lasciata Fes abbiamo deciso, come anticipato, di non dirigerci direttamente a nord bensì di visitare tutta la costa mediterranea del Marocco, raggiungendo il confine purtroppo invalicabile con l\u0026rsquo;Algeria a Saidia. È stato toccante salutare con la mano le persone al di là di un semplice fossato riempito di filo spinato. A posteriori, questa è stata una delle cose più interessanti e particolari da ammirare lungo la costa, se non l\u0026rsquo;unica.\nSarebbe stato bellissimo visitare l\u0026rsquo;Algeria e la Tunisia per rientrare in Italia dalla Sicilia.. Giorno 9-15: dato il maltempo abbiamo proseguito lungo questo tratto di costa che ci è apparso triste e trasandato, dove tra l\u0026rsquo;altro non si può sostare facilmente. Una meta che può essere interessante da visitare è Melilla, colonia spagnola. Data la pioggia davvero insistente noi siamo andati oltre, raggiungendo Al Hoceima e poi Cala Iris, fino ad arrivare a Oued Lau. Da qui avremmo potuto continuare lungo la costa ma abbiamo deciso di optare per una breve deviazione verso l\u0026rsquo;entroterra.\nGiorno 16: la prima tappa è stata quella presso le cascate di Akchour. Un luogo davvero bello, immerso nella natura, non facilissimo da raggiungere\u0026nbsp; , che termina con un ponte naturale maestoso chiamato God\u0026rsquo;s Bridge. Anche in questo caso si può decidere di passeggiare in questi luoghi da soli oppure con una guida. Da qui abbiamo raggiunto finalmente la famosa città blu, dove ci siamo concessi un\u0026rsquo;ultima cena marocchina a base di cous cous e tajina.\nGiorno 17: abbiamo deciso di visitare per bene Chefchaouen il mattino dopo, alzandoci all\u0026rsquo;alba. Scelta vincente per evitare l\u0026rsquo;orda di turisti e ammirare le case bianche e blu in tutto il loro splendore, illuminate dalle prime luci del sole. Lodevole il fatto che, nonostante sia una città molto battuta dalle mete turistiche, non si viene assaliti come succede nelle altre città marocchine.\nGiorno 18: Tetouan non era una meta che rientrava nei nostri piani, ma ci siamo recati qui pensando di poter effettuare le visite veterinarie dei nostri animali. In ogni caso la cittadina, famosa come la \u0026ldquo;città bianca\u0026rdquo;, è molto carina, oltre al fatto che qui abbiamo mangiato una (anzi più di una) delle pizze più buone mai assaggiate! Non avendo risolto i problemi dei documenti e dato che era quasi sera abbiamo deciso di spostarci lungo la spiagga Martil, non troppo distante dalla città.\nGiorno 19-22: prima di avventurarci nel caos cittadino di Tangeri in cerca del centro veterinario per i documenti di uscita abbiamo sostato nei pressi di Cap Spartel, per ammirare uno degli ultimi tramonti dalla costa. In Tangeri ci siamo solo avventurati per uffici e burocrazia, optando poi per spostarci vicino a Tanger Med, da dove abbiamo ripreso il traghetto per tornare in Europa.\nIn breve Giorno 1: Volubilis\nGiorno 2-6: Nzala el Oudaïa\nGiorno 7: Fes\nGiorno 8: Saidia\nGiorno 9-15: lungo la costa mediterranea\nGiorno 16: cascate di Akchour\nGiorno 17: Chefchaouen\nGiorno 18: Tetouan\nGiorno 19-22: Cap Spartel e Tangeri\nVista in foto sembra pulita, sembra. Considerazioni Come anticipato le tappe lungo la costa mediterranea non ci sono piaciute granchè, soprattutto per il grande accumulo di immondizia ovunque e alcuni episodi personali spiacevoli. In un paio di occasioni abbiamo richiesto l\u0026rsquo;intervento della gendarmerie per essere lasciati in pace dai locali.\nÈ stato però giusto vedere con i nostri occhi un confine chiuso, in un mondo che noi speriamo in futuro libero da barriere. Volendo riconsiderare un itinerario più breve forse si potrebbero prendere in considerazione solo le seguenti tappe in una settimana di viaggio:\nVolubilis: da Italiani non possiamo non visitare un sito romano poi visto il posto fa effetto!\nFes: merita sicuramente la visita alla concerie.\nCascate di Akchour e il God\u0026rsquo;s Bridge: un lugo magico che vi regalerà una escursione fantastica sopratutto per il God\u0026rsquo;s Bridge, stupendo! Da evitare in caso di pioggia!\nChefchaouen: non hai visto il Marocco se non hai visto la città blu!\nIl nostro Vlog Di seguito vi lasciamo il video nel quale rivivere insieme a noi le avventure in questi luoghi e un video in cui abbiamo riassunto alcuni consigli per visitare il Marocco.\nVlog Le nostre considerazioni Le nostre mappe Questa è la mappa completa del nostro tour di tre mesi in Marocco comprensiva di tutti i posti visitat, gli spot in cui abbiamo dormito e altre informazioni utili. Cliccando in alto a sinistra puoi attivare o disattivare i vari livelli in modo da vedere solo le informazioni di cui ti interessa. Buona navigazione 🗺️\n","country":"Marocco","date":"ottobre 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1690636793/Articoli/Marocco/marocco%203/van_marocco_tramonto_euortx.jpg","permalink":"/blog/marocco-in-camper-alla-scoperta-della-costa-mediterranea/","title":"Marocco in Camper: alla scoperta della costa mediterranea"},{"categories":["Marocco in Camper","Itinerari"],"contents":"In questo articolo andremo a scoprire insieme montagne, deserti e luoghi inaspettati in Marocco. Siamo arrivati qui dopo aver visitato la costa atlantica e dopo essere ritornati dalle nostre avventure in Mauritania e in Senegal.\nSulle nostre scelte relative a questo itinerario hanno sempre influito i consigli della fantastica guida scritta dai nostri amici Rose e Fabio I giramondo ma non troppo\u0026nbsp; .\nCi siamo lasciati incantare e stupire, abbiamo scoperto allergie inaspettate e assaggiato cibi particolari, siamo stati accolti come in famiglia e ci siamo ritrovati con le scarpe piene di sabbia del deserto fino a raggiungere montagne in alta quota. Insomma, è stata una grande avventura!\nTabella dei contenuti Itinerario In breve Considerazioni Il nostro Vlog Le nostre mappe Itinerario Tornati indietro da quella che viene chiamata \u0026ldquo;l\u0026rsquo;Africa nera\u0026rdquo;, ci siamo ritrovati in pieno periodo di \u0026ldquo;Ramadan\u0026rdquo;, che significa strutture e servizi chiusi di giorno e aperti di sera quasi ovunque. Oltre a ciò significa per chi professa la religione Musulmana adattarsi a un ritmo alimentare differente, ed è così che ci siamo ritrovati a cenare in orario di colazione a casa di amici (scopri qui\u0026nbsp; che banchetto!), ad assaggiare i dolci tipici, per poi attraversare il paese verso il deserto al confine con l\u0026rsquo;Algeria (che raccontiamo nella terza parte di questo viaggio), riuscendo anche ad ammirare le scogliere di Legzira, graziati questa volta dalla bufera di sabbia.\u0026nbsp; In questa sezione vi elencheremo quindi tutte le tappe della nostra avventura, lasciandoci alle spalle Dakhla, Tan Tan e Tiznit (che abbiamo visitato nel precedente articolo) e raggiungendo Marrakech e la \u0026ldquo;Svizzera marocchina\u0026rdquo; (hai letto bene, non siamo impazziti!).\nAl fondo di questio articolo troverete il nostro itinerario in breve, la mappa con tutti i puntalini relativi a soste (quasi tutte in libera) e le nostre considerazioni .\nGiorno 1: siamo arrivati a Tafraout, dopo aver attraversato colline, strade panoramiche e paesaggi incantevoli. Ci siamo subito recati nel palmeto per trovare un posto all\u0026rsquo;ombra in cui riposare e dal quale abbiamo raggiunto il centro cittadino a piedi, sotto la sola luce delle stelle, in un\u0026rsquo;atmosfera surrale. Tafraout è famosa per la produzione di babbucce colorate, davvero particolari da vedere e perché no indossare. Il costo del parcheggio è di 15dh per giorno ma è custodito con tanto di guardiani che girano tutta la notte con le torce a controllare l\u0026rsquo;area.\nleggi anche Marocco in camper: alla scoperta della costa atlantica Giorno 2: abbiamo deciso di regalarci un\u0026rsquo;avventura davvero emozionante (che puoi rivedere in questo video\u0026nbsp; ) e di raggiungere, roccia dopo roccia, il famoso \u0026ldquo;trampolino di Tafraout\u0026rdquo;, uno spuntone dal quale ammirare un paesaggio dall\u0026rsquo;alto a 360°. Consigliamo vivamente quest\u0026rsquo;esperienza che per noi è stata una delle più emozionanti in Marocco (bastano un paio di scarponcini e un po\u0026rsquo; di voglia di avventura, oltre a un aiuto da casa per le coordinate che non guasta mai).\nGiorno 3: abbiamo lasciato il palmeto a malincuore per raggiungere insieme ai nostri animali il famoso sito delle rocce colorate (painted rocks): pare che un artista belga le abbia dipinte nel tempo, donando un po\u0026rsquo; di colore alla zona. C\u0026rsquo;è chi le ha apprezzate e chi la ha criticate, secondo noi sono abbastanza particolari da meritare uno sguardo. La strada è sterrata ma percorribile.\nSalutata anche Tafraout ci siamo diretti lungo una strada in cresta davvero panoramica e spettacolare, tant\u0026rsquo;è che non ci sembrava nemmeno più di essere in Marocco. Dopo una merenda on the road\u0026nbsp; a base di pane marocchino e amlou (la tipica crema di frutta secca a base di mandorle che si trova in queste zone e che vi consigliamo di assaggiare), siamo arrivati a Tata, in una zona che sembrava essere il pianeta Marte.\nGiorno 4: Tata offre parecchie possibilità di escursione, soprattutto fra i palmeti. Purtroppo Sara ha scoperto di essere allergica al polline della fioritura delle palme, motivo per cui dopo una visita medica a domicilio presso il campeggio di Tata (a proposito, noi usiamo questa assicurazione sanitaria\u0026nbsp; all\u0026rsquo;estero e ci troviamo davvero bene), abbiamo comprato un pane cotto sulla pietra (l\u0026rsquo;abbiamo trovato solo qui, se vedi qualcuno cucinarlo ti consigliamo di assaggiarlo!) e ci siamo allontanati dalla zona dei palmeti, ammirando a distanza quello nel letto del fiume di Tissint.\nGiorno 5: se lungo la costa atlantica vi avevamo consigliato tappezzieri e tecnici per camper a Tiznit, a Zagora si possono trovare invece meccanici e carrozzieri super specializzati. Proprio in questa cittadina abbiamo fatto siliconare alcuni pezzi del van che avevano patito le strade della in Mauritania e del Senegal.\nGiorno 6: sulla strada che ci ha condotti verso il deserto abbiamo compiuto alcune deviazioni, tra cui quella a Serdrar. In questa zona si può camminare sulle dune e andare alla scoperta dei reperti fossili. Tante persone amano portarsi a casa questi cimeli, noi abbiamo preferito lasciarli nel loro luogo di appartenenza.\nGiorno 7-9: la seconda deviazione prima di raggiundere Merzouga, la meta più famosa del Sahara, è stata a Tarfaout Sidi Ali. Dovevamo recarci in un campeggio consigliatoci da amici ma quando siamo giunti in questo luogo e abbiamo conosciuto Mustapha e la sua famiglia, che dirigono la struttura della Kasbha Maggaman\u0026nbsp; , abbiamo deciso di rimanere con loro più giorni. Se decidete di avventurarvi in questo luogo magico, in cui è possibile parcheggiare il camper o sostare presso le camere della struttura, non perdetevi una passeggiata fra i palmeti piantati dal nonno di Mustapha, che sarà ben felice di accompagnarvi a scoprire la sua terra. Ultimo consiglio: assaggiate il cibo preparato dalle donne di casa e lasciatevi conquistare dalla loro generosità. Per noi sono state giornate splendide in compagnia di quella che consideriamo un pezzo di famiglia\u0026nbsp; .\nGiorno 10-11: dopo giorni pieni di emozioni ci siamo recati a Rissani per fare un giro nel famoso mercato del martedì, dove si può trovare di tutto, per poi dirigerci a Merzouga e concederci un tramonto spettacolare sulle dune. Qui si può decidere di avventurarsi a piedi oppure affidarsi a una delle agenzie che affittano quad o organizzano tour con i cammelli: questo luogo ormai è super turistico, con tantissimi camping che mettono a disposizione la piscina per trovare refrigerio dalle alte temperature.\nGiorno 12-13: lasciato il deserto per le temperature un po\u0026rsquo; fastidiose e per il problema di non poter trovare refrigerio sotto l\u0026rsquo;ombra delle palme data l\u0026rsquo;allergia di Sara, ci siamo diretti verso le \u0026ldquo;gole del Todra\u0026rdquo;. Il punto panoramico e più famoso è il tratto di qualche chilometro che si percorre proprio in una gola ricavata fra le rocce, lungo il quale si trovano numerosi venditori ambulanti. Proseguendo, la strada rimane molto affascinante ma non abbiamo voluto avventurarci troppo a nord per non rischiare di trovare tratti impercorribili senza un mezzo 4x4.\nGiorno 14-15: attraversata la valle delle rose seppur senza vederne alcuna fiorita siamo arrivati alla \u0026ldquo;valle del Dades\u0026rdquo;. Anche qui il tratto panoramico è solo uno, limitato alle ultime curve in quota, che creano in ogni caso uno spettacolare percorso tornante dopo tornante. In vetta si trova un ristorante/caffè, noi abbiamo però preferito assaggiare la cucina berbera cucinata per mano di un\u0026rsquo;intera famiglia, assaporando i gusti della tradizione.\nSe volete scoprire queste strade spettacolari e cosa abbiamo mangiato trovate tutto in questo video. Giorno 16: la meta successiva è stata Ouarzazate, dove abbiamo deciso di visitare la famosa Kasbha per 40dh a persona (4 euro) senza guida.\nGiorno 17: altra meta molto particolare lungo questa strada chiamata \u0026ldquo;la strada delle mille Kasbe\u0026rdquo; è Ait-Ben-Haddou. Nei dintorni si possono visitare anche gli studios nei quali sono stati girati molti film famosi. Noi abbiamo preferito una visita mattutina alla parte antica del paese per poi rimetterci su strada arrivando a Telouet, tra paesaggi montani mozzafiato. Proseguendo a nord lungo la P1506 si raggiunge, attraverso paesaggi spettacolari, il Passo Tizi N\u0026rsquo;Tichka a 2205 mt di altezza. Da qui noi abbiamo proseguito verso Marrakech.\nGiorno 18: tra tutto quello che abbiamo potuto ammirare in Marocco, Marrakech è stata una delle mete che abbiamo apprezzato di meno. Ci è parsa come un mercato confusionario, dove passeggiando fra le bancarelle si respira lo smog dovuto ai motorini che sfrecciano a destra e sinistra e si viene continuamente infastiditi. Anche la famosa piazza centrale ci ha intristiti, popolata da serpenti imbambolati e scimmie tenute alla corda. Tra le varie attrazioni turistiche abbiamo deciso di visitare la Medersa Ben Youssef\u0026nbsp; , antica scuola coranica, davvero ben mantenuta.\nDopo aver visto e vissuto il Marocco per quasi due mesi Marrakech ci è sembrata un enorme trappola per turisti.\nGiorno 19-20: abbandonata la grande città e il suo caos, abbiamo optato per scoprire le montagne nei dintorni di Marrakech\u0026nbsp; e immergerci nella natura. La prima tappa è stata Sti Fadma, dove si possono fare delle belle escursioni andando a scoprire le cascate. Ci si può avventurare da soli come abbiamo fatto noi oppure affidandosi a una guida.\nGiorno 21-22: altra meta naturalistica che ci è piaciuta molto è stata Imlil. Anche qui ci si può avventurare a piedi alla ricerca di una bella cascata che si trova dopo aver attraversato il piccolo borgo che pullula di venditori di qualsiasi cosa.\nGiorno 23-24: dopo aver ammirato il \u0026ldquo;natural bridge\u0026rdquo;, un ponte scavato naturalmente nella roccia, ci siamo diretti alle Cascate di Ouzoud. Abbiamo deciso di visitarle di sera e di mattina, avventurandoci da soli lungo il percorso che le costeggia. Questo luogo, magico, è ormai una nota meta turistica, ecco perché consigliamo una visita al mattino presto, per non incontrare troppa folla e godere di un attimo di pace di fronte al rumore della cascata.\nGiorno 25-26: quando siamo arrivati al lago Bin El Ouidane abbiamo deciso che ci saremmo fermati due giorni in questo luogo surreale, minato dalla siccità. Oltre noi c\u0026rsquo;erano solo un paio di pescatori, in una cornice naturale a 360°.\nGiorno 27-29: su consiglio di amici abbiamo deciso di avventurarci nuovamente verso le montagne e raggiungere, dopo aver fatto scorta di frutta e verdura e altri beni alimentari, la particolare montagna chiamata \u0026ldquo;Cattedrale di Amsfrane\u0026rdquo;. Anche qui siamo rimasti un paio di giorni, ad ammirare la natura incontaminata. Sulla via del ritorno, prima di raggiungere il lado di Bin El Ouidane, abbiamo assaggiato una pizza deliziosa.\nÈ andato tutto bene in questi luoghi? Scoprilo nel video ⤵️ Giorno 30-31: sempre per rimanere in tema natura, che è ciò che più abbiamo amato in Marocco, abbiamo raggiunto il Lago di Ouiouane, lungo il cui perimetro si può passeggiare ammirando anche le scimmie libere nel loro habitat.\nGiorno 32: lungo la strada che conduce a Ifrane, considerata la \u0026ldquo;Svizzera marocchina\u0026rdquo; per le sue case a graticcio (a propostito d\u0026rsquo;inverno qui nevica, lo sapevi?) avremmo voluto visitare la foresta di cedri di Azrou, popolata da numerose bertucce. Purtroppo però, date le alte temperature nel momento (metà maggio), la zona era infestata di processionaria, insetto pericoloso per i nostri animali che avremmo dovuto tenere chiusi in camper.\nDa questo punto in poi le nostre avventure in Marocco sono proseguite verso Fes, il sito archeologico di Volubilis, la costa mediterranea e la città Blu fino a tornare a Tanger Med. Se vuoi scoprire cosa abbiamo visitato in queste zone trovi tutto in questo articolo.\nIn breve Giorno 1: Tafraout\nGiorno 2: Tafraout (roccia trampolino)\nGiorno 3: Tafraout (painted rocks)\nGiorno 4: Tata\nGiorno 5: Zagora\nGiorno 6: Serdrar\nGiorno 7-9: Tafraout Sidi Ali\nGiorno 10-11: Merzouga\nGiorno 12-13: Gole del todra\nGiorno 14-15: Valle del Dades\nGiorno 16: Ouarzazate\nGiorno 17: Ait-Ben-Haddou, Telouet, Passo Tizi N\u0026rsquo;Tichka\nGiorno 18: Marrakech\nGiorno 19-20: Sti Fadma\nGiorno 21-22: Imlil\nGiorno 23-24: Cascate di Ouzoud\nGiorno 25-26: Lago di Bin El Ouidane\nGiorno 27-29: Cattedrale di Amsfrane\nGiorno 30-31: Lago di Ouiouane\nGiorno 32: Ifrane\nConsiderazioni In tutta questa zona del Marocco sono due gli aspetti che abbiamo apprezzato maggiormente: le persone e la loro ospitalità (tranne nei casi di chi era interessato solo a ottenere denaro, come ad esempio i finti guardiani dei parcheggi) e i luoghi naturali. È stato emozionante scoprire montagne dall\u0026rsquo;aspetto diverso rispetto alle alpi piemontesi alle quali i nostri occhi erano abituati da trent\u0026rsquo;anni, assaggiare i piatti cucinati in famiglia per il periodo del Ramadan, vivere un Marocco della tradizione e non solo quello turistico.\nÈ davvero difficile stilare una classifica di preferenza fra tutte queste mete, motivo per cui ci sentiamo solo di sottolineare il fatto che ciò che ci è piaciuto di meno è stato visitare la grande e caotica città di Marrakech.\nÈ stato bello vivere a fianco di chi abita queste terre da decine e decine di anni, scoprirne il passato e i rischi sul futuro legati alla siccità.\nForse, dovendo tirare le somme, questi luoghi e le emozioni che qui abbiamo vissuto sono quelli che più ricorderemo di tutta la permanenza in Marocco.\nIl nostro Vlog Cliccando qui puoi vedere tutte le nostre avventure in Marocco:\nLe nostre mappe ","country":"Marocco","date":"ottobre 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1690632616/Articoli/Marocco/marocco%202/palmeto_marocco_hf2sjh.jpg","permalink":"/blog/marocco-in-camper-dalla-costa-al-deserto-a-marrakech/","title":"Marocco in camper: dalla costa al deserto a Marrakech"},{"categories":["Marocco in Camper","Itinerari"],"contents":"Scoprire il Marocco a bordo del nostro camper è stata una decisione presa in itinere. Da sempre affascinati dal paese, non avevamo mai avuto modo di visitarlo. Poi un giorno, dormendo lungo la costa andalusa e osservando il confine di un altro continente in lontananza, ci siamo decisi a comprare i biglietti del traghetto e a raggiungere l\u0026rsquo;Africa via \u0026ldquo;terra\u0026rdquo;.\nSicuramente sulla nostra decisione hanno molto influito i racconti più che positivi dei nostri amici Rose e Fabio dei \u0026ldquo;Giramondo ma non troppo\u0026rdquo; (che puoi ascoltare qui\u0026nbsp; ), che non hanno mai smesso di supportarci e sopportarci, oltre a darci preziosi consigli circa luoghi dove sostare e da visitare.\nA fine gennaio 2023 abbiamo quindi comprato i biglietti per il traghetto da Algeciras a Tanger Med e ci siamo imbarcati insieme a Olimpia e Sakè, i nostri cane e gatto (qui per i documenti necessari) e siamo partiti all\u0026rsquo;avventura!\nTabella dei contenuti Premessa Itinerario In breve Finte Guardie Tutti i parcheggi sono abusivi? Come comportarsi? Esistono veri guardiani? Considerazioni Tappe imperdibili Tappe che si possono evitare Il nostro Vlog Le nostre mappe Premessa Siamo rimasti 4 mesi in Africa, di cui 3 in Marocco, usando tutti i giorni disponibili dal visto per fare un Gran Tour del paese e lo abbiamo visistato in lungo e in largo questo paese godendo anche di qualche sosta lunga in posti magnifici. Visto l\u0026rsquo;enorme tempo speso nel paese abbiamo deciso di mettere nero su bianco i nostro itinerario creando tre articoli: in questo primo articolo troverete tutte le tappe che abbiamo effettuato lungo la costa atlantica (interrotto poi per proseguire in Mauritania e Senegal), nel secondo l\u0026rsquo;itinerario relativo all\u0026rsquo;entroterra e nell\u0026rsquo;ultimo quello lungo la costa mediterranea per poi tornare in Europa.\nItinerario In questa sezione vi elencheremo tutte le tappe della nostra avventura, portandovi con noi da nord a sud del Marocco, rimanendo sempre lungo la costa atlantica: da Tangeri arriveremo insieme ad Agadir. Da qui puoi girare verso l\u0026rsquo;entroterra e leggere l\u0026rsquo;articolo dedicato o continuare fino giù, attraverso il territorio conteso del Sahara occidentale (che detto così fa paura ma nella realtà è sicurissimo!) fino a Dakhla e al confine con la Mauritania!\nSe volete leggere solo il nostro itinerario con le sole tappe lo trovate qui mentre al fondo di questo articolo trovate la mappa con tutti i puntalini relativi a soste (quasi tutte in libera) e luoghi di interesse imperdibili.\nPer quanto riguarda i biglietti del traghetto noi ci siamo affidati all\u0026rsquo;agenzia Viajes Normandie meglio nota come Gutierrez\u0026nbsp; presso Algeciras. Nello specifico abbiamo speso 300 euro in totale per andata e ritorno da Algeciras a Tanger Med con biglietti open un anno, cioè senza necessità di prenotazione anticipata. Abbiamo deciso di traghettare su Tanger Med in quanto parte delle pratiche doganali si svolgono durante la traversata a bordo della nave. Se si opta per Ceuta si risparmiano 50 euro ma tutte le pratiche doganali si svolgono una volta approdati nella colonia spagnola.\nGiorno 1: siamo arrivati a Tanger Med intorno alle 13 e dopo aver svolto le pratiche doganali, passando attraverso lo scanner, ci siamo diretti immediatamente verso Assilah a 80 km a sud. Abbiamo avuto modo di vivere subito l\u0026rsquo;atmosfera del souk, il tipico mercato marocchino, e di passeggiare lungo le mura di questa cittadina colorata e viva.\nIl mix di colori di Assilah, una gioia per gli occhi. Giorno 2: abbiamo lasciato Assilah e ci siamo diretti a Larache, tappa trovata per caso sulla cartina stradale. La medina appare da lontano come un cumulo di dadi bianchi e blu. Lungo la strada abbiamo osservato a malincuore numerosi cumuli di pattume a cielo aperto, con bambini e animali intenti a rovistare fra i detriti (scusate la sincerità ma questa scena\u0026nbsp; ci ha lasciato un peso sul cuore). Siamo arrivati poi nel piccolo paesino di Moulay Bousselham, animato da pescatori che effettuano escursioni nella piccola laguna. Qui si trova anche un piccolo souk coperto. Dati i numerosi rifiuti e cani randagi ci siamo rimessi in marcia, raggiungendo un parcheggio libero nei pressi di un hotel, con possibilità di passeggiata lungo l\u0026rsquo;oceano.\nGiorno 3: abbiamo visitato Salè, parcheggiando vicino alla Moschea e immergendoci nelle vie a contatto con la gente del posto, prima di attraversare l\u0026rsquo;omonimo fiume e dirigerci a Rabat, la capitale del paese. Il divario qui è decisamente notevole.\nAbbiamo scoperto una città in forte crescita, con palazzi all\u0026rsquo;avanguardia, mezzi pubblici moderni, una Kashba ben curata con giardini ordinati e un souk decisamente pulito e ricco di dettagli. Lasciata la capitale ci siamo diretti a El Jadida, antica colonia portoghese.\nUno spot da favola. Svegliarsi con questa vista non ha prezzo. Giorno 4: dopo due passi lungo le mura di El Jadida ammirando le piccole botteghe di artigiani locali abbiamo costeggiato l\u0026rsquo;Atlantico sostando sulla falesia per un pranzo con vista e ci siamo diretti a Ouladida, famosa per le coltivazioni di ostriche.\nGiorno 5: lasciata Ouladida siamo giunti a Safi, città nota per la produzione di ceramiche. Grazie a un signore del posto abbiamo scoperto che qui, a differenza delle altre cittadine, musulmani, ebrei e cristiani convivevano e convivono senza problemi in abitazioni con porte adiacenti, motivo per cui non si trova il Mellah (quartiere ebraico), presente invece nelle altre città del Marocco. Camminando fra le stradine si raggiunge la zona con i forni per la cottura delle ceramiche e le cooperative per la vendita dei prodotti finiti.\nQui abbiamo avuto modo di aprire subito gli occhi su un modo di vivere completamente diverso dal nostro e lo abbiamo raccontato in questo video. Giorno 6: abbiamo raggiunto Essaouira in mattinata, per una passeggiata fra le viuzze e il souk. Parte della città, quella relativa al Mellah ebraico, era in ristrutturazione. Siamo arrivati fino al porto e poi abbiamo pranzato con un panino ripieno di pesce. Segnaliamo qui un buon co-working (Noqta space)\u0026nbsp; , nel quale abbiamo sfruttando una buona connessione e spazi tranquilli e silenziosi per lavorare.\nGiorno 7: abbiamo approfittato di aver conosciuto una coppia di italiani per fare di nuovo una passeggiata a Essaouira insieme a loro, prima di dirigerci in un campeggio affacciato sulla costa, a Sidi Kaouki e osservare il tramonto sulla spiaggia.\nGiorno 8: siamo rimasti in campeggio approfittando della calma del luogo per fare una bella passeggiata e pranzare in compagnia.\nGiorno 9-10: ci siamo recati ad Had Draa per visitare un famoso mercato rurale della domenica dedicato sia a frutta e verdura che al bestiame. Atmosfera unica, sembrava di aver fatto un salto indietro di molti anni. Prezzi davvero vantaggiosi, ma attenzione ai borseggiatori. Da qui ci siamo diretti verso sud di Imsouane, sostando in libera per due giorni a ridosso delle dune, facendo delle belle passeggiate e godendo di un tramonto magico.\nGiorno 11: lasciata la costa abbiamo raggiunto Agadir, che però ci ha accolti con un traffico e un caos che non ci hanno fatto venir voglia di sostare.\nDopo aver approfittato di un Carrefour per fare un po\u0026rsquo; di spesa siamo ripartiti direzione Tifnit, piccolo paese di pescatori, dove godere di belle passeggiate lungo la costa.\nGiorno 12: abbiamo pranzato in compagnia in riva all\u0026rsquo;oceano, approfittando di un piccolo ristorante che grigliava pesce fresco e ci siamo diretti in serata verso Tiznit, la \u0026ldquo;mecca\u0026rdquo; degli artigiani specializzati in lavori di tappezzeria e carrozzeria di camper (con prezzi davvero vantaggiosi).\nQui abbiamo avuto modo di conoscere le famose \u0026ldquo;finte guardie\u0026rdquo;., personaggi che si spacciano per guardiani dei parcheggi. Noi abbiamo cortesemente e giustamente rifiutandoci di pagare come in molte altre occasioni, libera scelta.\nGiorno 13: abbiamo approfittato degli artigiani per sistemare un problema al pannello solare portatile per poi visitare il centro di Tiznit passeggiando per il souk e pranzando in un piccolo locale che friggeva sardine sul momento (10dh/1 euro per un kilo di sardine).\nAbbiamo poi visitato il quartiere con la fontana blu e siamo ripartiti in direzione Mirleft per una passeggiata nella baia incastonata fra le scogliere.\nDa qui puoi proseguire verso l\u0026rsquo;entroterra cliccando qui o continuare l\u0026rsquo;avventura verso la città di Dakhla e ritrovarsi con centinaia di camperisti al PK25 o proseguire ancora più a sud e arrivare al confine con la Mauritania.\nGiorno 14: una tempesta di sabbia fastidiosa ci ha costretti a spostarci dalla costa, raggiungendo per pranzo il parcheggio vicino al souk di Sidi Ifni. Da qui abbiamo deciso di proseguire senza vedere le famose scogliere di Legzira , praticamente impossibili da visitare in mezzo alla bufera (ma ce l\u0026rsquo;abbiamo fatta al nostro rientro), e abbiamo raggiunto Guelmin, dove si trova l\u0026rsquo;ultimo supermercato attrezzato con prodotti europei, il Marjane\u0026nbsp; oltre a un mercato del bestiame che si svolge il sabato mattina.\nA proposito, avete mai guidato in mezzo a una bufera di sabbia? Giorno 15: abbiamo visitato il souk di Guelmin e osservato il famoso commercio di caprette e dromedari, per poi spostarci verso l\u0026rsquo;oasi di Tighmert per pranzo. Purtroppo il vento e la bufera di sabbia non ci hanno dato tregua, così ci siamo rimessi su strada raggiungendo Tan Tan senza incontrare anima viva.\nDa qui in poi sono iniziati numerosi posti di blocco in cui ci hanno richiesto le \u0026ldquo;fiche de police\u0026rdquo;, documenti che riportano i dati dei passeggeri e del mezzo. Noi li abbiamo scritti a mano inserendo: - nome e cognome - numero di passaporto - targa mezzo - numero de police (segnato sul passaporto all\u0026rsquo;ingresso)\nGiorno 16: siamo ripartiti direzione Akhfennir, dove abbiamo sfruttato il piazzale della Moschea per fare pranzo al riparo dalle raffiche di vento per poi raggiungere nel tardo pomeriggio Tarfaya. Qui volevamo visitare il museo dedicato al Piccolo Principe\u0026nbsp; dato che pare che qui sia stata scritta la famosa novella, ma purtroppo l\u0026rsquo;abbiamo trovato chiuso.\nA metà strada si trova il parco nazionale di Khenifiss con un ottimo spot per fermarsi a Naïla. Qui si possono fare lunghe passeggiate e se il tempo è clemente fare un giro in barca per vedere i fenicotteri.\nGiorno 17: lasciata Tarfaya abbiamo fatto una piccola deviazione sulla N1 per osservare il relitto della nave\u0026nbsp; che collegava il Marocco con le Canarie poi, sempre accompagnati da vento forte, abbiamo raggiunto Laayoune, città militarizzata.\nGiorno 18: raggiunta Boudjour per pausa pranzo ma trovando tutto chiuso a causa della bufera di vento ci siamo messi alla guida attraversando il territorio conteso del Sahara Occidentale e raggiungendo la piccola frazione di Oued Karaa, con accesso diretto all\u0026rsquo;oceano.\nGiorno 19: abbiamo passeggiato lungo la riva scoprendo il piccolo paese di pescatori e passeggiando fra le minuscole baracche, notando il gran numero di detriti misti a sabbia, portati dal mare e gettati da chi ha una cultura della differenziata diversa dalla nostra, se non praticamente assente. Nel pomeriggio ci siamo diretti verso Dakhla.\nGiorno 20-21: abbiamo raggiunto il centro cittadino e approfittato del wifi di un bar per lavorare un paio di giorni con una connessione stabile, visitato il souk e le vie del paese e ammirando anche la grande statua raffigurante una teiera. A Dakhla si trova il PK25., famoso parcheggio e punto di ritrovo di camperisti (alcuni stazionano qui 6 mesi..!).\nGiorno 22: abbiamo approfittato dello \u0026ldquo;scarico\u0026rdquo; (se così si può definire)presente al PK25 , caricato acqua lungo la via e guidato per 3 ore attraversando il famoso cartello del tropico del cancro per raggiungere Barbate, un piccolo paesino di pescatori.\nGiorno 23: abbiamo passeggiato lungo la costa in questa zona molto tranquilla per poi dirigerci dopo pranzo alla frontiera sud per entrare, il giorno dopo, in Mauritania. Questa però è un\u0026rsquo;altra storia che puoi seguire qui.\nSe invece vuoi leggere come continua la nostra avventura in Marocco puoi farlo cliccando qui!\nIn breve Giorno 1: Assilah\nGiorno 2: Larache, Moulay Bousselham\nGiorno 3: Salè, Rabat\nGiorno 4: El Jadida, Ouladidaxfin\nGiorno 5: Safi, Souira Qdima\nGiorno 6-7: Essaouira\nGiorno 8: Sidi Kaouki\nGiorno 9-10: Had Draa, Imsouane\nGiorno 11: Agadir, Tifnit\nGiorno 12-13: Tiznit\n⚠️ Da qui puoi continuare il viaggio verso l\u0026rsquo;entroterra\nGiorno 14: Mirleft, Sidi Ifni, Legzira\nGiorno 15: Guelmin e il mercato di dromedari, l\u0026rsquo;oasi di Tighmert, Tan Tan\nGiorno 16: Akhfennir, Tarfaya\nGiorno 17: Laayoune\nGiorno 18-19: Boudjour, Oued Karaa\nGiorno 20-21: Dakhla\nGiorno 22: Barbate\nGiorno 23: Border Mauritania\nFinte Guardie Abbiamo letto per la prima volta queste parole mentre cercavamo uno spot sulle varie applicazioni che usiamo per viaggiamo (le trovi tutte qui). Una recensione recitava:\nAttenzione alle finte guardie\nNon abbiamo capito subito pensando ci si riferisse a dei finti poliziotti. Ingenui. Con il tempo abbiamo capito che con la dicitura \u0026ldquo;finte guardie\u0026rdquo; ci si riferisce ai \u0026ldquo;parcheggiatori abusivi\u0026rdquo; che presidiano qualsiasi parcheggio in Marocco. Sedutx su una sedia con un giubbino giallo aspettano l\u0026rsquo;arrivo di una macchina o di un turista per poi presentarsi al finestrino a chiedere dei soldi, generalmente si parla di 10/20dh (1/2 euro).\nIl problema non è economico ma il fatto che a volte, fin troppe, ci siamo sentiti presi in giro in quanto si sono presentati come guardiani del parcheggio o notturni per poi, presi i soldi, sparire se non per tornare il giorno dopo per richiedere i soldi. In alcune situazioni (come alle Cascate di Ouzoud o a Mirleft) ci hanno chiesto i soldi nonostante ci fosse il cartello \u0026ldquo;parcheggio gratuito\u0026rdquo;.\nInoltre i parcheggi sono pieni di spazzatura, se ti pago almeno potresti tenerlo pulito no?\nSi è presentato come guardiano dell\u0026rsquo;intera area: un lago.\nTutti i parcheggi sono abusivi? Buona parte dei parcheggiatori sono abusivi sopratutto nei pressi siti turiscitici ma non tutti. In alcune grandi città come Marrakech o sulla costa mediterranea sono presenti parcheggi a pagamento e custoditi per davvero. Vicino a Tetuan vista mare il guardiano è rimasto tutta la notte a controllare noi e altri camperisti.\nCome comportarsi? Con il tempo, vivendo il paese e parlando con altri camperisti abbiamo capito come funziona e come evitare. Noi fin da subito abbiamo deciso di non alimentare troppo questo giro di parcheggiatori abusivi adottando una semplici regole, o meglio frase (in francese) da dire sorridendo:\nLa gendarmerie nous a dit de venir ici.\nche tradotto in italiano\nLa gendarmeria ci ha detto di venire qui.\nNon vi serve una pronuncia perfetta in quanto già con la parola \u0026ldquo;gendarmerie\u0026rdquo; desisteranno. Consigliamo comunque di andare via se diventano aggressivi.\nSi è presentato come guardiano del parcheggio ma siamo stati presi a pallonate e qualche pietra dai bambini. Il giorno successivo mi sono opposto e non ho pagato.\nEsistono veri guardiani? Non tutti i parcheggi sono così. Qualche volta ci è capitato di vedere dei veri parcheggi custoditi con esposti i prezzi. Ad esempio a Cabo Negro non sapevamo dove dormire è abbiamo sostato in uno spot trovato su Park4Night con vista mare, segnato come custodito ed infatti così è stato! La guardia è stata seduta tutta la notte sulla sua sedia a controllare noi è altri tre camper!\nAbbiamo pagato anche nel palmeto a Tafrout, posto incantevole, con guardiani che per 15dh passavano la notte con le torce a controllare l\u0026rsquo;area.\nConsiderazioni Il nostro approccio iniziale al Marocco, entrando da Tanger Med, non è stato dei migliori. Siamo subito stati condizionati dalla troppa pattumiera presente ovunque: intere discariche a cielo aperto, popolate da animali intenti a mangiare la plastica e bambini a correre e giocare fra le macerie. Ci siamo risollevati il morale passeggiando per le stradine di Assilah, per poi apprezzare la piacevole Rabat, Essaouira, la costa di Legzira e le sue scogliere fino ad arrivare a Dakhla. La strada per raggiungere Daklha e da Daklha al border della Mauritania può risultare eterna e noiosa, ma alcuni scorci di questi paesaggi ci hanno lasciati davvero senza fiato!\nTappe imperdibili In un viaggio\nAssilah: una città colorata, allegra e bella da vedere che da un caldo benvenuto appena entrati in Marocco Rabat e Salé: di Rabat abbiamo già speso molte parole nell\u0026rsquo;articolo dedicato ma possiamo riassumere questa capitale in tre parole: moderna, elegante e sfrontata. Da vedere insieme alla sua gemella Salé. Essaouira: una perla affacciata sull\u0026rsquo;oceano atlantico. Da non perdere. Had Draa: andare al mercato di Had Draa è come fare un tuffo nel passato. Fai attenzione perché alcune sezioni sono da stomaci forti! Oued Karaam e Barbate: due luoghi di pace dove fermarsi e godere di pace e tranquillità. Tappe che si possono evitare Noi abbiamo deciso di vedere tutto il Marocco ma se tornassimo indietro, queste tappe le eviteremmo volentieri.\nMoulay Bousselham: tanto bella in foto quanto brutta dal vivo. Inoltre non è facilissima da raggiungere. Boudjour: ottima come tappa per fare una pausa ma nulla di più. Agadir: tutto quello che non vorresti vedere in Marocco: l\u0026rsquo;opulenza Europea. Il nostro Vlog Se vuoi rivivere le nostre avventure puoi farlo qui sotto oppure trovi la serie completa cliccando qui\u0026nbsp; :\nLe nostre mappe Questa mappe è completa di tutti i posti visitati, le soste (qui trovi i 5 migliori), campeggi, negozi, pizzerie (scopri le migliori) fatte in tutto il Marocco. Non aver paura di cliccare sul tasto nell\u0026rsquo;angolo in alto a sinistra per abilitare\\disabilitare quelli che vi interessano!\n","country":"Marocco","date":"ottobre 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1690623790/Articoli/marocco%201/tropico_cancro_marocco_uizmq6.jpg","permalink":"/blog/marocco-in-camper-alla-scoperta-della-costa-atlantica/","title":"Marocco in camper: alla scoperta della costa atlantica"},{"categories":["Camperizzazione"],"contents":"Fa strano pensare che sono passati già 2 anni da quando abbiamo acquistato il nostro piccolo van. All\u0026rsquo;epoca non avevamo esperienza è abbiamo acquistato quello che ci sembrava ok per le nostre tasche ma solo con il tempo e, sopratutto, vivendolo abbiamo scoperto tutte le limitazioni del nostro mezzo.\nPrima di partire per un viaggio per il momento di sola andata a bordo del nostro van abbiamo deciso di mettere una pezza a queste problematiche riscontate dopo 500 giorni on the road e oggi siamo qui a raccontarvi come abbiamo deciso di combattere il freddo a bordo!\nInverno non ti temo Un uomo saggio una volta disse \u0026ldquo;il primo camper si acquista solo per capire di cosa si ha realmente bisogno dal secondo\u0026rdquo;. Credo fosse Gandhi ma non ne sono proprio certo, fatto sta che aveva ragione. Parlo al passato perché visti gli aumento vertiginosi dei prezzi dei campervan questo ragionamento non funziona più tanto bene.\nNon potento vendere il nostro per acquistare uno nuovo più performante e sentendolo ormai casa abbiamo deciso di rimboccarci le maniche, prendere un cacciavite a stella e smontare pezzo per pezzo il nostro van.\nIl motivo? Scoprire cos\u0026rsquo;era stato fatto dal costrutto per andare a migliorare la coibentazione per vivere al meglio in tutte le stagioni!\nVolete la verità? Pensavamo peggio! Nel nostro immaginario pensavamo che i ragazzi della Roadcar (la sottomarca della Possl) non avessero minimamente coibentato e invece qualcosa era stato fatto.\nQuasi tutto il van risulta coibentato con un isolante termico non troppo denso ma accettabile mentre, come pensavamo, manca completamente nei portelloni e nei montati posteriori (quelli dove ci sono i fari per intenderci). Proprio questi sono stati oggetto dei nostri lavori.\nI materiali Cercando su internet è possibile imbattersi in una moltitudine di materiali che si possono usare per coibentare un van: schiuma di poliuretano, armaflex, lana di roccia, lana di pecora, lana dei nostri pelosi. Noi abbiamo deciso di acqustare l\u0026rsquo;isolante X-trem per le sue caratteristiche:\nnon assorbe l\u0026rsquo;umidità non cigola, ha un effetto calmante realizzato in polietilene espanso a poro chiuso alto isolamento termico In particolar modo abbiamo acquistato:\nReimo X-trem Isolator Soft autoadesivo 10mm - 100x200cm Reimo X-trem Isolator Soft 20mm - 100x200cm Nel momento in cui scriviamo il costo si aggira sui 43€ a rotolo circa mentre per le quantità dipendono ovviamente da quanto volete coibentare. Per i nostri lavori abbiamo acquistato 1 foglio da 10nm e 3 da 20nm ma ne abbiamo avanzato.\nAbbiamo anche deciso di fare i lavori per bene e in aggiunta abbiamo acquistato anche un rotolo di isolante acustico sempre della X-Trem da 2mm - 500x40cm. Prezzo 51€.\nPer tutto il resto ci è bastato un cacciavite a stella per smontare tutto e un po\u0026rsquo; di Vinavyl da mettere su ogni vite nel momento in cui abbiamo riavvitato tutto.\nPrima e dopo Non andremo a spiegarvi come smontare il vostro van in quanto cambia da costruttore a costruttore e dal tipo di allestimento che si ha a bordo. Abbiamo girato un video un\u0026rsquo;idea di come abbiamo svolto noi i lavori a bordo del nostro Roadcar e che potete visionare qui sotto:\nLa coibentazione In 3 giorni pieni, grazie al lavoro di Matteo, abbiamo smontato e rimontato tutto ciò che facilmente si poteva aprire, riempire di armaflex e richiudere: portelloni posteriori, portellone laterale, dietro agli armadietti, dietro ad alcune plastiche.\nPerché abbiamo deciso di migliorare la coibentazione? Lo scorso autunno/inverno abbiamo vissuto più momenti di disagio a bordo a causa di interminabili giornate di pioggia in Portogallo. Sovente ci svegliavamo con le lenzuola inumidite e cosa ancor più sconfortevole entravano spifferi da ogni angolo.\nCosì facendo non ci illudiamo di aver fatto i lavori migliori del mondo ma, con poco investimento in termini di materiale e manodopera onesta, abbiamo effettuato un piccolo upgrade che mancava sul nostr van di livello base.\nBatteria al litio Sulla batteria e sul perché l\u0026rsquo;abbiamo tanto desiderata ve ne parliamo in un articolo dedicato.\nIn ogni caso dopo un mese di utilizzo non potremmo che esserne più soddisfatti: addio spie arancioni nonostante la nebbia e il mezzo fermo.\nNuovi pneumatici Un altro upgrade riguarda i due nuovi pneumatici montati sul posteriore. Quando abbiamo comprato il nostro roadcar 540 avevamo 4 continental che si sono comportate davvero bene. Abbiamo deciso di affidarci al nostro gommista di fiducia (Nasto gomme - Scarnafigi), mantenere due pneumatici ancora in buono stato per spostarli davanti e acquistare due bridgestone. Fra un po\u0026rsquo; di chilometri vedremo se ci saranno differenza e capiremo quale scelta effettuare sul cambio successivo. Dove avverrà? Lo scopriremo solo viaggiando :)\nE la meccanica? Per controllare il motore e i suoi componenti ci siamo affidati a un caro amico, Cristopher.\nInsieme a lui abbiamo deciso di sostituire il filtro del gasolio (circa 10000 km in anticipo ma lameno ci siamo tolti il pensiero e abbiamo imparato una cosa in più), il filtro dell\u0026rsquo;abitacolo (quanta sabbia aveva ancora nonostante l\u0026rsquo;avessimo fatto soffiare con aria compressa in Marocco!), abbiamo controllato i freni e ce ne siamo caricati due nuovi per sicurezza, cambiato l\u0026rsquo;olio motore e sostituito la rondella che perdeva.\nSempre con Cris abbiamo fissato la canalina del tendalino in modo che rimanesse il meno ingombrante possibile e fissato meglio un gancio per la cintura di sicurezza di Olimpia, la nostra cagnolona.\nInsomma, con un po\u0026rsquo; di migliorie tecniche e tanta voglia di scoprire il mondo non ci restava che partire\u0026hellip; destinazione? Lo scopriremo insieme giorno per giorno!\n","country":null,"date":"ottobre 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1689874010/Articoli/Blog/torta-leonardo_xx95ou.jpg","permalink":"/blog/coibentazione-e-batteria-al-litio-ecco-alcuni-dei-lavori-sul-nostro-van/","title":"Coibentazione: come abbiamo reso il nostro van pronto per le quattro stagioni"},{"categories":["Blog"],"contents":"Hai presente quando non hai troppo tempo per preparare la cena così riempi la teglia più grande che hai di tutte le verdure che trovi in frigo e cacci tutto nel forno pregandolo di cuocere il più in fretta possibile mentre tu spazzi il pavimento e ti rintani in doccia?\nO quando la domenica pomeriggio mentre fuori piove impasti la farina e apri quel vasetto di marmellata di albicocche che renderà il lunedì mattina meno grigio di fronte a una bella fetta di crostata?\nO quando monti a neve l’albume delle uova con cura, sperando che ne esca una delle versioni migliori della tua torta al cioccolato preferita?\nEcco, ammetto che in un anno e mezzo di vita a bordo del van mi sono mancate a volte quelle sensazioni.\nMi piaceva passare davanti al forno e osservare i lievitati crescere, le crosticine rosolare appena. Mi piaceva tornare in cucina e inspirare a narici ben aperte i profumi che si sprigionavano, scostare la tendina a cuoricini con quel taschino in cui infilavo i post-it con le ultime ricette scarabocchiate nonostante Paolo mi guardasse torvo per il disordine che creavo ma sorridesse nel vedermi arrossire come se stessi nascondendo un bottino rubato.\nNuovi spazi in van A bordo del van, oltre ad avere una dispensa limitata, un mini frigorifero e uno spazio per le pentole decisamente ridotto, non abbiamo il forno ma solo due bombole a gas.\nIn nostro aiuto in tutti questi mesi è intervenuta la pentola a pressione, nella quale però non possiamo di certo cucinare ogni portata.\nAmmetto di aver tentato di preparare una galette farcita con marmellata in padella, ma l\u0026rsquo;impasto dopo un\u0026rsquo;ora di cottura non era ancora ben cotto, mentre noi stavamo sudando l\u0026rsquo;impossibile nonostante fuori si stesse scatenando un violento temporale.\nAbbiamo deciso quindi di non giocare con il fuoco in tutti i sensi e di affidarci all\u0026rsquo;uso della pentola fornetto Omnia.\nLa pentola fornetto Omnia Avevamo visto questa pentola fornetto tedesca, simile al fornetto versilia nella versione italiana, nel van di una coppia di due ragazzi tedeschi incontrati on the road. Ne siamo rimasti piacevolmente incuriositi e siamo felicissimi di averla portata a bordo con noi da quando siamo ripartiti per vivere da fulltimers sul van.\nTutti i pezzi del **kit Omnia**\u0026nbsp; occupano uno spazio irrisorio se pensiamo alle potenzialità di ognuno dei componenti.\nAll\u0026rsquo;interno del set si trovano:\nla pentola in acciaio con l\u0026rsquo;apposito coperchio un paio di stampi in silicone di cui uno per muffin la gratella per scaldare panini e brioche un pratico ricettario il grembiule griffato Omnia. La struttura del forno è composta da tre parti che assieme forniscono calore sopra e sotto. La teglia ha un design speciale, rotondo con foro centrale che poggia su una base inox concava, anch’essa dotata di foro centrale. Questo design concavo dirige l’aria calda dalla fonte di calore sul fondo della teglia Omnia, riscaldando da sotto. Il foro nella base e nella teglia consente al calore di risalire attraverso la struttura, raggiungere il coperchio e riscaldare da sopra.\nL\u0026rsquo;utilizzo è veramente semplice, basta mettere insieme gli ingredienti e controllare solo che la fiamma non sia troppo bassa nè troppo alta, poi attendere la meraviglia che ne esce per olfatto e gusto.\nLa prima ricetta a bordo La prima ricetta che abbiamo voluto preparare è un cavallo di battaglia della nostra famiglia: la galette salata.\nDato lo stampo con il buco al centro, cosa che permette al calore di distribuirsi in modo pressochè uniforme, nè è uscito un guscio di impasto ripieno di pomodorini e scaglie di grana, con qualche fogliolina di basilico qua e là.\nAbbiamo impastato 250 gr di farina con un cucchiaino di sale, 45 ml di olio evo, 145 ml di acqua a temperatura ambiente e una spolverata di timo. Giusto il tempo di far riposare l\u0026rsquo;impasto mentre tagliavamo i pomodorini e le scaglie di grana, poi abbiamo modellato con le mani fino a ricreare una galette che abbiamo lasciato cuocere per 30 minuti a fuoco dapprima vivo poi medio. Abbiamo lasciato riposare il tutto ancora per 5 minuti con il coperchio, mentre la nostra casa a quattro ruote veniva inondata di profumi che amiamo, e poi ci siamo volentieri scottati le dita e la punta della lingua per la prova assaggio!\nCuriosi? Eccovi il video!\nNella versione che preparavamo a casa usavamo datterini tagliati a metà, rivolti a testa in sù, ricoperti di cubetti di feta. A bordo ci siamo arrangiati con gli ingredienti che avevamo, realizzando però un piatto davvero delizioso! Ora non ci resta che metterci in gioco e sporcare di nuovo la cucina! Avete qualche ricetta semplice e veloce da consigliarci che potremmo provare a preparare nel nostro fornetto Omnia in ogni angolo di mondo in cui saremo? Vi aspettiamo nei commenti!\n","country":null,"date":"ottobre 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1689874010/Articoli/Blog/forno-camper-ominia_lcniye.jpg","permalink":"/blog/il-forno-per-camper-la-pentola-omnia/","title":"Il forno per camper: la pentola Omnia"},{"categories":["Blog"],"contents":"Conoscete qualcuno che abbia organizzato il proprio matrimonio in un mese e ne sia uscito con un sorriso vincente più che con un favola fra le mani?\nBenvenuti in un’altra delle nostre follie!\nUn passo indietro Se ripenso a quando avevo 10 anni e su una vecchia agenda della Cassa di Risparmio scrivevo quasi un tema da maturità su come si sarebbe svolto il “mio” giorno, con tanto di dettagli sull’abito da principessa, mi viene proprio da sorridere in modo beffardo. Cenerentola ha vinto in tante altre occasioni e nella stanzetta di tante altre bambine.\nNella nostra storia hanno vinto una donna e un uomo che hanno creduto in un “giorno tutto loro”, che hanno scelto i dettagli senza pensare a voler apparire ma volendo essere se stessi.\nMancavamo in famiglia da troppo tempo per permetterci di essere poco autentici, mancavamo in Italia da troppo tempo per non sederci a tavola con gli invitati e gustare qualche piatto semplice del nostro territorio, mancavamo da troppo tempo per dedicarci a troppe persone e perderci i dettagli di un momento di condivisione importante.\nMa facciamo un salto indietro di qualche mese per riuscire a capire come una serie di mirabolanti incastri abbia reso quelle 24 ore uniche e irripetibili.\nCosa ci è venuto in mente? Era il 31 dicembre 2022 quando, forse per un colpo di sole improvviso o per una sindrome di Stendhal di fronte all’Alcazar di Siviglia, Paolo mi chiedeva sorridendo di sposarlo.\nCi ho messo un secondo a capire che quei due occhi nocciola che ho di fronte ogni giorno da un po’ di tempo ormai erano davvero sinceri, due secondi a sorridere, tre secondi a rispondere senza dubbio alcuno di sì.\nPaolo ed io siamo così, lanciamo idee e progetti per aria e poi lasciamo che le cose accadano. È per questo motivo che nei mesi a seguire su questo bizzarro progetto ci abbiamo solo riso su, con il naso sporco di farina e la bocca piena di pezzetti di cioccolato.\nEra il 18 maggio 2023 quando, affacciati sulla costa mediterranea del Marocco, osservando le nostre radici da lontano sotto a un diluvio magnanimo, abbiamo deciso di contattare il Comune di Torino per sposarci un paio di mesi dopo, periodo in cui saremmo passati sicuramente da casa. La risposta da parte degli uffici è stata celere quanto negativa: il tempo a disposizione non sarebbe stato sufficiente.\nSe vuoi vedere il video completo lo trovi in fondo all\u0026rsquo;articolo. Non s\u0026rsquo;ha da fare Ah il tempo, quel compare che abbiamo imparato a gestire in tutt’altro modo da quando siamo partiti (ne abbiamo parlato qui\u0026nbsp; ). Che nemico beffardo. Dopo un quarto d’ora di disappunto e silenzio e di millemila cose imparate sul web sulla burocrazia necessaria per organizzare le nozze, abbiamo deciso di tentare una via secondaria: richiedere le pubblicazioni a Torino, nostro comune di residenza, e sposarci in un altro comune.\nQuale? Bella domanda. Tempo a disposizione? Impossibile saperlo.\nA quel punto l’unica mail che è arrivata in risposta citava le seguenti parole: “inutile chiamare o scrivere per solleciti, quando la vostra richiesta sarà presa in carico verrete contattati”.\nSuccedeva di nuovo Avevamo appena lanciato in aria un progetto e le cose sarebbero andate come dovevano andare.\nPer questo motivo non abbiamo avvisato nessuno della nostra scelta e abbiamo continuato a vivere alla giornata senza organizzare nulla, lasciando che il tempo passasse e facendocelo il più possibile amico.\nAbbiamo preso un traghetto, siamo tornati nel nostro continente, abbiamo attraversato la Spagna inseguendo la rotta del Don Quijote e siamo arrivati nella nostra amata Francia.\nSposarsi non avrebbe cambiato nulla fra di noi, ma ci avrebbe aiutati a sentirci più tutelati in caso di necessità vivendo sempre “soli” in mezzo al mondo.\nSogno o.. mi sposo! Era il 22 luglio 2023 quando, mentre inoltravo la mail per la richiesta del rinnovo della carta di identità e fuori diluviava dopo giorni di calura insopportabile, è arrivata una strana risposta che ci convocava nel comune di Torino il 27 luglio per ufficializzare le pubblicazioni di Matrimonio. Bene, eravamo oltralpe, avevamo davanti al naso un pain au chocolat e le lacrime sgorgavano a ritmo della pioggia. Alla stessa velocità abbiamo impostato le dita delle mani. Urgeva chiamare i nostri genitori per dar loro la notizia e trovare qualcuno da delegare in comune, rispondere alla mail e avvisare che avremmo delegato qualcuno, trovare un comune che avesse una data disponibile, stabilire gli invitati e capire dove raggrupparli per vivere un momento unico nel nostro stile.\nA fine serata avevamo stabilito quasi tutto, contro ogni aspettativa.\nIl giorno dopo mentre passeggiavo con Sakè ho raccolto qualche fiore di campo e ho creato un piccolo bouquet, poi con la coda di Olimpia che ci scodinzolava a fianco Paolo ed io ci siamo abbracciati di fronte al van circondato dalle Alpi. Eravamo a casa, lo siamo ovunque.\nSiamo tornati in Italia a inizio agosto, vivendoci ogni minuto che quel tempo beffardo ci metteva a disposizione.\nI giorni passavano e noi spuntavamo le cose da organizzare.\nQuando siamo arrivati a Saluzzo mi aspettava un abito ordinato online, che con somma gioia era di due taglie sbagliate. Grazie alla tecnologia, ai resi disponibili e alla consegna express, mentre armeggiavamo per coibentare il van e sistemare tutto ciò che i mesi di vita tra Europa e Africa avevano messo a dura prova a bordo, un altro vestito è arrivato a casa e questa volta era proprio l’abito perfetto: un corpetto leggermente lavorato e una gonna lunga fino a terra per un insieme semplice ma luminoso, che mi avrebbe permesso di sentirmi non tanto una principessa, quanto me stessa.\nIn quei giorni abbiamo avuto modo di riabbracciare familiari ed amici, conoscere la titolare del rifugio di montagna in cui avremmo accolto una trentina di invitati per una cerimonia intima, assaggiare il dolce che avrebbe deliziato tutti, trovare il giusto progetto solidale che desse un senso alle nostre bomboniere e ordinare un semplice bouquet che non mi facesse starnutire.\nDei tavoli in legno addobbati con fiori di campo e dei piatti cucinati con amore dallo splendido staff di Pian Munè, della Torta Leonardo con cioccolato e lamponi e delle bomboniere ve ne parlerò in articoli dedicati qui sul nostro sito, perché ogni dettaglio che ha reso il nostro giorno unico per davvero merita un racconto speciale.\nVivete una vita in cui potete riconoscervi Era il 25 agosto quando ci parcheggiavamo nel cortile di casa dei genitori di Paolo, pulivamo a fondo il van che mi avrebbe condotta in comune e che ci avrebbe fatto da casa la prima notte di matrimonio. Ricordo ogni istante con gioia, con un’emozione che mi porterò nel cuore per sempre.\nVi condivido un’estratto di ciò che avevo scritto per i nostri invitati:\nC’è una frase di Tiziano Terzani che ci sembra riesca a riassumere ciò che viviamo sulla pelle ogni giorno: “Vivete una vita in cui potete riconoscervi”.\nEcco, ci piace immaginare di esserci riconosciuti in chi ci ha messi al mondo, in chi è cresciuto al nostro fianco, in chi ha visto i nostri primi sorrisi, in chi ha incrociato il nostro cammino, in chi è arrivato giorno dopo giorno e non se ne è più andato, in chi è solo passato e ha comunque lasciato il segno.\nCi piace immaginare di riconoscerci nel profumo di un fiore, nel battito d’ali di una farfalla, nel sapore di un piatto semplice cucinato con amore, nel ritmo di una canzone, nell’immensità di un orizzonte, nell’eco di un’onda che viene e che va.\nCi piace immaginare di riconoscerci in un’ombra, di sfuggita. In un’orma rimasta appena calcata sulla sabbia umida. In un volto silenzioso intravisto appena in mezzo a una folla rumorosa. Ci piace immaginare di poter riconoscere in noi, un domani, il segno di questo mondo di cui ci sentiamo complici.\nCi piace l’idea di poterci riconoscere in una vita che può sembrare strana, diversa, ma che per noi è realtà.\nCi fa sorridere il pensiero di poterci riconoscere in gesti scontati: passarsi un paio di calzini quando in casa fa freddo, avvisarsi quando inizia a piovere, indicarsi ciò che ai nostri occhi merita di essere osservato.\nCi piace immaginare di poterci riconoscere in una risata che esce dal cuore, nell’accenno di un sorriso, in uno sguardo di complicità.”\nPaolo ed io ci siamo davvero riconosciuti in quel giorno, così semplice ma così speciale.\nUn 26 agosto in cui ci hanno fatto compagnia tutti i climi possibili transitando dalla città alla montagna, come se ogni angolo di mondo fosse al nostro fianco anche quel giorno.\nCi siamo riconosciuti nei sorrisi, nella caduta dallo scivolo, nelle lacrime di commozione, nella polentata a fine giornata, nel giocare a Carcassonne con chi è rimasto con noi fino alla fine, nel caffè a bordo il mattino seguente immaginando arcobaleni di possibilità avvolti nella nebbia.\nE siamo pronti a riconoscerci in una vita che ci stiamo costruendo su misura, giorno dopo giorno, chilometro dopo chilometro, in una quotidianità che è tutta nostra ma nella quale riusciamo a esprimerci con gioia, in un lavoro che ci stiamo inventando ma che speriamo ci porti a collezionare grandi soddisfazioni.\nGrazie per aver letto questo sproloquio di emozioni. Quel giorno non abbiamo voluto un fotografo estraneo in mezzo a noi, abbiamo chiesto ad amici e parenti di scattare qualche immagine e abbiamo collezionato con gioia ciò che hanno catturato i loro occhi. Ne sono uscite fotografie che amiamo e un video che speriamo renda un briciolo dell\u0026rsquo;emozione che abbiamo provato!\n","country":null,"date":"ottobre 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1689874010/Articoli/Blog/sposi_abbraccio_a_ssatir.jpg","permalink":"/blog/matrimonio-alternativo-30-giorni-per-organizzarlo-in-un-van/","title":"Matrimonio alternativo: 30 giorni per organizzarlo in un van"},{"categories":["Blog"],"contents":"Quando abbiamo pensato a un luogo semplice e accogliente in cui riunire i pochi invitati per il nostro matrimonio ci è venuta subito in mente la baita di Pian Munè, un rifugio in legno, ai piedi del Monviso, sopra il piccolo paese di Paesana in valle Po, in provincia di Cuneo.\nVolevamo un posto in cui potessimo sentirci totalmente a nostro agio, in cui mangiare seduti a tavola sentendoci davvero in famiglia.\nVolevamo poter ridere di gusto senza sentirci fuori luogo, senza dover indossare la maschera di principini delle favole.\nIl luogo perfetto È così che ci siamo ritrovati a ballare sulle giostre dei bambini, a cadere dallo scivolo e sporcarci il vestito senza vergogna, a ripararci dalla pioggia sotto al porticato osservando la nebbia salire da valle. È così che, quando le nuvole sono scomparse, siamo corsi tutti fuori a ringraziare il re di pietra, il Monviso, per aver fatto capolino.\nÈ così che siamo andati a scattare qualche foto nel bosco della Trebulina e abbiamo corso sotto al diluvio protetti dalle foglie degli alberi che tintinnavano i loro migliori auguri a ogni folata di vento.\nVolevamo che la natura fosse al nostro fianco, volevamo poter rimanere a dormire in montagna nella nostra casa a quattro ruote, vivere appieno ogni istante in un luogo in cui sentir riecheggiare l\u0026rsquo;eco delle nostre risate.\nPurtroppo come avrete capito il meteo non è stato un degno compare per tutta la giornata, motivo per cui abbiamo dovuto rinunciare a salire in seggiovia e scattare qualche foto ricordo ben più panoramica.\nNon solo un rifugio Pian Munè infatti non è soltanto un luogo dove passeggiare e dove trovare ben due rifugi in cui rifocillarsi con buon cibo della tradizione.\nD\u0026rsquo;inverno si può sciare, ciaspolare e approfittare delle escursioni sulle motoslitte.\nInsomma, può sembrare un luogo da dover raggiungere per forza, lontano da tutto. Per noi invece c\u0026rsquo;è racchiuso tutto: qui Sara ha imparato a sciare, qui abbiamo passeggiato molte volte negli anni in tutte e quattro le stagioni e questo luogo era davvero la cornice perfetta per dare il via a una nuova avventura insieme.\nUn team eccezionale Nei rifugi di Pian Munè Marta e il suo team sanno accogliere e ascoltare, oltre a proporre non solo menù sempre accativanti e a tema, ma soprattutto eventi di ogni genere. Per noi hanno curato ogni dettaglio, allestendo il tavolo con fiori di campo e rametti di rosmarino, semplici e delicati. Soprattutto, cosa non da poco, hanno gioito insieme a noi. Siete curiosi di scoprire i vari eventi che propongono? Non perdetevi il loro sito\u0026nbsp; e la loro pagina Facebook\u0026nbsp; per rimanere aggiornati!\nChe sia per una tappa nel rifugio a valle a 1535 m o per una gita a passeggio o in seggiovia alla baita in quota a 1890 m, il panorama che avrete a 360° ripagherà ogni chilometro percorso per arrivare fino a qui.\nWild life Se come noi siete vanlifers o camperisti vi aspetta un comodo parcheggio con vista cucuzzolo del Monviso, ma potete anche pernottare in tenda in un\u0026rsquo;area apposita su prato oppure scegliere una struttura nel paese di Paesana, a 15 km.\nSe preferite fare un picnic potete sfruttare il comodo e ampio piazzale e da lì non avrete che l\u0026rsquo;imbarazzo della scelta per trovare un posticino dove sedervi e godere della pace di un angolo di paradiso racchiuso dalle montagne.\nInsomma, speriamo di avervi un po\u0026rsquo; incuriositi, di avervi fatto venir voglia di scoprire un piccolo angolo di paradiso delle nostre vallate. Chi lo sa, magari un domani torneremo a organizzare qualcosa con Marta e occuperemo il piazzale di amanti dei viaggi. Per il momento vi lasciamo le coordinate\u0026nbsp; , se arrivate in cima sorridete al Monviso anche per noi!\n","country":null,"date":"ottobre 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1689874010/Articoli/Blog/sposi_sotto_monviso_kwe480.jpg","permalink":"/blog/pian-mune-il-rifugio-perfetto-per-il-nostro-matrimonio-on-the-road/","title":"Pian Munè: il rifugio perfetto per il nostro matrimonio on the road"},{"categories":["Blog"],"contents":"Da amanti della natura e degli animali, quando Mattia ci ha proposto una passeggiata insieme a lui e ai suoi cavalli non abbiamo saputo dire di no. È stato davvero un modo meraviglioso per concludere i festeggiamenti del nostro matrimonio dopo esser scesi dal rifugio di Pian Munè ed è stato un momento che ci ha resi veramente felici.\nA cavallo ai piedi del Monviso Il Fly Ranch\u0026nbsp; è un maneggio che si trova a Paesana (in provincia di Cuneo), in Borgata Belloni, in Valle Po: un luogo immerso nella natura, circondato da boschi e colline, alle spalle dei quali svetta il Monviso.\nLa prima cosa che ci ha colpiti di Mattia è stata la sua professionalità: non appena siamo arrivati al maneggio ha registrato i nostri dati per l\u0026rsquo;assicurazione e ci ha consegnato gli elmetti. La sicurezza prima di tutto, cosa che ci ha permesso di sentirci ancor più a nostro agio.\nSellati i cavalli siamo partiti per una passeggiata davvero emozionante, a suon di chiacchierate e risate.\nCi siamo fermati per osservare un paio di puledrini che stavano crescendo in una zona vicino al bosco, abbiamo ammirato in ogni istante il Monviso che svettava da dietro le colline, abbiamo apprezzato il silenzio e ascoltato il più possibile i suoni della natura.\nInsomma la nostra ora a cavallo in compagnia di Mattia è davvero volata, tant\u0026rsquo;è che ci è dispiaciuto non riuscire a tornare a salutarlo prima di ripartire.\nUn\u0026rsquo;esperienza per tutti Al Fly Ranch Mattia e la sua compagna offrono diverse attività:\npasseggiate a cavallo di un\u0026rsquo;ora anche per principianti, il tutto però sempre in piccoli gruppi per poter garantire una bellissima esperienza e su prenotazione corsi e lezioni di equitazione battesimo della sella, non solo al maneggio ma anche in una cornice più entusiasmante ai piedi del Monviso (a Pian Munè o a Crissolo) pensioni per cavalli privati. Insomma se come noi amate gli animali e la natura forse quest\u0026rsquo;esperienza potrebbe essere ideale da condividere con qualcuno di speciale, anche come idea regalo. Se doveste recarvi al Fly Ranch fatecelo sapere e mandateci qualche fotografia, sarà come essere un po\u0026rsquo; lì con voi!\nIntanto, volete vedere come ce la siamo spassata noi quel giorno? Clicca play qua sotto e mettetevi comodi!\n","country":null,"date":"ottobre 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1689874010/Articoli/FlyRanch/cavallo_persona_abbraccio_hcsefw.jpg","permalink":"/blog/fly-ranch-passeggiata-cavallo-monviso/","title":"Fly ranch: una passeggiata a cavallo ai piedi del Monviso "},{"categories":["Camper"],"contents":"Quando abbiamo acquistato il nostro Roadcar 540 immaginavamo di utilizzarlo solo per le vacanze estive e per fuggire ogni weekend possibile anche solo a pochi km da Torino per vivere circondati dal verde delle colline e delle montagne piemontesi, motivo per cui un paio di batterie a gel ci sembravano più che sufficienti per le nostre necessità energetiche. Nel momento in cui però il van è diventato a tutti gli effetti la nostra casa ci siamo resi conto che la capacità energetica che avevamo a bordo non era così ottimale e questo è il motivo per cui abbiamo deciso di installare la batteria al litio della Creabest.\nTabella dei contenuti Un cambiamento importante La batteria installata Un mese e più dopo Un cambiamento importante Ogni giorno o quasi finora ci siamo ritrovati a dover caricare non solo il frigorifero a compressore, che seppur di ridotte dimensioni ha un assorbimento importante, ma anche due computer, due smartphone e una macchina fotografica e se mancava il sole per un giorno intero potevamo esser certi di andare a dormire con una minacciosa spia arancione, oltre a sperare di non svegliarci con le batterie del tutto scariche. Più di una volta ci è successo di svegliarci alle 6 del mattino e accendere subito il motore per evitare di buttar via le batterie a gel in quanto se la tensione va sotto gli 11.6V si rischia di rovinarle irrimediabilmente!\nleggi anche Danimarca in camper: il nostro itinerario Per chi non ci conoscesse e si stesse chiedendo perché non ci siamo appoggiati alle colonnine dei campeggi in queste situazioni risponderemo semplicemente per scelta personale ed economica. Detto ciò, quando ci si è presentata l’occasione di poter collaborare con un’azienda tedesca, la Creabest\u0026nbsp; , produttrice di batterie per camper al litio, non ci siamo tirati indietro.\nLa batteria installata La batteria che ci offrivano, una LiFePO4 12V da 200Ah, avrebbe sostituito degnamente le nostre due batterie al gel da 95Ah l\u0026rsquo;una, donandoci notevoli benefici.\nNon vi scriveremo un articolo tecnico sui componenti delle batterie né vi faremo una lezione di fisica perché non siamo minimamente le persone adatte. Vogliamo però raccontarvi quali sono i punti che ci hanno convinti una volta per tutte ad installare una batteria al litio:\nCapacità reale: la batteria è utilizzabile fino all\u0026rsquo;ultimo ampere rispetto al 50/60% della batteria a Gel! Non esiste effetto memoria quindi la batteria può esser usata in qualsiasi momento senza alterarne la capacità. Tempo di vita più lungo: Creabest garantisce 3000 cicli profondi. Leggerissima: pesa la metà rispetto alle nostre precedenti batterie al piombo a parità di stessa capacità. Applicazione sul cellulare: permette in tempo reale di monitorare lo stato della batteria con affidabilità. Basta connettere il proprio smartphone via bluetooth alla batteria tramite l\u0026rsquo;applicazione dedicata per sapere con precisione la percentuale della batteria rimanente, il che ci farà vivere molto meglio. Sicurezza tramite controllo BMS: il sistema di gestione della batteria (battery managment system o BMS) monitora e si adatta alle condizioni della batteria per massimizzare le prestazioni e garantire massima sicurezza. Quando la tensione e la corrente sono anormali il BMS spegne la batteria evitando problemi. Un mese e più dopo Il 6 Agosto 2023 abbiamo installato la nuova batteria al litio della Creabest e a un mese e mezzo dalla sua installazione (a proposito, trovi al fondo di questo articolo il video relativo all\u0026rsquo;installazione), non possiamo che esserne felici. Al netto di tutti i benefici che abbiamo elencato poco fa non abbiamo però ancora detto quanto e come è migliorata la qualità della vita a bordo. Per esser precisi e concisi:\nnon abbiamo più l\u0026rsquo;ansia da batteria scarica in quanto anche se si dovesse scaricare a zero la batteria della Creabest non è da buttare. capacità raddoppiata significa maggior autonomia il che si riflette nel poter lasciare il van all\u0026rsquo;ombra durante l\u0026rsquo;estate senza aver l\u0026rsquo;ansia di esser scarichi. Questo significa poter stare al fresco per più tempo ed è un bene sia per noi che, soprattutto, per i nostri animali. nelle giornate piovose possiamo tranquillamente sorseggiare un tè mentre lavoriamo a bordo senza impazzire per muoverci su strada e caricare le batterie. Una cosa che non abbiamo voluto cambiare è il cosidetto booster o convertitore DC-DC. Abbiamo voluto mantenere a bordo quello originale già installato della Schaudt da 25A\u0026nbsp; che in moto e con il sole ci permette di caricare fino a 28/30Ah (con il frigo acceso e pannello in carica). Non è molto ma per il momento ci basta. Forse in futuro lo cambieremo, chissà.\nPer concludere quindi, è vero che il nostro utilizzo è al momento agli inizi ma siamo davvero felici di aver deciso di cambiare batteria e ringraziamo la Creabest per quest’opportunità e per la fiducia riposta in noi.\nPotete acquistare anche voi la batteria al litio della Creabest andando qui\u0026nbsp; e potete ottenere un 4% di sconto inserendo il codice promozionale \u0026ldquo;vandipety\u0026rdquo;!\nOra non ci resta che continuare a vivere insieme a voi nuove avventure!\n","country":null,"date":"settembre 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1689874010/Articoli/Blog/creabest-batteria-litio_d5gxaf.jpg","permalink":"/blog/creabest-le-nostre-nuove-batterie-al-litio/","title":"Creabest: le nostre nuove batterie al litio"},{"categories":["Blog"],"contents":"In un matrimonio “omnia vincit amor” ma il giorno delle nozze si sa che anche il dolce “vince su tutto”.\nParliamoci chiaro, se si conclude il pasto con un dolce che non merita si rimane letteralmente con l’amaro in bocca. Quasi che forse era meglio passare direttamente al caffè.\nÈ per questo motivo che abbiamo deciso che il dolce quel giorno doveva essere “da ricordare”, nonostante il nostro matrimonio sia stato quasi una semplice festa per far conoscere le famiglie e riunire attorno a noi gli amici del cuore prima di ripartire.\nDoveva in ogni caso essere un dolce che avrebbe lasciato tutti con il sorriso stampato sulle labbra.\nLa scoperta Quando abbiamo contattato Marco della Pasticceria Luciano di Barge\u0026nbsp; ci siamo detti che se la sua gentilezza al telefono era anche solo lontanamente paragonabile alla bontà che avremmo ritrovato nel dolce, avevamo fatto la scelta giusta.\nLa conferma ci è arrivata quando ci siamo recati in negozio e abbiamo conosciuto di persona tutto il team, quando ci siamo seduti a tavola e abbiamo assaggiato i loro prodotti e ci siamo letteralmente commossi di fronte alla focaccia farcita e ai baci di dama che si scioglievano in bocca, quando abbiamo portato a bordo del van la porzione della torta che avevamo scelto per il nostro giorno.\nSua maestà: la torta La torta Leonardo è un soffice pan di Spagna cacao e nocciole, farcito con crema chantilly e lamponi freschi, il tutto ricoperto con scaglie di cioccolato gianduia e granella di nocciole.\nMa questa è una descrizione davvero troppo riduttiva.\nVi cito la mission di Marco e del suo team, che trovate sul loro sito web, dal quale potete anche ordinare qualche prodotto se vi è difficile raggiungere le nostre amate colline piemontesi:\nNon si può e non si deve piacere a tutti; ma a coloro cui siamo nel cuore e a coloro che amano i nostri prodotti vogliamo lasciare il segno, facendo vivere un esperienza unica e indimenticabile.\nSe assaggi capisci, se assaggi dici WOW!\nEcco, noi abbiamo davvero detto quel Wow, oltre al sì lo voglio, voglio questa torta il giorno del mio matrimonio.\nUn\u0026rsquo;esperienza unica Ad ogni cucchiaiata ci siamo immaginati le mani attente di chi sa fare il proprio lavoro con amore, di chi ha montato le uova con tanta cura quasi da poterci scrivere con quel composto, di chi ha scelto nocciole e cacao di qualità, di chi ha controllato che la panna fosse ben fredda, di chi ha inciso con cura la bacca di vaniglia, di chi ha amalgamato con attenzione i lamponi del territorio e composto poi gli strati, aggiungendo un pizzico di gioia in ogni passaggio.\nIn ogni cucchiaiata abbiamo fatto attenzione a non far cascare le scaglie di cioccolato gianduia e la granella di nocciola, che in questa torta non sono solo di decoro ma danno davvero quel tocco in più.\nQuando abbiamo chiesto a Marco la ricetta, ci ha svelato che contiene un ingrediente segreto.\nNon vogliamo saperlo, perché suona come un tocco di magia che ha reso non solo quella fetta di prova ma tutta la nostra torta davvero speciale.\nLa conferma Vedere i nostri familiari e amici mettersi in fila per chiedere il bis, sussurrare quanto delicata fosse la crema, lasciare i piatti senza briciola alcuna è stata la conferma di aver scelto con cura un dettaglio che fa la differenza.\nLa torta Leonardo è stata la ciliegina sulla torta (o dovremmo dire il lampone sulla torta in questo caso?) di un pranzo semplice ma pensato con amore.\nNon abbiamo scelto torte a piani, strati di zucchero colorato, cucchiaiate di panna stucchevole. Abbiamo scelto una torta nata in realtà per un battesimo, realizzata per caso e vincente per forza.\nUn caso nel caos. Come piace a noi.\nNella Pasticceria Luciano siamo tornati il mattino dopo il nostro matrimonio, per ringraziare di persona chi ha contribuito a rendere felici noi e i nostri invitati. E siamo tornati per far felici anche le nostre papille gustative. Purtroppo ora saremo sempre un pochino più distanti, ma se doveste recarvi a Barge non esitate a mandarci una fotografia con la bocca piena e lo sguardo che dice “WOW”.\nGrazie Marco, Grazie al tuo team, grazie alla torta Leonardo.\n","country":null,"date":"settembre 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1689874010/Articoli/Blog/torta-leonardo_xx95ou.jpg","permalink":"/blog/un-dolce-speciale-la-torta-leonardo/","title":"Un dolce speciale: la torta Leonardo"},{"categories":["Blog"],"contents":"È passato poco più di un mese da quando abbiamo annunciato che ci saremmo presi una pausa su YouTube, per poi fare lo stesso anche sugli altri social e qui sul sito. Abbiamo raccontato qui il motivo di questo stop forzato e ora è tempo di spiegare cosa intendevamo con la frase \u0026ldquo;ci attende un periodo di fuoco\u0026rdquo;.\nCi siamo spostati e.. ci siamo sposati! Abbiamo tentato di rimanere del tutto lontano dai riflettori, per riuscire a dedicarci totalmente a noi e alle nostre famiglie, poi ci siamo guardati negli occhi e ci siamo detti \u0026ldquo;questo attimo di gioia lo condividiamo\u0026rdquo;: il 26 Agosto 2023 abbiamo detto sì lo voglio!\nIn un mese abbiamo organizzato il matrimonio più folle che potessimo immaginare. In realtà in un giorno, fermi in un parcheggio in Francia, abbiamo riunito tutti i pezzi di puzzle composti da comune, data, location, torta, invitati.\nIl resto è stato lacrime di gioia e commozione, in una cornice di sorrisi.\nAbbiamo condiviso qualche foto sul nostro profilo Instagram\u0026nbsp; , ma presto uscirà un video pieno di emozioni sul canale YouTube\u0026nbsp; per condividere e raccontarvi questo momento che porteremo nel cuore e che ci ha resi davvero felici!\nUn van messo a nuovo La community l\u0026rsquo;ha soprannominato \u0026ldquo;Scricchiolo\u0026rdquo; ma il nostro van ora non scricchiola più, o almeno, molto meno 😂\nUno dei motivi per cui ci siamo fermati è stato proprio questo: risistemare la nostra casa a quattro ruote. La zanzariera si era rotta, qualche plastica si era scollata, avevamo bisogno di migliorare la coibentazione e grazie all\u0026rsquo;aiuto di Matteo e di Cris, il nostro meccanico di fiducia, ora il van sembra nuovo, anzi è veramente pronto per tutte le avventure che ci aspettano on the road!\nAnche di questo vi racconteremo tutto, con una serie di video che speriamo vi incuriosiscano a ripartire a viaggiare insieme a noi con testa e cuore.\nAbbiamo smontato mezzo van ma siamo riusciti a rimontarlo meglio di prima! Si riparte, ma per dove? Lo sapete, siamo due folli sognatori. Tempo fa, in un pomeriggio di metà marzo del 2021, entravamo in una libreria di Torino e ne uscivamo con 4 cartine stradali. Non siamo mai riusciti a raggiungere quei luoghi, per motivi che non dipendono da noi.\nE quelle strade sono rimaste lì, disegnate e ripiegate su di loro, chiuse in un cassetto.\nCosì abbiamo puntato la bussola verso ovest, rendendo quell\u0026rsquo;incrocio meno antipatico da oltrepassare e abbiamo improvvisato un percorso che a posteriori si è rivelato la giusta sfida per imparare davvero tanto.\nOggi quelle cartine sono incastrate nella portiera del passeggero e sono pronte ad accompagnarci. Siamo pronti a percorrerle con il dito indice, a logorarle come veri esploratori. Ci proviamo. Viriamo verso est.\nNon abbiamo nessuna certezza, solo la voglia di provarci. Ci attendono i Balcani, ci attende la Turchia, ci attendono strade, incroci, persone, natura.\nDa qualche parte arriveremo. Intanto siamo pronti a emozionarci e speriamo di poterlo fare insieme a voi!\n","country":null,"date":"settembre 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1694595842/Articoli/Blog/ripartiamo.jpg","permalink":"/blog/il-viaggio-ricomincia-direzione-ignota/","title":"41 giorni dopo: tutto uguale, tutto diverso"},{"categories":["Cucina marocchina"],"contents":"Avendo vissuto 3 mesi in Marocco a bordo del nostro van abbiamo cercato di onorare anche un po’ la tradizione culinaria del paese, quindi il venerdì in casa nostra si mangiava il cous cous. Che fosse preparato da noi o dalle mani di qualche esperto cuoco marocchino, il famoso piatto unico riempiva noi e le nostre pance di soddisfazione.\nLa tradizione Il Cous cous è un piatto che pesca le proprie origini nella tradizione berbera: si tratta di chicchi di semola di grano duro cotti al vapore e mescolati con carne, verdure e spezie. Solitamente in casa viene condiviso tra tutti i commensali in un unico grande piatto, insieme a salse di accompagnamento.\nNoi per praticità ne prepariamo sempre un po’ di più e lo conserviamo in frigorifero per un massimo di due giorni (ma ti assicuro che dura meno!).\nConsumato caldo o fresco è un piatto davvero versatile e a bordo del camper aiuta anche a consumare poco gas per la velocità di cottura.\nleggi anche Le migliori pizze in Marocco La ricetta In base ai gusti e alla zona in cui viene preparato di solito contiene vari tipi di carne (agnello, manzo o pollo), verdure di stagione (pomodori, zucchine, carote, cipolle e peperoni), pesce (gamberi, orata, sardine), legumi (ceci, piselli, lenticchie).\nE quali spezie scegliere? Il mix perfetto consiste in una miscela di cumino, coriandolo, paprika e zafferano ma in base ai gusti di ognuno si può preferire uno o l’altro ingrediente (noi ad esempio usiamo il prezzemolo fresco al posto del coriandolo).\nLa ricetta originale prevede di cuocere i chicchi di semola per una ventina di minuti al vapore. Io sono una pessima cuoca e non seguo le regole in modo preciso, per cui in meno di cinque minuti il cous cous a bordo del nostro camper è quasi sempre pronto (anche grazie alla santa pentola a pressione).\nErrore irrecuperabile? In realtà no, tutte le confezioni sul loro retro danno ragione ai tempi di cottura da me scelti. Perdiamo un po’ nel gusto, perché ammetto di non cuocerlo con il brodo. Ma se spadelli due verdure con un trito di cipolle, le sali per benino e ci aggiungi un po’ di amore ti assicuro che verrà fuori un buon piatto.\nRicette alternative Ecco gli abbinamenti che di solito propongo nella cucina della nostra casa a quattro ruote:\nCous cous tonno e pomodori Cous cous lenticchie e zucchine Cous cous olive nere e cime di cavolfiori Cous cous acciughe e broccoli Cous cous lenticchie e carote (e tanto curry!) Cous cous uova sode e fagiolini Cous cous feta e spinaci Cous cous ceci e pomodorini Cous cous ricotta e melanzane Cous cous salmone e zucchine In base agli abbinamenti di solito scelgo di aggiungere un po’ di paprika, del prezzemolo fresco, la menta, il pepe nero, il curry.. insomma ogni volta gioco un po’ con i colori, con quello che ho a bordo.. e se non ho nulla che mi ispira un po’ di olio e sale alla vecchia maniera trovano sempre il modo di salvare il pranzo o la cena.\nTu hai provato altre varianti? Ti aspetto nei commenti per provare i tuoi trucchi in cucina!\n","country":"Marocco","date":"settembre 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1690547026/Articoli/Cibo/cous-cous-marocco_bq4q58.jpg","permalink":"/blog/cous-cous-marocchino-in-camper-tutte-le-nostre-varianti/","title":"Cous cous marocchino in camper: tutte le nostre varianti"},{"categories":["Cucina in Marocco"],"contents":"Li abbiamo scoperti, li abbiamo amati, ne abbiamo fatto indigestione. Poi ne abbiamo comprato un ultimo pacchettino come ricordo, che non è durato molto! D’altronde \u0026hellip; un ricordo è un ricordo!\nMa cosa sono? Si tratta di dolci fritti, come la maggior parte dei dolci mediorientali, e il loro aspetto ricorda molto le cartellate pugliesi. La loro forma varia in base alla regione in cui vengono preparati, così come le spezie utilizzate, che vanno dai semi di sesamo a quelli di finocchio.\nSono i dolci tipici del Ramadan e durante tutto il periodo ci è capitato di vedere un banchetto che vendesse questi dolcetti tipici, sia lungo le vie cittadine sia nei luoghi più remoti. Inoltre ogni famiglia ne prepara solitamente una bella scorta per tutto il mese di durata del Ramadan.\nNon sono tutti uguali Inutile girarci intorno ma quelli più buoni che abbiamo assaggiato sono stati proprio quelli preparati in casa quando siamo stati ospiti della famiglia di Med. Non potevamo credere ai nostri occhi quando abbiamo visto che un intero tavolo della cucina era occupato da una montagna di Chebakia. Per l’occasione abbiamo banchettato insieme, in quel pasto che per loro era la colazione e per noi la cena (trovi tutto in questo video\u0026nbsp; ).\nQuando siamo rimasti due giorni ospiti nel cortile della casa di Mustapha e abbiamo chiesto se potevamo assaggiare un ultimo chebakia prima di ripartire e suo padre ce ne ha portato addirittura un sacchetto intero! Anche questa avventura la trovi raccontata qui se te la fossi persa:\nInsomma, abbiamo mangiato i tipici dolci marocchini quasi ogni giorno anche noi. Le tradizioni d’altronde vanno rispettate!\nDico quasi perché saranno anche buoni, ma sono dei piccoli scrigni dolci, dolcissimi, a volte talmente dolci da risultare quasi nauseanti. D’altronde sono fritti, pieni di zucchero e ricoperti di miele.\nSe sei un po’ attenta/o al tuo intestino e ai tuoi denti, anche tu li mangeresti “quasi” tutti i giorni. Se sei molto golosa/o, fai due passi in più e ricordati di lavarti bene i denti, per il resto sei perdonata/o!\nVuoi la ricetta? Non posso dartela. Non saprei cucinarli e soprattutto non li cucinerei per non averne troppi a disposizione. Se spulci un po’ sul web la trovi facilmente.\nTi basta leggere farina, lievito, burro e olio (d’altronde due è meglio che uno!), mandorle, uova e poi olio per friggere, una quantità diabetica di miele per farli brillare e i semi di sesamo come decoro e avrai trovato la ricetta giusta.\nSolitamente vengono serviti con un tè caldo, arricchito da una o più zollette di zucchero grandi il quadruplo di quelle a cui siamo abituati. Non vergognarti a chiedere un tè senza zucchero se temi una crisi iperglicemica, noi così tanto zuccherato non riuscivamo a berlo.\nPoi magari mangiavamo uno chebakia in più, ma facciamo che chiudere un occhio di fronte a un po’ di golosità giustificata dal periodo di Ramadan.\nLi hai mai assaggiati? Ti sono piaciuti? Ti aspettiamo nei commenti!\n","country":"Marocco","date":"settembre 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1690465506/Articoli/Cibo/Chebakia_m18mvv.jpg","permalink":"/blog/chebakia-i-dolci-tipici-del-ramadan/","title":"Chebakia, i dolci tipici del Ramadan"},{"categories":["Cucina"],"contents":"Le pesche ripiene sono da sempre tra i piatti preferiti delle nostre famiglie piemontesi. Preparate con amore dalle nostre nonne per le merende estive, potevamo non provare anche noi a cucinare le pesche ripiene a bordo del camper in giro per il mondo?\nLe origini dei persi pien Quando ero bambina pensavo che la ricetta delle pesche ripiene fosse stata inventata da mia nonna. Poi un giorno, quando le chiesi di cucinarle per tutto il paese, lei mi disse che ogni nonna del quartiere sapeva prepararle e che tutti probabilmente avevano già assaggiato i deliziosi scrigni ripieni di amaretti e cioccolato. Rimasi amareggiata per una frazione di secondo, il tempo per ricevere il bis fra le risate di tutta la famiglia.\nA quanto pare quindi già durante Medioevo e Rinascimento i persi pien erano un piatto che non poteva mancare nelle merende sinoire delle famiglie di campagna piemontesi.\nImmaginate un banchetto a base di pane, salame, formaggio e un goccio di vino rosso, con a termine le pesche nettarine addolcite da amaretti, zucchero e cacao: ingredienti del territorio, trasformati in un tradizione che regna ancora sulle nostre tavole.\nChi rese pubblica la ricetta? Ada Boni fu la prima donna a citare i Persi Pien nel suo libro “Il talismano della felicità”\u0026nbsp; del 1929, consigliando di grattugiare del cioccolato fondente sul finale e di servire le pesche ripiene fredde.\nIn quella che invece è considerata la Bibbia della cucina piemontese, il libro “Nonna Genia”\u0026nbsp; , Beppe Lodi e Luciano De Giacomi suggeriscono di mescolare il cacao amaro in polvere con gli altri ingredienti e di servire le pesche ripiene calde o tiepide.\nNonna Teie mi insegnò a mettere un po’ di cacao in polvere ma non troppo, in modo da aggiungere qualche scaglia di cioccolato senza sentirsi in colpa e soprattutto a prepararne una buona quantità, per mangiare i persi pien sia tiepidi che freddi nei giorni a venire.\nA casa nostra si usava far le cose in grande: grandi porzioni per grandi sorrisi!\nClicca nel video qui sotto se vuoi vederci impazzire felicemente nella cucina del camper per preparare i persi pien! Ingredienti per la classica ricetta 6 pesche con pasta gialla (belle sode) 2 tuorli 60 g zucchero 80 g amaretti 4 cucchiai cacao amaro in polvere 2 cucchiai rum q.b. burro q.b. scaglie di cioccolato fondente Preparazione Se non hai mai preparato le pesche ripiene non preoccuparti perché la ricetta è facilissima e io ho imparato a cucinarle da bambina.\nlava le pesche, asciugale e dividile a metà, lasciando loro la buccia elimina il nòcciolo e con un cucchiaino asporta un pochino di polpa lasciando uno strato di almeno un centimetro dentro la buccia con il fondo di un bicchiere trita grossolanamente gli amaretti mettili in un mixer insieme alla polpa delle pesche aggiungendo, poi, la polpa delle pesche, il cacao, i tuorli, lo zucchero e il rum frulla tutto fino ad ottenere un composto omogeneo imburra una teglia o coprila con carta da forno e sistema le pesche a pancia in su riempi le pesche con il composto e inforna a 180° per 40-45 minuti. A fine cottura puoi guarnire con qualche scaglia di cioccolato fondente.\nIngredienti per la ricetta senza forno e/o in camper Vivendo in camper e non avendo il forno ho dovuto trovare un modo alternativo per creare il mio dolce preferito. Ne è uscita una versione della quale non so se nonna Teie sarebbe orgogliosa, ma che noi abbiamo parecchio apprezzato.\nIngredienti\n3 pesche 1 vasetto yogurt bianco 1 cucchiaino cacao amaro 15 amaretti q.b. Cioccolato fondente Lava le pesche e tagliale a fettine. Frullane la metà con lo yogurt, il cacao e gli amaretti, tenendone da parte un paio. In una coppetta disponi le fettine di pesca a raggiera, come se fossero gli spicchi del sole. Poni al centro la crema ottenuta, guarnisci con amaretti sbriciolati e scaglie di cioccolato fondente.\nPs: Se ti avanza della crema, tienila in frigorifero e mangiala a cucchiaiate :)\nHai mai assaggiato i persi pien? Ti aspettiamo nei commenti!\n","country":"Italia","date":"settembre 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/v1690377897/Articoli/rabat/gateau/persi_pien_uzkza9.jpg","permalink":"/blog/pesche-ripiene-camper-dolce-piemontese-viaggio/","title":"Pesche ripiene in camper: un dolce piemontese in giro per il mondo"},{"categories":["Guida al Marocco"],"contents":"Al giorno d\u0026rsquo;oggi siamo abituati ad avere facilmente l\u0026rsquo;accesso a Internet, che ci sembra ancor più essenziale quando si viaggia, consentendoci di rimanere in contatto con amici e familiari, condividere esperienze sui social, ottenere informazioni su luoghi da visitare e molto altro. Se stai pianificando un viaggio in Marocco e desideri rimanere connesso durante la tua avventura, abbiamo preparato una guida pratica su come ottenere Internet: essendo rimasti in paese 3 mesi a bordo del nostro camper abbiamo raccolto il maggior numero di informazioni possibili per aiutarti a non andare in panico.\nPunti di accesso Wi-Fi I punti di accesso Wi-Fi sono ampiamente disponibili nelle città più turistiche e nelle strutture ricettive del Marocco. Hotel, ristoranti, campeggi, caffè e centri commerciali spesso offrono connessioni Wi-Fi gratuite ai loro clienti. Tuttavia, tieni presente che la qualità e la velocità della connessione potrebbero variare.\nI punti di accesso Wi-Fi possono essere una soluzione comoda per caricare qualche foto sui social o la ricerca di informazioni, ma potrebbero non essere affidabili per attività che richiedono una connessione stabile, come lo streaming di video o il download di grandi file.\nScheda SIM locale Un\u0026rsquo;opzione altamente consigliata per ottenere Internet durante il tuo viaggio in Marocco è l\u0026rsquo;acquisto di una scheda SIM locale. Sul territorio sono presenti tre operatori:\nMaroc Telecom Inwi Orange Maroc Telecom Maroc Telecom\u0026nbsp; è la scelta migliore se si vuole avere internet sempre disponibile, anche in mezzo al deserto del Sahara! Puoi acquistare la SIM facilmente nei negozi autorizzati, nelle stazioni e negli aeroporti. Inoltre è l\u0026rsquo;unica opzione disponibile se si prevede un soggiorno breve (meno di un mese).\nOvviamente, dato che garantisce una connessione stabile ovunque, è l\u0026rsquo;operatore più caro: nel momento in cui siamo stati noi in Marocco (inizio 2023), il prezzo equivaleva a 1 euro per giga consumato (10 dh/ go).\nPer ricaricare la SIM è sufficiente recarsi in qualsiasi attività commerciale che riporti l\u0026rsquo;insegna \u0026ldquo;Maroc Telecom\u0026rdquo; e acquistare una ricarica in base alle proprie esigenze. Successivamente basta inviare un SMS al 555 inserendo il codice a 14 cifre seguito da 3 (Es. 123456789012343). Non dimenticarti di comporre alla fine del messaggio \u0026ldquo;*3\u0026rdquo; altrimenti anziché ricaricare interent riceverai solo minuti per le chiamate su suolo marocchino!\nMaroc Telecom offre anche alcune promozioni per avere internet illimitato, che però non sono economiche (70 euro al mese circa) e alle quali noi non siamo riusciti ad accedere.\nPRO Si trova facilmente Prende anche nel Sahara CONTRO Caro Inwi Durante i tre mesi in cui siamo stati in Marocco noi ci siamo sempre affidati a Inwi\u0026nbsp; e complessivamente ci siamo trovati bene, anche al netto di alcuni problemi di connessione.\nIl vantaggio di quest\u0026rsquo;operatore riguarda non tanto le offerte ricaricabili (che costano come Maroc Telecom) ma quelle relative ai servizi in abbonamentom, che spaziano fra varie offerte.\nNei tre mesi vissuti in Marocco noi abbiamo usato le seguenti offerte:\nPiano Social\u0026nbsp; : per 49dh al mese (circa 5 euro) offre accesso illimitato ai social: WhatsApp, Twitter, Facebook e Instagram (a proposito, sai che puoi seguirci cliccando qui?\u0026nbsp; ) i-Dar\u0026nbsp; : a partire da 199dh al mese (circa 20 euro) si può avere internet illimitato! La versione base viaggia a massima velocità per i primi 3/4 Giga giornalieri, dopodiché rallenta permettendo comunque di navigare senza problemi. Non funziona con i router portatili, ma permette di fare hotspot da uno smartphone (noi in questo modo, usando il cellulare come hotspot, siamo riusciti anche a caricare i video sul nostro canale Youtube\u0026nbsp; ). Questi piani sono molto vantaggiosi ma è permesso attivarli solo se si decide di rimanere per più di un mese sul territorio. Per accedere a questi piani bisogna recarsi in un punto Inwi ufficiale con il passaporto e stipulare un abbonamento.\nDopo l\u0026rsquo;attivazione, l\u0026rsquo;abbonamento si rinnova ogni 18 del mese per il mese successivo in tre modalità:\nnei negozi ufficiali Inwi (presenti solo nelle città più grandi) nei negozi Cash Plus tramite l\u0026rsquo;app ufficiale ( iOS\u0026nbsp; - Android\u0026nbsp; ), che però potrebbe non accettare la carta di credito. Come disdire Per disdire l\u0026rsquo;abbonamento bisogna:\nchiamare il servizio clienti Inwi fare domanda di \u0026ldquo;resiliation\u0026rdquo;, ovvero recessione del contratto recarsi in un centro Inwi ufficiale a firmare la chiusura del contratto Importante: il servizio clienti parla solo francese e la disdetta va data con due mesi di anticipo. Cosa significa? Facciamo un esempio per rendere tutto più chiaro, ipotizzando che si voglia rimanere in Marocco 3 mesi, dal 1 gennaio al 1 aprile:\ningresso in Marocco il 1 Gennaio stipulazione abbonamento da 199dh entro il 18 Gennaio pagamento di altri 199dh per il mese successivo (cioè febbraio) tra il 19 Gennaio e il 1 Febbraio chiamare il servizio clienti Inwi e fare domanda di \u0026ldquo;resiliation\u0026rdquo; andare in un centro Inwi e chiudere il contratto entro il 18 Febbraio pagare 199dh per il mese successivo (cioè marzo, in modo da avere internet fino al 1 aprile) potete uscire dal paese in tranquillità e internet funzionerà fino a fine mese (Marzo) Cosa rischio se non chiudo correttamente l\u0026rsquo;abbonamento? All\u0026rsquo;uscita del paese, al controllo doganale, potrebbero fermarti mandandoti in un centro Inwi a saldare il debito del mese corrente. Ci teniamo a darti tutte le informazioni che abbiamo ottenuto perché nel nostro caso due operatori ci avevano dato due informazioni diverse quindi noi abbiamo ritardato a chiudere il contratto pagando il mese successivo senza usufruirne e probabilmente se dovessimo tornare in Marocco dovremmo pagare ancora una mensilità..\nIn questo video raccontiamo live cosa è successo. PRO Internet illimitato Costa poco CONTRO Disponibile solo in abbonamento ... ... che non è facile da rinnovare e ... ... non è facile da disdire! Orange Non abbiamo provato personalmente questo operatore del quale ci hanno parlato altri viaggiatori e riportiamo quindi la loro esperienza.\nOrange\u0026nbsp; non offre piani con internet illimitato, ma un\u0026rsquo;ottima SIM ricarcabile a prezzi ragionevoli (circa 0.50 euro al giga). Inoltre poche persone usano Orange nel paese e quindi la rete funziona abbastanza bene senza sovraccarico.\nNon è facilissimo ricaricare la SIM orange ma si riescono a trovare alcuni punti vendita nel paese.\nPRO Costa poco Prende abbastanza bene Non serve dare disdetta CONTRO Niente abbonamento! Pochi negozi ufficiali dove ricaricare La situazione Internet può sembrare un po\u0026rsquo; complessa raccontata così. Effettivamente per noi che avevamo bisogno di Internet dal punto di vista lavorativo lo è stata, soprattutto per problemi di incomprensione. Se prevedi un soggiorno più lungo ma presso strutture ricettive (noi in camper abbiamo sempre sostato in libera), una semplice SIM ricaricabile farà al caso tuo.\nPer qualsiasi dubbio scrivici nei commenti!\n","country":null,"date":"settembre 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1689177365/Articoli/Marocco/marocco-internet_ekw4wn.png","permalink":"/blog/marocco-quale-operatore-internet-scegliere/","title":"Internet e chiamate in Marocco: quale operatore scegliere"},{"categories":["Blog"],"contents":"Il 18 maggio 2022 \u0026ldquo;abbiamo chiuso la porta di casa e spalancato quella del van\u0026rdquo;. Così recitava il primo video \u0026#34;corto\u0026#34;\u0026nbsp; (detto short) sul nostro canale YouTube. Con una risata iniziava invece il nostro primo video lungo\u0026nbsp; nel quale ci presentavamo e raccontavamo perché avevamo deciso di cambiare la nostra vita.\nDuecentosessantatre video dopo, tra contenuti lunghi e corti, abbiamo tirato le somme e preso una decisione: è ora di prendere una pausa.\nDuecentosessantatre (263) Ricordo bene quando abbiamo registrato il nostro primo video tra Rosenheim in Germania e Salisburgo in Austria. Da quel momento è iniziata una corsa continua per registrare e montare video da poter pubblicare costantemente sul nostro canale. Avere zero esperienza nel video making non ha reso il tutto facile ma:\nil 4 ottobre 2022 è uscito il nostro centesimo video. il 14 ottobre 2022 il nostro canale ha raggiunto 1000 iscritti! il 13 gennaio 2023 è andato in onda il nostro primo podcast\u0026nbsp; Oggi il nostro canale conta 3257 iscritti, 263 video e in 86 di questi raccontiamo 410 giorni della nostra vita tra avventure e disavventure in giro per l\u0026rsquo;Europa e l\u0026rsquo;Africa.\nQuattrocentodieci giorni della nostra vita sono nero su bianco (in realtà solo i bloopers il resto è a colori 😂) su YouTube\u0026nbsp; . Visibili 24 ore su 24 ore da chiunque.\nÈ stato bello, è stato tosto.\nAbbiamo dato il massimo? Sì. Possiamo fare di meglio? Sì. È ora di prenderci una pausa? Sì.\nPremiamo \u0026ldquo;pause\u0026rdquo; Registriamo fino a fine mese poi pausa.\nQuesto è quello che ho detto a Sara rientrando dal Marocco il primo giugno. Una scelta nata per non andare in burn-out e iniziare ad odiare qualcosa che amiamo e ora definiamo lavoro.\nE così è stato. Il 27 giugno abbiamo registrato l\u0026rsquo;ultimo episodio della stagione 2 di Vandipety\u0026nbsp; e spento la videocamera.\nIl nostro viaggio però non si è interrotto: abbiamo continuato a registrare, questa volta solo con gli occhi. Una decisone sofferta (sì siamo anche noi un po\u0026rsquo; vittime del dover fare e farlo bene) e più volte ci siamo detti \u0026ldquo;poteva uscirci un bel contenuto\u0026rdquo;. Era giusto però fermarci, dare ossigeno al cervello e \u0026ldquo;disintossicarci\u0026rdquo; da quel loop in cui eravamo entrati:\nregistra monta pubblica torna al punto 1 Poi, che Sara non sappia proprio stare ferma e abbia voluto raccontare questi fantastici posti in cui siamo ora sul blog è un\u0026rsquo;altra storia, e la puoi leggere qui.\nE ora? Abbiamo detto tasto pausa, non stop.\nAbbiamo solo staccato la spina mandandoci in ferie, interrompendo quel loop. Un periodo di decompressione, per riorganizzare le idee e realizzare tutto quello che abbiamo visto e creato.\nUna pausa che ci ha permesso di schiarire quella nebbia che alleggiava sul nostro futuro, ancora incerto tuttora ma al quale siamo riusciti a dare almeno una direzione. Abbiamo fissato un obbiettivo, che scoprirete presto. Abbiamo riesumato un sogno, che non sveliamo perché già una volta è dovuto rimanere tale.\nTutto bello ma quindi il canale YouTube? Non sappiamo ancora quando torneremo \u0026ldquo;online\u0026rdquo; ma sappiamo che da oggi ci attendono mesi di fuoco, oltre che per il caldo estivo. Abbiamo una lista infinita di cose da fare e all\u0026rsquo;ultimo si è aggiunto un impegno che avevamo ormai depennato. Una cosa è certa, non vediamo l\u0026rsquo;ora di riprendere a registrare, montare e raccontare.\nTorneremo presto, più carichi che mai.\nParola di Saké. Promesso.\n","country":null,"date":"luglio 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1690130756/Articoli/Blog/youtube-pausa_bpphs4.png","permalink":"/blog/e-tempo-di-una-pausa-da-youtube/","title":"Ci siamo presi una pausa da YouTube"},{"categories":["Francia in Camper"],"contents":"L’Ariège è un dipartimento della Regione Occitania, situato nel cuore dei Pirenei a sud della Francia. Scoperto per caso arrivando da Andorra e andando in direzione Carcassonne, ci siamo subito innamorati dei suoi paesaggi fatti di natura incontaminata, borghetti usciti dal medioevo, il tutto incorniciato da maestose montagne.\nTabella dei contenuti Fra natura e tradizione Tappe imperdibili Ax les thermes Tarascon sur Ariège Foix La Bastide de Serou Saint Lizier Le Mas d’Azil Carla Bayle Montsegur Lac de Montbel Mirepoix Carcassonne Itinerario Strade, servizi e soste Viaggiare con il proprio animale Le nostre mappe Fra natura e tradizione L’Ariege è un luogo che accontenta tutti: chi ama la natura e gli sport all’aria aperto, chi ama i luoghi preistorici e i siti naturali (nell’Ariege si trovano parecchie grotte visitabili in cui ammirare pitture rupestri), chi è appassionato di storia (numerosi catari si rifugiarono nei castelli di questa zona per sfuggire all’inquisizione cattolica), chi predilige piccoli villaggi al caos delle grandi città.\nÈ una regione anche ricca di tradizione dal punto di vista gastronomico, popolata da persone che sorridono nelle vie di ogni paesino sventolando baguette, e perfetta per chi viaggia on the road.\nTappe imperdibili Di seguito ti proponiamo le tappe che più ci hanno entusiasmati nell\u0026rsquo;Ariege e per seguire il nostro itinerario di 9 giorni ti rimandiamo alla sezione apposita (che trovi cliccando qui). Allaccia le cinture perché in Ariege è tutto un sali e scendi non da poco e prepara la macchina fotografica per immortalare scorci davvero entusiasmanti!\nAx les thermes Piacevole paese di montagna, è una meta nota per le acque termali e le piste da sci. A 2 km si trova il piccolo borgo di Savignac les Ormeaux, dove si può percorrere una bellissima passeggiata in natura seguendo il perimetro del lago e la riva del fiume.\nTarascon sur Ariège Borgo medievale veramente caratteristico, merita una passeggiata per le vie del paese che conducono a un piccolo belvedere e alla vecchia Torre dell Orologio.\nFoix La cittadina, molto caratteristica, è famosa per il castello\u0026nbsp; che ha origini risalenti al X secolo e la cui posizione arroccata ha fatto sì che la città resistesse alla crociata contro i Catari.\nLa Bastide de Serou Piccolo villaggio pittoresco, offre belle passeggiate nei dintorni. Da non perdere una tappa nella vicina Durban sur Arize, dove abbiamo comprato del pane cotto in forno a legna da un giovane panettiere amante del mestiere. Se non trovi il negozio lasciati guidare dal profumo (oppure clicca qui\u0026nbsp; )!\nSaint Lizier Questa bellissima cittadina vanta il prestigio di ospitare la sede di un importante vescovado. A noi ha colpito per il delizioso centro storico, curato in ogni dettaglio e ricco di botteghe artigiane. Se hai tempo visita la vicina Mont Joie en Couserans, per una passeggiata in un borgo di altri tempi.\nLe Mas d’Azil Questo luogo è noto per la Grotta du Mas d’Azil\u0026nbsp; . Si tratta di un luogo mistico: oltre al fatto che si può attraversare la grotta non solo a piedi ma anche su 2 o 4 ruote, permette di scoprire la vita preistorica dei Cro-magnon. Non perderti una passeggiata fra le case a graticcio colorate dell’omonimo paesino poco più avanti, dal quale partono numerose passeggiate in natura anche alla scoperta di antichi dolmen.\nCarla Bayle Un delizioso borgo fortificato che ospita numerose botteghe di artisti e che si affaccia sull’omonimo lago, lungo le cui sponde si può fare una bella passeggiata in natura. Se la trovi aperta non perderti i dipinti della Chiesa, davvero particolari.\nMontsegur Bellissimo villaggio di montagna che si raggiunge percorrendo una salita asfaltata incastonata fra le montagne, al fondo della quale appaiono le prime casette il legno e pietra, un unico negozietto di alimentari, un ristorantino, una piccola chiesa e un panorama meraviglioso.\nQui si trova alche l\u0026rsquo;imponente castello cataro\u0026nbsp; . Se vuoi visitare le rovine del castello di Monségur tieni conto che è raggiungibile con una camminata di almeno mezz’ora in salita.\nLac de Montbel Lago che si estende con un perimetro di 16 km e che permette passeggiate meravigliose lungo le rive oltre alla possibilità di fare un bagno rigenerante.\nMirepoix Considerata uno dei borghi più belli della Francia, Mirepoix è un piccolo borgo medievale con case a graticcio e gallerie di legno che nascondono ristoranti e botteghe. Meravigliosa la Cattedrale, caratterizzata da rosoni affacciati su un’ampia navata. Il borgo il lunedì mattina ospita il mercato più famoso della regione. Il nostro parere? Deliziosa, ma rovinata dal troppo turismo. Ecco perché ti consigliamo una sosta seppur breve nella vicina Camon, villaggio fortificato famoso per essere il paese delle rose e visibile in lontananza grazie all’imponenza del castello e dell’abbazia, decisamente più autentico.\nCarcassonne Tipica città medievale, annoverata fra le 5 città più visitate in Francia, presenta una doppia cinta muraria, 4 porte e 52 torri che si intravedono da lontano e fanno immaginare gesta di dame e cavalieri. Della nostra visita e del perché l’abbiamo raggiunta ne abbiamo parlato meglio in questo articolo. Se ti avanza del tempo raggiungi la vicina Fanjeaux, un piccolo borgo medievale nel quale abbiamo visitato una bellissima mostra relativa a pittura e scultura.\nItinerario Di seguito ti proponiamo un itinerario di 9 giorni che più ci hanno entusiasmati nell\u0026rsquo;Ariege e per seguire il nostro itinerario di 9 giorni\nGiorno 1: Ax les thermes e Tarascon sur Ariège\nGiorno 2: Foix e il castello\nGiorno 3: La Bastide de Serou e Saint Lizier\nGiorno 4: Le Mas d’Azil e la grotta\nGiorno 5: Carla Bayle e il lago\nGiorno 6: Montsegur e il castello cataro\nGiorno 7: Lac de Montbel\nGiorno 8: Mirepoix e Camon\nGiorno 9: Carcassonne\nNel nostro itinerario improvvisato in loco (ma che ci ha regalato tante emozioni) abbiamo tralasciato Tolosa perché le recensioni sui parcheggi per i camper non erano delle più rassicuranti. Ci sarebbero state tantissime altre tappe da prendere in considerazione, tra piccoli borghi e luoghi in natura. Purtroppo non abbiamo potuto rimanere di più in questa regione francese, che però in pochi giorni ci ha permesso di ammirarne tutto lo splendore. Se attraversi l\u0026rsquo;Ariege per raggiungere Andorra o la Spagna o nel ritornare indietro, ti consigliamo una sosta a L’Hospitalet, un piccolo borgo incastonato fra boschi e montagne.\nAbbiamo approfittato della calma e della serenità che trasmette l\u0026rsquo;Ariege in ogni suo luogo per innamorarci ancora una volta dei territori francesi, e di nuovo non solo grazie alla dolcezza dei pain au chocolat!. Se ti fa piacere puoi scoprire la serie completa sulle nostre altre avventure in Francia trovi tutto a questo link\u0026nbsp; .\nStrade, servizi e soste Tutte le strade percorse in Ariege si sono rivelate in ottimo stato e ci hanno regalato scorci davvero mozzafiato. In questa regione francese è stato molto semplice trovare aree di servizio attrezzate e gratuite per carico e scarico. Trovi le nostre aree qui.\nViaggiare con il proprio animale Per viaggiare in Europa con il proprio animale occorre avere: passaporto microchip vaccinazione antirabbica in corso di validità Controlla, se il tuo animale appartiene a una razza particolare, che sia ammesso in paese. Ti consigliamo di prestare sempre attenzione nei luoghi affollati perché le persone potrebbero avere timore, motivo per cui noi giriamo sempre con i nostri animali al guinzaglio. In parecchi casi è richiesta la museruola, ti consigliamo di tenerla a portata di mano. Ti consigliamo di portare con te una ciotola (noi usiamo questa che si appende comodamente allo zaino) e una borraccia con acqua se la giornata è particolarmente afosa. Le nostre mappe ","country":"Francia","date":"luglio 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1690117438/Articoli/ariege/ariege_klsruv.jpg","permalink":"/blog/ariege-camper-tour-9-giorni-regione-francese/","title":"L’Ariège in camper: tour di 9 giorni in una regione francese meravigliosa"},{"categories":["Cucina"],"contents":"Girovagando un mese in Polonia a bordo del nostro camper non abbiamo resistito dall’assaggiare alcuni piatti tipici della nazione, grazie anche al fatto che mangiare fuori in questo paese è molto più economico che in altri luoghi.\nUn piatto in particolare ha attirato la nostra attenzione, i pierogi, che abbiamo scoperto e assaggiato in varie versioni, anche una dolce a casa di un’amica conosciuta on the road.\nCosa sono i pierogi I pierogi (che si legge ‘pieroghi’) sono tipici ravioli a forma di mezzaluna della cucina polacca e di altri paesi dell\u0026rsquo;est Europa. In ogni nazione assumono nomi e sapori diversi e vengono serviti come piatto salato o dolce a seconda della guarnizione.\nI più famosi sono i ruskie, ripieni con patate e formaggio fresco (deliziosi a dir poco), oppure quelli ripieni di carne o di crauti e funghi. La ricetta è molto antica e piena di tradizione, anche se oggi si possono trovare locali che servano i pierogi come piatto da street food ed effettivamente noi li avremmo mangiati ad ogni ora!\nSarò sincera, a bordo non ho ancora provato a prepararli, un po\u0026rsquo; per pigrizia, un po\u0026rsquo; per non ritrovaci con più farina fra i capelli che nel piatto, ma!\nHo fatto un po’ di ricerche, chiesto conferma a Kalina e quindi ecco qui per voi la ricetta per l’impasto dei deliziosi pierogi.\nLa ricetta segreta Ingredienti per 35-40 pierogi:\n350 g di farina 1 uovo 125 ml di acqua calda (se vuoi omettere l’uovo aggiungi 200 ml di acqua) un pizzico di sale E ora che si fa? Te lo spieghiamo in 10 passaggi:\nMescola tutti gli ingredienti in una ciotola con un cucchiaio facendo attenzione a non rovescirne troppo fuori che poi i ravioli patiscono e si offendono! Impasta con le mani per qualche minuto e quando ti sembra compatto e omogeneo avvolgilo in un canovaccio e lascialo riposare per 30 minuti. Metti un po’ di musica, fai due piroette e rilassati! Non troppo, devi pur pensare al ripieno no? Puoi spadellare un po’ di verdure, oppure sbucciare le patate e lessarle in acqua fino a quando non saranno morbide, schiacciarle con lo schiacciapatate e amalgamarle con la ricotta. Se ti piace la carne puoi soffriggere una cipolla e aggiungere del macinato. Insomma vedi cosa preferisci, ma mantieni il buonumore che è sempre l’ingrediente che da quel tocco in più! A questo punto, con la cucina un po\u0026rsquo; incasinata ma non troppo, stendi l’impasto (dello spessore di circa 2 mm) e se è troppo appiccicoso aggiungi altra farina. Ritaglia dei cerchi aiutandoti con un bicchiere e metti al centro un po’ di ripieno (non troppo che sennò poi non riesci a chiuderli e ti arrabbi). Chiudi a metà unendo i bordi aiutandoti con i rebbi di una forchetta, così avrai la forma simile alla mezzaluna (e non uscirà fuori mezzo ripienodurante la cottura). Fai bollire l’acqua salandola un pochino poi tuffaci i pierogi. Quando salgono a galla abbassa la fiamma e lascia bollire per 2-3 minuti. Puoi servirli subito oppure puoi ripassarli in padella, con un po’ di cipolla soffritta. Il tocco speciale che abbiamo amato? La panna acida con un trito di erba cipollina tritata, abbinata a quelli ripieni di patate e ricotta abbrustoliti leggermente in padella.\nPierogi come dolci In un incontro fortuito nato grazie alla simpatia del nostro gatto Saké abbiamo conosciuto Kalina che ci ha invitati ad assaggiare sia una versione casalinga che nella versione dolce. Grazie a un abbinamento di una salsina a base di panna acida e marmellata di fragole, non vi dico che bontà.\nInsomma non resta che provare a prepararli, a me in camper e a voi in cucina. Oppure potremmo organizzare un ritrovo in Polonia e sederci al tavolo di qualche localino, cosa ne dite?\nIn ogni caso, buon appetito :)\n","country":"Polonia","date":"luglio 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1689676111/Articoli/empanada/madrid/cordoba/Pierogi_z_mas%C5%82em_-_2023.03.31_kl1rw7.jpg","permalink":"/blog/ricette-dal-mondo-i-pierogi-polacchi/","title":"Ricette dal mondo: i Pierogi polacchi"},{"categories":["Camper","Itinerari"],"contents":"Avevamo deciso di attraversare il Principato di Andorra in camper per due motivi: trovare un po’ di refrigerio in montagna e aggiungere una bandierina (la n.17!) ai paesi visitati insieme a Sakè, il nostro gattino giramondo, e ovviamente a Olimpia, la nostra rottweiler dal musetto dolce ma dal carattere deciso.\nL\u0026rsquo;ingresso in Andorra non è stato dei migliori per colpa di una vespa che ci ha fatto passare un brutto quarto d\u0026rsquo;ora e fatto fare un salto in ospedale prima del confine. A posteriori quell’episodio fa davvero ridere, se vuoi vederlo abbiamo immortalato tutto in questo video\u0026nbsp; .\nAndorra: cosa visitare in camper in un weekend Andorra la Vella è la capitale di Andorra, situata a 1.023 m d\u0026rsquo;altitudine e soprannominata la \u0026ldquo;Capitale dei Pirenei\u0026rdquo;. Sebbene ovunque sia segnalato di non perdersi la Plaça del Poble e ammirare dall\u0026rsquo;esterno la Chiesa Saint Stephen’s, a noi è piaciuto molto di più raggiungere la vicina Placa de la Rotonda dove si può ammirare la Noblesa del Temps, una scultura in bronzo surrealista di Salvador Dalí, affacciata sul fiume, composta da angeli e demoni e un tipico orologio che si scioglie.\nScattata una foto di rito ci siamo lasciati alle spalle tutto il cemento cittadino per rifugiarci nel verde delle montagne circostanti.\nSe preferisci fermarti ad Andorra la Vella città puoi visitare Casa de la Vall, sede del Parlamento Nazionale, passeggiare lungo il Sentiero Passeig del Rec del Solà, ammirare boutique e gioiellerie su Meritxell Avenue e fare un giro nei vari centri commerciali, recarti al complesso termale Caldea (il più grande e a detta di molti il più bello d’Europa), fare una sosta ad appena mezz\u0026rsquo;ora dalla città per raggiungere la vicina Meritxell e visitare il Santuario di Nostra Signora, puntare tutto sull’adrenalina offerta da Naturlandia, un parco divertimenti dove avvistare lupi, orsi, linci, cervi, marmotte e stambecchi oppure percorrere il più lungo percorso al mondo per le slitte toboga, saltare sull\u0026rsquo;Xtreme Jumps e molto altro.\nleggi anche Creabest: le nostre nuove batterie al litio Come ti dicevamo noi siamo invece fuggiti nel verde e siamo rimasti due giorni in un parcheggio gratuito con quattro posti camper, affacciato sulla valle e con possibilità di parecchie camminate in natura, una piccola parete per arrampicare, un ponte tibetano da percorrere avanti e indietro sospeso sul fiume e un gruppo di marmotte come vicine ad augurarci il buongiorno e la buonanotte.\nDove sostare in camper Di seguito di lasciamo i quattro luoghi in cui abbiamo sostato:\nIl primo spot in cui abbiamo parcheggiato a Sant Julià de Lòria\u0026nbsp; è stato quello del centro commerciale. È vicinissimo al confine spagnolo e permette carico e scarico gratuito. Un piazzale in cemento ma meglio di niente!\nIn Andorra la Vella Città abbiamo parcheggiato qui\u0026nbsp; gratuitamente dalle 13 alle 15, raggiungendo il centro città in 10 minuti a piedi.\nQuesto è stato il nostro posto del cuore\u0026nbsp; per due giorni in piena natura. Possibilità di camminate e di potersi rinfrescare al fiume. Il limite massimo di sosta è di 48 ore.\nQuesto parcheggio gratuito\u0026nbsp; per camper è molto comodo come ultima tappa prima di scavallare in Francia o appena lasciato il paese dopo aver visitato l\u0026rsquo;Ariege. Si trova vicino a un paio di impianti sciistici, dove trovi anche il wifi gratuito.\nNota importante Andorra è famosa per il suo status di paradiso fiscale, che incoraggia il commercio duty-free. Ricordati di fare il pieno di benzina o gasolio in questo Principato: noi a luglio 2023 abbiamo pagato 1,2 euro al litro! Se sei amante delle sigarette troverai anche questo prodotto in stecche a prezzi vantaggiosi, oltre ai liquori e al cioccolato (abbiamo pagato 5 euro per 1 kg di cioccolato fondente, una delizia).\n","country":"Andorra","date":"luglio 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1690038414/Articoli/andorra/andorra_vista_orizzonte_ewxv6w.jpg","permalink":"/blog/andorra-in-camper-un-weekend-alla-scoperta-di-panorami-mozzafiato/","title":"Andorra in camper: un weekend alla scoperta di panorami mozzafiato"},{"categories":["Spagna in camper"],"contents":"Cordoba merita veramente una visita: è una città pacata, con una bella atmosfera, pulita e addobbata con fiori in ogni dove. Ne siamo davvero rimasti affascinati! La città è stata capitale dell’Impero Musulmano in Spagna e oltre a Siviglia e Granada è una delle tre città più visitate dell’Andalusia.\nAbbiamo dedicato alla città una serata e una mattinata, oltre a fare una piccola gita fuori porta di cui ti parleremo in questo articolo.\nCordoba: I più importanti luoghi di interesse Di seguito ti elenchiamo i luoghi che ci sono piaciuti di più: tieni presente che il centro è ristretto e tutto è raggiungibile in poco tempo a piedi.\nIl Quartiere Ebraico La Judería è il vecchio quartiere ebraico di Cordoba, caratterizzato dalle tipiche stradine andaluse con le facciate bianche e i balconi fioriti, ed è un sito Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. La più famosa e fotografata è la calleja de las Flores, dalla quale si può ammirare la moschea-cattedrale di Cordoba.\nLa Moschea-Cattedrale La moschea-cattedrale di Cordoba chiamata anche Mezquita, è il monumento più famoso della città. Costruita nel 785 sulle rovine di una chiesa da un emiro musulmano, è uno dei più begli esempi di arte islamica in Spagna, al cui interno si possono ammirare colonne e portici rossi e bianchi.\nSe vuoi ammirarla gratuitamente puoi farlo dal lunedì al sabato dalle 8.30 alle 9.30 di mattina. Noi ne siamo rimasti affascinati, tanto da ripassarci più volte e passeggiare lentamente nei giardini.\nAlcázar de los Reyes Cristianos L’Alcázar de los Reyes Cristianos è un altro monumento famosissimo di Cordoba. Un tempo era la residenza dei re Cattolici, poi divenne prigione. Oggi è un museo e i suoi interni e i giardini sono visitabili a pagamento. Noi abbiamo rimandato la visita dato che avevamo già visitato quello di Siviglia e di Granada.\nLa Sinagoga Situata nel quartiere Ebraico, è l’unica sinagoga esistente in Andalusia e la terza meglio conservata di tutta la Spagna. È minuscola e raccolta, l’ingresso è gratuito e vale la pena varcare la soglia.\nLe Scuderie Le scuderie reali di Cordoba risalgono alla metà del 1500 e si trovano nel centro di Cordoba. Sono note per aver ospitato i migliori cavalli di razza dell\u0026rsquo;intera Andalusia. Possono essere visitate ed è anche possibile assistere ai tipici spettacoli ippici.\nPlaza de la Corredera La piazza più famosa di Cordoba è Plaza de la Corredera. Negli anni è stata teatro di feste, mercati, corride e esecuzioni. Oggi è sede di mercato e ci si può sedere per una pausa a uno dei tavolini dei piccoli locali presenti.\nPalazzo de Viana Il Palazzo de Viana è famoso per i 12 patii in fiore, i cortili e i giardini, le piante e le fontane. Negli interni che si si possono ammirare arazzi, quadri, mobili d’epoca, una biblioteca con 7.000 volumi. Purtroppo il giorno in cui ci siamo recati in città era chiuso. Ti lasciamo qui il link\u0026nbsp; al sito per trovare maggiori informazioni.\nIl Ponte Romano Il Ponte Romano fu per secoli l’unico ponte di accesso alla città. In orario di tramonto da qui si possono ammirare panorami mozzafiato. Noi l’abbiamo percorso in lungo e in largo insieme a Olimpia e Sakè, che forse hanno incuriosito qualche turista e rubato per un attimo la scena alla storia.\nI dintorni di Cordoba: Madinat al-Zahra All’inizio di questo articolo ti abbiamo accennato a una gita fuori porta. Prima di raggiungere il centro di Cordoba abbiamo infatti voluto visitare i resti della misteriosa città di Madinat al-Zahra (a 8 chilometri da Cordoba).\nPuoi raggiungere il sito, visitabile nell’estate 2023 solo in parte, o a bordo della navetta che parte dal parcheggio adiacente al museo (3 euro a/r a persona) oppure percorrendo circa 2 km a piedi come abbiamo fatto noi. L’ingresso al sito è gratuito, così come il parcheggio.\nTi è venuta voglia di tapas? Noi abbiamo veramente apprezzato la tortilla del Bar Santos. Situato nel quartiere ebraico, proprio di fianco ai gradini della Mezquita, questo piccolo locale storico propone tapas di vario tipo, da consumare come street food. Noi non abbiamo resistito ad assaggiare una fetta di tortilla\u0026nbsp; , proposta qui in forme veramente esagerate. Il prezzo è di 2,80 euro a porzione, ma una in due può bastare per uno spuntino: ti verrà servita calda su un piattino di carta insieme a un pacchetto di grissini. Puoi gustarla proprio seduta/o sui gradini della Moschea, lasciando tempo ai pensieri di quietarsi di fronte a tanta meraviglia.\nSe hai piacere di vedere i nostri sguardi pieni di gioia per le vie della città ti lasciamo qui il video dedicato.\n","country":"Spagna","date":"luglio 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1689674761/Articoli/empanada/madrid/cordoba/IMG_2986_mpur3w.jpg","permalink":"/blog/cordoba-in-camper-cosa-vedere-e-quale-tapas-scegliere/","title":"Cordoba in camper: cosa vedere e quale tapas scegliere"},{"categories":["Spagna in camper"],"contents":"La Castiglia-La Mancia è una splendida regione centrale della Spagna, terra di avventure narrate da Cervantes, in cui il Don Chisciotte si destreggia fra mulini a vento. Noi abbiamo visitato queste zone arrivando dall\u0026rsquo;Andalusia per poi raggiungere Madrid.\nTabella dei contenuti Prima un po' di cultura La nostra Ruta de Don Quijote da Cordoba verso Toledo Sacro Convento y Castillo de Calatrava La Nueva Almagro Campo de Criptana Alcazar De San Juan Consuegra Toledo Piatti tipici della Castiglia-La Mancia In camper è fattibile? Le nostre mappe Prima un po\u0026rsquo; di cultura Il termine \u0026ldquo;La Mancia\u0026rdquo; sembra derivare dall’arabo \u0026ldquo;al Mansha\u0026rdquo; che significa \u0026ldquo;il deserto\u0026rdquo;, che qui indicava non tanto una distesa di sabbia ma lo spopolamento di un’area compromessa anche da un clima decisamente più arido rispetto ad altre regioni spagnole.\nLa regione della Castiglia-La Mancia, nonostante abbia davvero molto da offrire, è una delle meno visitate della Spagna: per noi è stato meglio così! Abbiamo guidato indisturbati e parcheggiato in luoghi spettacolari, fra distese di terra color ocra e rosso intervallate da ulivi e viti, castelli in rovina e mulini solitari o tutti in fila. Per gli amanti della natura questa regione offre anche un numero sorprendente di aree naturali protette.\nLa nostra Ruta de Don Quijote da Cordoba verso Toledo Per incrementare il turismo è stata istituita la Ruta de Don Quijote: un percorso decisamente lungo che permette di seguire le avventure (e sopratutto disavventure) di Don Chisciotte e del suo fido Sancio Panza. È composto da 13 tappe località e sono necessari almeno 7 giorni per vederle tutte, motivo per cui consigliamo di scegliere in partenza le tappe che si vogliono effettuare.\nNoi abbiamo visto solo una parte della rotta, ovvero quella che va da Cordoba (il nostro itinerario è a una portata di click) a Toledo, ma è bastato per ammirare un Spagna sorprendente, diversa e fantastica!\nSacro Convento y Castillo de Calatrava La Nueva Se potessimo definire con una sola parola questa fortezza\u0026nbsp; dei cavalieri calatraviani diremmo: meravigliosa! In parte distrutta permette però di ammirare il grande portone con rosone del convento e il camminamento sulle mura dal quale si gode di una vista superba a 360°.\nRaggiungerlo in camper può essere un po\u0026rsquo; ostico data la strada in pendenza, ma il tramonto e l\u0026rsquo;alba dal piazzale antistante ci hanno regalato emozioni uniche.\nPrezzo: 4€ a persona pagabili solo in contante.\nAlmagro Città famosa per la tradizione teatrale, offre una piazza dall’aspetto molto caratteristico oltre a qualche bottega autentica in cui comprare il tipico formaggio della zona davvero consigliato!\n\u0026ldquo;È il miglior formaggio che abbia mai mangiato in vita mia e ho 90 anni.\u0026rdquo;\nDopo aver letto questa recensione su google relativa al negozio Oro Siglo XVII , Queso de Oveja\u0026nbsp; potevamo non concederci un assaggio? Ovviamente ci siamo fiondati subito! e ne siamo rimasti entusiasti.\nCampo de Criptana Qui si trovano ancora una decina di mulini (34 in origine) in ordine sparso, tra i quali è possibile passeggiare ammirando soprattutto il gioco di luci al tramonto. Il piccolo paesino di case bianche merita una visita.\nNotte in libera a fianco ai mulini, davvero un luogo romantico.\nAlcazar De San Juan In questo tratto di strada è possibile visitare alcuni mulini percorrendo un a strada davvero panoramica.\nConsuegra 5 dei 12 mulini conservano il meccanismo completo, in particolare il \u0026ldquo;Sancho\u0026rdquo; (in omaggio a uno dei personaggi principali del romanzo Don Chisciotte della Mancia). Tutti disposti in fila, sembrano proteggere il vicino castello dei Templari\u0026nbsp; .\nIl castello è visitabile solo con guida (che non parla italiano) a partire da 7€.\nToledo Capoluogo della regione, questa splendida città è stata la vera rivelazione di questo tour. Dista solo un\u0026rsquo;ora da Madrid eppure a noi è piaciuta molto di più dell\u0026rsquo;attuale capitale.\nToledo ebbe il suo periodo d’oro sotto la dominazione araba fino a fine Quattrocento quando, a seguito della riconquista cristiana, furono cacciati dalla Spagna tutti gli ebrei. Nel 1536 poi alla città venne tolto il titolo di capitale, trasferito a Madrid. Toledo rimaneva la miglior produttrice di acciaio del mondo, produttrice di spade e coltelli.\nLa parte antica della città, arroccata in cima a una collina, si raggiunge facilmente grazie a una scala mobile o a piedi a seconda della zona dalla quale si arriva ed è visitabile in una mezza giornata.\nNoi abbiamo iniziato il nostro tour cittadino da questo parcheggio gratuito\u0026nbsp; e, raggiungendo il centro storico proprio con le scale mobili, ci siamo ritrovati in un dedalo di stradine strette come la bellissima Calle Alfileritos e portoni di Conventi e Monasteri.\nIn questa zona non puoi non comprare i dolci di marzapane preparati artigianalmente dalle suore.\nDopo aver assaggiato un paio di dolci tipici con farina di mandorle, abbiamo raggiunto il Museo di Santa Cruz dietro a Plaza de Zocodover, salutato la statua del Cervantes e ci siamo diretti all’Alcazar, il “castello”, che fu dominato da diverse figure nell’arco della storia.\nÈ proprio in un’ala dell’Alcazar che si trova la Biblioteca de Castilla La Mancia: ti consigliamo di entrarci perché dalla sua caffetteria potrai ammirare gratuitamente la città dall’alto.\nLasciato il punto più alto alle spalle ci siamo diretti verso la meravigliosa Porta dei Leoni e la Cattedrale di Toledo\u0026nbsp; visitabile al costo di 10 € o gratuitamente dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 9.30.\nDa qui abbiamo raggiunto Plaza del Ayuntamento (il Municipio) per dirigerci verso la Chiesa di San Tomè e il quartiere ebraico che ospita la Sinagoga e il Monastero de San Juan de Los Reyes, fino al Puente de San Martin dal quale siamo tornati indietro verso Puerta de Bisagra.\nSe ami i punti panoramici noi puoi non dirigerti a questo Mirador\u0026nbsp; , da dove al tramonto potrai ammirare un gioco di luci meraviglioso sulla città e il fiume che la circonda.\nPiatti tipici della Castiglia-La Mancia La Mancia non è solo mulini, castelli, imprese e panorami mozzafiato ma anche una deliziosa cucina con i suoi piatti tipici. Se come noi sei un buongustaio non potrai non provare questi piatti quattro piatti tipici!\nl’agnello cucinato in tantissimi modi (arrostito, in umido, in padella) la versione “a la magra” della classica “tortilla”, la frittata spagnola il manchego, formaggio tipico della Mancia il “mazapan” o marzapane, dolci di origine del periodo di dominazione araba In camper è fattibile? Questa regione è davvero piacevole da visitare in camper, grazie alle strade facilmente percorribili, al pochissimo traffico e ai panorami mozzafiato. Se non l’hai ancora inserita nei tuoi piani di viaggio ti consigliamo di prenderla in considerazione e se vuoi immaginarla un po’ con i nostri occhi trovi qui il video dedicato.\nLe nostre mappe ","country":"Spagna","date":"luglio 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1690125045/Articoli/Spagna/la_mancia_qni2r4.jpg","permalink":"/blog/dai-mulini-a-vento-della-mancia-a-toledo-tour-in-camper-spettacolare/","title":"Dai mulini a vento della Mancia a Toledo: tour in camper spettacolare!"},{"categories":["Cucina in Camper","Viaggiare in Camper"],"contents":"Da quando il van è diventato la nostra casa abbiamo dovuto imparare a vivere in spazi ridimensionati e a capire cosa fosse davvero fondamentale avere a bordo. Così, abbandonate le mie paure esistenziali dei primi giorni in cui temevo che non saremmo sopravvissuti senza forno, ho deciso di raccontarti cosa uso per preparare ogni giorno colazione, pranzo e cena.\nPreparare ogni giorno colazione, pranzo e cena? Hai capito bene! Questa casa non è un albergo, direbbe qualcuno. Questa casa è un van con cucina, mangiare fuori ha un costo che al momento ruberebbe le finanze dedicate al viaggio (che trovi nell\u0026rsquo;articolo dedicato) e quindi, anche senza grembiuli, mettiamoci ai fornelli!\nLess is more: la regola vincente Se sei mai salito su di un camper/van, se hai mai provato la cucina da campeggio o se hai visto come ci si muove in un semplice monolocale e soprattutto se ti accontenti di un piatto semplice ma cucinato con amore per nutrirti al meglio allora saprai che non servono chissà quali ingredienti o quali utensili da chef stellato.\nMa dato che non si può impilare tutto a mo’ di matrioska, come possiamo organizzare al meglio tutto il necessario in un cassetto e due ante?\nEcco qui 10 utensili che non possono mancare nella mia cucina portatile 1. Set di pentole e padelle Un set composto da 1 padella e 2 pentole:\nla classica pentola per far bollire l’acqua della pasta e che a volte accoglie più di un ingrediente in cottura per far prima il pentolino per il latte, il tè o la tisana. la padella per la frittata o per cuocere le verdure 2. Leccapentole Un must have per evitare di sprecare cucchiaiate di sugo in padella!\u0026nbsp; 3. Contenitori impilabili Ne abbiamo una serie in bio plastica con annessi coperchi. Tengono poco spazio e le misure si addicono a ogni necessità.\n4. Tazzine in ceramica Il caffè a bordo è una cosa sacra. Va bevuto nella tazzina giusta. Che una delle due sia caduta a terra e le si sia rotto il manico poco importa.\nPrese con i punti Dí per Dí, ve lo ricordate? 5. Moka Come dicevamo il caffè è sacro e va preparato nella moka\u0026nbsp; , come ci hanno insegnato le nostre nonne.\n6. Set di posate in acciaio Saranno anche comode le posate di plastica ma ben venga un set di 4 forchette, coltelli, cucchiai e cucchiaini recuperati da casa. Si lavano in un baleno e non si rompono mai (spero..!)\n7. Piatti e bicchieri in bioplastica Non volevamo piatti in ceramica a bordo, ma nemmeno i classici piatti di plastica o carta usa e getta. Questo materiale è resistente, si riesce a lavare bene e non trattiene odori né colori. Insomma, il giusto compromesso per mangiar composti a tavola. Ammetto che abbiamo anche due ciotole dello stesso materiale, perfette per le minestre. Lo stesso vale per i bicchieri e le tazze per la colazione.\n8. Pentola a pressione Quella del servizio di matrimonio dei miei, signor sì. Non condividiamo con precisione la data di compleanno, però troppi anni di gioie mancate quelli sì. Così ho deciso di averla a bordo e sfruttarla in una miriade di preparazioni: dal riso alla purea ai legumi ai sughi alle verdure \u0026hellip; insomma ci cuocio di tutto!\nLei\u0026nbsp; riduce i tempi di cottura, il consumo di gas e noi siamo più felici perché le pance si riempiono prima.\nLa salvezza! 9. Coperchi in silicone Ne abbiamo due, di diametro piccolo e medio. Sigillano bene padelle e pentole, permettono di isolare in cottura, tengono poco spazio.\n10. Contenitori per olio e sale Ebbene sì, da quando usiamo lo spruzzino per l’olio riusciamo a condire meglio e a evitare che si rovesci mezza bottiglia nel ripiano del van, tant’è che il suo posto è in alto insieme al piccolo contenitore bucherellato del sale. Less is more e colesterolo e ipertensione ringraziano.\nExtra: la bilancia Finché non si è rotta avrei messo la bilancia al primo posto dato che mi aiutava a porzionare ogni cosa. Eravamo nel sud del Marocco quando ha smesso di funzionare. Non c’era pila che facesse al caso nostro, né negozio in cui siamo riusciti a trovarne una nuova. Morale della favola? Siamo tornati a pesare “a stim”, a stima, con il piatto, il bicchiere, il pugno.\nPresto forse ci sarà una new entry in cucina, ma finché non la vedo non ci credo!\nChe te ne pare? Manca qualcosa di fondamentale?\nSe invece vuoi qualche consiglio sul come fare la spesa a bordo e su come evitare sprechi in cucina trovi tutto in questo video!\n","country":null,"date":"luglio 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1690377961/Articoli/Viaggio/cucina-attrezzi_gxutzz.jpg","permalink":"/blog/10-utensili-indispensabili-nella-cucina-del-camper/","title":"10 utensili indispensabili nella cucina in camper!"},{"categories":["Marocco in Camper","Itinerari"],"contents":"In confronto alle altre città del Marocco, Rabat spicca per la modernità e l\u0026rsquo;eleganza, che si fanno ancor più sfrontate se come noi si arriva in città in camper, attraversando paesi devastati dalla povertà e spiagge ridotte a discariche a cielo aperto.\nA Rabat si trovano il Palazzo Reale, le sedi amministrative, trasporti pubblici e tanta ricchezza culturale e architettonica oltre a parecchi dettagli del passato, ma essendo una città non troppo estesa puoi concentrare la tua visita in una mezza giornata o in una giornata intera e godere della sua atmosfera decisamente tranquilla.\nPrima di scoprire cosa vedere sappi che al fondo troverai anche l’indicazione su dove poter parcheggiare oltre alla mappa con tutte le tappe.\nCosa vedere a Rabat Kasba degli Oudaia La nostra passeggiata per le vie di Rabat ha avuto inizio dalla Kasba degli Oudaia, un antico quartiere fortificato, caratterizzato dalla presenza di case con le facciate in calce bianca e blu, che regala scorci meravigliosi.\nMedina Attraversato il viale che la divide dalla Kasba, abbiamo raggiunto la Medina di Rabat , che permette di passeggiare tra antichi edifici e perdersi letteralmente nel souk cittadino: partendo da Rue Souiqa e Rue es-Sebat si trovano il quartiere dei pellettieri, dei commercianti di tessuto e numerosi bazaar.fino ad arrivare nella zona dei ferrai e dei tessitori. La zona più famosa della Medina è Rue des Consuls dove il giovedì mattina si svolge l’asta dei Tappeti.\nTorre di Hassan Simbolo della città, faceva parte di una grande moschea distrutta dal terremoto del 1755, i cui ruderi di 360 colonne sono ancora visibili nella piazza. Se ami le vedute dall’alto ti consigliamo si salire fino in cima alla torre.\nMausoleo di Mohammed V Un vero capolavoro di arte e architettura marocchina, ospita le spoglie di alcuni re del paese.\nCimitero Mussulmano Il cimitero di Rabat si trova su una collina affacciata verso la spiaggia e il faro cittadini. Tutte le lapidi sono direzionate verso la Mecca, tranne quelle di coloro che sono morti lontano da Rabat.\nPalazzo Reale È la residenza ufficiale del re del Marocco e della sua famiglia e non è possibile visitarlo all’interno. In moltissime altre città i reali hanno a disposizione una residenza privata.\nMuseo Archeologico Se sei un amante dei musei e dei reperti storici allora dovresti prendere in considerazione il Museo Archeologico, uno dei musei più grandi ed importanti di tutto il Marocco, che vanta la presenza di alcuni mosaici ritrovati a Volubilis.\nCosa visitare nei dintorni Salè è la città gemella di Rabat, separata dalla capitale dal corso del fiume. Un tempo teatro di pirateria, permette di passeggiare in un luogo che regala ancora scorci di autenticità. Ben diversa dalla città moderna, con un souk più raccolto, nessuna infrastruttura ma strade cittadine sterrate, merita secondo noi una visita per capire un po’ di più il vero ritmo di vita marocchino.\nSe vuoi visitare queste zone con i nostri occhi, ti lasciamo qui la playlist\u0026nbsp; relativa al nostro viaggio in Marocco!\n","country":"Marocco","date":"luglio 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1690129840/Articoli/rabat/rabat_kcoux1.jpg","permalink":"/blog/rabat-camper-cosa-vedere-capitale-marocco/","title":"Rabat in camper: cosa vedere nella capitale del Marocco"},{"categories":["Blog"],"contents":" Pensavo che sareste tornati indietro furibondi dopo 2 settimane!\ne anche\u0026hellip;\nPensavo che non avreste retto la vita in van, invece dopo un anno avete tutta la mia stima!\nSono state due frasi che ci sono state dette per davvero, una da un (ex) collega, l’altra da una persona che non conosciamo direttamente ma che ci segue sul nostro canale YouTube\u0026nbsp; .\nLe abbiamo apprezzate però, perché ci sono state rivolte senza sconti e hanno ottenuto risposta dai fatti prima ancora che potessimo darla noi con un sorriso.\nPensavo che sareste tornati La prima frase ci è stata detta quando siamo tornati dalla nostra prima lunga avventura (che puoi rivivere qui). Avevamo ritirato il van a inizio giugno, senza esperienza alcuna. Ci eravamo saliti a bordo subito, per un weekend a base di pizza d’asporto nel primo prato verde che ci potesse accogliere. Ok, era vicino ad un cimitero e il fattorino era incredulo, ma le pizze erano buone, il cielo stellato e i vicini silenziosissimi!\nDa quel momento ogni venerdì alle 19 saltavamo a bordo lasciandoci alle spalle le uscite al cinema, le birrette in compagnia, la spesa grande al supermercato, le pulizie di casa matte e disperate. Tutto poteva aspettare. Noi avevamo nuovi luoghi da scoprire, nuove persone da incontrare, nuove storie da imparare.\nE così ad agosto siamo partiti per un mese intero in Danimarca a bordo della nostra casa mobile. Siamo tornati entusiasti e quelle parole “pensavo che sareste tornati indietro furibondi dopo 2 settimane” non ha trovato conferme.\nAnzi, la conferma era che che avevamo preso insieme una delle decisioni migliori che potessimo.\nI soliti che ci provano e poi mollano La seconda frase ci è stata scritta alla pubblicazione del video relativo a \u0026ldquo; un anno di vanlife\u0026nbsp; \u0026rdquo;, con un riassunto sulle spese sostenute, su cosa si è rotto a bordo, sulle nostre impressioni.\nQuel contenuto era ed è un video al quale teniamo molto. Perché è pieno di verità, è sincero e sottolinea il nostro percorso dall’inizio. Ci fa piacere che sia stato apprezzato da chi ci aveva immaginati come i soliti che ci provano e poi mollano.\nCe l\u0026rsquo;abbiamo fatta! Insomma abbiamo superato il test iniziale e anche quello intermedio. Probabilmente c’è chi ancora si chiede perché, come facciamo a farci andare bene questa vita, cosa ci sia di tanto affascinante.\nProbabilmente qualcuno pensa che prima o poi molleremo.\nPer noi questo cambiamento è solo una grande opportunità di crescita personale. Se torneremo alla vita di prima, se ne inizieremo un’altra diversa ancora, se subito dopo cambieremo ancora. Sarà solo per non smettere di imparare e di essere felici.\nVivere in van: per ora noi sentiamo di vivere al meglio delle nostre possibilità, quindi avanti tutta! Prima o poi torneremo? Abbiamo affrontato questo \u0026ldquo;tema\u0026rdquo; qui!\n","country":null,"date":"luglio 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1689874010/Articoli/Viaggio/mappamondo-nave_enr0m1.jpg","permalink":"/blog/vivere-in-camper-non-ce-la-farete-mai/","title":"Vivere in van: non ce la farete mai!"},{"categories":["Francia in Camper"],"contents":"Dopo un anno di partite a Carcassonne, il famoso gioco di società\u0026nbsp; , a bordo del nostro camper, siamo arrivati per davvero in città, dove abbiamo comprato un’espansione\u0026nbsp; per mettere un po’ di pepe alle nostre avventure a bordo!\nCarcassonne si trova collocata nel sud della Francia, il che rende la città un’ottima tappa sul percorso per raggiungere ad esempio la Spagna del Nord o rientrando in Italia.\nCarcassonne è una delle cinque città più turistiche della Francia, motivo per cui noi l’abbiamo visitata alle 7 del mattino, ammirandola in totale solitudine (dalle 10 in estate le stradine vengono invase dai turisti). Dobbiamo ammettere che le numerose insegne turistiche non ci hanno spinti a scattare troppe fotografie, ma vediamo insieme come trascorrere mezza giornata in città!\nSe come noi arrivi in camper non temere, al fondo ti lasciamo un paio di siti sicuri in cui parcheggiare. Purtroppo la città è penalizzata dai parecchi episodi di furto ma siamo riusciti a trovare dei posti sicuri dove poter dormire o sostare in tranquillità per visitare la città!\nUn salto indietro nel tempo Carcassonne è una tipica città medievale con una doppia cinta muraria, 4 porte e 52 torri che si intravedono da lontano e fanno volare la mente indietro nel tempo. Lungo tutto il percorso che conduce in città lo sguardo si perde fra terreni vinicoli, lasciando intendere la sua posizione strategica.\nUna volta entrati in città sembra di fare un tuffo nel passato in quell\u0026rsquo;era animata da gesta eroiche di cavalieri e dame e principesse da salvare. Oppure, se come me siete amanti dei film, vi riporterà ai ricordi di uno degli ultimi capolavori di Ridley Scott: The Last Duel\u0026nbsp; .\nCarcassonne: una città tutta da scoprire La città si snoda fra la parte medievale arroccata in cima e protetta dalle mura e quella più moderna che si trova nella piana del fiume Aude.\nLa città medievale La città medievale di Carcassonne è un esempio unico in Europa, sia per le dimensioni che per lo stato di conservazione. Si può raggiungere tramite due porte, Porte Narbonnaise e Porte d’Aude, dalle quali si può passeggiare in un dedalo di stradine che pullulano di bar, ristoranti e botteghe. Purtroppo sia nelle viuzze che nelle piazzette si trovano tantissime insegne, sedie e tavolini che lasciano lo spazio solo all’immaginazione per rivivere l’atmosfera medievale autentica.\nNella città medievale si possono visitare:\nlo Château Comtal, il castello, che ospita il museo lapidario e numerose installazioni oltre a permettere di camminare lungo i bastioni e ammirare i panorami sottostanti (orario visite 10-17, prezzo 9,50 euro prenotabile qui\u0026nbsp; ) la Basilica di Saint Nazaire, una chiesa di origine romanica ma arricchita da dettagli gotici nei rosoni e nelle cappelle (ingresso gratuito) il Museo della Scuola\u0026nbsp; il Museo dell’Inquisizione\u0026nbsp; La città bassa: Bastide Saint-Louis Dalla città medievale puoi raggiungere in 15 minuti a piedi la città bassa, attraversando lo splendido Pont Vieux, lungo 210 metri e costruito nel Medioevo. Da qui puoi anche ammirare la città medievale in tutta la sua bellezza.\nLa città bassa di Carcassonne, chiamata La Bastide Saint-Louis, fu costruita nel 1260 quando il re Luigi IX concesse alla popolazione il permesso di risiedere in questa zona. È un centro abbastanza vivo, con numerosi negozi, ristoranti e il mercato coperto. Certo quaggiù vien sempre voglia di alzare gli occhi e cercare di ammirare mura e torri della città alta da ogni angolazione.\nSei amante delle crociere? A Carcassonne puoi concedertene una alla scoperta del Canal du Midi, realizzato all’epoca del Re Sole per collegare il Mediterraneo all’Atlantico.\nUna città festaiola Carcassonne non è solo una bellissima città ricca di storia ma tutto l\u0026rsquo;anno vanta la presenza di moltissimi eventi!\nNei mesi estivi si anima grazie al Festival de Carcassonne, relativo a teatro, musica classica, danza, concerti e opera.\nIl 14 luglio è teatro del famoso spettacolo dedicato alla presa della Bastiglia con i fuochi d’artificio.\nA fine agosto-inizio settembre si tiene la Feria di Carcassonne, dedicata a musiche e balli popolari.\nIntorno al 10 di settembre viene invasa lungo tutte le stradine da giocatori dell’omonimo gioco di società, uno dei nostri preferiti.\nIl gioco da tavola Carcassonne\u0026nbsp; consiste nell’assemblare varie tessere per ricreare città e strade medievali, attorno a chiese e al corso del fiume. Nel tempo sono state realizzate più espansioni, con cattedrali, fiumi, locande, commercianti e costruttori, torri, abbazie, borgomastri, catapulte, bazar, ponti, pecore e colline, draghi e principesse, conti, re ed eretici.\nDurante la nostra visita di Carcassonne in uno dei centri del turismo cittadino abbiamo comprato l’estensione n.2\u0026nbsp; (anche se non abbiamo la numero 1 😂), poi siamo corsi in camper per intavolare subito una partita (si gioca da 2 a 5 persone). Più volte ci è capitato di invitare qualche viaggiatore a giocare a bordo con noi! Tu ci hai mai giocato?\nDove parcheggiare con il camper? In città puoi trovare un campeggio e un\u0026rsquo;area sosta attrezzata a pagamento. Noi abbiamo preferito sostare in libera nella vicina cittadina di Cazilhac poi parcheggiare a 2 chilometri dalla città e raggiungerla tranquillamente a piedi in 10 minuti.\nTrovi tutte le coordinate in questa mappa:\n","country":"Francia","date":"luglio 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1689176381/Articoli/carcassonne/IMG_4607_tqwtm1.jpg","permalink":"/blog/carcassonne-citta-medievale-e-omonimo-gioco-da-tavolo/","title":"Carcassonne: alla scoperta della città medievale e dell’omonimo gioco di società"},{"categories":["Animali"],"contents":"Viaggiamo da un anno on the road con il nostro cane e il nostro gatto ed eccoti una comoda lista di cosa dovresti assolutamente portare con te per rendere il tuo viaggio indimenticabile insieme al tuo fido compagno a quattro zampe 🐶🐱!\nGli essenziali per un viaggio indimenticabile 1. Acqua Che il tuo animale sia o meno abituato a bere dalle fontane, non è sempre detto che si possano trovare, che siano funzionanti e che l\u0026rsquo;acqua sia potabile. Ecco perché ti consigliamo di portare con te una borraccia\u0026nbsp; come questa che mantiene anche l\u0026rsquo;acqua fresca!\n2. Ciotola Se pensi, come facciamo noi, di usare anche tu la stessa borraccia, ti consigliamo di avere una ciotola pieghevole\u0026nbsp; per poter dare da bere al tuo fido compagno a quattro zampe in ogni dove! Con il pratico moschettone la puoi appendere al tuo zainetto e non ti darà alcun fastidio.\n3. Cibo In qualsiasi modo scegli di viaggiare una scorta di cibo per il tuo animale è fondamentale. Noi consigliamo questo umido per il gatto\u0026nbsp; e questo secco per il cane\u0026nbsp; . Ricordati di calcolare bene le quantità necessarie in modo da non trovarti senza a metà del viaggio e impazzire nella ricerca!\n4. Cinture di Sicurezza Se come noi viaggi on the road, in auto o camper o van, ti consigliamo di assicurare con pratiche ad una cintura di sicurezza\u0026nbsp; il tuo animale, in modo da evitare spiacevoli incidenti. In alternativa puoi pensare di usare i pratici kennel e trasportini.\n5. Cuccia Se il tuo animale è abituato a riposare e dormire nella sua sua cuccia\u0026nbsp; e se hai lo spazio disponibile per portarla con voi potrebbe essere un modo per rendere il suo viaggio decisamente più confortevole.\nleggi anche Venezia in 1 giorno con cane e gatto 6. Guinzaglio Noi usiamo sempre il guinzaglio per passeggiare con i nostri animali, per evitare spiacevoli disavventure con altri animali o con altre persone (ci è successo più volte che animali randagi o liberi attaccassero il nostro cane!).\n7. Museruola In alcuni paesi la museruola è d\u0026rsquo;obbligo averla dietro, in altri invece da indossare, soprattutto per alcune razze particolari.\n8. Lettiera Se come noi viaggi con un gatto ti consigliamo di avere una lettiera a bordo per le emergenze! Sakè ha imparato a fare i suoi bisogni anche nella natura, ma la sua lettiera è incastrata sotto al tavolo della dinette del van, sempre a disposizione per lui e senza dare alcun fastidio a noi.\n9. Pettorina Perché preferiamo la pettorina al collare? Per il cane per comodità e sicurezza, per il gatto perché è più difficile da sfilare autonomamente e c\u0026rsquo;è meno rischio che rimanga impigliato in rami o quant\u0026rsquo;altro.\n10. Documenti Ebbene sì, per viaggiare con il proprio animale servono alcuni documenti importanti, anche in Italia. Vuoi scoprire quali? Ne abbiamo parlato in questo articolo!\nVale anche se avete un coniglio al guinzaglio 🐰 Consigli La cosa più importante di tutte è forse la voglia di divertirsi e vivere bellissime avventure insieme! Ricordati sempre di rispettare i tempi del tuo animale e di prestare attenzione al clima. Talvolta abbiamo visitato posti che sembravano pattumiere a cielo aperto, se ti è possibile usa i sacchettini per le deiezioni e buttali nelle pattumiere comunali.\nTi lasciamo il link al reel\u0026nbsp; sugli oggetti che non possono mancare per viaggiare con animali.\nHai qualche altro consiglio da darci?\nTi aspettiamo nei commenti!\n","country":null,"date":"luglio 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1689522826/Articoli/Viaggio/gatto-guinzaglio_sl2l8z.jpg","permalink":"/blog/10-cose-essenziali-da-portare-in-viaggio-animali/","title":"Viaggio con cane e gatto: le 10 cose essenziali da portare con te!"},{"categories":["Spagna in Camper","Guida"],"contents":"Stai pensando di visitare Madrid in camper? Il primo consiglio che ci viene da darti è quello di fare molta attenzione, perché se non hai il bollino verde per la ZTL\u0026nbsp; locale non puoi accedere nemmeno al primo anello della tangenziale senza rischiare di prendere una multa. Dal 2025 Madrid sarà inavvicinabile con le 4 ruote.\nIn base alla nostra esperienza ti consigliamo di parcheggiare qui, da dove puoi raggiungere il centro città in 40 minuti a piedi o con due fermate di metro.\nEccoti le 10 cose gratuite da fare a Madrid se hai poco tempo! 1. Passeggiare nel Parco del Buen Ritiro In questo polmone verde cittadino ci si può letteralmente perdere a passeggio. Troverai zone in ombra dove riposarti o leggere un libro, alcuni servizi per consumare un pasto veloce, il Palazzo di Cristallo (quando siamo stati noi non si poteva accedere nella famosa struttura, ma solitamente l’ingresso è gratuito), alcuni musei, un lago che puoi ammirare anche a bordo di numerose imbarcazioni da affittare in loco.\n2. Passeggiare lungo l’elegantissima Gran Vía Si tratta di una delle strade più famose di Madrid, dove ci si può perdere fra le vetrine di negozi di marca e ristoranti, oltre a imbattersi negli edifici più iconici della città. Piccola curiosità, nel suo momento d\u0026rsquo;oro era chiamata \u0026ldquo;la broadway madrilegna\u0026rdquo;.\n3. Passeggiare per Calle De La Luna Dalla Gran Via se ti dirigi verso il quartiere universitario puoi percorrere questa piccola via\u0026nbsp; definita la mecca dei manga! Per un attimo ti sembrerà di essere in un quartiere del Giappone e potrai sbirciare tra le pagine di numerosi fumetti. Se ti viene fame non esitare ad assaggiare il miglior Ramen di Madrid\u0026nbsp; .\n4. Sederti per una pausa in Piazza di Spagna Per un attimo ti verrà voglia di chiudere gli occhi e immaginarti a New York sui gradini della Public Library o almeno questo è stato l\u0026rsquo;effetto che ha fatto a noi!\n5. Ammirare il panorama della città dall’alto Esistono molti punti panoramici per vedere Madrid dall\u0026rsquo;alto ma solo uno ti permetterà di farlo gratuitamente! Salendo al 9° piano del centro commerciale El Corte Inglés\u0026nbsp; troverai una bellissima terrazza con vista sull\u0026rsquo;elegantissima Gran Vía!. Potrai anche fare colazione o uno spuntino o aperitivo seduto su uno degli sgabelli del bar/ristorante.\n6. Visitare i musei Madrid è famosa anche per i suoi musei in particolare il Prado e il museo di arte contemporanea Reina Sofia! Noi abbiamo abbandonato l’idea perché le code di ingresso erano infinite ma questi musei sono visitabili gratuitamente nei seguenti orari:\nMuseo Prado sabato dalle 18:00 alle 20:00 domenica dalle 17:00 alle 19:00 Museo Reina Sofia lunedi-sabato dalle 19:00 alle 21:00 domenica dalle 12:30 alle 14:30 Museo Cerralbo domenica dalle 10:00 alle 15:00 giovedì dalle 17:00 alle 20:00 7. Ammirare gli interni della stazione di Atocha Inaugurata il 9 febbraio 1851 oggi ospita un giardino tropicale che regala un angolo di pace e freschezza in città. Noi ci siamo andati per mangiare il boccadilo tipico di Madrid. Di cosa si tratta? Continua a leggere o, se non riesci a resistere, clicca qui per scoprirlo!\n8 Ammirare Plaza Mayor È una delle piazze più famose di Madrid e ti consigliamo vivamente di visitarla al mattino presto: non ci sarà nessuno e ti regalerà un\u0026rsquo;atmosfera surreale.\n9. Visitare la Cattedrale L\u0026rsquo;ingresso alla Cattedrale dell\u0026rsquo;Almudena non è proprio gratuito bensì a \u0026ldquo;offerta libera\u0026rdquo;, ma merita sicuramente una visita per gli affreschi meravigliosi che racchiude al suo interno.\n10. Ammirare la Piazza del Palazzo Reale A due passi dalla cattedrale ci si può concedere una passeggiata nei giardini dai quali ammirare il Palazzo Reale da più angolazioni.\nTi è venuta fame? In ogni angolo troverai un locale dove consumare tapas, ma ti consigliamo di non perderti il famoso boccadillo della città: El Bocadillo de Calamares, ovvero il panino con i calamari fritti! Fa strano che nel centro della Spagna, a ben 350 km dalla costa, il piatto tipico siano i calamari. Il motivo? Nessuno lo sa, ma così è. Buon appetito 😂\nSe cerchi bene puoi trovare qualche buona offerta, noi ne abbiamo preso uno da asporto a 3,95 euro\u0026nbsp; e l\u0026rsquo;abbiamo consumato al fresco nel giardino botanico. Era a dir poco delizioso!\nCosa ne pensiamo di Madrid? Purtroppo Madrid, fra tutte le capitali europee, è quella che finora ci ha emozionati di meno. Ci aspettavamo uno stile più autentico, invece ad ogni angolo ci sembrava di averla già visitata, come se presentasse fotocopie di angoli di qualche altra città. Chissà se anche tu hai avuto quest’impressione visitandola!\nPer questo motivo, oltre al caldo afoso, abbiamo dedicato alla capitale spagnola solo 24 ore. Torneremo in un’altra stagione e senza gli animali per poterci dedicare con la dovuta attenzione alle opere d’arte!\nIl nostro Vlog Se vuoi vivere le nostre avventure e disavventure in città trovi tutto in questo video.\nLe nostre mappe ","country":"Spagna","date":"luglio 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1689672144/Articoli/empanada/madrid/IMG_3501_p1al70.jpg","permalink":"/blog/madrid-un-giorno-low-cost/","title":"Madrid in 1 giorno a costo 0"},{"categories":["Blog"],"contents":"Da quanto siamo partiti per vivere sul nostro van una delle domande più gettonate che ci hanno rivolto è stata:\nQuanto tornate? Domanda facile, da porre. Domanda difficile, alla quale rispondere. Domanda scomoda, come quando si chiede perché ancora non si hanno figli, perché si è rinunciato al posto fisso, perché non si vive nello stesso quartiere di famiglia.\nForse abbiamo sbagliato noi per prima ad accennare ad un periodo più o meno limitato.\nUn anno, avevamo detto.\nNoi che però siamo abituati a cambiare idea se ciò vuol dire crescere un po\u0026rsquo; di più.\nPrima di partire avevamo un punto interrogativo a tenerci per mano, o forse più di uno:\nCe l’avremmo fatta in quattro, 24 ore su 24, in 9 metri quadrati? Ce l’avremmo fatta ad uscire dalla nostra comfort zone? Ce l’avremmo fatta lontano da parenti e amici, dalle nostre radici sicure? Mi piace immaginare di aver ribaltato quel punto interrogativo, trasformandolo in un’altalena. Hanno iniziato a cullarci quei dubbi, aiutandoci a crederci ogni giorno di più invece di spaventarci. Per questo forse il primo mattino in cui ci siamo svegliati, lontani fisicamente ma sempre vicini con il cuore, in un altro posto ma sempre in quel mondo che poi è Casa, abbiamo capito che un anno non ci sarebbe bastato. O meglio che avremmo fatto di tutto per poterlo prolungare ad oltranza.\nÈ stato come spalancare una finestra di prima mattina su una distesa di stimoli. I nostri cervelli hanno iniziato a mettere in moto idee a più non posso. Era un continuo ping pong di questo, quello, quell’altro.\nTutto bello, ma quando tornate? Siamo appena partiti, poteva essere la risposta nei primi 3 mesi.\nStiamo appena capendoci qualcosa, la risposta a 6 mesi.\nSiamo in un altro continente, è la nostra occasione per scoprirlo. Risposta a 9 mesi.\nSu questa \u0026ldquo;avventura\u0026rdquo; ci stiamo costruendo due lavori, o forse più. Risposta ad 1 anno.\nMa tornate? Quando? È difficile a volte rispondere.\nÈ difficile a volte provare a far capire una realtà così distante dai canoni sociali ai quali siamo abituati, che comporta vivere nello stesso quartiere di famiglia, fare colazione tutte le mattine nello stesso bar, fare aperitivo il venerdì alle 19 al bar sotto l’ufficio. Qui a bordo non c’è posto fisso in tutti i sensi, non ci sono 8 ma 24 ore senza sconti di manciate di minuti e soprattutto non c’è nulla di certo.\nQuando siamo partiti non avevamo idea di come gestire tutto ciò.\nÈ passato più di un anno.\nUna settimana fa siamo arrivati in Francia in un borgo di 30 abitanti. Siamo stati accolti come figli, ci siamo offerti per aiutare nei preparativi della festa nazionale, abbiamo guardato i fuochi d’artificio insieme ai nostri vicini di camper. Poi siamo ripartiti tra strette di mano, 3 baci sulle guance, frasi capite a metà in un miscuglio di lingue, occhi pieni di commozione e gratitudine.\nUn anno fa accadeva la stessa cosa nei Paesi Bassi, quando ci siamo ritrovati per caso a costruire gondole in fiore, seduti vicino a un gruppo di persone che brindavano a noi e che ci rincorrevano in paese per salutare quegli “italiani pazzerelli con cane e gatto” (a proposito, eccoti qui quegli attimi\u0026nbsp; !). Sono solo due delle tante altre situazioni, che definiremmo più occasioni fortunate, che ci sono successe un po’ ovunque sia in Europa che in Africa, in un mondo che chiamiamo Casa, con persone che chiamiamo Famiglia.\nNon possiamo tornare. Non ci riusciamo. Abbiamo investito molto, stiamo raccogliendo i primi frutti. Sentiamo di esser parte di un disegno più grande, di avere ancora troppi colori e sfumature da scoprire.\nQuella che può sembrare una lunga vacanza dalla quale tornare, per noi si è trasformata in vita da valorizzare appieno.\nOvviamente ci manca abbracciare chi ci conosce da quando abbiamo iniziato a balbettare, ma ci sono sorrisi che sentiamo di poter condividere anche con chi altrimenti non avremmo mai occasione di incontrare. Non è facile dire “non torniamo”. Così come non è facile dire “non restiamo”. È meraviglioso però poter condividere. Continueremo a farlo, tra lacrime e sorrisi. Torneremo: per abbracciare, per raccontare, per condividere. Torneremo: alla nostra vita, alla nostra strada, alle nostre 24 ore, a ciò che di incerto ci rende certi, curiosi, felici.\nSe ti va di rivivere le nostre avventure mangiando pop corn sul divano, clicca qui!\u0026nbsp; .\nGrazie se in minima parte potrai comprenderci, grazie se avrai voglia di confrontarti con noi nei commenti.\n","country":null,"date":"luglio 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1689180920/Articoli/quando%20tornate/IMG_2899_ha372q.jpg","permalink":"/blog/quando-tornate/","title":"Quando tornate?"},{"categories":["Cucina spagnola"],"contents":"Tra i piatti spagnoli a bordo del nostro van, oltre alla tortilla che ti abbiamo presentato qui, non poteva di certo mancare l’empanada! Diciamo che all’italiana si potrebbe paragonare all’amata torta salata salva cena e in effetti così è anche in questo paese, l’empanada salva tutto e placa la tristezza delle papille gustative.\nEmpanada: cosa, come e dove? L’empanada è una pasta \u0026ldquo;sfoglia\u0026rdquo; salata cotta al forno e ripiena di numerosi ingredienti, che solitamente tendono a cambiare a seconda della regione in cui si prepara.\nD’altronde \u0026ldquo;empanar\u0026rdquo; significa \u0026ldquo;avvolgere qualcosa con pane o pasta per cuocerlo”. Dire panino era troppo difficile? Sì, diamo agli spagnoli ciò che è loro e mangiamoci sta empanada. Che poi nei libri di cucina è comparsa nel 1520, mica stiamo parlando di una rivisitazione di cucina molecolare!\nOra potresti dirmi: perché nelle città ho visto negozi di empanadas argentine? Tranquilla/o, siamo tutti confusi e affamati. Ma come direbbero in casa mia, butta giù che poi in pancia tutto si sistema!\nLa storia, ma sarò breve promesso! Umorismo a parte, come ti dicevo prima le empanadas sono comparse nei libri di cucina catalani nel 1500, apprese probabilmente dalle ricette dei nomadi arabi e tramandate poi in America dopo la scoperta del continente. Anno dopo anno, secondo dopo secolo, ricetta dopo ricetta sono diventate uno dei piatti tipici della cucina peruviana, cilena, argentina e latinoamericana in generale.\nÈ un piatto semplice, conteso e talmente buono che non è difficile chiedersi il perché! Quindi in questi negozi di franchising troverai un numero variegato di empanadas monoporzione, da mangiare passeggiando. Ma non preoccuparti, perché in ogni paesino troverai una piccola panetteria in cui comprare empanadas e se guardi bene anche nei supermercati! È così che noi abbiamo riempito la nostra dispensa a base di empanadas rettangolari e in formato familiare (che meraviglia portare a bordo quei vassoi!) ripiene di tonno o baccalà e verdure.\nIn base ai tuoi gusti comunque puoi trovarle anche ripiene di carne o di sole verdure o di formaggio, te l’avevo detto che accontentano chiunque!\nQuali sono gli ingredienti principali dell’empanada? Per la pasta la ricetta originale prevede:\nfarina di grano acqua un po\u0026rsquo; di strutto Vedi te se poi ci vuoi mettere l’olio perché lo strutto ti va indigesto o non lo puoi tollerare, basta che impasti tutto e farcisci con ciò che ti piace di più. Se non vuoi sporcare il ripiano della cucina puoi trovare gli impasti già pronti. Se non vuoi sporcarti le mani ma solo leccarti le dita rileggi il paragrafo prima e fiondati nel primo negozio che trovi!\nPensa che una volta in un parcheggio nel nord della Spagna ci è successo di poterla comprare direttamente a domicilio dal camioncino di un panettiere! Una delle empanade più buone che abbiamo gustato in tutto il paese!\nTrovi la prova assaggio ed altre avventure in questo video!\nLa nostra preferita? Empanada al tonno da abbinare a un’insalata per un picnic a regola d’arte! Che te lo dico a fare, è la preferita anche di Sakè!\n","country":"Spagna","date":"luglio 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1689094771/Articoli/empanada/IMG_9897_doklnq.jpg","permalink":"/blog/empanada-spagnola-un-piatto-unico-delizioso/","title":"Empanada spagnola: un piatto unico delizioso!"},{"categories":["Animali"],"contents":"Ami viaggiare in camper e vorresti portare a bordo il tuo gatto? Ti aspettano meravigliose avventure! Tieni a mente però che potrebbe volerci un po’ di tempo per abituare il tuo gatto alla vita da camperista, soprattutto se non ha mai fatto viaggi su strada se non quelli per andare dal veterinario.\nNoi con il nostro Sakè siamo stati super fortunati e l’abbiamo abituato fin da subito agli spostamenti, quindi quando il van è diventato a tutti gli effetti la nostra casa il passaggio è stato molto semplice. Ora viviamo a bordo da un anno e mezzo ed eccoti 10 consigli per un viaggio in camper all’insegna del divertimento a 2 e 4 zampe!\n1 - Permetti al gatto di abituarsi alle curve e ai rumori della strada Anche un semplice sorpasso di una moto potrebbe far spaventare il tuo micio per via del rumore improvviso, quindi se non è già abituato agli spostamenti su strada inizia con un breve giro dell’isolato vicino a casa a bordo dell’automobile, dandogli il tempo di abituarsi ai rumori del motore e ai sobbalzi nell’abitacolo.\n2 - Fai salire il gatto a bordo del camper per perlustrare la sua nuova casa Permetti al tuo gatto di conoscere il camper, di annusarne ogni angolo, lasciare traccia di sé (beh ovvio se non fa pipì in giro è meglio!), capire i suoi angolini preferiti e soprattutto passa qualche oretta in serenità a bordo con lui in modo che possa fidarsi della nuova situazione.\n3 - Porta a bordo del camper qualche oggetto conosciuto dal tuo micio Se il tuo gatto ha una sua cuccia\u0026nbsp; , un cuscino, un peluche o un giochino porta tutto a bordo in modo che possa facilitarlo a sentirsi a casa.\n4 - Porta a bordo del camper il trasportino se sei abituato ad usarlo Se il tuo gatto è abituato a stare nel trasportino permettigli di farlo anche in camper se lo aiuta a stare più tranquillo. Altrimenti, prova ad utilizzare un guinzaglio legato ad una cintura di sicurezza\u0026nbsp; in modo da evitare che il micio che possa saltare in giro mentre sei alla guida.\nPer legge gli animali non possono rimanere liberi nell\u0026#39;abitacolo quando si è in movimento.\n5 - Fai in modo che il gatto abbia ciò che gli serve nel quotidiano Trova un luogo ideale per la lettiera\u0026nbsp; e usa la sabbietta alla quale il tuo micio è abituato almeno all’inizio per aiutarlo a sentirsi meno stressato. Successivamente puoi comprare quella che trovi in giro variando più spesso come facciamo noi che siamo sempre in posti diversi.\n6 - Porta a bordo del camper le ciotole del tuo gatto Porta a bordo una ciotola per l’acqua e una per il cibo (oltre ad assicurarti una scorta di acqua e cibo nel camper) che potresti portare con te in giro se provviste di gancio per moschettone (noi usiamo queste\u0026nbsp; e ci troviamo benissimo).\n7 - Viaggia nelle ore meno calde e individua zone in ombra per le tue soste Noi solitamente ci spostiamo in mattinata o nel tardo pomeriggio, sapendo già dove andremo a piazzarci. A bordo del nostro van non abbiamo il condizionatore, ma se fa molto caldo sfruttiamo le ventole di raffreddamento (oltre a lasciare il camper all\u0026rsquo;ombra) quando siamo fermi e abbiamo un pratico tappetino rinfrescante\u0026nbsp; per gestire i giorni più caldi (non chiederci come ma rimane fresco senza bisogno di metterlo in frigo!).\n8 - Se temi che una volta fermi il tuo gatto possa scappare prova ad abituarlo alla pettorina Noi abbiamo iniziato ad abituare Sakè alla pettorina quando aveva 40 giorni (ti lasciamo qui i nostri consigli): è buffo vederlo al mattino mettersi in posizione vicino al sedile per lasciarsi vestire e poi scendere dopo Olimpia, la nostra Rottweiler. Noi parcheggiamo sempre in libera quindi teniamo i nostri animali sempre al guinzaglio, se prevedi di andare in campeggio informati prima se gli animali sono ammessi.\n9 - Tieni a bordo un tiragraffi. Noi ne abbiamo due, uno attorcigliato alla gamba del tavolino\u0026nbsp; della dinette, l’altro è un pratico tappetino\u0026nbsp; che spostiamo un po\u0026rsquo; dove capita. In questo modo i tessuti dei sedili sono “quasi” del tutto immacolati.\n10 - Programma le tue avventure quando prevedi di lasciare il gatto da solo a bordo del camper Può capitare che ci siano luoghi nei quali gli animali non sono ammessi oppure che il tuo gatto sia stanco e preferisca stare a bordo invece che uscire a gironzolare con te, quindi ti consigliamo di programmare il tempo in cui starai lontana/o dal camper in modo da non lasciare il tuo micio troppo solo o esposto a temperature non idonee.\nRicordati di viaggiare con i documenti del tuo animale Oltre ad essere obbligatorio per legge, se dovessi aver urgente bisogno di un veterinario sarà più facile per lui accedere ai dettagli relativi alle vaccinazioni e alle cure pregresse.\nQuali documenti servono?\nse viaggi in Italia ti basteranno microchip e libretto sanitario se viaggi in Europa ti servirà il passaporto che si ottiene con il vaccino antirabbia se pensi di viaggiare in paesi extraeuropei parti per tempo perché ti servirà la titolazione del vaccino contro la rabbia. Se vuoi più informazioni in merito trovi tutto in questo articolo dedicato.\nOra che sulla teoria sai tutto non ti resta che mettere in pratica i nostri consigli e vivere fantastiche avventure. Ricorda che sei responsabile delle tue scelte, presta sempre attenzione al benessere del tuo animale e non metterlo in pericolo per una scelta di egoismo. Siamo sicuri che se il tuo micio sentirà la tua tranquillità e la tua fiducia anche per lei/lui sarà tutto più facile.\nSe hai ancora dubbi su come fare ad abituare il tuo gatto al guinzaglio puoi trovare i nostri consigli in questo video ⤵️\n","country":null,"date":"luglio 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1689500423/Articoli/gatto%20in%20camper/DSC01423_2_irao6q.jpg","permalink":"/blog/gatto-in-camper-10-consigli-per-vivere-fantastiche-avventure-on-the-road/","title":"Gatto in camper: 10 consigli per vivere fantastiche avventure on the road"},{"categories":["Cucina"],"contents":"Appena abbiamo messo piedi, zampe e ruote del van in Spagna e abbiamo fatto la spesa abbiamo comprato una tortilla, la famosa “frittata” di uova e patate. L’avremmo mangiata a pranzo o cena? Fosse stato per me anche subito :)\nLa Tortilla non ha orari! Va bene a colazione, pranzo, merenda e cena. Si può mangiare calda o fredda e la si trova ovunque, nei locali come tapas e nel banco frigo di qualsiasi supermercato. Dimenticavo, in questo momento ne abbiamo due anche nel frigorifero del nostro camper :)\nMa cos’è la Tortilla Espanola? La tortilla spagnola è uno dei piatti nazionali del paese. La ricetta è semplice: uova, patate e cipolle, che unite all’olio extravergine di oliva (e non parliamo solo di un cucchiaino a favore della dieta!) garantiscono un piatto finale veramente delizioso.\nI 5 ingredienti della Tortilla spagnola Ingredienti:\nPatate: 1,2,4 patate..basta che siano di media grandezza Uova: di solito si contano 2 uova fresche per patata Cipolla Sale Olio d’oliva extravergine Sono solo cinque ingredienti, ma quelli giusti! Vuoi modificarli? Non avrai la vera tortilla nel piatto, ma una versione diversa di frittata!\nA proposito, sai quale sarebbe la sostanziale differenza fra tortilla e frittata? La cottura! Se volessimo essere precisi, non me ne voglia buonanima di nonna che non sapeva di preparare una tortilla fenomenale a questo punto, la frittata si dovrebbe ultimare in forno come cottura, mentre la tortilla si cuoce solo in padella.\nEd ecco qui la ricetta! Eccoti la ricetta in 10 semplici passaggi:\nTaglia le patate in piccoli cubetti. Scalda una buona quantità di olio extravergine di oliva (il necessario per coprire le patate, almeno una tazzina) in padella e aggiungi le patate. Mantieni la fiamma bassa per rendere le patate vellutate ed evitare che si friggano. Quando le patate sono cotte scolale e “asciugale” con un panno di carta in modo da assorbire l’olio in eccesso. Taglia le cipolle a fette lunghe e buttale in padella con un po’ d’olio e perché no qualche lacrima, facendole soffriggere a fuoco medio finché non iniziano a caramellare, ma guai a te se le fai bruciare! Mica vorrai fare una “frittata”! Sbatti le uova a temperatura ambiente e aggiungi un po’ di sale (così manterranno umidità in cottura). Unisci il tutto quando patate e cipolle saranno raffreddate sennò ti faranno strapazzare le uova e lascia riposare per almeno 15 minuti. Versa il composto della tortilla in una padella e fai cuocere a fuoco medio-basso per circa 6-8 minuti (aiutati con una paletta a non far attaccare i bordi), rigirando a metà cottura aiutandoti con un piatto più grande della padella. Se cola un po’ di impasto non leccarlo a crudo via! Attendi altri 6-8 minuti che si cuocia l’altro lato almeno! Capovolgi di nuovo la tortilla e lasciala raffreddare per almeno 10 minuti prima di assaggiare (non solo non ti brucerai la lingua, il gusto sarà davvero più buono. Soprattutto il giorno dopo!). Le tortillas spagnole possono durare fino a 3 giorni se conservate correttamente in frigorifero (noi più di un giorno non so perché ma non riusciamo a farle durare..!)\nVuoi abbinarle a qualcosa? Sbizzarrisciti come noi con tutte le verdure che hai a disposizione, cotte e crude che siano! Se poi vuoi metterne una fetta in mezzo a un panino nessuno può dirti nulla! Buon appetito, noi andiamo ad aprire il frigo! Ps: Per essere fatta a regola d’arte la tortilla deve rimanere un po’ umida al suo interno. Se è secca non è una vera tortilla.\n","country":"Spagna","date":"luglio 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1689094778/Articoli/tortilla/IMG_4634_itmojb.jpg","permalink":"/blog/tortilla-de-patatas-spagnola-scoprila-insieme-a-noi/","title":"Tortilla de patatas spagnola: scoprila insieme a noi"},{"categories":["Europa","Itinerari","Camper"],"contents":"Nel nostro itinerario on the road in Andalusia non potevano mancare due puebli davvero unici: Setenil de Las Bodegas e Ronda. Se come noi pensi di raggiungere questi borghi in camper valuta di parcheggiare un po’ fuori dai centri abitati: le strade di entrambi i paesi sono assai strette e decisamente più adatte a una passeggiata. Non temere, al fondo di questo articolo ti suggeriremo alcune coordinate dei luoghi in cui parcheggiare sia a Setenil de Las Botegas che a Ronda :)\nSetenil de las Bodegas e le case incastonate nella roccia Setenil de Las Bodegas è uno dei tipici pueblos blancos della provincia di Cadice, incastonato lungo un canyon scavato dal fiume. Il nome \u0026ldquo;Setenil\u0026rdquo; deriva dal latino \u0026ldquo;septem nihil\u0026rdquo; cioè sette nulla, e indica il numero di tentativi di conquista da parte dei cristiani durante la Reconquista. Il nome bodegas è invece dovuto alle numerose botteghe e negozietti presenti nel paese. Il paese che fu di dominio arabo fino al 1482 oggi conta 3000 abitanti circa ed è animato da turisti da tutto il mondo.\nleggi anche Andalusia in camper con cane e gatto: itinerario, consigli e informazioni utili Le case di Setenil sono realizzate tra le rocce, divise da stradine di pietra e calce, e questa particolarità fa subito intuire la capacità e la caparbietà dell’uomo di adattarsi alle insidie del luogo. Il borgo è tutto un dedalo di vicoli stretti, con diversi mirador dai quali si può ammirare la vista dall’alto. Le facciate delle case tutte bianchissime sembrano quasi brillare in contrasto con le pareti rocciose fra le quali sono incastonate. Tieni gli occhi ben aperti mentre passeggi, potrai trovare particolari scritte in ceramica, adornate da vasi color blu, che denominano le calle. Se camminando su e giù per le viuzze e le scalinate ti verrà fame o soprattutto sete non temere, proprio lungo la via centrale si trovano uno dopo l’altro una serie di ristoranti dove sostare per una pausa.\nSei amante dei siti storici e dei resti romani? A circa 10 km da Setenil si trova Acinipo\u0026nbsp; . Il sito romano non offre chissà quali meraviglie, ma decisamente spettacolare è la vista a 360° gradi sulle colline limitrofe. La visita è gratuita ma gli orari di apertura limitati dalle 9 alle 13.45, con chiusura lunedì e martedì (si può parcheggiare nello spiazzo antistante).\nRonda: la città sospesa Ronda dista poco meno di mezz’ora da Setenil. Dal quartiere San Miguel in cui abbiamo parcheggiato (la parte più antica della città) il centro si raggiunge facilmente in pochi minuti di camminata. Qui puoi visitare i resti dei bagni arabi (simili ai bagni romani, ma nei quali si usava il vapore anziché l’acqua), la Casa del Rey Moro e i suoi giardini che conducono fino alla gola del Tajo, la porta delle antiche mura esterne e il Palacio Mondragon.\nSe invece non resisti dal raggiungere il Mirador più fotografato, ti consigliamo di raggiungere Calle Espinel, la via pedonale che ospita innumerevoli negozi e ristoranti, di dare un’occhiata a Plaza de Toros (se sei un fan della corrida qui puoi visitare il Museo Taurino) e imboccare Calle Blas Infante passando attraverso il parco pubblico Alameda del Tajo, che si affaccia a strapiombo sulla vallata, e che conduce al Puente Nuevo, un immenso ponte in pietra che unisce la città nuova alla città vecchia.\nQuando abbiamo visitato Ronda il percorso per scendere a piedi e ammirare la città dal basso era in ristrutturazione. Abbiamo optato per raggiungerlo in camper seguendo, purtroppo, le indicazioni di altri camperisti e trovandoci così in grande difficoltà non tanto a scendere, quanto poi a risalire lungo il sentiero del Camino al fondo del Tajo. Per questo motivo non ci sentiamo di consigliarti la strada per arrivarci nonostante la vista sia meravigliosa, noi abbiamo vissuto un terribile quarto d’ora slittando e rischiando di forare più di una volta!\nUltimo consiglio, questa volta culinario: avremmo voluto assaggiare le tapas del locale El Lechuguita\u0026nbsp; consigliatoci da amici, ma purtroppo era chiuso per ferie. Se lo trovi aperto puoi fare scorta di stuzzichini a 1 euro!\nCosa vedere e dove parcheggiare il camper? Scoprilo con la comoda mappa qui sotto:\n","country":"Spagna","date":"luglio 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1689094718/Articoli/setenil%20e%20cordoba/IMG_2810_ggof7s.jpg","permalink":"/blog/andalusia-on-the-road-alla-scoperta-di-setenil-de-las-bodegas-e-ronda/","title":"Setenil de las Bodengas e Ronda in camper: due mete imperdibili in Andalusia"},{"categories":["Belgio in Camper","Itinerari"],"contents":"In questo articolo ti portiamo alla scoperta di 3 cittadine in Belgio che abbiamo raggiunto a bordo del nostro van, insieme a Olimpia e Sakè, i nostri cane e gatto. Nonostante il poco tempo a disposizione siamo comunque riusciti a trovare 3 destinazioni che hanno rapito il nostro sguardo, scopriamole insieme!\nSiamo entrati nel paese da dai Paesi Bassi ed eravamo diretti in Francia, motivo per cui abbiamo solo attraversato questo stato mantenendo la rotta lungo la costa atlantica.\nGand: La città più bella del Belgio Abbiamo parcheggiato a venti minuti a piedi dal centro. Ponti lungo il canale, arriviamo alla piazza centrale. Imbocchiamo i 120 metri di porticato dedicato alla street art, costellato di murales fin verso le finestre delle abitazioni. Siamo affamati. Decidiamo di prendere un cono di patatine fritte. Da settimane ormai è questo lo snack da passeggio più visto. E noi che eravamo abituati ai tranci di pizza.\nEntriamo in un locale. Ci accolgono al bancone, ordiniamo. Friggono al momento. Sono cordialissimi con tutte le persone sedute nel locale e riservano la stessa gentilezza a noi. Ci capiamo, in un inglese non perfetto, ma della precisione a noi non importa. Ci basta mettere qualcosa fra i denti, dare benzina al cervello, riprendere a riempire gli occhi di dettagli.\nRaggiungiamo un ponte, a destra un meraviglioso salice piangente. A sinistra due ragazze, timide, italiane, rimuginano senza sapere a chi chiedere di scattar loro una foto. Mi offro, sfrontata, spontanea. Ridiamo. Mi ringraziano. Immortalo il loro momento, creo loro un ricordo. Loro lo donano a me. Inizia a piovere. Rientriamo alla base, al quartier generale, al camper, a casa. Parcheggiato vicino un mezzo lungo il doppio del nostro, fantastichiamo divertiti su quante cose ci possano essere a bordo in cosi tanto spazio. E apriamo la porta per sorridere a Olimpia e Sakè e cercare un nuovo posto per la notte.\nLasciamo la città, torniamo in campagna\u0026nbsp; , senza sapere dove siamo finiti, giusto in tempo per ammirare gli ultimi raggi del tramonto.\nBruges: la capitale delle Fiandre Occidentali Piove. Ma spunta un arcobaleno bellissimo sulla nostra destra. Parcheggiamo\u0026nbsp; e diamo cena agli animali, per poi decidere di recarci in centro. Il vento è freddo. Le prime case iniziano subito a catturare la nostra attenzione. Abbiamo una meta: un piccolo locale inaugurato nel 1515\u0026nbsp; e ancora aperto!\nAttraversiamo il centro, e Paolo deve quasi trascinarmi via per non farmi restare a vagare fino a notte fonda. La cucina chiude presto e se tardiamo non potremo gustarci la cena. Scatto fotografie, più con gli occhi che con la fotocamera del cellulare. Quando arriviamo al locale ci accolgono una ragazza ricciolina e un ragazzo biondo, entrambi con il sorriso. Ci lasciano accomodare dove preferiamo. La sala è antica. Tavoli e sedie in legno, un grande camino, alle pareti stampe con immagini e voli d’epoca. Oggetti ovunque. Tutto ricorda il passato. Tutto sembra dirti di rallentare, che se anche il tempo passa le cose belle mantengono la loro dimensione. Ordiniamo una birra, una zuppa di pesce e una zuppa di cipolle con crostini al formaggio. Deliziose entrambe. Giuste nelle dosi, nel sapore, nell’equilibrio. Le gustiamo in silenzio. Fino all’ultima briciola di pane rimasta in tavola. È quasi un peccato dover andare via, non poter tornare più.\nSalutiamo i camerieri, li ringraziamo. Mentre usciamo mi volto indietro e sorrido. A chi è entrato prima di me, a chi entrerà poi. Certe pareti sanno mantenere un po’ di magia. Intanto il cielo ha cambiato colore, la città è in silenzio, illuminata da luci delle case e dei lampioni. Scorgo certi soffitti, certe decorazioni.alcune persone decorano le case in maniera eccellente. Invidio il loro gusto del bello. Torniamo a perderci in quel dedalo di stradine mentre torniamo al van, prima che riprenda a diluviare.\nBruges è davvero bella e delicata ad ogni sguardo. Ci perdiamo un po’ per le stradine fino a raggiungere il centro, dritti dritti in una cioccolateria consigliata da un’amica di famiglia\u0026nbsp; , Leonidas.\nDecidiamo di raggiungere il chiostro di un monastero benedettino abitato da suore laiche. Attraversiamo un dedalo di stradine e raggiungiamo il luogo silenzioso, caratterizzato da casette bianche e alberi centenari con i tronchi tutti leggermente pendenti. L’atmosfera è a dir poco magica, forse direi meglio mistica. Rientriamo lentamente, ringraziando la città ad ogni angolo.\nCerchiamo un posto dove riposare tranquilli, probabilmente cullati dal suono della pioggia. Arriviamo in un paesino quasi fantasma. Casette basse, ordinate. Un piccolo molo dal quale intravediamo un unico timido raggio di sole del tramonto. Respiriamo. Il silenzio riempie ogni cosa. In camper però mettiamo un po’ di musica mentre cucino del salmone e un’insalata di pomodori e tagliamo la baguette per fare scarpetta. Il vapore copre i vetri, la musica copre il silenzio e i pensieri. E un’altra notte di questo viaggio vola via con il tempo perduto. Ciao Proust, benvenuto nei miei sogni. Non ho mai sognato in inglese, c’è una prima volta per tutto.\nDamme: il paese più romantico e famoso delle Fiandre Occidentali Una piccola frazione a 6 km da Bruges. Un borgo minuscolo, che si estende su di una via principale e quattro laterali. Decidiamo di tirare su i cappucci e fare due passi con i nostri animali. Appena scendiamo dal van un signore parcheggiato poco oltre si sbraccia per catturare la nostra attenzione. Ci avviciniamo. È francese. Riusciamo a intendere che adora vederci tutti e quattro insieme e che gli spiace che il tempo oggi non sia dalla nostra parte. Lo ringraziamo e salutiamo, diretti a camminare veloci.\nIl vento entra attraverso ogni centimetro di tessuto. Arriviamo nella piazza centrale. Non c’è anima viva. Saliamo sui gradini del comune per avere uno sguardo dall’alto. Esce una donna che chiude la porta a chiave. Ci nota, sorride divertita in direzione del gatto appallottolato sulle mie spalle. Giriamo a sinistra, poi a destra. Davanti a noi un albero, antico, preservato. Invece di abbatterlo l’hanno trasformato in biblioteca. O quello che può essere una biblioteca a cielo aperto dato che i libri sono affidati al sole, al vento, alla pioggia, alla natura, all’uomo. Ne apro uno a caso. Marcel Proust, la ricerca del tempo perduto.\nGià, il tempo. E come sfuggirli. Ciao destino, bentornato a trovarmi. Quanto mi vuoi sfidare? A fianco all’albero una chiesa. Di cui una parte del tetto diroccata. Si vede il cielo fra le pareti delle navate. Lui trova sempre un modo per farsi vedere. Oggi è un dipinto di nuvole.\nConsiderazioni Siamo stati davvero troppo poco in Belgio per poter dare un parere costruttivo. Quel poco che abbiamo visto però ci ha fatto una buona impressione: le cittadine sono pulite, le campagne curate, le persone estremamente gentili.\nIl costo della vita sicuramente è più alto che altrove, abbiamo potuto notarlo sia mangiando fuori sia facendo una piccola spesa \u0026ldquo;di sopravvivenza\u0026rdquo;, e anche questo fattore ha inciso sui giorni di permanenza in paese.\nIl clima subisce le correnti atlantiche, a inizio settembre abbiamo trovato sia bel tempo sia acquazzoni e umidità elevata nell\u0026rsquo;arco di 5 giorni.\n","country":"Belgio","date":"luglio 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1689502214/Articoli/Belgio/gand-canale_xb3df3.jpg","permalink":"/blog/viaggio-belgio-in-camper-itinerari/","title":"Belgio in camper: 3 tappe imperdibili"},{"categories":["Italia in Camper","Itinerari"],"contents":"Oggi ti portiamo con noi in Sicilia, in quello che è stato il secondo viaggio a bordo del nostro camper (il primo lungo viaggio invece lo trovi qui). Abbiamo letteralmente amato questa regione italiana sia per i luoghi fantastici sia per le delizie culinarie: sono stati 14 giorni nel sud-est della Sicilia vissuti fra cannoli e spiagge paradisiache! Mettiti comodo e buona lettura!\nTabella dei contenuti Itinerario In Breve Viva i dolci siciliani! 1 Granita siciliana 2 Brioche pistacchio 3 Il cannolo caldo di Cannolia 4 Il miglior cannolo della Sicilia 5 Lo street food di Catania Le nostre mappe Itinerario Giorno 1: siamo arrivati a Messina prendendo il traghetto da Villa San Giovanni\u0026nbsp; in tarda serata. Abbiamo visitato brevemente la città per poi dirigerci verso il campeggio Tiscella\u0026nbsp; a Sant\u0026rsquo;Alessio Siculo, un\u0026rsquo;area sosta aperta tutto l\u0026rsquo;anno a 40 minuti da Messina, dove siamo statai accolti calorosamente oltre a ricevere in omaggio un sacchetto di limoni freschi (grazie Capitano!).\nGiorno 2: In mattinata abbiamo fatto due passi nella piccola città di Sant\u0026rsquo;Alessio Siculo per poi spostarci a Taormina. Abbiamo posteggiato davanti alla stazione\u0026nbsp; per prendere il pullman per ragiungere la parte alta della città, ma dopo mezz\u0026rsquo;ora di attesa abbiamo deciso di avventurarci a piedi! In alternativa puoi prendere la funicolare\u0026nbsp; , al costo di 3 euro a tratta.\nTaormina è una gradevola città con scorci stupendi, in cui l\u0026rsquo;attrattiva principale è il Teatro Antico\u0026nbsp; che accetta anche gli animali! Dopo aver fatto i turisti fra luoghi pieni di storia e viuzze del paese siamo scesi verso la spiaggia dell\u0026rsquo;isola Bella, poi siamo tornati al camper, questa volta in pullman, per dirigerci prima a Giardini Naxos (forse merita una sosta d\u0026rsquo;estate? d\u0026rsquo;inverno si può evitare), poi verso la spiaggia del Mulino di Acireale dove abbiamo trovato uno spiazzo per dormire tranquillamente in libera cullati dalle onde del mare.\nGiorno 3: Il giorno successivo ci siamo spostati ad Acireale, parcheggiando davanti al bar Kennedy\u0026nbsp; per assaggiare la famosa granita siciliana: super approvata! Per smaltire la colazione abbiamo deciso di visitare la città a piedi partendo da Villa Belvedere\u0026nbsp; per poi proseguire verso il centro visitando la Basilica Cattedrale Maria SS.ma Annunziata e la Basilica Collegiata di San Sebastiano. Nel pomeriggio abbiamo visitato Aci Trezza e le sue Isole dei Ciclopi, Aci Castello e il suo castello. In serata ci siamo spostati a Catania per dormire presso una struttura un po\u0026#39; fuori dalla città\u0026nbsp; .\nleggi anche Noale: un piccolo borgo a pochi chilometri da Venezia Giorno 4: Potevamo raggiungere Catania in pullman, ma abbiamo preferito spostarci con il camper e parcheggiare presso la dogana\u0026nbsp; . Un posto tranquillo, economico e vicino al centro (e all\u0026rsquo;ombra). Ci siamo persi a passeggio per la città, purtroppo non pulitissima ma affascinante. Partendo dal mercato ci siamo diretti verso la piazza con il simbolo della città ovvero la Fontana dell\u0026rsquo;Elefante, per poi proseguire lungo la via principale, via Etnea, fino a raggiungere i giardini di Villa Bellini dai quali si può godere di uan bellissima vista sull\u0026rsquo;Etna. Infine abbiamo raggiunto il Monastero dei Benedettini di San Nicolò l\u0026rsquo;Arena per poi tornare al camper.\nPrima di lasciare Catania abbiamo ordinato un fritto di pesce presso il ristorante Scirocco\u0026nbsp; . Era talmente delizioso che siamo tornati indietro per fare il bis.\nGiorno 5: ci siamo messi in marcia di prima mattina per raggiungere la Valle dei Templi\u0026nbsp; . Dopo aver trovato un comodo parcheggio all\u0026rsquo;ombra, ci siamo incamminati verso lo storico sito in compagnia dei nostri animali (tutti i cani e gatti sono ammessi purchè tenuti al guinzaglio).\nDopo la visita e dopo pranzo ci siamo diretti verso l\u0026#39;Agricampeggio Capo Scalambri\u0026nbsp; , dove siamo rimasti un paio di giorni, facendo amicizia con altri camperisti e provando al mattino le delizie portate direttamente in campeggio da un simpatico fornaio.\nGiorno 6: abbiamo raggiunto a piedi la vicina Punta Secca, famosa per la casa di Montalbano.\nGiorno 7: ci siamo spostati a Scicli, perdendoci nelle viuzze, ammirando il Commissariato di Vigata e salendo fino al Castello dei Tre Cantoni, che abbiamo trovato chiuso ma dal quale si può ammirare un\u0026rsquo;ottima vista!\nPrima di raggiungere la tappa successiva non potevamo non assaggiare il cannolo caldo numero 1 della Sicilia\u0026nbsp; : delizioso! Per noi rimane il migliore fra tutti quelli provati!\nNext stop: Ragusa. Abbiamo parcheggiato\u0026nbsp; e siamo saliti verso la parte alta della città, Ragusa Ibla, passando davanti al Duomo di San Giorgio e al Palazzo Arezzo di Trifiletti\u0026nbsp; , arrivando al Giardino Ibleo. Camminando tra mille cartelli che citavano \u0026ldquo;cannoli ripieni\u0026rdquo; ci è venuta di nuovo fame, così abbiamo provato il cannolo di Biancomangiare\u0026nbsp; , che viene riempito sul momento di ricotta. Un must se si passa da Ragusa.\nGiorno 9: nuovo giorno, nuova tappa, era la volta di Modica e del suo famoso cioccolato. Abbiamo parcheggiato gratuitamente\u0026nbsp; e visitato la città salendo fino ai vari belvedere, poi siamo spostati nel pomeriggio per visitare la spiaggia di Punta delle formiche, dove abbiamo sostato la notte in libera.\nGiorno 10: ci siamo goduti il mare la mattina per poi spostarci dopo pranzo verso Portopalo di Capo Passero e successivamente nel borgo più fotografato di questa zona: Marzamemi. Abbiamo parcheggiato alla marina\u0026nbsp; e ci siamo diretti alla volta del piccolo borghetto. Prima di tornare abbiamo fatto scorta dei prodotti tipici siciliani da Campisi\u0026nbsp; .\nGiorno 11: ci siamo diretti a Noto, famosa per la sua infiorata. Purtroppo non era il periodo giusto ma la città merita anche non in festa. Parcheggiando quasi in centro\u0026nbsp; e prima di vedere la città ci siamo diretti con decisione in un famoso bar cittadino, vuoi non provare un altro cannolo?\u0026nbsp; .\nSoddisfatti e felici abbiamo visitato la città partendo dal Palazzo Nicolaci dei Principi di Villadorata\u0026nbsp; , passando poi per la Chiesa di San Domenico e la Cattedrale di San Nicolò. Noi non abbiamo visitato il Palazzo Ducezio perché dovevamo tornare a bordo dai nostri animali, ma se hai un po\u0026rsquo; di tempo a disposizione potresti prendere in considerazione di visitarlo.\nLasciata la città ci siamo diretti a Fontane bianche, presso uno spot in libera vista mare.\nGiorno 12: colpiti dal luogo paradisiaco abbiamo decidiamo di fermarci a Fontane bianche.\nGiorno 13: ci siamo spostati verso Siracusa. Abbiamo parcheggiato\u0026nbsp; e ci siamo diretti a piedi verso l\u0026rsquo;Isola di Ortigia dove sono concentrate la maggior parte delle attrattive come le fontane di Diana e di Aretusa, la Piazza del Duomo e la Cattedrale della Natività di Maria Santissima. Ovviamente prima di iniziare avevamo bisogno di \u0026ldquo;fare benzina\u0026rdquo; quindi ci siamo fermati alla Pasticceria Artale\u0026nbsp; per degustare una brioche al pistacchio. Un tuppo (come la chiamano qui) a testa era davvero troppo, abbiamo esagerato con gli zuccheri..! Così abbiamo iniziato a camminare e visitare tutta la città!\nIn serata ci siamo spostati verso Agnone bagni per sostare in uno spot vista mare.\nGiorno 14: abbiamo dedicato l\u0026rsquo;ultimo giorno a una passeggiata in spiaggia ad Agnone bagni, per poi procedere in serata a prendere il traghetto da Messina in direzione Reggio Calabria.\nIn Breve Giorno 1: Messina\nGiorno 2: Sant\u0026rsquo;Alessio Siculo, Taormina e Giardini Naxos\nGiorno 3: Acitrezza, Acireale e Aci Castello\nGiorno 4: Catania\nGiorno 5: Valle templi\nGiorno 6-7: Punta secca\nGiorno 8: Scicli e Ragusa Ibla\nGiorno 9: Modica e Punta delle formiche\nGiorno 10: Portopalo di Capo Passero e Marzamemi\nGiorno 11: Noto e Fontane bianche\nGiorno 12: Fontane bianche\nGiorno 13: Siracusa\nGiorno 14: Agnone bagni, Messina\nViva i dolci siciliani! Quando si parla di Sicilia non si può non parlare della sua cucina!. Da buoni golosoni la nostra attenzione si è focalizzata di più sui dolci ed eccoti quindi 4 consigli che ci fanno ancora venire l\u0026rsquo;acquolina in bocca pensando alla Sicilia, oltre a un posticino dove gustare pesce cucinato a regola d\u0026rsquo;arte.\n1 Granita siciliana Al bar Kennedy\u0026nbsp; ad Acireale abbiamo assaggiato una delle granite siciliane più buone!\n2 Brioche pistacchio Se passi da Siracusa devi assolutamente provare la brioche al pistacchio della Pasticceria Artale\u0026nbsp; per una colazione bella carica!\n3 Il cannolo caldo di Cannolia Se passi da Sicli devi assolutamente provare il cannolo caldo numero 1 della Sicilia\u0026nbsp; : delizioso!\n4 Il miglior cannolo della Sicilia Nel 2023 ha vinto il premio per il miglior cannolo siciliano e se lo merita tutto! Il cannolo del Caffè Sicilia\u0026nbsp; a Noto è veramente meritevole!\n5 Lo street food di Catania Proprio a due passi dal mercato cittadino è possibile gustare dell\u0026rsquo;ottimo street food, cucinato dalla brigata dello Scirocco\u0026nbsp; ! Noi abbiamo ordinato un fritto di pesce: veramente delizioso, tanto da tornare indietro per fare il bis.\nLe nostre mappe ","country":"Italia","date":"luglio 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1688991540/Articoli/Sicilia/sicilia-vista-mare_r1glpo.jpg","permalink":"/blog/sicilia-camper-itinerario-viaggio/","title":"Sicilia in camper: il nostro itinerario e qualche consiglio culinario"},{"categories":["Cucina"],"contents":"Qual è la nostra colazione preferita in Francia? Non ce ne vogliano gli amanti del croissant, per noi vince senza dubbio alcuno il pain au chocolat, anche chiamato chocolatine a sud ovest del paese.\nEbbene sì, e amiamo un dolce che “letteralmente” vale meno. La ricetta del pain au chocolat infatti non ha una storia antica come il pain aux raisins o la tradizionalissima brioche e non esistono documenti che ne attestino l’effettiva invenzione.\nPremio nobel al cioccolato a chi l\u0026rsquo;ha inventato Anche se a me pare strano che a nessun vecchio boulanger sia apparso in sogno un pan au chocolat, sembrerebbe proprio che il famoso dolce sia semplicemente un\u0026rsquo;evoluzione del croissant, nella forma e nel contenuto. Addirittura il nome potrebbe derivare da “Schokoladencroissant”, un dolce a forma di mezzaluna importato da August Zang, ex militare dell\u0026rsquo;esercito imperiale austriaco, quando questi aprì una pasticceria a Parigi. Se così fosse si potrebbe dare ragione alle regioni occitane e al nome chocolatine, ma la discussione in tutta la Francia rimane aperta e tesa.\nNon per noi!\nDateci un mattonino di farina, burro, zucchero e cioccolato e nessuno si farà male!\nSeriamente, come fare a resistere al classico saccottino sfogliato farcito con stecche di cioccolato fondente?\nNon abbiamo trovato risposta, solo briciole a farci da complici.\nPrepariamo i pain au chocolat a bordo del camper Follia!\nMi ci vedete a improvvisare una planetaria con la ciotola riciclata da casa, il gatto che salta colpendo granelli di farina come se fossero mosche, il burro da stendere che resta appiccicato sulle dita, le dita che si appiccicano alla coda del cane che arriva scodinzolando perché fuori si sente solo.. ah era cioccolato non peli di rottweiler, pardon! Per non parlare delle pieghe dell’impasto, praticamente meno delicate delle acrobazie che a questo punto avremmo dovuto compiere per creare i fagottini sul piano di cottura grande quanto un tagliere e cuocerli.\nCuocerli, giusto. In forno. Quale forno? Il van intero, che domande! Quello che si surriscalda quando siamo tutti e quattro a bordo e accendiamo il fornello del gas da 4 cm di diametro e preghiamo che il caffè venga su in fretta! Sto ancora sognando o siamo travestiti da 4 pain au chocolat?\nEcco la miglior ricetta! Bugia. Avrei potuto copiare brutalmente la ricetta da qualcuno che li ha cucinati per davvero. O che almeno ci ha provato. O che potrebbe averla copiata a sua volta! Che problema c’è, suvvia! Non credo che un pain au chocolat a questo punto possa rimanergli sullo stomaco!\nInsomma. Non ho la ricetta semplice perché semplici da preparare non sono. Noi al mattino abbiamo fame, quindi per la seconda colazione ben vengano le boulangerie-patisserie!\n\u0026ldquo;Bonjour, vorrei un chocolatine o un pan au chocolate.. insomma.. mi dia quello che tanto se lo indico non si offende!\u0026rdquo;\nBon appetit!\nPrima di lasciarci, tu sei team chocolatine o croissant?\n","country":"Francia","date":"luglio 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1688826166/Articoli/Cibo/pain-au-chocolat_kuar6y.jpg","permalink":"/blog/pain-au-chocolat-o-chocolatine-la-miglior-colazione/","title":"Pain au Chocolat o Chocolatine..? Per noi il fagottino al cioccolato è la miglior colazione"},{"categories":["Viaggio in Danimarca","Itinerari","Camper"],"contents":"Il viaggio in Danimarca in camper è stato il nostro primo viaggio lungo dopo pochi weekend trascorsi in giro per il Piemonte. Alcuni hanno pensato che fossimo folli, mentre noi ci siamo divertiti un sacco. Abbiamo dormito 29 notti in libera, caricato e scaricato le acque senza problemi in soste apposite trovate quasi sempre in autostrada oppure vicino alle cittadine.\nÈ un viaggio che abbiamo amato per tanti motivi: era la nostra prima avventura \u0026ldquo;lunga\u0026rdquo;, le persone del luogo si sono rivelate gentilissime, i luoghi da visitare sono spettacolari. Abbiamo speso 2000 euro in totale, comprensivi di qualsiasi uscita, per un mese in camper in Danimarca. Partiamo, o meglio se parti dopo aver letto questo articolo mandaci una foto che ci farebbe davvero piacere!\nTabella dei contenuti Itinerario Dall'Italia alla Danimarca Itinerario della Danimarca Ritorno a casa attraverso la Foresta Nera In Breve Strade Servizi e soste Viaggiare con il proprio animale Le nostre mappe Itinerario L\u0026rsquo;itinerario è diviso in tre parti:\nDall\u0026rsquo;Italia alla Danimarca attraverso la Svizzera e la Germania [Durata 4 giorni] Il nostro itinerario della Danimarca [Durata 21 giorni] Rientro a casa attraverso la Foresta Nera [Durata 4 giorni] Dall\u0026rsquo;Italia alla Danimarca Giorno 1: siamo partiti da Torino in direzione Chiasso. Abbiamo trovato traffico intenso in zona Como per alluvioni e lavori in autostrada, cenato velocemente in area sosta verso le 21 prima di passare il San Gottardo, sfruttato la luce estiva per superare la Svizzera e arrivare dritti a Friburgo in Brisgovia all\u0026rsquo;una di notte! Fortunatamente abbiamo pernottato vicino ad altri van in una tranquilla zona residenziale.\nGiorno 2: dopo colazione ci siamo diretti a piedi verso il centro cittadino raggiungibile in una ventina di minuti, ammirando lo stile architettonico tipico della zona e le strade piacevolmente pulite intervallate da piccoli canali.\nattenzione: la tradizione narra che se si inciampa in uno di questi canali ci si sposi con un cittadino/a di Friburgo!\nConcediti il tempo di osservare i particolari delle insegne dei negozi, i muri dei vicoli interni ricoperti da murales particolari. Tutto a Friburgo è curato e colorato. Noi ci siamo poi diretti verso il parco dal quale si può ammirare la città dall’alto, che volendo è raggiungibile anche con la funicolare. Rientrati nelle vie del centro, siamo tornati alla piazza del Monastero, che ospitava il mercato del sabato mattina. Alle 15 siamo ripartiti in direzione Rottweil. Il paesino è piccolo e tranquillo, con graziose casette colorate e decorazioni sulle insegne dei negozi. Purtroppo di sabato pomeriggio era quasi tutto chiuso. Abbiamo così ripreso il nostro viaggio lasciando la zona della Foresta Nera e Renania per un viaggio futuro. Un incidente sulla strada, complice la fame e la stanchezza, ci hanno fatto compiere una deviazione e ci siamo fermati in uno spot nelle campagne limitrofe per cenare e guidare successivamente ancora un’oretta.\nGiorno 3: ci siamo svegliati con la pioggia e abbiamo deciso di partire subito direzione Wurzburg. La domenica in città non si paga il parcheggio per cui abbiamo posteggiato direttamente sul fiume vicino al ponte “alte mainbrucke”, da cui si possono raggiungere seguendo un percorso segnalato la Residenz, il palazzo barocco patrimonio Unesco con i suoi giardini puliti e curati, e dopo 40 minuti di passeggiata la Fortezza \u0026ldquo;Festung Marienberg\u0026rdquo; in cima alla collina. La vista dall’alto della città è veramente sorprendente, soprattutto pensando che la metà era stata rasa al suolo da un bombardamento avvenuto nel 1945. Meritano una visita i vicini giardini, pieni di statue e aiuole decorate. Dopo Wurzburg abbiamo deciso di fermarci a Giften, in un posteggio affacciato direttamente sul lago, meraviglioso!\nGiorno 4: dopo una bella passeggiata mattutina siamo ripartiti direzione Brema e abbiamo parcheggiato gratuitamente nei pressi dello stabilimento della Becks da dove, attraversando un ponte, abbiamo raggiunto direttamente il centro del paese. Ci siamo diretti in Bottcherstraße richiamati dal profumo di caffè tostato (qui infatti venne creato il caffè decaffeinato dell\u0026rsquo;azienda Hag), poi nella piazza centrale per vedere la statua dei musicanti di Brema, abbiamo comprato del cioccolato nel famoso negozio “Hachez” e ci siamo spostati prima verso il quartiere Schnoor, dove un tempo vivevano i marinai della città, e poi a Das Viertel, il quartiere degli artisti disseminato di murales e casette colorate. Abbiamo lasciato la città per andare a dormire al lago di Bistensee, poco prima dell’ultima tappa tedesca.\nItinerario della Danimarca Giorno 5: siamo ripartiti in direzione Flensburg per fare spesa e benzina, abbiamo raggiunto una vicina area di carico e scarico e poi abbiamo attraversato il confine, senza essere fermati alla dogana. Prima tappa danese: Tonder! Qui abbiamo subito ammirato le casette colorate e ordinate, con nessuna tenda alle finestre ma candele e oggetti di decoro. Ci siamo poi spostati a Mogeltonder in area sosta, in un paesino che ci ha accolti con un viale in ciottoli tutto alberato e casette con tetto in paglia e mattoni a vista. Davvero un piccolo gioiellino. Butta un occhio davanti alle abitazioni, potresti trovare delle piccole cassettine in cui prendere delle marmellate fatte in casa.\nGiorno 6: abbiamo approfittato dell’apertura mattutina per visitare la chiesa di Mogeltonder che possiede l’organo più antico della Danimarca e interni curati con affreschi su tutta la volta. Siamo ripartiti in direzione isola di Rømo, che si può raggiungere tramite una lingua di terra che ospita anche una pista ciclabile: nota lodevole al servizio di pista ciclabile esteso per tutto il Paese. Dopo una piccola sosta da Otto \u0026amp; Ani’s Fisk\u0026nbsp; per gustare un panino farcito con gamberetti direttamente sul porto, abbiamo proseguito verso la vicina spiaggia di Sønderstrand per poi andare a pranzare a Lakolk. Qui si può parcheggiare direttamente sulla spiaggia: fai solo attenzione a seguire le orme di altri camper e a non rimanere bloccato nella sabbia!\nCi siamo riposati un paio d’ore godendoci la giornata di sole e ci siamo diretti verso Ribe, la più antica città della Danimarca. Il centro è un dedalo di stradine con casette storte e colorate, un\u0026rsquo;atmosfera davvero rilassante: ormai abbiamo capito che qui è tutto curato nei minimi dettagli e verrebbe voglia di entrare in casa con loro a leggere un bel libro su quelle invitanti poltroncine. Molto grazioso il piccolo porticciolo dove è attraccata la Johanne Dan\u0026nbsp; , un antica barca a vela progettata con lo scafo piatto per poter navigare fra le acque basse di Ribe. Questa città venne devastata in passato dalle inondazioni ed ancora oggi i suoi abitanti sono obbligati ad evacuare in certe situazioni. Ci sarebbe stato da visitare il museo vichingo o partecipare alla ronda serale ma abbiamo decido di guadagnare chilometri e abbiamo sostato sulla costa, con vista su uno spettacolare tramonto.\nGiorno 7: ci siamo svegliati con una fresca pioggerella e siamo ripartiti verso le statue “men by the sea”\u0026nbsp; , quattro omoni bianchi affacciati sul mare, che si trovano a Esbjerg. La strada da qui in poi è diventata un susseguirsi di casette basse, collinette e prati fino a Hvide Sande e al faro di Lyngvig. Dune, sabbia, mare, vento, cielo azzurro.\nAbbiamo pranzato in un parcheggio per kitesurfers affacciato sul fiordo di Ringkobing e poi ci siamo spostati per visitare a 10 km il paesino e il caratteristico porticciolo con case di pescatori a contrasto con casette moderne. Abbiamo proseguito verso Thyborg, dove si possono ammirare la \u0026ldquo;sneglehuset\u0026rdquo;, una casa interamente ricoperta da conchiglie, il museo marittimo e il museo a cielo aperto commemorativo della guerra dello Jutland del 1916. Ultima tappa della giornata il faro di Bovbjerg, che con il suo colore rosso contrasta perfettamente con il cielo blu e la spiaggia alla base delle scogliere. Ci siamo fermati per ammirare il panorama, poi ci siamo spostati a dormire al fiordo di Lemvig.\nGiorno 8: dopo una notte movimentata causa vento forte abbiamo fatto due passi per la cittadina lungo il porticciolo e siamo ripartiti direzione Rubjerg knude Fyr, il faro a picco sul mare incastonato fra le dune, che nel 2015 è stato spostato poiché data l’erosione della costa rischiava di crollare in mare! Si raggiunge dal parcheggio camminando nella sabbia per una ventina di minuti: non avere timore di lasciare le tue scarpe lungo il ciglio della strada perché le ritroverai sicuramente. Dopo aver ammirato il faro ci siamo spostati al Rubjerg Mile, vero e proprio deserto di sabbia, dove si può correre da una duna all’altra. Era una giornata di sole spettacolare. Penultima tappa “den tilsandende kirke” , la chiesa che era stata letteralmente mangiata dalla sabbia e di cui ora si può ammirare solo più il campanile.\nRaggiunta la vicina Skagen ci siamo poi diretti a Grenen, il punto più a nord della Danimarca, dove si uniscono i due mari. Una bella passeggiata di mezz’ora per andare a vedere qualche impavido nuotatore che si buttava nella corrente e poi abbiamo di andare a cercare uno spot per la notte da cui ammirare anche un bellissimo tramonto.\nGiorno 9: abbiamo salutato il mare affacciandoci dalla duna e siamo ripartiti in direzione Frederikshawn: il paese non ci ha emozionati ma abbiamo fatto volentieri una passeggiata nel giardino botanico a 4km dal centro, dove con nostra gioia siamo riusciti ad avere un incontro ravvicinato con alcuni cervi che vivono tranquillamente nel parco. Abbiamo poi raggiunto la vicina Saeby e passeggiato nella piccola stradina centrale, tra casette basse e colorate e giardini ben curati. Tappa successiva il \u0026ldquo;cimitero vichingo di Aalborg\u0026rdquo;, con circa 700 tombe disposte su di una collinetta. Molto suggestivo. Purtroppo ha iniziato a piovere fino a grandinare per cui siamo stati costretti a vedere la città di corsa, con il suo lungo fiume riqualificato con edifici moderni e le viuzze interne in ciottoli e mattoni colorati. Abbiamo caricato e scaricato in autostrada e ci siamo fermati a Hobro, sul molo del fiordo di Mariager, giusto in tempo per una foto al tramonto prima che riprendesse a piovere.\nGiorno 10: abbiamo visitato la vicina Mariager sotto l\u0026rsquo;ombrello e acquistato una girella alla cannella e del pane di segale. Ci siamo spostati a Ebeltoft per pranzare al porto. Nelle vicinanze si trova una nave visitabile oppure si può passeggiare nell’Aldegade, la via principale con negozi e botteghe. Dato che aveva ripreso a piovere ci siamo diretti ad Aarhus. Incastonata tra i palazzi si trova la via più antica, con caratteristiche casette colorate. La zona del porto invece è un’esplosione di modernità, con i suoi grattacieli ed il complesso “iceberg”, davvero un notevole contrasto. Il meteo ci ha regalato una tregua al tramonto, per cui abbiamo deciso di visitare “den gamble by” in orario di chiusura: si tratta di una riproduzione fedele della città dal 1800 ai giorni nostri, con palazzi perfettamente ricostruiti. In orario di apertura si possono vedere i locali aperti ed alcuni figuranti in abiti d’epoca. Noi l\u0026rsquo;abbiamo visitata con poche altre persone e ne abbiamo ammirato comunque il fascino. Per dormire ci siamo spostati di pochi km, direttamente affacciati sulla spiaggia e sul mare.\nGiorno 11: abbiamo visitato di prima mattina l’Infinite bridge, un ponte circolare sul mare che dà idea appunto di poter camminare all’infinito sul mare e ci siamo diretti al museo d’arte contemporanea Aros: i suoi 10 piani sono ispirati alla divina commedia, per cui partendo dal 10° piano, formato da uno specchio colorato ad arcobaleno che si affaccia a 360 gradi sulla città, che rappresenta il paradiso, siamo scesi visitando tutte le mostre presenti fino al piano 0. Lasciata la città sotto la pioggia ci siamo diretto verso Ry e Silkeborg, a nostro avviso due posti da tralasciare a meno che non ti interessi una visita all’acquario “Aqua”. Bellina la piccola foresta attraversata per arrivarci, un gioco di luci fra alberi e muschio. Siamo arrivati verso le 17 a Legoland\u0026nbsp; per chiedere informazioni sull’ingresso gratuito a mezz’ora dalla chiusura, ma abbiamo scoperto che l’hanno eliminato da qualche anno. Abbiamo cercato parcheggio vicino ad un’enorme area cani dove far divertire Olimpia e passare la notte.\nGiorno 12: ci siamo svegliati con le candeline per festeggiare il primo compleanno di Sakè, il nostro gatto, poi ci siamo diretti a Legoland: tieni presente che alle 10 del mattino si trovano già tantissime persone davanti all\u0026rsquo;ingresso, per questo ti consigliamo l’acquisto online, anche del biglietto del parcheggio che viene stornato all’uscita.\nLa zona di Miniland è davvero fantastica, paesi riprodotti nel dettaglio, con treni, aerei, palazzi, scene di vita umana. Tutto il contorno è un susseguirsi di giostre in stile Gardaland. Gli animali sono ammessi nel parco ma ovviamente non negli spazi chiusi, per cui abbiamo consumato il nostro pranzo al sacco in uno dei tanti tavolini adibiti a picnic (volendo ci sono più possibilità per mangiare all’interno) e siamo rientrati in camper, giusto in tempo prima che iniziasse un diluvio che non ci ha abbandonati fino a notte fonda. Per strada abbiamo fatto tappa a Jelling, meta di pellegrinaggio danese dove si trovano antiche rune, e Fredericia, per approfittare di una lavanderia a gettoni. L’idea era di fermarsi sulla spiaggia per la notte ma dato il meteo abbiamo deciso di guadagnare tempo dirigendoci verso Odense e dopo aver caricato e scaricato in autostrada ci siamo fermati in un posticino tranquillo, con una piccola chiesa affacciata sul lago.\nGiorno 13: Odense è la cittadina madrepatria dello scrittore Andersen e la maggior parte dei musei sono a lui dedicati. Il centro è un cantiere a cielo aperto, per cui abbiamo dedicato una visita alla parte vecchia, sbirciando nel carinissimo negozio di antiquariato di Kramboden, tra le casette colorate del quartiere della casa natale del celebre scrittore, e facendo due passi nel parco. Da Odense ci siamo diretti a Faaborg, pranzando vista porto, passeggiando nella piccola via pedonale e acquistando friskadelles (crocchette) di tonno e salmone da Rogeri prima di partire: buonissime! Il nostro aperitivo in attesa del traghetto che da Svedenborg\u0026nbsp; ci ha portati sull’isola di Aerøskøbing. Avremmo potuto prenderlo direttamente da Faaborg, ma purtroppo i biglietti erano esauriti. Approdati sull’isola ci siamo diretti al parcheggio giusto in tempo per ammirare il tramonto affacciati sulle casette colorate.\nGiorno 14: abbiamo dedicato la mattinata alla visita della piccola cittadina, un vero gioiellino con le sue porte e casette colorate, acquistato pesce affumicato, approfittato del sole per riscaldarci dopo la pioggia degli ultimi giorni e messo a mollo i piedi, osservando ed ammirando i temerari che invece si tuffavano senza remore.\nGiorno 15: abbiamo deciso di dedicare un po’ di tempo alla scoperta dell’isoletta, quindi abbiamo visitato al mattino Mastral, dove si trovano ancora alcune casette colorate affacciate sul mare, poi ci siamo spostati per pranzare vista oceano in un posto dove non abbiamo incontrato anima viva. Tirava parecchio vento, per cui verso le 16 ci siamo spostati al faro di Soby per poi tornare al nostro posto sul mare ad Aeroskobing. Tre tramonti in quel luogo ci hanno riempito occhi e cuore di meraviglie.\nGiorno 16: al mattino tutto apriva un po’ tardi per cui abbiamo bevuto un caffè sul camper dopo aver ripercorso le stradine colorate, in attesa del traghetto che ci avrebbe riportati a Svenborg. Qui, complice il freddo, abbiamo deciso di partire alla volta del castello di Egeskov slot\u0026nbsp; . Per strada è iniziato un temporale abbastanza violento, quindi abbiamo temporeggiato nel parcheggio e acquistato i biglietti online (costano poco meno). Il castello è curato e ricco di dettagli e anche gli esterni sono davvero degni di nota: vari labirinti, un giardino di dalie, alberi secolari, il roseto, giochi per bambini, ponte tibetano e vari musei di automobili e mezzi di trasporto d’epoca, con una selezione anche per il camping. Merita almeno spenderci un paio d’ore. Nel primo pomeriggio siamo partiti in direzione Copenhagen.\nAbbiamo incontrato alcuni lavori per strada, attraversato il famoso ponte sospeso lungo circa 18 km, davvero affascinante, e raggiunto la capitale. Era sabato sera per cui il parcheggio era gratuito fino a lunedì mattina. Abbiamo parcheggiato vicino al giardino di Tivoli\u0026nbsp; e dopo una sgambettata con gli animali abbiamo visitato il famoso parco giochi. Luci e ristoranti la fanno da padroni. Il vero spettacolo, oltre ai giochi di luce, è il finale pirotecnico di 5 minuti circa (se riesci accaparrati una sedia a sdraio e accomodati!).\nGiorno 17: ferragosto in città è significato poca gente, negozi e gallerie mezzi chiusi e traffico auto notevole. Abbiamo comunque camminato per 22 km circa tra Stroget, la via centrale dello shopping per poi vedere il palazzo di Rosenborg\u0026nbsp; e quello di Christiansborg\u0026nbsp; , il canale Nyhavn, la statua della Sirenetta e il Kastellet, Frederiks Kirke, fino poi ad arrivare allo skate park di Vesterbro. Purtroppo dobbiamo ammettere che Copenhagen ci è piaciuta molto meno rispetto a tutto il resto del paese.\nGiorno 18: abbiamo dedicato la mattinata a Christiania e alla zona delle biblioteche, per poi spostarci per pranzo a Reffen, lo street food sul canale. Pioveva a dirotto, abbiamo raggiunto Dragor, piccolo paesino di pescatori con casette gialle e tetti in paglia ma siamo riusciti giusto a vedere la via principale. Il meteo non era dalla nostra parte e abbiamo proseguito a nord verso Helsingor per fermarci sulla costa.\nGiorno 19: ha diluviato tutta la notte e ci siamo svegliati con 13 gradi sotto la pioggia. Abbiamo visitato il castello di Amleto\u0026nbsp; , luogo pieno di fascino. Interessante la mostra sui costumi dell’epoca. Il paesino è carino ma la pioggia ci stava demoralizzando così siamo ripartiti in direzione isola di Mon. Il maltempo ci ha accompagnati lungo tutta la strada, fino a regalarci un bellissimo arcobaleno nel parcheggio a Stege. Tirava un vento fortissimo per cui abbiamo deciso di non fermarci al porto ma di rintanarci in un altro parcheggio dove passare la notte tranquilli.\nGiorno 20: Stege ha una viuzza carina piena di negozietti interessanti e un\u0026rsquo;ottima panetteria-pasticceria dove rifocillarci. Quel giorno stavano chiudendo tutte le strade del centro per un evento per cui abbiamo dovuto spostarci sul porto e siamo rimasti rintanati in camper per il troppo vento e raffiche di pioggia. Verso le 17 abbiamo deciso di spostarci sull’isolotto più a nord e di andare a dormire sulla costa a nord est.\nGiorno 21: abbiamo passeggiato fra le casette indisturbate e siamo rimasti sulla spiaggia fino al pomeriggio. Ci siamo diretti alla galleria Borre 326 (ora chiusa definitivamente ma le suo opere possono esser acqusitate presso la galleria Liza di Stege\u0026nbsp; ) per acquistare un quadro visto a Stege che ci aveva molto colpiti. Complice il vento molto forte abbiamo deciso di fermarci in un parcheggio non distante.\nGiorno 22-23: nella mattinata abbiamo visitato le scogliere di Møn. Armati di pazienza in quanto i 500 scalini per scendere alla spiaggia verranno ripagati da una bella vista. Da lì ci siamo spostati verso uno spot non molto distante in riva al mare dove ci siamo fermati a riposare per qualche giorno. Solo il rumore delle onde del mare, una vista meravigliosa, il vento, le passeggiate in campagna.\nGiorno 24: ci siamo spostati verso Rodby, comprando del pane fresco e una fetta di pizza in una bakery italiana\u0026nbsp; . Qui ci siamo goduti l’ultimo tramonto danese sulla spiaggia e siamo fuggiti l’indomani mattina da un’invasione di zanzare e moscerini.\nRitorno a casa attraverso la Foresta Nera Giorno 25: abbiamo raggiunto Rødbyhavn per prendere il traghetto e sbarcare in Germania\u0026nbsp; a Puttgarden. Abbiamo sostato sulla costa tedesca per pausa pranzo poi siamo arrivati a Lubecca: bella, accogliente, pulita con i suoi bellissimi palazzi colorati lungo il fiume e i numerosi cortili interni. Ci siamo spostati a Luneburgo per la notte.\nGiorno 26: abbiamo visitato Luneburgo al mattino: piccole stradine curate, tipici palazzi con le facciate ben tenute, una cittadina che ci è sembrata molto a misura d’uomo. Siamo ripartiti attraversando alcuni tratti molto suggestivi circondati solo da distese di alberi e siamo arrivati nel tardo pomeriggio nel centro di Francoforte sul Meno, giusto in tempo per goderci il tramonto sullo skyline e ammirare uno sfondo un po’ diverso. Molto bella la passeggiata lungo fiume, la piazza con il palazzi d’Epoca, la zona della casa di Goethe e tutto il parco che si staglia all’ombra dei grattacieli. Non ci siamo però fermati in città per avvantaggiarci e avere tempo di visitare un pezzo di foresta nera.\nGiorno 27: abbiamo raggiunto Baden-baden visitandola in mattinata: molto curata e pulita la zona del casinò e tutta la passeggiata lungo fiume per arrivare al roseto. Un bel posticino, peccato non avere molto tempo per approfittare delle terme. Abbiamo imboccato la B500 che attraversa la foresta nera fino a fermarci a Alpirsbach, dove abbiamo acquistato qualche cioccolatino alla birra, fino a raggiungere Haslach im Kinzigtal, dove abbiamo cenato bevendo della buonissima birra.\nGiorno 28: abbiamo raggiunto Triberg, il paese con gli orologi a cucù visitando la casa dei 1000 cucù, davvero dei lavori sorprendenti se si pensa che ogni dettaglio viene realizzato a mano. Abbiamo decido di saltare la visita alle cascate dato il maltempo e ci siamo consolati comprando una fetta della famosa torta della foresta nera, dal nome impronunciabile.\nGiorno 29: ci siamo svegliati con 10 gradi e avvolti dalla nebbia. Tutt’intorno al parcheggio iniziavano delle belle camminate in montagna per cui ci siamo avventurati senza allontanarci troppo. Dopo pranzo è spuntato il sole e abbiamo deciso di visitare il lago Titisee, percorrendone il perimetro in un paio d’ore. Davvero una bella chiusura di vacanza. Abbiamo sostato poco prima del confine per sfruttare ancora il roaming dati e l’indomani rientrare in Italia, sostando prima a Berna per un saluto ad amici e poi attraversando il tunnel del Gran San Bernardo fino a raggiungere Torino e correre a cercare una pizzeria aperta.\nIn Breve Giorno 1-2: Friburgo in Brisgovia e Rottweil\nGiorno 3: Wurzburg\nGiorno 4: Brema\nGiorno 5: Tonder\nGiorno 6: Mogeltonder, Lakolk e Ribe\nGiorno 7: Esbjerg, Hvide Sande e il faro di Lyngvig, il faro di Bovbjerg\nGiorno 8: Rubjerg knude Fyr, il deserto di Rubjerg Mile, la chiesa di Den tilsandende kirke, Skagen e Grenen\nGiorno 9: Frederikshawn, Saeby, cimitero vichingo di Aalborg, Hobro e il fiordo di Mariager\nGiorno 10: Mariager, Ebeltoft, Aarhus\nGiorno 11: Aarhus\nGiorno 12: Legoland, Jelling e Fredericia\nGiorno 13: Odense, Faaborg, isola di Aerøskøbing\nGiorno 14-15: isola di Aerøskøbing\nGiorno 16: castello di Egeskov slot\nGiorno 17-18: Copenhagen\nGiorno 19: Helsingor, il castello di Amleto\nGiorno 20-21: Stege e dintorni\nGiorno 22-23: scogliere di Møn\nGiorno 24: Rodby\nGiorno 25: Rødbyhavn, Puttgarden, Lubecca\nGiorno 26: Luneburgo, Francoforte sul Meno\nGiorno 27: Baden-baden, foresta nera, Alpirsbach e Haslach im Kinzigtal\nGiorno 28: Triberg\nGiorno 29: lago Titisee, Berna\nStrade In tutta la Danimarca abbiamo trovato le strade in condizioni perfette e l’autostrada non si paga. Sono a pagamento invece i traghetti e i ponti, questi ultimi a seconda della lunghezza e dimensione del mezzo.\nServizi e soste Noi non abbiamo avuto alcun problema per la sosta in libera, rispettando sempre le regole di ogni luogo.\nViaggiare con il proprio animale Per viaggiare in Europa con il proprio animale occorre avere: passaporto microchip vaccinazione antirabbica in corso di validità Controlla, se il tuo animale appartiene a una razza particolare, che sia ammesso in paese. Ti consigliamo di prestare sempre attenzione nei luoghi affollati perché le persone potrebbero avere timore, motivo per cui noi giriamo sempre con i nostri animali al guinzaglio. In parecchi casi è richiesta la museruola, ti consigliamo di tenerla a portata di mano. Ti consigliamo di portare con te una ciotola (noi usiamo questa che si appende comodamente allo zaino) e una borraccia con acqua se la giornata è particolarmente afosa. Una cosa che renderà felici i tuoi fidi animali è la presenza di enormi aree cani! A differenza di quelle italiane che sono dei piccoli fazzoletti di terra spesso maltrattati e sterrati qua sono enormi prati verdi con cespugli, alberi e sentieri da percorrere!\nLe nostre mappe ","country":"Danimarca","date":"luglio 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1688671509/Articoli/Danimarca/danimarca-faro_glgvqv.jpg","permalink":"/blog/viaggio-danimarca-in-camper/","title":"Danimarca in camper: il nostro itinerario"},{"categories":["Spagna in Camper","Itinerari in Camper"],"contents":"Abbiamo visitato l\u0026rsquo;Andalusia in due step, la prima volta a inizio gennaio 2023 e la seconda a giugno 2023, una volta rientrati dal Marocco . In entrambi questi periodi è più facile trovare posti in cui sostare in libera, anche se quando siamo tornati in Europa abbiamo trovato più cartelli di divieto. In estate non assicuriamo di riuscire a trovare facilmente luoghi in cui sostare.\nA gennaio siamo arrivati in questa regione spagnola direttamente dal Portogallo, visitandone una parte. Abbiamo amato alcune particolarità dell\u0026rsquo;Andalusia, mentre altre (soprattutto le località turistiche sulla costa) a noi non sono granché piaciute. In questo articolo non riporteremo tutto il nostro diario quotidiano dal momento che siamo stati un mese in questa regione per motivi lavorativi e familiari, ma ti porteremo comunque con noi da Siviglia a Granada, attraverso i caratteristici paesini bianchi, avventurandoci al Caminito del Rey, scoprendo luoghi storici inaspettati e addentrandoci un po\u0026rsquo; anche nell\u0026rsquo;entroterra, dandoti un paio di possibilità in fatto di itinerari. Vamos!\nTabella dei contenuti Itinerario Itinerario verso Malaga e Granada, con tappa al Caminito del Rey Itinerario verso Ronda, Setenil e Cordova In Breve Itinerario 1 Itinerario 2 Informazioni utili Strade Servizi e soste Viaggiare con il proprio animale Considerazioni e tappe imperdibili Le nostre mappe Itinerario Le tappe che ti elenchiamo sono state tutte raggiunte a bordo del nostro piccolo van ma puoi effettuarle anche in moto, auto o con un mezzo più grande. Ti segnaliamo solo di prestare attenzione alla lunghezza del tuo camper nel caso volessi raggiungere alcune località come ad esempio Mijias Pueblo o il Caminito del Rey passando da Alora.\nSe vuoi leggere il nostro itinerario in breve lo trovi direttamente cliccando qui, mentre se vuoi sapere le nostre considerazioni e quali tappe riteniamo imperdibili puoi farlo cliccando qua.\nGiorno 1: entrando in Andalusia arrivando dal Portogallo la nostra prima meta è stata El Rochio, piccolo borgo caratteristico immerso nel Parco Nazionale di Doñana, famoso per la Romeria del Rocio (che si celebra la Domenica di Pentecoste) quando diviene un luogo di pellegrinaggio nel quale si riuniscono un milione di devoti. Sosta in libera sulla costa.\nGiorno 2-3: ci siamo spostati a Santiponce, a 15 km da Siviglia, per scoprire il centro archeologico romano di Italica e il Santuario di San Isidoro, entrambi piacevoli e gratuiti da visitare. Al centro Italica Oil abbiamo fatto rifornimento di gasolio a un prezzo davvero conveniente.\nleggi anche Playa Bolonia: una delle spiagge più belle dell’Andalusia Successivamente ci siamo spostati a Siviglia, in un parcheggio gratuito a mezz\u0026rsquo;ora piedi dal centro città, che abbiamo subito raggiunto per passeggiare fra le sue vie attraversando il ponte dal quartiere Triana, per arrivare in Piazza di Spagna e ammirare ogni centimetro cubo della sua meravigliosa architettura. Ci siamo poi diretti all\u0026rsquo;Università, alla Cattedrale e alla Giralda perdendoci per le vie di Santa Cruz, abbiamo dato un\u0026rsquo;occhiata all\u0026rsquo;Archivio generale delle Indie e ci siamo spostati al Setas per osservare da fuori la costruzione del centro commerciale e della sua passerella. Sosta in libera. L\u0026rsquo;indomani abbiamo di nuovo raggiunto a piedi il centro città o Casco Antiguo, visitando in mattinata l\u0026rsquo;Alcazar (per il quale ti consigliamo di comprare con anticipo i biglietti qui\u0026nbsp; ), il celebre palazzo reale con i suoi giardini, e perdendoci poi per le calle mangiando empanadas, prima di tornare al van e spostarci verso Chipiona. Notte affacciati sulla costa in libera.\nGiorno 4-5: abbiamo visitato Chipiona per poi dirigerci verso Cadice. Per la notte abbiamo preferito un parcheggio un po\u0026rsquo; fuori città affacciato sulla costa, mentre di giorno ci siamo spostati verso il centro. Complice il maltempo, la nostra visita è stata abbastanza rapida, ma siamo comunque riusciti a passeggiare per le calle, raggiungendo il teatro romano, la Cattedrale, playa de La Caleta, il Castillo de Santa Catalina, Parco Genoves e il Ficus centenario nel giardino Clara Campoamor.\nGiorno 6-7: giunti a Conil de la Frontera abbiamo prima ammirato la costa a nord del piccolo paesino, poi ci siamo persi in una passeggiata fra le casette bianche, animate nel nostro caso dalla sfilata dei Los Reyes Magos, la famosa festa celebrata un tempo molto più del Natale. Ogni anno in questa giornata si possono ammirare sfilare in ogni paesino figuranti vestiti da Re Magi, in una delle feste più celebri del paese.\nGiorno 8: un altro paesino caratteristico e molto piacevole da visitare anche per la posizione collinare è Vejer de la Frontera. Non distante ti consigliamo una visita a El Palmar, una spiaggia molto bella presa d\u0026rsquo;assalto dagli amanti del surf e che regala tramonti mozzafiato.\nGiorno 9: sulla strada verso Tarifa ti consigliamo vivamente una sosta a Playa Bolonia. Qui puoi fare bellissime passeggiate e visitare gratuitamente un sito archeologico romano, Boelo Claudia, che secondo noi merita una visita già solo per la posizione e gli scorci da cartolina che regala.\nGiorno 10: Tarifa è una cittadina popolata da amanti del surf. Noi l\u0026rsquo;abbiamo visitata velocemente, giusto il tempo di recarci lungo la passerella che divide il Mar Mediterraneo dall\u0026rsquo;Oceano Atlantico.\nGiorno 11: vuoi fare un volo mentale in Gran Bretagna e osservare le scimmie zampettare intorno a te? Gibilterra è la meta giusta! Se pensi di volerla visitare ricorda di portare con te il passaporto! Dopo i controlli doganali (puoi entrare in auto/camper oppure lasciare il tuo mezzo subito fuori città e evitare di non trovare poi parcheggio nelle strette viuzze centrali) devi attraversare la pista dell\u0026rsquo;aeroporto e poi puoi proseguire dritto se vuoi passeggiare nella via centrale oppure prendere la funicolare sulla sinistra e recarti nel parco ( a questo link\u0026nbsp; trovi le informazioni in merito). Noi abbiamo visitato solo la parte \u0026ldquo;gratuita\u0026rdquo;, se invece vuoi vedere più esemplari di bertucce devi acquistare il ticket per la riserva.\nEcco due consigli:\nnon tenere in mano del cibo perché ovviamente le scimmie cercheranno di rubartelo. Non fa bene alla loro salute e potresti farti del male in caso di attacchi da parte loro (e ne sarebbero giustificate in tal caso!) non fidarti dei venditori di tour, se fai due conti ti vengono a costare di più del biglietto di andata e ritorno in funicolare. Giorno 12: Marbella è una tipica località di mare, cittadina molto viva e con numerosi servizi se sono questi gli aspetti che ricerchi. Se vuoi visitare un luogo immerso nella natura e affacciato sulla costa ti consigliamo le vicine Dune di Artola.\nDa Marbella potresti decidere di dirigerti verso Malaga e Granada, facendo un paio di tappe ad Alora e al Caminito del Rey, oppure di addentrarti nell\u0026rsquo;entroterra per ammirare i piccoli borghi di Ronda e Setenil de Las Botegas.\nTi lasciamo di seguito le due opzioni:\nItinerario verso Malaga e Granada, con tappa al Caminito del Rey Giorno 13: continuando lungo la costa noi abbiamo fatto una deviazione verso Mijias Pueblo, un piccolo paesino arroccato sulla collina e famoso per i suoi asini (fai attenzione perché la strada è stretta e tutta in salita), a Fuengirola e a Benalmaldena, dove ti consigliamo una visita al particolare \u0026ldquo;Castillo Colomares\u0026rdquo;, monumento dedicato a Cristoforo Colombo.\nGiorno 14: Alora è un borgo a metà strada fra Malaga e il Caminito del Rey. Agglomerato di casette bianche in fila su stradine in salita e discesa, offre una vista meravigliosa a 360 gradi sulla pianura sottostante dalle rovine del vecchio castello, percorribili lungo il perimetro delle mura.\nGiorno 15: se non soffri di vertigini e hai voglia di fare una bella escursione in natura allora il Caminito del Rey fa al caso tuo. Camminare sul ponte sospeso a 100 metri di altezza regala emozioni uniche. Noi abbiamo preferito effettuare il tour con la guida (18€ a testa per un paio di ore di visita in inglese e spagnolo) e ti consigliamo in ogni caso di prenotare anche la visita gratuita per evitare un giro a vuoto! Se arrivi in camper/van trovi un ottimo posteggio sotto gli alberi a un paio di chilometri dalla biglietteria.\nGiorno 16: Malaga a noi non è piaciuta granché. Il centro cittadino è un susseguirsi di negozi di moda, che le fanno perdere fascino in termini di autenticità. Per pranzo abbiamo mangiato tapas e bevuto cerveza nel mercato coperto che merita una visita anche solo per ammirarne la facciata. Le rovine dell\u0026rsquo;Alhambra offrono una vista della città dall\u0026rsquo;alto.\nGiorno 17-18 abbiamo raggiunto Granada effettuando una tappa al balcone d\u0026rsquo;Europa a Nerja per ammirare la vista sulla costa. La città è un agglomerato di arte, storia e cultura. La visita dell\u0026rsquo;Alhambra vale davvero la pena ( clicca qui\u0026nbsp; se vuoi informazioni sui ticket che occorre prenotare online), così come passeggiare senza meta per le strette calle e osservare la città circondata dai monti della Sierra Nevada. Se ti viene fame non preoccuparti, troverai numerosi locali aperti a ogni ora. Unico consiglio, non avere fretta!\nItinerario verso Ronda, Setenil e Cordova Giorno 13: siamo giunti a Ronda attraversando panorami mozzafiato. Le strade centrali sono molto strette, ti consigliamo di parcheggiare fuori città per evitare problemi. Quando l\u0026rsquo;abbiamo visitata noi la passeggiata per scendere a vedere il ponte dal basso era chiusa, ma abbiamo comunque potuto ammirare il ponte viejo, la casa del Rey Moro, la via centrale \u0026ldquo;Calle la Bola\u0026rdquo;, piazza di Spagna e i vari Mirador. Se hai voglia di tapas, nel locale \u0026ldquo; El Lechuguita\u0026nbsp; \u0026rdquo; pare ci siano numerose tapas a 1€ (quando eravamo in città era chiuso per ferie, purtroppo!). Su una delle applicazioni che usiamo per camperisti avevamo trovato un parcheggio che si affacciava sul ponte. Non te lo consigliamo dato che abbiamo rischiato di non riuscire a risalire sula strada tanto slittavano le ruote.\nGiorno 14: Setenil è un altro borgo in cui conviene parcheggiare poco fuori città e passeggiare lentamente per le viuzze, un po\u0026rsquo; per non perderti lo spettacolo delle casette incastonate nella roccia, un po\u0026rsquo; per via di tutte le salite! A 14 km dalla città si trova un centro romano, Acinipo\u0026nbsp; , che non offre chissà quali reperti, ma la vista tutto attorno è davvero magica. Noi abbiamo dormito soli nel piazzale e l\u0026rsquo;abbiamo visitato gratuitamente il mattino per poi rimetterci in pista.\nGiorno 15-16: la visita di Cordova è stata decisamente interessante. Il primo sito che abbiamo raggiunto sono state le rovine Medina Al-Azahara\u0026nbsp; , che merita la visita a parer nostro solo perché è gratuito. Puoi parcheggiare nel piazzale a 2 km e raggiungerlo a piedi oppure tramite la navetta (3 euro a/r). Non troppo distante trovi anche il castello di Almodóvar del Río\u0026nbsp; , che noi non abbiamo fatto in tempo a visitare. Notte in libera vicino allo zoo di Cordova. Dal parcheggio il centro città è facilmente raggiungibile a piedi, in una ventina di minuti. Ti consigliamo di ammirare il ponte romano, la Chiesa - Moschea\u0026nbsp; (gratuita dalle 8.30 alle 9.30 lun-sab) e i suoi giardini, le numerose calle addobbate con fiori e i cortili, il quartiere ebraico e la piccola sinagoga. In città si trova anche l\u0026#39;Alcazar\u0026nbsp; , noi non l\u0026rsquo;abbiamo visitato perché eravamo già stati in quello di Siviglia e Granada.\nPiccolo consiglio culinario: non perderti una tapa di tortilla al bar Santos\u0026nbsp; ! Ti servono una fetta del famoso piatto da una forma gigantesca, e puoi sederti a gustarla sulle scalinate della chiesa.\nIn Breve Ti lasciamo qui due ipotetici itinerari in breve.\nItinerario 1 Giorno 1: Cordoba\nGiorno 2-3: Siviglia\nGiorno 4: Cadice\nGiorno 5: Conil de la Frontera e Vejer de la Frontera\nGiorno 6: Playa Bolonia e sito Boelo Claudia\nGiorno 7: Gibilterra\nGiorno 8: Marbella e dune di Artola\nGiorno 9: Caminito del Rey\nGiorno 10: Malaga\nGiorno 11-12: Granada\nItinerario 2 Giorno 1: Cordoba\nGiorno 2-3: Siviglia\nGiorno 4: Cadice\nGiorno 5: Conil de la Frontera e Vejer de la Frontera\nGiorno 6: Playa Bolonia e sito Boelo Claudia\nGiorno 7: Gibilterra\nGiorno 8: Marbella e dune di Artola\nGiorno 9: Ronda\nGiorno 10: Setenil de Las Botegas\nGiorno 10: Caminito del Rey\nGiorno 11-12: Granada\nInformazioni utili Strade In tutta l\u0026rsquo;Andalusia abbiamo trovato le strade in condizioni perfette. L\u0026rsquo;autostrada è a pagamento, mentre l\u0026rsquo;autopista è gratuita.\nServizi e soste Noi non abbiamo avuto problemi per la sosta in libera, ma tieni presente che ci siamo recati in un periodo di bassa stagione. Se ti rechi in estate potresti avere più difficoltà a trovare parcheggio, soprattutto nelle zone affacciate sulla costa dato l\u0026rsquo;ammontare di turisti che scelgono questa zona come meta per le proprie vacanze.\nViaggiare con il proprio animale Per viaggiare in Europa con il proprio animale occorre avere: passaporto microchip vaccinazione antirabbica in corso di validità Controlla, se il tuo animale appartiene a una razza particolare, che sia ammesso in paese. Ti consigliamo di prestare sempre attenzione nei luoghi affollati perché le persone potrebbero avere timore, motivo per cui noi giriamo sempre con i nostri animali al guinzaglio. In parecchi casi è richiesta la museruola, ti consigliamo di tenerla a portata di mano. Ti consigliamo di portare con te una ciotola (noi usiamo questa che si appende comodamente allo zaino) e una borraccia con acqua se la giornata è particolarmente afosa. Considerazioni e tappe imperdibili Non conoscevamo l\u0026rsquo;Andalusia e dobbiamo essere sinceri, certe sue caratteristiche ci hanno piacevolmente colpiti. Nonostante il clima non sia dei più favorevoli si respira un\u0026rsquo;atmosfera serena e pacifica.\nIn camper o auto, le mete imperdibili secondo noi sono:\nSiviglia: è una città splendida, che cattura l\u0026rsquo;attenzione in ogni angolo. Vejer de la Frontera: tutti i paesini bianchi in questa zona della costa sono deliziosi, Vejer forse per la sua posizione a noi è piaciuto di più. Caminito del Rey : se sogni brivido e avventura è la meta giusta. Granada: se ami la storia e l\u0026rsquo;architettura Granada non deluderà le tue aspettative. Ronda: è davvero un borgo piacevole, in cui respirare aria di autenticità. Setenil de Las Botegas: noi ci siamo letteralmente persi nelle viuzze, ammirandone ogni angolo nascosto. Le nostre mappe ","country":"Spagna","date":"luglio 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1688553433/Articoli/andalusia/caminito-del-rey_kpfckj.jpg","permalink":"/blog/viaggio-andalusia-in-camper-itinerari/","title":"Andalusia in camper con cane e gatto: itinerario, consigli e informazioni utili"},{"categories":["Giappone","Guida","Itinerari"],"contents":"Se stai cercando una destinazione che ti offra un\u0026rsquo;esperienza di viaggio unica, il Giappone è il posto giusto per te. Con una cultura millenaria, una cucina deliziosa e una perfetta armonia tra il passato e futuro, questo paese asiatico ha molto da offrire ai viaggiatori di ogni tipo. In questo articolo esploreremo le ragioni per cui dovresti visitare il Giappone e ti proporremo alcuni itinerari imperdibili per il tuo viaggio, nati dopo svariate visite nel paese.\nTabella dei contenuti Informazioni utili Il paese Clima e quando andare Come pagare Internet Vaccini e assicurazione sanitaria Mezzi di trasporto pubblici Itinerari 8 Giorni 14 Giorni Informazioni utili Il paese Il Giappone è una delle nazioni più affascinanti e influenti del mondo. La sua storia è ricca di tradizioni, con riti e cerimonie che risalgono a secoli fa. Il paese offre anche molte attrazioni moderne, come i grattacieli di Tokyo, le tecnologie avanzate, i parchi tematici e molto altro ancora.\nLa natura del Giappone è altrettanto spettacolare, con montagne imponenti, fiori di ciliegio che sbocciano in primavera e spiagge di sabbia bianca che si affacciano sul Pacifico.\nLa lingua ufficiale è il giapponese ed è difficile trovare qualcuno che parli inglese. Per ovviare a questo problema vi consigliamo di scaricare un traduttore offline sul vostro telefono, nel nostro caso abbiamo scelto Google Translate ( iOS\u0026nbsp; , Android\u0026nbsp; ).\nClima e quando andare Il Giappone ha un clima vario a seconda della stagione e della regione. In generale, la migliore stagione per visitare il paese è la primavera (marzo-maggio) quando i ciliegi in fiore offrono uno spettacolo mozzafiato, seguita dall\u0026rsquo;autunno (settembre-novembre) grazie agli splendidi colori autunnali.\nleggi anche Il Giappone può essere pericoloso L\u0026rsquo;estate (giugno-agosto) può essere calda e umida, specialmente nelle regioni costiere, mentre l\u0026rsquo;inverno (dicembre-febbraio) è freddo, ma ideale per chi vuole praticare sport invernali come lo sci. Inoltre, conviene prestare attenzione nella pianificazione del viaggio in base ad alcuni eventi stagionali, come la Golden Week, in cui molti degli esercizi potrebbero essere chiusi per festa nazionale.\nCome pagare In Giappone la moneta ufficiale è lo yen ( ¥, pronunciato \u0026ldquo;en\u0026rdquo;).\nI bancomat sono facilmente disponibili in tutto il paese e possono essere utilizzati per prelevare denaro contante. In particolare modo li troverete nei Combini, i tipici negozi aperti 24 ore su 24, 7 giorni su 7 sparsi ovunque sul territorio.\nQuando ci troviamo in un paese straniero, soprattutto dove non accettano l'euro, ci affidiamo a questa carta gratuita, che ti permette di pagare senza alcun tasso o addebito.\nIl Giappone è un paese moderno ma in merito alle carte di credito è molto indietro. Vengono accettate negli alberghi e negozi delle grandi città mentre nei ristoranti portatevi i contanti! Tutte le monetine che vi avanzano potete spenderle nei numerosi distributori sparsi ovunque!\nleggi anche Il Giappone può essere pericoloso Internet La soluzione migliore per avere internet è quella di acquistare una SIM dati. Noi consigliamo questa\u0026nbsp; con internet illimitato per tutta la durata del soggiorno. Nel caso di una eSIM è attiva fin da subito in alternativa potete richiedere una classica SIM o un router che potete ritirare all\u0026rsquo;aeroporto o farvi consegnare direttamente a casa.\nNel caso di viaggio in 2 o più persone consigliamo di prendere l\u0026rsquo;opzione con il Pocket Wifi.\nVaccini e assicurazione sanitaria Per viaggiare noi ci assicuriamo con Genki che offre grandi benefici e una sottoscrizione mensile che può esser cancellata in qualsiasi momento.\nPer maggiori informazioni vi rimandiamo al sito di viaggiare sicuri\u0026nbsp; .\nMezzi di trasporto pubblici Il Giappone ha un\u0026rsquo;eccellente rete di trasporti pubblici. Ci si può spostare in tutto il paese usando autobus, treni e tram. Di contro questi mezzi sono molto cari quindi consigliamo di acquistare dei pass:\nPass per la metro di Tokyo\u0026nbsp; : potete accedere gratuitamente per 24/46/72 ore a tutte le linee della metro di Tokyo Metro e le linee Toei. JR Pass\u0026nbsp; : potete usare gratuitamente tutte le linee JR che comprendono i famosi treni proiettile shinkansen, alcuni traghetti e pullman. Prima di procedere con l\u0026rsquo;acquisto consultate le linee valide qui\u0026nbsp; . Itinerari In questa sezione vi proponiamo due itinerari che potete seguire utilizzando i mezzi pubblici e che si basano su due viaggi effettuati proprio da noi (aprile 2017 e fine marzo-inizio aprile 2019). In un capitolo finale troverete i luoghi che secondo noi meritano maggiormente!\n8 Giorni L\u0026rsquo;itinerario classico. Permette di assaporare il Giappone in 8 giorni e vedere le principali attrazioni dalla futuristica Tokyo all\u0026rsquo;antica capitale di Kyoto, passando per Kamakura e Nara. Partenza dall\u0026rsquo;aeroporto di Narita e rientro dall\u0026rsquo;Aeroporto Internazionale di Osaka.\nGiorno 1 arrivo all\u0026rsquo;aeroporto di Narita e trasferimento a Tokyo tramite treno. Visita del parco di Ueno e spostamento in serata al quartiere di Akihabara.\nGiorno 2 visita in mattinata al santuario di Meiji Jingu per proseguire in Harajuku, il quartiere della moda e dei giovani. Nel pomeriggio visita nel famoso quartiere di Shibuja dove risiedono la statua di Hachiko e il famoso incrocio stradale più fotografato sui social.\nGiorno 3 visita del quartiere Asakusa e il famoso tempio Sensoji. Nel pomeriggio spostamento nell\u0026rsquo;isola artificiale di Odaiba per poi ammirare in serata la Tokyo Tower.\nGiorno 4 sveglia presto per andare a prendere il treno in direzione Kamakura (circa 1 ora). Rientro nel primo pomeriggio con visita del quartiere governativo di Shinjuku per ammirare Tokyo dall\u0026rsquo;alto gratuitamente dal palazzo del governo metropolitano. In serata passeggiata presso il Golden Gai.\nleggi anche Sendai e la Memoria dello Tsunami: viaggio nei luoghi che non dimenticano Giorno 5 sveglia presto per prendere lo shinkansen direzione Kyoto, l\u0026rsquo;antica capitale Kyoto (2 ore e 40 minuti). Visita al castello Nijo, passando per il mercato di Nishiki, per poi camminare nel parco di Maruyama e finendo per visitare il santuario Yasaka. Nel pomeriggio direzione tempio Kiyomizudera per poi fare un tuffo nel passato passeggiando lungo le due stradine Ninenzaka e Sannenzaka. In serata visita del quartiere di Pontocho e dintorni.\nGiorno 6 visita del tempio d\u0026#39;oro (Kinkakuji) e del giardino roccioso nel tempio Ryōan-ji. Spostamento nel quartiere di Arashiyama per vedere la foresta di bambù e il tempio Tenryū-ji. In ultimo visita del Saga Toriimoto, un delizioso vialetto costeggiato da diverse case in legno.\nGiorno 7 sveglia presto per andare a camminare al Fushimi Inari. Nel pomeriggio spostamento a Nara e visita del tempio Toda-ji (attenzione ai cerbiatti affamati!).\nGiorno 8 mattina dedicata alla passeggiata del filoso e visita dei suoi numerosi santuari. Nel primo pomeriggio trasferimento a Osaka tramite shinkansen (14 minuti da Kyoto) per visitare il suo iconico (anche se ora è una replica) Castello e il quartiere Minami. In serata transfer verso l\u0026rsquo;Aeroporto Internazionale di Osaka.\n14 Giorni L\u0026rsquo;itinerario Vandipety permette di calarsi appieno nella cultura Giapponese partendo dalla futuristica Tokyo fino a ricalcare mete ricche di cultura passando dalle alpi giapponesi. Per ragioni economiche siamo partiti dall\u0026rsquo;aeroporto di Narita e rientrati dall\u0026rsquo;Aeroporto Internazionale di Tokyo. Se disponibile consigliamo di rientrare dall\u0026rsquo;Aeroporto Internazionale di Osaka così da visitare anche questa città.\nGiorno 1 arrivo all\u0026rsquo;aeroporto di Narita e transfer all\u0026rsquo;hotel tramite treno. Visita del parco di Ueno e spostamento in serata al quartiere di Akihabara.\nGiorno 2 visita in mattinata al santuario di Meiji Jingu per proseguire in Harajuku, il quartiere della moda e dei giovani. Nel pomeriggio visita nel famoso quartiere di Shibuja dove risiedono la statua di Hachiko e il famoso incrocio stradale più fotografato sui social.\nGiorno 3 visita del quartiere Asakusa e il famoso tempio Sensoji. Nel pomeriggio spostamento nell\u0026rsquo;isola artificiale di Odaiba per poi ammirare in serata la Tokyo Tower.\nGiorno 4 sveglia presto per andare a prendere il treno in direzione Kamakura (circa 1 ora). Rientro nel primo pomeriggio con visita nel quartiere governativo di Shinjuku per vedere Tokyo dall\u0026rsquo;alto gratuitamente dal palazzo del governo metropolitano. In serata passeggiata presso il Golden Gai.\nGiorno 5 direzione Kanazawa raggiungibile con uno Shinkansen (il treno proiettile) in 3 ore. Visita del parco Kenrokuen, il castello, il distretto delle geisha e il mercato di Omicho.\nGiorno 6 visita del surreale villaggio senza tempo di Shirakawa-Go. Nel pomeriggio trasferimento a Takayama.\nGiorno 7 visita di Takayama partendo dal parco di Shiroyama, passando per il mercato di Jinya e finendo nello storico quartiere di Sanmachi Suji, detto anche \u0026ldquo;la piccola Kyoto\u0026rdquo;. Nel tardo pomeriggio trasferimento in treno per Kyoto (3 ore circa).\nGiorno 8 visita dell\u0026rsquo;antica capitale partendo in mattinata dal castello Nijo, passando per il mercato di Nishiki, per poi camminare nel parco di Maruyama e finendo per visitare il santuario Yasaka. Nel pomeriggio direzione passeggiata del filoso tramite pullman (30 minuti) e visita dei suoi numerosi santuari.\nGiorno 9 visita del tempio Kiyomizudera per poi fare un tuffo nel passato passeggiando lungo le due stradine Ninenzaka e Sannenzaka. Nel pomeriggio visita al quartiere di Pontocho e dintorni.\nGiorno 10 visita del tempio d\u0026#39;oro (Kinkakuji) e del giardino roccioso nel tempio Ryōan-ji. Spostamento nel quartiere di Arashiyama per vedere la foresta di bambù e il tempio Tenryū-ji. Per ultimo visita del Saga Toriimoto, un vialetto costeggiato da diverse case in legno.\nGiorno 11 sveglia presto per andare a camminare al Fushimi Inari. Nel pomeriggio spostamento a Nara e visita del tempio Toda-ji (attenzione ai numerosi cerbiatti affamati).\nGiorno 12 direzione Hiroshima tramite Shinkansen in 2 ore. Giornata dedicata alla visita del suggestivo parco Shukkeien, il memoriale della pace e la città. Nel pomeriggio visita dell\u0026rsquo;isola di Miyajima e del suggestivo Torii nell\u0026rsquo;acqua raggiungibile con un treno (30 minuti) e poi in traghetto (15 minuti).\nGiorno 13 sveglia presto per vedere il Torii immerso nell\u0026rsquo;acqua e visita dell\u0026rsquo;isola con particolare attenzione al tempio Daisho-in, al monte Misen (raggiungibile con 2 ore di camminata o con la teleferica). Nel tardo pomeriggio rientro a Tokyo (circa 5 ore di treno).\nGiorno 14 ultimo giorno dedicato a vedere di nuovo il parco di Ueno e il Yanaka Ginza per poi andare verso il quartiere della terza età di Sugamo e del giardino Rikugien. Nel caso invece il vostro viaggio preveda una ripartenza da Osaka potete dedicare l\u0026rsquo;ultimo giorno a questa città.\n","country":"Giappone","date":"giugno 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1687279327/Articoli/Giappone/tori-in-acqua_gzscgp.jpg","permalink":"/blog/viaggio-giappone-guida-itinerari/","title":"Viaggio in Giappone 2025: Itinerari e Info Utili"},{"categories":["Vivere in Camper"],"contents":"Era il 18 maggio 2022 quando abbiamo iniziato ad annotare il primo rifornimento di gasolio(/van), la prima spesa alimentare. I primi di tanti numeri che avremmo scritto per controllare di rientrare nel budget mensile che ci eravamo prefissati.\nUna delle regole prima di partire per vivere a bordo del nostro van è stata proprio questa:\nstabilire una cifra limite O meglio, per poter gestire con più tranquillità anche eventuali imprevisti.\nIl nostro budget mensile 1000 euro al mese, comprensivi di tutto, anche delle spese per i nostri animali, cane e gatto, escluso solo assicurazione e bollo. 500 euro a testa.\nA suo tempo io ne spendevo 490 solo di affitto, ogni mese. Mi sono concessa 10 euro in più per vivere ogni giorno in un angolo diverso del mondo.\nAbbiamo fatto di meglio, in itinere. Le due voci escluse sono rientrate nel totale.\nQuindi, quanto abbiamo speso? Per vivere un anno a bordo del nostro van, insieme a cane e gatto, abbiamo speso: 10417,41 € Meno di 15 € al giorno a testa.\nNel totale rientra davvero tutto: gasolio, cibo, parcheggi, visite culturali, dogane e visti, traghetto, assicurazione sanitaria, internet e siamo pure riusciti a far rientrare le voci escluse (bollo e assicurazione)!\nTutto ciò che ci ha portati a visitare 2 continenti, 13 paesi, percorrere 30000 km, vivere 4 mesi in Africa da soli lontano da tutti, inventandoci parole mai sentite prima per comunicare e cavandocela sempre con un sorriso (ok, tranne alla dogana Senegalese quando un poliziotto corrotto è stato irremovibile e ha rovinato i nostri piani).\nAvremmo potuto fare di meglio? Abbiamo usato con parsimonia quei soldi risparmiati negli anni, che hanno acquisito un senso per noi ancora più pieno di valore.\nAvremmo forse potuto concederci più sfizi, mangiare più volte al ristorante, lavare i panni nelle lavanderie a gettone invece di prendere l\u0026rsquo;acqua al fiume e usare la nostra lavatrice portatile\u0026nbsp; ma qualcosa nelle nostre teste e nei nostri cuori ci suggerisce di dire sì a cosa ci fa davvero essere felici:\nscoprire il mondo Avremmo potuto spendere meno, rallentando i ritmi, non andandoci a cercare problemi alle dogane, non dovendo stipulare l\u0026rsquo;assicurazione sanitaria per l\u0026rsquo;estero, non acquistando i biglietti per il traghetto.\nCi sono strade però che vanno percorse nel momento in cui si palesano davanti a noi. Forse fino a qui doveva andare proprio come è andata. Chi può dirlo.\nIn tante occasioni abbiamo parcheggiato magari a un paio di chilometri a distanza per non pagare il biglietto del parcheggio. Tirchi? No, abbiamo unito l\u0026rsquo;utile al dilettevole, concedendoci anche del tempo per una passeggiata.\nNon abbiamo dormito nei campeggi. Fuorilegge? No, ci bastano i servizi che abbiamo a bordo, imparati a usare con la giusta parsimonia.\nNon siamo andati molte volte al ristorante. Asociali? No, ci piace cucinare mentre chiacchieriamo di quello che abbiamo scritto o filmato o visitato, coccolando i nostri animali e godendoci un attimo in famiglia.\nCi sono tanti non che però leggiamo al contrario, rilanciando la questione a nostro favore.\nPossiamo e vogliamo continuare? A conti fatti siamo molto contenti della cifra spesa, che ci permette di sapere perfettamente dove possiamo migliorare (in primis sul carburante, quindi sulla velocità del viaggio) e di continuare a vivere a bordo di casa nostra, sistemando giusto qualche danno qua e là prima di ripartire.\nVuoi sapere quali sono i lavori che dovremo sistemare e come abbiamo analizzato la cifra finale? Trovi tutto in questo video sul nostro canale YouTube.\nSe invece sei curiosa/o e vuoi vedere le nostre spese in tempo reale ti rimandiamo alla sezione dedicata su questo sito.\nCi farebbe molto piacere un tuo parere, se vorrai scriverci nei commenti ti leggeremo volentieri!\n","country":null,"date":"giugno 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1683732572/Articoli/Viaggio/un-anno-in-camper_ydy7uf.png","permalink":"/blog/un-anno-in-camper-quanto-costa/","title":"Quanto costa vivere un anno in camper?"},{"categories":["Animali"],"contents":"Avendo viaggiato insieme al nostro cane e al nostro gatto in 15 stati tra Italia, Europa e Africa, abbiamo deciso di raccogliere in questo articolo tutte le informazioni che abbiamo trovato. Speriamo ti possano essere utili per evitare di vivere spiacevoli inconvenienti ai confini e scoprire che il tuo animale deve essere sottoposto a quarantena.\nTabella dei contenuti Premessa Viaggi in Italia Viaggi in Unione Europea Viaggi in Paesi Extra UE Titolazione anticorpale Premessa Se viaggi all\u0026rsquo;estero ti consigliamo di controllare le informazioni relative ai documenti necessari contattando l’ambasciata del Paese in cui vuoi recarti oppure rivolgendoti direttamente al servizio veterinario della tua Asl di competenza dato che le leggi sono sempre in continuo aggiornamento. Ti consigliamo vivamente di svolgere tutta la burocrazia anche con 6 mesi di anticipo!\nViaggi in Italia Viaggiare in Italia con cane e gatto è molto semplice e servono solo due cose:\nil microchip o tatuaggio chiaramente leggibile\nil libretto relativo alle vaccinazioni e dati anagrafici\nViaggi in Unione Europea Per viaggiare con cane e gatto dall’Italia verso gli altri Paesi dell’Unione Europea servono:\nil microchip o tatuaggio chiaramente leggibile\nla vaccinazione contro la rabbia:\nl’animale deve avere almeno 12 settimane al momento della somministrazione del vaccino tale vaccinazione risulta valida dopo 21 giorni (tempo di sviluppo degli anticorpi) e ogni successivo richiamo deve essere eseguito durante il periodo di validità (da 1 a 3 anni a seconda del vaccino) il passaporto europeo che:\nviene compilato e emesso dal Servizio Veterinario dell’Azienda sanitaria locale riporta il codice alfanumerico del microchip o del tatuaggio attesta l’esecuzione della vaccinazione contro la rabbia in corso di validità per i viaggi verso la Finlandia, l’Irlanda, Malta e la Norvegia è necessario il trattamento dei cani contro l’echinococco multilocularis, che deve essere somministrato da un veterinario tra le 120 ore e le 24 ore prima dell’arrivo previsto\nAlcuni paesi UE applicano delle regole più restrittive per l\u0026rsquo;introduzione di cani e gatti sul proprio territorio. Irlanda, Svezia e Malta richiedono la titolazione anticorpale (vedi paragrafo sotto) e in tali paesi vige il divieto assoluto di introdurre cani di età inferiore ai 3 mesi. leggi anche Olimpia: la nostra rottweiler in giro per il mondo Viaggi in Paesi Extra UE Per chi vuole viaggiare in Andorra, Svizzera, Islanda, Liechtenstein, Monaco, Norvegia, San Marino, Città del Vaticano valgono le stesse disposizioni che regolamentano l\u0026rsquo;ingresso di animali dei Paesi aderenti alla UE. In tutti gli altri Paesi Extra Europei possono essere richiesti ulteriori documenti, che possono variare a seconda della destinazione.\nI documenti solitamente necessari sono:\nil microchip o tatuaggio chiaramente leggibile la vaccinazione contro la rabbia: l’animale deve avere almeno 12 settimane al momento della somministrazione del vaccino tale vaccinazione risulta valida dopo 21 giorni e ogni successivo richiamo deve essere eseguito durante il periodo di validità (da 1 a 3 anni a seconda del vaccino) il passaporto europeo che: viene compilato e emesso dal Servizio Veterinario dell’Azienda sanitaria locale riporta il codice alfanumerico del microchip o del tatuaggio attesta l’esecuzione della vaccinazione contro la rabbia in corso di validità Titolazione antirabbica: un documento molto importante che vediamo nel dettaglio nel paragrafo dedicato qua sotto Trattamento contro l’echinococco multilocularis (o sverminazione) a seconda del Paese di destinazione. Se stai pianificando di andare in Marocco con il tuo fido compagno a quattro zampe trovi maggiori informazioni su come entrare nel paese nell\u0026rsquo;articolo dedicato.\nTitolazione anticorpale La titolazione anticorpale è un test di verifica degli anticorpi per il virus della rabbia che si effettua tramite un prelievo del sangue dopo la vaccinazione e che viene inviato a un centro specializzato e riconosciuto, il quale rilascia un documento ufficiale.\nTale documento rimane valido a vita, a patto che la vaccinazione antirabbica venga sempre rinnovata nei tempi previsti (da 1 a 3 anni a seconda del vaccino effettuato), ma in alcuni Paesi (es. Giappone) viene richiesto un aggiornamento.\nCertificato internazionale di origine e salute per l’espatrio: per ottenerlo occorre presentarsi, con passaporto e libretto delle vaccinazioni regolarmente certificate, da una veterinario competente, il quale visiterà il cane e dovrà certificare il suo stato di salute. Tale documento ha una durata di validità variabile. vaccinazione contro l’echinococco multilocularis a seconda del Paese di destinazione. ","country":null,"date":"maggio 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/w_500/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1685396172/2_oacacj.png","permalink":"/blog/viaggiare-cane-gatto-guida-completa/","title":"Viaggiare con cane e gatto: tutto quello che devi sapere"},{"categories":["Cucina marocchina"],"contents":"Quando si viaggia in Marocco si pensa subito a Tajine e Cous cous, ma se come noi si è amanti della pizza e soprattutto si rimane in un paese estero per 4 mesi.. ad un certo punto la ricerca si fa accurata per addentare una fetta degna di ustione sul palato.\nEccovi quindi un articolo dedicato a sua maestà la pizza, assaggiata personalmente in Marocco.\nSe una pizza delude non è mai un’esperienza piacevole. Ecco perché la nostra ricerca è stata abbastanza accurata e siamo felici di elencarvi, a parimerito, un numero ristretto di locali nei quali torneremmo immediatamente.\nAbbiamo volutamente ordinato la classica margherita e vi lasceremo recensione, fotografia, indirizzo. Insomma, tutto quello che può servirvi se anche voi vi trovate in questo paese in zone meno turistiche (e più autentiche) e venite assaliti da una voglia irrefrenabile di quel piatto il cui nome si comprende in tutte le lingue del mondo, la Pizza!\nSiete pronti a scoprire con noi 4 pizze in Marocco davvero deliziose? Noi abbiamo l’acquolina in bocca al solo ricordo.\n🍕 Le Rital, Tetouan: Servizio: ottimo! Tutto lo staff è gentile e cordiale e parla un po\u0026rsquo; di inglese, francese o spagnolo.\nLocation: locale su due piani, molto pulito, con un ampio parcheggio di fronte (in cui è possibile pernottare gratuitamente se come noi viaggiate in camper).\nMenu: oltre alla pizza, servita in dimensioni M o L, trovate anche panini (con formaggio nell\u0026rsquo;impasto del pane!) e tacos.\nPrezzo: davvero onesto, 25 Dh per una margherita media, 40 Dh per una large. Segnaliamo ogni giorno la possibilità della promozione a prezzo ridotto prendendo 3 margherite (59 Dh per tre margherite medie, 99 dh 3 margherite grandi).\nLA PIZZA: impasto ben lievitato, cotto nel forno a legna, rimane sottile e con un buon bordo. Dose di condimento perfetta, buona la salsa di pomodoro. Una di quelle pizze che si amerebbe anche in Italia.\nChe dire, siamo ritornati due sere dopo tanto ci è piaciuta! E ci torneremmo ancora, ancora e ancora!\n📍 Local 1, Résidence ÉLÉGANCE, Av. 9 Avril, Tétouan 93000\u0026nbsp; 🍕 Positano, Fez: Servizio: il cameriere all\u0026rsquo;accoglienza è molto gentile e parla bene inglese.\nLocation: locale nuovo molto elegante, in una zona un po\u0026rsquo; periferica della città, possibilità di parcheggio nella strada di fronte.\nMenu: oltre alla pizza, si trovano anche insalate, burgers e primi piatti. Viene offerto l\u0026rsquo;aperitivo con salse di olive e pesto abbinate a pane fresco, oltre all\u0026rsquo;acqua naturale.\nPrezzo: la margherita costa 40 Dh, rapporto qualità/prezzo ottimo.\nLA PIZZA: Ottima qualità degli ingredienti. Pizza sottile e ben cotta, cornicione squisito. Siamo rimasti davvero soddisfatti. Se proprio dobbiamo trovare una critica: la foglia di basilico intera e non spezzettata grossolanamente.\n📍 Champs de course, 47, Fes 30000\u0026nbsp; 🍕 Snack pizzeria slimane, Ouaouizeght: Servizio: il cameriere all\u0026rsquo;accoglienza è molto gentile, il capo del locale parla anche inglese.\nLocation: locale ampio su due piani, pulito, affacciato sulla strada.\nMenu: oltre alla pizza si trovano anche primi piatti.\nPrezzo: la margherita costa 22 Dh, prezzo ottimo data la dimensione leggermente ridotta.\nLA PIZZA: l\u0026rsquo;impasto ha della semola all\u0026rsquo;interno, che si sposa perfettamente con i sapori degli altri ingredienti. La lievitazione è buona e la pizza rimane un po\u0026rsquo; più spessa ma non gommosa. Viene servita con salse aggiuntive piccanti e agrodolci.\n📍 واويزغت Ouaouizeght\u0026nbsp; 🍕 Portorico, Dakhla: Servizio: tutto lo staff è molto gentile, parlano anche francese.\nLocation: locale carino e arredato con gusto, in posizione centrale e con parcheggio comodo nelle vicinanze.\nMenu: oltre alla pizza si trovano anche molti altri piatti.\nPrezzo: la margherita costa 38 Dh.\nLA PIZZA: l\u0026rsquo;impasto è ben lievitato e ben cotto, la pizza rimane sottile, peccato per il cornicione che perde di morbidezza. Buono il condimento. Tutto sommato una buona pizza!\n📍 100 Boulevard Mohamed V, Dakhla 73000\u0026nbsp; Ora diteci di voi! Siete del team pizza all\u0026rsquo;estero sì o preferite mangiare solo cibi locali? Noi, dopo 4 mesi in Africa, ammettiamo di non essere riusciti a farne a meno!\nSe doveste recarvi in questi luoghi fatevio un selfie e taggateci, peccato non poterci sedere al tavolo insieme! 😊\n","country":"Marocco","date":"maggio 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1685384737/IMG_2577_lxtqoc.jpg","permalink":"/blog/le-migliori-pizze-in-marocco/","title":"Le migliori pizze in Marocco"},{"categories":["Blog"],"contents":"Nelle ultime settimane abbiamo deciso di stravolgere un po\u0026rsquo; il nostro sito web. Avevamo scritto di getto una decina di articoli mesi fa, poi tutto si era un po\u0026rsquo; arenato, dando spazio ad altri progetti che avevamo intrapreso nello stesso periodo. Da quando siamo partiti ci siamo messi in gioco cercando di reinventarci in tanti modi ed essendo tutto nuovo occorrono non solo energia e voglia, ma anche tempo. Ed è proprio prendendo tempo, sedendoci attorno al tavolino del nostro van e sorseggiando un caffè, che abbiamo deciso di avviare un nuovo progetto:\nscrivere gli articoli delle nostre avventure! Avevamo già iniziato a farlo ma non ci avevamo creduto abbastanza. In tante occasioni abbiamo avuto modo di dare consigli a voce e quindi ci siamo detti: perché non condividere la nostra esperienza con tutti?\nSono state le esperienze che abbiamo vissuto, le piccole cose che abbiamo imparato, le leggi che abbiamo scoperto nei vari paesi, i consigli da poter dare sulle condizioni delle strade, sui luoghi scoperti per caso e nei quali manderesti le persone a cui vuoi bene, a farci venir voglia di tener traccia nero su bianco.\nSono stati quegli incontri con altri viaggiatori, quelle chiacchierate durate sempre troppo poco, quelle frasi come \u0026ldquo;ti ricordi quel posto?\u0026rdquo; o \u0026ldquo;ah che bella quella volta..\u0026rdquo; a farci venire voglia di condividere.\nEcco che quindi, proprio appoggiati su quel tavolino che ha sentito i nostri racconti e ha visto prender forma la nostra idea, abbiamo iniziato a scrivere:\nGuide Trovi al loro interno consigli in generale su alcuni paesi, come i documenti necessari per arrivarci, la situazione delle strade, le dogane e così via.\nItinerari in camper (e non) Puoi leggere delle mete che abbiamo raggiunto in questi anni, sia in camper che non, con alcuni consigli su quelle che per noi risultano \u0026ldquo;imperdibili\u0026rdquo; e il perché, corredati di fotografie scattate da noi.\nLe mappe Mettiamo le mani avanti: non siamo proprietari del suolo pubblico! Ecco perché le nostre mappe sono gratuite! Le troverai al fondo dei nostri articoli con tutti i posti visitati e le soste che abbiamo effettuato. Abbiamo deciso di condividerle gratuitamente in quanto non possiamo promettere al 100% che gli spot rimangano valide nel tempo.\nArticoli \u0026ldquo;redazionali\u0026rdquo; Non vogliamo limitarci a parlarti di città, soste, musei e cibi tipici. Vogliamo raccontarti anche di qualche dettaglio che ci ha colpiti, di qualcosa che ci ha fatti crescere o ragionare\u0026hellip; insomma farti viaggiare un po\u0026rsquo; al nostro fianco!\nIl van! Non gli abbiamo dato un nome (anche se la community ha votato per Scricchiolo) ma il nostro van ci accompagna ogni giorno nei luoghi che desideriamo raggiungere, quindi nella sezione a lui dedicata troverai:\nle spese sostenute per acquiesto e manuntenzione gli accessori montati a bordo la sua storia e gli errori commessi una check-list infinita di cose da sistemare 😅 Gli animali A Olimpia e Sakè manca davvero solo la parola quindi scriveremo noi per loro i consigli utili e i documenti necessari per viaggiare con animali al seguito in ogni angolo del mondo!\nLe spese Avevamo l\u0026rsquo;abitudine di tener traccia delle nostre spese già quando abitavamo a Torino e abbiamo deciso di continuare a farlo anche viaggiando, sia per essere consapevoli di come stiamo conducendo questo stile di vita, sia per poter essere utili a chi voglia intraprendere un\u0026rsquo;esperienza simile e abbia il piacere di fare un confronto. Trovi i dettagli grafici in questa sezione oppure puoi vedere il nostro video relativo alle spese dopo sei mesi a bordo del van:\nNewsletter Trovare il tempo di leggere qualcosa in più sappiamo bene che può essere impegnativo, ma ci fa piacere scrivere e inviare ogni settimana una piccola newsletter da qualsiasi parte nel mondo ci troviamo. 9 metri quadrati arriva via mail ogni mercoledì in pausa pranzo e dura il tempo di bere un caffè! Se hai piacere di iscriverti puoi farlo comodamente qui sotto 👇\nVarie Si tratta di cose da nerd, per lo più. Migliorie di design del sito che però speriamo aiutino a rendere questo contenitore virtuale lo spazio migliore per i nostri appunti di viaggio.\nStiamo creando le fondamenta di una grande scatola dei ricordi, un nuovo inizio per un\u0026rsquo;avventura che speriamo non abbia fine.\n","country":null,"date":"maggio 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1684678075/Copia_di_Aggiungi_un_intestazione_1_xokzp6.jpg","permalink":"/blog/un-nuovo-inizio/","title":"Un nuovo inizio"},{"categories":["Africa","Camper"],"contents":"Quando si viaggia a bordo di un camper, van o tenda e si sceglie di dormire in libera non è sempre scontato trovare un posto per la notte in cui valga la pena fermarsi un po\u0026rsquo; di più. Spesso poi, se quel luogo è davvero perfetto, ci si deve spostare per poter trovare i servizi o per fare rifornimento di viveri. In 3 mesi in Marocco abbiamo avuto la fortuna di trovare 5 luoghi che ci hanno davvero regalato una sosta paradisiaca.\nSi tratta di posti in cui ci siamo sentiti in sicurezza e in cui non abbiamo dovuto pagare per sostare, tranne uno presidiato da un guardiano notturno. Ti lasceremo le coordinate, ma ricordati che si tratta di suolo pubblico e che quindi nel tempo qualcosa potrebbe cambiare!\nTorniamo però insieme in quei luoghi insieme e leggi fino al fondo per scoprire il nostro preferito!\n1 - Mirleft-Sidi Ifni Siamo arrivati in questo luogo affacciato sulla costa atlantica un pomeriggio intorno alle 18, giusto in tempo per conoscere i vicini di van (altri due mezzi stranieri) e ammirare ognuno appoggiato alla propria casa mobile un tramonto a dir poco meraviglioso in cima alle scogliere.\nAccessibilità: La strada per arrivarci è sterrata, fattibile con un mezzo come il nostro (un van 5.40), forse più difficile con un mezzo più lungo e soprattutto sconsigliata se nei giorni precedenti dovesse aver piovuto.\nServizi: Se hai bisogno di cibo nella vicina Sidi Ifni trovi un piccolo souk provvisto di ogni bene. Vuoi fare anche un bagno o camminare a riva? Ti basta fare qualche chilometro di strada e trovi le spiagge di Sidi Ifni o Mirleft.\nCoordinate: 29.424653, -10.13807\u0026nbsp; L\u0026rsquo;unico problema di questo luogo è che essendo in cima alle scogliere può essere pericoloso in caso di forte vento. È proprio per questo motivo che abbiamo deciso di spostarci ed evitare di metterci in pericolo.\n2 - Tafraout Hai mai immaginato di dormire in mezzo a un palmeto? Per noi è stata una prima volta davvero emozionante. In questo luogo tra l\u0026rsquo;altro pui concederti numerose escursioni, sia a piedi sulle montagnole circostanti che a bordo del tuo mezzo per raggiungere ad esempio le vicine rocce colorate.\nAccessibilità: La strada per arrivarci è asfaltata, per poi tramutarsi in sterrato e prato nella zona adibita a parcheggio. È fattibile per qualsiasi mezzo.\nServizi: Il paese di Tafraout offre numerosi negozi e ristoranti ed è comodamente raggiungibile a piedi. Ogni giorno passa un panettiere in bicicletta nel parcheggio e una volta a settimana un camioncino per il rifornimento dell\u0026rsquo;acqua.\nCoordinate: 29.712153, -8.990426\u0026nbsp; Per sostare la notte si paga una tassa di 15 DH a un guardiano notturno che controlla veramente il parcheggio!\nVuoi vedere le nostre avventure in questo luogo fra trekking e rocce colorate?\n3 - Cattedrale di Amsfrane Non immaginarti una sosta religiosa, perché di una Cattedrale in questo luogo troverai solo la forma di una montagna imponente. Tutto attorno la natura regna sovrana, con alberi e il letto del fiume.\nAccessibilità: La strada per arrivarci è tutta in salita e piena di curve, un po\u0026rsquo; stretta in alcuni punti e quasi totalmente asfaltata, tranne l\u0026rsquo;ultimo tratto in cui occorre attraversare il letto del fiume. Con un mezzo di grandi dimensioni potresti avere difficoltà.\nServizi: Troverai solo un paio di container che rivendono pane e snack preconfezionati. Se pensi di rimanere in zona porta con te una scorta di acqua, frutta e verdura.\nCoordinate: 31.991444, -6.13398\u0026nbsp; Nei weekend e nei giorni di festa la zona si anima di persone per lo più del posto che grigliano e campeggiano.\n4 - Lago El Ouidane Non appena superata la diga e un paio di resort turistici ci si ritrova davanti una spianata di terra secca, dove un tempo questo lago era decisamente più rigoglioso. Puoi decidere di parcheggiare all\u0026rsquo;inizio all\u0026rsquo;ombra di qualche albero o in riva in pieno sole e in compagnia di qualche pescatore.\nAccessibilità: La strada per arrivare alla zona ombreggiata è semplice e asfaltata, solo l\u0026rsquo;ultimo tratto è un facile sterrato. Se decidi di andare in riva al lago devi seguire le piste e scollinare prestando attenzione a pietra e buche.\nServizi: A poche centinaia di metri dall\u0026rsquo;accesso si trova una piccola bottega in cui trovare solo qualche snack, mentre invece il paese più vicino è a 6 km e il martedì e mercoledì mattina ospita un grande souk. Possibilità di caricare acqua non potabile al distributore di benzina.\nCoordinate: 32.114897, -6.406328\u0026nbsp; Se ti venisse voglia di pizza non temere: da Snack Pizzeria Slimane\u0026nbsp; trovi la margherita a 22 DH e uscirai davvero soddisfatta/o!\n5 - Lago El Sidi Chahede Questo è il nostro spot del cuore ed è il luogo che più abbiamo forse amato di tutto il Marocco. Siamo rimasti 5 giorni immersi nel nulla, senza che ci mancasse alcunché. Attorno a noi le montagne rosse, verdi, bianche. Qualche campo di grano. Il letto di quello che un tempo era un lago, oggi totalmente prosciugato. Potrebbe intimorire alcuni, noi abbiamo apprezzato tutto: il silenzio, il cielo stellato, la possibilità di camminare in qualsiasi direzione. Non esistono zone d\u0026rsquo;ombra ma dalle 11 del mattino si alza una brezza davvero piacevole.\nAccessibilità: La strada per arrivarci nell\u0026rsquo;ultimo tratto è sterrata e molto molto stretta. Noi in ogni caso non abbiamo avuto difficoltà.\nServizi: A pochi chilometri, sulla riva di un lago limitrofo ancora esistente, puoi trovare il banchetto di qualche pescatore che prepara pesce grigliato e su ordinazione la tajina. Null\u0026rsquo;altro.\nCoordinate: 34.070176, -5.297796\u0026nbsp; Purtroppo siamo andati via per cercare una fontana dove caricare acqua (a mezz\u0026rsquo;ora) e un luogo dove fare la spesa (raggiungendo la vicina Fez in un\u0026rsquo;ora).\nAnche tu sei un\u0026rsquo;amante della libera o preferisci sostare nei campeggi?\nTi aspettiamo nei commenti! 😊\n","country":"Marocco","date":"maggio 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1684676753/IMG_9525_hvzska.jpg","permalink":"/blog/5-spot-in-marocco/","title":"Marocco in camper: 5 spot da sogno"},{"categories":["Consigli di Viaggio"],"contents":"Stai per partire per un viaggio e sei in panico perché non sai cosa mettere in valigia? Non ti preoccupare, ci siamo qui noi! Ecco una comoda lista di 10 cose che dovresti assolutamente portare con te, con anche qualche consiglio per rendere il tuo viaggio indimenticabile!\nTabella dei contenuti Le 10 cose da avere 1. Documenti 2. Kit di medicinali 3. Mantella anti-pioggia 4. Fotocamera 5. Acqua 6. Zaino 7. Igiene orale 8. Igiene intima 9 Intrattenimento: serie TV, film e libri 10. Varie: adattatore universale e sicurezza Ultimi consigli prima di partire Check list Le 10 cose da avere 1. Documenti I documenti mentre si viaggia sono importantissimi e perderli può creare un gran problema se ci si trova all\u0026rsquo;estero, soprattutto se ti succede con il passaporto! Un\u0026rsquo;ottima soluzione per avere tutto sotto mano è riporre questi documenti in un portafoglio da viaggio compatto\u0026nbsp; 2. Kit di medicinali La sfortuna ci vede sempre benissimo e purtroppo può capitare di ferirsi o di stare poco bene anche in vacanza. ti auguriamo che non succeda ma ricordati di portare qualche medicinale generico, un gel disinfettante\u0026nbsp; e la tessera sanitaria, valida in molti paesi dell\u0026rsquo;EU.\nPer viaggiare noi ci assicuriamo con Genki che offre grandi benefici e una sottoscrizione mensile che può esser cancellata in qualsiasi momento.\nSe vai al mare ricordati la protezione solare! Le insolazioni creano parecchi disagi.\n3. Mantella anti-pioggia Una mantella anti-pioggia\u0026nbsp; , piccola e leggera, occupa poco spazio in valigia o nello zaino e puoi tirarla fuori all\u0026rsquo;occorrenza non solo in caso di pioggia, ma anche per ripararti dal vento. Se patisci l\u0026rsquo;aria condizionata ti sarà utile anche per proteggerti in aereo.\n4. Fotocamera Ammettiamolo, la voglia di scattare una foto ricordo alla fine ci viene sempre ovunque! Puoi farlo con la lente dello smartphone\u0026nbsp; per maggior praticità, con una GoPro\u0026nbsp; che si rivela più comoda nei viaggi all\u0026rsquo;avventura oppure con una fotocamera più professionale\u0026nbsp; se punti a immortalare dettagli preziosi.\nSe ti interessa scoprire tutto quello che usiamo per riprendere e fotografare le nostre avventure non esitare a cliccare qui!\u0026nbsp; 5. Acqua Quando si viaggia avere una scorta d\u0026rsquo;acqua, soprattutto d\u0026rsquo;estate, è essenziale: una borraccia\u0026nbsp; nel nostro zainetto non manca mai!\n6. Zaino Uno zaino comodo e pratico\u0026nbsp; fa la differenza mentre si viaggia, dal momento che ti permette di riporre in sicurezza documenti, borraccia e lo stretto necessario. Se cerchi qualcosa per portare con te fotocamera e obbiettivi allora ti consigliamo un modello come questo\u0026nbsp; .\nSe viaggi con una fotocamera professionale ti consigliamo i prodotti della Peak Design\u0026nbsp; :\nCinghia da polso: ti permette di fissare la fotocamera al polso in modo che non cada accidentalmente.\nTracolla: è una delle tracolle più versatili al mondo grazie allo sgancio rapido, detto così sembra poco ma quando inizierai ad usarla la amerai!\nPiastra: il supporto si attacca alla spallina dello zaino mentre la piastra si avvita sotto la fotocamera. Il vantaggio è di avere la fotocamera sempre portata di mano, senza che sia d\u0026rsquo;intralcio!\n7. Igiene orale L\u0026rsquo;igiene orale non va in vacanza: spazzolino elettrico\u0026nbsp; , filo interdentale (consigliamo questo\u0026nbsp; oppure questo al gusto menta\u0026nbsp; ) e dentifricio\u0026nbsp; nel nostro beauty da viaggio non possono mancare.\n8. Igiene intima Shampoo\u0026nbsp; e doccia schiuma\u0026nbsp; solidi sono il giusto compromesso per chi viaggia dato che occupano poco spazio e durano di più. Se non sei sicuro di trovare gli asciugamani a destinazione puoi pensare di portare con te un accappatoio in microfibra\u0026nbsp; che tiene poco spazio e si asciuga in fretta.\n9 Intrattenimento: serie TV, film e libri La tua serie preferita o un buon libro sono il tuo compagno di viaggio preferito nelle lunghe ore di volo o treno? L\u0026rsquo;ideale allora può essere avere un Ipad\u0026nbsp; oppure un Kindle\u0026nbsp; per leggere tutti i libri che vuoi senza problemi di peso e spazio.\nSe vuoi qualche consiglio puoi trovare qui la lista degli ultimi libri letti da noi.\n10. Varie: adattatore universale e sicurezza Se hai messo in valigia la fotocamera, l\u0026rsquo;Ipad e il Kindle oltre al tuo smartphone, ricordati di portare anche un adattatore universale\u0026nbsp; . Si presta alle stesse funzionalità del caricatore ma la differenza consiste nel numero di spine che ha a disposizione e che si adattano a molti paesi nel mondo.\nUn buon lucchetto con combinazione approvata TSA\u0026nbsp; permette di muoversi in tutta sicurezza mentre gli AirTag di Apple\u0026nbsp; (o prodotti simili\u0026nbsp; se hai Android) permettono di tracciare i tuoi oggetti e ritrovarli nel caso vengano persi (come quella volta che abbiamo perso e ritrovato le chiavi del van sotto un diluvio!\u0026nbsp; ).\nUltimi consigli prima di partire Prima di lasciarti una comoda check list per verificare di aver preso tutto, ti lasciamo ancora qualche consiglio che speriamo possa aiutarti.\nPorta con te una fotocopia di tutti i documenti. Avere una fotocopia di passaporto, biglietti dei mezzi di trasporto e le prenotazioni di dove alloggerai può tornare sempre utile. Per sicurezza tienine una copia anche sul cellulare!\nPer la tua scorta d\u0026rsquo;acqua. Puoi usare l\u0026rsquo;applicazione Fontanelle che ti permette di trovare un punto dove ricaricare la borraccia nelle vicinanze!\nNon portare troppe cose. Una volta che sei in procinto di chiudere la valigia o lo zaino, chiediti se quello che hai stivato è veramente necessario. In caso la risposta sia no, alleggerisci senza problemi. Ricorda, less is more.\nLa prima regola è comodità! Scegli indumenti comodi e leggeri ma soprattutto pratici.\nSii organizzata/o! Quando si viaggia il tempo è prezioso e l\u0026rsquo;organizzazione è tutto! Avere un itinerario (magari salvate sul telefono con le mappe offline) permette di evitare di sprecare tempo prezioso e di incorrere in inutili attimi di nervosismo.\nQuando ci troviamo in un paese straniero, soprattutto dove non accettano l'euro, ci affidiamo a questa carta gratuita, che ti permette di pagare senza alcun tasso o addebito.\nCheck list Documenti Passaporto\\Carta d\u0026rsquo;identità Tessera sanitaria Biglietti aerei e prenotazioni varie Kit medico Medicinali generici Crema solare Vestiti Borraccia Zaino Fotocamera tracolla Peak Design Igiene orale Spazzolino Dentifricio Filo interdentale Igiene intimo Shampoo\\Doccia schiuma Accappatoio Adattatore universale A questo punto non ci resta che augurarti un buon viaggio ✈️\n[credits: foto di tookapic da Pixabay]\n","country":null,"date":"maggio 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1683732572/Articoli/Viaggio/bagagli-viaggio-zaino_bjgtuu.jpg","permalink":"/blog/10-cose-essenziali-da-portare-in-viaggio/","title":"Le 10 cose essenziali da portare in viaggio"},{"categories":["Europa in Camper"],"contents":"Spagna del Nord in 15 giorni affacciati sulla costa? Per noi è stato un viaggio bellissimo, attraversando 4 regioni (Paesi Baschi, Cantabria, Asturie e Galizia), panorami mozzafiato e alcune mete davvero imperdibili! Arrivavamo direttamente dalla Francia e nonostante un primo impatto con le persone non troppo accoglienti come in altre zone spagnole, abbiamo trovato un clima abbastanza favorevole nonostante fosse novembre e luoghi che ci sono rimasti nel cuore. Ti va di leggere cosa abbiamo da consigliare? Promettiamo mete meravigliose!\nTabella dei contenuti Itinerario In Breve Strade Servizi e soste Viaggiare con il proprio animale Considerazioni e tappe imperdibili Il nostro Vlog Le nostre mappe Itinerario Di seguito troverai il nostro diario giornaliero, ma se vuoi leggere l\u0026rsquo;itinerario in breve lo trovi qui, mentre se vuoi sapere le nostre considerazioni e quali tappe riteniamo imperdibili puoi cliccare qua.\nGiorno 1: La nostra prima meta spagnola dopo aver lasciato la Francia e aver fatto spesa al Mercadona è stata Pasaia. Qui abbiamo passeggiato per le vie del borgo, in un\u0026rsquo;atmosfera un po\u0026rsquo; più cupa rispetto ai paesini francesi, raggiungendo la casa di Victor Hugo, il piccolo porto e un promontorio dal quale si può ammirare la costa. Tornando al van non abbiamo resistito a una fetta di tipica torta al formaggio e, soddisfatta anche la voglia di dolce, dopo pranzo ci siamo spostati a San Sebastian. Passeggiando lungo la costa siamo arrivati al Mirador, palazzo imperiale con splendida vista sulla baia, e poi nelle vie del centro, per ammirare la parte veja, piazza della Constitution e assaggiare le prime tapas al bar sport. Abbiamo scoperto una città davvero viva, animata da numerosi artisti di strada. Per la notte ci siamo spostati nella vicina Orio.\nGiorno 2: ci siamo svegliati di prima mattina per fare una bella camminata sul promontorio, mentre i primi surfisti andavano a caccia di onde buone. Poi, complice la pioggia, ci siamo spostati a Zarautz, famosa per la sua spiaggia incastonata fra i promontori, e a Getaria: anche qui abbiamo passeggiato sul promontorio affacciato da un lato sulla cittadina e dall\u0026rsquo;altro sulla baia, trovando sulla strada un vecchio bunker e un faro abbandonato. Ultima tappa della giornata Zumaia con le sue famose rocce rosa, dalla forma stranissima e il terreno argilloso, rimaneggiati dal clima e dal tempo. Sosta per la notte su strada vista mare nei pressi di Deba.\nGiorno 3: il maltempo non ci dava tregua ma abbiamo comunque fatto due passi nel piccolo villaggio di Deba, poi dato che il 31 ottobre era l\u0026rsquo;ultimo lunedì del mese e coincideva con un grande mercato nella città di Guernica, con una serie di bancarelle per tutte le vie, abbiamo deciso di raggiungere questa meta. Siamo arrivati volutamente nel tardo pomeriggio per poter passeggiare insieme a Olimpia e Sakè nel momento in cui molte persone rientravano a casa, e per assaggiare un pinxto, la tapa di qui: una fetta di formaggio su un pezzo di baguette (1 euro). Dopo aver camminato per la città abbiamo raggiunto la riserva di Urdaibai.\nGiorno 4: abbiamo dedicato la mattinata a scoprire la natura attorno alla riserva, fermandoci per ammirare la chiesetta di Mundaka, poi abbiamo proseguito lungo la costa fino a raggiungere una comoda area sosta con tavolini per picnic nei pressi della turistica San Juan de Gatzelugatze.\nleggi anche Empanada spagnola: un piatto unico delizioso! Giorno 5: sveglia presto per raggiungere a piedi la scalinata che conduce alla chiesa di San Juan. L\u0026rsquo;accesso al sito è gratuito ma è necessario ottenere un ticket prenotando online dato l\u0026rsquo;ingresso contingentato (trovi tutte le informazioni utili qui\u0026nbsp; ). La camminata dal punto dove abbiamo parcheggiato noi può essere un po\u0026rsquo; impegnativa, ecco perché ti segnaliamo che puoi trovare un parcheggio più vicino. Inoltre, ti consigliamo un abbigliamento con scarpe adatte per evitare soprattutto di scivolare sui 241 scalini. Per il resto, prenditi il tempo per lasciarti meravigliare da questo luogo spettacolare (di prima mattina c\u0026rsquo;erano pochissimi turisti!). Nel pomeriggio, dopo aver fatto amicizia con altri camperisti mangiando panini vista oceano, abbiamo raggiunto l\u0026rsquo;area camper gratuita vicina all\u0026rsquo;aeroporto di Bilbao.\nGiorno 6: abbiamo raggiunto comodamente il centro città con il treno che impiega 30 minuti (1,80 euro a/r) lasciando gli animali a bordo del van dato che diluviava abbondantemente. Una volta arrivati abbiamo passeggiato per il Casco viejo raggiungendo il mercato del La Ribera (peccato fosse chiuso nel pomeriggio), acquistando un delizioso Pastel Vasco presso la pasticceria Arrese\u0026nbsp; , attraversando il ponte di Calatrava, fino ad arrivare al Museo Guggenheim che abbiamo visitato in un paio d\u0026rsquo;ore (puoi risparmiare 1 euro sul biglietto prenotando in anticipo sul sito ufficiale\u0026nbsp; ).\nVuoi vedere le nostre avventure fino a qui? Trovi tutto in questo video! Giorno 7: ci siamo spostati a Santander e poi in direzione delle bellissime spiagge: playa de Covachos, playa de la Arnia, playa de Valdearenas. Nel pomeriggio abbiamo raggiunto il delizioso borgo di Santillana do Mar: luogo di passaggio del Cammino di Santiago. Non perdetevi una fetta di quesada (torta al latte) servita con un bicchiere di latte fresco! Notte in libera a San Vicente de la Barquera.\nGiorno 8: dopo aver fatto due passi lungo la costa ci siamo rimessi in marcia, fermandoci per una tappa al santuario Iglesia de Nuestra Senora de los Dolores, poco dopo il borgo di Llanes, fino a raggiungere i Bufones de Pria: un luogo davvero incantevole! Immagina dei veri e propri geyser fra le rocce, creati dalla forse delle onde che si infrangono sulla costa. Se capiti qui in un giorno poco soleggiato la magia dovrebbe essere addirittura maggiore a detta dei contadini del posto! Nel pomeriggio abbiamo raggiunto Oviedo, altra meta del Cammino di Santiago, con la bellissima Cattedrale di San Salvador e la piazza sulla quale si affaccia, per poi spostarci per la notte a Gijon.\nGiorno 9: a Gijon abbiamo fatto due passi lungo tutta la passeggiata che sorge parallela alla costa, fino a perderci per le viuzze de lquartiere dei pescatori. Ci siamo poi rimessi in strada per raggiungere Cudillero, un piccolo borgo colorato letteralmente incastonato fra le scogliere. Pochi chilometri dopo Cudillero, seguendo la strada lungo la costa, ci siamo fermati per caso ad ammirare la meravigliosa Playa del Silencio: un luogo magico! Notte in libera presso la Playa de las Catedrales (zona di Ribadeo).\nGiorno 10: in questo luogo fai molta attenzione alle maree: noi al mattino presto abbiamo avuto la fortuna di passeggiare fra le rocce altissime che creano delle vere e proprie grotte all\u0026rsquo;interno delle quali ci si può affacciare quando la marea è bassa. Davvero suggestivo! Sempre in questo parcheggio si ha la fortuna che un paio di volte al mattino arriva un simpatico carretto di un signore che porta pane e empanadas ripiene (noi abbiamo provato quella con i membrillos da lui consigliataci, ed era deliziosa)! Notte il libera presso l\u0026rsquo;area camper gratuita di Betanzos.\nGiorno 11: direzione La Coruna. Dopo aver passeggiato per la città abbiamo scoperto la pizzeria Terramia\u0026nbsp; e con Luca, il proprietario connazionale, abbiamo scambiato una piacevole chiacchierata! Se ami i cannoli qui potrai trovarne davvero di deliziosi! Nel pomeriggio abbiamo raggiunto a piedi la Torre di Hercules, faro di costruzione romana. Notte sulla costa.\nGiorno 12-13: siamo rimasti nel parcheggio affacciato sulla costa fino al pomeriggio, facendo amicizia con una coppia di ragazzi tedeschi, per poi spostarci a Muxia. Il nostro percorso iniziale prevedeva di raggiungere Santiago, che abbiamo deciso di rimandare però a un futuro cammino :) Sosta in libera al faro. A Muxia abbiamo fatto bellissime passeggiate, dal faro al centro del paesino, scambiando due chiacchiere con alcuni pellegrini e con le persone del posto. Il tramonto qui è a dir poco spettacolare.\nGiorno 14: lasciata Muxia, ci siamo diretti verso Combarro, approfittando di un paesino lungo la strada per fare spesa, carico e scarico e pranzare con un\u0026rsquo;empanada al tonno. Il paesino è un tipico villaggio galiziano di pescatori, costellato di horreos, gli antichi granai. Sosta libera per camper\nIn Breve Di seguito le sole tappe della nostra avventura. Abbiamo sempre dormito in libera o in aree sosta gratuite.\nGiorno 1: Pasaia - San Sebastian - Orio\nGiorno 2: Zarautz - Getaria - Zumaia\nGiorno 3: Deba - Guernica - riserva di Urdaibai\nGiorno 4: Mundaka - San Juan de Gatzelugatze\nGiorno 5: San Juan de Gatzelugatze - Bilbao\nGiorno 6: Bilbao\nGiorno 7: Santander - Santillana do Mar - San Vicente de la Barquera\nGiorno 8: Bufones de Pria - Oviedo - Gijon\nGiorno 9: Gijon - Cudillero - Playa de las Catedrales\nGiorno 10: Playa de las Catedrales - Betanzos\nGiorno 11: La Coruna\nGiorno 12-13: Muxia\nGiorno 14: Combarro\nStrade In tutte e quattro le regioni che abbiamo attraversato in Spagna del Nord abbiamo trovato le strade in condizioni perfette. L\u0026rsquo;autostrada è a pagamento, mentre è gratuita l\u0026rsquo;autopista.\nServizi e soste In Spagna del Nord è semplice trovare aree di servizio attrezzate e gratuite per carico e scarico. Per le soste in libera noi non abbiamo avuto problemi dato che ci siamo recati in un periodo di bassa stagione. Se ti rechi in estate potresti avere più difficoltà a trovare parcheggio, soprattutto nelle zone affacciate sulla costa.\nQuando ci troviamo in un paese straniero, soprattutto dove non accettano l'euro, ci affidiamo a questa carta gratuita, che ti permette di pagare senza alcun tasso o addebito.\nViaggiare con il proprio animale Per viaggiare Europa con il proprio animale occorre avere: passaporto microchip vaccinazione antirabbica in corso di validità Controlla, se il tuo animale appartiene a una razza particolare, che sia ammesso in paese. Ti consigliamo di prestare sempre attenzione nei luoghi affollati perché le persone potrebbero avere timore, motivo per cui noi giriamo sempre con i nostri animali al guinzaglio. In parecchi casi è richiesta la museruola, ti consigliamo di tenerla a portata di mano. Ti consigliamo di portare con te una ciotola (noi usiamo questa che si appende comodamente allo zaino) e una borraccia con acqua se la giornata è particolarmente afosa. Considerazioni e tappe imperdibili Non conoscevamo il nord della Spagna e dobbiamo essere sinceri, certe sue caratteristiche ci hanno piacevolmente colpiti. Nonostante il clima non sia dei più favorevoli si respira un\u0026rsquo;atmosfera serena e pacifica.\nIn camper o auto, le mete imperdibili secondo noi sono :\nSan Sebastian: la cittadina è forse la più bella di tutta la zona. Molto elegante, offre anche un panorama di divertimento per i giovani. San Juan de Gatzelugatze: questo posto, famoso ai più per le riprese di Game of Thrones, a noi è rimasto davvero nel cuore. Bilbao : la città non è rinomata per la sicurezza, anche se noi ci siamo sempre sentiti al sicuro. Imperdibile la visita al Museo Guggenheim se sei un\u0026rsquo;amante dell\u0026rsquo;arte moderna. Bufones de Pria: qui la natura è veramente spettacolare, sembrerà di essere in Islanda! Un luogo inaspettato! Oviedo: famosa per il passaggio del Cammino di Santiago, la città è comunque deliziosa. Playa de las Catedrales: sarà solo una spiaggia per molti, ma affacciarsi e fare due passi fra le rocce qui ha un suo perché! Muxia: luogo magico soprattutto per i pellegrini, merita una sosta al tramonto! Il nostro Vlog Nel video qui sotto puoi scoprire insieme a noi alcuni dei luoghi che ci sono rimasti nel cuore.\nLe nostre mappe ","country":"Spagna","date":"maggio 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1683223914/IMG_9010_x6hrvl.jpg","permalink":"/blog/guida-spagna-del-nord-in-camper-itinerari/","title":"Spagna del Nord in camper | Guida completa e itinerario"},{"categories":["Guida a Amsterdam","Itinerari"],"contents":"Abbiamo visitato Amsterdam in 2 giorni, con cane e gatto come compagni di viaggio, nel mese di agosto 2022. Per la nostra visita ci siamo fatti consigliare da un amico che vive vicino alla città\u0026nbsp; , scoprendo alcune mete un po\u0026rsquo; meno turistiche ma decisamente più autentiche.\nEssendo estate il clima era mite, anche se il vento e la pioggia possono sempre essere all\u0026rsquo;ordine del giorno, motivo per cui ti consigliamo di portare con te un k-way o una mantellina\u0026nbsp; ! Noi siamo arrivati in città in camper e abbiamo sostato gratuitamente e dormito in libera nel quartiere NDSM Wharf Se vuoi sostare solo di giorno puoi spostarti nei parcheggi direttamente affacciati sul canale, se invece vuoi pernottare è consentito solo nelle vie limitrofe. Da questa zona il centro città è facilmente raggiungibile con traghetti gratuiti che partono ogni 10 minuti circa (durata tragitto 15 minuti, animali ammessi!). In ogni caso, anche se arrivassi in aereo, le mete che ti consigliamo sono sempre le stesse! ✈️\n3 tappe imperdibili Questi luoghi ci sono stati consigliati da Davide, e ci sentiamo di consigliarteli proprio in amicizia, per una visita della città anche un po\u0026rsquo; più divertente.\nQuartiere Jordaan: è secondo noi il quartiere più autentico, con i suoi palazzi affacciati sui canali. Sbircia dietro alle finestre, troverai sempre un particolare degno di attirare la tua attenzione. Presta attenzione di sera, potresti trovarti all\u0026rsquo;improvviso di fronte a un concerto sull\u0026rsquo;acqua, evento davvero emozionante.\nMuseo Met Muizenhuis: è il piccolo museo\u0026nbsp; dei topolini. Ingresso gratuito, una vera e propria opera d\u0026rsquo;arte a tutti gli effetti. Difficilmente uscirai senza aver preso almeno una cartolina ricordo o scattato una fotografia. Non aver timore a chiedere spiegazioni, la donna dietro al bancone è gentilissima e ci ha raccontato tutta la storia.\nMuseo Straat: è il museo di street-art\u0026nbsp; nel quartiere nord della città. Troverai opere anche sui muri dei palazzi limitrofi, ma la suo interno si nascondono delle vere opere d\u0026rsquo;arte. Tra queste citiamo anche le opere dell\u0026rsquo;italiano Millo (che potete vedere anche a Torino per esempio\u0026nbsp; ) Potresti anche vedere qualche artista all\u0026rsquo;opera. Il quartiere è raggiungibile https://reisinfo.gvb.nl/en/lijnen/F4/dienstregeling/heen/4257/ma-tm-vr \u0026nbsp; .\nItinerario completo Vuoi leggere ogni attimo della nostra avventura vissuta in città insieme a Olimpia e Sakè? Qui trovi il nostro diario giornaliero.\nGiorno 1: avendo parcheggiato e dormito nella zona nord della città abbiamo preso uno dei primi traghetti gratuito e una volta scesi ci siamo diretti immediatamente verso il tranquillo quartiere Jordaan. Davanti ai nostri occhi canali, palazzi non troppo alti affacciati da un lato e dall’altro, negozietti vintage, localini interessanti, un piccolo mercato del sabato mattina. Il Jordaan è veramente un quartiere a misura d’uomo, con persone che siedono sui gradini di casa a sorseggiare un tazzone di caffè o leggere un libro. Ci siamo sentiti in parte turisti, in parte spettatori. Raggiunto un parco cittadino, abbiamo pranzato con un paio di panini preparati a bordo per poi tornare al van, date le temperature abbastanza calde, tralasciando il cuore della città che avremmo rivisto nel tardo pomeriggio senza Olimpia e Sakè. Intorno alle 17 abbiamo ripreso il traghetto e abbiamo camminato da nord a sud e da est a ovest, spiluccando le tipiche patatine fritte (must have dello streetfood del posto) per poi ritrovarci vicino al mercato dei tulipani, nel quartiere a luci rosse e infine di nuovo al Jordaan, in mezzo a una platea di gente intenta ad ascoltare un concerto di musica classica sul canale. Spettacolo meraviglioso trovato per caso e per fortuna. Richiamati dai morsi della fame ci siamo spostati verso la stazione, dove abbiamo mangiato una pizza da asporto seduti con gambe a penzoloni sul canale, per poi rientrare al quartiere nord.\nGiorno 2: in una lenta e uggiosa domenica mattina abbiamo deciso di tornare a passeggiare per i canali di Amsterdam. Se a differenza nostra sai con precisione le date del tuo viaggio, ti consigliamo di prenotare in anticipo i biglietti per la casa museo di Anna Frank (sono acquistabili solo online e di solito si esauriscono a inizio mese, clicca qui per prenotare in tempo!). Abbiamo quindi gironzolato senza una meta precisa per la città, facendoci rapire da alcuni dettagli come un lampadario creato con un cavallo bianco a testa in giù. Sempre al Jordaan abbiamo fatto una piacevole scoperta: un piccolo museo (Met Muizenhuis). Immaginate un intero villaggio in miniatura che risale lungo una parete principale, mostrando interni di attività e abitazioni, popolate da topolini, tutti diversi, tutti protagonisti. Su di un’altra parete del locale sono esposte le copertine di libri tradotti in lingue diverse e proseguendo nella seconda stanza si trova una città affacciata sui canali in miniatura, ovviamente popolata dai simpatici animaletti. L\u0026rsquo;artista aveva iniziato a creare i primi personaggi nel salotto di casa. Davanti a quella finestra senza tende si affacciavano tutti i bambini, ma anche gli adulti, a cercare di capire la storia di quei personaggi, a studiarne l’evoluzione, a chiedere ancora nuovi particolari. Mese dopo mese la costruzione divenne alta 3 metri, tanto ricca da essere esposta nella biblioteca cittadina. Visto il successo riscontrato, l\u0026rsquo;artista iniziò a scrivere delle storie di ognuna di queste stanza e dei vari personaggi, che vennero tradotte nelle lingue di tantissimi paesi. Siamo usciti dal negozio museo felici come bambini, con una cartolina ricordo da appendere nel van. Dopo pranzo abbiamo deciso di curiosare un po’ meglio il quartiere in cui alloggiavamo e, complice il maltempo, siamo entrati al museo Straat che ospita opere di street-art dai dettagli unici. Alcune sono maestose e talmente ricche di particolari da sembrare delle fotografie. Una visita davvero interessante.\nSe vuoi sapere di più sulle nostre avventure in tutto il paese trovi l\u0026rsquo;articolo dedicato qui.\nMezzi di trasporto pubblici Noi abbiamo girato per tutto il centro città a piedi, ma se dovessi aver bisogno i mezzi di trasporto funzionano benissimo (vedi il traghetto che noi abbiamo preso 8 volte gratuitamente dal nostro parcheggio). E ricorda, in città devi prestare più attenzione alle biciclette che a qualsiasi altro mezzo, sbucano da ogni angolo!\nLe nostre considerazioni Dobbiamo essere sinceri, Amsterdam è stata forse una delle mete che ci è piaciuta meno di tutti i Paesi Bassi. Forse avessimo visto solo la città ci sarebbe piaciuta parecchio, ma avendo scoperto anche i piccoli villaggi ne siamo rimasti colpiti maggiormente. Merita in ogni caso una visita, e se dovesse capitarti di raggiungerla in primavera ti consigliamo una visita al parco Keukenhof per ammirare le distese di tulipani in fiore.\nViaggiare con il proprio animale In città ci sono numerose fontane, ma se la visiti in estate con il tuo amico a quattro zampe, ti consigliamo di portare con te una ciotola (noi usiamo questa che attacchiamo allo zaino con il pratico moschettone) e una borraccia. Ti consigliamo di tenere il tuo animale al guinzaglio per evitare problemi, soprattutto con le numerose biciclette che sfrecciano a destra e sinistra.\nIl nostro Vlog Nel video qui sotto puoi camminare per le vie di Amsterdam insieme a noi oppure trovi la serie completa sul paese a questo link\u0026nbsp; .\n","country":"Paesi Bassi","date":"aprile 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1683208317/IMG_0701_2_icitnu.jpg","permalink":"/blog/viaggio-amsterdam-tre-tappe-imperdibili/","title":"Amsterdam con cane e gatto: 3 tappe imperdibili"},{"categories":["Francia in Camper","Itinerari"],"contents":"In questo articolo ti porteremo con noi alla scoperta della Francia del Nord. Abbiamo visitato questa regione a bordo del nostro van dal 10 settembre al 15 settembre 2022, ma potrai seguire questo itinerario anche in auto. Il clima non è stato dei migliori come di consueto in queste zone, anche se alcuni attimi di sole ci hanno regalato panorami incredibili. Potresti valutare di aggiungere alcune di queste tappe a un viaggio in Normandia, in tal caso ti rimandiamo all\u0026rsquo;articolo dedicato in merito.\nTabella dei contenuti Itinerario In Breve Strade Servizi e soste Viaggiare con il proprio animale Considerazioni e itinerario ideale Il nostro Vlog Le nostre mappe Itinerario In questa sezione ti elencheremo tutte le tappe della nostra avventura, con un piccolo diario giornaliero. Se vuoi leggere il nostro itinerario in breve lo trovi qui, mentre se vuoi sapere le nostre considerazioni in merito a questa regione e soprattutto le tappe imperdibili puoi cliccare qua.\nGiorno 1: la nostra prima tappa appena varcato il confine con il Belgio è stata Dunkerque. Il centro cittadino non è emozionante e purtroppo anche la zona vicina alla spiaggia degli sbarchi non offre scorci degni di nota. Palazzoni, nulla più. Carino un parco con statue di varie forme e materiali e una serie di tulipani rossi di ferro che svettano verso le nuvole. Un po\u0026rsquo; delusi anche dalla tanta pattumiera ci siamo spostati per dormire a Bergues, poco fuori le mura.\nGiorno 2: paesino medievale di 4000 abitanti, attorniato dalle mura, duramente bombardato e privato del suo fascino primitivo, Bergues ci ha accolti con un bel sole. Abbiamo deciso di iniziare la nostra passeggiata percorrendo il corridoio di alberi sulle mura delle città, dai quali si intravedono i tetti da un lato e i giardini che circondano il paese dall’altro. Dopo pranzo e dopo aver chiacchierato con tante persone del posto davvero gentili, abbiamo deciso di rimetterci in strada, deviando verso la frazione di Mannequebeurre, in cui un uomo anziano crea sculture di fiori nel giardino di casa, a disposizione per la gioia degli occhi di ogni passante. Scambiato due parole e complimenti con il simpatico artista, ci siamo spostati a Gravelines, dove si può visitare un bel parco vicino al museo del disegno e della stampa, oltre a passeggiare lungo le mura perimetrali del paesino. Notte in libera in un viale tranquillo affacciato sul fiume che sfocia nel mare del Nord.\nGiorno 3: comprati pane fresco e croissant e approfittato di un\u0026rsquo;ottima lavanderia a gettone nella piazza centrale, dopo aver passeggiato lungo la banchina abbiamo deciso di dirigerci verso Calais. Raggiunta la città però abbiamo scoperto che era in corso una manifestazione che bloccava l’arteria centrale, per cui abbiamo deciso di fare retromarcia e rimetterci in strada. La campagna che poco dopo è apparsa ai nostri occhi era una meraviglia. Sembrava di entrare in un quadro di impressionisti. Cielo azzurro, nuvole bianche, prati verdi o arati, il mare sullo sfondo. E poi d’un tratto eccola, in tutto il suo splendore, la costa inglese in corrispondenza di Dover. Purtroppo tutta la zona è puntellata di sbarre con limite di altezza a due metri, per cui abbiamo ammirato un faro e la spiaggia attorno a distanza e abbiamo raggiunto un comodo parcheggio diurno e gratuito a \u0026ldquo;gris nez\u0026rdquo;: il faro non è dei più belli, ma tutt’attorno la natura la fa da padrona. Piccoli villaggi si stagliano a sinistra e destra. La scogliera permette di sentire solo il rumore delle onde al di sotto della sua altezza. Con le prime luci del tramonto abbiamo deciso di spostarci verso Boulonge. Sosta in libera poco prima del centro di Wimereux.\nGiorno 4: dopo colazione siamo scesi in strada, direzione lungo mare, dove però un divieto per cani ci ha impedito di affacciarci sulla spiaggia, facendoci deviare verso l’interno del paesino costellato di piccoli negozietti e ristoranti. Colti alla sprovvisto siamo tornati a bordo e ci siamo spostati in un parcheggio diurno affacciato sulla costa per poi raggiungere il centro cittadino del paese di Boulogne e visitare il piccolo centro storico che si trova nella parte alta della città, delimitato dalle mura. La nostra attenzione è stata catturata da un piccolo giardino abbellito con strumenti musicali, statue e panchine dipinte come se fossero pianoforti. Poi abbiamo raggiunto la chiesa di Notre Dame, ricoperta purtroppo dai ponteggi dei lavori di ristrutturazione e siamo rientrati bagnati da testa a piedi. Nuova meta: il Castello D\u0026#39;Hardelot. L’esterno è molto fiabesco, gli interni un po’ troppo rimaneggiati ma è piacevole non trovarlo spoglio di dettagli. Abbiamo anche visitato i giardini, in un momento di tregua dalla pioggia. Piccola sosta per sgranchire le gambe per le viuzze di Etaples, per poi dirigerci per la notte nei pressi di Berck, per ammirare l\u0026rsquo;indomani le foche.\nGiorno 5: se anche tu decidi di visitare la spiaggia di Berck ti consigliamo di controllare su internet gli orari delle maree. Si raggiunge o a piedi in una ventina di minuti da un comodo parcheggio in centro città oppure parcheggiando in un campeggio molto vicino. Ovviamente pioveva e il cielo era tutto grigio, ma in lontananza oltre una lingua di sabbia ecco spuntare una cinquantina di foche. Se hai un buon binocolo o un buon obbiettivo fotografico potresti riuscire ad ammirarne i musetti simpatici. Se arrivi con la bassa marea puoi fare una bella passeggiata sui massi, attenzione solo a non scivolare! Nel pomeriggio abbiamo raggiunto Saint-Valery-Sur-Somme, dove ci hanno accolti oltre alla pioggia ciottoli, casette con le facciate medievali, una chiesa, un lungo fiume, le barche arenate a rive, poche persone che passeggiavano in cerca di un posto in cui cenare. Raggiunto il porto e attraversata la ferrovia, ci siamo fermati ad ammirare vari dettagli; ogni finestra sembrava avere una storia da raccontare, ogni portone qualche segreto da celare. Lasciato il paesino fiabesco, abbiamo trovato un parcheggio in libera perfetto per la notte ad Ault.\nGiorno 6: dopo una notte cullati dalle onde del mare, abbiamo fatto due passi in questo paesino un po\u0026rsquo; abbandonato: pareti delle case colorate, tetti spioventi, sulle porte simpatiche insegne citavano nomi di luoghi o di artisti. Alle nostre spalle il mare, con la bassa marea e le scogliere bianche a fare da cornice. Al fondo, dove terminava la spiaggia e iniziavano gli scogli impraticabili, c\u0026rsquo;era un maestro intento a far lezione ai suoi alunni. Lasciato questo posticino magico, ci siamo diretti verso il primo paesino della Normandia, Le Treport.\nIn Breve Di seguito le sole tappe. Abbiamo sempre dormito in libera.\nGiorno 1: Dunkerque\nGiorno 2: Bergues - Mannequebeurre - Gravelines\nGiorno 3: Calais - Faro di Gris Nez - Wimereux\nGiorno 4: Boulogne - Castello d\u0026rsquo;Hardelot - Berk\nGiorno 5: Spiaggia di Berck - Saint-Valery-Sur-Somme\nGiorno 6: Ault - Le Treport\nStrade In Alta Francia la situazione relativa alle strade è perfetta.\nServizi e soste Non abbiamo avuto alcun problema a trovare i servizi di carico e scarico per il van. Abbiamo potuto dormire sempre in libera, nonostante parecchie limitazioni a mezzi superiori ai 2 metri di altezza (a volte anche 1.90), soprattutto nelle vicinanze delle spiagge.\nViaggiare con il proprio animale Per viaggiare Europa con il proprio animale occorre avere: passaporto microchip vaccinazione antirabbica in corso di validità Controlla, se il tuo animale appartiene a una razza particolare, che sia ammesso in paese. Ti consigliamo di prestare sempre attenzione nei luoghi affollati perché le persone potrebbero avere timore, motivo per cui noi giriamo sempre con i nostri animali al guinzaglio. In parecchi casi è richiesta la museruola, ti consigliamo di tenerla a portata di mano. Ti consigliamo di portare con te una ciotola (noi usiamo questa che si appende comodamente allo zaino) e una borraccia con acqua se la giornata è particolarmente afosa. Considerazioni e itinerario ideale Negli anni abbiamo imparato ad apprezzare molti lati della Francia, ecco perché anche in questa zona, nonostante il maltempo, abbiamo trovato luoghi che ci sono rimasti nel cuore.\nIn camper, auto o moto le mete secondo noi imperdibili di questa regione sono:\ni fari lungo la costa: in questa strada panoramica vedrai scorci mozzafiato e se sei in moto o in auto sicuramente potrai fare delle soste in più, senza limiti di altezza nei parcheggi Boulogne: è una cittadina davvero caratteristica, se parti da nord secondo noi vale la pena una sosta Spiaggia di Berck: lo ammettiamo, a noi ha emozionato parecchio ammirare le foche nel loro habitat naturale Saint-Valery-Sur-Somme: architettura, viuzze inconfondibili, ristorantini, panorami. Anche questo paesino davvero ha un suo perché. Il nostro Vlog Nel video qui sotto puoi rivedere il nostro ingresso in Francia oppure trovi la serie completa sul paese a questo link\u0026nbsp; .\nLe nostre mappe ","country":"Francia","date":"aprile 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1682804019/Articoli/francia/IMG_2771_ldmfwi.jpg","permalink":"/blog/viaggio-francia-alta-francia-in-camper-itinerari/","title":"Alta Francia in camper con cane e gatto: itinerario, consigli e informazioni utili"},{"categories":["Francia in Camper","Itinerari"],"contents":"Visitare la Bretagna in camper, van o auto vuol dire ammirare panorami mozzafiato e per noi è diventata una meta che consideriamo imperdibile. Vuoi qualche consiglio su come visitare questa regione francese on the road? In questo articolo ti racconteremo la nostra esperienza vissuta nel settembre 2022. Se stai pensando di visitarla insieme alla Normandia puoi trovare le nostre tappe qui.\nTabella dei contenuti Itinerario In Breve Strade Servizi e soste Considerazioni e tappe imperdibili Viaggiare con il proprio animale Il nostro Vlog Le nostre mappe Itinerario In questa sezione ti elencheremo tutte le tappe della nostra avventura. Se vuoi leggere il nostro itinerario in breve lo trovi qui, mentre se vuoi sapere le nostre considerazioni e quali tappe riteniamo imperdibili puoi cliccare qua.\nGiorno 1: prima tappa Mont Saint Michel. Siamo arrivati di prima mattina al parcheggio di un chioschetto dove consumando colazione si può parcheggiare per un paio di ore. Acquistati caffè e Madeleine al cioccolato ci siamo gustati sia i dolci che la vista. Poi, assicurati gli animali in van per evitare loro la bolgia di gente che avremmo incontrato, ci siamo incamminati per un\u0026rsquo;oretta di passeggiata. Se non te la senti di camminare puoi fare la coda per prendere il trenino a pagamento. Avendo già visitato l\u0026rsquo;Abbazia anni prima, abbiamo solo camminato per le viuzze, a parer nostro rovinate un po\u0026rsquo; dalle troppe insegne turistiche, per poi dirigerci in un parcheggio a Cherrueix, in riva al mare.\nGiorno 2: nel pomeriggio ci siamo spostati a Dinan, piccolo borgo medievale dall’atmosfera fiabesca, camminando per le viuzze fino ad arrivare al porticciolo. Per la notte ci siamo spostati nell\u0026rsquo;area sosta gratuita di Lehon.\nleggi anche L’Ariège in camper: tour di 9 giorni in una regione francese meravigliosa Giorno 3: a Lehon abbiamo visitato l’abbazia, circondata da un portico senza tetto, con una mostra di fotografia nel chiostro. Poi, colti dal temporale, ci siamo diretti a Saint Malo. Passeggiando senza una meta siamo entrati in una chiesa ricca di dettagli gotici, con un rosone sopra all’abside meraviglioso, per poi proseguire lungo i bastioni. Dopo esser tornati al van ci siamo spostati in un piccolo parcheggio affacciato sulla baia per pranzo e poi ci siamo diretti verso Cap Ferhel. Il vento era fortissimo. Siamo riusciti a intravedere il faro fra nebbia e pioggia prima di rinchiuderci a bordo. Sosta in libera.\nGiorno 4: volevamo visitare il vicino Fort la Latte, chiuso però per maltempo, quindi ci siamo limitati a passeggiare sulle scogliere in un attimo di tregua dalla pioggia. Poi ci siamo rimessi su strada, sostando per una passeggiata sulla spiaggia data la bassa marea, per arrivare in un parcheggio affacciato sulla baia di Langueux. Sosta in libera.\nGiorno 5: abbiamo raggiunto l’abbazia di Beaufort, che ha una presenza davvero scenica. Manca quasi totalmente il tetto e tutt’attorno la natura regna sovrana con alberi, rocce, il corso di un fiume e ortensie colorate. Poi ci siamo spostati nel vicino piccolo borgo di Paimpol girovagando per le vie senza una meta, raggiungendo il piccolo porticciolo e entrando in un negozietto di antiquariato, colmo di corredi di lenzuola di cotone, tazzine, piatti e bicchieri. Pochi km dopo è stata la volta di Treguier, un borgo in stile medievale. Sosta per camper libera.\nGiorno 6: sveglia di buon’ora per andare a visitare la casa incastonata fra le rocce, Castel Meur, a Plougrescant. Poi causa pioggia ci siamo spostati al faro di Ploumanac\u0026#39;h, bellissimo nonostante il maltempo. Nel tardo pomeriggio ci siamo spostati a Morlaix, famosa per il ponte maestoso e poi a Roscoff. Sosta in libera.\nGiorno 7: gita all\u0026rsquo;Ile de Batz, piccolo gioiello raggiungibile con un traghetto dalla città di Roscoff. Qui il tempo sembra essersi fermato davvero tra spiagge bianche, strade ciottolate, campi incolti, cavalli selvaggi. Ci è rimasta davvero nel cuore. Se decidi di visitarla ti consigliamo di comprare una baguette farcita in una delle panetterie di Roscoff per pranzo e goderti un pic-nic in natura. Tornati al van abbiamo raggiunto il faro di Kermovran e poi ci siamo diretti verso Point du Saint Mathieu.\nGiorno 8: abbiamo visitato il faro di Saint Mathieu e la vicina abbazia senza tetto, per poi dirigerci a Quimper e per la notte a Fouesnant, in un parcheggio affacciato sulla baia.\nGiorno 9: siamo rimasti nel piccolo paesino a chiacchierare con simpatici passanti, per poi dirigerci a Concarneu (non perderti uno dei famosi tortini al burro) e spostarci infine a Pont Aven, dormendo in piena natura vicino alla cappella di Tremalo.\nGiorno 10: abbiamo visitato il paesino di Pont Aven, con il suo centro ben curato, approfittando di un piccolo mercato di contadini locali. Poi ci siamo spostati a Quimperle, e infine in serata in periferia di Vannes.\nGiorno 11: abbiamo visitato Vannes sotto la pioggia, senza farci scoraggiare abbiamo passeggiato per le stradine fino a raggiungere i Jardin de la Prefecture, poi abbiamo trovato un parcheggio ottimale in mezzo al bosco a Chavagne, direzione Rennes.\nGiorno 11: dopo aver visitato Rennes ci siamo diretti a Vitré, piccolo borgo delizioso.\nDa qui in poi le nostre avventure sono proseguite verso sud, sempre seguendo la costa atlantica. Abbiamo attraversato la regione che si chiama Pays de la Loira, facendo solo un paio di tappe: una a Moidson-la-Riviere (bellissimo e minuscolo borgo circondato da natura rigogliosa, a sud di Chateaubriant) e l\u0026rsquo;altra a Nantes (purtroppo diluviava ma siamo comunque riusciti a vedere la statua dell\u0026rsquo;elefante, ispirato a Jules Verne e Leonardo, che barrisce e sputa acqua in movimento ) e rimandando al futuro invece la visita dei castelli della Loira. Infine ci siamo diretti in Nuova Aquitania, fino a raggiungere il capoluogo Bordeaux e da lì la Spagna del Nord (a breve l\u0026rsquo;articolo in merito)\nIn Breve Di seguito le sole tappe. Abbiamo sempre dormito in libera.\nGiorno 1: Mont Saint Michel - Cherrueix\nGiorno 2: Dinan - Lehon\nGiorno 3: Lehon - Saint Malo - Cap Ferhel\nGiorno 4: Fort la Latte - Langueux\nGiorno 5: Beaufort - Paimpol - Treguier\nGiorno 6: Castel Meur, a Plougrescant - faro di Ploumanac\u0026rsquo;h - Morlaix - Roscoff\nGiorno 7: Ile de Batz - faro di Kermovran - Point du Saint Mathieu\nGiorno 8: faro di Saint Mathieu - Quimper - Fouesnant\nGiorno 9: Concarneu - Pont Aven\nGiorno 10: Pont Aven - Quimperle\nGiorno 11: Vannes - Chavagne\nGiorno 12: Rennes - Vitré\nStrade Come nel resto del paese non abbiamo trovato strade in condizioni pericolose. Tutte le zone in prossimità dei fari regalano scorci davvero mozzafiato.\nServizi e soste In Francia è molto semplice trovare aree di servizio attrezzate e gratuite per carico e scarico. Per le soste in libera noi non abbiamo avuto problemi dato che ci siamo recati in un periodo di bassa stagione. L\u0026rsquo;unica attenzione che ti consigliamo è di prestare attenzione a luoghi in cui il vento potrebbe essere fastidioso o addirittura pericoloso. Se ti rechi in estate potresti avere più difficoltà a trovare parcheggio. \u0026gt;\nleggi anche Alta Francia in camper con cane e gatto: itinerario, consigli e informazioni utili Considerazioni e tappe imperdibili Questa è stata la nostra prima esperienza in Bretagna e abbiamo davvero amato questa regione. Nonostante il clima non sia dei più favorevoli si respira un\u0026rsquo;atmosfera magica e di altri tempi.\nIn camper o auto, le mete imperdibili secondo noi sono :\nMont Saint Michel: per quanto ormai sia una meta a parer nostro troppo turistica, vale sicuramente una visita. Dinan - Lehon: bellissime sia Dinan che la piccola frazione Lehon. i fari: Cap Ferhel, Fort La Latte, il faro di Ploumanac\u0026rsquo;h, il faro di Kermovran, il faro di Saint Mathieu.. davvero tutti meravigliosi, anche se avvolti nella nebbia. Castel Meur, a Plougrescant: la piccola casetta non è più raggiungibile nelle vicinanze per un incidente negli anni, ma il contesto attorno vale una deviazione! Ile de Batz: questa piccola isola ci ha conquistati dal primo passo. Da non perdere. Vannes e Rennes: due città molto belle e ordinate, senza perdere di vista la campagna circostante e i piccoli borghi limitrofi, come Vitré. Viaggiare con il proprio animale Per viaggiare in Europa con il proprio animale occorre avere: passaporto microchip vaccinazione antirabbica in corso di validità Controlla, se il tuo animale appartiene a una razza particolare, che sia ammesso in paese. Ti consigliamo di prestare sempre attenzione nei luoghi affollati perché le persone potrebbero avere timore, motivo per cui noi giriamo sempre con i nostri animali al guinzaglio. In parecchi casi è richiesta la museruola, ti consigliamo di tenerla a portata di mano. Ti consigliamo di portare con te una ciotola (noi usiamo questa che si appende comodamente allo zaino) e una borraccia con acqua se la giornata è particolarmente afosa. Il nostro Vlog Nel video qui sotto puoi rivedere la nostra meraviglia di fronte ai fari oppure trovi la serie completa sul paese a questo link\u0026nbsp; .\nLe nostre mappe Di seguito puoi consultare comodamente le mappe relative al nostro viaggio. Se vuoi sapere come scaricarle e usarle comodamente offline trovi tutto al seguente link ⚠️ in merito agli spot segnati non assicuriamo che esistano ancora! Si prega di mantenere il sito pulito e rispettare le regole. Vandipety non si assume alcuna responsabilità derivante dall'utilizzo delle informazioni fornite nel presente. ","country":null,"date":"aprile 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1682806078/Articoli/francia/IMG_5394_qzokva.jpg","permalink":"/blog/viaggio-francia-bretagna-in-camper-itinerari/","title":"Bretagna in camper con cane e gatto: itinerario, consigli e informazioni utili"},{"categories":["Portogallo in Camper","Itinerari"],"contents":"Città con case dalle pareti colorate e onde dell\u0026rsquo;oceano indimenticabili anche se non pratichi surf? Vieni con noi alla scoperta di Lisbona e di tante altre piccole realtà del centro del Portogallo, in un roadtrip di 10 giorni da vivere in automobile o in campervan. Se invece hai intenzione di visitare anche altre zone del paese ti rimandiamo all\u0026rsquo;articolo generale.\nItinerario Giorno 1 - Aveiro: Aveiro si trova posizionata tra il mare e la laguna ed è attraversata da canali – da qui l\u0026rsquo;appellativo di Venezia del Portogallo – che un tempo venivano solcati dai coloratissimi moliceiros, barche tradizionali dalla forma affusolata usate per la raccolta delle alghe e del sargasso. Oggi i moliceiros sono la principale attrazione turistica della città, usati per turistiche crociere sul fiume. Nel centro città si trovano edifici in stile art nouveau oltre a un modernissimo polo universitario. La città di Aveiro non si affaccia sull’oceano ma le due spiagge più belle nei dintorni di Aveiro sono Costa Nova, famosa per le sue caratteristiche casette di legno a righe colorate, e Praia de Barra, dove è possibile ammirare il faro più alto di tutto il Portogallo. Si trovano a soli 10 km dal centro città e nei mesi estivi si possono raggiungere con un bus diretto.\nGiorno 2 - Coimbra:\nCoimbra fu la capitale del Portogallo per oltre cent’anni e vanta l’università più antica del Portogallo nonché una delle più antiche d’Europa. La città è un dedalo di strade strette e ripide, pavimentate con ciottoli, di patio, scalinate ed archi medioevali, con palazzi eleganti che si affacciano sulle sue piazze e sul fiume Mondego. Numerosi sono i parchi cittadini, a noi è piaciuto tantissimo il parco dell\u0026rsquo;università che ospita anche una foresta di Bamboo. Non mancare di affacciarti nei cortili, potresti vedere qualche studente avvolto nel tipico mantello nero dell\u0026rsquo;uniforme.\nGiorno 3 - Tomar:\nTomar, antica sede dell’Ordine dei Templari, ospita su di una collina sopra la città il Convento de Cristo, una delle più importanti opere rinascimentali in Portogallo. È un edificio davvero affascinante, con numerose cappelle, chiostri e cori, oltre a contenere al suo interno la Charola, l’originaria chiesa romanica costruita su imitazione del Sacro Sepolcro a Gerusalemme. Il prezzo del biglietto è di 6 €, comprensivi anche dei giardini che si affaciano sulla città. .Vi consigliamo di prendervi un paio d\u0026rsquo;ore per ammirare il convento\u0026nbsp; .\nGiorno 4 - Nazarè:\nNazaré è considerata la più pittoresca località costiera e la sua spiaggia di sabbia dorata a forma di mezzaluna è famosissima per le altissime onde (la più alta registrata arrivò a 30 metri!) cavalcate da surfisti di tutto il mondo. Fare il bagno in queste zone può essere pericoloso, meglio osservare chi ha prodezza con le onde. Sulla sommità del promontorio che si può raggiungere a piedi si può visitare la Fortezza di São Miguel Arcanjo e ammirare il faro che dall’inizio del Novecento indica la via alle navi di passaggio, con un fascio di luce visibile a 24 km di distanza.\nGiorno 5 - Obidos:\nObidos è considerato a ragione uno dei più bei borghi del Portogallo: è un labirinto di vie ciottolate e casette bianche, con balconi ornati di fiori e porte colorate, arroccato in cima a un collina dominata da un castello medievale. Non perderti una camminata lungo le mura, che regalano panorami mozzafiato sia sui tetti della città che sulla campagna circostante. Passeggiando per le stradine noi ci siamo imbattuti anche in una mostra fotografica gratuita molto interessante. Obidos è famosa anche per il Festival del Cioccolato e per la ginjinha, il liquore alla ciliegia tipico, servito di solito in bicchierini di.. cioccolato!\nGiorno 6 - Peniche:\nPeniche sorge su di un promontorio a picco sul mare e le sue spiagge sono prese d\u0026rsquo;assalto dai surfisti. Anche il porto è molto vivace e attivo e il centro storico conserva alcuni palazzi storici degni di nota. Anche se non pratichi il surf la natura di questi luoghi sa rapire lo sguardo. A 50 km a sud di Peniche si trova la località balneare di Silveira, che noi abbiamo scoperto per caso fermandoci ad ammirare un tramonto superbo a Praia Formosa.\nGiorno 7 - Ericeira:\nEriceira è stata eletta capitale mondiale del surf grazie alla sua sua costa, che è un affascinante alternarsi di falesie e insenature di spiagge di sabbia finissima. Anche il centro città è però davvero caratteristico con viuzze strette, viste sull’oceano e un’atmosfera vivace. Poco distante da Ericeira, a Mafra, si trova l\u0026rsquo;Aldeia Típica José Franco (Aldeia Museu José Franco), un museo etnografico costruito in memoria dei borghi autentici e degli antichi mestieri.\nGiorno 8 - Cabo da Roca:\nCabo da Roca è il punto più a ovest dell’Europa continentale e uno dei promontori portoghesi più suggestivi da visitare. Un tempo creduto la fine del \u0026ldquo;mondo\u0026rdquo;, è circondato da natura selvaggia e offre passeggiate sulle scogliere, oltre a tramonti davvero spettacolari.\nGiorno 9 - Sintra:\nSintra ha forse più fama che meraviglie da mostrare. È sì caratterizzata da un fascino singolare, ma vuoi per colpa forse delle aspettative o della scarsa manutenzione delle sue opere cittadine, a noi ha lasciato l\u0026rsquo;amaro in bocca. La visita di ognuna delle attrazioni è veramente costosa, oltre al fatto che si pagano anche profumatamente i mezzi pubblici che collegano i vari monumenti. Per questo motivo noi abbiamo preferito visitare solamente il Palacio Nacional de Sintra (10 €), un palazzo reale medievale con numerose sale interne e un’impressionante collezione di azulejos, in particolare quelli che rivestono le pareti della Sala das Sereias dedicata alle Sirene. Anche la Sala dei Blasoni è degna di nota, grazie al soffitto a cassettoni con i blasoni delle 74 famiglie nobili del Portogallo. Gli altri palazzi visitabili sono: il Palácio da Pena, un castello fiabesco dalle pareti color giallo, rosa e violetto, arroccato in cima a una collina da cui si gode una vista mozzafiato sull’oceano, e il giardino con l\u0026rsquo;omonimo nome (noi abbiamo optato per una visita solo di questa parte ammirando l\u0026rsquo;esterno del castello); la Quinta do Regaleira , imponente villa ottocentesca; il Convento dos Capuchos (o Convento del Sughero) ricoperto internamente da sughero per riparare i monaci dalla perenne umidità della zona; il Parque de Monserrate che racchiude un museo botanico, giardini esotici con specchi d’acqua, stagni, cascate, cappelle e sentieri pittoreschi. Avrai capito che puoi impiegare mezza giornata o 4 giorni interi per vedere questa città. Se ti servono più informazioni puoi trovarle qui\u0026nbsp; Giorno 10 - Lisbona:\nLisbona è forse la città con meno \u0026lsquo;saudadÈ (malinconia) tipica dei luoghi portoghesi, dato che è viva e piena di cose da vedere. L’Alfama è il più antico quartiere della capitale, con le sue facciate delle case con l’intonaco corroso, gli azulejos stinti e i vicoli stretti. Non perderti la vista che puoi ammirare dal Miradouro de Santa Luzia. Il Castello di Sao Jorge è uno degli edifici più antichi, posto sul colle più alto di Lisbona. La piazza più grande è la Praca do Comercio, vicina al lussuoso quartiere Baixa con i suoi negozi alla moda, ristoranti e pasticcerie tradizionali. La via principale è la pedonale Rua Augusta, che dall’Arco arriva fino a piazza Rossio. Una delle migliori attrazioni della Baixa è l’Elevador de Santa Justa, ascensore in ferro che conduce in cima a una torre da dove si apre una vista a 360 gradi sopra Lisbona e le colline circostanti. Sempre n questo quartiere a noi sono piaciute molto le rovine del Convento do Carmo. Poco distanti dal centro trovi la Torre di Belém, bastione alto 30 metri e circondato da quattro torrette. che è uno dei monumenti più rappresentativi di Lisbona e il Monastero dos Jeronimos. Noi abbiamo amato passeggiare per la città senza fretta, ammirandola ancor di più in orario di tramonto quando la luce del sole la rende davvero raggiante.\nCuriosità A Lisbona abbiamo comprato (e divorato!) il Pastel de nata, o Pastéis de Belém, in quella che si ritiene essere la pasticceria\u0026nbsp; più antica (e secondo noi più buona) della città. Si tratta del tipico tortino dolce ripieno di crema, che noi ti consigliamo di spolverare di cannella! Non temere di non vedere i tipici tram gialli simbolo della città! Quando meno te lo aspetti \u0026ldquo;sfrecceranno\u0026rdquo; al tuo fianco e potrai scattare loro una fotografia o salirci al volo! Se ti avanza un po\u0026rsquo; di tempo potresti raggiungere la vicina Cascais, cittadina molto carina e con una bella passeggiata sulla costa.\nIl nostro Vlog Vuoi salire a bordo del van con noi? Puoi trovare la serie completa delle nostre avventure in Portogallo a questo link\u0026nbsp; .\n","country":"Portogallo","date":"aprile 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1683737113/IMG_1457_qal72d.jpg","permalink":"/blog/viaggio-portogallo-centro-e-lisbona-itinerari/","title":"Da Aveiro a Lisbona: 10 giorni on the road"},{"categories":["Francia in Camper","Itinerari"],"contents":"Visitare la Nuova Aquitania in camper ci ha regalato panorami unici affacciati sulla costa atlantica del sud della Francia. Siamo arrivati in questa regione dopo aver visitato la Normandia e la Bretagna e siamo stati felicissimi di scoprire queste zone fino a raggiungere il capoluogo Bordeaux per poi dirigerci a Bayonne e Biarritz.\nTabella dei contenuti Itinerario In Breve Strade Servizi e soste Viaggiare con il proprio animale Considerazioni e tappe imperdibili Il nostro Vlog Le nostre mappe Itinerario Vuoi visitare questa regione giorno dopo giorno insieme a noi? Abbiamo ricreato un piccolo diario giornaliero. Se vuoi leggere il nostro itinerario in breve lo trovi qui, mentre se vuoi sapere le nostre considerazioni e quali tappe riteniamo imperdibili puoi cliccare qua.\nGiorno 1-2: siamo arrivati a La Rochelle sotto al diluvio, motivo per cui abbiamo deciso di sostare nei pressi dell\u0026rsquo;aeroporto e fare giusto due passi sulla scogliera. L\u0026rsquo;indomani abbiamo visitato il centro città sempre sotto al diluvio, spostandoci nel parcheggio vicino al piccolo porticciolo e scoprendo il mercato coperto. Nel pomeriggio ci siamo spostati lungo le sponde di un fiume per sgranchire le gambe passeggiando seguendo la riva e poi a Saint-Thomas-de-Conac, un piccolo paesino di campagna, per la notte. Sosta in libera.\nGiorno 3-4: abbiamo approfittato del sole per pulire tutto il van, immersi fra le colline del luogo, per poi dirigerci a Bordeaux, dove abbiamo sostato nei pressi di un lago fuori città. Ne abbiamo approfittato anche per cercare un\u0026rsquo;officina per fare cambio olio e filtro e sistemare alcuni problemi al van.\nGiorno 5-6: sbrigate le incombenze meccaniche ci siamo diretti nel parcheggio messo a disposizione da una famiglia che abita vicino alla vigna di proprietà a Vignobles Pestoury. Abbiamo approfittato del giro offerto e della degustazione, acquistando poi un paio di bottiglie di vino, davvero delizioso.\nGiorno 7: ultima visita della città di Bordeaux con le sue strade in stile europeo: molto bella Rue Catherine, la Cattedrale, il Municipio. Qui abbiamo assaggiato un buonissimo macaron ripieno di gelato al pistacchio! Abbiamo anche avuto il piacere di conoscere il team di Caramaps, applicazione che usiamo per trovare informazioni su soste e servizi. Sosta libera a Lanton, sulla baia di Cap Ferret.\nGiorno 8: ci siamo spostati a Cap Ferret, dove è possibile fare bellissime passeggiate sulla spiaggia e vedere tamonti mozzafiato. Sosta in libera.\nGiorno 9-10: abbiamo visitato la vicina l\u0026rsquo;Herbe, una piccola realtà di pescatori in cui perdersi fra reti e capanne. Poi ci siamo spostati a Biganos, un piccolo porticciolo con una fila di casette deliziose tutte colorate e infine ad Arcachon, dove abbiamo fatto due passi nel quartiere chiamato \u0026ldquo;Ville d\u0026rsquo;Hitre\u0026rdquo;, con ville spettacolari dell\u0026rsquo;epoca di Napoleone III. Il centro del paese è decisamente chic, si può passeggiare fino a riva assaggiando i pasticcini di pasta choux. Sosta in libera.\nGiorno 11: ci siamo spostati alle Dune di Pilat, mentre un vento forte soffiava senza tregua. Un grande peccato osservare parte dei boschi limitrofi bruciati nell\u0026rsquo;estate 2022. Ci siamo poi spostati verso la spiaggia di Biscarosse, dove abbiamo visto un tramonto spettacolare. Sosta in libera sul lago (in zona ci sono numerosi limiti di altezza).\nGiorno 12-13: abbiamo trovato un piccolo angolo di pace presso il lago Mimizan, che permette una bella passeggiata anche sul molo. Notte in libera.\nGiorno 14-15: dopo una sosta sulla spiaggia ci siamo spostati a Bayonne prima di cena. Qui abbiamo compriamo un gateaux bretone alla crema pasticciera delizioso, che abbiamo divorato visitando la città. Meritano una visita la Cattedrale e il chiostro. Ci siamo spostati per dormire lungo il mare, in un\u0026rsquo;area sosta permessa solo fuori stagione, frequentata da numerosi surfisti e da cui si può ammirare in lontananza il faro di Biarritz.\nGiorno 16: abbiamo raggiunto Biarritz e abbiamo passeggiato per le sue vie fino a raggiungere la statua della Madonna affacciata sulla costa e il porticciolo, per poi spostarci in un parcheggio affacciato sulla baia con possibilità di fare una bella passeggiata. Da qui noi ci siamo spostati a Saint Jean de Luz per una piccola sosta prima di raggiungere la nostra ultima tappa francese, Hendaye, dalla quale siamo entrati in Spagna del Nord.\nIn Breve Di seguito le sole tappe. Abbiamo sempre dormito in libera, in parcheggi in cui non erano presenti divieti o in aree camper gratuite.\nGiorno 1-2: La Rochelle - Saint-Thomas-de-Conac\nGiorno 3-4: Bordeaux\nGiorno 5-6: Vignobles Pestoury\nGiorno 7: Bordeaux - Lanton\nGiorno 8: Cap Ferret\nGiorno 9-10: L\u0026rsquo;Herbe - Biganos - Arcachon\nGiorno 11: Dune di Pilat - Biscarosse\nGiorno 12-13: Mimizan\nGiorno 14-15: Bayonne\nGiorno 16: Biarritz\nStrade Come nel resto del paese non abbiamo trovato strade in condizioni pericolose.\nServizi e soste In Francia è molto semplice trovare aree di servizio attrezzate e gratuite per carico e scarico. Per le soste in libera noi non abbiamo avuto problemi dato che ci siamo recati in un periodo di bassa stagione. Se ti rechi in estate potresti avere più difficoltà a trovare parcheggio.\nleggi anche Bretagna in camper con cane e gatto: itinerario, consigli e informazioni utili Viaggiare con il proprio animale Per viaggiare in Europa con il proprio animale occorre avere: passaporto microchip vaccinazione antirabbica in corso di validità Controlla, se il tuo animale appartiene a una razza particolare, che sia ammesso in paese. Ti consigliamo di prestare sempre attenzione nei luoghi affollati perché le persone potrebbero avere timore, motivo per cui noi giriamo sempre con i nostri animali al guinzaglio. In parecchi casi è richiesta la museruola, ti consigliamo di tenerla a portata di mano. Ti consigliamo di portare con te una ciotola (noi usiamo questa che si appende comodamente allo zaino) e una borraccia con acqua se la giornata è particolarmente afosa. Considerazioni e tappe imperdibili Non conoscevamo la Nuova Aquitania e dobbiamo essere sinceri, certe sue caratteristiche ci hanno piacevolmente colpiti. Nonostante il clima non sia dei più favorevoli si respira un\u0026rsquo;atmosfera serena e pacifica.\nIn camper o auto, le mete imperdibili secondo noi sono :\nLa Rochelle: il paese merita una passeggiata. Se non trovi maltempo ti suggeriamo una visita alle isole vicine. Bordeaux: il capoluogo perde un po\u0026rsquo; del fascino di autenticità, però la città offre parecchi servizi e le colline attorno sono bellissime. Baia di Cap Ferret: Cap Ferret, L\u0026rsquo;Herbe, Biganos, Arcachon..con il senno di poi ci saremmo fermati molto di più in questa zona così poco turistica ma davvero piacevole! Dune di Pilat: un must da vedere questo deserto che si affaccia sulla costa atlantica! Bayonne: a noi questa cittadina è piaciuta davvero tanto, molto più autentica della vicina, più turistica e chic, Biarritz. Il nostro Vlog Nel video qui sotto puoi sentire le nostre considerazioni su queste zone oppure trovi la serie completa sul paese a questo link\u0026nbsp; .\nLe nostre mappe Di seguito puoi consultare comodamente le mappe relative al nostro viaggio. Se vuoi sapere come scaricarle e usarle comodamente offline trovi tutto al seguente link ⚠️ in merito agli spot segnati non assicuriamo che esistano ancora! Si prega di mantenere il sito pulito e rispettare le regole. Vandipety non si assume alcuna responsabilità derivante dall'utilizzo delle informazioni fornite nel presente. ","country":null,"date":"aprile 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1682862710/Articoli/francia/IMG_6598_cz1m9g.jpg","permalink":"/blog/viaggio-francia-nuova-aquitania-in-camper-itinerari/","title":"Nuova Aquitania in camper con cane e gatto: itinerario, consigli e informazioni utili"},{"categories":["Portogallo in Camper","Itinerari"],"contents":"In questo articolo ti portiamo con noi alla scoperta di Porto e di altre tre cittadine del Portogallo del Nord, che noi abbiamo raggiunto a bordo del nostro van. Puoi prendere in considerazione questo itinerario anche se decidi di affittare un\u0026rsquo;automobile arrivando a Porto in aereo. Se invece hai intenzione di visitare o aggiungere nel tuo viaggio altre zone del paese ti rimandiamo all\u0026rsquo;articolo generale.\nItinerario Giorno 1 - Valenca:\nValenca è la prima cittadina che si incontra attraversando il confine con la Spagna del Nord. Ti consigliamo una visita della Fortaleza, struttura medievale con negozi, ristoranti e siti storici all\u0026rsquo;interno delle mura dalle quali si può ammirare un bellissimo panorama.\nGiorno 2 - Viana do Castelo:\nViana do Castelo è una delle più belle città del nord del Portogallo con il sui caratteristico centro storico, ricchissimo di eleganti palazzi storici. Il centro della vita cittadina è la pedonale Praça da República che ospita il vecchio municipio e una fontana rinascimentale in granito. A Viana do Castelo si può visitare anche la nave Gil Eannes, che portava aiuto medico ai pescherecci portoghesi che pescavano il baccalà. Altri siti da non perdere sono la Cattedrale, la Fortezza de Sao Tiago de Barba che permette di passeggiare lungo i suoi bastioni, l\u0026rsquo;Igreja de Misericordia e le sue meravigliose piastrelle decorative, considerate tra le più belle di tutto il Portogallo. Ciò che consigliamo di non perdere è il Monte de Santa Luzia, la collina che sorge alle spalle della città, che si può raggiungere con la funicolare oppure tramite due chilometri di strada in salita. Dall\u0026rsquo;alto si possono ammirare panorami incredibili e visitare il Santuario do Sagrado Coração de Jesus e le rovine di un villaggio fortificato. Ti auguriamo di trovare bel tempo, quando noi siamo saliti in cima ci ha avvolti una fitta nebbia autunnale.\nGiorno 3 - Braga:\nBraga è una delle città più antiche del Portogallo e nelle sue immediate vicinanze ha sede il santuario di Bom Jesus do Monte, circondato da uno splendido parco. Puoi raggiungerlo o tramite una monumentale scalinata a fisarmonica in granito con oltre 600 gradini, che ospita anche le tappe della Via Crucis, oppure tramite la funicolare del Bom Jesus, la più vecchia al mondo alimentata dalla forza dell’acqua. Noi abbiamo optato per salire con quest\u0026rsquo;ultima dato che diluviava e poi scendere tramite la scalinata. La vista panoramica dall\u0026rsquo;alto è magnifica. Il biglietto costa 1.50 singola corsa € e 2 € a/r e il percorso dura circa 5 minuti.\nGiorno 4/5 - Porto: Arrivando in van abbiamo parcheggiato fuori città al di là della sponda del fiume (nella cittadina gemella Vila Nova de Gaia, famosa nel mondo per la produzione del miglior vino Porto) e raggiunto comodamente il centro con una passeggiata di mezz\u0026rsquo;ora. In alternativa puoi usare i comodi mezzi pubblici. Attraversato il ponte in ferro Dom Luis I abbiamo raggiunto il quartiere della Ribeira: un dedalo di stradine acciottolate in ripida salita con case dalle facciate colorate, balconcini fioriti, ristoranti e botteghe artigianali. Da questo quartiere arrivi di fronte alla Chiesa di Sao Francisco, i cui interni sono totalmente realizzati in oro. Il prezzo del biglietto è di 7,50 €. Noi ammettiamo di non essere entrati, dal momento che a noi stonava l\u0026rsquo;idea che per decorare questa chiesa, dedicata al “Poverello di Assisi”, siano stati usati più di 100 kg d’oro. Raggiunto il quartiere Vitoria, ci siamo diretti poi alla stazione di São Bento (San Benedetto): una delle attrazioni turistiche più visitate di Porto con i suoi più di 20.000 azulejos (piastrelle) dipinti in bianco e blu. Poco distante trovi la curiosa libreria “Lello e Irmao”, che pare abbia ispirato anche alcune scene di Harry Potter (costo di ingresso 5€, che danno diritto a uno sconto sull\u0026rsquo;acquisto di un libro). Noi non siamo entrati data la coda di persone, ma in caso puoi prenotare online sul sito ufficiale a questo link\u0026nbsp; .\nCuriosità A Porto abbiamo assaggiato il Pastéis de bacalhau, una tipica crocchetta di baccalà, che a piacere viene servita da un bicchierino di Porto. Al di là del ponte puoi trovare numerose cantine in cui puoi assaggiare il tipico liquore locale.\nIl nostro Vlog Nel video qui sotto puoi vedere le nostre avventure nel Portogallo del Nord!\n","country":"Portogallo","date":"aprile 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1683730729/IMG_0723_n3ptpi.jpg","permalink":"/blog/viaggio-portogallo-del-nord-e-porto-informazioni-e-itinerari/","title":"Porto e dintorni in 5 giorni"},{"categories":["Portogallo in Camper","Itinerari"],"contents":"Abbiamo visitato il Portogallo in camper con cane e gatto a dicembre 2022, in un periodo non molto battuto dal turismo e quindi con più facilità di trovare posto per la sosta (tieni presente che il campeggio libero è vietato in questo paese dal 2021!). Il clima non è stato dei più favorevoli, ma abbiamo comunque potuto ammirare luoghi bellissimi!\nAbbiamo deciso di suddividere gli itinerari in 4 regioni: il nord e Porto, il centro e Lisbona, la costa dell\u0026rsquo;Alentejo e il sud con l\u0026rsquo;Algarve. In questo articolo ti proponiamo le tappe e i consigli utili per visitare il paese anche in compagnia del tuo animale domestico, rimandandoti agli articoli specifici per i dettagli di ogni città o luogo da visitare. Vamos!\nTabella dei contenuti Itinerari Il Nord e Porto Da Aveiro a Lisbona L'alentejo L'Algarve Strade Servizi e soste Viaggiare con il proprio animale Considerazioni e tappe imperdibili Il nostro Vlog Itinerari Le tappe che ti elenchiamo sono state tutte raggiunte a bordo del nostro piccolo van, ma puoi effettuarle anche a bordo di una moto, un\u0026rsquo;automobile o con un mezzo più grande.\nIl Nord e Porto Alla scoperta di Porto e di altre tre cittadine del Portogallo del Nord:\nValenca Viana do Castelo Braga Porto Trovi l\u0026rsquo;itinerario completo qui.\nDa Aveiro a Lisbona Città con case dalle pareti colorate e onde dell\u0026rsquo;oceano indimenticabili. Alla scoperta di Lisbona e di tante altre piccole realtà del centro del Portogallo:\nAveiro Coimbra Tomar Nazare Obidos Peniche Silverio Ericeira e Mafra Cabo da Roca Sintra Cascais Lisbona Trovi l\u0026rsquo;itinerario completo qui.\nL\u0026rsquo;alentejo Alcacer do sal Sines Zambueira do mar Vila Nova de Milfontes Odeceixe Bordeira Trovi l\u0026rsquo;itinerario completo qui.\nL\u0026rsquo;Algarve Una delle mete più rinomate del turismo portoghese: spiagge stupende, scogliere fantastiche, surf!\nSagres Lagos Portimao Ferragoudo Silves Albufeira Faro Tavira Trovi l\u0026rsquo;itinerario completo qui.\nStrade In Portogallo trovi autostrade (AE), le superstrade, suddivise in ‘Itinerários Principais’ (IP) e ‘Itinerários Complementares’ (IC), le strade nazionali (EN) e le strade comunali.\nPer circolare nelle autostrade si paga il pedaggio che può essere riscosso al casello, qualora sia presente, oppure soltanto in modo elettronico.\nNelle autostrade con casello il pagamento avviene in contanti o con carta di credito, o bancomat; esiste anche un altro modo di pagamento, Via Verde, mediante addebito bancario, per chi possiede un dispositivo elettronico che si acquista negli appositi punti vendita\u0026nbsp; . Il sistema Via Verde è disponibile anche per i veicoli con targa straniera grazie a Via Verde Visitors, un dispositivo a noleggio che permette di circolare ed effettuare il pagamento in tutte le infrastrutture stradali sottoposte a pedaggio (incluse quelle a esclusivo sistema elettronico e i ponti).\nNoi abbiamo percorso solo strade comunali e nazionali, anche se in alcune tratte il loro stato non era ben mantenuto.\nServizi e soste A differenza di altri paesi europei non è facilissimo trovare aree sosta attrezzate (soprattutto nel sud), in particolar modo è difficile trovare il carico dell\u0026rsquo;acqua. Si trovano invece molte fontanelle pubbliche per caricare borracce e bottiglie. In alternativa si può richiedere nei campeggi di effettuare solo i servizi a pagamento.\nDal 2021 la sosta libera è severamente vietata. Durante l\u0026rsquo;autunno e l\u0026rsquo;inverno viene \u0026ldquo;tollerata\u0026rdquo; in alcune zona. Vige sempre il divieto di campeggiare: la polizia ti multerà anche con solo una sedia fuori!\nleggi anche Tour di 7 giorni in Algarve in camper Viaggiare con il proprio animale Per viaggiare in Europa con il proprio animale occorre avere: passaporto microchip vaccinazione antirabbica in corso di validità Controlla, se il tuo animale appartiene a una razza particolare, che sia ammesso in paese. Ti consigliamo di prestare sempre attenzione nei luoghi affollati perché le persone potrebbero avere timore, motivo per cui noi giriamo sempre con i nostri animali al guinzaglio. In parecchi casi è richiesta la museruola, ti consigliamo di tenerla a portata di mano. Ti consigliamo di portare con te una ciotola (noi usiamo questa che si appende comodamente allo zaino) e una borraccia con acqua se la giornata è particolarmente afosa. Considerazioni e tappe imperdibili In camper o auto, le mete imperdibili secondo noi sono :\nViana do Castelo: è davvero una cittadina deliziosa. Con il maltempo perde parte del suo fascino ma se ti è possibile passeggia per le sue stradine senza fretta. Porto: noi abbiamo visto Porto con tantissimi cantieri in corso. Incarna decisamente lo spirito di saudade portoghese. Coimbra: cittadina deliziosa, noi abbiamo adorato passeggiare sia nei parchi che nelle viuzze. A vedere gli studenti in divisa vien voglia di tornare subito sui banchi di scuola! Cabo da Roca: emozionante a qualsiasi ora, ma se ti capita di passeggiare sulle scogliere quando va via la folla curiosa per immortalare solo il tramonto o al mattino presto.. ti regala scorci stupendi e ti fa capire la voglia di andare a cercare cosa c\u0026rsquo;è al di là del mare! Lisbona: città viva, elegante e che offre tanto da fare e visitare. Alentejo: meno turistico ma se ami la natura e la costa fa la caso tuo. Algarve: a noi le cittadine di questa regione non sono piaciute, ma le scogliere meritano sicuramente una visita. Il nostro Vlog Puoi trovare la serie completa delle nostre avventure in Portogallo a questo link\u0026nbsp; .\n","country":"Portogallo","date":"aprile 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1683816018/IMG_1491_f1hx1p.jpg","permalink":"/blog/viaggio-portogallo-in-camper-itinerari/","title":"Portogallo on the road con animali | Guida e itinerari"},{"categories":["Portogallo in Camper","Itinerari"],"contents":"L\u0026rsquo;Alentejo solitamente non è una delle mete di prima scelta quando si pensa al Portogallo. Eppure questa zona è costellata di piccoli paesini e ricca di natura, ideale per chi cerca un po\u0026rsquo; più di pace rispetto alla più turistica regione dell\u0026rsquo;Algarve. In questo articolo ti elenchiamo le mete che abbiamo raggiunto seguendo solamente la costa atlantica a bordo del nostro van. Se invece hai intenzione di visitare Porto o Lisbona o l\u0026rsquo;Algarve ti rimandiamo all\u0026rsquo;articolo generale.\nItinerario Giorno 1 - Alcacer do sal: Alcácer do Sal si trova su una dolce collina affacciata sulla sponda destra del fiume Sado e le sue viuzze a tratti malinconiche salgono fino al castello. Se la trovi libera, dondolati sulla gigantesca altalena che ti permette di volare in un panorama aperto a 360°.\nGiorno 2 - Sines: Sines è un antico borgo di pescatori, trasformatosi con il turismo e l\u0026rsquo;industria. Rimangono tuttavia i resti e le mura di un castello medievale, dal quale si può ammirare tutta la baia. Pare che la città abbia dato i natali a Vasco da Gama (1468-1524). Poco distante da Sines ti consigliamo la spiaggia di Porto Covo: c\u0026rsquo;è qualche rifiuto (noi abbiamo cercato di pulirla il più possibile) ma regala scorci davvero mozzafiato!\nGiorno 3 - Vila Nova de Milfontes: Vila Nova de Milfontes ha un vivace centro storico e splendide spiagge nelle vicinanze, oltre a godere di un clima mite che la rende una meta presa d\u0026rsquo;assalto d\u0026rsquo;estate. Si trova far il Parque Natural do Sudoeste Alentejano e la Costa Vicentina e vanta un porto ancora in attività.\nGiorno 4 - Zambueira do mar:\nZambujeira do Mar è un piccolo borgo di pescatori. In inverno appare solitaria e malinconica, mentre si anima d\u0026rsquo;estate soprattutto per il turismo legato agli sport acquatici.\nGiorno 5 - Bordeira:\nBordeira è vicinissima al villaggio di Carrapateira, da dove si accede alla spiaggia mediante una strada asfaltata. Poco distante trovi anche il paesino di Aljezur, con casette colorate e meravigliose passeggiate sulle scogliere.\nCuriosità In queste zone ti consigliamo di viaggiare senza mete e senza fretta. Noi abbiamo seguito la costa parcheggiando in punti dove il tramonto ci ha regalato immagini degne di un quadro.\nIl nostro Vlog Puoi trovare la serie completa delle nostre avventure in Portogallo a questo link\u0026nbsp; .\n","country":"Portogallo","date":"aprile 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1683730729/IMG_0723_n3ptpi.jpg","permalink":"/blog/viaggio-portogallo-e-alentejo-itinerari/","title":"Road Trip in Portogallo: l'Alentejo"},{"categories":["Portogallo in Camper","Itinerari"],"contents":"L\u0026rsquo;Algarve è una delle mete più rinomate del turismo portoghese: questa regione è presa d\u0026rsquo;assalto d\u0026rsquo;estate, soprattutto dagli amanti del surf (non pensare di poter fare un bagno tranquillo perché le acque sono tutt\u0026rsquo;altro che calde) e della natura, ma anche in inverno è meta di numerose persone che ne sfruttano il clima mite per \u0026ldquo;svernare\u0026rdquo;. Le sue spiagge e scogliere sono davvero meravigliose e meritano una sosta in qualsiasi stagione. Se vuoi visitare insieme a noi tutto il resto del paese ti rimandiamo all\u0026rsquo;articolo generale.\nTabella dei contenuti Itinerario Curiosità Il nostro Vlog Itinerario Giorno 1 - Sagres:\nSagres si trova nella parte più a ovest dell’Algarve e per la sua posizione è riuscita a mantenersi un po’ più isolata rispetto all’invasione turistica che ha subito il resto della regione. La principale attrazione è la Fortaleza, una muraglia a scopo difensivo, incastonata fra le scogliere. Non lontano da Sagres si trova poi il punto più occidentale dell’Algarve, Cabo de Sao Vicente. Questo faro (a fine 2022 in restauro) offre panorami mozzafiato soprattutto al tramonto.\nGiorno 2 - Lagos:\nLagos, piccola cittadina dell’Algarve, è famosa per le sue spiagge dorate, per il piacevole centro storico e per l’atmosfera di divertimento. Le migliori spiagge di Lagos sono Praia de Porto de Mós, Praia do Camilo (noi ce ne siamo innamorati!), Praia de Dona Ana, Praia do Pinhão, Praia da Batata e Meia Praia.\nGiorno 3 - Portimao/Ferragudo/Carvoeiro:\nPortimao è famosa per le spiagge di sabbia bianca e per le sue acque più calde e calme rispetto alle altre destinazioni dell\u0026rsquo;Algarve. Le due spiagge che noi abbiamo particolarmente amato sono: Praia do Alemão, raggiungibile anche tramite una bella passeggiata sulle scogliere e Praia dos Três Castelos, presa un po\u0026rsquo; più d\u0026rsquo;assalto dai turisti. Non troppo distante da Portimao ti consigliamo Ferragudo, un piccolo borgo di pescatori dove il tempo sembra essersi fermato. Camminando tra stradine e scalinate si giunge alla chiesa di Igreia da Nossa Senhora da Conceicão, dalla quale puoi ammirare un bellissimo panorama.\nPoco più a sud trovi Carvoeiro, un pittoresco villaggio preso d\u0026rsquo;assalto in estate da tutte le tipologie di turisti. La piccola spiaggia affacciata sulla piazza del paese è sabbiosa e circondata da scogliere. Tutta la costa della zona di Carvoeiro si alterna fra scogliere, grotte e calette, da esplorare con gite in barca private o in gruppo. Un\u0026rsquo;escursione molto bella potrebbe essere quella diretta alle grotte di Benagil. Noi abbiamo passeggiato lungo la Passerella Carvoeiro, che si estende dal centro di Carvoeiro e ragala splendidi scorci sulla costa.\nGiorno 4 - Silves:\nSilves era la città più importante dell’antico regno arabo dell’Algarve e si trova nell\u0026rsquo;entroterra. Il castello imponente domina ancora la scena e oggi la passeggiata lungo le mura offre la vista sugli aranceti sottostanti.\nGiorno 5 - Albufeira:\nAlbufeira offre un centro storico in cui si trovano numerosi ristoranti, bar e negozi e una zona moderna piena di hotel e appartamenti. Nel piccolo centro storico si trova ancora qualche scorcio legato al passato. Le due spiagge principali sono Praia dos Pescadores e Praia do Tunel. Noi abbiamo adorato passeggiare lungo la non troppo distante Praia da Falésia, una lunga spiaggia sabbiosa con scogliere rossastre raggiungibile grazie a una passerella.\nGiorno 6 - Faro:\nFaro è solitamente sfruttata come luogo di passaggio dai turisti. nel centro storico si possono osservare la Porta Arco da Vila e la Cattedrale Sè oltre alle antiche mura risalenti al periodo moresco e le varie porte di accesso. A 5 chilometri da Faro vi è Praia de Faro. Non distante si trova l\u0026rsquo;aeroporto e in prossimità una laguna in cui si possono fare delle belle passeggiate.\nGiorno 7 - Tavira:\nTavira è un villaggio di pescatori tipico di questa regione ed è circondata da una serie di spiagge che appartengono all’area protetta del Parco Naturale di Ria Formosa. Situata sull\u0026rsquo;isola di Tavira c\u0026rsquo;è una spiaggia raggiungibile a piedi, Praia do Barrel, in cui si trovano più di duecento ancore arrugginite appartenenti ai vecchi pescherecci di tonni, che donano a questo luogo l\u0026rsquo;appellativo di \u0026ldquo;cimitero delle ancore\u0026rdquo;.\nCuriosità L\u0026rsquo;Algarve è una regione che, se vissuta on the road, secondo noi offre scorci decisamente degni di una sosta. Anche i piccoli paesini si prestano per piacevoli passeggiate. Visitare questi luoghi fuori stagione può far assaporare un po\u0026rsquo; di saudade, ma li rende certamente più autentici rispetto all\u0026rsquo;estate, periodo in cui vengono presi d\u0026rsquo;assalto dal turismo.\nIl nostro Vlog Vuoi rivivere le nostre avventure on the road in Portogallo? Trovi tutta la playlist a questo link\u0026nbsp; .\n","country":"Portogallo","date":"aprile 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1683757945/IMG_2877_affjhz.jpg","permalink":"/blog/viaggio-portogallo-algarve-itinerari/","title":"Tour di 7 giorni in Algarve in camper"},{"categories":["Senegal in camper"],"contents":"Andare in Senegal in camper non era previsto nei nostri piani ma, spinti dai racconti di altri camperisti (che puoi ascoltare qui\u0026nbsp; ) e dopo essere arrivati nel Sahara Occidentale ci siamo ritrovati ad attraversare la Mauritania, stato che divide il mondo arabo dall\u0026rsquo;Africa nera.\nDopo quasi 30 giorni trascorsi in Senegal, qualche disavventura in dogana e non solo, numerose conoscenze con i locali, parole imparate in dialetto, soluzioni pratiche trovate qua e là e informazioni utili a camperisti e non, ci è balzata in mente l\u0026rsquo;idea di scrivere un articolo sulla nostra avventura, sperando che possa essere utile a chi sta pensando di cimentarsi in un viaggio simile.\nTabella dei contenuti Itinerario Ingresso in paese, Saint Louis e Lago Retba Dakar e la Petit Cotè Direzione Casamance In Breve Escursioni Dogana e Strade Quanto abbiamo speso Considerazioni e tappe imperdibili Il nostro Vlog Le nostre mappe Itinerario In questa sezione ti elencheremo tutte le tappe della nostra avventura, ricreando un piccolo diario giornaliero. Se vuoi leggere il nostro itinerario in breve lo trovi qui, mentre se vuoi leggere le nostre considerazioni in merito al paese e soprattutto le tappe imperdibili puoi farlo cliccando qua).\nIngresso in paese, Saint Louis e Lago Retba Giorno 1: siamo arrivati alla dogana senegalese di Diama in tarda mattinata, per poi dirigerci direttamente a Saint Louis. Attraversando la cittadina l\u0026rsquo;impatto è notevole: una prima isola centrale decorata da colorate casette coloniali lascia lo spazio a un ponte che conduce all\u0026rsquo;isola dei pescatori, martoriata da sporcizia in ogni angolo, bambini che vagano in mezzo a una moltitudine di cani randagi e caprette, una spiaggia meravigliosa caratterizzata più da rifiuti che granelli di sabbia. Abbiamo sostato con il van a sud dell\u0026rsquo;isola dei pescatori, in libera e totalmente indisturbati.\nGiorno 2: ne abbiamo approfittato per visitare il museo di fotografia di Saint Louis\u0026nbsp; . La visita si divide in 7 unità dislocate e la vera attrattiva a parer nostro sono proprio le location, vecchie case abbandonate, popolate da arte e natura incolta. Prezzo del biglietto 2000 F (3 euro) a persona, tempo di visita 1,30 h. Sosta in libera sull\u0026rsquo;isola dei pescatori (puoi usare i pullman cittadini per spostarti o come noi andare a piedi).\nGiorno 3: abbiamo approfittato del tempo necessario per sbrigare un paio di problematiche legate al passavant del veicolo (in merito trovi tutto capitolo dedicato) per visitare una realtà di Saint Louis che si occupa di salvare dalla strada i bambini talibè (piccoli mandati dalle famiglie più povere a studiare il corano presso figure che dovrebbero occuparsi della loro istruzione, i Marabut, e che invece lucrano sul loro vagabondare, facendoli vivere in condizioni penose senza toilette e cibo sufficiente, malmenandoli senza dar loro assistenza medica in caso di infezioni). Nella struttura della Maison de la Gare\u0026nbsp; ci ha accolti Issa, il direttore, con gioia mista a commozione nel raccontarci quanto sia difficile ogni giorno operare in qualità di associazione che vive principalmente di donazioni. Nel pomeriggio ci siamo spostati allo Zebrabar, famoso camping affacciato sull\u0026rsquo;oceano.\nGiorno 4: dopo il forte impatto del paese, che ci ha fatti più volte domandare perché avessimo deciso di visitarlo, abbiamo approfittato della pace offerta dal luogo immerso fra alberi, un lembo di spiaggia pulito e scimmiette libere di gironzolare al mattino. Nel tardo pomeriggio ci siamo spostati e abbiamo dormito presso un benzinaio a metà strada.\nGiorno 5: abbiamo raggiunto il Lago Retba o maggiormente noto come Lago Rosa, Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, che ha perso la peculiarità della sua pigmentazione a causa di piogge torrenziali che a fine 2022 hanno portato via i cumuli di sale e fatto sì che l\u0026rsquo;alga responsabile del pigmento non riuscisse più a ricreare la magia del luogo. Tant\u0026rsquo;è, ci ha accolti un lago blu, con acqua schiumosa a riva, pattumiera qua e là e un alone di desolazione, legato ad alcune strutture in decadimento. Sosta in libera in riva al lago.\nDakar e la Petit Cotè Giorno 6: guidare nella capitale, Dakar, non è una delle esperienze più semplici, motivo per cui studiando la cartina abbiamo circumnavigato la città dall\u0026rsquo;esterno, approfittando di un appuntamento nel quartiere periferico di Guediawaye. Qui abbiamo visitato una scuola che insegna alle ragazze a cucire, trovando per loro alcuni stage di inserimento nel lavoro (per informazioni progetto Sunugal\u0026nbsp; e associazione Gis Gis\u0026nbsp; , che vende in Italia nei punti di ecomercato). Nel primo pomeriggio abbiamo proseguito lungo la \u0026ldquo;route de la corniche ovest\u0026rdquo; per visitare la gigantesca statua in bronzo alta 49 metri raffigurante una donna e un uomo con bambino che troneggia sui tetti della città e sull\u0026rsquo;Atlantico (Monument de la Reinassance Africane, visitabile anche all\u0026rsquo;interno a pagamento). Abbiamo sostato in una vietta laterale tranquilla e ombreggiata per dirigerci in piazza dell\u0026rsquo;Indipendenza e ottenere il primo timbro di proroga sul passavant del mezzo che concede i primi 15 giorni di permesso. Siamo arrivati 15 minuti prima della chiusura e l\u0026rsquo;operazione è stata rapida! Abbiamo approfittato della vicinanza al porto per visitare un mercato locale: aspettatevi di essere invitati a fermarvi davanti a ogni bancarella per comprare qualcosa e armatevi di pazienza e fermezza laddove necessario!. Abbiamo sostato in un viale alberato nella zona delle ambasciate, ma in città trovi anche un campeggio.\nGiorno 7: visitiamo l\u0026rsquo;isola di Goree, meglio nota come isola degli schiavi, al mattino presto per due motivi: lasciare gli animali a bordo del van senza che patissero il caldo ed evitare la ressa di turisti mista a venditori locali. Ci siamo così imbarcati alle 7.30 insieme a una decina di passeggeri (normalmente parte ogni mezz\u0026rsquo;ora dalle 6:15 alle 22:30, prezzo 5200 F o 8 euro a/r per persona) e dopo 20 minuti eravamo sull\u0026rsquo;isola. Intorno a noi solo il rumore della natura che si svegliava, poche persone intente a preparare la colazione e stendere i panni, opere d\u0026rsquo;arte sparse qua e là da ammirare in silenzio. Abbiamo percorso tutto il perimetro, leggendo la storia del luogo e immaginandone le atrocità subite da uomini, donne e bambini che qui venivano smistati e privati della loro identità prima di essere stivati a bordo delle navi che li avrebbero condotti nelle Americhe a lavorare e perire nelle piantagioni. Sull\u0026rsquo;isola si trovano anche un paio di musei (quello relativo alla casa degli schiavi ha ultime recensioni pessime!) e alcuni ristoranti, oltre a botteghe sparse qua e là (se vuoi sapere di più clicca qui\u0026nbsp; ). Noi siamo rientrati a Dakar con il traghetto delle 10.30, che è arrivato sull\u0026rsquo;isola trasportando circa 300 persone fra turisti e locali. Abbiamo a fatica raggiunto l\u0026rsquo;autostrada, per colpa del traffico cittadino, e siamo arrivati sulla Petit Cote giusto in tempo per pranzo. La nostra meta temporanea per spezzare il viaggio è stata Yenne, affacciata sulla costa e caratterizzata da resort abbandonati e alcune strutture in costruzione. Abbiamo sostato in libera con il van lungo la spiaggia, in un posto tranquillo ma invaso dalle zanzare! Possibilità di campeggio nei dintorni.\nGiorno 8: percorrendo la N1, in condizioni migliori rispetto alle strade del nord, abbiamo raggiunto La Somone, villaggio affacciato sulla laguna, visitabile a bordo delle famose piroghe. Noi ne abbiamo approfittato per fare due passi nel mercato del paese, comprare frutta e verdura e passeggiare sulla spiaggia. Il contrasto fra la pulizia in prossimità dei resort e i cumuli di pattumiera nelle strade periferiche è davvero impattante. In questo tratto di costa abbiamo visto molti turisti praticare surf. Abbiamo dormito nel parcheggio custodito vicino alla spiaggia.\nGiorno 9: abbiamo raggiunto la non troppo distante M\u0026rsquo;Bour per visitare in mattinata un\u0026rsquo;associazione italiana che offre supporto ai bambini talibè della zona ( Maison des Enfantes\u0026nbsp; . Insieme ad altri volontari abbiamo preparato panini per i piccoli e poi giocato con loro intrattenendoli in modo molto semplice, mentre era attiva l\u0026rsquo;infermeria. Lasciata la struttura con l\u0026rsquo;amaro in bocca, chiedendoci se avesse avuto un senso il nostro aiuto, abbiamo abbandonato l\u0026rsquo;idea di visitare il mercato del pesce per il troppo caldo a bordo che avrebbe messo a dura prova i nostri animali e ci siamo diretti a Joel-Fadiouth. Abbiamo dormito sulla spiaggia molto sporca di fronte all\u0026rsquo;isola, ma notte tranquilla.\nGiorno 10: sul web si trovano informazioni relative alla visita dell\u0026rsquo;isola delle conchiglie possibile solamente con una guida. Quando noi siamo arrivati all\u0026rsquo;imbocco del ponte però non abbiamo trovato nessuno a cui chiedere informazioni, motivo per cui abbiamo passeggiato in solitaria calpestando le numerose conchiglie che coprono tutto il suolo e raggiungendo il cimitero che ospita musulmani e cristiani all\u0026rsquo;ombra di qualche baobab. Non ci siamo soffermati troppo in zona perché tutto il paesaggio è costellato di pattume che rende la passeggiata non troppo piacevole. Abbiamo quindi velocemente raggiunto il vicino paese Fadial, che ospita il Baobab sacro, maestoso e osservabile al suo interno tramite una fessura dalla quale proveniva però un odore acre che ci ha fatti resistere dall\u0026rsquo;entrare. Se volete vederlo nel pieno della fioritura dovere recarvi durante la stagione delle piogge.\nDirezione Casamance Da qui in poi avremmo potuto scegliere fra due possibilità: attraversare la Gambia e la relativa dogana o circumnavigarla allungandoci verso le zone più interne del paese per raggiungere la Casamance (per tutte le alternative vi rimandiamo al paragrafo dedicato). Visto che avevamo già avuto problemi entrando in paese e avendo incontrato più persone che ci avevano raccontato aneddoti vari su posti di blocco corrotti, abbiamo deciso di percorrere più chilometri raggiungendo la città di Tambacounda. L\u0026rsquo;unico problema che abbiamo riscontrato prendendo questa decisione è stato il caldo, che ha fatto impazzire il cicalino dello scalino del van, impedendoci di proseguire per un paio di ore. Questa disavventura ci ha obbligati a fermarci in città per la notte, con 37 gradi a bordo e un rumore di traffico assordante. Presente un solo \u0026ldquo;hotel\u0026rdquo; che chiede 11000 F (16 euro) per poter sostare in una piazzola, abbiamo deciso di spostarci poco più avanti presso un benzinaio (notte infernale).\nGiorno 11: dopo esserci alzati alle 6 e aver fatto gasolio (presso una Shell che in realtà ci ha messo gasolio mischiato acqua!) siamo partiti decisi a raggiungere la Casamance entro sera, per non perdere altro tempo prezioso. La strada si è rivelata ben diversa in questo tratto: pochissimo traffico, asfalto in ottime condizioni (tranne qualche buca nel tratto finale), pochissimi dossi, natura rigogliosa, piccoli villaggi con case dal tetto in paglia e persone sorridenti. L\u0026rsquo;impressione è stata davvero ottima, tant\u0026rsquo;è che in questo luogo abbiamo iniziato ad apprezzare il nostro viaggio in Senegal. Abbiamo pranzato all\u0026rsquo;ombra di un albero sotto lo sguardo curioso di donne e bambini che abbiamo salutato con gioia, per poi ripartire e raggiungere un parcheggio a 10 minuti da Cap Skirring nel tardo pomeriggio, senza immaginare che questo luogo ci avrebbe rapiti per 6 giorni. Sosta in libera in natura vicino a un hotel abbandonato (dove siamo rimasti a dormire per giorni).\nGiorno 12: stanchi per le disavventure e la lunga tratta percorsa abbiamo deciso di goderci questo piccolo angolo di paradiso, camminando sulla sabbia bianca di una spiaggia decisamente più pulita di quelle del nord e salutando cordialmente ogni persona che passava al nostro fianco. Per pranzo abbiamo deciso di provare il piatto tipico del paese, il thieboudienne, riso con pesce e verdure, qui proposto a 1000 F (1,50 euro a piatto). Nel pomeriggio abbiamo raggiunto a piedi la vicina Kabrousse, ultima cittadina prima del confine con la Guinea Bissau, in cui si teneva una festicciola di paese. Siamo stati accolti calorosamente, fra abiti coloratissimi e bambini intenti a correre e ballare.\nGiorno 13: abbiamo approfittato del ritmo lento della vita nel villaggio per comprare il pane locale, chiamato tapalapa, al costo di 200 F per pezzo, preparato con un mix di farine e prodotto in un forno di fango. Non fatevi ingannare dalle dimensioni, è nettamente più piccolo delle baguette ma decisamente più pesante! Abbiamo inoltre ricaricato la nostra schedina Orange (trovi più sotto le informazioni in merito), pranzato in un altro piccolo bar e passeggiato fra mucche, maialini, caprette libere sulla spiaggia.\nGiorno 14: in mattinata abbiamo raggiunto Cap Skirring, cambiato i soldi nell\u0026rsquo;unica banca presente, comprato angurie nel parcheggio dell\u0026rsquo;aeroporto, caricato l\u0026rsquo;acqua in un piccolo camping (contrattando per 1400 F, 2.15 euro, anziché 4000 F richiesti), mentre nel pomeriggio abbiamo raggiunto a piedi lungo la spiaggia il confine segnato sulla mappa con la Guinea, oltrepassandolo in linea d\u0026rsquo;aria.\nGiorno 15: innamorati del posto e della gente del luogo abbiamo fatto il primo bagno dell\u0026rsquo;anno nell\u0026rsquo;oceano, insieme a un ragazzo di nome Ibu, imparando parole in dialetto e scoprendo più dettagli sulla cultura del posto, mentre le numerose zanzare e i 43 gradi a bordo senza possibilità di grandi zone d\u0026rsquo;ombra, iniziavano a farci pensare di doverci spostare, anche per tutelare Olimpia e Sakè, i nostri animali.\nGiorno 16: in mattinata siamo andati a vedere i famosi Fromager (alberi altissimi e dal tronco sottile ma molto particolare) della vicina Diembering, poi abbiamo cucinato il pesce pescato per noi da Ibu a bordo del van e in serata ne abbiamo approfittato per salutare definitivamente lui e i nostri vicini di casa, una famigliola francese con cui abbiamo piacevolmente chiacchierato ogni giorno.\nGiorno 17: salutata anche Elizabeth, la nostra cuoca del cuore dello Chez Marie, ci siamo diretti prima a Elikine, un piccolo villaggio da cui si può ammirare e raggiungere l\u0026rsquo;isola di Carabane (escursione che vi consigliamo se avete la possibilità di pernottare in loco sfruttando gli orari della piroga pubblica che costa decisamente meno di quella privata), poi a Oussoye, famosa per il bosco sacro e per la diffusione dell\u0026rsquo;animismo, per poi raggiungere la dogana di Ziguinchor e ottenere il secondo rinnovo di 15 giorni di permesso per il veicolo. Da qui, con 45 gradi a bordo, ci siamo messi in moto direzione Tambacounda, per circumnavigare di nuovo la Gambia e ammirare i villaggetti che ci avevano affascinati all\u0026rsquo;andata. Non siamo riusciti a raggiungere la città ma ci siamo fermati a 2 ore, dormendo in una delle piazzole ai lati della strada.\nGiorno 18: percorsi tutti i chilometri dell\u0026rsquo;entroterra siamo arrivati a Palmarin, piccolo villaggio di pescatori situato in una zona naturalistica. Visto il caldo insopportabile (più di 40 gradi) abbiamo sostato in un campeggio che offriva piazzole ombreggiate. Pulito, con servizi e docce a disposizione, carico dell\u0026rsquo;acqua limitato, Wi-Fi utile solo per qualche messaggio con Whatsapp, piscina e possibilità di accedere direttamente alla spiaggia (purtroppo le acque erano invase da meduse).\nGiorno 19: abbiamo approfittato della pace del luogo per riposarci prima del grande rientro. Anche qui abbiamo trovato un piccolo ristorantino gestito da una donna gentilissima, disposto vicino alle rovine di un villaggio turistico. Questa zona è messa in pericolo dalle maree e dalle piogge, che stanno scavando sempre di più la riva. Sosta in libera ma non consigliata.\nGiorno 20: abbiamo raggiunto a piedi attraverso la spiaggia il piccolo villaggio di Palmarin, incontrando solo qualche uomo a cavallo.\nGiorno 21: ultimo giorno a Palmarin, purtroppo mentre pranzavamo qualcuno ha scassinato il vetro del portellone del van rubandoci il cellulare. Dopo il pomeriggio in gendarmerie ci siamo spostati a M\u0026rsquo;Bour (segnaliamo la presenza del primo Auchan in zona). Sosta vicino alla spiaggia.\nGiorno 22: Volevamo visitare il mercato del pesce ma abbiamo perso la mattinata per il tentativo di una multa per guida pericolosa (che siamo riusciti a far annullare). Ci siamo spostati di nuovo a La Somone, dove abbiamo dormito nel parcheggio custodito.\nGiorno 23: da qui in poi abbiamo preferito ripercorrere mete in cui eravamo già stati per essere sicuri. Ci siamo quindi spostati a Yene, dove avevamo dormito il 7° giorno. Notte terribile, con un\u0026rsquo;invasione di più di 50 zanzare!\nGiorno 24: da Yene abbiamo raggiunto lo Zebrabar vicino a Saint Louis (attenzione all\u0026rsquo;ultimo tratto di strada, noi ci siamo insabbiati!).\nGiorno 25: abbiamo raggiunto la dogana di Diama alle 16.30, svolgendo le pratiche di uscita in modo rapido e senza problemi. Tenete con voi i franchi senegalesi giusti per pagare sbarre e dogane in quanto non accettano euro (possibilità di cambiare i sefa residui alla frontiera con il Marocco). Abbiamo dormito nel parco nazionale di Dwailing avvantaggiandoci per attraversare la Mauritania in un giorno solo.\nIn Breve Di seguito l\u0026rsquo;itinerario in breve. Abbiamo sempre dormito in libera tranne dove non espressamente indicato\nGiorno 1: Diama, Saint Louis - ingresso in Senegal e visita all\u0026rsquo;isola dei pescatori.\nGiorno 2: Saint Louis - visita dell\u0026rsquo;isola centrale e del museo di fotografia di Saint Louis\u0026nbsp; .\nGiorno 3: Saint Louis, Zebrabar - visita all\u0026rsquo;associazione presso Maison de la Gare\u0026nbsp; . Nel pomeriggio spostamento e pernottamento al famoso camping Zebrabar.\nGiorno 4: Zebrabar.\nGiorno 5: lago Rosa.\nGiorno 6: Dakar - rinnovo del passavant e visita della città in particolar modo del mercato di Sandaga.\nGiorno 7: isola di Goree, Yenne - visita al mattino dell\u0026rsquo;isola e spostamento nel pomeriggio verso Yenne.\nGiorno 8: la Somone - visita al villaggio affacciato sulla laguna. Pernottamento parcheggio custodito vicino alla spiaggia\nGiorno 9: M\u0026rsquo;Bour - visita presso l\u0026rsquo;associazione ( Maison des Enfantes\u0026nbsp; e nel pomeriggio spostamento verso Joel-Fadiouth.\nGiorno 10: Joel-Fadiouth, Fadial - visita alla famosa isola di conchiglie e al Baobab Sacro. Nel pomeriggio spostamento per Tambacunda.\nGiorno 11 - 15: Cap Skirring.\nGiorno 16: Diembering - visita ai famosi Fromager.\nGiorno 17: Elikine, Ziguinchor e Tambacounda - visita alla città di Elikine e ai villaggetti sulla strada. Rinnovo del passavant a Zinguinchor. Nel pomeriggio direzione Tambacounda.\nGiorno 18: Palmarin. Pernottamento presso il camping.\nGiorno 19 - 20: Palmarin.\nGiorno 21: M\u0026rsquo;Bour.\nGiorno 22: la Somone. Pernottamento parcheggio vicino alla spiaggia.\nGiorno 23: Yenne.\nGiorno 24: Pernottamento al camping Zebrabar.\nGiorno 25: Diama e uscita dal Senegal.\nEscursioni Per quanto riguarda questi luoghi non possiamo darti la nostra opinione in merito perché non li abbiamo visitati, per motivi legati al clima e per scelte economiche. Abbiamo però cercato di ottenere più informazioni possibili per poterle condividere.\nParco Nazionale Niokolo-Koba: si trova nelle vicinanze del confine con la Guinea-Bissau a 600 Km da Dakar ed è un’area dichiarata Patrimonio dell’Umanità per l’UNESCO caratterizzata da una fauna e una vegetazione molto ricche, con oltre 80 tipi di mammiferi. La zona è attraversata da decine di corsi d’acqua, tra cui il fiume Gambia e la fitta rete dei suoi affluenti. Ad oggi abbiamo sentito numerosi pareri circa tasse molto elevate da pagare e pochi esemplari di animali da poter osservare. Le temperature inoltre nella zona possono essere molto elevate (viaggiando con i nostri animali non ci è stato possibile andare a visitarlo).\nParco Nazionale di Djoudj: Patrimonio Mondiale dell’UNESCO dal 1971, si trova sulle rive del fiume Senegal, a pochi chilometri dalla città di Saint Louis. Offre un habitat naturale e un buon ristoro durante la migrazione per oltre 400 specie diverse di uccelli, essendo una zona particolarmente ricca di vegetazione e corsi d’acqua.\nRiserva Naturale di Bandia: situato a non troppi chilometri di distanza dalla capitale, si tratta per lo più di un grande zoo che ospita animali importati dal Sudafrica, e che offre safari ovviamente non paragonabili a quelli in Tanzania o in Sudafrica. Anche in questo caso le tariffe non sono delle più economiche, soprattutto a detta di altri viaggiatori, per lo spettacolo offerto. Forse, se si hanno bambini e si è amanti degli zoo, può essere una bella escursione.\nIl Delta del Sine Saloum: visitabile a bordo delle tipiche piroghe\nIl deserto di Lompoul: situato a nord del paese, si può visitare con escursioni su 4x4 o dromedari\nDogana e Strade Entrare in Senegal in auto, moto o con il proprio camper è fattibile con le dovute accortezze e armandosi di pazienza. Se vuoi sapere di più clicca qui per andare all\u0026rsquo;articolo dedicato.\nQuanto abbiamo speso Dare una cifra relativa al solo viaggio in Senegal è possibile, ma va contestualizzata all\u0026rsquo;interno dell\u0026rsquo;intero percorso perché arrivando via terra bisogna tener conto del prezzo del traghetto per arrivare in Africa, dei chilometri necessari per attraversare il Marocco da nord a sud, del visto di ingresso per la Mauritania (da pagare due volte ovviamente se si effettua lo stesso percorso in risalita) e dei 750 chilometri per attraversarla.\nSempre legato al fatto che abbiamo attraversato più stati del continente, non sappiamo dire il prezzo relativo all\u0026rsquo;assicurazione sanitaria solo per il Senegal, cifra che varia comunque in base alla compagnia scelta, al rischio pattuito e all\u0026rsquo;età dell\u0026rsquo;assicurato (noi per 3 mesi per due adulti di 33 anni in Marocco, Mauritania, Senegal e Gambia che non sapevamo se avremmo attraversato abbiamo speso in totale 528,78 euro con ViaggioSicuri).\nQuando ci troviamo in un paese straniero, soprattutto dove non accettano l'euro, ci affidiamo a questa carta gratuita, che ti permette di pagare senza alcun tasso o addebito.\nLe nostre spese ammontano a:\nBenzina: 257 euro (3400 chilometri percorsi - prezzo gasolio 1-1,16 euro\\litro) Campeggi e parcheggi: 44.96 euro Autostrada: 4,30 euro Spesa alimentare: 125 euro Ristoranti: 25,40 euro (8 pasti fuori per due persone) Varie (antizanzare, internet, triangolo, museo etc): 45,75 euro Traghetto isola goree: 16 euro Assicurazione veicolo: 30 euro Passavant: 250 euro Totale: 798 euro Considerazioni e tappe imperdibili Il nostro approccio iniziale al Senegal non è stato dei migliori: i problemi avuti in dogana, la troppa pattumiera ovunque, i problemi di corruzione e gestione della povertà nel paese ci hanno decisamente scossi. È stato solo pensando a se e quando saremmo tornati in queste zone in van che abbiamo deciso di provare a raggiungere il sud, la Casamance, zona che ha decisamente risollevato il nostro morale, sia per i luoghi visitati sia per l\u0026rsquo;accoglienza da parte delle persone. Tutta la magia che ci hanno regalato i 7 giorni vissuti in questa zona del Senegal non è stata intaccata neppure dai fatti sgradevoli accaduti nell\u0026rsquo;uscita dal paese. Torneremmo quindi? Forse un domani sì. Sicuramente non nell\u0026rsquo;immediato. Consigliamo di visitare il paese? Sì. Anche solo per vivere davvero un\u0026rsquo;esperienza diversa, per capire una cultura diversa, per provare a ritrovare ritmi legati al sole e non alle lancette di un orologio.\nNon aspettarti una grande offerta architettonica e soprattutto non fermarti alle spiagge idilliache di fronte ai resort: prova a cercare il contatto con la gente del posto che è la vera ricchezza di questo paese.\nTappe imperdibili:\nSaint Louis, con una visita all\u0026rsquo;isola dei pescatori e al museo di arte fotografica Dakar, più che la città noi vi consigliamo assolutamente la visita all\u0026rsquo;isola di Goree La Somone e la visita a bordo delle piroghe del delta del fiume Casamance (per noi la miglior tappa del paese) Tappe da valutare:\ni parchi sopra citati, da valutare in base al tempo e alla disponibilità economica Tappe da evitare:\nLago Rosa, per via del fatto che attualmente non è più rosa Petit Cote, troppo turistica e con hotel diroccati Il nostro Vlog Se vuoi vedere i nostri vlog o vuoi sentire le nostre considerazioni ti lasciamo di seguito i video:\nvlog le nostre considerazioni Le nostre mappe Di seguito puoi consultare comodamente le mappe relative al nostro viaggio. Se vuoi sapere come scaricarle e usarle comodamente offline trovi tutto al seguente link ⚠️ in merito agli spot segnati non assicuriamo che esistano ancora! Si prega di mantenere il sito pulito e rispettare le regole. Vandipety non si assume alcuna responsabilità derivante dall'utilizzo delle informazioni fornite nel presente. ","country":"Senegal","date":"marzo 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1681839060/Articoli/Copertine/Senegal_in_Van_nbfqyv.jpg","permalink":"/blog/guida-senegal-in-camper-itinerari/","title":"Senegal in camper: itinerario, consigli e informazioni utili"},{"categories":["Overlanding Africa","Dogana"],"contents":"Se vuoi arrivare in Senegal a bordo del tuo mezzo che sia moto, auto o camper e non sai come fare, sei nel posto giusto! Entrare in Senegal con il proprio mezzo è fattibile con le dovute accortezze e armandosi di pazienza. Il nostro ingresso nel paese non è stato dei migliori quindi nel corso della nostra permanenza abbiamo deciso di raccogliere varie informazioni che ti mettiamo a disposizione se fossi intenzionato a intraprendere la stessa avventura. Mettiti comodo e buona lettura.\nTabella dei contenuti Premessa Rosso o Diama? Rosso Diama Quindi quale scegliere? La dogana di Diama Dove fare il visto Dove fare le pratiche del mezzo Carnet de Passages: serve? Dove si rinnova E l'assicurazione? Ma quanto mi costa? Passavant: i problemi! Racconti di altri viaggiatori Trucchi e consigli Cosa non fare in dogana Il nostro Vlog Articoli consigliati Aggiornamento 2024 A seguito delle elezioni presidenziali tenutesi in Senegal a marzo 2024 la situazione nella dogana di Rosso sembra essere cambiata.\nInoltre gli amici di @R4 Team Piemonte\u0026nbsp; sono andati da Saluzzo fino a Dakar ad agosto 2024 passando proprio presso questa dogana e grazie all\u0026rsquo;aiuto di un passeur hanno pagato circa 200 euro impiegando 4 ore a uscire dalla Mauritania e entrare in Senegal senza alcun problema. Lasciamo di seguito i contatti:\nIfra Ril Passeur\n+222 48 58 71 16\nConsigliamo comunque di proseguire la lettura dell\u0026rsquo;articolo e di verificare su iOverlander ( qui\u0026nbsp; e qui\u0026nbsp; ) la situazione aggiornata.\nPremessa Prima di iniziare una piccola premessa: per arrivare al confine senegalese dal nord bisogna attraversare prima il Marocco (guarda qui la nostra avventura\u0026nbsp; ) e poi la Mauritania (clicca qui se vuoi avere informazioni in merito). Se vuoi intraprendere quest\u0026rsquo;avventura ti consigliamo vivamente di leggere i precedenti articoli per conoscere la condizione delle strade e i costi da sostenere per arrivare a destinazione!\nRosso o Diama? Per entrare in Senegal esistono due dogane:\nRosso Diama Entrambe hanno i loro pro e soprattutto contro e la scelta dipende essenzialmente da tre fattori:\nquanti soldi scegli di spendere in che periodo decidi di andare che mezzo possiedi Rosso PRO Facilmente raggiungibile con qualsiasi mezzo Raggiungibile in qualsiasi stagione CONTRO Estremamente corrotta Costi esorbitanti per entrare (e uscire) La strada è molto facile da percorrere, tutta asfaltata e facilmente raggiungibile a bordi di qualsiasi mezzo. Il vero problema è l\u0026rsquo;estrema corruzione che si riflette in costi esorbitanti se si vuole passare da questa dogana. Quando eravamo al famoso Zebrabar, abbiamo sentito di persone che hanno sborsato addirittura 1000 euro per entrare (e immaginiamo lo stesso per uscire dal Senegal)!\nDiama PRO Economica Poco frequentata CONTRO Meno facile da raggiungere Durante la stagione delle piogge raggiungibile solo con un 4x4 L\u0026rsquo;unico problema di questa dogana è la strada in quanto dall\u0026rsquo;ultima \u0026ldquo;città\u0026rdquo; della Mauritania al confine ci sono 48 chilometri di strada sterrata in pessime condizioni il cui tempo di percorrenza è di circa 2 ore e mezza. Questa strada diventa impraticabile per i mezzi non 4x4 durante la stagione delle piogge. Ha di positivo che si trova all\u0026rsquo;interno del parco del Dwailing e permette di avvistare numerosi animali selvatici, soprattutto facoceri e uccelli di tutti i colori che migrano verso il vicino parco del Djoudj.\nPrestando attenzione, la strada si riesce a percorrere anche con un camper mansardato (come hanno fatto i nostri amici\u0026nbsp; ).\nI costi sono relativamente più bassi rispetto a Rosso, al netto di tutte le tasse da pagare lungo la strada in Mauritania e poco prima di entrare, che vedremo fra poco.\nQuindi quale scegliere? Il vincitore è, rullo di tamburi 🥁:\nDiama Questa è la scelta che abbiamo fatto noi e che consigliamo caldamente a tutti coloro che vogliono andare in Senegal. Ovviamente valuta bene quando programmare la visita di questo fantastico paese se non possiedi un mezzo 4x4.\nLa dogana di Rosso è da evitare assolutamente in tutti i casi, a meno che tu non abbia problemi a spendere tanti soldi. A quel punto però conviene forse viaggiare in aereo.\nleggi anche Senegal in camper: itinerario, consigli e informazioni utili La dogana di Diama Se come noi hai deciso di andare verso la dogana di Diama, una volta lasciata la Mauritania, ecco cosa devi fare:\npagare il \u0026ldquo;pedaggio\u0026rdquo; per far alzare la sbarra del ponte fare il visto fare il passavant del mezzo fare l\u0026rsquo;assicurazione entrare finalmente nel paese! È tutto molto semplice dato che sono presenti solo due edifici dove fare tutta la documentazione necessaria per entrare, ma per completezza ti spieghiamo i passaggi di seguito.\nDove fare il visto Lasciandoti la Mauritania alle spalle procedi verso l\u0026rsquo;edificio di destra con il passaporto ben stretto in mano. È un passaggio abbastanza veloce. Giusto il tempo di prendere le impronte e scattare una fotografia con una webcam.\nLa durata del visto di permanenza in Senegal, in qualità di turista, è di 90 giorni.\nDove fare le pratiche del mezzo Una volta ottenuto il visto, sempre con la Mauritania alle spalle procedi verso l\u0026rsquo;edificio di sinistra con il libretto di circolazione (o una fotocopia, non si sa mai) per sbrigare tutte le faccende relative al mezzo. Qui esistono varie possibilità che dipendono dall\u0026rsquo;età del mezzo o dal fatto che tu abbia o meno il Carnet de passages (CdP da ora in poi).\nCarnet de Passages: serve? Per entrare in Senegal non è richiesto il CdP (se non sai di cosa si tratta trovi maggiori informazioni in merito a questo documento sul sito dell\u0026rsquo; ACI\u0026nbsp; ) ma è consigliato in quanto:\nnon avrai problemi burocratici non avrai costi aggiuntivi fa sì che ti venga rilasciato un passavant da rinnovare solo una volta dopo il rinnovo puoi stare nel paese per 90 giorni Nel caso in cui non avessi il CdP potrai comunque entrare ottenendo un documento detto Passavant:\npuoi avere problemi burocratici (com\u0026rsquo;è successo a noi e altri viaggiatori) si paga in base all\u0026rsquo;età del mezzo va rinnovato ogni 15 giorni per un massimo di due volte puoi stare nel paese al massimo 30 giorni A prescindere dal fatto che si abbia il CdP o meno vengono permessi dai 3 ai 10 giorni per raggiungere la prima dogana e procedere con il rinnovo.\nDove si rinnova Entro lo scadere dei giorni che ti sono stati dati dovrai assolutamente dirigerti alla prima dogana per rinnovare il documento. Se si ha il CdP bisogna rinnovarlo solo una volta presso la dogana di Dakar.\nSe si ha il Passavant si può rinnovare al massimo due volte ogni 15 giorni presso le dogane di: - Saint Louis - Dakar - Kaolak - Tambacounda - Ziguinchor\nAttenzione: Il rinnovo è gratuito ma ogni tanto, a Saint Louis e Dakar in particolare, provano a chiedere soldi!\nE l\u0026rsquo;assicurazione? L\u0026rsquo;assicurazione del mezzo si fa dopo aver svolto le pratiche del mezzo. Non c\u0026rsquo;è un luogo ben preciso all\u0026rsquo;interno della dogana quindi dovrai chiedere. Nel nostro caso è stata fatta da un vecchietto seduto su una sediolina.\nMa quanto mi costa? Se hai deciso di andare verso la dogana di Diama, prima di poterla raggiungere e in uscita dalla Mauritania, ti aspettano alcune \u0026ldquo;tasse\u0026rdquo; obbligatorie da pagare: le trovi tutte nel dettaglio nell\u0026rsquo;articolo dedicato.\nSia arrivando dalla dogana della Mauritania che per uscire da quella Senegalese bisogna attraversare un semplice ponte alla cui fine è presente una sbarra che per può esser alzata alla modica cifra di 800 oug (moneta della Mauritania) o 8 euro.\nIl visto è gratuito per i cittadini che possiedono il passaporto italiano.\nSe hai il Carnet de passages non avrai altri costi aggiuntivi mentre se devi ottenere il passavant i costi sono, in teoria, i seguenti:\nveicolo con meno di 8 anni: 10 euro veicolo con più di 8 anni: 250 euro Nella realtà, a meno che non usi qualche escamotage, ti toccherà pagare 250 euro a prescindere dall\u0026rsquo;età del mezzo. Questi sono i costi per chi proviene dalla Mauritania, se provieni dalla Guinea o dalla Gambia il costo è di circa 10 euro!\nL\u0026rsquo;assicurazione per il veicolo costa 30 euro ed è valida per 30 giorni (oltre a risultare valida anche in Gambia).\nRiassumendo:\ncon CdP: totale 38 euro senza CdP: totale 288 euro Passavant: i problemi! Tutto quello che ti abbiamo detto finora sul Passavant funziona se i doganieri sono onesti e seguendo la legge scrivono su tale documento la dicitura \u0026ldquo;per Turismo”.\nSe come a noi e altri viaggiatori ti viene scritto “a Declarer”, cioè da dichiarare il motivo della permanenza, inizia una trafila di problemi. Questo succede a prescindere dall\u0026rsquo;età del mezzo: abbiamo raccolto più informazioni in merito grazie ad altri viaggiatori incontrati di persona. Il nostro consiglio è quello di mantenere sempre la calma e controllare questa scritta quando viene compilato il foglio, sottolineando fermamente che sei in paese per turismo (noi non sapevamo questo dettaglio e abbiamo scoperto dopo che sarebbero iniziati i problemi). Avendo il mezzo con meno di 8 anni abbiamo pagato 10 euro e siamo entrati, con 5 giorni di permesso, ma con la scritta errata.\nRacconti di altri viaggiatori Una volta arrivati a Saint Louis abbiamo scoperto la storia di alcuni camperisti (e non):\ncaso 1: mezzo con più di 8 anni. Il proprietario ha pagato 250 euro in dogana, gli hanno scritto \u0026ldquo;a declarer\u0026rdquo;, a Dakar gli hanno detto che quel passavant gli dava diritto a 3 mesi ma che avrebbe dovuto tornare l\u0026rsquo;indomani. Ha atteso 8 giorni andando ogni mattina in taxi in dogana, gli hanno dato un nuovo documento che concedeva 3 mesi ma richiedeva di contattare un funzionario entro 15 giorni, da pagare a sue spese. Alla richiesta di ulteriori 250 euro, pena il blocco del mezzo, ha deciso di rimanere fino alla scadenza dei 15 giorni e poi è uscito dal paese.\ncaso 2: mezzo con meno di 8 anni. Il proprietario ha pagato 10 euro in dogana, gli hanno scritto \u0026ldquo;a declarer\u0026rdquo;, anche a lui a Dakar hanno detto che quel passavant dava diritto a 3 mesi di permanenza ma avrebbe dovuto tornare l\u0026rsquo;indomani. Ha atteso 7 giorni circolando però in paese a suo rischio e pericolo, poi gli hanno dato un nuovo passavant che concedeva 3 mesi ma richiedeva un rinnovo dopo 15 giorni, per il quale doveva chiamare un funzionario da pagare a sue spese. Gli hanno richiesto 800 euro, pena il blocco del mezzo, così anche lui a malincuore ha deciso di uscire subito dal paese.\ncaso 3: mezzo con meno di 8 anni. Al proprietario hanno scritto \u0026ldquo;a declarer\u0026rdquo;, ma alzando la voce è riuscito a ottenere il rinnovo.\ncaso 4: mezzo con più di 8 anni, pagamento anticipato di 250 euro a un famosissimo passeur. Foglio rilasciato con scritta \u0026ldquo;turismo\u0026rdquo;. 10 giorni di concessione a cui aggiungere i due rinnovi da 15 giorni (totale 40 giorni di possibilità di rimanere con il mezzo in paese).\ncaso 5: due coppie con due Toyota camperizzati con più di 8 anni, pagamento anticipato di 250 euro a un famosissimo passeur. Foglio rilasciato con scritta \u0026ldquo;turismo\u0026rdquo;. 10 giorni di concessione a cui aggiungere i due rinnovi da 15 giorni (totale 40 giorni di possibilità di rimanere con il mezzo in paese).\nLa nostra esperienza Ci siamo recati al terzo giorno a Saint Louis, dove il doganiere è stato irremovibile e non ci ha rinnovato il documento dicendoci che non era rinnovabile e ci ha dato il numero di un \u0026ldquo;collega\u0026rdquo;, della famosa agenzia privata. Possiamo essere criticati in merito (e ci hanno criticati) per non aver alzato abbastanza la voce e non aver chiamato l\u0026rsquo;Ambasciata, ma essendo alle prime esperienze ci concediamo la possibilità di aver sbagliato e ne traiamo insegnamento. Abbiamo quindi pagato 240 euro, ottenendo un nuovo passavant di 10 giorni, rinnovabile un paio di volte di 15 giorni. Dogane in cui abbiamo rinnovato successivamente senza problemi:\nDakar Zuguinchor Il nostro dubbio quindi è che venga \u0026ldquo;manomesso\u0026rdquo; il documento iniziale qualora non sia stato effettuato in anticipo a pagamento tramite la famosa agenzia di riferimento.\nNel caso si voglia stare di più in Senegal con il proprio mezzo o nel caso in cui vengano creati problemi con il passavant, si può uscire dal paese entrando in Gambia o Guinea Bissau. In Gambia il visto costa 5000 F a persona più 5000 F per il mezzo e in uscita si ha diritto a un nuovo passavant pagando 2500 F. Questo avviene se si sta più di un giorno. Nel caso del solo attraversamento pare non venga rilasciato un nuovo passavant. Entrando dalla Guinea Bisseau il passavant per il Senegal costa 4 euro.\nTrucchi e consigli Un po\u0026rsquo; di consigli utili e due trucchi da usare se vuoi procedere in autonomia senza passeur.\nNon dare i passaporti a nessuno: tranne che ai doganieri. Alla frontiera è pieno di persone che cercheranno di prendere i tuoi preziosi documenti per occuparsi di tutte le pratiche. Se non fai attenzione (e non contratti subito) alla fine ti chiederanno un sacco di soldi.\nFai delle fotocopie dei passaporti: tolto quando espressamente richiesto dal doganiere cerca di dare sempre la fotocopia.\nFai delle fotocopie del libretto di circolazione: i doganieri e gli assicuratori vorranno il documento originale, in questo caso tira fuori la fotocopia! Difficilmente lo accetteranno ma mostrando l\u0026rsquo;originale e facendo vedere che sono uguali eviterai di dare i documenti originali!\nMantieni la calma\u0026hellip;!; non avere fretta, mantieni la calma e agisci come se fosse la millesima volta che passassi da quella frontiera.\nE ora un piccolo trucco per avere più giorni sul passavant! Se entri di mercoledì, essendoci il weekend di mezzo, ti verranno dati 5 giorni! Questo è ottimo perché ti permette di non correre a Dakar! Attenzione: è possibile anche ottenere 10 giorni, ma abbiamo notato che vengono concessi solo pagando l\u0026rsquo;agenzia privata.\nCosa non fare in dogana Ci sono alcune cose da non fare assolutamente in dogana e altre che sconsigliamo:\nfare riprese: è il modo più veloce per far arrabbiare polizia, doganieri e tutte le persone che gravitano in zona! cambiare soldi: puoi cambiare euro o ouguiya mauritani alle prime persone che si offriranno ma il cambio è decisamente sfavorevole. comprare le sim: come sopra, cercheranno di fregarti vendendoti sim soprapprezzate. Consigliamo di fare tutti questi passaggi a Saint Louis, che si raggiunge in meno di un\u0026rsquo;ora di strada. Il nostro Vlog Se vuoi vedere i nostri vlog o vuoi sentire le nostre considerazioni in merito al paese ti lasciamo di seguito i video:\nvlog le nostre considerazioni Articoli consigliati Per altre informazioni, itinerari e mappe sul Senegal e sui paesi da attraversare per arrivarci ti lasciamo di seguito alcuni link:\nSenegal: guida completa Senegal: il nostro itinerario e le mappe Mauritania: come attraversare la dogana ","country":"Senegal","date":"marzo 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1681839060/Articoli/Copertine/Senegal_in_Van_nbfqyv.jpg","permalink":"/blog/dogana-senegal-cosa-fare-guida-completa/","title":"Viaggio in Senegal in camper: Guida a dogana e informazioni Utili"},{"categories":["Tour del Senegal"],"contents":"Sogni di andare in Senegal ma non sai da dove iniziare? Di seguito troverai tutti i consigli utili per viaggiare all\u0026rsquo;interno del paese. Sono informazioni scoperte sul luogo nel periodo in cui abbiamo transitato, cioè marzo 2023.\nTabella dei contenuti Il paese Documenti e visto Clima e quando andare Come pagare Internet Vaccini e assicurazione sanitaria Sicurezza nel paese Mezzi di trasporto pubblici Dove e cosa mangiare Dove dormire Viaggiare con il proprio animale Itinerario 7 Giorni 14 Giorni Casamance Il nostro Vlog Il paese Il Senegal a differenza di molti altri paesi africani, citati per panorami mozzafiato o per itinerari unici in mezzo alla savana, offre agglomerati di capanne con tetto in paglia e abiti colorati svolazzanti qua e là, che trasportano in un tempo dimenticato. Alcune zone possono sembrare abbandonate a se stesse, ma la gentilezza delle persone non mancherà di stupirvi. Per questo motivo è forse un paese più da \u0026ldquo;vivere\u0026rdquo;, a parer nostro, che da \u0026ldquo;visitare\u0026rdquo;. Per quanto riguarda le città, la capitale è Dakar e la seconda più visitata è Saint Louis.\nDocumenti e visto Per viaggiare in Senegal è necessario il passaporto con validità residua di almeno sei mesi. Per viaggi con permanenza massima di 90 giorni non serve il visto e vale il timbro rilasciato sul passaporto in frontiera, all’arrivo nel paese. Per i documenti necessari per entrare nel paese con il proprio mezzo ti rimandiamo all\u0026rsquo;articolo apposito sul viaggio da noi compiuto in van.\nClima e quando andare In Senegal il clima è sempre caldo ed è caratterizzato da due stagioni: la stagione secca e la stagione delle piogge.\nLa stagione secca va da novembre a maggio e in questo periodo non piove praticamente mai. In particolare tra dicembre e febbraio, nell’area del Senegal settentrionale, può soffiare l’harmattan, un vento fresco carico di sabbia.\nLa stagione delle piogge va da giugno a ottobre. In questo periodo possono esserci temporali molto forti che rendono difficili gli spostamenti. È il periodo migliore sia per la vegetazione, in particolare per i baobab che si riempiono di foglie verdi, sia per i frutti, come il mango che si trova in questa stagione.\nNoi siamo rimasti in paese dal 22 febbraio al 18 marzo. La temperatura ha raggiunto picchi di 43 gradi sulla costa della Casamance e 45 gradi nella zona di Tambacounda.\nCome pagare La moneta corrente è il \u0026ldquo;Franco senegalese\u0026rdquo; (CFA o F). Un buon cambio è \u0026ldquo;650 CFA per 1 Euro\u0026rdquo; ed è facilmente ottenibile ovunque. Le carte di credito non sono accettate in tutto il Paese ma è possibile prelevare dai bancomat, tuttavia anche questi non sono molto diffusi. Per questo motivo consigliamo di arrivare con i contanti e cambiarli in loco. Se hai intenzione di usare le carte per prelevare contanti in Senegal ricordati di verificare, prima di partire, l’abilitazione della carta ai prelievi internazionali e soprattutto informati sui costi di commissione applicati dalla vostra banca.\nQuando ci troviamo in un paese straniero, soprattutto dove non accettano l'euro, ci affidiamo a questa carta gratuita, che ti permette di pagare senza alcun tasso o addebito.\nInternet Gli operatori sul suolo sono principalmente tre:\nOrange Espresso Free Orange è l\u0026rsquo;operatore più caro ma anche quello che prende meglio. Offre un\u0026rsquo;ottima copertura 4g praticamente in tutto il territorio. Nel momento in cui scriviamo le promozioni più interessanti sono:\nPass settimanale: 1.5 GB per 1500 F (circa 2.30 euro) Pass mensile (si va dai 3 euro ai 23 circa): 2.5 GB per 2000 F 7 GB per 5000 F 15 GB per 10000 F 25 GB per 15000 F Se si acquista il pass mensile ogni giorno si ha 1 extra GB da mezzanotte alle 8 di mattina. Facile da ricaricare praticamente ovunque, offre possibilità di usare l\u0026rsquo;hotspot! Se vuoi vedere offerte più aggiornate vai qui\u0026nbsp; .\nExpresso la connessione è più limitata (ma siamo comunque riusciti a scaricare dei file abbastanza pesanti senza problemi) e funziona maggiormente nella parte nord del Senegal, mentre nel sud solo a Ziguinchor e Cap Skirring. Offre però delle promozioni molto vantaggiose.\nPass settimanale: 1 GB per 500 F 2 GB per 700 F Pass mensile: 5 GB per 2000 F 10 GB per 3000 F 20 GB per 5000 F 50 GB per 7000 F 70 GB per 10000 F Illimitato per 15000F Attenzione perché questo operatore non permette l\u0026rsquo;hotspot! Puoi ovviare al problema comprando un router portatile ( qui\u0026nbsp; ) e usandolo come modem per tutti.\nPer ulteriori promozioni vai qui\u0026nbsp; .\nFree, che da noi si chiama Iliad! Non sappiamo la copertura di questo operatore in quanto non l\u0026rsquo;abbiamo provato (se hai informazioni puoi farcelo sapere nei commenti). Se vuoi vedere le promozioni le trovi qui\u0026nbsp; .\nNon sappiamo i costi di acquisto della singola sim in quanto all\u0026rsquo;ingresso della Mauritania alcuni italiani che stavano rientrando dal Senegal ci hanno regalato le loro sim Orange e Espresso. In questa maniera siamo riusciti a provarli entrambi. In Senegal, essendo paese francofono, troverete la dicitura Go (giga octane) anziché GB.\nI Wi-Fi nei due campeggi in cui siamo andati non avevano connessione stabile. Siamo riusciti solamente ad usare Whatsapp, aprire qualche pagina web e poco altro.\nLa ricarica dei piani internet si può effettuare nei negozi che espongono il logo dell\u0026rsquo;operatore. Non sempre questo è possibile, ad esempio a Cap Skirring siamo entrati in più botteghe che esponevano il logo Espresso senza che sapessero cosa fosse (!).\nVaccini e assicurazione sanitaria Non è richiesta alcuna vaccinazione obbligatoria per i viaggi in Senegal, tranne che per la vaccinazione contro la febbre gialla per viaggiatori maggiori di un anno di età, provenienti da Paesi in cui tale malattia è a rischio trasmissione (Kenya, Etiopia, ecc.), anche nel caso di solo transito aeroportuale, se questo è superiore alle 12 ore ed in ogni caso se si lascia l’aeroporto di scalo. Per informazioni su ulteriori vaccinazioni raccomandate ma non obbligatorie, ti consigliamo di consultare il tuo medico. Meglio portare con sé medicinali contro la dissenteria e un antibiotico ad ampio spettro, ma soprattutto un buon repellente per le zanzare.\nPer viaggiare noi ci assicuriamo con Genki che offre grandi benefici e una sottoscrizione mensile che può esser cancellata in qualsiasi momento.\nPer maggiori informazioni ti rimandiamo al sito di viaggiare sicuri\u0026nbsp; .\nSicurezza nel paese In tutto il paese l\u0026rsquo;ospitalità pare essere sacra, ma non dimenticarti che i ladruncoli possono essere dappertutto. Al di là dei problemi di corruzione che dilagano in tutto il paese, sovente ti verrà richiesto in prestito il cellulare per scattare una fotografia. Non fare l\u0026rsquo;errore di darlo. A noi è successo un altro piccolo inconveniente: eravamo parcheggiati vicino a una spiaggia e mentre eravamo a pranzo qualcuno ha scassinato il vetro del camper e ha rubato il cellulare di Paolo che l\u0026rsquo;aveva dimenticato all\u0026rsquo;interno del veicolo. Nella zona periferica della capitale Dakar si possono verificare maggiori episodi di microcriminalità, soprattutto furti o borseggi. Per evitare episodi spiacevoli (a noi è successo\u0026nbsp; ) evita di indossare gioielli e porta con te lo stretto necessario.\nMezzi di trasporto pubblici I mezzi di trasporto in Senegal sono molto economici, ma è complicato poter fare affidamento sugli orari e sull’affidabilità dei veicoli.\nLa linea ferroviaria è praticamente inesistente, mentre sono diffusi:\ni 7-places o taxi-brousse: taxi collettivi che rappresentano il mezzo di trasporto più utilizzato. Partono solo quando si raggiungono i 7 passeggeri, vengono utilizzati per spostarsi da una parte all’altra della città o in città diverse e non effettuano fermate intermedie. i minicar: sono autobus da una quindicina di posti (ma spesso caricano anche 20 persone). i bus: sono autobus che appartengono a compagnie private e offrono fino a 60 posti. Sono utilizzati nelle tratte fra le città principali del Senegal. i tam-tam: carretti trainati da cavalli o asini, diffusi per lo più nei piccoli villaggi. Offrono un passaggio a chiunque. taxi: automobili decisamente datate, tipicamente gialle nel nord del paese e grigie a sud. Dove e cosa mangiare In tutto il paese si trovano tantissime botteghine che vendono un po\u0026rsquo; di tutto oltre a banchetti di mercati quotidiani situati lungo tutte le strade, dove acquistare frutta, verdura e noccioline.\nI piatti nazionali senegalesi sono due: il Thieboudienne e lo Yassa. Il Thieboudienne è composto da riso (bianco o rosso) con pesce accompagnato da verdure (pochi pezzettini di carota, cavolo e manioca). Si può trovare a volte con la carne. Un prezzo molto onesto è 1500 F a porzione.\nLo Yassa poulet e lo Yassa poisson sono invece rispettivamente piatti a base di pollo o pesce marinati e conditi con cipolla, pepe, sale, peperoncino e poi grigliati. Vengono accompagnati con riso. Ci è capitato di trovare il pesce anche sotto forma di polpette.\nUn altro piatto molto caratteristico è il maffè: uno spezzatino di manzo o pollo condito con pasta d’arachidi e accompagnato dal riso.\nPer quanto riguarda le bevande, si trovano frequentemente birre locali, la Malta (una birra analcolica ricca di vitamina B), il tè Kinkelibà e il caffè Touba (un caffè nel quale vengono messi in infusione chiodi di garofano e il djar, un pepe originario della vicina Guinea, noi l\u0026rsquo;abbiamo amato e costa solo 50 F a bicchierino a differenza del Nespresso che ne costa 1000).\nSovente vi capiterà di aspettare anche un\u0026rsquo;ora per mangiare, soprattutto nei luoghi meno turistici, armatevi di pazienza.\nPer quanto riguarda l\u0026rsquo;acqua, consigliamo di bere solamente quella in bottiglia.\nLa frutta e la verdura si trovano ovunque. Frequenti sono angurie, banane e papaya, mentre durante la stagione delle piogge si trova ovunque il mango. I prezzi sono modici. La verdura viene rincarata per gli occidentali (parola di locali quando abbiamo detto loro che ci avevano chiesto 2 euro al chilo per carote e pomodori). Si trovano carote, pomodori, cavolo, melanzane e peperoni. Attenzione a lavarli bene e a consumarli in fretta, dal momento che vengono sovente esposti tutto il giorno al sole e sono già molto maturi.\nPiccola curiosità: in Casamance ricordati di provare il tapalapa, un pane composto da un mix di farine, cotto in forni di fango.\nDove dormire Ascoltando l\u0026rsquo;esperienza di altri viaggiatori, nelle città principali si trovano ostelli e piccoli alberghi, che è meglio contattare telefonicamente dopo aver prenotato online. Lungo la costa si possono trovare anche resort più di lusso. Per quanto riguarda i campeggi, dopo la pandemia il numero di quelli aperti è diminuito. Molti sono stati abbandonati. Sostare in libera è possibile, con le dovute accortezze. Noi abbiamo utilizzato le applicazioni park4night e iOverlander.\nViaggiare con il proprio animale Per viaggiare fuori dall' Europa con il proprio animale occorre avere: passaporto microchip vaccinazione antirabbica in corso di validità titolazione antirabbica Quest'ultimo documento si effettua tramite un prelievo del sangue che viene analizzato in centri specializzati ed è obbligatorio per poter rientrare in Europa. Controlla, se il tuo animale appartiene a una razza particolare, che sia ammesso in paese. Ti consigliamo di prestare sempre attenzione nei luoghi affollati perché le persone potrebbero avere timore, e ai numerosi animali selvatici, motivo per cui noi giriamo sempre con i nostri animali al guinzaglio. In parecchi casi è richiesta la museruola, ti consigliamo di tenerla a portata di mano. Ti consigliamo di portare con te una ciotola (noi usiamo questa che si appende comodamente allo zaino) e una borraccia con acqua se la giornata è particolarmente afosa. Sono frequenti casi di Leishmaniosi, valutate se fare il vaccino al vostro animale insieme al vostro veterinario. Prestate particolare attenzione ai luoghi in cui vagano liberi i maiali, dal momento che sono portatori di un verme che può essere pericoloso e infettivo. A noi è successo, un pomeriggio in cui eravamo seduti in spiaggia all\u0026rsquo;ombra delle palme, di trovare una piccola zecca sulle gambe di Paolo, quindi vi consigliamo di controllare quotidianamente voi e il pelo dei vostri animali.\nItinerario In questa sezione, basata sulla nostra esperienza di un mese nel paese, ti proponiamo un paio di itinerari che puoi compiere con i mezzi pubblici. Se vuoi invece raggiungere il paese in camper o rivivere le nostra avventura, a questo link abbiamo ricreato un piccolo diario giornaliero segnalando in un capitolo finale i luoghi che secondo noi meritano maggiormente e quelli che si possono evitare.\n7 Giorni Ecco un possibile itinerario di 7 giorni in Senegal con partenza e arrivo dall\u0026rsquo;aeroporto di Dakar.\nQuesto itinerario ti darà la possibilità di scoprire le bellezze naturali e culturali del Senegal anche in soli sette giorni. Tieni presente che potresti aver bisogno di organizzare i trasferimenti tra le destinazioni, quindi ti consigliamo di prenotare in anticipo un\u0026rsquo;agenzia di viaggio o un autista privato per facilitare gli spostamenti. Per quanto riguarda i mezzi di trasporto pubblici non sempre gli orari sono attendibili e rispettati.\nGiorno 1: Arrivo a Dakar Quando raggiungi la città di Dakar dedicati alla sua visita, in particolare il mercato di Sandaga, il Museo delle Arti Africane, la Cattedrale di Dakar e il monumento dell\u0026rsquo;Indipendenza.\nGiorno 2: Isola di Gorée Grazie al traghetto che parte ogni giorno dal porto della capitale puoi raggiungere e visitare l\u0026rsquo;isola di Gorée, patrimonio dell\u0026rsquo;UNESCO, che fu uno dei principali porti africani per il commercio degli schiavi. Qui puoi trovare anche la Maison des Esclaves, l\u0026rsquo;antica casa dei mercanti di schiavi e il museo di storia dell\u0026rsquo;isola, oltre a numerose botteghe artigiane e numerosi localini per mangiare.\nGiorno 3: Lago Rosa e deserto di Lompoul Partenza per il Lago Rosa, una laguna salata situata a nord di Dakar. Attenzione: quando noi abbiamo visitato il Lago Rosa, non era più rosa. I dintorni sono comunque interessanti da visitare e si possono fare alcune attività a bordo di mezzi 4x4. Anche il vicino deserto di Lompoul è visitabile e le guide in loco offrono varie escursioni.\nGiorno 4: Safari a Bandia Visita del Parco Nazionale di Bandia per un safari in jeep. Qui avrai l\u0026rsquo;opportunità di avvistare leoni, giraffe, zebre, bufali, ippopotami e molte altre specie selvatiche.\nGiorno 5-6: La Somone Partenza per la Somone dove potrai rilassarti in uno dei resort e goderti le bellissime spiagge sabbiose. Dedica un po\u0026rsquo; di tempo per fare un escursione in piroga nel fiume Somone per ammirare l\u0026rsquo;ecosistema di mangrovie e le isole sabbiose.\nGiorno 7: Dakar Ultima giornata a Dakar per fare acquisti al mercato di Soumbedioune o per rilassarti in spiaggia a Plage de N\u0026rsquo;Gor.\n14 Giorni Questo itinerario di 14 giorni in Senegal ti permetterà di scoprire le principali attrazioni turistiche del paese, tra cui parchi naturali, isole, spiagge e città. Ti rimandiamo al capitolo Casamance per valutare un\u0026rsquo;ulteriore alternativa in questo itinerario, noi ti consigliamo di preferirla a tutta la zona della Petit Cote.\nGiorno 1-2: Dakar e l\u0026rsquo;isola di Goree Dedica la prima giornata alla visita della città di Dakar, inclusi il mercato di Sandaga, il Museo delle Arti Africane, la Cattedrale di Dakar e il monumento dell\u0026rsquo;Indipendenza. Il secondo giorno visita l\u0026rsquo;isola di Gorée, patrimonio dell\u0026rsquo;UNESCO, che fu uno dei principali porti africani per il commercio degli schiavi. Visita la Maison des Esclaves, l\u0026rsquo;antica casa dei mercanti di schiavi e il museo di storia dell\u0026rsquo;isola.\nGiorno 3: Lago Rosa e deserto di Lompoul Partenza per il Lago Rosa, una laguna salata situata a nord di Dakar. Attenzione: quando noi abbiamo visitato il Lago Rosa, non era più rosa. I dintorni sono comunque interessanti da visitare e si possono fare alcune attività a bordo di mezzi 4x4. Anche il vicino deserto di Lompoul è visitabile e le guide in loco offrono varie escursioni.\nGiorno 4-5-6: Saint-Louis e il parco del Djoudj Partenza per Saint-Louis, una città coloniale situata sulla costa nord del Senegal. Visita il quartiere di pescatori di Guet Ndar, la Grande Moschea, la Cattedrale di Saint-Louis e il Museo della fotografia. Il giorno successivo visita il parco del Djoudj, Patrimonio Mondiale dell’UNESCO dal 1971, che offre un habitat naturale e un buon ristoro durante la migrazione per oltre 400 specie diverse di uccelli, essendo una zona particolarmente ricca di vegetazione e corsi d’acqua. Ritorno a Saint Louis e spostamento l\u0026rsquo;indomani verso la Riserva di Bandia.\nGiorno 7: Safari a Bandia Visita del Parco Nazionale di Bandia per un safari in jeep. Qui avrai l\u0026rsquo;opportunità di avvistare leoni, giraffe, zebre, bufali, ippopotami e molte altre specie selvatiche.\nGiorno 8-9 La Somone e la Petit Cote Partenza per la Somone dove potrai rilassarti in uno dei resort e goderti le bellissime spiagge sabbiose. Dedica un po\u0026rsquo; di tempo per fare un\u0026rsquo;escursione in piroga nel fiume Somone per ammirare l\u0026rsquo;ecosistema di mangrovie e le isole sabbiose.\nGiorno 10 M\u0026rsquo;Bour Visita M\u0026rsquo;bour e il tipico mercato del pesce, dove potrai vedere numerose piroghe portate a riva.\nGiorno 11 Joal-Fadiouth e l\u0026rsquo;isola delle conchiglie L\u0026rsquo;isola delle conchiglie è caratteristica proprio perché offre un tappeto di conchiglie calpestabile, oltre a ospitare un cimitero misto musulmano-cattolico. Non troppo distante, nel piccolo paesino di Fadial, sorge un Baobab gigantesco, meglio noto come Baobab Sacro. Presta attenzione ai pipistrelli se pensi di infilare la testa al suo interno!\nGiorno 12 Palmarin Visita il tipico villaggio dei pescatori e rilassati sulla bellissima spiaggia dall\u0026rsquo;aspetto caraibico. Anche in questa zona puoi effettuare una bella escursione fra le mangrovie, a bordo di una colorata piroga.\nGiorno 13 Petit Cote Raggiungi la Petit Cote per spezzare il viaggio e godere ancora di una giornata in spiaggia.\nGiorno 14 Dakar Rientro a Dakar per un\u0026rsquo;ultima visita della città.\nCasamance Abbiamo deciso di dedicare a questa zona del paese un paragrafo a parte, sia perché è il luogo che più ci è piaciuto (quanto? scoprilo qui\u0026nbsp; ), sia perché i modi per raggiungerla sono molteplici e volevamo racchiudere in merito tutte le informazioni che abbiamo trovato. La regione di Casamance, a sud del Gambia, vanta bellissime spiagge, meno rovinate dai cumuli di immondizia come quelle situate a nord del paese. Noi abbiamo visitato i villaggi di Cap Skirring, Kabrousse (l\u0026rsquo;ultimo villaggio prima del confine con la Guinea-Bissau),Diembering (famoso per i tipici alberi Fromager), Elikine (da cui si può salire su di una piroga e raggiungere l\u0026rsquo;isola di Carabane) e Oussoye (famosa per i boschi sacri legati all\u0026rsquo;animismo, religione molto sentita in questa zona del paese). In questa zona ci siamo sentiti davvero ben accolti, le persone sono cordiali e vige meno corruzione. Altre due mete molto belle sono Point Saint George e l\u0026rsquo;isola di Karabane. Come raggiungere la Casamance:\nvia terra circumnavigando la Gambia, percorrendo quasi 1000 chilometri (che avventura queste strade!) via terra attraversando la Gambia (in questo caso si paga la dogana e un ponte di attraversamento, la strada dal confine a Ziguinchor a detta di altri viaggiatori non è delle più belle) via aerea: collegamento fra Dakar e Cap Skirring via traghetto: collegamento fra Dakar e Ziguinchor (animali non ammessi!) Se pensi che possa interessarti questa zona ti consigliamo di inserirla nell\u0026rsquo;itinerario di 14 giorni, dedicandole almeno 5 giorni dato anche il tempo necessario per raggiungerla. Se vuoi capire perché abbiamo amato la Casamance puoi scoprirlo qui. Per viaggiare Europa con il proprio animale occorre avere: passaporto microchip vaccinazione antirabbica in corso di validità Controlla, se il tuo animale appartiene a una razza particolare, che sia ammesso in paese. Ti consigliamo di prestare sempre attenzione nei luoghi affollati perché le persone potrebbero avere timore, motivo per cui noi giriamo sempre con i nostri animali al guinzaglio. In parecchi casi è richiesta la museruola, ti consigliamo di tenerla a portata di mano. Ti consigliamo di portare con te una ciotola (noi usiamo questa che si appende comodamente allo zaino) e una borraccia con acqua se la giornata è particolarmente afosa. Il nostro Vlog Se volete vedere i nostri vlog o vuoi sentire le nostre considerazioni ti lasciamo di seguito i video:\nvlog le nostre considerazioni ","country":"Senegal","date":"marzo 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1681839215/Articoli/Copertine/Senegal_Informazioni_Viaggio_tg3jnb.png","permalink":"/blog/informazioni-viaggio-senegal/","title":"Viaggio in Senegal: tutto quello da sapere e itinerari"},{"categories":["Africa in Camper"],"contents":"Per entrare in Marocco via nave in camper e con animali al seguito è necessario essere in possesso di alcuni documenti fondamentali. In questo articolo vi lasciamo la nostra esperienza sperando possa esservi di aiuto per velocizzare le pratiche e godervi il viaggio in totale serenità!\nTabella dei contenuti Documenti Animali Ingresso in Marocco Tratta Spagna - Marocco Uscita dal Marocco Informazioni utili e consigli Nave e orario Consigli utili Quanto costa Documenti Il Marocco richiede ai visitatori stranieri di avere un passaporto valido per almeno sei mesi dalla data di ingresso nel paese. Questo significa che se la scadenza del passaporto è vicina, è necessario rinnovarlo prima di partire. Inoltre, il passaporto deve avere almeno una pagina vuota per il visto d\u0026rsquo;ingresso e per i timbri di controllo.\nIl visto d\u0026rsquo;ingresso turistico non è richiesto per i cittadini provenienti dall\u0026rsquo;Italia, che possono rimanere nel paese per 90 giorni senza tale documento.\nIn generale, l\u0026rsquo;ingresso via nave in Marocco è simile all\u0026rsquo;ingresso via aereo, con alcune differenze nella procedura di controllo, dal momento che i controlli doganali si effettuano o sulla nave o una volta arrivati e coinvolgono anche il controllo del mezzo attraverso uno scanner.\nAnimali Per quanto riguarda gli animali essendo il Marocco un paese extra Unione Europea ci sono alcune regole da seguire.\nIn breve\nMicrochip identificativo dell\u0026rsquo;animale Passaporto che si ottiene contestualmente alla vaccinazione antirabbica Titolazione antirabbica presso centri specializzati Certificato di buona salute e documento per l\u0026rsquo;espatrio In primo luogo, l\u0026rsquo;animale domestico deve essere identificato con un microchip e avere un passaporto per animali domestici dell\u0026rsquo;UE che contiene informazioni sulle vaccinazioni e altri trattamenti veterinari.\nInoltre, deve essere vaccinato contro la rabbia e avere un certificato valido di vaccinazione antirabbica.\nLa titolazione antirabbica è il documento più importante di tutti, che vi permetterà di poter rientrare in Europa con i vostri animali. Senza questo documento l’animale verrà sottoposto a quarantena. Per ottenere la titolazione è necessario fare un prelievo del sangue presso il vostro veterinario, il quale provvede ad inviare il campione in un laboratorio autorizzato. I risultati vengono inviati via mail. Noi ci siamo affidati all\u0026rsquo; Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe)\u0026nbsp; .\nAttenzione: ricordatevi di far scrivere sul passaporto alla voce VI i dettagli dell’esame effettuato (noi non lo sapevamo e abbiamo passato un brutto quarto d’ora).\nIngresso in Marocco Prima di poter entrare in Marocco è necessario effettuare una visita da un veterinario per l\u0026rsquo;ottenimento del certificato di buona salute, valido 10 giorni.\nTratta Spagna - Marocco Se come noi partite da Algeciras in Spagna potete rivolgervi presso la struttura Brulina in Palmones y Los Barrios\u0026nbsp; prenotando in anticipo.\nCosto: 30 euro per animale.\nUna volta rilasciato questo documento dovrete recarvi presso il Poste d\u0026rsquo;inspection frontalier (PIF) situato nel porto. È un ufficio adibito (vi lasciamo qui\u0026nbsp; le coordinate) al controllo di questi documenti, dove vi rilasceranno un altro documento da mostrare una volta arrivati in Marocco. Consigliamo caldamente di effettuare tutte queste procedure con un po\u0026rsquo; di anticipo.\nDurante la traversata, che dura un paio di ore, gli animali possono rimanere in camper oppure essere portati sul pontile, a patto che rimangano nelle zone senza moquette. Vista la breve durata noi abbiamo preferito lasciarli tranquilli a bordo del mezzo.\nUscita dal Marocco Prima di lasciare il paese per rientrare in Europa bisogna recarsi presso l\u0026rsquo;ONSSA veterinaria per l\u0026rsquo;ottenimento dei documenti per l\u0026rsquo;espatrio degli animali. La procedura non è immediata in quanto bisogna:\nrecarsi all\u0026rsquo;ufficio dell\u0026rsquo;ONSSA con: Passaporto degli animali Documenti per l\u0026rsquo;espatrio ottenuti dal PIF in Spagna vi verranno rilasciati dei documenti da far compilare da un veterinario privato recarsi nuovamente all\u0026rsquo;ONSSA per terminare le pratiche Una volta ottenuti questi documenti avrete 10 giorni per lasciare il paese in serenità!\nVi lasciamo di seguito le coordinate degli uffici dell\u0026rsquo;ONSSA in base al porto di rientro:\nTangeri\u0026nbsp; : per la tratta Tangeri - Spagna Tétouan\u0026nbsp; : per la tratta da Ceuta Esistono anche altre sedi come ad esempio quella di Chefchaouen\u0026nbsp; che noi abbiamo trovato chiusa.\nPer quanto riguarda il veterinario noi ci siamo recati presso la Clinique Vétérinaire Youssef\u0026nbsp; a Tangeri.\nCosto: 20 euro per animale.\nInformazioni utili e consigli In Marocco sono presenti numerosi cani randagi, motivo per cui vi consigliamo di tenere il vostro animale al guinzaglio. Di norma, le persone hanno paura dei cani, quindi è bene valutare le visite dei luoghi affollati lasciando il proprio animale in camper o in strutture alberghiere.\nIn generale, la primavera e l\u0026rsquo;autunno sono i periodi migliori per viaggiare in Marocco con il proprio animale domestico poiché le temperature non sono troppo alte (durante l\u0026rsquo;estate soprattutto nelle zone vicino al deserto le temperature possono raggiungere i 52 gradi).\nSe prevedete di visitare le zone vicino a Merzouga e le imponenti dune di sabbia durante la primavera, consigliamo di cercare un campeggio con delle palme: già da inizio Aprile le temperature in questa regione superano i 30/35° di giorno!\nIn camper Se prevedete di entrare in Marocco con il vostro mezzo non esistono particolari limitazioni. I documenti da avere sono:\nPatente Libretto di circolazione Assicurazione valida anche per il Marocco ( Carta Verde\u0026nbsp; ) Noi ci affidiamo a Camper Sereno\u0026nbsp; che rilascia gratuitamente l\u0026rsquo;estensione dell\u0026rsquo;assicurazione anche per il Marocco. In caso la vostra compagnia assicurativa non abbia questa estensione potete stipulare un\u0026rsquo;assicurazione al porto al vostro arrivo in Marocco.\nSia allo sbarco che prima di prendere il traghetto per ritornare in Europa il mezzo verrà controllato allo scanner a raggi X. All\u0026rsquo;ingresso nel paese vi verrà rilasciato un foglio di ammissione temporaneo valido 6 mesi da custodire con molta cura in quanto necessario per uscire!\nConsigliamo di controllare che la targa e tutti i dati corrispondano a quelli reali.\nNave e orario Noi siamo partiti con il nostro mezzo da Algeciras in direzione Tanger Med.\nL’orario del biglietto non è prenotabile. Ci sono circa 8 partenze al giorno e basta arrivare all’imbarco un’ora e mezza prima. Al porto vengono effettuati i controlli del passaporto e rilasciati i biglietti ufficiali, con un documento da conservare per il ritorno. Sulla nave si effettua il controllo del passaporto e si consegna la fiche de police: un foglio sul quale dovete scrivere i vostri dati personali, la provenienza e la destinazione.\nConsigli utili I limiti di velocità sono ben segnalati e vanno rispettati. Sul territorio sono presenti numerosi posti di blocco, abbiate cura di fermarvi e di proseguire solo quando segnalato dal gendarme.\nNon sono segnalati gli autovelox fissi e mobili. Nel primo caso potete verificare se avete preso delle multe che pagherete all\u0026rsquo;uscita dal paese registrandovi al seguente link\u0026nbsp; . Per quanto riguarda le multe degli autovelox mobili queste vengono pagate in loco al primo posto di blocco. Il prezzo è di 150 dh (15 €) pagabili solo con contante.\nQuanto costa Il prezzo del biglietto andata e ritorno per due persone e un van di 5.40 metri senza rimorchio è stato di 300 euro (biglietto open per un anno). Se avessimo scelto Ceuta come destinazione avremmo pagato circa 40/50 euro in meno, ma i controlli alla dogana sono più lunghi e abbiamo preferito questa tratta per sbrigarli a bordo e velocizzare il tutto. Gli animali non hanno pagato alcuna sovrattassa.\nL’agenzia alla quale ci siamo rivolti è quella di Viajes Normandie\u0026nbsp; a Palmones y Los Barrios. Sono molto gentili e i più economici e ti regalano una bottiglia di vino e un pacco di biscotti! Come servizio aggiuntivo ti permettono di lasciare in deposito il drone gratuitamente!\n","country":"Marocco","date":"marzo 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1675350430/Articoli/IMG_6364_ekk5cx_veifcj.jpg","permalink":"/blog/informazioni-camper-marocco-con-animali/","title":"Marocco in camper con cane e gatto: i documenti necessari"},{"categories":["Francia in Camper","Itinerari"],"contents":"In questo articolo ti porteremo con noi alla scoperta della Normandia, regione francese che adoriamo e che abbiamo visitato sia in auto sia in van. Pronto a scoprire paesini fiabeschi e spiagge ricche di storia? Non senza entrare in una boulangerie e uscire con una baguette sotto braccio :) Se la tua idea è quella di visitare la Normandia insieme alla Bretagna, ti rimandiamo all\u0026rsquo;articolo in merito così da poter unire i due itinerari. Ti consigliamo di anche dare un\u0026rsquo;occhiata anche a un paio di mete nell\u0026rsquo;Alta Francia!\nTabella dei contenuti Itinerario In Breve Strade Servizi e soste Viaggiare con il proprio animale Considerazioni e tappe imperdibili Il nostro Vlog Le nostre mappe Itinerario In questa sezione ti elencheremo tutte le tappe della nostra avventura, ricreando un piccolo diario giornaliero. Se vuoi leggere il nostro itinerario in breve lo trovi qui, se invece vuoi sapere cosa consigliamo come tappe imperdibili puoi cliccare qua.\nGiorno 1: la nostra meta, arrivando dall\u0026rsquo;Alta Francia è stata Le Treport, primo paese della Normandia. Se arrivi invece dalla regione di Parigi ti consigliamo vivamente una tappa nel piccolo paesino di Giverny, che abbiamo visitato anni fa raggiungendolo proprio a bordo della nostra automobile. Tornando a Le Treport, abbiamo passeggiato fino al faro e poi verso la spiaggia, ammirando una fila di casette colorate, ma ti consigliamo di non perdere anche le pittoresche casette che si estendono dall\u0026rsquo;altro lato della città, verso la spiaggia di Mers les Bains. Quando ha iniziato a piovere abbiamo deciso di spostarci per la notte a Dieppe, dove abbiamo cenato presso una piccola osteria a base di succo di mela, galette con funghi emmental e uovo, e galette con prosciutto emmental e uovo, senza farci mancare una crepe dolce con mele. La cena è finita con un quarto d’ora di ringraziamenti alla cassa e la cuoca, una nonnina dallo sguardo dolce, che agitava le mani verso di noi da una piccola finestrella che dava sulla cucina. Notte in libera nel grande parcheggio affacciato sulla spiaggia.\nGiorno 2: abbiamo fatto due passi per le vie del centro di Dieppe e vicino al porto, osservando gli aquiloni pronti per il festival di metà settembre. Poi ci siamo spostati di qualche chilometro a Hautot-sur-Mer, in un parcheggio in riva al mare che già conoscevamo per fare due passi in riva fino alla piccola chiesetta con la vetrata blu sul fondo. Dopo questa breve sosta ci siamo spostati nel borgo di Veules Les Roses: un piccolo paesino caratteristico, con rose rampicanti sulle pareti delle case e canali che attraversano il centro storico. Infine abbiamo raggiunto la collina affacciata sulle scogliere, circondati da bunker della seconda guerra mondiale: sotto ai nostri occhi la falesia che contorna Fecamp. Notte in libera.\nGiorno 3: sabato mattina a Fecamp indica una cosa, il mercato rionale. Quindi, dopo aver passeggiato sulle scogliere, abbiamo parcheggiato nell\u0026rsquo;area sosta presente poco prima del paese e raggiunto a piedi la spiaggia e il Palazzo Benedettino, ci siamo diretti in centro. Con le borse cariche di pane, formaggio, frutta, verdura e sidro siamo tornati al van e ci siamo spostati per pranzare in una piccola area pic-nic attrezzata poco prima del paese di Etretat, un luogo che anni prima ci era rimasto nel cuore. La parte storica è ridotta a una piazza che purtroppo è diventata molto turistica, perdendo parte del fascino che doveva avere un tempo. Le scogliere invece sono spettacolari. Si stagliano a destra e a sinistra della passeggiata lungo la spiaggia. Essendoci troppi turisti abbiamo deciso di spostarci in un parcheggio a 15 chilometri affacciato sulla spiaggia di Saint-Jouin-Bruneval e protetto alle spalle da una fila di scogliere. Notte in libera con tramonto mozzafiato.\nGiorno 4: alle 8 in punto di mattina eravamo solo noi e un paio di altri camminatori solitari sulle scogliere di Etretat. Abbiamo iniziato la nostra escursione sul lato destro fino alla chiesetta per poi scendere e tornare verso sinistra, da dove si può ammirare la caratteristica roccia a forma di proboscide. Questi luoghi restano impressi nel cuore e nella memoria. Tornati indietro ci siamo fermati in una piccola panetteria comprando un pain au chocolat, una baguette e una fetta di torta di mele tipica di queste zone (da provare!). Poi siamo tornati al parcheggio in riva alla spiaggia e la sera abbiamo cenato nel piccolo ristorantino con le caratteristiche moules frites a la normandie, cioè cozze con cipolle e crema di formaggio insieme a patatine fritte (ottima qualità prezzo).\nGiorno 5: dopo essere rimasti tutto il mattino in questo luogo di pace e aver corso sulla spiaggia con i nostri animali, abbiamo deciso di metterci in moto per arrivare a Honfleur, piccolo paesino affacciato sul porto di Le Havre. La città grande non ci aveva emozionati anni prima, quindi abbiamo deciso di andare oltre attraversando il ponte di Normandia, che invece regala uno scorcio fantastico sulla Senna, oltre ad essere una costruzione davvero in armonia con il paesaggio. Parcheggiato a 15 minuti dal centro di Honfleur siamo arrivati a piedi al piccolo porticciolo tondo, popolato di barchette, con palazzi colorati affacciati sulle acque. Le vie del centro sono abbellite da locali e gallerie d’arte, che rendono la visita davvero piacevole. Siamo entrati nella chiesa nella piazza centrale, particolare per la doppia navata speculare e doppio altare. Per la notte ci siamo spostati a Villerville, in uno spiazzo per camper.\nGiorno 6: Villerville è un piccolo borgo della Normandia che ci ha accolti con casette in tipico stile francese, con motivi a righe colorate sulle facciate. Sotto la pioggia abbiamo deciso di rimetterci in strada, per raggiungere le spiagge degli sbarchi. Abbiamo attraversato il ponte Pegasus, dietro al quale si può visitare la prima casa della Normandia liberata dagli americani durante lo sbarco e dove oggi si trova un piccolo locale dove bere un caffè, addobbato con tantissimi cimeli di guerra al suo interno. Poco distante in un museo sono visitabili anche i resti del ponte vero e proprio. In questo itinerario abbiamo saltato Bayeux, ma la cittadina merita una sosta. Abbiamo poi raggiunto Saint Mere Eglise, luogo in cui un soldato rimase appeso con il paracadute al tetto della chiesa, si finse morto, venne catturato e riuscì a scappare. Oggi si può ammirare un manichino in sua memoria. Ci siamo spostati ancora, per commemorare questo pezzo di storia passeggiando nel cimitero monumentale americano, con più di 9000 croci bianche affacciate su Omaha Beach. Per la notte ci siamo spostati in un parcheggio che si affaccia direttamente sulla sabbia, a Lestre, in una zona in cui si raccolgono le ostriche.\nLE SPIAGGE DEGLI SBARCHI: Le spiagge dello sbarco in Normandia sono 5 e puoi raggiungerle in ordine da sud: Sword Beach, Juno Beach, Gold Beach, Omaha Beach e Utah Beach. La più famosa tra tutte è Omaha Beach, a Colleville-sur-Mer, dove si trova il grande cimitero americano. Puoi tranquillamente dedicare una sola giornata alla loro visita, scegliendo magari un paio di musei.\nGiorno 7: dopo aver fatto due passi lungo la riva, ci siamo spostati a Saint Vaste la Hague, parcheggiando con vista su di un piccolo faro. Da qui ci siamo incamminati verso il centro città passando vicino alle fabbriche che lavorano le ostriche, fino a raggiungere il porto e il caratteristico faro. Notte in libera.\nGiorno 8: dopo essere rimasti nel tranquillo parcheggio ci siamo spostati nel pomeriggio in città, entrando in un piccolo cortile che aveva catturato il nostro sguardo già anni fa, con panchine sulle quali si leggono poesie scritte su piccoli pezzi di legno. Rientrati sulla via centrale abbiamo raggiunto la piccola bottega di un\u0026rsquo;artista dalla quale avevamo comprato un quadro, prendendo una cartolina da appendere in van. Ci siamo poi spostati nel paesino a fianco, Barfleur, un piccolo borgo con case in pietra affacciato sul porto, in cui il tempo sembra essersi fermato. Dato che le previsioni del tempo non erano favorevoli abbiamo deciso di guidare un’ora e mezza e raggiungere il Faro di La Hague. Abbiamo parcheggiato in un prato vicino ad una ventina di altri camper. Il vento soffiava forte, ma siamo riusciti a vedere quel faro imponente che anni prima eravamo riusciti ascorgere appena in mezzo alla nebbia. Notte in libera.\nGiorno 9: le previsioni del tempo non sbagliavano. Data la pioggia ininterrotta abbiamo sbrigato alcune commissioni nel pomeriggio e approfittato di un camper service di un supermercato per poi guidare fino a Granville. Notte in libera vicino alla piscina.\nGiorno 10: Granville ci ha accolti con lo stesso fascino che ci aveva dimostrato anni prima. Parcheggiato al porto, abbiamo iniziato a camminare con Olimpia e Sakè dirigendoci verso la parte della città alta, accerchiata da bastioni, un dedalo di stradine in cui perdersi e da cui ammirare la costa. Tornati al van per far riposare gli animali e gustare un pain au chocolate ai tre cioccolati, ci siamo incamminati verso i giardini della casa natale di Christian Dior. La vista sulla baia da qui regala una cartolina deliziosa. Gli alberi fanno da cornice, le acque dapprima cristalline e chiarissime si allontanano in mare aperto per diventare blu scuro. La sabbia bianca crea un contrasto di luce notevole e la schiuma delle onde dona pennellate qua e là. Tornando indietro abbiamo potuto vivere appieno l\u0026rsquo;atmosfera di festa fra le stradine, con ragazzi del conservatorio intenti a suonare ad ogni angolo. Lasciata Granville, ci siamo spostati per raggiungere un posto in mezzo a un piccolo borgo con poche case, attorniato dai campi. Davanti a noi svettava Mont Saint Michel, in tutto il suo splendore. Abbiamo pranzato sulla panchina, per poi rimanere in questo luogo, ammirare il tramonto sull\u0026rsquo;Abbazia e dormire indisturbati.\nGiorno 11: siamo arrivati di prima mattina al parcheggio di un chioschetto non distante da Mont Saint Michel, dove consumando colazione si può parcheggiare per un paio di ore. Acquistati caffè e Madeleine al cioccolato ci siamo gustati sia i dolci che la vista. Poi, assicurati gli animali in van per evitare loro la bolgia di gente che avremmo incontrato, ci siamo incamminati per un\u0026rsquo;oretta di passeggiata. Se non te la senti di camminare puoi fare la coda per salire sul trenino a pagamento. Avendo già visitato l\u0026rsquo;Abbazia anni prima, abbiamo solo camminato per le viuzze, a parer nostro rovinate un po\u0026rsquo; dalle troppe insegne turistiche, per poi dirigerci in un parcheggio a Cherrueix, in riva al mare.\nIn Breve Di seguito le sole tappe. Abbiamo sempre dormito in libera.\nGiorno 1: Le Treport - Dieppe\nGiorno 2: Dieppe - Veules les Roses - Fecamp\nGiorno 3 Fecamp - Etretat\nGiorno 4 Etretat\nGiorno 5: Honfleur - Villerville\nGiorno 6: Etretat\nGiorno 7: Villerville - Saint Mere Eglise - Utah Beach - Lestre\nGiorno 8: Saint Vaste la Hague - Barfleur - La Hague\nGiorno 9: La Hague - Granville\nGiorno 10: Granville\nGiorno 11: Mont Saint Michel\nStrade Tutte le strade percorse in Normandia sono in buono stato e regalano scorci davvero mozzafiato.\nServizi e soste In Francia è molto semplice trovare aree di servizio attrezzate e gratuite per carico e scarico. Per le soste in libera noi non abbiamo avuto problemi dato che ci siamo recati in un periodo di bassa stagione. L\u0026rsquo;unica limitazione è derivata dalle sbarre che negavano l\u0026rsquo;accesso a mezzi più alti di 1.90 mt in prossimità delle spiagge. Se ti rechi in estate potresti avere più difficoltà a trovare parcheggio.\nleggi anche Alta Francia in camper con cane e gatto: itinerario, consigli e informazioni utili Viaggiare con il proprio animale Per viaggiare in Europa con il proprio animale occorre avere: passaporto microchip vaccinazione antirabbica in corso di validità Controlla, se il tuo animale appartiene a una razza particolare, che sia ammesso in paese. Ti consigliamo di prestare sempre attenzione nei luoghi affollati perché le persone potrebbero avere timore, motivo per cui noi giriamo sempre con i nostri animali al guinzaglio. In parecchi casi è richiesta la museruola, ti consigliamo di tenerla a portata di mano. Ti consigliamo di portare con te una ciotola (noi usiamo questa che si appende comodamente allo zaino) e una borraccia con acqua se la giornata è particolarmente afosa. Considerazioni e tappe imperdibili A noi la Francia è rimasta nel cuore, due volte sue due. I paesini sono ordinati e puliti, con un\u0026rsquo;architettura armonica. Sovente l\u0026rsquo;odore di pane e burro ti inviterà a entrare in una boulangerie e difficilmente ne rimarrai deluso.\nIn camper o auto, mete imperdibili:\nVeules les Roses: è davvero un piccolo borgo delizioso. Honfleur: dedicare anche solo un paio d\u0026rsquo;ore per una passeggiata in questo paesino secondo noi ne vale la pena. Fecamp e Etretat : sia una città che l\u0026rsquo;altra meritano davvero una sosta. Se vai in estate o nei weekend ti consigliamo di camminare sulle scogliere di prima mattina, per goderti appieno questi luoghi magici. le spiagge degli sbarchi: in questo viaggio non abbiamo replicato tutte le spiagge, ma se non le hai mai viste te le consigliamo tutte, in particolare Omaha Beach e il vicino Cimitero Monumentale. Granville: città vivace e piacevole da visitare, vi verrà davver voglia di cercare i numerosi gnometti sparsi ovunque. Mont Saint Michel: per quanto ormai sia una meta a parer nostro troppo turistica, vale sicuramente una visita. Il nostro Vlog Nel video qui sotto puoi rivedere il nostro Vlog in Normandia oppure trovi la serie completa sul paese a questo link\u0026nbsp; .\nLe nostre mappe Di seguito puoi consultare comodamente le mappe relative al nostro viaggio. Se vuoi sapere come scaricarle e usarle comodamente offline trovi tutto al seguente link ⚠️ in merito agli spot segnati non assicuriamo che esistano ancora! Si prega di mantenere il sito pulito e rispettare le regole. Vandipety non si assume alcuna responsabilità derivante dall'utilizzo delle informazioni fornite nel presente. ","country":null,"date":"marzo 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1682804742/Articoli/francia/IMG_4788_qzts1g.jpg","permalink":"/blog/viaggio-francia-normandia-in-camper-itinerari/","title":"Normandia in camper con cane e gatto: itinerario, consigli e informazioni utili"},{"categories":["Polonia in Camper","Guida"],"contents":"In questo articolo ti porteremo con noi alla scoperta della Polonia, terra che ci ha conquistati dal primo giorno. L\u0026rsquo;abbiamo visitata a bordo del nostro van e ci siamo concentrati sulla parte est del paese, scoprendola da sud a nord, nel luglio del 2022. Potrai seguire questo itinerario anche in auto oppure sfruttarne una parte se deciderai di viaggiare in aereo: in tal caso trovi le informazioni dettagliate in merito al paese e un itinerario breve nell\u0026rsquo;articolo dedicato che trovi qui.\nTabella dei contenuti Itinerario In Breve Strade Servizi e soste Considerazioni e tappe imperdibili Il nostro Vlog Le nostre mappe Itinerario In questa sezione troverai un diario giornaliero con tutte le tappe della nostra avventura. Se vuoi leggere il nostro itinerario in breve lo trovi qui, mentre se vuoi sapere le nostre considerazioni in merito al paese e soprattutto le tappe imperdibili puoi cliccare qua.\nGiorno 1: la nostra prima tappa, arrivando dalla Slovacchia, è stata la città di Zakopane, famosa località turistica che offre parecchi servizi sia in estate che in inverno grazie alla posizione fra le montagne. La via centrale è un susseguirsi di negozi di attrezzature e abbigliamento sportivo, souvenir e ristoranti, ma ci è successo addirittura di camminare di fianco a cerbiatti (che hanno tentato di attaccare il nostro cane!\u0026nbsp; ) in cerca di cibo!\nGiorno 2-3: dopo aver visitato una piccola chiesa di legno di fronte al parcheggio ci siamo avventurati alla ricerca di uno spot immerso nei monti Tatra. Abbiamo trovato il nostro angolo di paradiso nel piazzale di due skylift. Intorno a noi il nulla, solo le montagne. Una sosta davvero di pace senza servizi ma con possibilità di bellissime passeggiate.\nGiorno 4: siamo dovuti andare via visto il forte maltempo\u0026nbsp; improvviso. Lungo la strada è possibile comprare formaggio locale (Oscypek) ma data la forte pioggia ci è stato impossibile fermarci sia trovare delle botteghe aperte. Abbiamo sostato in un parcheggio di fortuna di fronte a una chiesa.\nGiorno 5: abbiamo visitato chiesa e paesino per poi dirigerci verso Kasina Wielka per un pranzo con vista. Ripreso il diluvio ci siamo messi in moto direzione Cracovia, dove avremmo incontrato l\u0026rsquo;indomani i genitori di Paolo arrivati in aereo. Lungo la strada ne abbiamo approfittato per caricare l\u0026rsquo;acqua in un campeggio poco distante dalla città e per fare provviste in un grande e conveniente Carrefour. Per la notte abbiamo sostato in libera sotto le mura del castello di Cracovia.\nGiorno 6: svegliarsi ai piedi del castello di Cracovia non ha prezzo, se non quello del biglietto giornaliero del parcheggio se proprio vogliamo essere venali. Abbracciata parte della famiglia, abbiamo iniziato la visita della città, passeggiando fra strade ordinate e pulite fino a raggiungere la bellissima piazza centrale sulla quale si affaccia la Cattedrale con i suoi interni spettacolari. Non perdetevela, la visita è gratuita. Ammirato la zona attorno al castello, la cupola d’oro e la statua del drago sputa fuoco ci siamo diretti verso il quartiere ebraico. Qui l’atmosfera è diversa dal resto della città. Quasi più autentica, realistica. Un po’ decadente, molto ricca di particolari, con stili che si mescolano in un equilibrio perfetto. Abbiamo provato lo streetfood in un piccolo mercato rionale, con una specie di bruschetta farcita con ingredienti misti ( qui\u0026nbsp; puoi vedere le nostre impressioni in merito) e poi abbiamo cenato in un piccolo ristorante a base di pierogi, ravioli ripieni con carne, con patate e funghi o con spinaci. Il tutto accompagnato da cipolle caramellate. Un sapore unico!\nGiorno 7: ci siamo diretti verso il piccolo paesino di Zalipie, noto per le case dipinte con motivi floreali, attraversando le campagne polacche, che sono a dir poco armoniose: campi coltivati in modo impeccabile, casette abbellite da giardini ricchi di fiori, strade curate e ben percorribili. Una piacevole scoperta. Arrivati alla prima costruzione dipinta abbiamo percorso un anello a piedi di circa un\u0026rsquo;ora poi ci siamo rimessi in strada, diretti verso le Miniere di Sale, dove gli animali ovviamente non sono potuti entrare. La visita guidata che abbiamo prenotato in loco è stata a parer nostro interessante, con una guida decisamente folkloristica. La temperatura all\u0026rsquo;interno è costantemente umida e ci sono numerosi scalini da scendere, ma la Cattedrale scolpita nel sale \u0026nbsp; è veramente degna di nota: se si pensa alle ore di lavoro per creare una tale opera d’arte, alla cura dei dettagli, alla pazienza di un lavoro minuzioso sottoterra senza vedere la luce del sole per ore, non si può che meravigliarsi. Se vuoi trovare più informazioni in merito clicca qui\u0026nbsp; ), se invece vuoi vedere quanto ci siamo divertiti puoi guardare il nostro video. Tornati a Cracovia, ci ha accolti un tramonto meraviglioso sul ponte che collega il quartiere ebraico al resto della città. Per cena abbiamo deciso di provare ancora i tipici pierogi e la zuppa di barbabietola con uova sode (borsch) in un locale sottoterra molto caratteristico.\nGiorno 8: definiremmo questa giornata senza tempo, o meglio, una giornata che ci ha lasciati in balia di un tempo sospeso. Siamo arrivati ad Auschwitz a metà mattinata. Ovviamente gli animali sono rimasti tutto il giorno in camper quindi la prima ricerca è stata quella di un parcheggio che rimanesse in ombra per qualche ora. Abbiamo preso la navetta gratuita messa a disposizione del comune per raggiungere Birchenau, da dove abbiamo iniziato la nostra visita dei luoghi della memoria.\nAvremmo potuto partecipare a un tour organizzato, ma abbiamo preferito il silenzio e il prenderci il nostro tempo per digerire le informazioni ben note ma a volte infilate in fondo ai cassetti delle cose che fanno stare un po’ più male. Siamo rimasti un paio di ore in quel luogo dove tante persone arrivavano e dal quale non hanno più fatto ritorno. In pausa pranzo ci siamo spostati nel paese di Oswiecim, a pochi km di distanza. Fa strano pensare che vicino a un inferno simile ci fosse una realtà colma di persone che conducevano un’esistenza normale, quando al di là del filo spinato e delle mura di quei fabbricati l’umanità non esisteva più. Nel tardo pomeriggio abbiamo varcato la seconda soglia, sotto la scritta \u0026ldquo;Arbeit Mach Frei”. Sulla strada di ritorno siamo rimasti in silenzio. Abbiamo accompagnato i genitori di Paolo al loro albergo e abbiamo cercato un luogo per la notte sulla riva di un piccolo laghetto, in direzione Opole.\nGiorno 9: abbiamo visitato Opole, capitale polacca della musica, in mattinata. Nel pomeriggio ci siamo spostati a Wrocklaw o Breslavia. Abbiamo effettuato i servizi per il camper allo stadio, poi ci siamo spostati in città dove abbiamo scoperto che ci sono più di 200 statue raffiguranti gnomi nelle più disparate attività e posizioni (curioso? clicca qui\u0026nbsp; ). Ovviamente hanno tutto un loro significato storico, legato all’opposizione al regime autoritario comunista, e oggi sono una vera e propria attrattiva, con tanto di mappe del tesoro per andare alla ricerca e trovarle tutte. Noi abbiamo preferito trovarle per caso, davanti a un portone, vicino a un tombino, su di un davanzale. I palazzi del centro storico sono ben tenuti, con le facciate colorate in modo armonico, e ogni quartiere sembra voler lasciare ricordo di sè. Abbiamo cenato per l\u0026rsquo;ultima volta in compagnia dei genitori di Paolo in un piccolo locale molto caratteristico.\nGiorno 10: lasciata Wrocklaw ci siamo diretti verso le campagne polacche, seguendo strade davvero pittoresche. Abbiamo dovuto fermarci per la notte nel parcheggio di un\u0026rsquo;antica dimora per problemi al camper (scopri qui\u0026nbsp; il perché).\nGiorno 11-12: trovata un\u0026rsquo;officina non troppo distante abbiamo chiesto assistenza, purtroppo invano. Abbiamo però deciso di fermarci ancora un giorno accerchiati da quella campagna cosi calma e silenziosa e abbiamo trovato un parcheggio perfetto, vicino alla strada principale ma non troppo, con una foresta alle spalle e un laghetto sul davanti.\nGiorno 13-14-15-16: lasciata la campagna ci siamo diretti a Poznan dove abbiamo preso appuntamento presso un\u0026rsquo;officina specializzata che ha risolto il nostro problema\u0026nbsp; . Qui abbiamo incontrato una ragazza che ci ha fatto un po\u0026rsquo; da guida, invitandoci a casa sua per mangiare pierogi salati e dolci con confettura di fragole e yogurt bianco, portandoci a fare yoga al parco e a una mostra di artisti locali. Poi abbiamo trascorso il pomeriggio intero con due ragazzi del posto che ci hanno consigliato la meta successiva da raggiungere l\u0026rsquo;indomani. Per la notte ci siamo fermati vicino a un laghetto.\nAl momento della nostra visita il centro storico di Poznan era in ristrutturazione, dalle immagini ci aspettiamo che venga rivalorizzato al meglio e che nel 2024 possa essere un gioiellino da visitare. Poco distante dal centro si trova anche una zona verde costellata di murales realizzati da vari artisti.\nGiorno 17: doppo aver dato il buongiorno a un paio di pescatori giunti sul molo e aver raggiunto Torun, città natale di Niccolò Copernico, abbiamo passeggiato lungo le vie ben curate della città raggiungendo la sponda del fiume. Sosta in libera di giorno (gratuita essendo domenica) vicino alla stazione. Notte in un bosco (attenzione ai cinghiali!).\nGiorno 18: in questo luogo scoperto per caso sulle cartine stradali abbiamo trovato un piccolo osservatorio in legno che permetteva una vista meravigliosa a 360 gradi su tutto il territorio circostante. Nel tardo pomeriggio abbiamo raggiunto Danzica. Sosta in libera vicino al porto, centro cittadino raggiungibile a piedi tramite un ponte levatoio (attenzione agli orari). Cena con pizza degna di nota\u0026nbsp; da Pizzarium, con accoglienza splendida (oltre a un ottimo confronto\u0026nbsp; ).\nGiorno 19: abbiamo passeggiato in lungo e in largo per le viuzze di Danzica, davvero un piccolo gioiellino. Poi ci siamo spostati in una zona periferica ricca di murales per raggiungere la vicina Sopot per la notte. Sosta in libera.\nGiorno 20: lasciate Sopot e Gdynia, che a parer nostro non meritano particolarmente (poca autenticità e tantissimi alberghi e strutture ricettive), abbiamo raggiunto in serata un parcheggio in libera a Puck, affacciato sul Baltico.\nGiorno 21-22: escursione di un paio di giorni al parco nazionale Slowinksi, dormendo in libera a metà strada. Gli animali non sono ammessi, quindi armati di pazienza per cercare un parcheggio all\u0026rsquo;ombra se pensi di lasciarli in un mezzo per tutta la giornata. Il biglietto di accesso a tutto il parco è giornaliero, puoi percorrere molti tratti in bicicletta, affittare i mezzi in loco, usare i pulmini o camminare. Ci sono numerosi parcheggi. A noi sono piaciute in modo particolare la duna Lebka alta 40 metri affacciata sul Baltico ( uno spettacolo!\u0026nbsp; ) e la passeggiata verso i carboni fossili. Notte in libera a Poddabie.\nGiorno 23: lasciata Poddabie, piccola località di villeggiatura affacciata sulla costa nord, che offre una bella passeggiata fra i pini che conducono alla spiaggia, abbiamo raggiunto un altro paesino, Utska, ricco di murales, per poi dirigerci in un luogo perso nelle campagne, Postomino. Solo campi, un piccolo laghetto e un molo.\nGiorno 24-25: ci siamo spostati sulle sponde di un altro tratto di costa, alla marina di Mielno, dove abbiamo fatto amicizia con alcuni viaggiatori tedeschi. Sosta in libera in mezzo a gruppi di volpi curiose. In questa località si può prendere anche un traghetto che conduce all\u0026rsquo;altra sponda.\nGiorno 26-27: abbiamo visitato e sostato a Grzybowo e Novograd, mete scelte per spezzare il viaggio. In particolare a Novograd si può fare una bella passeggiata lungo la sponda di un lago.\nGiorno 28-29: abbiamo visitato Stettino, ammirando tutta la città seguendo la linea rossa sull\u0026rsquo;asfalto che segnala tutti i maggiori luoghi di interesse. Sosta in libera vicino al porto, al di là del Danubio. L\u0026rsquo;indomani abbiamo abbandonato questo ( meraviglioso paese\u0026nbsp; )!\nIn Breve Di seguito le sole tappe. Abbiamo sempre dormito in libera.\nGiorno 1: Zakopane\nGiorno 2-3-4: monti Tatra\nGiorno 5: Kasina Wielka, Cracovia - sosta sotto le mura del castello di Cracovia, gratuito la notte, a pagamento di giorno.\nGiorno 6: Cracovia\nGiorno 7: Zalipie, Miniere di Sale, Cracovia\nGiorno 8: Auschwitz, Birchenau\nGiorno 9: Opole, Wrocklaw\nGiorno 10-11-12: Rydzyna - per problemi tecnici al van\nGiorno 13-14-15-16: Poznan\nGiorno 17: Torun\nGiorno 18: Danzica\nGiorno 19: Danzica, Sopot\nGiorno 20: Gdynia (non merita), Puck\nGiorno 21-22: parco nazionale Slowinksi, Poddabie\nGiorno 23: Utska, Postomino\nGiorno 24-25: Mielno\nGiorno 26-27: Grzybowo, Novograd\nGiorno 28-29: Stettino\nStrade La Polonia ha una vasta rete stradale, che comprende autostrade, strade nazionali e locali in stato a dir poco \u0026ldquo;perfetto\u0026rdquo;. Noi abbiamo percorso sempre le strade nazionali e locali senza problemi, anche nelle zone più di campagna.\nServizi e soste A differenza di altri paesi europei non è facilissimo trovare aree sosta attrezzate, in particolar modo è difficile trovare il carico dell\u0026rsquo;acqua. Si trovano invece molte fontanelle pubbliche per caricare borracce e bottiglie. In alternativa si può richiedere nei campeggi di effettuare solo i servizi a pagamento.\nIl campeggio libero in Polonia non è consentito, ma è permessa la sosta in auto. Motivo per cui noi non abbiamo mai avuto problemi a dormire in libera, nel pieno rispetto dell’abiente che ci circondava.\nleggi anche Viaggio in Polonia: tutto quello da sapere e itinerari }\nConsiderazioni e tappe imperdibili Sin dal primo momento abbiamo apprezzato la Polonia, motivo per cui ci sentiamo veramente di consigliarti di prendere in considerazione questo paese per le tue vacanze, in camper, auto o sfruttando le strutture e i mezzi pubblici.\nLe mete secondo noi imperdibili, per quanto riguarda la parte ovest del paese, sono:\nMonti Tatra: offrono alcuni dei paesaggi naturali più spettacolari dell\u0026rsquo;Europa centrale e numerosi sentieri escursionistici, percorsi di mountain bike, piste da sci, e possibilità di arrampicata, kayak e rafting. Cracovia e le miniere di sale: stupenda e ricca di storia. Ci sono numerosi siti storici da visitare, tra cui la Piazza del Mercato del centro storico, il Castello Reale di Wawel, la Cattedrale di Wawel e il Quartiere Ebraico di Kazimierz. La miniera di sale, a pochi chilometri dalla città, è un gioiello! Cracovia è facilmente accessibile via aereo dall\u0026rsquo;Italia. luoghi della memoria: Auschwitz è diventato uno dei simboli più forti dell\u0026rsquo;Olocausto e del genocidio nazista. Visitare il campo di concentramento e di sterminio può aiutare a capire meglio gli orrori del passato e la gravità delle atrocità commesse. Noi ne consigliamo vivamente la visita. Wrocklaw o Breslavia: città vivace e piacevole da visitare, vi verrà davver voglia di cercare i numerosi gnometti sparsi ovunque. Poznan: una città ricca di storia e cultura, con molti monumenti e musei da visitare, come la Cattedrale di San Pietro e Paolo, la Piazza del Mercato Vecchio, il Museo Nazionale di Poznan, il Museo dell\u0026rsquo;Arte Contemporanea e molti altri. Torun: degna di una visita per scoprire una città fuori dal tempo. Vale la pena perdersi per la città medievale che ha dato i natali a Nicolaus Copernicus. Danzica: città con una straordinaria architettura, con numerosi edifici storici ben conservati è nota anche per il movimento sindacale Solidarność Parco Slowinski: sapevi che esiste un deserto in Polonia? Allora devi assolutamente visitare questo parco! Una volta scalata la duna di 40 metri ti troverai difronte a un paesaggio mozzafiato. Il nostro Vlog Nel video qui sotto puoi rivedere il nostro ingresso in Polonia oppure trovi la serie completa a questo link\u0026nbsp; .\nLe nostre mappe ","country":"Polonia","date":"marzo 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1682607681/Articoli/Polonia/monti_tatra_van_pcgmet.jpg","permalink":"/blog/viaggio-polonia-in-camper-itinerari/","title":"Polonia in camper: itinerario, consigli e informazioni utili"},{"categories":["Africa in Camper","Guida","Dogana"],"contents":"Entrare in Mauritania a bordo di un camper è possibile? In quest\u0026rsquo;articolo, forniremo informazioni utili su come entrare in Mauritania in camper, compresi i documenti necessari e il passavant Sicuramente, se leggete le disposizioni della Farnesina\u0026nbsp; non è uno dei luoghi più consigliati da visitare.\nProprio per questo motivo e dato che noi abbiamo solo attraversato il paese per andare in Senegal (che puoi trovare qui), non possiamo scrivere una guida dettagliata del posto. Vi riportiamo comunque tutte le informazioni relative alle pratiche doganali, ai costi e alla situazione delle strade. Vi lasciamo anche alcune escursioni che potete fare nel caso vogliate visitare più a fondo il paese.\nTabella dei contenuti Il paese Itinerario Andata Rientro Informazioni utili Documenti Come pagare Assicurazione sanitaria Dogana Strade Sicurezza nel paese Escursioni Dove dormire Viaggiare con il proprio animale Quanto abbiamo speso Le nostre mappe Il paese La Mauritania è un paese in forte crisi, il 45% della popolazione vive con meno di 2 dollari al giorno. Da sempre si trova a metà fra le tensioni tra mondo arabo e Africa nera. Vi rimandiamo al sito di viaggiare sicuri\u0026nbsp; per controllare le situazioni aggiornate sul paese.\nItinerario Il nostro itinerario è stato, come accennavamo, molto breve e solo di passaggio. Questo perché per visitare l\u0026rsquo;entroterra è consigliabile un mezzo 4x4, anche affittabile in loco, e perché in quelle zone le temperature sono molto alte: con i nostri animali non ci sarebbe stato possibile.\nAndata Nel primo giorno abbiamo svolto le pratiche doganali al mattino e ci siamo recati direttamente nella capitale, Nouackchott, dopo 7 ore di guida. Se doveste entrare in paese nel pomeriggio vi consigliamo di sostare a Nouadibou, dove trovate anche dei campeggi. in alternativa potete sostare in libera subito dopo esser usciti dalla dogana. Lungo la strada si incontrano pochi centri abitati, il maggiore è Chami. Noi abbiamo dormito al camping \u0026ldquo;Terjit vacances\u0026rdquo; alla cifra di 500 MAU (10 EURO), in riva all\u0026rsquo;oceano. Accetta solo moneta locale. Possibilità di docce, wi-fi e ristorante. No carico acqua.\nNel secondo giorno abbiamo passeggiato sulla riva raggiungendo il porto e osservando la vita dei pescatori, poi ci siamo diretti a sud verso la dogana senegalese. Fate attenzione alle strade che imboccate per non ritrovarvi in mezzo ai mercati rionali (a noi è successo!). Abbiamo sostato nell\u0026rsquo;ultimo villaggio abitato a una cinquantina di chilometri dalla frontiera di Diama, chiedendo ospitalità alla gendarmerie.\nNel terzo giorno abbiamo percorso i 48 chilometri di sterrato che conducono al confine impiegandoci 2 ore e mezza circa. Prestate attenzione ai numerosi animali selvatici, soprattutto facoceri. Abbiamo attraversato il parco del Dwailing (a pagamento) fino a raggiungere gli uffici doganali. Abbiamo svolto le pratiche doganali velocemente, proseguendo il nostro viaggio in Senegal (di cui puoi trovare i dettagli qui)\nRientro Siamo arrivati al confine fra Senegal e Mauritania di sabato pomeriggio intorno alle 16.30. Abbiamo svolto in un\u0026rsquo;ora tutte le pratiche doganali e abbiamo dormito nel parco nazionale di Dwailing per ridurre i chilometri da percorrere il giorno successivo. Così facendo l\u0026rsquo;indomani abbiamo raggiunto la capitale in orario di pausa pranzo e, approfittando di un traffico inesistente, siamo arrivati di fronte alla dogana con il Marocco, sostando prima dell\u0026rsquo;ingresso.\nleggi anche Marocco in camper con cane e gatto: i documenti necessari Informazioni utili Documenti Per viaggiare in Mauritania è necessario il passaporto con validità residua di almeno sei mesi. Serve effettuare il visto a pagamento in dogana e il passavant a pagamento per il mezzo. Per i costi trovi tutto nella sezione apposita più sotto.\nAggiornamento A partire da gennaio 2025, la Mauritania consente di richiedere il visto online. È possibile effettuare la richiesta visitando questo indirizzo\u0026nbsp; e seguendo la procedura guidata.\nCome pagare La moneta corrente è l\u0026rsquo; Ouguiya mauritana (MAU). Il cambio è 40,37 Mau per 1 euro. È possibile prelevare ai bancomat in città e cambiare in dogana (non consigliato).\nQuando ci troviamo in un paese straniero, soprattutto dove non accettano l'euro, ci affidiamo a questa carta gratuita, che ti permette di pagare senza alcun tasso o addebito.\nAssicurazione sanitaria Prima della partenza vi consigliamo di stipulare un’assicurazione sanitaria. Come sempre noi consigliamo l\u0026rsquo;assicurazione sanitaria Genki\u0026nbsp; che copre in modo illimitato in tutto il mondo.\nDogana Entrare in Mauritania con il proprio mezzo è abbastanza semplice. Potete effettuare tutti i passaggi in autonomia oppure affidarvi a un passeur, concordando prima la cifra (circa 20 euro), che vi aiuterà ad attraversare la terra di nessuno entrando dal Marocco e sbrigherà per voi le varie pratiche negli uffici. Avendo perso tempo in Marocco per problemi con la linea internet, abbiamo deciso di affidarci a Ibrahim per velocizzare il nostro ingresso (nelle successive uscite e entrate abbiamo fatto tutto da noi).\nAttenzione: è severamente vietato introdurre alcool in paese. Questo può portare a gravi conseguenze legali e addirittura la galera!\nFrontiera con il Marocco Ingresso dal Marocco\nCome vi accennavamo prima ci siamo affidati a un passeur (ce ne saranno moltissimi pronti a chiedervi se avete bisogno e se volete vi lasciamo il numero di Ibrahim +22246025895), ma potete fare tutto da soli seguendo questi step:\nbisogna seguire i militari che controllano il mezzo con i cani bisogna andare nell\u0026rsquo;edificio in cui rilasciano il visto personale dove vi verranno prese fotografie e impronte digitali bisogna proseguire verso l\u0026rsquo;uscita e fermarsi dagli ispettori doganali in cui rilasciano il passavant del mezzo che permette di rimanere nel territorio per 30 giorni (al ritorno lo stesso documento ci permetteva di rimanere solamente 10 giorni, non sappiamo il motivo) bisogna stipulare l\u0026rsquo;assicurazione per il mezzo (potete richiedere da un minimo di 3 a massimo di 30 giorni) Uscita verso il Marocco\nMolto più semplice dell\u0026rsquo;ingresso. Noi abbiamo dormito di fronte alla frontiera. Ecco gli step da seguire:\npassa la polizia a ritirare i passaporti (controllate che siano davvero poliziotti) bisogna seguire la polizia che vi scorta in un ufficio per ottenere il timbro di uscita sul passaporto bisogna andare a consegnare il passavant del mezzo all\u0026rsquo;uscita doganale bisogna andare con i passaporti al controllo militare (penultimo edificio sulla destra prima di entrare in terra di nessuno, a fianco della Moschea) Frontiera con il Senegal (Diama) Sulla strada che conduce a Diama si trova l\u0026rsquo;ingresso al parco del Dwailing, dove viene richiesta la fiche de police e in base all\u0026rsquo;orario si deve pagare una tassa per l\u0026rsquo;attraversamento della riserva. Noi abbiamo pagato all\u0026rsquo;andata mentre al ritorno, essendo mattino molto presto, non abbiamo trovato nessuno. Alcuni viaggiatori ci hanno detto che non si deve pagare nel caso in cui si attraversi solo il parco per raggiungere la dogana, provate a chiedere (l\u0026rsquo;abbiamo scoperto dopo).\nUscita verso il Senegal\nI vari step che abbiamo attraversato sono:\ncontrollo della fiche de police pagamento di una tassa comune per alzata di una sbarra primo edificio a sinistra per consegna del passavant (hanno provato a chiederci soldi ma non sono dovuti) edificio successivo entrando a sinistra ultimo sportello per timbro sul passaporto Procedere in direzione Senegal\nIngresso dal Senegal\nI vari step che abbiamo attraversato sono:\nalzata di sbarra da parte della polizia (nel nostro caso un assicuratore) bisogna andare nell\u0026rsquo;edificio a destra dove vengono prese impronte e foto per il visto sul passaporto bisogna andare nello sportello di destra nello stesso edificio per i controlli del passaporto bisogna andare nell\u0026rsquo;edificio successivo per il rilascio del passavant (richiesto libretto di circolazione, provate con la fotocopia) bisogna stipulare l\u0026rsquo;assicurazione stradale alzata di sbarra consegnando fiche de police e passaporti e pagando la tassa comune (noi abbiamo contrattato con l\u0026rsquo;assicuratore per farcela alzare) Strade La situazione relativa alle condizioni delle strade in Mauritania è altamente variabile. Tra la nostra andata e il nostro ritorno, in un mese di tempo, abbiamo notato un notevole miglioramento (forse era cambiata anche la nostra percezione). Alcune voragini presenti all\u0026rsquo;andata erano state sistemate. I tratti più pericolosi ad oggi sono:\nla terra di nessuno (i 4 km che dividono Marocco da Mauritania, per metà perfetti e per metà sterrati), che in caso di forte vento può essere ricoperta da sabbia e mascherare alcune buche pericolose. In questo caso potete chiedere a qualche trasportatore che conosce bene la tratta di farvi da apripista. la tratta dalla frontiera al primo incrocio dal primo incrocio alla città di Chami (anche se al ritorno noi abbiamo trovato questo tratto migliorato) un tratto di sola sabbia sulla n1 che attraversa la capitale perché stanno effettuando dei lavori i 48 km che conducono a Diama, soprattutto gli ultimi 5, solo sterrati e con presenza di buche profonde (anche qui al ritorno abbiamo trovato un miglioramento, impiegando mezz\u0026rsquo;ora di guida in meno) In ogni posto di blocco ci sono state richieste le fiche de police (almeno una quarantina a persona tra andata e ritorno). Cosa sono le fiche de police? Dei documenti che riportano i dati dei viaggiatori. Potete stamparle dal web oppure crearle fotocopiando i passaporti e aggiungendo i dati del veicolo o ancora realizzandole a mano come abbiamo fatto noi. I dati strettamente necessari sono:\nnome e cognome nazionalità numero di passaporto targa del mezzo Sicurezza nel paese La sicurezza nel paese sembra essere mantenuta grazie ai numerosi posti di blocco. Fate però molta attenzione, soprattutto nei piccoli paesi dell\u0026rsquo;entroterra, in cui potete rischiare che lancino le pietra in direzione del vostro mezzo. Se vi fermate verrete abbastanza presi d\u0026rsquo;assalto per la richiesta di denaro (argent) o regali (cadeaux).\nEscursioni Come dicevamo all\u0026rsquo;inizio non abbiamo visitato il paese, ma l\u0026rsquo;abbiamo solo attraversato. Vi citiamo però alcune mete ed escursioni consigliateci da altri viaggiatori:\ntreno più lungo del mondo che parte da Noadibou piste nel deserto da percorrere a bordo di un mezzo 4x4 cittadina di Atar cittadina di Cinguetti mercato del pesce e dei cammelli nella capitale Dove dormire Per la sosta in capitale abbiamo preferito sostare in un campeggio\u0026nbsp; , onde evitare problemi. Se vi trovate in centri minori potete provare a chiedere alla gendarmerie dove sostare in sicurezza.\nViaggiare con il proprio animale Per viaggiare fuori dall' Europa con il proprio animale occorre avere: passaporto microchip vaccinazione antirabbica in corso di validità titolazione antirabbica Quest'ultimo documento si effettua tramite un prelievo del sangue che viene analizzato in centri specializzati ed è obbligatorio per poter rientrare in Europa. Controlla, se il tuo animale appartiene a una razza particolare, che sia ammesso in paese. Ti consigliamo di prestare sempre attenzione nei luoghi affollati perché le persone potrebbero avere timore, e ai numerosi animali selvatici, motivo per cui noi giriamo sempre con i nostri animali al guinzaglio. In parecchi casi è richiesta la museruola, ti consigliamo di tenerla a portata di mano. Ti consigliamo di portare con te una ciotola (noi usiamo questa che si appende comodamente allo zaino) e una borraccia con acqua se la giornata è particolarmente afosa. In Mauritania non sono obbligatorie ulteriori profilassi particolari, in ogni caso noi abbiamo provveduto a somministrare a Olimpia e Sakè, i nostri cane e gatto, i consueti antiparassitari. Consigliamo di tenere il proprio animale sempre al guinzaglio, dal momento che numerosi animali selvatici camminano in ogni angolo del paese.\nQuanto abbiamo speso Il costo del Visto dipende dalla frontiera in cui entrate. Arrivando dal Marocco si pagano 55€ a persona. Arrivando dal Senegal invece 40000 F, cioè 61€ a persona.\nIl costo del passeur all\u0026rsquo;andata è stato di 20 €.\nIl costo del passavant è di 10 € in entrambe le frontiere (a Diama accettano solo la moneta locale, 400 MAU)\nIl costo dell\u0026rsquo;assicurazione stradale varia in base ai giorni che si stipulano. Noi per 3 giorni sia all\u0026rsquo;andata che al ritorno abbiamo speso 20 €.\nIl costo dell\u0026rsquo;alzata di sbarra è di 100 MAU (noi abbiamo contrattato per 2 €).\nIl costo dell\u0026rsquo;attraversamento del parco di Dwailing è di 200 MAU a persona (5 €)\nL\u0026rsquo;unico campeggio in cui abbiamo pernottato ci ha richiesto 500 MAU a notte, 12,50 € (2 persone e un van).\nQuando ci troviamo in un paese straniero, soprattutto dove non accettano l'euro, ci affidiamo a questa carta gratuita, che ti permette di pagare senza alcun tasso o addebito.\nTotale: 331,50 euro\nLe nostre mappe Di seguito puoi consultare comodamente le mappe relative al nostro viaggio. Se vuoi sapere come scaricarle e usarle comodamente offline trovi tutto al seguente link ⚠️ in merito agli spot segnati non assicuriamo che esistano ancora! Si prega di mantenere il sito pulito e rispettare le regole. Vandipety non si assume alcuna responsabilità derivante dall'utilizzo delle informazioni fornite nel presente. ","country":"Mauritania","date":"marzo 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1681930891/Articoli/Copertine/Mauritania_Camper_ofxmtr.jpg","permalink":"/blog/viaggio-mauritania-on-the-road-dogane/","title":"Viaggio in Mauritania in camper: Guida a dogana e informazioni Utili"},{"categories":["Blog","Podcast"],"contents":"Storie su strada è il nostro podcast che parla di cambiamento, di come viene vissuto, di tutte le forme che può assumere.\nNel primo episodio parliamo di noi, della nostra storia. Dovevamo crederci per primi, metterci in discussione. E se non l’avessimo fatto forse questo podcast non avrebbe mai avuto un inizio.\nSiamo Sara e Paolo e il 18 maggio 2022 abbiamo cambiato la nostra vita per vivere a bordo del nostro van in giro per l’Europa, insieme a Olimpia, la nostra rottweiler di 10 anni che sta ringiovanendo giorno per giorno, e Sakè, il nostro gattino giramondo.\n“La Sara di 15 anni fa pensava che sarebbe rimasta per sempre nel suo paese di origine, mentre oggi si sente a casa in ogni angolo del mondo. Alla domanda “cosa voglio fare da grande?” preferisce rispondere chi vuole essere: se stessa, una persona felice.\nPaolo cresce come programmatore e sviluppa la sua miglior abilità da “problem solver”. Si sta reinventando su più fronti e troverà il modo di farlo, a costo di cambiare di nuovo tutto.”\nIn questa prima puntata abbiamo cercato di raccontare come abbiamo affrontato il cambiamento dal punto di vista degli affetti, del lavoro, del lasciare la casa, del vivere con lo stretto indispensabile.\nPer quanto riguarda il cambiamento lavorativo, a entrambi piaceva il proprio lavoro, ma sentivamo dei limiti di ritorno a noi stessi.\nleggi anche Dall\u0026#39;Italia al Giappone in Van Ci mancava il poter fare un lavoro creato da noi, costruito sulle persone che siamo oggi. Sentivamo entrambi la necessità di imparare altro e di metterci in gioco per non arenarci.\nPer quanto riguarda il cambiamento relativo agli affetti, stiamo imparando ogni giorno che non è la distanza fisica ad essere importante, quanto quella mentale. E se si è vicini con mente e cuore con familiari e amici, si è al loro fianco giorno per giorno, molto più che vivere sullo stesso pianerottolo e sperare di non incontrarsi per le scale!\nPer quanto riguarda il cambiamento relativo alla casa, entrambi non abbiamo la necessità di restare fermi in un luogo “stabile”. Ci sentiamo al nostro posto in noi stessi, in un mondo che è la casa migliore che si possa desiderare.\nÈ stato faticoso cambiare? Per certi versi sì.\nNel cambiare lavoro abbiamo sbattuto la testa da tutti i lati. Motivo per cui stiamo studiando ogni giorno per migliorarci, per creare nuove competenze, per crescere.\nDove ci porterà tutto questo non lo sappiamo, ma sentiamo che ci sta accrescendo sotto tanti punti di vista e a oggi è l’investimento migliore che potessimo fare su noi stessi.\nContinueremo a farlo? “Cambiare” deriva dal greco kàmbein e significa curvare, girare intorno. Nel nostro caso non ci sono ostacoli da aggirare, ma la volontà di prendere una direzione nuova, qualsiasi essa sia. Imparato ciò, qualsiasi ostacolo ai nostri occhi sarà solo una grande rotonda e ci inventeremo più strade e di conseguenza più storie, da raccontare possibilmente su strada.\nSe hai piacere di vedere il video o ascoltare il nostro primo podcast lo trovi qui sotto:\n","country":null,"date":"febbraio 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1674035838/Articoli/storie_su_stra_ep1_ruaori.png","permalink":"/blog/podcast-youtube-storie-su-strada-il-nostro-cambiamento/","title":"\"Storie su strada\": un podcast sul nostro cambiamento di vita"},{"categories":["Itinerari","Camper","Animali"],"contents":"Abbiamo girovagato in van attraverso l’Austria\u0026nbsp; per tre settimane nel mese di luglio 2022 in compagnia dei nostri cane e gatto, Olimpia e Sakè, in un paese che non si è rivelato molto pet friendly.\nAbbiamo anche optato per una deviazione in Germania dato che da anni volevamo vedere il castello di Neuschwanstein.\nVuoi scoprire tutto il nostro itinerario? Le tappe che ti elenchiamo sono state raggiunte a bordo del nostro piccolo van ma puoi effettuarle anche in moto, auto o con un mezzo più grande.\nTabella dei contenuti Itinerario In Breve Informazioni utili Strade Servizi e soste Viaggiare con il proprio animale Considerazioni Itinerario Se vuoi leggere il nostro itinerario in breve lo trovi qui, mentre se vuoi sapere le nostre considerazioni e quali tappe riteniamo imperdibili puoi cliccare qua.\nGiorno 1: La nostra prima tappa austriaca è stata Innsbruck (che puoi scoprire qui), una cittadina elegante e accogliente. Abbiamo potuto parcheggiare in centro gratuitamente poiché era un giorno festivo.\nGiorno 2: come tappa intermedia per raggiungere Neuschwanstein abbiamo scelto il paesino di Fussen, il cui centro è un dedalo di edifici in stile medioevale e sulla cui sommità si erge un castello. Sosta in libera in un tranquillo quartiere residenziale.\nGiorno 3: siamo arrivati a uno dei parcheggi del castello di Neuschwanstein di prima mattina. Se vuoi visitare gli interni ti consigliamo di prenotare \u0026nbsp; , noi non li abbiamo visti dato che molte sale erano chiuse per restauro. In ogni caso è un luogo suggestivo e anche la passeggiata per raggiungere il portone di accesso è carina e immersa nel bosco (se non vuoi camminare puoi prendere una carrozza). Nel primo pomeriggio ci siamo spostati presso un piccolo laghetto, a Rieden am Forggensee per una passeggiata sulla riva, tra acque cristalline e costruzioni che sembrano totem indiani. Sosta in libera in un prato nelle vicinanze.\nGiorno 4-5: la prima tappa di rientro verso l’Austria è stata Murnau am Staffelsee. Prima di raggiungere il villaggio abbiamo fatto una tappa lungo la sponda di un laghetto trovato per caso (Seehausen am Staffelsee), con tanto di altalena panoramica in legno fissata ad un albero. Sosta in area libera in città in una zona con supermercati e negozi e vicini giardini curati. Da qui ci siamo spostati nei pressi di un vicino lago balneabile attorniato da un bosco. Qui trovi un molo e un bar vicinissimi al parcheggio, se invece vuoi addentrarti in natura basta seguire la passeggiata ben segnalata. Sosta notturna non consentita per cui ci siamo spostati a Rosenheim.\nleggi anche Innsbruck in 1 giorno con cane e gatto Giorno 6: Rosenheim è ultima città tedesca prima di rientrare in Austria. Il centro città è pulito e ordinato (il sabato mattina si svolge anche un mercato interessante!), nell\u0026rsquo;immediata periferia puoi passeggiare in un bellissimo parco sulla riva del fiume. Purtroppo nei pressi dei laghi limitrofi è vietato l\u0026rsquo;accesso agli animali, quindi abbiamo optato per spostarci nelle campagne di Teisendorf. Sosta in libera.\nGiorno 7: siamo giunti a Salisburgo in una calda domenica di inizio giugno. Essendo giorno festivo abbiamo potuto parcheggiare gratuitamente in città, in modo da lasciare gli animali a bordo (e all\u0026rsquo;ombra) per visitare un paio di siti di interesse. Se vuoi scoprire più curiosità sulla città, ti rimandiamo all\u0026rsquo;articolo dedicato, in cui ti portiamo con noi ad assaggiare cioccolato e birra! La tappa successiva per noi è stata Thalgau, un borgo piccolino incastonato in un ventaglio di montagne. Sosta in libera in uno spiazzo vicino a un parco giochi.\nGiorno 8-9: dopo una passeggiata nei dintorni fra casette bianche e stradine sterrate, abbiamo raggiunto su consiglio di una famiglia austriaca il paesino di Mondsee e l\u0026rsquo;omonimo lago, nelle cui acque si specchiano le montagne attorno: spettacolo bellissimo! Anche la via centrale del paese è suggestiva, così come la chiesa che offre anche una piccola ala interna con giochi dedicati ai bambini. Non in tutta l\u0026rsquo;Austria è consentito pernottare il libera, motivo per cui per la notte ci siamo spostati sulle colline intorno al lago di Wolfgangsee: qui puoi camminare lungo tutto il perimetro, imbattendoti in scorci spettacolari e zone d\u0026rsquo;ombra davvero piacevoli. Sosta sulle sponde del lago consentita a pagamento solo di giorno.\nGiorno 10-11: ci siamo spostati in riva al lago di Atter. Anche in questa zona non è permesso sostare la notte in libera, né far fare il bagno agli animali e purtroppo neppure farli passeggiare sulla sponda in erba! Per la notte ci siamo spostati in un parcheggio lungo la strada sulla collina poco distante che si affaccia sul lago (poco male, la visuale dall\u0026rsquo;alto era davvero bella!).\nGiorno 12: ci siamo spostati per cercare un\u0026rsquo;area di servizio e ci siamo fermati di fronte a un paesino delizioso trovato per caso curva dopo curva: Traunkirchen. Il panorama che viene offerto dalle acque del lago su cui sorge è dir poco meraviglioso. Anche qui vige il divieto di balneazione per i cani. Per la notte ci siamo spostati a Gmunden.\nGiorno 13-14: Gmunden è un altro paesino affacciato su di un lago che riporta l\u0026rsquo;ennesimo divieto di balneazione per cani. Si possono però fare delle belle passeggiate sul molo, picnic sull\u0026rsquo;erba insieme alle persone del posto, visitare il giardino del castello affacciato sul molo, e le viuzze strette del centro storico. In città si trova anche un\u0026#39;ottima pizzeria\u0026nbsp; che permette l\u0026rsquo;asporto (noi abbiamo gustato due pizze ottime in riva al lago!). Sosta in libera in un parcheggio vicino al lago.\nGiorno 15: abbiamo visitato le bellissime cascate di Traun raggiungibili tramite una passerella in legno, fatto il bagno in un fiume nelle immediate vicinanze e abbiamo dormito nella foresta al riparo dal diluvio.\nGiorno 16-17: ci siamo spostati nella deliziosa cittadina di Linz parcheggiando in un viale in una zona residenziale dalla quale si raggiunge facilmente a piedi il centro città con le sue stradine con palazzi dalle facciate colorate. Dato il maltempo del secondo giorno ne abbiamo approfittato per visitare un museo, l’ARS ELECTRONICA, che si è rivelato una scoperta molto interessante (animali non ammessi): il modo interattivo in cui viene spiegato come sfruttare l’intelligenza artificiale in svariati ambiti, dalla musica alla creazione di nuovi materiali è davvero coinvolgente, per adulti e bambini. Se hai bisogno di più informazioni in merito le trovi qui\u0026nbsp; .\nGiorno 18: abbiamo deciso senza dubbi di visitare il vicino campo di concentramento di Mauthausen. Possibilità di parcheggio diurno nel piazzale, notturno lungo il Danubio in alcuni spiazzi vicino al paese.\nGiorno 19: un altro luogo scoperto per caso e immerso nella natura è stato l’osservatorio Goberlwarte, una scala in ferro che si innalza verso l’alto e che permette di avere una visuale a 360° del panorama sulle colline attorno al paesino di Grein. Ci siamo arrivati in realtà per sbaglio perché cercavamo un posto un po’ tranquillo in cui fare una passeggiata e fermarci per la notte. La visita si è rivelata un momento magico: intorno a noi il verde delle colline, l’oro dei campi coltivati con il grano, qualche punto di rosso dato dai tetti delle case, e a salire prima il rosa poi un tenue biancore, poi l’azzurro del cielo e qualche nuvola che si spostava veloce trasportata dal vento.\nGiorno 20: ci siamo spostati a Melk dove abbiamo visitato a turno l’interno dell’Abbazia, abbellita con ornamenti dorati meravigliosi e poi per pernottare alle porte di un piccolo paesino medievale, Mauerbach.\nGiorno 21-22: abbiamo dedicato due giornate alla visita di Vienna, ammirandone palazzi e giardini e degustando ovviamente una fetta di torta Sacher. Per tutti i dettagli e i consigli su dove parcheggiare e come comportarti se viaggi con un animale (tieni presente che la città è davvero poco pet friendly!) ti rimandiamo al nostro articolo completo.\nGiorno 23: lasciata la capitale austriaca abbiamo deciso di spostarci in un paesino di campagna nelle vicinanze: Rust. Purtroppo le temperature estive non hanno aiutato e, con 39 gradi sotto al sole, abbiamo visitato il centro del paese e la riserva dedicata alle cicogne un po\u0026rsquo; di corsa.\nDa questa zona dell\u0026rsquo;Austria le nostre avventure sono proseguite verso Est, in Slovacchia prima e in Polonia subito dopo.\nIn Breve Di seguito le sole tappe della nostra avventura. Abbiamo sempre dormito in libera o in aree sosta gratuite.\nGiorno 1: Innsbruck\nGiorno 2: Fussen\nGiorno 3: castello di Neuschwanstein\nGiorno 4-5: Murnau am Staffelsee\nGiorno 6: Rosenheim\nGiorno 7: Salisburgo\nGiorno 8-9: Mondsee e lago di Wolfgangsee\nGiorno 10-11: lago di Atter\nGiorno 12: Traunkirchen\nGiorno 13-14: Gmunden\nGiorno 15: Traun\nGiorno 16-17: Linz\nGiorno 18: Mauthausen\nGiorno 19: Grein\nGiorno 20: Melk\nGiorno 21-22: Vienna\nGiorno 23: Rust\nInformazioni utili Strade In tutta l\u0026rsquo;Austria la situazione delle strade è in condizioni impeccabili. L\u0026rsquo;autostrada è a pagamento con vignetta (con varie formule di durata e costi relativi), noi però abbiamo preferito percorrere le strade statali.\nServizi e soste La sosta in libera non è tollerata su tutto il suolo austriaco. Per quanto riguarda i servizi, a noi è successo in alcune occasioni che ci venissero negati nei campeggi senza la sosta (nonostante fossimo disposti a pagare per utilizzarli). Si trovano comunque aree gratuite a disposizione.\nViaggiare con il proprio animale Per viaggiare in Europa con il proprio animale occorre avere: passaporto microchip vaccinazione antirabbica in corso di validità Controlla, se il tuo animale appartiene a una razza particolare, che sia ammesso in paese. Ti consigliamo di prestare sempre attenzione nei luoghi affollati perché le persone potrebbero avere timore, motivo per cui noi giriamo sempre con i nostri animali al guinzaglio. In parecchi casi è richiesta la museruola, ti consigliamo di tenerla a portata di mano. Ti consigliamo di portare con te una ciotola (noi usiamo questa che si appende comodamente allo zaino) e una borraccia con acqua se la giornata è particolarmente afosa. Come abbiamo scritto più volte l\u0026rsquo;Austria non è un paese del tutto pet friendly. In moltissimi casi gli animali non sono ammessi neppure nelle zone limitrofe ai laghi balneabili e la stessa cosa vale nella capitale nei parchi cittadini, oltre che nei musei. Se stai valutando un viaggio in paese con il tuo amico a quattro zampe tieni a mente queste limitazioni per non vivere avventure spiacevoli.\nConsiderazioni In termini di natura e paesaggi l\u0026rsquo;Austria ci ha rubato il cuore. Abbiamo però trovato una popolazione non troppo amichevole e restrizioni non solo legate alla vanlife ma anche nei confronti degli animali che hanno reso il nostro viaggio non piacevole al 100%. Torneremmo e torneremo in ogni caso perché si tratta di un paese pulito, ordinato e sicuro.\n","country":"Austria","date":"febbraio 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1675350710/Articoli/IMG_3427_gttfeh.jpg","permalink":"/blog/austria-in-camper-con-cane-e-gatto/","title":"Austria in camper con cane e gatto"},{"categories":["Slovacchia in Camper","Itinerari"],"contents":"Il nostro tour della Slovacchia a bordo del van è durato purtroppo pochissimi giorni, un po\u0026rsquo; perché avevamo un appuntamento in Polonia un po\u0026rsquo; perché non ci aspettavamo di trovare una temperatura di 40 gradi a inizio luglio. Vi lasciamo comunque il racconto delle nostre tappe e un paio di spunti per alcune mete che purtroppo in questo giro non siamo riusciti a raggiungere.\nTabella dei contenuti Itinerario In Breve Strade Sicurezza nel paese Viaggiare con il proprio animale Considerazioni Il nostro Vlog Itinerario Come dicevamo il nostro è stato un itinerario creato ad hoc per sfruttare il paese e le sue strade come ponte per arrivare nella zona dei Monti Tatra a sud della Polonia. Siamo entrati in Slovacchia il 29 giugno sera e siamo usciti il 3 luglio. Giusto una toccata e fuga, che potrebbe essere presa in considerazione per chi ha pochi giorni ma vuole farsi un\u0026rsquo;idea del paese vivendolo on the road.\nGiorno 1: Bratislava: abbiamo lasciato l\u0026rsquo;Austria raggiungendo la vicinissima capitale della Slovacchia, Bratislava, intorno alle 21. Abbiamo parcheggiato sul lungo Danubio, in una zona con localini popolati da giovani che erano intenti a godersi la serata seduti a riva e data l’aria fresca abbiamo deciso di approfittarne per fare una bella passeggiata con i nostri animali e di concederci anche noi una birra al rientro, ascoltando un po’ di buona musica. Notte in libera affacciati sul Danubio.\nGiorno 2: Bratislava: siamo arrivati alle 8 di mattina nel centro cittadino attraversando il ponte vicino alla costruzione Ufo: ci siamo ritrovati in un dedalo di stradine davvero piacevole, con facciate colorate dei palazzi e bizzarre statue sparse qua e là: un uomo in bronzo che si affaccia da un tombino, un altro che saluta scon le braccia per aria e un gran sorriso, un soldato appoggiato a una panchina e così via. Ce ne sono molte e pare fossero state create per donare alla città un po’ di gioia dopo il periodo austero del regime comunista e che fossero piaciute così tanto alla popolazione da richiederne la costruzione di altre. Lasciato il centro dopo aver ammirato ancora la Chiesa Blu abbiamo deciso di spostarci verso il famoso mercato cittadino di Miletičova\u0026nbsp; .\nPurtroppo lo street food proposto era quasi tutto carnivoro ma siamo riusciti a trovare un tipico ristorante locale che faceva al caso nostro: lo stand thailandese! Siamo stati accolti dal proprietario che non parlava una parola di inglese ma che quando ha capito che eravamo italiani ci ha sfoggiato il suo sorriso migliore, dicendoci: \u0026ldquo;bella Italia!\u0026rdquo;. Pranzo squisito. Complice il grande caldo abbiamo lasciato, nostro malgrado, la capitale slovacca per raggiungere un parcheggio ombreggiato nei pressi di Piestany, nelle campagne del paese in riva al Danubio.\nVuoi rivedere le nostre avventure nella capitale?\nGiorno 3: Bojnice: dopo aver fatto colazione abbiamo deciso di regalare un tuffo nel fiume alla nostra cagnolona Olimpia, scelta decisamente apprezzata dalla nostra rottweiler che si è direttamente fiondata verso la riva. Nel tardo pomeriggio, dopo esser rimasti nascosti fin che potevamo sotto l’ombra donata da un paio di alberi, ci siamo recati in un piccolo paesino, Bojnice, dove abbiamo ammirato i giardini di un castello, prima di cercare un nuovo posto dove passare la notte. Ci siamo lasciati guidare un po\u0026rsquo; dall\u0026rsquo;istinto e abbiamo deciso di percorrere una strada immersa fra boschi e montagne e raggiungere il particolare borgo di Cickmany, che sembrava essere uscito da una fiaba dei fratelli Grimm. Abbiamo trascorso la notte finalmente avvolti nel piumone, soli in tutto il piazzale ai piedi dell’impianto dello ski-lift.\nGiorno 4: Cickmany: un borgo di circa 200 abitanti situato in una bellissima conca verde tra le montagne, animato da caratteristiche abitazioni decorate con greche di colore bianco che rappresentano cuori, uccelli, motivi geometrici e ricordano quasi dei biscotti di pan di zenzero glassati. Le strutture originali risalivano al 1272, ma dopo un grandioso incendio, divampato nel 1921, furono poche le costruzioni che poterono salvarsi e così fu deciso di riportare il borgo all’antico splendore ristrutturandolo il possibile. Già solo la strada per arrivarci è pittoresca, attorniata da distese di pini che terminano davanti al piazzale di quella che d’inverno dev’essere un’animata stazione sciistica. La via centrale è una sola, intervallata da un museo e da un paio di strutture ricettive. Pochi i turisti, quasi del tutto locali. Abbiamo trascorso la notte in un’altra zona di montagna, vicino a un lago, in località Liptovská Mara. Vicino a noi solo una coppia di stranieri in tenda. Davanti, il lago in tutta la sua estensione e alle nostre spalle l’ingresso del bosco. Regnava il silenzio, interrotto solo da qualche suono della natura.\nGiorno 5: Liptovska Mara: sulle colline che circondano il lago Liptovska Mara si può godere di una vista meravigliosa e da cui partono delle belle passeggiate che conducono nei boschi (attenzione ai segnali della presenza di orsi!). Purtroppo, la mancanza di alberi a creare un po’ d’ombra nel pianale in cui eravamo parcheggiati ha fatto sì che alle 13 salutassimo quel luogo paradisiaco, perché i 40 gradi segnati dal termometro avrebbero reso le ore successive troppo difficili da tollerare. Così abbiamo deciso di ripartire per raggiungere i monti sul confine con la Polonia, fermandoci a metà strada a Tvrdosin, dove abbiamo visitato una delle numerose chiese di legno caratteristiche della zona. Da qui ci siamo diretti per la notte a Zakopane, prima cittadina polacca non troppo distante. Vuoi scoprire le nostre avventure in Polonia? Qui trovi l\u0026rsquo;articolo in merito!\nIn Breve Di seguito le sole tappe. Abbiamo sempre dormito in libera, in parcheggi in cui non erano presenti divieti o in aree camper gratuite.\nGiorno 1-2: Bratislava\nGiorno 3: Bojnice\nGiorno 4: Cickmany\nGiorno 5: Liptovska Mara\nStrade In tutto il paese abbiamo percorso strade statali ma anche strade in zone di campagna e montagna senza avere alcun problema.\nSicurezza nel paese La Slovacchia è generalmente considerata un paese sicuro per i turisti e i visitatori stranieri. Anche a Bratislava, sia di giorno che di notte, ci siamo sentiti al sicuro. Abbiamo pernottato in luoghi remoti e in mezzo alla natura senza alcuna sensazione di timore.\nViaggiare con il proprio animale Per viaggiare in Europa con il proprio animale occorre avere: passaporto microchip vaccinazione antirabbica in corso di validità Controlla, se il tuo animale appartiene a una razza particolare, che sia ammesso in paese. Ti consigliamo di prestare sempre attenzione nei luoghi affollati perché le persone potrebbero avere timore, motivo per cui noi giriamo sempre con i nostri animali al guinzaglio. In parecchi casi è richiesta la museruola, ti consigliamo di tenerla a portata di mano. Ti consigliamo di portare con te una ciotola (noi usiamo questa che si appende comodamente allo zaino) e una borraccia con acqua se la giornata è particolarmente afosa. Considerazioni I pochi giorni trascorsi in Slovacchia ci hanno fatto apprezzare tantissime cose del paese, motivo per cui speriamo di tornarci un giorno per poter visitare altre zone di interesse, come ad esempio le grotte di Škocjan\u0026nbsp; .\nIl nostro Vlog A questo link\u0026nbsp; puoi trovare la playlist completa con i video delle nostre avventure in Slovacchia.\n","country":"Slovacchia","date":"febbraio 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1680475409/Articoli/chickmani_slovacchia_paajn5.jpg","permalink":"/blog/viaggio-slovacchia-in-camper/","title":"Slovacchia in camper con cane e gatto: tour di 5 giorni"},{"categories":["Spagna in Camper","Itinerari"],"contents":"Sabbia bianca e acqua cristallina sono le due caratteristiche principali di Playa Bolonia, una delle spiagge ritenute più belle dell’Andalusia (Spagna).\nSi affaccia su di un piccolo villaggio ed è molto amata dai giovani che praticano sport come il kite.\nLa lunghezza della spiaggia di Bolonia, o playa de Bolonia, è di 3,8 chilometri, per terminare a nord con una duna di sabbia che è tra le più grandi di tutta Europa: 30 metri di altezza e 200 metri di lunghezza.\nLe rovine romane affacciate su Playa Bolonia: il sito Baelo Claudia Playa Bolonia non è solo sabbia bianca e natura. Se guardi davanti a te vedrai Tangeri e il Marocco, mentre alle tue spalle le rovine romane della città di Baelo Claudia con tanto di teatro romano e foro. Fondata circa 2000 anni fa, era inizialmente un villaggio di pescatori, e raggiunse il massimo splendore sotto l’imperatore Claudio grazie anche alle relazioni con il porto di Tangeri. Fu dopo un terremoto del VI secolo d.C. che iniziò il suo lento declino.\nLe rovine sono molto ben conservate e hanno un fascino singolare anche per la loro posizione geografica.\nSul luogo si trova un centro di accoglienza turistica e un museo gratuito visitabile dal martedì al sabato orario 9-18, domenica 9-15, chiuso il lunedì.\nC’è un grande parcheggio gratuito a disposizione dei visitatori e tutte le indicazioni per poterlo raggiungere lungo la strada.\nGuidare in mezzo alla duna? È possibile a Punta Paloma Pochi chilometri dopo Playa Bolonia si trova un’altra spiaggia, Punta Paloma. La particolarità di questo luogo è la strada asfaltata che taglia letteralmente a metà la duna, con una vista sulla spiaggia davvero gradevole.\nVuoi scoprire di più su questa spiaggia e suoi luoghi vicini? Viaggia insieme a noi in Andalusia!\n","country":"Spagna","date":"gennaio 2023","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1673425578/Articoli/bologna_1_odyxzg.jpg","permalink":"/blog/playa-bolonia-spiaggia-piu-bella-andalusia/","title":"Playa Bolonia: una delle spiagge più belle dell’Andalusia"},{"categories":["Blog"],"contents":"Quando abbiamo intrapreso quest\u0026rsquo;avventura con il gatto al guinzaglio (cosa? gatto al guinzaglio?\u0026nbsp; scopri di più qui) non sapevamo che la nostra fantasia avrebbe spalancato dei portoni su altre mille opportunità, motivo per cui da \u0026ldquo;gattodicitturin\u0026rdquo; abbiamo deciso di scegliere un nome che spiegasse meglio chi siamo e che fosse un po\u0026rsquo; più comprensibile all\u0026rsquo;estero. Serviva un \u0026ldquo;cognome\u0026rdquo; che identificasse la nostra pazza famiglia al meglio. Non ci veniva in mente nulla di entusiasmante, finché un giorno in quel foglio pieno di parole, alcune scritte in maiuscolo altre in minuscolo, alcune sottolineate altre depennate, ne abbiamo unite tre che ci sembravano essere le migliori da far salire sul podio: Serendipity, Van, Pet.\nPerché \u0026ldquo;VANDIPETY\u0026rdquo; come \u0026ldquo;cognome\u0026rdquo; della nostra famiglia Abbiamo scelto un termine pieno di significato che adoriamo, e ci abbiamo unito due elementi fondamentali: il van, la nostra piccola casa a 4 ruote, e il termine pet, che significa animali, i due compagni di viaggio favolosi che abbiamo scelto di portare con noi. Serendipity è un termine coniato nel 1754 dallo scrittore inglese Horace Walpole, il quale spiegò con questo termine una scoperta inaspettata che aveva fatto su un dipinto perduto. Nel farlo usò il riferimento a una fiaba persiana \u0026ldquo;The three princes of Serendip\u0026rdquo; (I tre principi di Serendippo) nella quale i tre protagonisti trovano sul loro cammino una serie di indizi che li salvano in più di un\u0026rsquo;occasione.\nSerendipity indica quindi la capacità o fortuna di fare per caso inattese e felici scoperte. Quale altro termine poteva indicare la meravigliosa direzione che stavano per prendere le nostre vite? A quel punto ci è bastato prendere le altre due parole scelte e inserirle all\u0026rsquo;interno, giocando un po\u0026rsquo; con la sistemazione delle lettere. Ed è nato \u0026ldquo;VANDIPETY\u0026rdquo;, il \u0026ldquo;cognome\u0026rdquo; della nostra famiglia.\n","country":null,"date":"agosto 2022","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1660666366/Articoli/IMG_9993_msunds.jpg","permalink":"/blog/vandipety-il-cognome-della-nostra-famiglia/","title":"Vandipety: il \"cognome\" della nostra famiglia"},{"categories":["Blog"],"contents":"La sera in cui Sakè arrivò a casa dovevamo uscire per il solito giro del quartiere con Olimpia, la nostra cagnolona Olimpia. Quel piccolo gattino poteva restare da solo a casa senza problemi per una mezz’ora, ma qualcosa ci diceva che voleva venire con noi. Continuava a fissarci e a seguirci vicino alla porta. Vivevamo in un appartamento al quarto piano, senza balconi adiacenti, non aveva modo di gironzolare \u0026ldquo;libero\u0026rdquo;.\nPensammo di portarlo con noi, ma non avevamo un guinzaglio per un esserino così piccolo. Prendemmo dello spago, glielo legammo attorno a mo’ di pettorina per avere qualcosa con cui trattenerlo in caso di pericolo, lo prendemmo in braccio e uscimmo. Era così piccolino, tutto raggomitolato, con gli occhietti curiosi a scrutare a destra e sinistra. Ed era sorprendentemente calmissimo. Andammo nel primo parchetto vicino casa e poi tornammo, tutti e quattro felici e contenti.\nCit Turin, il parco del grattacielo di Torino e i primi sorrisi curiosi Quella divenne la prima delle tante uscite con il nostro gattino, che pian piano prendeva confidenza con il mondo là fuori e i suoi odori e rumori. Tutta questa avventura aveva avuto inizio nel nostro quartiere, \u0026ldquo;Cit Turin\u0026rdquo;. Sotto casa incontrammo i primi sorrisi curiosi e anche qualche critica. C\u0026rsquo;era chi si fermava per una carezza, chi per chiedere informazioni su come avessimo fatto, chi per chiederci se fossimo folli. Ma eravamo e siamo solo felici di poter condividere i nostri momenti con Olimpia e Sakè, dal quartiere di casa a, perché no, il mondo intero.\nIl \u0026ldquo;gattodicitturin\u0026rdquo; fuori dai confini della sua città Dato che con Olimpia andavamo sempre a trovare le nostre famiglie a un\u0026rsquo;ora di distanza da noi, abbiamo attrezzato l’auto con una lettiera improvvisata in una scatola delle scarpe e abbiamo iniziato a portare Sakè con noi in quelle uscite e nelle altre avventure fuoriporta. Sarebbe stato possibile vivere le nostre avventure on the road estive anche con lui? L\u0026rsquo;avremmo scoperto di lì a pochi mesi, fino a decidere di trasformare le nostre vite e andare a vivere su di un van.\nCurioso? Scopri di più in questo video!\n","country":null,"date":"agosto 2022","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1660666170/Articoli/IMG_6263_ymsnaz.jpg","permalink":"/blog/perche-il-nome-gattodicitturin/","title":"Perché il nome \"gattodicitturin\"?"},{"categories":["Vivere in camper"],"contents":"Dopo aver deciso gli abiti da inserire in valigia, era arrivato il momento di effettuare lo stesso lavoro con la scelta delle scarpe da portare a bordo per vivere a bordo del nostro van. Parole d\u0026rsquo;ordine praticità e comodità. Non avevamo in mente serate di gala in cui ci servissero i tacchi, piuttosto ci immaginavamo con ai piedi un paio di scarpe comode, quando non fossimo stati scalzi a contatto con il terreno.\nValutando il clima in base alle stagioni avremmo trovato: -primavera: clima variabile, possibilità di pioggia -estate: clima caldo, i nostri piedi hanno bisogno di respirare ma di rimanere comunque comodi. -autunno: come in primavera, decisamente variabile. -inverno: necessità di scarpe impermeabili, calde e resistenti.\nleggi anche Fare la valigia per vivere un anno in camper: quali vestiti scegliere? Quindi, per \u0026ldquo;quattro stagioni\u0026rdquo;, quali scarpe portare sul van? Dopo aver deciso di vivere in camper per un anno, la nostra scelta sulle scarpe da portare con noi è stata la seguente:\nun paio di infradito un paio di scarpe leggere, da tutti i giorni, utilizzabili d\u0026rsquo;estate in città e nelle passeggiate meno impegnative un paio di scarpe da trekking non troppo pesanti, ideali per camminate un po\u0026rsquo; più impegnative un paio di scarponcini robusti e impermeabili, da usare sia in inverno sia su terreni ghiacciati o scivolosi. Cosa ne dici? Avresti scelto diversamente? Facci sapere il tuo parere nei commenti, ci fa sempre molto piacere la tua opinione!\n","country":null,"date":"agosto 2022","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1660666972/Articoli/IMG_7726_pyyb9f.jpg","permalink":"/blog/camper-fulltimers-quali-scarpe-portare/","title":"Vivere un anno in giro per l'Europa: quante scarpe portiamo con noi?"},{"categories":["Europa","Guida","Animali"],"contents":"Quando abbiamo iniziato l\u0026#39;avventura Vandipety\u0026nbsp; abbiamo cambiato tour più volte, finché in quello definitivo abbiamo inserito anche Vienna, da visitare ovviamente con cane e gatto. Quello che non ci aspettavamo era di trovare una città così poco pet friendly, ma dopo un paio di settimane di restrizioni in altri luoghi austriaci\u0026nbsp; , come ad esempio lungo i laghi, qualcosa potevamo prevedere. Sul web non si trovavano molte informazioni, quindi quando abbiamo parcheggiato il nostro van in centro città (era sabato pomeriggio, parcheggio possibile e gratuito, proibito invece dal lunedì al venerdì) abbiamo iniziato a passeggiare con Olimpia e Sakè.\nGiorno 1: Vienna con cane e gatto? Centro città poco pet friendly Abbiamo subito notato la presenza di molte carrozze trainate da poveri cavalli, quindi abbiamo fatto indossare la museruola\u0026nbsp; alla nostra rottweiler per sicurezza. Poco dopo ci ha fermati la polizia dicendoci che il nostro cane avrebbe dovuto indossare la museruola in tutto il centro di Vienna, e che avremmo trovato ancora più carrozze in centro. Dato il cielo nuvoloso e un clima non troppo caldo, la nostra scelta è stata unanime fin da subito: lasciar riposare cane e gatto in van e visitare la città da soli, tornando più volte a controllarli. Abbiamo quindi deciso di visitare il museo del Belvedere superiore\u0026nbsp; che ospita le opere di Klimt. Imperdibile, siamo davvero felici di esserci immersi nelle sale del palazzo e ammirare le collezioni permanenti e quella temporanea \u0026ldquo;Face to face\u0026rdquo;, incentrata sulle emozioni legate alla dipendenza da alcool e la loro espressione nell\u0026rsquo;arte. Non molto distante dal museo si trova il Naschmarkt, il famoso mercato, che ospita però più ristoranti che bancarelle. Mediocre la scelta di streetfood, più che altro incentrata su kebab. Dopo aver raggiunto Olimpia e Sakè abbiamo pranzato a bordo del van e ci siamo spostati verso il centro. Abbiamo ammirato dall\u0026rsquo;esterno il palazzo Hofburg, siamo entrati nel Duomo, abbiamo passeggiato nelle viuzze del centro storico, fino a fare una pausa davanti a una fetta di torta Sacher nella pasticceria Cafè Diglas\u0026nbsp; . Tornati al van per controllare che i nostri animali stessero bene, abbiamo visitato con loro il quartiere dei musei, per fare una mezz\u0026rsquo;oretta di passeggiata. Ovviamente anche qui i cani hanno obbligo di la museruola\u0026nbsp; . Saliti tutti e 4 a bordo ci siamo spostati verso il Castello di Schönbrunn\u0026nbsp; , per visitare, data l\u0026rsquo;ora, solo i giardini. Purtroppo un cartello poco pet friendly vieta l\u0026rsquo;accesso ai cani, mentre l\u0026rsquo;ingresso per le persone è gratuito (tranne in alcune aree, come il labirinto). Abbiamo osservato il tramonto scendere sui tetti della città, che da qui si può ammirare a 360°, e poi ci siamo spostati verso la zona del Prater\u0026nbsp; per cenare e dormire.\nGiorno 2: Vienna con cane e gatto? Ancora qualche restrizione poco pet friendly La domenica mattina ci siamo svegliati con il cielo azzurro e un bel sole caldo, il che per noi voleva dire solo una cosa: accelerare i tempi di visita per non far soffrire Olimpia e Sakè chiusi in van. Con loro ci siamo diretti subito verso il complesso di case chiamato Hundertwasserhaus\u0026nbsp; , composto da edifici dai colori vivaci, con forme fantasiose e giardini pensili. L\u0026rsquo;architetto, il signor Hundertwasser, si dichiarò medico dell\u0026rsquo;architettura e fu un vero e proprio pioniere della bio edilizia. Il quartiere è tranquillo e vicino a una bella passeggiata lungo il Danubio, che potete sfruttare anche come pista ciclabile (e sarete a 1.6 km dal centro). Ammirato questi edifici dall\u0026rsquo;esterno, siamo tornati al van e senza animali abbiamo visitato velocemente il Prater, ovvero il parco d\u0026rsquo;attrazioni più antico del mondo, dove si può salire sulla ruota panoramica gigante, in funzionamento fin dal 1897. Nel parco, oltre a vari bar e ristoranti, si trovano circa 250 attrazioni: piste dell\u0026rsquo;autodromo, baracconi del tiro a segno, montagne russe e trenini dell\u0026rsquo;orrore e addirittura simulatori di volo. L\u0026rsquo;accesso ai giardini è gratuito, mentre il prezzo delle attrazioni varia singolarmente.\nLe nostre considerazioni: Vienna poco petfriendly La visita della città ci ha lasciati divisi a metà: piacevolmente felici di scoprire una città via, ricca di architettura, pulita, senza accenno di criminalità, ma dispiaciuti per un atteggiamento così poco pet friendly. Per un turista che arriva in visita nella città può diventare un problema, soprattutto se non si trova subito una sistemazione che accetti di tenere gli animali in stanza se non si è a bordo di un van come noi. Torneremo? Forse sì, forse no. Al momento ci aspettano nuove avventure!\nIl nostro Vlog Nel video qui sotto puoi camminare per le vie di Vienna insieme a noi oppure trovi la serie completa sul paese a questo link\u0026nbsp; .\n","country":"Austria","date":"luglio 2022","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1688993522/vienna-cane-gatto_oztcdn.jpg","permalink":"/blog/vienna-con-cane-e-gatto/","title":"Visitare Vienna con cane e gatto in 2 giorni: un centro città decisamente poco pet friendly"},{"categories":["Animali","Blog"],"contents":"Il giorno in cui abbiamo iniziato le nostre avventure con il nostro gatto al guinzaglio, Sakè aveva 40 giorni: era piccolo ma decisamente curioso. Da quella sera ogni occasione fu buona per appallottolarsi sulle nostre spalle quando eravamo fuori casa e zampettare quando le passeggiate non erano troppo impegnative. Al suo fianco abbiamo sempre avuto la nostra Rottweiler, Olimpia.\nÈ possibile portare un gatto al guinzaglio? Sinceramente queste parole non ci sono venute in mente quando ci abbiamo provato e nemmeno nei giorni e nei mesi a seguire. Ci siamo documentati un po\u0026rsquo; su come fare, quello sì, e abbiamo scoperto che non eravamo i primi! Su Instagram ( a proposito qui trovi il nostro profilo\u0026nbsp; ) si trovano tantissimi profili di gatti che camminano fieri al guinzaglio, e poi c\u0026rsquo;era la storia vera di Bob, e quella di Nala e il suo padrone che gira il mondo in bici. Ci sentivamo capiti anche se nessuno vicino a noi viveva la stessa esperienza.\n10 consigli per abituare un gatto al guinzaglio provare poco per volta: noi abbiamo iniziato con brevi passeggiate di 10-15 minuti, nelle sere settimanali in cui si trovava meno traffico per le vie della città\nscegliere i posti giusti: potrebbe essere un cortile o un parco molto tranquillo vicino a casa, controllando che non ci siano cani liberi per evitare situazioni pericolose\nevitare luoghi molto affollati: noi ancora adesso dopo 2 anni evitiamo le folle per non far sì che Sakè possa disorientarsi e impaurirsi\nevitare posti con temperature troppo alte o basse: meglio controllare le temperature delle destinazioni scelte, soprattutto per evitare che le zampine del tuo gatto possano ustionarsi con l\u0026rsquo;asfalto rovente. Noi siamo arrivati fino in Senegal con Sakè, facendo attenzione ad ogni cosa! Curioso/a?\nStesso consiglio vale per l\u0026rsquo;altitudine: anche i gatti possono soffrire il mal di montagna.\nconsigli in auto: noi siamo stati molto fortunati perché Sakè ha patito l\u0026rsquo;auto solo un paio di volte. Forse ha aiutato il fatto che non lo tenessimo chiuso nel trasportino ma \u0026ldquo;libero\u0026rdquo; seppur legato a una cintura di sicurezza in modo che non potesse arrivare improvvisamente nell\u0026rsquo;abitacolo. Abbiamo usato anche una lettiera portatile in modo da ricreare un ambiente il più possibile consono ai suoi bisogni.\nconsigli in van: anche nella nostra casa mobile Sakè rimane libero di girare nella zona letto. Di solito si corica guardando fuori dai finestrini del gavone o dormendo.\navere sempre una scorta d\u0026#39;acqua: i gatti bevono poco ma il rischio disidratazione è molto alto. Noi abbiamo sempre una borraccia\u0026nbsp; nello zaino e una ciotola pieghevole\u0026nbsp; controllare tempi e bisogni del gatto: se sei di fretta forse non è il caso di obbligare il tuo animale a una passeggiata che sarebbe solo fonte di nervosismo per entrambi. In caso contrario lui ti insegnerà il valore del tempo: annusare un fiore, controllare una lucertola, nascondersi in una feritoia, fermarsi per vedere chi e cosa si ha intorno. Tutte cose preziose ma da noi a volte date per scontate :)\nquale pettorina scegliere?: noi abbiamo optato per una pettorina ad H\u0026nbsp; , regolabile in larghezza. Ci è sembrata più sicura perché difficilmente sfilabile rispetto a un semplice collarino.\nzainetto apposito?: spesso noi camminiamo con Sakè in braccio o sulle spalle. Lui non ha apprezzato lo zainetto che avevamo provato a usare, ma esistono tanti modelli sul mercato, in stoffa con retine per far passare l\u0026rsquo;aria o simili a degli oblò. Magari tu avrete più fortuna così!\nleggi anche Viaggio con cane e gatto: le 10 cose essenziali da portare con te! Siamo convinti che la presenza della nostra cagnolona Olimpia abbia contribuito, almeno all\u0026rsquo;inizio, a far sentire Sakè sicuro di poterci seguire o che comunque abbia acceso in lui la curiosità di seguirla. In ogni caso avere Olimpia con noi è un bel deterrente quando si rischia di incontrare un cane libero nelle vicinanze. Per concludere, non abbiamo nessuna abilità particolare.\nCi siamo fidati di Sakè mentre lui si fidava di noi. Il resto è solo avventura che speriamo di riuscire a raccontarti e trasmetterti ogni volta.\nEcco di seguito il video in cui raccontiamo la nostra esperienza :)\n","country":null,"date":"luglio 2022","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1688983876/Articoli/Sicilia/valle-dei-templi-tempio-gatto_bdlwdd.jpg","permalink":"/blog/gatto-al-guinzaglio-come-abbiamo-fatto/","title":"Gatto al guinzaglio: come abbiamo fatto?"},{"categories":["Itinerario"],"contents":"Innsbruck è stata la prima cittadina austriaca che abbiamo visitato con i nostri animali non appena varcato il confine italiano. Abbiamo comprato qualche yogurt a Vipiteno e poi via, superato il Brennero, ci siamo lasciati l\u0026rsquo;Italia alle spalle. Parcheggiato il van in una viuzza residenziale con case colorate da un lato e ville d\u0026rsquo;epoca dall\u0026rsquo;altro, ci siamo avventurati in una passeggiata con Olimpia e Sakè per le vie di Innsbruck.\nUna passeggiata ad Innsbruck con cane e gatto Abbiamo iniziato il nostro tour della città dal parco del Palazzo Imperiale che offre un giardino piuttosto grande, ben curato, con alberi secolari, un laghetto con anatre, aiuole colorate e numerose panchine. Davvero un bel posticino dove rilassarsi e magari leggere un libro. Passando davanti al Palazzo Imperiale e girando sulla destra ci si addentra nel cuore del centro storico, fino ad arrivare al \u0026ldquo;Tettuccio Dorato\u0026rdquo; che si affaccia sulla piazza con la Torre Civica. Le facciate dei palazzi sono davvero ben curate e ci sono numerosi negozi, anche di prodotti tipici. Abbiamo proseguito la nostra passeggiata di Innsbruck con cane e gatto verso la statua di Sant\u0026rsquo;Anna, ammirando i palazzi e le vetrine lungo \u0026ldquo;Marie Theresien Strasse\u0026rdquo; fino a raggiungere l\u0026rsquo;Arco di Trionfo. A questo punto, essendo una giornata soleggiata, girandoci indietro ci si è aperto uno scenario spettacolare davanti agli occhi: le montagne a fare da sfondo a tutti i bellissimi edifici. Siamo tornati verso la piazza principale con molta calma, godendoci il ritmo piacevole di questa cittadina. Prima di tornare al camper abbiamo passeggiato lungo il fiume e dato un\u0026rsquo;occhiata al Duomo di San Giacomo, che era però chiuso per lavori.\nIn gita con gli animali Innsbruck è una città curata e ordinata, goditi questa atmosfera che si nota ad ogni angolo. Ovviamente i nostri consigli sono di non dimenticare guinzaglio, museruola, sacchetti per le deiezioni e una bella ciotola per l\u0026rsquo;acqua. Non ci abbiamo fatto troppo caso perché avevamo due borracce con noi, ma non ci sembra di aver visto molte fontane.\nDove parcheggiare il camper Noi siamo arrivati in città il giorno di Pentecoste e il parcheggio era gratuito ovunque. Diversamente troverai le colonnine per il pagamento dal lunedì al sabato. In Austria il campeggio libero non è tollerato nei centri abitativi. Noi abbiamo dormito nel vostro van in una zona vicino al cimitero.\n","country":"Austria","date":"luglio 2022","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1657706817/Articoli/Innsbruck_a_passeggio.jpg","permalink":"/blog/innsbruck-piacevole-passeggiata-cane-gatto/","title":"Innsbruck in 1 giorno con cane e gatto"},{"categories":["Europa in Camper","Itinerari"],"contents":"Abbiamo visitato e vissuto nei Paesi Bassi a bordo del nostro van, con cane e gatto come compagni di viaggio, nel mese di agosto 2022. Siamo rimasti affascinati dai paesaggi e dalla gentilezza delle persone, oltre che dalla bellezza di alcuni siti turistici e non. Sicuramente è un viaggio che consiglieremmo a chiunque, non solo a bordo di un van ma anche arrivando in aereo e sfruttando l\u0026rsquo;ottima rete di trasporti pubblici.\nTabella dei contenuti Itinerario Clima e quando andare Strade Servizi e soste Mezzi di trasporto pubblici Considerazioni e tappe imperdibili Viaggiare con il proprio animale Il nostro Vlog Le nostre mappe Itinerario In questa sezione ti elencheremo tutte le tappe della nostra avventura, ricreando un piccolo diario giornaliero e rimandandoti a una sezione dedicata per quanto riguarda la visita della capitale, Amsterdam. Noi siamo arrivati nei Paesi Bassi dalla Germania del Nord e abbiamo attraversato tutto il paese da nord a sud, dirigendoci poi in Belgio.\nSe vuoi saltare subito alle conclusioni e alla mappa con tutte le soste e ai luoghi che secondo noi meritano di più clicca qui.\nGiorno 1: il primo paesino olandese che abbiamo visitato è stato Bourtange. Abbiamo parcheggiato presso il centro informazioni da cui parte la passeggiata per visitare il borgo antico, con le mura che circondano piccoli mulini e casette adibite a botteghe o alberghi, immersi in un tempo che sembra essersi fermato (animali ammessi). Terminata la visita ci siamo diretti verso Appingedam, villaggio noto per le case con le cucine sospese sul canale. Un\u0026rsquo;unica via centrale mostra dei veri e propri cubetti spuntare dai palazzi, a più altezze. Da dietro le finestre senza tende si può immaginare di entrare in quelle cucine e sentire il profumo di caffè, di torta alla cannella, di ortensie fresche. Poi ci siamo diretti alla città di Groninga (sosta in libera in periferia, lungo la riva di un lago).\nGiorno 2: dopo aver passeggiato sulle sponde del lago abbiamo deciso di visitare il mercato della città, raggiungibile a piedi costeggiando il canale e scoprendo le prime barche che fungono da abitazione (ci siamo spostati per parcheggiare all\u0026rsquo;Ikea gratuitamente). Arrivando in centro abbiamo dato un\u0026rsquo;occhiata alla via del vecchio quartiere ebraico, lungo il quale oggi si trovano un’infinità di botteghe diverse, fino a raggiungere la vecchia sinagoga. Nella piazza del mercato si trovano numerose bancarelle di prodotti tipici, tra cui formaggi e banchetti di pesce che servono anche i famosi panini con aringa e cipolle (fai attenzione ai gabbiani, proveranno a rubarti il cibo!). Giunti al van abbiamo deciso di spostarci in un posteggio in mezzo alla natura, vicino a Haulerwijk, in modo da lasciare Olimpia e Sakè liberi all’aria aperta.\nGiorno 3-4-5: dopo aver passeggiato in aperta campagna e pranzato in riva a un piccolo canale poco distante, abbiamo raggiunto il vicino paesino di Giethoorn, famoso come la piccola Venezia olandese. Abbiamo trovato un sito delizioso ma a parer nostro un po’ snaturato e reso troppo commerciale, con moltissimi turisti, quasi tutti a bordo di gondole e barchette. Il paesino è un dedalo di canali, villette ben tenute, giardini curati, parecchi airbnb, negozietti. Noi abbiamo preferito passeggiare senza meta, salendo e scendendo da un lato all’altro. Per la notte ci siamo spostati in un parcheggio a 10 minuti presso il piccolo paesino di Belt Schutsloot: un dedalo di canali illuminati da piccoli lampioni e lumini, ortensie colorate, case senza recinzioni e un’atmosfera di pura magia. In quella cornice siamo rimasti 3 giorni, stringendo amicizia con la gente del posto e aiutando a realizzare le gondole in fiore che avrebbero sfilato sul canale per il famoso festival (se vuoi saperne di più su questa tradizione che ha luogo da 70 anni trovi tutto in questo video, mentre trovi le future informazioni tecniche a questo link\u0026nbsp; ).\nGiorno 6: ultima sveglia affacciati sul canale, per poi spostarci a mezz\u0026rsquo;ora di distanza per sfruttare una stazione di servizio in un porto, poi al paesino di Urk e infine in un parcheggio affacciato sulla riva, trovato per caso, a Oostvaardersplassen.\nGiorno 7: la strada che abbiamo percorso nel pomeriggio era completamente immersa fra campi e distese di pale eoliche, fino a raggiungere un paesino sospeso fra ponti e canali, Onderdijk. Il tempo qui sembrava essersi fermato: abbiamo fatto due passi passeggiando tra i canali e i cortili delle case in quello che sembrava essere un paese fantasma, con ragnatele su auto e piante e parecchia spazzatura in giro che ci hanno un po’ amareggiati. Dopo essere tornati al van, complice un tasso di umidità che rendeva il nostro livello di sopportazione decisamente più basso e visto che l’odore di fritto del venditore ambulante invadeva i muri di casa nostra, abbiamo deciso di spostarci in un altro parcheggio raggiungendo un vicino paesino decisamente più invitante, Medemblik.\nGiorno 8: complice un clima non stabile abbiamo visitato il paesino nel pomeriggio. Le casette sono disposte a file ordinate lungo una scacchiera di stradine e canali. Dopo aver scambiato qualche parola con i locali, abbiamo continuato a camminare senza una meta tra i canali. Poco prima di tornare al van abbiamo acquistato della verdura in una cassettina davanti al portone di un palazzo a due piani, lasciando i soldi nella buca delle lettere (usanza tipica in questo paese come in altri paesi del nord Europa). Per la notte ci siamo spostati a Hoorn.\nGiorno 9: Hoorn in passato era un importante porto mercantile e in qualche modo trattiene ancora un po’ il fascino di quell’atmosfera. Il centro storico è caratterizzato da palazzi caratteristici, che riportano anche il simbolo della città, l’unicorno. Nei giorni precedenti al nostro arrivo aveva avuto luogo un festival, cosa che non ha reso la nostra visita del tutto piacevole, con spazzatura ovunque e netturbini all’azione. Abbiamo quindi deciso di rientrare a bordo del camper e raggiungere la riva di una canale, proprio vicino a un mulino: parcheggio ideale per fare due passi, circondati da campi e pecore al pascolo. Da lì ci siamo spostati ad Alkmaar. La città è famosa per la produzione di formaggio e il mercato tipico, che si tiene ogni venerdì mattina e ogni martedì sera dalle 19 alle 21 nella piazza principale (trovi maggiori informazioni qui \u0026nbsp; ). Dato che era martedì abbiamo deciso di approfittarne per immergerci ancora di più nell’atmosfera delle usanze locali. Dopo aver parcheggiato vicino a un centro sportivo, abbiamo raggiunto a piedi il centro fino alla piazza centrale, piena di torrette di forme arancioni e tondeggianti di formaggio, che vengono caricate su dei carretti e trasportate da coppie di uomini nei punti dai quali poi vengono vendute al pubblico. Curioso vero? Se ti va puoi scoprire tutto nel nostro video\u0026nbsp; . Insieme a noi numerose persone, tutte attente a osservare quel gioco di schemi e ad annusare il profumo nell’aria. Ci siamo fatti prendere per la gola da un carretto che vendeva panini con fettine di formaggio fuso, per poi tornare dopo poco ad acquistarne un terzo. Dopo aver comprato anche un paio di pezzi di formaggio siamo rientrati con il bottino, più che soddisfatti.\nGiorno 10: sotto una pioggia torrenziale abbiamo raggiunto la stazione dei treni per far salire a bordo con noi Davide, un caro amico, con il quale avremmo visitato l\u0026rsquo;isola di Texel. Insieme a lui siamo arrivati in un campeggio nei pressi di Den Helder, dove ci ha accolti una simpatica signora anziana. Dopo aver pranzato e aver montato la tenda vicino al van, abbiamo raggiunto a piedi le vicine dune affacciate sul Mare del Nord. Sembrava per un attimo di camminare nei paesaggi irlandesi dell’entroterra. Un’unica strada, a curve morbide, costeggiata solo dalla natura.\nGiorno 11: ci siamo diretti all\u0026rsquo;isola di Texel, arrivando al porto con un tempismo perfetto. La traversata dura una ventina di minuti (trovi qui \u0026nbsp; le info utili). Quando abbiamo toccato terra siamo andati dritti al faro a nord dell\u0026rsquo;isola, parcheggiando in un punto vista mare. Il caldo sembrava non voler darci tregua, così abbiamo deciso di spostarci verso ovest, in un paesino sulla costa. Trovato un parcheggio perfetto per lasciare Olimpia e Sakè a bordo, sotto l’ombra di qualche albero, noi abbiamo indossato il costume e ci siamo diretti verso la spiaggia,fermandoci solo per assaggiare la tipica birra Texel, per poi tuffarci nelle acque gelide del Mare del Nord (vuoi provare il brivido insieme a noi? Tuffati\u0026nbsp; anche tu!). Nel tardo pomeriggio siamo rientrati con il traghetto e abbiamo raggiunto il campeggio.\nGiorno 12: siamo tornati ad Alkmaar assaggiando per pranzo i tipici kibbeling, pezzetti di merluzzo fritti in pastella. Poi ci siamo spostati a Volendam, un piccolo paesino portuale con pochi passanti, qualche bicicletta, case ordinate e curate che si affacciano sul canale. L\u0026rsquo;ultimo stop in compagnia di Davide è stata la vicina isola di Marken, che si può raggiungere via traghetto o in auto attraversando una striscia di terra. Il centro è pedonale e riservato ai residenti e il tempo qui sembra essersi fermato a 50 anni fa. Oltrepassato un porticciolo, abbiamo camminato sui ciottoli ammirando la natura circostante. Nel tardo pomeriggio abbiamo raggiunto Amsterdam, parcheggiando per la notte a NDSM Wharf, un quartiere hypster in evoluzione, decorato da murales e con una buona offerta di locali serali.\nVuoi scoprire cosa abbiamo visitato a Amsterdam in 2 giorni?:Vuoi scoprire cosa abbiamo visitato a Amsterdam in 2 giorni? Clicca qui.\nGiorno 15: lasciata Amsterdam, la prima tappa è stata Zandeem, che ha attirato la nostra attenzione con un albergo dalle forme uniche: cubi di vari colori appoggiano uno sull’altro dalla base al tetto, quasi a formare una grande costruzione di lego. Nel pomeriggio abbiamo raggiunto Zaanse Schans, paesino famoso per i mulini. La strada pedonale, costeggiata dalla ciclabile, scorre lungo una decina di mulini, adibiti ognuno a produzioni diverse. Poi si raggiunge una fattoria che produce formaggi, passando davanti a un paio di piccole botteghe e piccole casette una più bella e curata dell’altra: ci sono fiori ovunque, qualche gallina libera, alcune pecore, anatre. Notte in libera in campagna.\nGiorno 16: siamo rimasti a Zaanse Schans per visitare l\u0026rsquo;interno della fattoria che vende i formaggi tipici (prezzi un po\u0026rsquo; più cari di quelli del mercato di Alkmaar) e alcune delle botteghe già chiuse il giorno prima. Una casetta tutta bianca proponeva cioccolato. Di ogni tipo e forma, soprattutto mulini e tulipani. Da un portone fuoriusciva un profumo di burro, sembrava di entrare dentro un’enorme impasto farcito: nell’atrio vendevano caramelle di ogni tipo, in confezioni attira bambini, al fondo si trovava invece il bancone con i prodotti appena sfornati. Usciti dalla bolla zuccherina ci ha accolti un negozio con le classiche ceramiche dipinte di blu. Nel tardo pomeriggio abbiamo deciso di avviarci verso la cittadina di Haarlem. Dopo aver visitato il centro raggiungendo canale dopo canale la piazza centrale, ci siamo spostati nelle campagne per la notte, a Spaarndam.\nGiorno 17: siamo rimasti in campagna passeggiando lungo una pista ciclabile e scoprendo i ruderi di un’intera cinta muraria che si estendeva a confinare i possedimenti della città di Amsterdam, per poi spostarci nel verso la costa. Questa zona è luogo di parchi naturali, con accessi limitati agli animali. Non siamo riusciti a comprendere al meglio le informazioni sul biglietto giornaliero per cui ti lasciamo il link\u0026nbsp; al sito. Noi abbiamo raggiunto a piedi la spiaggia attraversando prati e dune e osservando cerbiatti in lontananza e siamo andati a dormire in un paesino non troppo distante, Katwijk, con un piccolo porto adibito a parcheggio.\nGiorno 18: nel tardo pomeriggio ci siamo spostati a Leiden. Il centro del paese ha catturato subito la nostra attenzione. Casette ordinate lungo i canali, facciate dipinte con colori pastello, persone sedute in strada con aria serena e rilassata. Alcuni palazzi lasciano di stucco per i dettagli curati e per le poesie riportate sulle pareti in più lingue straniere, e il tramonto sui canali ragala scorci meravigliosi. Vale una visita. Per dormire ci siamo spostati in un parcheggio non distante, affacciato su un lago.\nGiorno 19: ci siamo spostati a L’Aia, o meglio Den Haag, città in cui è impossibile non buttare un occhio verso le numerose gallerie d’arte e i negozi vintage. Per la notte ci siamo spostati a Delft, cittadina molto vivace, famosa per le ceramiche blu, che ci ha accolti con due spettacoli di musica dal vivo nelle piazze del paese: swing in una piazza, rock nell’altra. Notte in libera sul canale.\nGiorno 20: essendo sabato abbiamo approfittato del mercato settimanale, dove si paga tutto con la carta, anche se per pochi euro. Abbiamo optato per un filoncino che tutti sgranocchiano per le vie del paese, un miscuglio di farina e formaggio che si scioglie al primo morso, poi per pranzo abbiamo riprovato i kibbeling, mangiando in piedi appoggiati a un tavolino e ascoltando la musica del carretto che si esibiva poco più in là e che rimbombava in tutta la piazza. Lasciata Delft ci siamo spostati a Rotterdam. Il paesaggio intorno si è fatto più industrializzato, mentre sullo sfondo iniziavano ad apparire i primi dei tanti grattacieli e palazzoni ai quali non eravamo più abituati. L’architettura della città è decisamente diversa rispetto a tutti i paesini olandesi. Abbiamo parcheggiato in centro a pagamento (controlla i parchimetri perché in certi orari non si paga), visitato il mercato centrale (molto bello architettonicamente dall\u0026rsquo;esterno) e ci siamo diretti verso le vicine case cubiche: costruite negli anni \u0026lsquo;80, sono oggi 38 abitazioni private, più un museo. Vengono anche chiamate il bosco del quartiere, dato che dovevano ricordare, nell’immaginario del progetto, delle chiome di alberi. L’impatto è notevole e da qualsiasi parte le si guardi vien voglia di fermarsi ancora un po’. Da qui abbiamo raggiunto il porto per ammirare i grattacieli che svettano sul canale. Tornati al van, ci siamo spostati nel quartiere più antico della città, risparmiato dai bombardamenti, con le facciate dei palazzi simili a quelle degli altri paesini.\nGiorno 21: tappa a Dordrecht, per poi raggiungere la cittadina di Gouda, famosa per la produzione di formaggio. Abbiamo sostato nella piazza con servizi gratuito per i camper, per poi raggiungere strade a ciottoli, ponti sospesi sul canale, la piazza con il meraviglioso municipio. In serata siamo arrivati a Utrecht, dove siamo rimasti una settimana per passare del tempo con il nostro amico Davide. Noi abbiamo affittato le biciclette (fai attenzione, si frena con i pedali!) per raggiungere facilmente il centro avendo lasciato il van un po\u0026rsquo; fuori città, ma in caso puoi anche sfruttare le comode linee dei bus (il biglietto si fa a bordo e si può pagare con la carta). Il centro città si affaccia tutto sul canale, costeggiato da case e locali pieni di dettagli. Se ti capita cerca un birrificio con tavoli e sedie in legno nel quale si può giocare liberamente a biliardo o a giochi di società e ordina una birra e le tipiche polpette chiamate bitterbollen! Ci sono alcuni parchi molto belli in città, merita passeggiare con calma e sedersi su di una panchina a osservare il sole che scende dietro ai tetti, proprio come fanno gli olandesi. Lasciata Utrecht siamo tornati verso Gouda, direzione Belgio.\n### In Breve Di seguito le sole tappe. Abbiamo sempre dormito in libera, tranne dove specificato.\nGiorno 1: Bourtange - Appingendam - Groninga\nGiorno 2: Groninga\nGiorno 3-4-5: Giethoorn - Belt Schutsloot\nGiorno 6: Urk - Oostvaardersplassen\nGiorno 7: Oostvaardersplassen - Medemblik\nGiorno 8: Medemblik - Hoorn\nGiorno 9: Hoorn - Alkmaar\nGiorno 10: Alkmaar - Den Helder in campeggio\nGiorno 11: Isola di Texel - Den Helder in campeggio\nGiorno 12: Alkmaar - Volendam - Marken -Amsterdam\nGiorno 13-14: Amsterdam\nGiorno 15: Amsterdam - Zaandem - Zaanse Schans\nGiorno 16: Zaanse Schans - Spaarndam\nGiorno 17: Spaarndam - Parco Nazionale - Katwijk\nGiorno 18: Katwijk - Leiden\nGiorno 19: Leiden - L’Aia, o meglio Den Haag - Delft\nGiorno 20: Delft - Rotterdam\nGiorno 21: Dordrecht - Gouda - Utrecht\nGiorno 22-: Utrecht\nClima e quando andare Nei Paesi Bassi il clima è sovente piovoso, con inverni che possono essere molto rigidi.\nLa primavera può essere la stagione ideale per ammirare i numerosi campi di tulipani in fiore, ma potresti trovare ancora giornate fredde e ventose oltre che piovose.\nL\u0026rsquo;estate del 2022 è stata decisamente buona, con giornate molto calde e soleggiate. Essendo il paese a nord, ricorda che il sole tramonta più tardi che in Italia, quindi aspettati giornate che ti sembreranno più lunghe.\nStrade La condizione delle strade nei Paesi Bassi è in ottimo stato. Le autostrade sono gratuite e non è richiesta alcuna vignetta.\nServizi e soste In tutto il paese la sosta in libera non è contemplata. Ci sono numerosi luoghi in natura dove noi abbiamo dormito in sicurezza. Si trovano numerosi campeggi, a prezzi non economici, che non sempre permettono il solo utilizzo dei servizi camper. Trovare tali servizi non è sempre facilissimo, si possono trovare a volte in aree cittadine adibite o in prossimità dei centri commerciali o stazioni di servizio.\nIn prossimità dell\u0026rsquo;isola di Texel non siamo riusciti a sostare in libera di notte e abbiamo preferito dormire in un campeggio meno costoso sulla terraferma, usufruendo del comodo traghetto.\nleggi anche Amsterdam con cane e gatto: 3 tappe imperdibili Mezzi di trasporto pubblici I mezzi di trasporto pubblici sono davvero efficienti in tutto il paese. Bus, treni, tram, traghetti, biciclette: noi non abbiamo mai avuto problemi né con i pagamenti né con gli orari.\nConsiderazioni e tappe imperdibili Non conoscevamo la Nuova Aquitania e dobbiamo essere sinceri, certe sue caratteristiche ci hanno piacevolmente colpiti. Nonostante il clima non sia dei più favorevoli si respira un\u0026rsquo;atmosfera serena e pacifica.\nIn camper o auto, le mete imperdibili secondo noi sono :\nGiethoorn - Belt Schutsloot: la \u0026ldquo;piccola Venezia\u0026rdquo; merita sicuramente una sosta, ma la vicina Belt Schutsloot ti regalerà una visita davvero autentica Alkmaar: la visita della sola cittadina potrebbe essere poco rilevante, motivo per cui ti consigliamo di raggiungerla di martedì sera o venerdì mattina per assistere al famoso mercato del formaggio (qui trovi informazioni in merito agli orari) isola di Texel: a noi è piaciuta davvero tanto! Natura, spiagge, faro, bagno nel Mare del Nord, la birra locale.. merita una visita! Amsterdam: è forse una delle mete che a noi è piaciuta meno, perché tranne il quartiere Jordaan, l\u0026rsquo;abbiamo trovata meno autentica. Zaanse Schans: è il tipico paesino con i mulini! Leiden: è un piccolo gioiellino, circondata da canali. Non perderti le poesie sulle facciate dei palazzi! Rotterdam: città particolare, con i grattacieli che si specchiano nei canali e le famose case cubiche. Utrecht: ti verrà voglia di affittare una bici e sfrecciare a fianco alla gente del posto, sederti su di una panchina e osservare il sole tramontare.. Utrecht è una cittadina a misura d\u0026rsquo;uomo, bella da visitare e vivere! Viaggiare con il proprio animale Per viaggiare Europa con il proprio animale occorre avere: passaporto microchip vaccinazione antirabbica in corso di validità Controlla, se il tuo animale appartiene a una razza particolare, che sia ammesso in paese. Ti consigliamo di prestare sempre attenzione nei luoghi affollati perché le persone potrebbero avere timore, motivo per cui noi giriamo sempre con i nostri animali al guinzaglio. In parecchi casi è richiesta la museruola, ti consigliamo di tenerla a portata di mano. Ti consigliamo di portare con te una ciotola (noi usiamo questa che si appende comodamente allo zaino) e una borraccia con acqua se la giornata è particolarmente afosa. Il nostro Vlog Nel video qui sotto puoi fare un po\u0026rsquo; il turista insieme a noi oppure trovi la serie completa sul paese a questo link\u0026nbsp; .\nLe nostre mappe ","country":"Paesi Bassi","date":"luglio 2022","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1683208302/IMG_0407_xg5wru.jpg","permalink":"/blog/viaggio-paesi-bassi-in-camper-itinerari/","title":"Paesi Bassi in camper con cane e gatto: itinerari, consigli e informazioni utili"},{"categories":["Polonia in Camper","Guida"],"contents":"Stai pensando di visitare la Polonia ma non sai da dove iniziare? Di seguito troverai tutti i consigli utili per viaggiare all\u0026rsquo;interno del paese oltre a un consiglio su un possibile itinerario in breve. Se invece ti interessa scoprire il nostro itinerario on the road ti rimandiamo all\u0026rsquo;articolo dedicato che trovi qui.\nTabella dei contenuti Il paese Clima e quando andare Come pagare Internet Vaccini e assicurazione sanitaria Mezzi di trasporto pubblici Cosa mangiare Dove dormire Viaggiare con il proprio animale Itinerari 7 Giorni I parchi e altre escursioni Il nostro Vlog Il paese La Polonia ha un ricco patrimonio culturale e storico ed è conosciuta per la sua bellissima architettura, la deliziosa cucina e la gentilezza delle persone.\nSono presenti numerosi parchi nazionali e riserve naturali, tra cui i monti Tatra, le foreste di Białowieża e le dune di sabbia di Slowinski. Questi luoghi offrono una grande varietà di attività all\u0026rsquo;aperto, come escursioni, sci, mountain bike e canoa.\nIl polacco è la lingua ufficiale ma la maggioranza della popolazione parla molto bene l\u0026rsquo;inglese.\nClima e quando andare La Polonia ha un clima temperato continentale, con inverni freddi e estati calde. Le temperature medie invernali variano tra -6°C e -1°C, mentre le temperature medie estive si aggirano intorno ai 19°C. Tuttavia, le temperature possono raggiungere i 30°C durante le ondate di calore estive.\nSe stai cercando di evitare la folla e goderti il clima fresco, la primavera e l\u0026rsquo;autunno sono buoni momenti per visitare la Polonia.\nIn inverno puoi visitare alcuni festival e i famosi mercatini di Natale, tuttavia il clima può essere rigido e freddo, quindi preparati a vestirti in modo adeguato.\nIn generale, il periodo migliore per visitare la Polonia è durante l\u0026rsquo;estate, quando il clima è mite e ci sono molte attività e eventi culturali in corso.\nCome pagare La moneta ufficiale è lo zloty polacco (PLN). Le banconote polacche vanno dai 10 PLN ai 200 PLN, mentre le monete variano dai 1 groszy ai 5 zloty.\nI bancomat sono facilmente disponibili in tutto il paese e possono essere utilizzati per prelevare denaro contante.\nQuando ci troviamo in un paese straniero, soprattutto dove non accettano l'euro, ci affidiamo a questa carta gratuita, che ti permette di pagare senza alcun tasso o addebito.\nLa maggior parte dei negozi, ristoranti e alberghi accetta carte di credito e di debito, ma è sempre una buona idea avere del contante a disposizione.\nAttualmente un euro vale circa 4,6 zloty polacchi.\nInternet Ci sono diverse opzioni di offerte di internet mobile disponibili, a seconda delle esigenze dell\u0026rsquo;utente.\nLe principali compagnie di telefonia mobile in Polonia sono Orange, T-Mobile, Plus, Play e Virgin Mobile, e offrono piani tariffari che includono diverse opzioni di pacchetti di dati.\nEssendo la Polonia parte dell\u0026rsquo;Unione Europea puoi usare la tua promozione italiana su tutto il territorio senza costi aggiuntivi.\nVaccini e assicurazione sanitaria L\u0026rsquo;Italia ha un accordo bilaterale con la Polonia, che prevede che i cittadini italiani che visitano la Polonia abbiano diritto all\u0026rsquo;assistenza sanitaria pubblica gratuita in caso di emergenza o malattia improvvisa. È necessario presentare la Tessera Sanitaria.\nPer viaggiare noi ci assicuriamo con Genki che offre grandi benefici e una sottoscrizione mensile che può esser cancellata in qualsiasi momento.\nPer maggiori informazioni ti rimandiamo al sito di viaggiare sicuri\u0026nbsp; .\nMezzi di trasporto pubblici La Polonia ha una buona rete di trasporti pubblici, che include autobus, treni e tram.\nMolte compagnie aeree offrono voli nazionali ed internazionali dall\u0026rsquo;aeroporto Chopin di Varsavia e dagli aeroporti di altre città polacche.\nInfine, il servizio di taxi è disponibile in tutto il paese e molti taxi accettano pagamenti con carta di credito o debito.\nCosa mangiare I piatti tipici polacchi sono i pierogi, la zuppa di barbabietole, le kielbasa (salsicce), la zurek (zuppa con farina di segale fermentata, legumi, patate, uova sode, funghi, cipolle, pancetta e salsiccia servita dentro a una pagnotta privata della mollica) e per quanto riguarda lo street food noi abbiamo provato la zapiekanka, una sorta di baguette servita come una bruschetta e condita con formaggio, pomodoro, funghi trifolati e spesso anche ketchup o maionese.\nNoi abbiamo avuto la fortuna di assaggiare i pierogi in più occasioni, sia nella variante salata (ripiena di carne o patate e funghi o spinaci) sia in quella dolce (con yogurt bianco e confettura di fragole).\nLa zuppa di barbabietola può essere calda e brodosa (Barszcz) servita con gnocchi o tortellini e condita con aceto oppure fredda e guarnita con uova sode (Chlodnik).\nTra le bevande citiamo ovviamente la vodka, ma anche la tradizione delle birre non è da sottovalutare. Dove dormire In Polonia ci sono molte opzioni di alloggio, per tutti i budget, tra cui hotel, appartamenti, ostelli e agriturismi.\nConsigliamo di prenotare in anticipo durante i periodi di alta stagione per garantirsi la disponibilità delle sistemazioni preferite.\nIl campeggio libero in Polonia non è consentito, ma è permessa la sosta in auto. Motivo per cui noi non abbiamo mai avuto problemi a dormire in libera, nel pieno rispetto dell’ambiente che ci circondava. In ogni caso sono presenti numerosi campeggi che offrono anche numerose escursioni.\nViaggiare con il proprio animale Per viaggiare in Europa con il proprio animale occorre avere: passaporto microchip vaccinazione antirabbica in corso di validità Controlla, se il tuo animale appartiene a una razza particolare, che sia ammesso in paese. Ti consigliamo di prestare sempre attenzione nei luoghi affollati perché le persone potrebbero avere timore, motivo per cui noi giriamo sempre con i nostri animali al guinzaglio. In parecchi casi è richiesta la museruola, ti consigliamo di tenerla a portata di mano. Ti consigliamo di portare con te una ciotola (noi usiamo questa che si appende comodamente allo zaino) e una borraccia con acqua se la giornata è particolarmente afosa. Itinerari In questa sezione, basata sulla nostra esperienza di un mese nel paese, ti proponiamo un itinerario che puoi compiere con i mezzi pubblici. Se vuoi invece raggiungere il paese in camper o rivivere le nostra avventura, a questo link abbiamo ricreato un piccolo diario giornaliero segnalando in un capitolo finale i luoghi che secondo noi meritano maggiormente.\n7 Giorni Ecco un possibile itinerario di 7 giorni in Polonia con partenza dall\u0026rsquo;aeroporto di Cracovia e rientro da Wrocław (Bratislava).\nGiorno 1 Arrivo a Cracovia. Primo approccio alla città partendo dalla città vecchia e del quartiere ebraico Kazimierz.\nGiorno 2 Visita in mattinata alla Miniera di Sale di Wieliczka. Ritorno a Cracovia con la visita del centro storico, il Castello Reale di Wawel, la Cattedrale di Wawel.\nGiorno 3 Visita al Campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau.\nGiorno 4 Visita di Katowice in particolare della Chiesa di San Michele Arcangelo, la Cattedrale di Cristo Re e del quartiere storico Nikiszowiec.\nGiorno 5 Visita in mattinata della città vecchia di Opole. Spostamento nel pomeriggio a Wrocław (Bratislava).\nGiorno 6 Giornata dedicata alla visita di Wrocław partendo da Rynek, la piazza principale, passando poi per l\u0026rsquo;imponente cattedrale di San Giovanni Battista e infine visitando gli edifici storici lungo il fiume. Durante la visita ti consigliamo di cercare i più di 300 gli gnomi di pietra sparsi un po\u0026rsquo; ovunque nella città.\nGiorno 7 ultimo giro per Wrocław.\nI parchi e altre escursioni La Polonia ha numerosi parchi nazionali e riserve naturali che offrono una grande varietà di paesaggi e attività all\u0026rsquo;aperto.\nNoi abbiamo avuto la fortuna di visitare i Monti Tatra e il parco di Slowinski ( un deserto in Polonia?\u0026nbsp; ), rimanendo affascinati in entrambi i luoghi.\nIl Parco Nazionale dei Monti Tatra è un\u0026rsquo;importante destinazione per gli amanti della natura e degli sport all\u0026rsquo;aperto. Situato al confine tra la Polonia e la Slovacchia, ospita la più alta catena montuosa dei Carpazi, con vette che raggiungono i 2.500 metri. Offre una grande varietà di attività all\u0026rsquo;aperto, tra cui trekking, sci, arrampicata e mountain bike. D\u0026rsquo;estate la temperatura è mite e piacevole, ma può essere minata da temporali (noi siamo dovuti fuggire a causa di un fastidioso acquazzone).\nIl Parco Nazionale di Slowinski, situato sulla costa del Mar Baltico, è famoso per le sue dune di sabbia mobili che si estendono per oltre 40 chilometri lungo la costa. La più famosa è la duna di Lebka. Il parco offre numerose attività all\u0026rsquo;aperto, tra cui escursioni, camminate sulla spiaggia, e visite ai villaggi di pescatori locali e ai carboni fossili. Per maggiori informazioni relative al parco ti rimandiamo qui\u0026nbsp; , mentre per quanto riguarda i prezzi sia dell\u0026rsquo;ingresso al parco che del parcheggio trovi tutto qui\u0026nbsp; . Attenzione: i cani non sono ammessi nel parco ed è vietato campeggiare.\nUno dei parchi nazionali più famosi che per il momento non abbiamo avuto il piacere di visitare è il Parco Nazionale di Białowieża, situato nella parte orientale della Polonia. Al suo interno ospita l\u0026rsquo;ultima foresta primaria della pianura europea, dove è possibile ammirare specie animali uniche, tra cui il bisonte europeo.\nInfine, il Parco Nazionale di Kampinos è situato a pochi chilometri a ovest di Varsavia, è il parco nazionale più vicino alla capitale. Ospita una grande varietà di flora e fauna, tra cui cervi, cinghiali, lontre e numerose specie di uccelli e offre numerose attività all\u0026rsquo;aperto, tra cui escursioni a piedi, in bicicletta e in canoa.\nIl nostro Vlog Se vuoi vedere i nostri vlog sulla Polonia ti lasciamo di seguito le nostre avventure a Cracovia oppure trovi la playlist completa qui\u0026nbsp; ","country":"Polonia","date":"luglio 2022","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1682605728/Articoli/Polonia/cracovia_piazza_cizq4y.jpg","permalink":"/blog/viaggio-polonia-informazioni-e-itinerari/","title":"Viaggio in Polonia: tutto quello da sapere e itinerari"},{"categories":["Viaggi in Italia","Animali"],"contents":"Stai pensando di visitare il lago di Braies e vuoi avventurarti insieme al tuo cane o gatto?\nPrima di raccontarti la nostra avventura ti segnaliamo un paio di informazioni utili, soprattutto in caso di visita estiva: dato il sovraffollamento di turismo, dal 2022 nei mesi estivi dalle ore 09.30 alle 16.00 la Valle di Braies\u0026nbsp; è raggiungibile solo mediante mezzi pubblici, a piedi e in bici. Il transito con mezzi privati è consentito solo previa prenotazione del parcheggio o con esibizione di un valido permesso di transito ( qui puoi trovare maggiori informazioni\u0026nbsp; ).\nIn gita al lago di Braies con cane e gatto Noi abbiamo deciso di fermarci a dormire a bordo del nostro van in uno spiazzo libero ad una quindicina di minuti dai parcheggi vicini al lago. Di buon mattino abbiamo raggiunto il parcheggio adibito ai camper (il più vicino al sito, con tariffa 8 euro per 3 ore, 25 euro giornaliero). Alle 8 del mattino iniziavamo la nostra avventura: pochissime persone, clima fresco ideale, prime luci del sole ad illuminare la valle. Avendo con noi Olimpia e Sakè non potevamo fare scelta migliore. Alle 10, quando finivamo la nostra passeggiata, il pontile famoso per le foto più postate sui social era affollatissimo, iniziavano a crearsi code di persone per affittare la barchetta, il parcheggio era al completo e lungo la strada si era creata una colonna di auto di circa 5 chilometri. Devi tener conto che era venerdì 3 giugno, quindi giornata di ponte. Cerca di pianificare al meglio la tua gita se pensi di andare nei weekend o durante le festività.\nSe possiamo darti un consiglio quindi, per vivere una gita serena insieme a cane e gatto al Lago di Braies, scegli un momento della giornata in cui ci possano essere non troppe persone, con un clima soprattutto non troppo afoso nelle ore centrali della giornata.\nCosa portare con sè per i propri animali La nostra gita con cane e gatto al seguito è durata circa un paio di ore. Abbiamo percorso tutto il perimetro del lago di Braies, facendo anche qualche pausa. Lungo il tragitto non abbiamo visto fontane, per cui ti consigliamo una borraccia capiente e una ciotola per l\u0026rsquo;acqua. Se pensi di trascorrere più tempo potresti portare qualche snack.\nOvviamente non dimenticare guinzaglio e museruola e sacchetti per le deiezioni.\nleggi anche Sicilia in camper: il nostro itinerario e qualche consiglio culinario Il giro del lago Appena arriverai, seguendo la tratta come indicato da percorso, troverai una prima parte di passeggiata pianeggiante, fino ad arrivare vicino a una spiaggia bella larga.\nDa qui partono una camminata verso un rifugio e altre più impegnative verso una pietraia.\nProseguendo lungo il perimetro inizia una parte di scalinate strette e in salita.\nTornando verso l\u0026rsquo;ingresso noi ci siamo imbattuti in molte persone che facevano il giro al contrario, per cui potresti \u0026ldquo;scontrarvi\u0026rdquo; con altri cani all\u0026rsquo;improvviso. Presta attenzione, anche perché molte persone hanno con sè i passeggini per i bambini, per cui alcuni passaggi possono risultare davvero stretti. Noi non abbiamo fatto indossare la museruola ad Olimpia, ma l\u0026rsquo;abbiamo tenuta sempre a portata di mano in caso di necessità per evitare nervosismi.\nEvitando il sovraffolamento per noi è stata una gita decisamente divertente. Ti lasciamo un\u0026rsquo;immagine di questo bellissimo lago incastonato fra le montagne. Facci sapere nei commenti se l\u0026rsquo;hai già visitato o se in qualche modo ti abbiamo risvegliato la curiosità di andarci, magari insieme al tuo amico a quattro zampe :)\n","country":"Italia","date":"luglio 2022","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1657873908/Articoli/Gita_al_lago_di_Braies.jpeg","permalink":"/blog/gita-al-lago-di-braies-con-animali/","title":"Lago di Braies con cane e gatto"},{"categories":["Borghi d'Italia"],"contents":"Noale, un piccolo borgo a pochi chilometri da Venezia, era in realtà una tappa obbligatoria del nostro viaggio. Ci siamo dovuti fermare un paio di giorni per questioni lavorative, ma siamo riusciti a godere appieno della sua atmosfera. Ovviamente abbiamo fatto i turisti insieme a Sakè e Olimpia, che hanno attirato i sorrisi di numerosi passanti. Proprio la sera in cui siamo arrivati abbiamo avuto la fortuna di fermarci a chiacchierare con una signora del posto, che ci ha consigliato un tour delle cose imperdibili da vedere in questo piccolo borgo a pochi chilometri da Venezia. In pieno centro si trova una comoda area sosta camper, non utilizzabile il giovedì mattina per stallo mercatale. L\u0026rsquo;area è segnalata come a pagamento con una sbarra che si abbassa automaticamente la sera: quando siamo arrivati noi l\u0026rsquo;addetto al pagamento non si è mai presentato nonostante avessimo comunicato la nostra presenza telefonando al numero affisso. Sono presenti i servizi di carico e scarico acque. Di seguito il link di Park4night che puoi scaricare **qui se hai un iPhone**\u0026nbsp; o **qui se hai Android**\u0026nbsp; .\nTabella dei contenuti In gita a Noale Dove mangiare a Noale Cosa visitare con cane e gatto Un piccolo borgo a pochi chilometri da Venezia In gita a Noale Lungo la strada principale che attraversa il borgo si trovano i portici gotici e antichi palazzi, delimitati da un lato dalla Torre dell’Orologio e dall’altro dalla Torre delle Campane. Ci sono poi il Palazzo della Loggia dove hanno sede il Municipio, il Museo Civico e la Pinacoteca \u0026lsquo;Egisto Lancerotto\u0026rsquo; e la parrocchia dei Ss. Felice e Fortunato.\nNoale conserva tracce del suo glorioso passato militare nella Rocca dei Tempesta, edificata nel XII secolo a ridosso del fiume Marzenego. La rocca ospita adesso importanti avvenimenti culturali e, dopo due secoli di abbandono in cui è stata utilizzata anche come camposanto, è tornata a essere il simbolo del centro d’arte.\nIl giovedì mattina lungo le vie del paese si svolge un mercato molto ricco che spazia dall\u0026rsquo;abbigliamento ai beni di prima necessità.\nPoco lontano dal centro abitato si trova **l’oasi WWF Cave di Noale**\u0026nbsp; : una delle mete preferite dai fotografi naturalisti della regione per la presenza di numerose specie animali e vegetali.\nDove mangiare a Noale In questo borgo a pochi chilometri da Venezia abbiamo pranzato e cenato in due posti differenti, trovandoci molto bene in entrambi.\nPer il pranzo ci siamo fermati da **\u0026nbsp; . Qui si trova un menù con una scelta giornaliera sempre diversa e abbinamenti molto interessanti. Paolo ha optato per un hamburger con contorno, Sara per una pasta con pesto di pistacchi davvero gustosa. Piacevolmente stravagante il locale, con un tavolo appeso al soffitto e altri dettagli davvero divertenti. Molto gentile il personale, con un servizio veloce e cortese. Ci sentiamo davvero di consigliartelo.\nPer quanto riguarda la cena abbiamo optato per la **\u0026nbsp; , incuriositi oltre che dalle recensioni sulla frittura di pesce, dalla proposta dolce di un tiramisù con i fiori di zucca e gli amaretti. Purtroppo abbiamo trovato il tiramisù classico quella sera, ma ugualmente delizioso. Ci uniamo agli apprezzamenti sulla frittura di pesce, molto ben bilanciati anche i sapori del primo con seppie e zucchine. Un buon vino bianco e la cena è servita.\nCosa visitare con cane e gatto Con Sakè e Olimpia abbiamo camminato per tutte le vie del paese e lungo l\u0026rsquo;argine del fiume. Qui ti raccomandiamo un po\u0026rsquo; di accortezza dato che ci sono numerosi animali, tra cui anatre e galli, liberi di girovagare. Per quanto riguarda l\u0026rsquo;area naturalistica del WWF, il sito internet cita \u0026ldquo;cani non ammessi\u0026rdquo;, per cui ci siamo limitati a una passeggiata nella zona subito accanto, in aperta campagna.\nUn piccolo borgo a pochi chilometri da Venezia Ebbene sì, la Serenissima si trova davvero a pochi chilometri da Noale, tant\u0026rsquo;è che è raggiungibile comodamente con il treno. Noi abbiamo preferito avvicinarci con il camper per avere una base più comoda e vicina in caso di necessità con gli animali, ma se decidessi di fare sosta qui, il tragitto in treno ti richiederà una quarantina di minuti (costo del biglietto 1,90 € in seconda classe).\nTi lasciamo il link al **reel sulla città di Noale**\u0026nbsp; mentre se vuoi saperne di più sul nostro viaggio a Venezia **clicca qui**\u0026nbsp; .\n","country":"Italia","date":"luglio 2022","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1657705481/Articoli/Noale_.jpg","permalink":"/blog/noale-borgo-vicino-venezia/","title":"Noale: un piccolo borgo a pochi chilometri da Venezia"},{"categories":["Vivere in camper"],"contents":"Quando abbiamo deciso di lasciare casa e vivere sul nostro van abbiamo dovuto pensare anche a quali vestiti scegliere di portare con noi.\nCarta e penna alla mano, abbiamo scritto una lista di indumenti essenziali per essere pronti a vivere in modo ben organizzato le quattro stagioni. Poi abbiamo aperto l\u0026rsquo;armadio e osservato tutti i nostri capi: che cosa doveva davvero viaggiare insieme a noi?\nAbiti comodi, pratici da lavare, nulla di troppo ingombrante, nulla di troppo delicato.\nquali vestiti scegliere per vivere in camper? Ti riportiamo qui il nostro elenco, per essere pratici e minimale come lo siamo stati davvero noi nella preparazione.\nT-shirts: una decina a testa. Per averne di ricambio, sia se non riusciamo a lavarle in tempo, sia perché Sakè con le sue unghiette ce ne ha già bucate 3 (anche se con ago e filo le abbiamo prontamente ricucite!) Felpe/maglioni: 3 felpe leggere e 2 più pesanti, più un maglione a collo alto per l\u0026rsquo;inverno. Pantaloni corti: entrambi ne abbiamo 4 paia. Abiti: ne ho portati 2, comodi e leggeri, da indossare soprattutto mentre viaggiamo per non avere lacci che infastidiscono. Pantaloni lunghi: Paolo ha un jeans e 3 pantaloni della tuta, Sara due jeans, due pantaloni leggeri, un pantalone della tuta e un paio di pantaloni tecnici spessi per l\u0026rsquo;inverno. Intimo: 10 mutande, 10 paia di calze miste estive ed invernali, 3 reggiseni, 2 canottiere. Pigiama: 1 estivo, 1 per l\u0026rsquo;inverno. Cappelli: 1 estivo, 1 invernale Sciarpe: 1 estiva e 1 invernale per Sara, 1 paracollo in pile per Paolo. Guanti: 1 paio a testa. Giubbotti: 1 estivo, 1 invernale per entrambi. 12- Costumi: 1 per Paolo, 2 per Sara. E per le borse? Uno zaino a testa. E per le scarpe? Trovi tutto qui.\nAbbiamo portato troppo? Troppo poco? Forse sì, forse no. Se dovessimo avere dei capi che si rivelano davvero inutilizzati li regaleremo così come abbiamo fatto con molti di quelli che avevamo a casa quando abbiamo deciso di non possedere troppi oggetti materiali, scelta che si è rivelata davvero liberatoria.\nE tu come organizzi le tue valigie? Concordi con noi che alla fine si portano sempre troppi abiti? Ti aspettiamo nei commenti :)\n","country":null,"date":"luglio 2022","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1657265838/Articoli/Fare_la_valigia_per_un_anno_in_camper_quali_vestiti_scegliere.jpg","permalink":"/blog/camper-fulltimers-quali-vestiti-portare/","title":"Fare la valigia per vivere un anno in camper: quali vestiti scegliere?"},{"categories":["Blog"],"contents":"Quando siamo partiti abbiamo deciso di condividere le nostre avventure sui social ( Instagram\u0026nbsp; ) e su questo sito, poi però avventura dopo avventura abbiamo deciso di aprire anche un canale YouTube\u0026nbsp; . Non avevamo mai scritto articoli, creato contenuti seriamente, usato applicazioni per creare video come CapCut\u0026nbsp; e Final Cut Pro\u0026nbsp; , ma abbiamo sentito il bisogno di metterci in gioco seriamente e abbiamo iniziato a trascorrere un po\u0026rsquo; più di tempo sugli schermi dei nostri computer (se vuoi sapere cosa usiamo clicca qui\u0026nbsp; ).\nLa nostra vita si sta trasformando nel migliore dei libri che potessimo scrivere, nella migliore delle canzoni che potessimo comporre, nel miglior film che potessimo girare. Ecco perché abbiamo deciso di aprire anche un canale YouTube, tutto ciò non poteva restare solamente nei nostri ricordi.\nYouTube: premere play per scoprire i retroscena di questa avventura Siamo ogni giorno i registi e gli attori dell\u0026rsquo;avventura che abbiamo scelto di vivere e qualsiasi direzione prenda la nostra vita in futuro, tutto ciò avrà per sempre un significato inestimabile.\nAbbiamo iniziato a registrare qualche scena giusto per divertimento e se rivediamo i primi video, dobbiamo essere sinceri, ci pieghiamo in due dalle risate. Però non abbiamo mai smesso di essere noi stessi e qualsiasi cosa ne sarà di quei video, sarà bello riguardarli un domani nelle sere d\u0026rsquo;estate mangiando pezzi di anguria, o dopo il pranzo di Natale fra cartoni Disney, noccioline e fette di panettone.\nleggi anche Quando tornate? Come e perché abbiamo aperto il canale VANDIPETY Per registrare i nostri video usiamo una GoPro\u0026nbsp; ( e non solo\u0026nbsp; ), mentre per montarli il programma \u0026ldquo;Final Cut Pro\u0026rdquo;. Facile? Dipende dai punti di vista. A noi sono serviti un po\u0026rsquo; di tutorial e tanta tanta voglia di studiare, oltre al fatto che ogni giorno impariamo qualcosa di nuovo ed è bello notare migliorie anche nei propri video. La strada è ancora lunga, lo sappiamo, e per questo per noi si fa stimolante.\nQuindi se ogni tanto la sera non sai quale film guardare e ti va di stare in nostra compagnia, puoi aprire YouTube e andare sul canale Vandipety\u0026nbsp; ! Se vorrai lasciarci anche un mi piace e un commento il tuo parere è per noi davvero prezioso e ci aiuta a migliorare ogni giorno di più! ☺️\nStagioni Stagione 1\u0026nbsp; : un cambio di vita radicale ci porta alla scoperta di paesaggi mozzafiato, città affascinanti e persone straordinarie nel nostro continente. Sali a bordo, la prima stagione inizia qui!\nStagione 2\u0026nbsp; : abbiamo abbandonato le comodità dell\u0026rsquo;Europa per intraprendere un\u0026rsquo;avventura in Africa. Obiettivo? Scoprire nuove culture e metterci alla prova in un ambiente completamente diverso da quello a cui eravamo abituati. Riusciremo in questo intento?\nStagione 2.5\u0026nbsp; : una miniserie sui lavori al nostro van, su un evento importante e i pre preparativi pre partenza!\nStagione 3\u0026nbsp; : Vandipety parte alla scoperta dei Balcani! Un viaggio fra passato e presente pieno di emozioni ci attende! Dalla Slovenia, Croazia, Kossovo e Grecia sono solo alcuni dei paesi che visiteremo prima della prossima esplosiva stagione!\nStagione 4\u0026nbsp; : Finalmente è giunto il momento di andare verso il Sol Levante! Vandipety abbandona l\u0026rsquo;Europa per entrare in Asia in direzione Giappone!\nIn questa prima parte andremo a scoprire la Turchia, il Kurdistan Iracheno, la Georgia e l\u0026rsquo;Armenia fino alle porte con la Russia. Siete pronti?\nStagione 5\u0026nbsp; : Vandipety direzione Giappone parte 2! La seconda attesa parte di questo lungo viaggio! 18.000km, 7 cambi di fusi orari, infiniti incontri, difficoltà e perdite. Un viaggio fra Russia, Kazakistan, Mongolia e Corea prima di raggiungere l\u0026rsquo;ambita meta!\nStagione 6: \u0026hellip; 🔜\n","country":null,"date":"luglio 2022","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1657123237/Articoli/Come_e_perche_abbiamo_aperto_un_canale_YouTube.png","permalink":"/blog/abbiamo-aperto-un-canale-youtube/","title":"Perché abbiamo aperto un canale YouTube"},{"categories":["Blog","Animali"],"contents":"La nostra Olimpia ha compiuto da poco 9 anni. A prima vista potrebbe intimorire: una rottweiler, la tradizione la annovera fra i cosiddetti cani da difesa pericolosi. Basta coricarsi al suo fianco per capire che si potrebbe dormire una notte intera con lei abbracciata.\nCi riteniamo immensamente fortunati perché si adatta a tutte le nostre idee strampalate e ci segue in tutte le nostre avventure.\nFino a un anno fa viaggiavamo con lei in una Fiat Grande Punto e cercavamo solitamente Airbnb che accettassero animali, comunicando sempre in anticipo agli host la sua taglia.\nIl primo viaggio con la nostra rottweiler Il primo grande viaggio vissuto insieme ad Olimpia si è svolto in Camargue e Provenza. Quattro adulti, quattro borsoni, due cappelli di paglia, due borse della spesa colme di provviste e lei accucciata nel bagagliaio. Chiunque possa pensare che abbia sofferto dovrà ricredersi, perché tutte le soste lungo la strada erano pensate esattamente in modo da non farla affaticare. E non abbiamo parole per spiegare quanto siano stati belli quei giorni in sua compagnia.\nVisitare l’arena di Arles, attraversare il ponte di Avignone, mettere zampe e piedi a mollo nell’oceano, sporcarsi con la terra rossa di Roussillon.\nAbbiamo collezionato ricordi meravigliosi.\nViaggiare con un cane al seguito può sembrare un sacrificio per padrone e animale: certo se sei amante di chiese e musei dovrai mettere in conto di sacrificare parte di queste visite. Tutto ciò sarà però ricompensato da una coda che scodinzola dalla gioia per esser in tua compagnia.\nConcluso quel viaggio di una settimana e lasciati i nostri amici a Nizza, decidemmo di vivere ancora una settimana esplorando il Piemonte settentrionale. Ovviamente in compagnia di Olimpia. Visitammo insieme montagne, laghi, paesini al confine svizzero e avere un cane al seguito si dimostrò di nuovo un valore aggiunto e per nulla un limite! Da quell’estate Olimpia vinse il posto a bordo come compagna di avventure essenziale, tranne quando volammo in Giappone e in Giordania, dove ci mancò davvero tanto.\nAnche tu viaggi con i tuoi animali?\n","country":null,"date":"giugno 2022","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1656067861/Articoli/olimpia_rottweiler_1_1_vsnlwf.jpg","permalink":"/blog/olimpia-la-nostra-rottweiler-in-giro-per-il-mondo/","title":"Olimpia: la nostra rottweiler in giro per il mondo"},{"categories":["Blog","Animali"],"contents":"Era una sera di settembre. Stavamo mangiando in un ristorante giapponese di Torino, per viaggiare un po’ con la mente verso uno dei paesi che amiamo. Iniziammo a parlare di animali, in particolare di gatti, dato che Miele, il ragdoll di cinque anni di Paolo, era venuto a mancare da un mese ed erano stati giorni pieni di sofferenza.\nRaggiungemmo un accordo: saremmo andati a vedere un cucciolo quel sabato. Solo a vederlo poi ne avremmo parlato. Alle 14 arrivammo al punto che ci era stato indicato dal signore contattato a Torino. Quando scendemmo ci misero fra le mani una palla di pelo che pesava sì e no 300 grammi.\nL\u0026rsquo;attimo in cui ci siamo scelti a vicenda La linguetta rugosa di quel gattino speciale iniziò a leccare le nostre dita e il signore ci disse che potevamo caricarla in auto, che era una femminuccia di quasi 3 mesi e si alimentava già da sola. Ma come, i patti erano solo vederlo! Non sarebbe arrivato a fine sera, ci disse voltandosi dall’altra parte. Guardammo lui con odio e il piccolo gattino con amore. Così salimmo in auto in tre, senza pensarci due volte.\nEravamo destinati ad incontrarci? Forse sì. Iniziammo a ridere, a pensare ai possibili nomi, alla reazione di Olimpia. Trovammo subito un veterinario aperto. Scoprimmo che era un maschietto e non aveva nemmeno due mesi di vita. Cominciava così una nuova ricerca del nome perfetto. Perché non Sakè? La sua presenza nelle nostre vite era stata discussa al ristorante giapponese e ci aveva fatti ubriacare di amore non appena lo avevamo visto. Era deciso.\nDa lì a poco scoprimmo che anche con Olimpia le cose sarebbero andate bene, perché quell’esserino era sopravvissuto grazie a noi e si meritava il posto di membro della famiglia. Quello che non sapevamo era che era davvero un gatto speciale e che ci avrebbe regalato attimi indimenticabili ogni giorno.\nSai che adesso viviamo a bordo di un van con lui e Olimpia? Puoi seguire le nostre avventure sul nostro canale YouTube\u0026nbsp; !\n","country":null,"date":"giugno 2022","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1656068385/Articoli/Sak%C3%A8_un_gatto_decisamente_speciale_1.2_sekcj5.jpg","permalink":"/blog/sake-un-gatto-decisamente-speciale/","title":"Sakè: un gatto decisamente speciale"},{"categories":["Italia","Guida","Animali"],"contents":"Venezia è indubbiamente una delle città più belle al mondo, tanto da essere stata riconosciuta dall’Unesco come Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Non staremo qui ad indicarti le meraviglie architettoniche, gli eventi artistici, cosa fare durante il Carnevale, dove gustare i famosi cicchetti: vorremmo piuttosto rassicurarti di poterla visitare anche insieme ai tuoi amici a 4 zampe. Tieni però conto che con 118 isolette, 150 canali e 400 ponti, questa città turistica è sì un ricco tesoro d’arte e cultura, ma sa mettere alla prova la nostra stanchezza e di conseguenza quella dei nostri animali. Potresti metterci ore ed ore a passeggiare per le vie ed i canali uno diverso dagli altri, e non averne mai abbastanza perché dietro l\u0026rsquo;angolo ci sarà sempre un nuovo stupore. Ricordati che non sei sola/o, bensì responsabile di 4 zampe ed una coda scodinzolante che ti seguirà con dedizione. Per visitare in tranquillità Venezia con il proprio cane e gatto è obbligatorio avere con sè gli appositi sacchetti per raccogliere le deiezioni. Ti consigliamo anche una buona scorta d’acqua potabile per evitare problemi causati dall’alta umidità della laguna, soprattutto in estate, e di fare attenzione ai rumori che potrebbero infastidire il tuo animale, soprattutto un gatto. Sakè è abituato a muoversi in città, ma non sceglieremmo Venezia come una delle prime gite al guinzaglio.\nDove soggiornare a Venezia con animali Ormai è molto semplice fare una ricerca sui siti di pernottamento utilizzando il filtro \u0026ldquo;animali ammessi\u0026rdquo; per capire se essi sono ben accetti presso la struttura in cui vorresti soggiornare. Questo può valere sia per alberghi che per appartamenti in centro città, sia nei sobborghi se il tuo budget richiede una spesa meno costosa. Per quanto riguarda noi, abbiamo soggiornato con il camper in una zona vicino a Mestre, precisamente Campalto, da cui abbiamo raggiunto Venezia comodamente in pullman (circa 15 minuti, passaggio ogni 20 minuti in giornata, meno tratte la sera)\nMezzi di trasporto petfriendly a Venezia Dal punto di vista dei trasporti, Venezia è sicuramente una città petfriendly. I cani di tutte le taglie sono ammessi gratuitamente, nel numero massimo di un animale per ogni viaggiatore, sia sui mezzi pubblici ACTV (vaporetto, traghetto), sia sui bus e tram che collegano Venezia a Mestre (eccezion fatta per i treni). Ovviamente dovrai avere con te guinzaglio e museruola, che noi abbiamo fatto indossare ad Olimpia in quanto cane di grossa taglia. I biglietti per i pullman sono acquistabili presso le tabaccherie e costano 1.50€ a testa a tratta.\nQuando visitare Venezia con cane e gatto Sicuramente è necessario scegliere la stagione giusta per far sì che la visita sia piacevole per tutta la famiglia. Noi siamo arrivati a fine maggio, colti da un caldo estivo che non ci aspettavamo. Per questo motivo ci sentiamo di sconsigliarti l\u0026rsquo;estate e i periodi molto affollati (ad esempio il Carnevale). Date le temperature noi ci siamo limitati a visitare la città nel tardo pomeriggio e nell\u0026rsquo;ora di cena, quando la maggior parte delle persone era ormai rientrata o in cerca di un buon pasto. In circa 3 orette abbiamo passeggiato per i vicoli, attraversato ponti e visto da fuori i principali siti turistici: tieni a mente che cani e gatti non possono entrare in chiese e musei, quindi dovrai capire come gestire la tua visita di Venezia e delle sue attrazioni al chiuso. Poi con le luci della notte che si mescolavano con gli ultimi raggi del sole ci siamo \u0026ldquo;volutamente persi\u0026rdquo;, passeggiando senza una meta precisa. Ci siamo fermati a chiacchierare con chi sorrideva incuriosito vedendoci con un gatto al guinzaglio, a parlare inglese con turisti da ogni dove, a osservare le gondole condotte da un marinaio che a volte fischietta, a volte canticchia, a volte si lascia anche lui cullare da quella magica città.\nGita alle isole? Tutto è possibile Per raggiungere le isole noi abbiamo acquistato alla biglietteria Santa Lucia il ticket giornaliero da 21€. In alternativa si trovano ticket da 75 min o da 48 ore. Anche in questo caso Olimpia e Sakè hanno viaggiato con noi gratuitamente, al guinzaglio e con museruola appresso. I tempi di percorrenza per raggiungere Murano, Burano e Torcello, sono diversi. Noi abbiamo impiegato circa 30 minuti per raggiungere Murano, la prima isola in linea d\u0026rsquo;aria. Fortunatamente il traghetto partiva poco dopo aver acquistato il biglietto, ed era già molto affollato nonostante fosse mattino presto. La nostra visita purtroppo ha avuto inizio e fine a Murano per due motivi: un caldo esagerato ed inaspettato a fine maggio (più di 30 gradi, che hanno messo a dura prova anche noi umani) e troppa gente in coda che avrebbe reso l\u0026rsquo;attesa snervante per i nostri animali, soprattutto per le poche zone d\u0026rsquo;ombra presenti. Siamo quindi tornati a Venezia e siamo rimasti a lavorare al pc in un parchetto all\u0026rsquo;ombra, sempre sotto lo sguardo incuriosito e divertito dei passanti: un gatto al guinzaglio non si vede tutti i giorni a Venezia, anche se noi abbiamo incontrato un bellissimo bengala tenuto in braccio dal timido padrone!\nE ora non ci resta che augurarti buone avventure :)\n","country":"Italia","date":"giugno 2022","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1655741328/Articoli/venezia_1_2_qhbppl.jpg","permalink":"/blog/venezia-cane-gatto/","title":"Venezia in 1 giorno con cane e gatto"},{"categories":["Blog"],"contents":"Perché questo blog? Cosa ci può essere di nuovo da scrivere, dire o mostrare nel 2022?\nSi può ancora ascoltare quella voce dentro di sé che dice di far qualcosa per non seppellirsi sotto le lamentele quotidiane e cambiare finalmente quella vita che non ci si sente cucita addosso? Noi vogliamo crederci. Noi vogliamo provarci.\nAbbiamo iniziato a condividere la passione per i viaggi e per i cambiamenti 5 anni fa, quando pensavamo che una distanza di 100 km non ci avrebbe permesso di portare avanti una relazione stabile e creare una famiglia. Abbiamo cambiato idea, abbiamo prenotato quel treno per Parigi, e abbiamo iniziato a darci una possibilità.\nQuando e dove ha avuto inizio il sogno di vivere nel mondo Dopo varie avventure in giro per il mondo siamo andati a convivere a Torino, esattamente due mesi prima che scoppiasse la pandemia. In quei giorni abbiamo imparato a conoscerci fra le quattro mura di casa, a scontrarci e a schiarirci le idee.\nÈ scattato qualcos’altro poi, la voglia di ascoltare insieme quella voce che urlava al cambiamento.\nleggi anche Sakè: un gatto decisamente speciale È arrivato così il giorno in cui abbiamo scelto di comprare un van. E dopo quello il giorno in cui abbiamo deciso che avremmo lasciato le nostre certezze per le incertezze. O meglio, avremmo lasciato il nido sicuro per poter vivere nel mondo là fuori.\nGli ennesimi folli sognatori che poi resteranno con il portafogli vuoto? Quello che è certo è che non abbiamo mai pensato di poter cambiare vita a cuor leggero senza ragionare sulle nostre scelte. Abbiamo passato giornate intere a tirare fuori l’argomento, a valutarne gli aspetti positivi e negativi.\nNon ci spaventa non sfruttare il nostro titolo di studio. Non perché ci sentiamo arrivati, ma perché abbiamo bisogno di ampliare i nostri orizzonti. Studieremo per incrementare le nostre conoscenze, cercheremo lavori nuovi e ci nutriremo di tutti gli aspetti che un cambiamento può portare. E nel caso, torneremo indietro, cambieremo idea di nuovo, senza paura di sentirsi dei falliti.\nQui comincia l’avventura: rischiamo di essere felici insieme? Di cosa parleremo in questo blog? Di cambiamenti, di viaggi e avventure, delle vite altrui che incontreremo sulla nostra via, e di come viaggiare con un gatto al guinzaglio possa essere un biglietto da visita estremamente interessante. Nulla di troppo nuovo. Ma tutto molto molto personale. Speriamo di catturare un po’ la tua attenzione e regalarti anche solo una piccola parte delle emozioni che a noi piace vivere sulla pelle.\n","country":null,"date":"giugno 2022","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1655735460/Articoli/questo_blog_1.2_snz7mt.jpg","permalink":"/blog/cambiare-vita-e-ancora-possibile/","title":"Non solo l’ennesimo blog: la storia di una \"famiglia bestiale\""},{"categories":null,"contents":"Siamo Sara e Paolo, nati nel 1990 sotto il segno dei pesci, testoni e sognatori. Ci siamo conosciuti parlando dei paesi che avremmo voluto visitare e da allora non abbiamo smesso di viaggiare insieme. Abbiamo percorso chilometri a piedi, in bicicletta, con auto, treni, aerei, finché a maggio 2022 abbiamo deciso che un van avrebbe potuto essere la casa ideale per aiutarci a collezionare emozioni più che cimeli e cartoline in giro per il mondo.\nCosì siamo partiti insieme a Olimpia, una rottweiler di 10 anni che da sempre è la nostra compagna di viaggio preferita, e Sakè, un gattino europeo di 3 anni salvato per caso (o per fortuna) un sabato pomeriggio e da allora viviamo a bordo di 9 metri quadrati in un equilibrio perfetto per non pestarci piedi e zampe.\nPer il momento abbiamo visitato 15 paesi fra Europa e Africa e ogni confine che attraversiamo significa per noi una possibilità in più di imparare qualcosa: una lingua, una cultura, una ricetta, un suono.\nAmiamo fermarci a chiacchierare con chiunque: persone del posto, stranieri come noi, italiani come noi.\nOgni giorno cerchiamo nuovi stimoli anche lavorativi e creativi, motivo per cui abbiamo deciso di aprire questo blog e un canale YouTube\u0026nbsp; , in modo da poter raccontare la nostra esperienza e condividere tutto ciò che scopriamo.\nLe nostre mete future? Siamo cambiati tanto da quando siamo partiti. Se un tempo avevamo bisogno di sapere dove avremmo aperto gli occhi l\u0026rsquo;indomani, oggi lasciamo molto più spazio all\u0026rsquo;improvvisazione. Il mondo qua fuori offre a volte strade che sarebbe un peccato non percorrere.\nSe vuoi scoprire qualche curiosità in più su di noi trovi tutto in questi articoli:\nNon solo l’ennesimo blog: la storia di una “famiglia bestiale” Vi parlo un po’ di me, di quando ho capito che viaggiare per il mondo mi avrebbe cambiato la vita Vi racconto di Paolo: da piccolo esploratore a grande viaggiatore ","country":null,"date":"giugno 2022","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/v1760176533/Articoli/viaggi/chisiamo_hs92m7.jpg","permalink":"/about/","title":"Chi Siamo"},{"categories":["Blog"],"contents":"Paolo è nato in una famiglia in cui sia madre che padre hanno due grandi passioni: viaggiare e scoprire. Dal momento in cui li ho incontrati ho capito che avrebbero avuto sempre qualcosa da raccontare. Ed ero affascinata ogni volta dai loro ricordi. Poteva quel piccolo esploratore non diventare un grande viaggiatore? Ecco quindi un Paolo alle scuole elementari immortalato in giro per l’Europa e poi un adulto che decide di allargare un po’ gli orizzonti volando verso l’Asia e verso l’America. Il viaggio che sognava da anni era il Giappone, terra che ha raggiunto la prima volta con un tour organizzato. Una volta lì capisce però che muoversi in gruppi così grandi non fa per lui. Vorrebbe avere più tempo per soffermarsi in quella bottega dall’aspetto retrò, osservare i monaci nei templi, sorseggiare tè verde leggendo un libro e cosi via.\nE quindi ci ritorna: insieme a me, sua mamma e una cara amica di famiglia. Ci fa girare in lungo e in largo e da buon programmatore tira fuori le sue skills prendendo le redini della situazione e improvvisandosi guida turistica per due settimane. Lascia un altro pezzo di cuore in quel paese così lontano da casa, e non gli basta andare a caccia del ristorante un po’ più autentico in Torino. Una sera torno a casa e lo trovo con in mano due quaderni azzurrini. Mi guarda e mi dice: \u0026ldquo;Ti ho comprato questo eserciziario, ti va di imparare insieme l’Hiragana e il Katakana?\u0026rdquo; Per i non addetti ai lavori si tratta dei primi due alfabeti giapponesi, quello per indicare i termini in lingua e quello per le lingue straniere, a cui bisogna poi aggiungere i Kanji e il Romagi, cioè i simboli e la scrittura occidentalizzata.\nMettersi in gioco insieme Sgrano gli occhi, poi ci ripenso e capisco che potrebbe essere divertente mettersi in gioco! Inizia così il nostro viaggio mentale verso il Sol levante, che si evolve poi in vere e proprie lezioni in una scuola di lingue. Nel frattempo Paolo lavora in smartworking per due anni e quella poltroncina ergonomica e la scrivania nello stanzino dei libri diventano un carcere per i suoi pensieri. Cane e gatto sono i suoi colleghi, io disturbo le sue pause pranzo del mercoledì e del giovedì, ma ogni volta ci guardiamo negli occhi e indoviniamo a pensare in quale angolo del mondo sta viaggiando la fantasia dell’altro. Se dovessimo essere due termini io sarei il sogno, Paolo la parola. Io sognavo di partire, Paolo me l’ha chiesto. C’è un mondo là fuori che dobbiamo scoprire con i nostri occhi, con i nostri piedi, con le nostre orecchie, con il nostro naso, con il nostro palato. E per noi è giunto il momento di prendere quei sogni, dargli un nome e realizzarli.\n","country":null,"date":"giugno 2022","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1760176118/articoli/viaggi/vi-racconto-paolo-b2lnlon3.jpg","permalink":"/blog/paolo-da-piccolo-esploratore-a-grande-viaggiatore/","title":"Paolo: da piccolo esploratore a GRANDE VIAGGIATORE"},{"categories":["Borghi Italiani","Animali in camper"],"contents":"Brolo è una piccola frazione di Nonio, di 357 abitanti, che si affaccia sul Lago d’Orta in Piemonte, in provincia di Verbania. Passeggiando per le sue vie ti verrà voglia di guardare in tutte le direzioni, come se stessi giocando a una caccia al tesoro. Noi ci siamo divertiti a cercare se qualcuno dei gatti raffigurati sui muretti, sulle facciate o sulle mattonelle dei numeri civici assomigliasse al nostro gatto viaggiatore.\n## Tra leggenda e realtà, la frazione di Brolo conserva la sua storia Era il 10 ottobre 1756 quando la città di Brolo chiese al paese di Nonio la separazione a livello ecclesiastico dalla Parrocchia di San Biagio: in origine i brolesi dovevano recarsi a Nonio per tutte le funzioni e attraversare un fiume soggetto a piene, il “Rio veloce”. Grazie a questa motivazione riuscirono a ottenere lo statuto di Parrocchia autonoma e promisero che avrebbero provveduto ad arredare e mantenere la chiesa di Sant’Antonio d’Abate, e che avrebbero saldato tutti i debiti con Nonio. Furono però scherniti dagli abitanti di Nonio che non credevano nella riuscita dell’impresa: “Quand al vien parrocchia Brol, al ratta metrà su ul friol” che in italiano significa “quando a Brolo ci sarà la parrocchia il topo si metterà il mantello”. Proprio come dei gatti, gli abitanti avrebbero dovuto cacciare i topi che infestavano il paese. La città di Brolo riuscì in 10 anni nel suo intento e così il 27 aprile 1767 la Chiesa fu dichiarata indipendente e il motto divenne “È stata fatta la parrocchia a Brolo ed il ratto ha messo il mantello”. La storia narra che venne anche appeso un piccolo topo con addosso un mantello sulla porta di una delle autorità di Nonio. E da allora Brolo divenne il paese dei gatti.\nI gatti come simbolo tra arte e curiosità Come dicevamo è impossibile non fermarsi a caccia delle raffigurazioni. Entrando in paese e proseguendo fino a una piccola piazzetta con parcheggi e una piccola locanda, si trovano una statua raffigurante un gatto che osserva il Lago d’Orta spuntare fra i tetti sottostanti, e una serie di panetti di cemento anch’essi decorati con immagini di gatti. Noi abbiamo prontamente aperto una cassettina ubicata nel parcheggio centrale, nella quale trovate una vera e propria cartina con tutte le indicazioni per andare a caccia delle immagini più curiose. Nel centro del borgo si trova il lavatoio con accanto i disegni dei gatti delle favole e dei cartoni animati: il Gatto con gli stivali, gli Aristogatti, lo Stregatto di Alice nel Paese delle Meraviglie, Tom e Jerry, Garfield ed Hello Kitty. Da qui ci si può infilare nella “Strescia dal Gat”, stradina pedonale, e incontrare “ET” che indica un gatto, gattini vicini a vasi ricolmi di pesci rossi, gatti in pose fiere. Arrivati alla chiesa ti consigliamo di ammirare il panorama verso lago e montagne. Scendendo verso sinistra si arriva al Canton Sopra fino alla “Ca’ dal gat”, vicino alla quale abbiamo visto le tre raffigurazioni con gattoritratti de “La Gioconda”, quello di Van Gogh e il un gatto urlante nell’ “Urlo di Munch”.\nLa cosa più divertente è stata vedere in nostro Sakè aggirarsi fra tutte queste immagini, sembrava quasi di essere in un videogame. Speriamo di averti un po’ incuriosita/o. Se per caso capitassi in questo posto in una giornata soleggiata puoi andare a rinfrescarvi nel bosco che circonda il laghetto artificiale di Nonio, a un paio di chilometri. Qui troverai anche un rifugio aperto però solo nei weekend.\n","country":"Italia","date":"giugno 2022","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/v1760176435/Articoli/viaggi/brolo-paese-gatti_mlqhna.jpg","permalink":"/blog/brolo-nel-paese-dei-gatti/","title":"Un gatto a spasso nel paese dei gatti, Brolo"},{"categories":["Blog"],"contents":"Mi chiamo Sara. Sono nata nel 1990 sotto il segno dei pesci. Nuoto nell’emotività fin da bambina, quando mi nascondevo dietro a un grissino che stringevo forte come se fosse una bacchetta magica mentre passeggiavo con la mia famiglia per le vie del paese. Eppure sorridevo e salutavo. I miei primi due comandamenti, gli insegnamenti di nonno e nonna: sorridi e saluta. Crescendo ho allungato la lista, in modo da arricchire il momento che segue quella gentilezza di un sorriso e di un saluto.\nregola n.3: accetta. Accetta, non nel senso di abbi pazienza e lascia che le cose accadano. Accettale. Ti aiuterà a vedere meglio il loro impatto.\nregola n.4: cambia idea. Per l’amor del cielo cambia idea su tutto e anche su te stessa se questo può servire a crearne la miglior versione possibile.\nregola n.5: metti in scena te stessa. Nessuna maschera. Te stessa, a tuo rischio e pericolo.\nregola n.6: condividi. Avrai dato vita ad un momento che magari sarebbe finito nel dimenticatoio.\nregola n.7: sogna. Lascia che nuove idee attraversino i tuoi pensieri.\nregola n.8: ringrazia. Prenditi un attimo per dire grazie e nota quanto questa parola può appoggiarsi delicatamente sui pensieri altrui.\nregola n.9: ama. Ama senza riserve. E lasciati amare.\nregola n.10: viaggia. Che per me è diventato sinonimo di vivi. Perché ho capito che viaggiare per il mondo mi ha cambiato la vita.\nDa sola? No, ero con me stessa. Uno dei momenti che ricordo con più lucidità è una telefonata avvenuta tanti anni fa. Ero in Irlanda, a Sligo. Avevo 16 anni. Il mio primo viaggio lontano da casa. Il mio primo volo. Da sola. In vacanza studio. A metà vacanza chiamai a casa, rispose nonno. Lui, che non aveva mai visto il mare, che la poliomielite aveva reso disabile, mi chiedeva di raccontargli tutto. Avrebbe viaggiato con i miei occhi. Non riuscii a trattenere le lacrime. Ero così felice lontana da casa. Così libera di essere me stessa. E mi sentivo così in colpa per esserlo. Tornata nel mio paesino ho passato giorni rinchiusa in camera al buio, a fare i conti con quella parte di me che non volevo accettare. Non potevo voler vivere altrove, parlare un’altra lingua, apprezzare culture così diverse. Come potevo essere così sfrontata verso ciò che avevo detto di amare fino a quel momento? Io che dicevo di voler vivere per sempre ai piedi del Monviso come potevo sperare di svegliarmi guardando tutt’altro? Furono giorni infernali.\nPoi ho imparato davvero a ringraziare e a crescere Sono tornata altre 3 volte in Irlanda. A fare i conti con il suo cielo, con il verde dei suoi prati. Sono tornata a *ringraziare *quella terra che mi aveva fatto sentire come a casa, a far pace con quella me che finalmente si era lasciata andare in balia della felicità. Ho imparato che nel mondo là fuori do il meglio di me. Lascio andare i pregiudizi, assorbo le differenze, le faccio mie. Faccio tesoro dei cambiamenti che potrebbero arricchirmi e accetto quelli che arrivano a farmi crescere. Se solo potessi chiamare nonno oggi gli direi, forse sempre tra le lacrime, quanto è bello salutare e sorridere in tutte le lingue del mondo. Perché quel ciao e quella linea che si allarga piano piano sul volto sono state le regole migliori che potessero insegnarmi e il mio passepartout per la felicità.\n","country":null,"date":"giugno 2022","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/v1760176306/Articoli/viaggi/vi-racconto-sara_b73dp9.jpg","permalink":"/blog/quando-ho-capito-che-viaggiare-per-il-mondo-mi-avrebbe-cambiato-la-vita/","title":"Vi parlo un po' di me, di quando ho capito che viaggiare per il mondo mi avrebbe cambiato la vita"},{"categories":null,"contents":"","country":null,"date":"gennaio 1","image":"","permalink":"/la-nostra-carta/","title":""},{"categories":null,"contents":"","country":null,"date":"gennaio 1","image":"images/gears.png","permalink":"/gears/","title":"Attrezzatura"},{"categories":null,"contents":"Questa pagina ti aiuta a calcolare quanti chilometri e giorni ti servono per il tuo viaggio in Russia sulla mitica Transiberiana. È facile da usare, ecco come funziona:\nscegli il tipo di visto dal menú a tendina. selezioni la velocità che pensi di mantenere. viaggio di ritorno? Spunta la casella se prevedi di tornando indietro per la stessa strada. aggiungi le città dove ti vuoi fermare. Quando hai messo tutto, la pagina fa i conti da sola: ti dice quanti chilometri dovrai fare giornalmente e quanti giorni minimi ti servono per finire il viaggio.\nTrovi anche un tasto \u0026lsquo;Vedi su Google Maps\u0026rsquo; per vedere l\u0026rsquo;itinerario sull\u0026rsquo;omonima pagina :)\n","country":null,"date":"gennaio 1","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1727247897/Articoli/Russia/Mosca/mosca-san-basilico_h5kt2c.jpg","permalink":"/transiberian/","title":"Calcolatore per la Transiberiana"},{"categories":null,"contents":"","country":null,"date":"gennaio 1","image":"","permalink":"/contact/","title":"Contattaci"},{"categories":null,"contents":"Ora avrai accesso esclusivo al nostro Travel Book di questa epica avventura verso il Giappone! D\u0026rsquo;ora in poi avrai accesso a:\nla nostra posizione: potrai vedere in tempo reale dove siamo nel mondo e cosa stiamo visitando\npiù di 150 post: abbiamo già inserito 150 post corredati di foto e racconti esclusivi\nun nuovo post ogni giorno: accesso in anteprima a dove siamo e cosa stiamo facendo!\nla possibilità di commentare in modo esclusivo!\nOltre ai nostri nostri più sinceri ringraziamenti!\nGrazie,\nPaolo, Sara, Olimpia e Sakè\nCome accedere al nostro Travel Book? Per accedere al nostro Travel Book puoi farlo in due modi:\ntramite il bottone che trovi in fondo alla pagina: questo è il metodo più rapido ma non ti permettera di commentare ne di ricevere le notifiche ogni qualvolta esca un nuovo post! Ricordati di salvare il link fra i preferiti! scaricando l\u0026rsquo;applicazione: avrai accesso completo al nostro Travel Book! Voglio l\u0026rsquo;accesso completo! Allora dovrai fare questi semplici passaggi:\nScaricare la seguente applicazione: Dopo aver installato l\u0026rsquo;applicazione procedi con la registrazione.\nComunicaci via mail (info@vandipety.it) o tramite Instagram\u0026nbsp; il tuo nome utente sull\u0026rsquo;applicazione.\nAccedere al nostro Travel Book cliccando su questo link:\nImportante\nIl link alle istruzioni saranno sempre disponibili nella fattura che riceverete via mail alla voce \u0026ldquo;Codice\u0026rdquo;. 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Qua troverete tutti i dati del viaggio come ad esempio quanti km percorriamo e in quale angolo del mondo \u0026nbsp; siamo finiti! 🌎\nDi seguito trovi anche tutti gli articoli relativi ai paesi visitati e le mappe con tutte le informazioni utili, comodamente a portata di un click!\nPaesi visitati: ","country":null,"date":"gennaio 1","image":"images/trip.png","permalink":"/record/","title":"Il Record"},{"categories":null,"contents":"Dopo aver vissuto in Piemonte e viaggiato in aereo, auto e treno, a maggio 2022 abbiamo deciso di stravolgere il nostro quotidiano e vivere per un periodo indefinito a bordo di un van.\nIl Roadcar 540\u0026nbsp; , entry level della casa Possl, visto e comprato da Beltramo Campers\u0026nbsp; di Cuneo ci ha conquistati dal primo giorno. Pochi fronzoli, essenziale ma giusto. Ci mancavano e tutt\u0026rsquo;ora ci mancano però quelle due o tre cose per renderlo performante in base alle nostre esigenze. Solo vivendoci a bordo e ponderando ogni esigenza davvero necessaria, abbiamo deciso di investire o meno in determinati accessori, senza accodarci a mode o upgrade sensazionali. Inoltre non volevamo sostituire immediatamente gli accessori originali ma sfruttarli fino all\u0026rsquo;ultimo per evitare di inquinare inutilmente con pazzi acquisti.\nIn questa pagina troverai tutte le informazioni relative al nostro van, la storia della sua evoluzione e tutti i costi sostenuti (di acquisto e manutenzione).\nIl Van in breve Storia e evoluzione del Van Questa sezione è dedicata alla cronistoria di come abbiamo deciso di intraprendere questa avventura e al perché abbiamo deciso di acquistare un accessorio rispetto che un altro. Abbiamo fatto molti errori dettati dall\u0026rsquo;inesperienza e dal budget che ci eravamo fissati, ma piano piano stiamo migliorando. Alla fine trovi le considerazioni soprattutto in merito a tutti gli errori commessi.\nNatale 2020: \u0026ldquo;ah, esistono i van e non bisogna andare solo in campeggio?\u0026rdquo; così abbiamo esordito a Natale, scoprendo un mondo! Abbiamo trascorso un giorno intero incollati allo schermo del pc a scoprire queste piccole case mobili e immaginando come sarebbero cambiati i nostri viaggi on the road con Olimpia sacrificata nel bagagliaio in mezzo alle valigie!\nGennaio 2021: dopo un mese di studio approfondito, relativo a tutte le differenze di questi mezzi, abbiamo deciso quali avrebbero dovuto essere le caratteristiche specifiche e abbiamo fissato il nostro budget:\nlunghezza 5.40 metri bagno a bordo tetto massimo 45k euro Abbiamo deciso di optare per un van perché risulta più indiscreto e non volevamo qualcosa di troppo lungo in quanto amiamo stare sia in natura che visitare le città. Sul bagno a bordo siamo stati fermi: vuoi per capriccio o per comodità, in ogni caso l\u0026rsquo;idea di poter fare una doccia immersi nel traffico di una capitale europea o sedersi sul trono subito dopo il caffè mattutino allettava entrambi!\nFebbraio 2021: abbiamo valutato di far camperizzare un van ma abbiamo desistito in quanto le ditte contattate non erano sicure sulla data di consegna. Abbiamo così optato per i mezzi in pronta, o quasi, consegna. In Piemonte c\u0026rsquo;erano solamente 3 mezzi disponibili.\nAbbiamo puntato a un entry level, e con il tempo abbiamo scoperto quanto \u0026ldquo;entry\u0026rdquo;, con consegna per i primi di Maggio. Disponibile sia con la motorizzazione da 120cv che da 140cv, abbiamo scelto quest\u0026rsquo;ultima per avere un po\u0026rsquo; più di spunto in salita! Abbiamo chiuso il contratto per 40.000 € tondi.\nÈ finita qui? Ovviamente no, è iniziata la parte più complessa: quali accessori montare?\nMarzo-Maggio 2021: mentre aspettavamo la consegna abbiamo iniziato a rivoltare l\u0026rsquo;internet per cercare cosa far montare e cosa no. Essendo un entry level non aveva molti accessori a bordo ma a noi andava bene così:\nuna batteria GEL da 12V / 95Ah Truma Combi 4 (gas) frigo a compressore due fuochi kit terzo letto (che abbiamo venduto in seguito) scalino elettrico Non volevamo acquistare un van troppo accessoriato data anche la prima esperienza. Abbiamo deciso di aggiungere:\nseconda batteria a GEL da 12V / 95 Ah pannello Solare NDS 150W con regolatore MPPT Suncontrol 2 inverter NDS 1500W\u0026nbsp; serrature interne Per una autoradio touchscreen senza AppleCar\\AndoridAuto il concessionario ci aveva offerto un prodotto troppo caro, motivo per cui abbiamo deciso di procedere da noi andando da Norauto\u0026nbsp; e acquistando alla stessa cifra una autoradio Sony 2 din\u0026nbsp; .\nCosto totale per tutti gli accessori 2350 € (qui trovi i prezzi per i singoli pezzi).\nMaggio 2021: abbiamo ritirato il nostro mezzo e ci siamo andati subito a vivere sopra, portandoci giusto un pigiama, uno spazzolino da denti e un cambio intimo. Unica differenza alla consegna, l\u0026rsquo;inverter non era da 1500W ma da 2000W in quanto non disponibile in sede. Abbiamo acquistato anche un uscurante termico.\nNovembre 2021: dopo averci \u0026ldquo;vissuto\u0026rdquo; a bordo tutti i weekend e un mese in Danimarca è stato tempo di tirare le somme e procedere con le migliorie prima del successivo viaggio ( qui\u0026nbsp; se vuoi scoprire dove). L\u0026rsquo;oscurante termico è risultato ingombrante e fastidioso da mettere e togliere (in caso di emergenza non va bene). Così abbiamo deciso di aggiungere i plissettati frontali. Sempre in fatto di sicurezza abbiamo aggiunto anche un computerino di bordo per avere più precisione circa la carica del pannello solare e il MonoControl della Truma, indispensabile per evitare di dover scendere e chiudere la bombola ogni volta prima di azionare il motore.\nCosto totale: 880 €\nUna riflessione sugli accessori installati\nFebbraio 2022: ad un anno dall\u0026rsquo;acquisto abbiamo deciso di rendere il van, in questo periodo della vita, la nostra casa a tutti gli effetti! Era ora di metter mano al portafoglio per installare quegli accessori che ritenevamo indispensabili dopo 11 mesi a bordo!\nfiltri Acquatravel: dopo aver avuto problemi batterici con le acque abbiamo voluto maggior sicurezza a bordo! Grazie a questi kit finalmente possiamo anche bere l\u0026rsquo;acqua che carichiamo. riscaldamento a gasolio Eberspaecher 4000\t- non eravamo convintissimi ma abbiamo deciso di avere un secondo riscaldamento. 4 ganci Remis, sfruttati per appendere oggettistica varia e cappellini Costo totale: 2150 €\nLuglio 2022: non è stata una delle partenze migliori. Dopo neanche esser usciti dall\u0026rsquo;Italia ci si è rotto il micro del rubinetto della cucina e sono iniziati i problemi alle batterie.\nAbbiamo trovato aiuto a Belluno presso xxx che è rimasto fino a chiusura a fresare per inserire un rubinetto di dimensioni maggiori, mentre abbiamo risolto il problema alle batterie rimanendo fermi a caricarle in un campeggio per 48 ore.\nPochi giorni dopo abbiamo toccato e smontato la sottoscocca paramotore sinistra, sistemata di fortuna presso l\u0026rsquo;unica officina aperta di sabato in Trentino.\nSettembre 2022: dopo svariati mesi a bordo abbiamo capito che il nostro impianto elettrico era sottodimensionato per gli utilizzi. Abbiamo così acquistato una batteria e un pannello portatile della EcoFlow. Essendo in viaggio ci siamo affidati alle uniche disponibili sul mercato Olandese.\nCosto totale: 988 €\nOttobre 2022: dopo 22400 km era tempo di cambiare filtro e olio motore (209.40 €). Abbiamo anche avuto problemi dovuti ad un\u0026rsquo;installazione mal eseguita del plisettato lato guidatore e perdevamo acqua dalla frusta calda. Il primo problema è stato sistemato con un po\u0026rsquo; di biadesivo mentre il rubinetto era stato montato erroneamente.\nAnche l\u0026rsquo;installazione del kit di Acqua travel non era ottimale. Con le vibrazioni si era svitato leggermente creando muffe. Abbiamo sistemato in autonomia, arrabattandoci con materiali di recupero (vedi qua\u0026nbsp; ).\nNovembre 2022: si sono rotte due ante e abbiamo risolto con un po\u0026rsquo; di Pattafix ( cosi\u0026nbsp; ).\nDicembre 2022: ruggine e muffa! Gli spot vista oceano e la forte umidità del Portogallo si sono fatti sentire. Abbiamo trovato dei punti di ruggine sul tetto del van e nel frigo e abbiamo sistemato con del Ferox e abbiamo applicato un protettore antimuffa dopo averla rimossa.\nGennaio 2023: problemi con EcoFlow! Si è rotto sia lo spinotto per caricarlo via accendi sigari sia un filo che collegato al pannello solare! Per l\u0026rsquo;accendi sigari siamo riusciti a risolvere recuperando un altro spinotto e tagliando e risaldano i cavi. Per il pannello ci siamo affidati a un negozio marocchino a Tiznit che ha risaldato il filo (ma attualmente andiamo avanti cercando di far contatto manualmente)\nCosto: 0 €\nAprile 2023: il Senegal ha messo a dura prova il nostro van:\nscalino rotto alcune plastiche scollate viti dell\u0026rsquo;oblò che non tengono e cascano Ci siamo affidati a un carrozziere di Zagorà per far siliconare le plastiche per un totale di 40 dh (3,60 euro). Di fortuna un ragazzo italiano aveva il Téflon e abbiamo sistemato le viti dell\u0026rsquo;oblò. Si rompe anche la molla della zanzariera per via dello sporco accumulato ma riusciamo a sistemarla Visti i 40.000 km è ora di cambiare filtro e olio motore, costo di 760 dh per l\u0026rsquo;olio (70 euro) e 200 dh (18 euro) per il lavoro e dei dischi dei freni anteriori per la bellezza di 400 dh (36 euro).\nCosto totale: 126,70 euro\nAgosto 2023: abbiamo sfruttato il mese di Agosto per sistemare il van e apportare varie modifiche, in ordine abbiamo:\nsistemato la zanzariera rimosso lo scalino rotto cambiato le due batterie a GEL con una batteria al litio da 200ah della Creabest (codice sconto del 4%: vandipety) coibentato portelloni posteriori e laterali e vari punti raggiungibili senza dover smontare tutto il van Inoltre abbiamo anche fatto dei lavori di manutenzione al motore (cambio olio e filtri vari) e cambiato le due gomme anteriori montando Bridgestone.\nCosto totale: 760 euro\nSettembre 2023: AdBlue sei un lontano ricordo. Leggendo sui vari siti e confrontandoci con altri Overlander abbiamo deciso di disattivare il sistema in quanto potrebbe rompersi da un momento all\u0026rsquo;altro con tutti i problemi del caso. Visto il viaggio che ci aspetta abbiamo deciso di dormire sonni tranquilli.\nCosto totale: 300 euro\nMaggio 2024: il caldo ha vinto. Avevamo deciso di aspettare fino all\u0026rsquo;ultimo ma la Georgia ci ha messo a dura prova! Abbiamo installato il MaxxFan e mai scelta fu azzeccata\nCosto totale: 440 euro\nI costi nel dettaglio Di seguito tutti i costi nel dettaglio degli accessori installati:\nConsiderazioni sul mezzo Solo dopo due anni e dopo averci vissuto per più di 11 mesi abbiamo capito bene quanto è \u0026ldquo;entry level\u0026rdquo; e quali lavori dovremo fare per arginare questi limiti. Il non avere troppi accessori non è mai stato un contro, anzi. Siamo felici che mancassero in quanto non volevamo trovarci ad esempio con un tendalino che reputavamo e reputiamo ancora tutt\u0026rsquo;ora inutile.\nIl limite maggiore risulta quello relativo alla scarsa coibentazione e in alcuni punti la mancanza totale di plastiche (presenti ad esempio nei fanali posteriori in modelli di fascia più alta ). Questo ci ha creato grossi problemi durante la stagione umida del Portogallo e della Francia ( qua\u0026nbsp; o qua\u0026nbsp; se vuoi farti un\u0026rsquo;idea). Altro problema: i materiali! Non sono ottimi ma vanno bene. Con un po\u0026rsquo; di colla vinilica o silicone si aggiusta tutto (come abbiamo fatto qui\u0026nbsp; ).\nPer quanto riguarda la scelta del motore, abbiamo fatto bene a scegliere la motorizzazione Citroen da 140cv rispetto a quella da 120cv. Sono \u0026ldquo;solo\u0026rdquo; 20cv ma si sono sentiti tutti durante le salite!\nSe volete acquistare un mezzo simile per un uso vacanziero va benissimo. Se volete viverci sopra full-time vi accorgerete dei suoi limiti ma di certo non vi fermerà, come non ha fermato noi! Alla fin fine il nostro Roadcar ci ha portati fino in Senegal (hai visto il nostro vlog\u0026nbsp; ?) e ha retto anche a temperature di 45 gradi!\nIl tour del nostro van\nConsiderazioni sugli accessori Quando avevamo ponderato l\u0026rsquo;acquisto degli accessori lo avevamo fatto immaginando di usare il van in modo vacanziero. Partiti per andarci a vivere quotidianamente ci siamo accorti di aver sottovalutato alcune cose. A posteriori avremmo fatto scelte diverse ma vediamole insieme.\nIn primis avremmo messo un pannello più prestante e un inverter meno potente. 2000W sono troppi se sfruttati solo per caricare i telefoni e i computer. Per le nostre esigenze basterebbe un intverter da 400W.\nPer quanto riguarda le batterie, avremmo optato direttamente per una litio di pari potenza ma alla fin fine abbiamo imparato a conviverci e con quella portatile abbiamo risolto, per ora, i nostri problemi.\nPer quanto riguarda l\u0026rsquo;acquisto del riscaldamento a diesel esterno, forse era meglio rimuovere la Truma combi a gas per mettere quella a diesel. Quella che abbiamo installato funziona ma è altamente rumorosa soprattutto quando si attacca e stacca di continuo.\nTo-Do Di seguito la lista check-list di cose da sistemare e aggiornamenti che vorremmo fare al nostro \u0026ldquo;passaggio\u0026rdquo; dall\u0026rsquo;Italia. Alcuni sono check di routine altri invece vanno sistemati in quanto potrebbero, alla lunga, creare problemi durante il viaggio.\nDa sistemare 🔧\nManiglia frigo - rotta a metà per colpa di Olimpia Rimarrà così Scalino - si è rotto per un dosso in Senegal. Visti i problemi opteremo per toglierlo Rimosso Finestre - va messo il frena filetti o qualcosa di simile Vinavil e via! Oblò: le viti non tengono Messo téflon, sembra tenere Sistemare portellone scollato Sistemato con il silicone in Marocco Aggiustare sotto cintura in dinette - è presente una vite che risulta non fissata correttamente Sistemato Sistemare pavimento - scricchiola per via del caldo assurdo Sistemare tavolino - balla 💃 Fare ciclo di sanigen per pulire le acque Touchscreen frigo - a volte troviamo il frigo spento, va capito se è colpa del touchscreen troppo \u0026ldquo;touch\u0026rdquo; Non sistemabile Zanzariera - i peli del nostro cane e la sabbia hanno fatto si che si è rotta la molla che tira i fili e rende la zanzariera scorrevole Risolto dopo aver smontato scopri qui come\u0026nbsp; . Lavori in valutazione 🔨\nattualmente non ci sono lavori in valutazione Oggetti di uso quotidiano Ci sono alcuni oggetti di uso quotidiano che non possono mancare a bordo, almeno per noi. Se vuoi vedere tutto quello che abbiamo a bordo basta andare qui\u0026nbsp; . Lasciamo invece qui di seguito i video dedicati alla sicurezza e agli accessori indispensabili a bordo!\n","country":null,"date":"gennaio 1","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_800,dpr_auto/v1689177365/Articoli/Blog/van_vutmva.jpg","permalink":"/van/","title":"Il van"},{"categories":null,"contents":" Un viaggio che diventa esperienza di vita e che sappiamo quando ha avuto inizio ma non vogliamo sapere quando e come avrà fine andava in qualche modo documentato. 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Ci piace da sempre tenere conto delle spese, per cui ecco dei grafici e la tabella dove teniamo traccia di tutte le spese e di come questo viaggio potrà davvero mantenersi nei mesi.\nSe volete scoprire come facciamo a spendere cosi poco per tutto questo viaggio vi rimandiamo alla guida che abbiamo scritto in merito.\nNei calcoli non sono inclusi il costo del van e dei suoi accessori che potete trovare qui.\nVideo Quanto abbiamo speso dopo 6 mesi\u0026nbsp; : dopo 6 mesi in viaggio in Europa raccontiamo nel dettaglio le nostre spese.\nCome risparmiamo\u0026nbsp; : un video in merito a come facciamo a risparmiare a bordo!\nLa verità! Quanto abbiamo speso dopo 1 anno in giro fra due continenti e 13 paesi: ","country":null,"date":"gennaio 1","image":"https://res.cloudinary.com/ilgattodicitturin/image/upload/f_auto,q_auto,w_500,c_scale,w_800,dpr_auto/v1709916475/Articoli/Blog/spese-in-viaggio_nsvy8m.jpg","permalink":"/expenses/","title":"Le nostre spese"},{"categories":null,"contents":"Di seguito un elenco un elenco di collegamenti a siti, notizie, agenzie di stampa e media che hanno parlato di noi o condiviso aggiornamenti e notizie sulle nostre attività.\n","country":null,"date":"gennaio 1","image":"","permalink":"/press/","title":"Parlano di noi"},{"categories":null,"contents":"Informativa sulla privacy Questa privacy policy contiene informazioni importanti sul trattamento e sulla tutela dei dati personali degli Utenti del sito www.vandipety.it.\nI dati raccolti tramite il sito sono trattati secondo i principi di correttezza, liceità, trasparenza, limitazione delle finalità e della conservazione, minimizzazione ed esattezza, integrità e riservatezza, come previsto dal Regolamento UE 679/2016 (GDPR).\nTitolare del trattamento dei Dati Titolare del trattamento dei dati è Sara Moressa – Torino, P. 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